Archive for the 'golosità' Category

lug 29 2018

copie da cent al chilo 29 07 2018

COPIE DA CENT AL CHILO
E’ Repubblica, che ancora una volta, quando si tratta dei grandi temi dell’Agricoltura, si rivolge ai Coldiretti; come del resto gli altri commentatori, esperti, politici eccetera; e i Coldiretti sono ancora buoni quando fingono dimenticare che i primi similgrana nascono in Italia, nel silenzio più completo del Consorzio Tutela Grana Padano, ben tutelato dai sapientoni di Confagricoltura…..
—Dimmi cos’ha mangiato la mucca e ti dirò da dove proviene. È partendo da qui che un team di ricercatori dell’università Cattolica è riuscito a mettere a punto un sistema in grado di certificare il vero Grana padano dop, distinguendolo dai tanti prodotti taroccati che circolano sul mercato. Perché il Grana, il prodotto dop più consumato al mondo con quasi 2 milioni di forme esportate nel 2017 su un totale di 5 milioni prodotte, vanta numerosi tentativi di imitazione e la guerra al falso è spesso impervia.
“Con il falso parmigiano che nel mondo supera quello vero, sono importanti nuove tecnologie che permettono di smascherare le imitazioni a vantaggio dei consumatori ma anche delle aziende impegnate a garantire l’offerta dei formaggi italiani più venduti nel mondo”, commenta Coldiretti, ricordando che sui nostri mercati sono arrivati i cosiddetti similgrana di bassa qualità, spesso venduti con nomi di fantasia ma evocativi dell’originale, dal parmesao brasiliano al reggianito argentino fino al parmesan perfect italiano prodotto in Australia. Grandi produttori di fake, ricorda la Coldiretti, sono gli Stati Uniti con poli caseari in Wisconsin, California e New York e una gamma che va dal falso parmigiano vegano a quello prodotto dalla Comunità Amish, al kit che promette di ottenerlo in casa in appena 2 mesi.

Ceriana 29 07 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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lug 27 2018

la vendemmia del pomodoro 27 07 2018

Al via la “vendemmia” del pomodoro:
-12% per grandine e sbalzi temperatura

È partita la raccolta di pomodoro da salsa in Lombardia. Lo rende noto la Coldiretti regionale precisando che, secondo le prime stime, quest’anno la produzione dovrebbe superare di poco i 4,7 milioni di quintali, con un calo di circa il 12% rispetto allo scorso anno per effetto del clima pazzo, per un valore complessivo di 37 milioni di euro contro i 43 milioni del 2017.
Il pomodoro – spiegano i tecnici del Consorzio Casalasco del Pomodoro di Rivarolo del Re (CR), leader nella coltivazione e trasformazione dell’oro rosso Made in Italy – è una coltura che necessita di sole. Quest’anno, però, le bizze del tempo hanno segnato la crescita delle piantine: grandine, bombe d’acqua, ma soprattutto i frequenti sbalzi di temperatura registrati negli ultimi mesi hanno ridotto la resa. “L’ideale per il pomodoro è un clima asciutto – conferma Lorenzo Barilli, produttore di Casalmaggiore – Invece quest’anno, soprattutto nel mese di maggio, di pioggia ne abbiamo avuta fin troppa. A questo si aggiunga lo stress provocato dagli sbalzi termici e si capisce perché oggi mi trovo piante con tre pomodori al posto che sei”.
In Lombardia – conclude la Coldiretti regionale – il pomodoro è coltivato su circa 7 mila ettari di terreni, concentrati per l’80% in provincia di Mantova e Cremona. Nel nord Italia si concentra la metà della produzione italiana del settore con oltre 2 milioni e 600 mila tonnellate. Il pomodoro è il condimento più acquistato dagli italiani (ogni anno 35 chili a testa tra passate, polpe, concentrato e pelati), ma il nostro Paese è anche il primo esportatore mondiale di polpe e pelati, con una quota di quasi l’80 per cento del valore di tutti gli scambi internazionali.

