Archive for the 'golosità' Category

ott 05 2018

la vecchia fattoria 05 10 2018

AMBIENTE: COLDIRETTI, ADDIO A 1,7 MLN DI MUCCHE, MAIALI E CAPRE
Addio alla vecchia fattoria in Italia dove sono scomparsi 1,7 milioni tra mucche, maiali, pecore e capre negli ultimi dieci anni. E’ la Coldiretti a lanciare l’allarme in occasione dell’inaugurazione del Villaggio contadino nella Capitale dove è stata aperta per tutto il week end una vera e propria Arca di Noè per scoprire le piante, gli animali e i prodotti salvati dall’estinzione grazie al lavoro di generazioni riconosciuto e sostenuto dai “Sigilli” di Campagna Amica. Stalle, ricoveri e ovili si sono svuotati dal 2008 con la Fattoria Italia che ha perso – sottolinea la Coldiretti – solo tra gli animali più grandi, circa un milione di pecore, agnelli e capre, oltre a 600mila maiali e più di 100mila bovini e bufale.
Un addio che – precisa la Coldiretti – ha riguardato soprattutto la montagna e le aree interne più difficili dove mancano condizioni economiche e sociali minime per garantire la permanenza di pastori e allevatori. A rischio – denuncia la Coldiretti – anche la straordinaria biodiversità delle stalle italiane dove sono minacciate di estinzione ben 130 razze allevate tra le quali ben 38 di pecore, 24 di bovini, 22 di capre, 19 di equini, 10 di maiali, 10 di avicoli e 7 di asini.
Un patrimonio composto da veri e propri tesori della natura e della storia come la capra Girgentana dalle lunghe corna a forma di cavaturacciolo, la cui origine in Italia risale all’epoca della Magna Grecia diversi secoli prima di Cristo e di cui si contano circa 400 capi per la produzione di latte destinato alla Tuma ammucciata (nascosta), così chiamata perché si tratta di un formaggio messo a stagionare in fessure di muro in gesso e/o pietra, che in passato venivano murate per nasconderle ai briganti. Sempre in Sicilia il Piacentino ennese si produce con il latte della pecora Comisana dalla caratteristica testa rossa. Ma c’è anche – spiega la Coldiretti – la mucca Podolica diffusa in tutto il Sud che per la sua resistenza e robustezza è un grande esempio di adattamento a un ambiente duro e difficile e che con il suo latte ha sfamato generazioni di famiglie permettendo di realizzare formaggi a pasta filata e il celebre Caciocavallo Podolico. Portata con le invasioni barbariche c’è la Marchigiana diffusa in centro Italia, mentre in Sicilia si trova la Modicana in grado di adattarsi anche a pascoli poveri bruciati dal sole per poi regalare un latte usato per formaggi tipici come il Ragusano, mentre con il latte della preziosa napoletana Agerolese si crea il “Provolone del Monaco”. Sulle Alpi – continua la Coldiretti – si trovano poi ancora le preziose mucche Barà di cui sono rimasti solo 4mila esemplari in tutta Italia, famose per la loro capacità di adattarsi alla dura vita in montagna.
Ma nel Villaggio contadino della Capitale – spiega Coldiretti – si possono ammirare anche il maiale nero casertano “calvo”, detto anche di razza “pelatella” perché senza peli, che ha avuto la sua massima diffusione alla fine dell’800 per poi essere riscoperto in tempi recenti con allevamenti allo stato brado o semibrado. Oppure il maiale di Cinta Senese dalla caratteristica cintura bianca e amico degli artisti dopo essere stato immortalato per la prima volta nel 1340 nel celebre affresco “Effetti del buongoverno in città e nel contado” del pittore senese Ambrogio Lorenzetti, per poi apparire anche in dipinti e affreschi della scuola senese del XII secolo in diverse chiese della campagna di Siena e in altre opere, ad esempio a Venezia nella cappella dell’Annunziata, in un dipinto datato 1510, di esecuzione faentina. Un altro maiale antico è quello nero dei Monti Lepini tipico del Lazio, più snello rispetto alle altre razze e con oltre mezzo millennio di storia. E non si possono dimenticare le galline come la Padovana, fra le più eleganti e chic con il suo enorme ciuffo in testa e le piume che vanno dal grigio perla al tricolore oppure la gallina Ancona con le sue tipiche penne a pois bianchi per mimetizzarsi meglio nell’ambiente sfuggendo a predatori e anche alla conta dei latifondisti che ne pretendevano una parte dai contadini.
Gli animali custoditi negli allevamenti italiani – sottolinea la Coldiretti – rappresentano un tesoro unico al mondo che va tutelato e protetto anche perché a rischio non c’è solo la biodiversità delle preziose razze italiane, ma anche il presidio di un territorio dove la manutenzione è garantita proprio dall’attività di allevamento, con il lavoro silenzioso di pulizia e di compattamento dei suoli svolto dagli animali. L’allevamento italiano – continua Coldiretti – è poi un importante comparto economico che vale 17,3 miliardi di euro e rappresenta il 35 per cento dell’intera agricoltura nazionale, con un impatto rilevante anche dal punto di vista occupazionale dove sono circa 800mila le persone al lavoro. “Per questo quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado spesso da intere generazioni”, ricorda il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

