Archive for the 'Politica nazionale' Category

giu 08 2018

anche tu mara! 08 06 2018

ANCHE TU MARA!
Dalla Stampa; Mara Carfagna si unisce al coro: “Donne dimenticate. Premier tace su violenza di genere”
E ha taciuto anche su chi le donne le violenta coi soldi.

Rivolta 08 06 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

giu 03 2018

amici di idee 03 06 2018

AMICI DI IDEE Con la nomina di Gian Marco Centinaio a Ministro delle Politiche Agricole proprio nel giorno in cui l’Unione Europea ha presentato la riforma della politica agricola, inizia una dura battaglia per difendere il primato dell’agricoltura italiana in Europa per valore aggiunto, qualità, sicurezza alimentare ed ambientale”. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo che si congratula con il neo ministro e con l’intero Esecutivo guidato dal premier Giuseppe Conte e assicura “piena collaborazione nella difesa e valorizzazione del Made in Italy agroalimentare, oggi minacciato dalla visione omologante del cibo rappresentata in Europa dai paesi del Nord”. “Sovranità alimentare, etichettatura di origine obbligatoria di cibi e bevande, un nuovo approccio nei trattati di libero scambio con i Paesi terzi e il ripensamento delle scelte fatte sui voucher la cui cancellazione ha creato tanti disagi al settore, sono da sempre al centro dell’azione di Coldiretti e ora trovano riscontro anche nel contratto di Governo” ha precisato Moncalvo. “Il primo impegno è la difesa dell’Italia nel negoziato avviato con la proposta di riforma della Politica Agricola (Pac) presentata dal Commissario Europeo Phil Hogan” ha proseguito Moncalvo sottolineando che “a pagare il conto della Brexit non può essere l’agricoltura che è la chiave per vincere le nuove sfide che l’Unione deve affrontare, dai cambiamenti climatici, all’immigrazione, alla sicurezza.”

No responses yet

mag 30 2018

chi comanda 30 05 2018

CHI COMANDA E’ Paolo Delgado, sul Dubbio, a raccontare i precedenti del match Mattarella vs Salvini&Di Maio, che dimostrano come la contesa attuale su chi ha ragione sia causata dal “buco” dell’art. 92 “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i Ministri”, che “dimentica” di spiegare cosa succede se i due non andassero d’accordo; arrivasse il tempo dell’art. 88 “Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse”: e se i Presidenti delle Camere non sono d’accordo? Confrontiamo i due articoli col 94 “Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale”: col 94 il Governo “deve”, con gli altri due sopra il deve rimane nel mondo di sogni; perché?
Se vogliamo, ecco pronto un altro esempio: tutti fessi fino a maggio 2018, presidenti della Repubblica e candidati premier, o entrambi avevano capito che il buco andava colmato col buon senso della politica?
—«Il Presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri». E’ intorno a questo articoletto della Costituzione, il 92, che si svilupperà nei prossimi giorni il percorso della crisi. E’ dal braccio di ferro che si sta svolgendo intorno al medesimo articolo che dipenderà la nascita o meno del governo gialloverde. Il caso Conte, con i suoi un po’ grotteschi curricula gonfiati, maschera infatti il vero oggetto del contendere che è il ministero chiave dell’Economia.
Il solenne art. 92, per la verità, è stato per lunghi decenni oggetto di ricerche nei “Chi l’ha visto? ” dell’epoca. La Repubblica dei partiti semplicemente lo ignorava. A decidere tutto erano i capipartito, trattando tutt’al più con il presidente del consiglio incaricato, ammesso che questi avesse qualche forza di suo. Il notaio del Colle si limitava a eseguire.
La svolta arrivò con Oscar Scalfaro, l’apripista dei presidenti monarchi. Dipese dalle circostanze più che dalla volontà dell’uomo. Appena insediato, la tempesta di tangentopoli e del referendum travolse la prima Repubblica. In quella fase di travagliata transizione, la sovranità scivolò in larga misura nelle mani del capo dello Stato. Fu lui a scegliere il governatore di Bankitalia Ciampi, nel 1993, come premier del governo che avrebbe dovuto gestire il Paese mentre il parlamento cercava l’accordo su una nuova legge elettorale. Fu lui a scegliere, con Ciampi e con i leader del Pds Occhetto e dell’agonizzante Dc Martinazzoli i ministri di quel governo. Quando, dopo la vittoria alle elezioni del 1994, il Polo guidato da Berlusconi vinse le elezioni impedì la nomina a ministro della Giustizia di Cesare Previti, chiacchieratissimo avvocato del premier. Dopo la caduta di quel governo, nel giro di pochi mesi, Scalfaro compilò di nuovo la lista dei ministri con il premier, indicato e poi rinnegato dal disarcionato Berlusconi, Lamberto Dini.
Quanto a protagonismo, si sa, Napolitano non è stato secondo a nessuno. Il confine tra presidenza della Repubblica e sovranità piena lo ha varcato più volte e in piena consapevolezza. Sui ministri il suo semaforo rosso è scattato in alcuni casi di fondamentale importanza, al momento della formazione del governo Renzi, nel 2014. Renzi si era presentato con la casella del ministero della Giustizia occupata da un magistrato d’assalto, certamente tra i più efficienti ma anche tra i meno attenti alle garanzie, Nicola Gratteri. E’ probabile che quel nome per Napolitano, che ha sempre guardato con poca benevolenza il giustizialismo, non piacesse per una lista di ragioni lunga quanto un elenco del telefono. Ma per bloccarlo mise in campo un’argomentazione di carattere generale: l’inopportunità di affidare il ministero di via Arenula a un magistrato. Alla fine a essere nominato fu uno degli esponenti del Pd più vicini al presidente: Andrea Orlando.
Ma ciascuno di questi presidenti, persino Scalfaro e Ciampi alle prese con Berlusconi, erano alle prese con leader per cui i buoni rapporti con i vertici istituzionali, quelli romani quanto quelli allocati a Bruxelles, erano desiderati e ricercati al punto di sacrificare molto per conquistarli. Mattarella si trova in una situazione diversa e molto più scomoda. Vedremo nel giro di pochi giorni se riuscirà nonostante tutto a incidere o se, dopo il colpo a vuoto del governo del presidente, dovrà registrare sulla nomina dei ministri un nuovo scacco.