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lug 27 2018

un grande derby 27 07 2018

UN GRANDE DERBY
Stefano Mauri da Sussurrandom, blog cremasco che alla Provincia fin che c’è farebbero bene a leggere; e meditarci su, per imparare a colorir la notizia; altro che sfida col tortello mantovano, il cremasco rischia d’esser cancellato dal……
—Il ministro Toninelli ecco è stato ancora e nuovamente l’acuto protagonista di una vignetta in prima pagina del maestro Giannelli sul Corriere della Sera. Chapeau al Ministro Pentastellato, sempre più superstar della politica nazionalpopolare.

Ceriana 27 07 2018 www.flaminiocozzzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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lug 26 2018

l’anguriata 26 07 2018

Visto l’andazzo, aspettiamoci di leggere sul sito Libera che l’anguria fa male, specie d’estate………. nota di Flaminio Cozzaglio
“L’anguriata” e l’ortofrutta alleata della tintarella
domenica al Mercato di Campagna Amica a Crema
 
La settimana con Campagna Amica si chiude domenica 29 luglio a Crema, con una mattinata nel segno dell’ortofrutta estiva. “L’anguriata” è il tema proposto dagli agricoltori della Coldiretti per questa ‘uscita speciale’ del Mercato, sotto la pensilina di via Verdi dalle ore 8 alle 12.
Accanto a tutti i sapori dell’agricoltura cremasca e cremonese, da sempre presenti presso gli stand del Mercato di Campagna Amica (dai formaggi ai prodotti da forno, dall’ortofrutta al miele, dai prodotti bufalini a quelli caprini, senza scordare pasta, vino, confetture), in questa ultima domenica del mese di luglio si  rende omaggio al prodotto di stagione per eccellenza, l’anguria, proposto ad un prezzo di favore, appena raccolto dal campo, come garantiscono gli agricoltori della Coldiretti.
L’anguria è il frutto simbolo dell’estate: alimento fresco, dissetante e appetitoso, ha effetti benefici sulla salute – sottolinea Coldiretti Cremona –. È un prodotto che si mangia, ma è composto per ben il 95% da acqua, e provvede in parte al fabbisogno idrico del nostro organismo. È dissetante e sazia rapidamente apportando pochissime calorie (solo 16 per 100 grammi). È inoltre una buona fonte di vitamine A, B6 e C ed aiuta a reintegrare i sali minerali che si perdono con il caldo della stagione estiva. Per tutti questi motivi, l’anguria è la scelta perfetta per chi intende superare a pieni voti la “prova costume”.
Sempre in preparazione alle vacanze d’agosto, il mercato di Campagna Amica a Crema dedicherà particolare spazio a tutta l’ortofrutta. “Non dimentichiamo che frutta e verdura sono le prime alleate per chi vuole garantirsi una tintarella perfetta e naturale – evidenzia Coldiretti Cremona –. La dieta adeguata per un’abbronzatura sana e naturale si fonda sul consumo di cibi ricchi in vitamina A che favoriscono la produzione nell’epidermide del pigmento melanina che protegge dalle scottature e dona il classico colore scuro alla pelle”.
Sul podio del “cibo che abbronza” secondo la speciale classifica stilata dalla Coldiretti salgono le carote, che contengono ben 1200 microgrammi di vitamina A o quantità equivalenti di caroteni per 100 grammi di parte edibile. Eccellenti alleati – continua la Coldiretti – sono anche il radicchio e gli spinaci, senza trascurare le albicocche, al terzo gradino nella “top ten della tintarella della salute”, e poi cicoria, lattuga, melone giallo e sedano, peperoni, pomodori, pesche gialle, angurie, fragole e ciliegie, che presentano comunque contenuti elevati di vitamina A o caroteni.
Con il caldo – evidenzia Coldiretti – è importante consumare frutta e verdura fresca, fonte di vitamine, sali minerali e liquidi preziosi per mantenere l’organismo in efficienza e per combattere i radicali liberi prodotti come conseguenza dell’esposizione solare. Antiossidanti “naturali” sono infatti le vitamine A, C ed E, che sono contenute in abbondanza in frutta e verdura fresca.
LA TOP TEN DELLA TINTARELLA DELLA SALUTE – Vitamina A (*)
1. Carote 1200
2. Radicchi 500-600
3. Albicocche 350-500
4. Cicorie e lattughe 220-260
5. Meloni 200
6. Sedano 200
7. Peperoni 100-150
8. Pomodori 50-100
9. Pesche 100
10. Cocomeri, fragole e ciliegie 10-40
(*) in microgrammi di Vitamina A o in quantità equivalenti di caroteni per 100 grammi di parte edibile
Fonte: Elaborazioni Coldiretti