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ott 05 2018

piccoli comuni 05 10 2018

Piccoli Comuni, nei mille borghi lombardi
34 tesori gourmet da 1,5 miliardi di euro
Valgono più di 1,5 miliardi di euro le 34 tipicità agroalimentari DOP e IGP riconosciute dall’Europa e custodite negli oltre mille piccoli comuni lombardi. È quanto afferma la Coldiretti regionale in occasione del convegno “Comunità e territori per il futuro della Lombardia: produzioni di qualità e turismo per lo sviluppo dei Piccoli Comuni” con Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia; Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola; Fabio Rolfi, Assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi; Lara Magoni, Assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda; Pietro Foroni, Assessore regionale al Territorio e Protezione Civile; Massimo Castelli, Coordinatore Nazionale ANCI Piccoli Comuni. In Lombardia – spiega la Coldiretti regionale su dati Istat a gennaio 2018 – i borghi con meno di cinquemila abitanti sono 1055, pari a quasi il 70% delle amministrazioni locali, e rappresentano più del 60% del territorio. A livello provinciale, a Bergamo sono 167, a Pavia 164, a Brescia 134, a Como 117, a Cremona 103, a Varese 90, a Sondrio e Lecco 71, a Lodi 53, a Mantova 40, a Milano 35, a Monza Brianza 10. La nostra – sottolinea la Coldiretti Lombardia – è la seconda regione italiana per numero di piccoli comuni, dietro solo al Piemonte. Tutti i 34 prodotti lombardi a denominazione di origine (Dop e Igp) nascono nella rete dei piccoli comuni con 14 formaggi, 10 salumi, 2 olii extravergini di oliva, 4 prodotti ortofrutticoli e altri 4 prodotti di varia natura tra cui ad esempio i pizzoccheri della Valtellina IGP. A questi si aggiungono i prodotti agricoli tradizionali come il Fiorone della Valsassina realizzato a Morterone in provincia di Lecco, che con 35 abitanti è il più piccolo comune della Lombardia, o il riso che è coltivato anche a Villa Biscossi, 76 abitanti in provincia di Pavia. Il Fiorone della Valsassina di Morterone e il riso di Villa Biscossi sono solo alcuni dei prodotti agricoli custoditi nei piccoli comuni lombardi ed esposti a Milano in occasione del convegno su comunità e territori. All’hotel Gallia a Milano – continua la Coldiretti – in mostra anche le mele di Valtellina IGP coltivate a Sernio (474 abitanti in provincia di Sondrio) e le pere mantovane IGP cresciute a Borgofranco sul Po (759 abitanti in provincia di Mantova), il Formai de Mut dell’Alta Val Brembana DOP proveniente da Valleve (133 abitanti in provincia di Bergamo), il Bitto DOP di Pedesina (41 abitanti in provincia di Sondrio e secondo comune più piccolo della Lombardia), il miele varesino DOP di Agra (410 abitanti), il Salame di Varzi DOP di Rocca Susella (214 abitanti in provincia di Pavia), la Formaggella del Luinese di Rancio Valcuvia (937 abitanti in provincia di Varese), l’olio Laghi Lombardi DOP di Sale Marasino (3370 abitanti in provincia di Brescia), il Grana Padano DOP di Orio Litta (2056 abitanti in provincia di Lodi), il Salva Cremasco DOP di Trescore Cremasco (2870 abitanti in provincia di Cremona) e di Palazzo Pignano (3786 abitanti in provincia di Cremona), e da Palazzo Pignano (3786 abitanti) anche il Quartirolo Lombardo DOP. A livello italiano – continua la Coldiretti regionale – il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce nei comuni con meno di cinquemila abitanti, conservate nel tempo dalle 279 mila imprese agricole presenti nei piccoli borghi con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari. Un patrimonio enogastronomico del Paese custodito fuori dai tradizionali circuiti turistici – conclude la Coldiretti Lombardia – che potrà essere promosso anche grazie alla legge 158/17 che mira a valorizzare i piccoli comuni attraverso misure per favorire la diffusione della banda larga, la promozione dell’agroalimentare a filiera corta, il turismo di qualità. La legge punta su una dotazione di servizi adeguata, sulla cultura, sulla manutenzione del territorio, sulla tutela dell’ambiente, sulla messa in sicurezza di strade, scuole e del patrimonio edilizio pubblico.