Rivolta 30 05 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

mag 28 2018

carlo il grande 28 05 2018

CARLO IL GRANDE
A noi cremonesi Carlo Cottarelli primo ministro, e a lungo! dovrebbe piacere assai: non corriamo più il rischio di vederlo sindaco, tutto per noi!

Rivolta 28 05 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

mag 26 2018

il piano b 26 05 2018

Published by under costume,Politica nazionale

IL PIANO B Dal Corriere; la Costituzione più “bella” del mondo, dicono gli adoranti: e se né presidente della Repubblica né premier hanno in riserva un piano B, che succede?
—Il post che segna l’inizio della crisi arriva alle 20.42: «Sono davvero arrabbiato». Matteo Salvini ha appena ascoltato il resoconto del faccia a faccia tra il presidente Sergio Mattarella e il premier incaricato Giuseppe Conte. Ogni parola che sente lo irrita di più, l’umore si fa più fosco ad ogni dettaglio che apprende. Poco dopo, al post del segretario leghista si aggiunge il «like» di Luigi Di Maio. Insieme a quelli di una decina di migliaia di follower. Lo stato maggiore del partito lo chiama al telefono, tutti vogliono sapere e lui risponde. E con loro si sfoga: «È una follia che Paolo Savona non sia accettato da Mattarella perché sarebbe nemico di Angela Merkel» esordisce con il suo interlocutore. Tutta la giornata è stata contraddistinta dagli attacchi pesantissimi che arrivano dalla stampa tedesca, dall’incendiario commento «Italia scroccona» di Der Spiegel, alla vignetta della Frankfurter Allgemeine Zeitung che raffigura Salvini come il dottor «Peste» e Luigi Di Maio come il dottor «Colera» che insieme spingono una barella con l’Italia malata.

No responses yet

mag 25 2018

i corrispondenti 25 05 2018

Published by under barzellette,Politica nazionale

I CORRISPONDENTI
Titolo e video del Corriere; Di Maio: “Con la Lega ci capiamo al volo come se lavorassimo insieme da anni”
Al posto di Salvini io m’incazzerei di brutto; ancora un paio di dichiarazioni del genere e Forza Italia risorpassa la Lega!

Rivolta 25 05 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

mag 22 2018

piccolo voto, grande significato 22 05 2018

Published by under costume,Politica nazionale

PICCOLO VOTO, GRANDE SIGNIFICATO
I 100mila votanti per le regionali della Val d’Aosta son poco più che a Cremona, ma di nuovo la Lega ha “segato” i principali concorrenti: rimasti negli spogliatoi Partito democratico e Forza Italia, dimezzati i seggi dell’Union Valdotaine, i 5 Stelle dal 24% del 4 marzo precipitati al 10, in due mesi!
Il segreto è sotto gli occhi di chi vuol vedere: scarpe sempre meno grosse, cervello sempre più fino, e anche nei giorni del successo in mezzo alla gente, come da lunga abitudine!

Crema 22 05 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

mag 18 2018

lega d’italia 18 05 2018

Published by under costume,Politica nazionale

LEGA D’ITALIA
Da Repubblica; noi di Forza Italia siamo testoni: basterebbe copiare la Lega, fuori i nobili, avanti chi lavora!
—I numeri arrivano da un sondaggio svolto da Swg tra il 9 e il 13 maggio. “A quale partito darebbe il suo voto?”, la domanda. La risposta: il 32,1% sceglie il Movimento Cinque Stelle, il 25,5% la Lega, il 19% il Partito democratico. Giù dal podio: Forza Italia, il cui crollo è ormai certificato, scende sotto la soglia del 10% (9,8) mentre Fratelli d’Italia si attesta al 3,8%. Sul versante sinistra-centrosinistra c’è solo immobilità: analisi del voto, convention e convegni non bastano ancora. Leu è al 2,8%, +Europa all’1,8%, Potere al Popolo all’1,6%.

No responses yet

mag 11 2018

il cerchio s’è chiuso 11 05 2018

IL CERCHIO S’E’ CHIUSO
L’ha già fatto, per me, col Nuovo Centro Destra, permettere il governo contro senza dar nell’occhio; ma oggi il sospetto è ancor più forte, se si va al voto in luglio noi di Forza Italia veniam spazzolati……… Dall’Ansa:
—”No, no”, ha risposto Berlusconi ai cronisti che gli hanno chiesto se si sente tradito da Salvini, mentre usciva dal Palazzo della Permanente dove ha visitato la mostra mercato degli antiquari. “Speriamo che questi due non vadano avanti perché mettono la patrimoniale”.

Crema 11 05 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

mag 10 2018

è pure orgoglioso!! 10 05 2018

E’ PURE ORGOGLIOSO!! Dal blog del MoVimento, il Di Maio Luigi:
—È finito da poco l’incontro con Matteo Salvini qui alla Camera dei Deputati. Come sapete ieri si sono create le condizioni per un governo del cambiamento fra MoVimento 5 Stelle e Lega. Io sono molto orgoglioso del fatto che siamo arrivati fino a qui mantenendo la nostra linearità, la nostra coerenza, portando avanti la nostra linea politica. È un grande obiettivo raggiunto.
Crema 10 05 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

Next »