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lug 25 2018

dai giovani coldiretti 25 07 2018

DAI GIOVANI COLDIRETTI,
che stavolta precedo perché sono a Ceriana, regina dell’olio da taggiasca, e ho familiarità con molti eccellenti agricoltori, tra cui mi piace ricordare Daniele Martini: “ho assaggiato ottimi oli anche in Tunisia”. Sarebbe già un problema importassimo solo gli ottimi, i costi d’Italia non son certo quelli tunisini, ma i nemici non sono gli agricoltori tunisini bravi, sono le nostre multinazionali, come definirle? un po’ giocherellone, che cercano e spacciano l’olio che costa meno, sempre lo sia, olio; parafrasando, c’è il migrante vero, mischiato troppo spesso al parassita……
—Olio, con un aumento record del 260% delle importazioni nel 2018 rispetto allo scorso anno è il caso di dire che è in corso una vera invasione di olio di oliva dalla Tunisia. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti in occasione della visita in Sicilia del Vice premier Di Maio che ha annunciato l’intenzione di “rivedere i trattati con Marocco e Tunisia, che riguardano arance e olio”.
L’Unione Europea deve respingere al mittente la richiesta del Governo di Tunisi di rinnovare la concessione temporanea di contingenti d’esportazione di olio d’oliva a dazio zero verso l’Ue per 35mila tonnellate all’anno scaduta il 31 dicembre 2017, oltre alle 56 700 tonnellate previste dall’accordo di associazione Ue-Tunisia (in vigore dal 1998).
E’ evidente il rischio della destabilizzazione del mercato con gli arrivi di olio tunisino in Italia che sono quasi quadruplicati nel 2018, sulla base dei dati Istat relativi al primo quadrimestre che attestano l’importazione di 26,6 milioni di chili. Si tratta di produzioni di bassa qualità svendute a prezzi insostenibili ma commercializzate dalle multinazionali sotto la copertura di marchi nazionali ceduti all’estero per dare una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri, a danno dei produttori e dei consumatori.
Un rischio concreto per la produzione italiana già colpita dall’ondata di gelo invernale che ora va difesa dalla concorrenza sleale che non rispetta le stesse regole dal punto di vista sanitario, ambientale e sociale. In gioco c’è oltre 1 milione di ettari di terreno coltivato ad ulivo in Italia che è il secondo produttore mondiale di olio di oliva e può contare sul maggior numero di olio extravergine a denominazione in Europa (43 DOP e 4 IGP) con un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 varietà di olive, il più vasto patrimonio di biodiversità del mondo.
Il settore agricolo non deve diventare merce di scambio degli accordi internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto sul piano economico, occupazionale ed ambientale sui territori. Se a livello nazionale e comunitario serve una mobilitazione delle istituzioni, sul piano produttivo la Coldiretti per difendere e valorizzare la produzione nazionale ha sottoscritto insieme a Unaprol, Federolio e FAI S.p.A. (Filiera Agricola Italiana) il più grande contratto di filiera per l’olio Made in Italy di sempre per un quantitativo di 10 milioni di chili ed un valore del contratto di filiera di oltre 50 milioni di euro con l’obiettivo di assicurare la sicurezza e le diffusione dell’olio italiano al 100% stabilizzando le condizioni economiche della vendita con un prezzo minimo garantito e programmazione pluriennale. I protagonisti del contratto di filiera hanno aderito al progetto promosso da Coldiretti di realizzare una filiera agricola italiana per difendere la produzione, garantire un utilizzo sostenibile del territorio, valorizzare la distintività, assicurare la giusta distribuzione del valore tra tutte le parti della filiera, ricostruire un’identità del sistema Paese e riconquistare quote di mercato.
Il 91% degli italiani consuma olio extravergine di oliva con la maggioranza assoluta che considera determinante l’origine italiana delle olive anche se rimane il rischio evidente che olio straniero venga “spacciato” come italiano, infatti sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte ‘miscele di oli di oliva comunitari’, ‘miscele di oli di oliva non comunitari’ o ‘miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari’ obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva”.
La scritta, fa notare la Coldiretti, “è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile”. Il consiglio di Coldiretti è quello di guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100% da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio EVO prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive.