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ott 04 2018

l’arca di noè 04 10 2018

Domani Venerdì 5 Ottobre
dalle ore 8,00
al Circo Massimo di Roma
Ingresso stampa via dell’Ara massima di Ercole
DOMANI L’ARCA DI NOE’ DELL’AGRICOLTURA ITALIANA
AL VILLAGGIO CONTADINO DELLA COLDIRETTI
Streaming su www.coldiretti.it
Una vera e propria Arca di Noè dove scoprire, i cibi, le piante e gli animali salvati dall’estinzione grazie al lavoro di generazioni riconosciuto e sostenuto dai “Sigilli” di Campagna Amica sarà aperta all’inaugurazione al Villaggio della Coldiretti nella Capitale L’appuntamento è a Roma al Circo Massimo dove accorreranno decine di migliaia di agricoltori dalle diverse regioni a partire dalle ore 8,00 di domani venerdì 5 Ottobre, per far conoscere il lavoro degli agricoltori italiani, le produzioni e le ricette della tradizione Made in Italy con la presenza all’inaugurazione di rappresentanti istituzionali tra i quali il Vicepremier Matteo Salvini, il Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il Sindaco Virginia Raggi, con il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ed il Segretario Generale Vincenzo Gesmundo.
Dalla capra Valdostana con le lunghissime corna alla pecora Comisana dalla testa rossa, ci saranno esemplari sopravvissuti lungo tutta la Penisola come la mucca Agerolese dal mantello nero dalla quale si ottiene il latte per il gustoso provolone del monaco o il Mucco Pisano, ma anche il maiale di Cinta senese dalla curiosa fascia bianca sul manto scuro e i cavalli Persano, Maremmano, Tolfetano e i simpatici Haflinger altotesini dalla folta e setosa criniera di colore chiaro, insieme a molte altre razze in pericolo di oche, anatre, conigli e galline che animano la campagna italiana e che saranno oggetto dello studio della Coldiretti “Sos per la fattoria italiana” divulgato nell’occasione. Focus sul prepotente ritorno degli asini spinto dalle proprietà del latte per neonati, cosmetica e dalla pet therapy, con le storiche razze presenti, dall’Amiata al Sardo dall’Asinara al Martina Franca e molti altri.
Ma sarà possibile conoscere i formaggi, i salumi, la frutta e gli ortaggi “dimenticati” che assicurano all’Italia il primato nella biodiversità alimentare, dai fagioli del Purgatorio di Gradoli alla patata Cojonaria del Friuli, dalla pera Angelica di Serrungarina al barattiere che, consumato acerbo, trova spazio in insalate o senza condimento e ricorda un po’ il cetriolo, dal Conciato Romano, formaggio dell’antichità ancora prodotto in anfore, al formaggio Ainuzzi, plasmato in forme di animali come cervi, daini e capre e strettamente legato alle tradizioni religiose di Agrigento e molti altri. E gli antichi mestieri con intagliatori, lanai, cappellai e ceramisti.
 
Per la prima volta la grande bellezza delle mille campagne italiane conquista la Capitale con il Villaggio della Coldiretti su 80mila metri quadrati per vivere un giorno da contadino tra le aziende agricole ed i loro prodotti, sui trattori, a tavola con gli agrichef, in sella ad asini e cavalli, tra gli uccelli per imparare l’antica arte del falconiere, nella stalla con mucche, pecore, capre, maiali, conigli e galline, nella capanna dei pastori o nelle fattorie didattiche dove i bambini possono imparare a pigiare l’uva, a impastare il pane o a fare l’orto.
 