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lug 24 2018

lorenzo cavalli 24 07 2018

Coldiretti Lombardia, Premio innovazione 2018:
a Milano menzione speciale per Lorenzo Cavalli, ‘campione bio’ di Casalmaggiore (Cremona)
“Credo fortemente che la qualità di un prodotto inizi dalla qualità del suolo, dell’aria e dell’acqua. La nostra azienda “Cà Vecchia” da circa quarant’anni si dedica alla produzione agricola secondo i criteri dell’agricoltura biologica. Coltiviamo orticole ed antiche varietà di meloni, come i meloni rospo, il banano, il moscatello, il banano di Lentigione, il moscatello di Castelverde. Si tratta di varietà antiche, che abbiamo reintrodotto con la collaborazione di due Istituti di agraria, l’Istituto Stanga di Cremona e l’Istituto Zanelli di Reggio Emilia”. Con queste parole Lorenzo Cavalli, classe 1993, dell’azienda agricola biologica Cà Vecchia di Casalmaggiore (Cremona), ha ritirato la menzione speciale assegnata da Coldiretti Lombardia nell’ambito dei premi all’innovazione in agricoltura assegnati stamattina a Milano.
Cuore dell’intervento di Lorenzo è stato il valore della scelta bio. “La nostra azienda è nel Distretto agricolo Biologico Casalasco-Viadanese – ha spiegato il giovane agricoltore –, una rete di aziende che coniugano la gestione sostenibile delle risorse naturali e l’economia locale, attraverso un’unione sinergica tra produzione agroalimentare biologica, tipicità territoriale delle produzioni e qualità dell’ambiente”. “In azienda – ha aggiunto Cavalli – organizziamo anche incontri sulla biodiversità e la sicurezza alimentare”.
Giunta all’undicesima edizione, la cerimonia di attribuzione dei premi all’innovazione giovane in agricoltura, consegnati dalla Coldiretti Lombardia, si è tenuta oggi a Palazzo Reale a Milano. “Sono progetti che nascono grazie all’estro delle nuove generazioni di agricoltori – ha spiegato Ettore Prandini, Presidente regionale di Coldiretti –, che testimoniano la loro inventiva e la loro capacità di adeguarsi alle esigenze dei consumatori e del mercato”.
A Palazzo Reale era presente una folta delegazione di giovani agricoltori cremonesi, capitanata dal Direttore di Coldiretti Cremona Mauro Donda, che aveva accanto il Delegato di Giovani Impresa Cremona Carlo Maria Recchia, che è anche leader dei giovani agricoltori di Coldiretti Lombardia, e il Segretario provinciale di Giovani Impresa, Giacomo Maghenzani.
Prima della consegna dei premi si è svolta la tavola rotonda sul tema “Cibo4.0: il futuro nelle mani dei giovani agricoltori”, moderata da Carlo Maria Recchia alla presenza di Fabio Rolfi Assessore all’Agricoltura, al cibo e ai sistemi verdi di Regione Lombardia, della psicologa Marta Sconci, la food writer Vatinee Riva Suvimol e Gabriele Ancona, Vicedirettore di Italia a Tavola.
Le aziende agricole premiate quest’anno per l’innovazione in Lombardia sono: Ettore Toso dell’Azienda agricola Mulino Tibis di Rodero (Como) per la categoria Impresa 3.Terra; Giovanni Mazzucotelli del vivaio Res Naturae di Introbio (Lecco) per la categoria Creatività; Davide Lazzari della società agricola Lazzari di Capriano del Colle (Brescia) per la categoria Sostenibilità; Davide Nava dell’azienda agricola Nava di Roncello (Monza Brianza) per la categoria Campagna Amica; Enrico Montonati dell’azienda agricola A poc a poc di Vergiate (Varese) per la categoria Fare Rete; Enrico Gotti della Oikos Cooperativa Sociale di Villa d’Almè (Bergamo) per la categoria Noi per il sociale. Le menzioni speciali sono state tributate a quattro aziende: accanto al cremonese Lorenzo Cavalli (“Menzione speciale Coldiretti Lombardia”), c’erano Ilaria Cattaneo di Sondrio (Menzione speciale “Giovani Impresa”), Alice Perini di Mantova (Menzione speciale “Campagna Amica”) ed Elisabetta Basana di Pavia (Menzione speciale al “Progetto Carnaroli”).

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lug 24 2018

laudato sii o mio tortello 24 07 2018

Published by under cronaca cremonese,golosità

LAUDATO SII O MIO TORTELLO Giustamente orgogliosi, ne dan notizia il blog Sussurrandom e L’Inviato Quotidiano dei fratelli Salini, da cui le righe sotto; mi permetto l’aggiunta: non esiste un vino cremasco a chilometro zero né a chilometri tanti, però Le Garzide hanno i vini di un grande campione, Paolo Laiolo Reginin di Vinchio d’Asti: chiedete, e vi saran serviti! —Due weekend per riscoprire e vivere le tradizioni enogastronomiche cremasche con teatro, musica, arti circensi e attività per adulti e bambini. Torna puntuale anche quest’anno l’appuntamento con la Tortellata Cremasca, in programma nei giorni 3-4-5 e 10-11-12 agosto presso l’agriturismo Le Garzide. Una manifestazione storica, che da 37 anni valorizza il piatto tipico della città e, più in generale, l’intera filiera agricola e produttiva che contraddistingue questa fetta di Pianura Padana. Si tratterà infatti un vero e proprio festival a chilometro zero: tutti gli ingredienti che imbandiranno le tavole saranno frutto del lavoro e della passione di agricoltori e allevatori locali.
Ceriana 24 07 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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lug 24 2018

dal iardino da mangiare 24 07 2018

Giovani, dal giardino da mangiare
al kit per la salsiccia “fai da te”
Ecco i vincitori dei premi all’innovazione in agricoltura
Dal kit per la salsiccia fai da te ai mille gusti del giardino da mangiare, dal vignaiolo custode di antiche varietà ai mirtilli della bellezza. Sono queste alcune delle idee che si sono aggiudicate i premi all’innovazione giovane in agricoltura per il 2018, consegnati dalla Coldiretti Lombardia a Milano. “Sono progetti che nascono grazie all’estro delle nuove generazioni di agricoltori – spiega Ettore Prandini, Presidente regionale di Coldiretti –, che testimoniano la loro inventiva e la loro capacità di adeguarsi alle esigenze dei consumatori e del mercato”. Diverse le storie di successo illustrate durante la premiazione nella sala conferenze di Palazzo Reale nel capoluogo lombardo, alla presenza di giovani agricoltori provenienti da tutte le province lombarde.
 I premiati 2018 della Lombardia sono: Ettore Toso dell’Azienda agricola Mulino Tibis di Rodero (Como) per la categoria Impresa 3.Terra; Giovanni Mazzucotelli del vivaio Res Naturae di Introbio (Lecco) per la categoria Creatività; Davide Lazzari della società agricola Lazzari di Capriano del Colle (Brescia) per la categoria Sostenibilità; Davide Nava dell’azienda agricola Nava di Roncello (Monza Brianza) per la categoria Campagna Amica; Enrico Montonati dell’azienda agricola A poc a poc di Vergiate (Varese) per la categoria Fare Rete; Enrico Gotti della Oikos Cooperativa Sociale di Villa d’Almè (Bergamo) per la categoria Noi per il sociale. 
 I premi all’innovazione 2018
 Categoria Creatività
I mille gusti del giardino da mangiare
Giovanni Mazzucotelli – Vivaio Res naturae, Introbio (Lecco)
Dalla Mertensia Maritima che sa di ostrica all’Acetosella dei boschi al gusto di ciliegia, dal fiore elettrico che se mangiato dona freschezza alla bocca fino alla “pianta della fonduta vegetale” che ha le foglie profumate di formaggio. A Introbio (Lecco) si trova il vivaio di Giovanni Mazzucotelli e di Maria Cazzaniga, un vero e proprio giardino bello da vedere e buono da mangiare: le piante ornamentali coltivate, infatti, sono anche commestibili. “Io e mia moglie Maria – racconta Giovanni Mazzucotelli, 27 anni – che conduciamo insieme l’azienda, ci siamo conosciuti alla Facoltà di agraria in università. Unendo la sua passione per la cucina e il mio amore per le piante, nella nostra azienda abbiamo fatto incontrare il giardino e la gastronomia”. Nel vivaio Res naturae si coltivano anche sette varietà di rabarbaro, pianta commestibile con diverse proprietà benefiche che l’azienda lecchese vende sia fresca sia trasformata in confettura, composta e nettare. “Oggi abbiamo all’attivo tremila piante – sottolinea Giovanni – e siamo la prima azienda italiana specializzata nella produzione di rabarbaro”.
 Categoria Campagna Amica
Il kit della salsiccia fai da te
Davide Nava – Azienda agricola Nava, Roncello (Monza Brianza)
Un kit per la salsiccia fai da te con materia prima a Km zero: è l’idea di Davide Nava, imprenditore agricolo di 23 anni, che a Roncello in provincia di Monza e Brianza conduce un allevamento di maiali. Per rispondere alle esigenze dei consumatori che vogliono prepararsi a casa da soli questi insaccati, arricchendoli a piacere con spezie ed odori, Davide propone un vero e proprio set composto da: carne trita di primissima scelta prodotta in azienda, budello, sale e pepe tutto sottovuoto e spago. Nella confezione, inoltre, si trova un foglietto di istruzioni che spiega tutti i passaggi e una “patente del maiale”, con tutti i dati di tracciabilità dell’animale per garantire la massima trasparenza. “L’idea – racconta Davide – mi è venuta ascoltando le esigenze dei consumatori che frequentano il mio spaccio aziendale. Diversi mi hanno chiesto consigli per poter realizzare a casa la propria salsiccia con la carne della mia azienda, per poter così creare anche delle occasioni in cui stare insieme in famiglia. Ho quindi pensato di accontentarli, proponendo un’unica confezione che racchiudesse tutto questo”.
 Categoria  Sostenibilità
Il vignaiolo custode di antiche varietà
Davide Lazzari – Società agricola Lazzari, Capriano del Colle (Brescia)
Il legame con il territorio lo ha ereditato dalla sua famiglia, che dal 1890 conduce un’attività vitivinicola a Capriano del Colle (Brescia). Una volta entrato in azienda, Davide ha voluto rendere sempre più sostenibile la produzione: da una parte valorizzando le proprietà dei terreni attraverso tecniche agronomiche come la lotta agli insetti con la confusione sessuale; dall’altra recuperando le antiche varietà locali dimenticate o in via di estinzione. Nel 2001, con la facoltà di Agraria dell’Università di Milano, Davide ha ritrovato e integrato nella sua produzione due cloni locali sconosciuti del XVI secolo di Marzemino. Da una decina d’anni, inoltre, sta lavorando al recupero di una varietà autoctona del Monte Netto riscoperta quasi per caso.
 Categoria Fare Rete
I mirtilli della bellezza
Enrico Montonati – Azienda agricola A poc a poc, Vergiate (Varese)
Dalla natura un aiuto per pelli sensibili e delicate: per questo nasce la linea di prodotti di agrocosmesi a base di mirtilli proposta da Enrico Montonati, 29 anni, titolare dell’azienda agricola A poc a poc di Vergiate (Varese). “Questi piccoli frutti – spiega Enrico – sono ricchi di vitamine e polifenoli che agiscono come vaso protettori e normalizzano la fragilità dei capillari. Inoltre, hanno proprietà antiossidanti e migliorano la sintesi delle fibre di collagene, diventando così un rimedio anti-age naturale”. Latte detergente, gel corpo, crema viso e siero viso sono i prodotti di questa linea di bellezza che Enrico realizza grazie alla collaborazione con un laboratorio di cosmetica naturale. “Nelle nostre creme e nei nostri gel – racconta Enrico – non ci sono prodotti di sintesi”. Oltre ai cosmetici, l’azienda di Vergiate produce anche succhi di frutta e marmellate di mirtilli senza l’aggiunta di zuccheri, coloranti e conservanti. “La nostra è un’impresa agricola di prima generazione – conclude Enrico Montonati – che ha deciso di dedicarsi alla coltivazione dei mirtilli per recuperare una tradizione del nostro territorio, proponendo però prodotti nuovi”.
Categoria Impresa 3.Terra
La nuova vita dei gamberi di fiume
Ettore Toso – Azienda agricola Mulini Tibis, Rodero (Como)
I gamberi di fiume sono una specie in via di estinzione, quasi scomparsa dal territorio italiano. Ma Ettore Toso, imprenditore agricolo di 30 anni, ha deciso di tornare ad allevarli per portarli poi sulle tavole del suo agriturismo Mulino Tibis, nelle Prealpi della provincia di Como. “Abbiamo riadattato gli ex box per cavalli, allestendo l’allevamento con materiali di riciclo e di recupero – spiega il titolare dell’azienda agricola di Rodero – Grazie a una sorgente interna, questi rari e delicati animali che vivono solo in acque pulite possono crescere in un ambiente ossigenato e puro, fondamentale per la loro salute”. Oltre ai gamberi di fiume Ettore Toso alleva anche la trota fario, una varietà locale del pregiato pesce d’acqua dolce. “Partendo da queste due specie – spiega – prepariamo dei menù a base di pesce di fiume che poi proponiamo nel nostro agriturismo, alternandoli con altri piatti più tradizionali a seconda della stagionalità”. Nell’azienda agricola di Rodero si allevano anche bovini, suini, asini, conigli e avicoli. “E tutti pascolano allo stato brado” precisa Ettore Toso, che insieme alla famiglia ha ristrutturato l’azienda: dove prima le erbacce crescevano indisturbate, tra i resti di una struttura dismessa, ora ci sono stalle, frutteti, allevamenti e un’attività agrituristica ricavata in un mulino dell’Ottocento completamente ricostruito. “Abbiamo introdotto in azienda anche l’utilizzo di mezzi elettrici – conclude Ettore – E non abbiamo certo intenzione di fermarci qui con le innovazioni”.
 Categoria Noi per il sociale
Ripartire dalla terra, tra verde e filari
Enrico Gotti – Oikos Cooperativa Sociale, Villa d’Almè (Bergamo)
Ripartire dalla terra e dai suoi frutti, per lasciarsi alle spalle un periodo buio della propria vita. È quello che succede tutti i giorni nelle attività di manutenzione del verde e di produzione vitivinicola promosse dalla Cooperativa sociale Oikos di Villa d’Almè, in provincia di Bergamo. Diversi soggetti deboli, con storie difficili o con problematiche di vario tipo, trovano una possibilità di rilancio attraverso la coltivazione di vigne e la cura di giardini e aiuole. “Negli ultimi dieci anni – spiega Enrico Gotti, Presidente della cooperativa – la crisi ha cambiato il contesto sociale del nostro territorio: sempre più spesso ci troviamo ad accogliere e reinserire nell’ambito lavorativo persone che non rientrano nella tradizionale concezione di disabilità, ma che vivono situazioni che li portano ai margini della società: mi riferisco ad esempio a chi perde il lavoro a cinquant’anni. Accanto a loro offriamo assistenza a coloro che hanno alle spalle un passato di dipendenze. Per tutti, il contatto con la terra è fondamentale: il rapporto diretto con la natura, la possibilità di vedere la vita che cresce e si sviluppa nei campi, aiuta questi soggetti a riprendere il contatto con la realtà e a tornare a interagire con gli altri”.

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lug 23 2018

le idee innovative 23 07 2018

Domani martedì 24 luglio 2018, ore 9.30
Milano – Palazzo Reale
GIOVANI, LE IDEE INNOVATIVE
CHE NASCONO DALLA TERRA
IL SALONE DELLA CREATIVITA’ AGRICOLA
PER I PREMI ALLE NOVITA’ DALLE CAMPAGNE
Dal giardino delle piante ornamentali da mangiare al primo kit per la salsiccia fai da te fino al recupero di antichi vigneti dimenticati. Sono solo alcune delle innovazioni che verranno presentate domani, martedì 24 luglio 2018 dalle ore 9.30 al salone della creatività agricola allestito presso la sala conferenze di Palazzo Reale in piazza Duomo 14 a Milano, per la consegna dei premi all’innovazione giovane nei campi che la Coldiretti Lombardia assegna alle idee imprenditoriali più interessanti e curiose sviluppate su tutto il territorio regionale.
Alla giornata interverranno: Ettore Prandini Presidente Coldiretti Lombardia e Vice Presidente nazionale di Coldiretti, Fabio Rolfi Assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi di Regione Lombardia, Carlo Maria Recchia Delegato Coldiretti Giovani Impresa Lombardia, la psicologa Marta Sconci, la food writer Vatinee Riva Suvimol e Gabriele Ancona Vicedirettore di Italia a Tavola che si confronteranno nella tavola rotonda dal titolo “Cibo 4.0: il futuro nelle mani dei giovani agricoltori”.

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lug 22 2018

strappare la terra 22 07 2018

Published by under golosità,turismo

STRAPPARE LA TERRA
Qui se non sudi usando braccia e gambe, macchine non è possibile in una campagna da sempre ripida, raccogli nulla; Daniele Martini m’ha portato a vedere la sua nuova vigna, camioncino su sentieri che i muli di montagna rifiuterebbero, guidava lui naturalmente, tremila metri quasi piani per essere Ceriana, a Moscatello di Taggia, tra i filari lo spazio per le patate, che meritano la doc, tutti gli agricoltori! altro che la maggior parte del salame cremonese; dalla vigna strappata, vista “taglio cartolina di bellezza” del paese; Daniele per sé e gli amici ha già ottimo Vermentino e un Rosso in cui c’è di tutto, anche il Moscato d’Amburgo, facile immaginare l’esito del Moscatello.
A spanne lo vedevo anch’io e Daniele conferma: pian piano i cerianaschi di ottima volontà spogliano gli ulivi dai roveti che li soffocano, con l’intenzione chiara: Ceriana deve tornare la regina dell’olio!

Ceriana 22 07 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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