#STOCOICONTADINI è anche l’unico posto al mondo dove per l’intero week end tutti potranno vivere per una volta l’ esperienza da gourmet con il miglior cibo italiano al 100% a soli 5 euro per tutti i menu preparati dai cuochi contadini che hanno conservato i sapori antichi del passato, dalla pasta di grano Senatore Cappelli al riso Vialone nano, dalla carne servita nelle bracerie ai galletti, dagli arrosticini abruzzesi all’abbacchio (fritto) Igp del Lazio, ma sarà possibile gustare i più pregiati salumi e formaggi italiani o scoprire le differenze tra le patate fritte rosse di Colfiorito Igp e quelle dell’Alto viterbese Igp o del Fucino Igp. Una occasione unica per assaggiare nei diversi gusti la pizza autenticamente tricolore, dalla farina all’olio, dal pomodoro alla mozzarella, ma anche lo street food green, dalle olive all’ascolana al pesce al cartoccio, dalla torta al testo e prosciutto alla pizza bianca con la mortadella. Tra i dolci la crema fritta al gelato di latte d’asina, i babà, i cannoli e i maritozzi con la panna 100% italiana.
E ancora degustazione guidata dei vini nelle enoteche, dell’olio nell’oleoteca e di birre agricole, ma anche la possibilità di assistere dal vivo al miracolo della trasformazione delle olive in extravergine, del grano in focaccia e dell’orzo in birra o di seguire le lezioni di agrocosmesi con i trucchi di bellezza della nonna.
Spazio al più grande mercato a chilometri zero con Campagna Amica dove o acquistare direttamente dagli agricoltori provenienti da tutta Italia esclusivi souvenir del gusto per se stessi o da regalare agli altri con aree dedicate alla solidarietà per aiutare le categorie più deboli. Un intero settore è dedicato alla pet therapy e al ruolo degli animali nella cura del disagio ma ci sarà anche pompieropoli con un coinvolgente percorso per i piu’ piccoli con tuffi sul telo, ponte tibetano, trave basculante, parete da arrampicata, teleferica e azioni antincendio, anche per imparare a rispettare e a difendere il bosco italiano.
Saranno presenti esponenti istituzionali, rappresentanti della società civile, studiosi, sportivi e artisti che discuteranno su esclusivi studi e ricerche elaborate per l’occasione dalla Coldiretti sui temi dell’alimentazione, del turismo dell’ambiente e della salute, ma non mancheranno spettacoli di animazione e concerti.

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ott 03 2018

grano riso e barbabietola 03 10 2018

Aiuto Accoppiato 2019: aumentano le risorse per barbabietola, grano e riso
In base a quanto stabilito dal decreto del Ministero delle Politiche Agricole, per il sostegno accoppiato è previsto un aumento delle risorse disponibili per l’anno di domanda 2019.
L’aumento previsto sarà pari allo 0,92% del massimale nazionale, così ripartito:
– 0,43% per il frumento duro, corrispondente a circa 15,9 milioni di euro arrivando a circa 80 milioni complessivamente disponibili per il 2019.
– 0,33% per il riso, corrispondente a circa 12 milioni di euro arrivando a circa 33,8 milioni complessivamente disponibili per il 2019.
– 0,16% per la barbabietola da zucchero, corrispondente a circa 5,9 milioni di euro arrivando a circa 22 milioni complessivamente disponibili per il 2019.
Con tale aumento, che si aggiunge a quello previsto dal 2017, la percentuale di risorse destinate al sostegno accoppiato raggiunge il 12,92%.
Gli Uffici Coldiretti sono a disposizione per eventuali chiarimenti. Consulta il sito www.terrainnova.it e scarica l’App TerraInnova al seguente link http://www.terrainnova.it/scarica-lapp-terrainnova/.

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ott 03 2018

stop a spesa sleale 03 10 2018

UE, stop a spesa sleale con black list del carrello
Prandini: “Prima risposta contro speculazioni”
Stop alla spesa sleale con la prima black list del carrello contro i sistemi di etichettatura nutrizionale fuorvianti, come quello a semaforo, ma che colpisce anche speculazioni, delocalizzazioni, ritardati pagamenti e vendite sottocosto tutelando agricoltori e consumatori. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per l’approvazione da parte della Commissione Agricoltura del Parlamento Europea della nuova legge europea contro le pratiche commerciali sleali nei rapporti tra le imprese dell’agroalimentare.
“E’ una prima risposta contro le speculazioni lungo la filiera – commenta Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia –, ma è anche uno stop a quei procedimenti che mettono in discussione i prodotti base della dieta mediterranea, cercando di condizionare in modo ingannevole la scelta del consumatore e mettendo in pericolo la salute dei cittadini oltre che il sistema produttivo di qualità del Made in Italy”. Tra le novità più rilevanti, infatti – spiega la Coldiretti – si introduce il divieto su tutto il territorio dell’Unione dell’utilizzo di sistemi di etichettatura nutrizionale fuorvianti, come il semaforo adottato in Gran Bretagna che finisce per escludere dalla dieta alimenti sani e naturali come l’olio di oliva, per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è neanche nota la ricetta.
Il testo, presentato dall’on. Paolo De Castro e approvato a larghissima maggioranza, istituisce di fatto – precisa la Coldiretti – una base normativa minima comune a livello Ue, a cui dovranno far riferimento tutti gli operatori della filiera agroalimentare, che potrà essere affiancata o integrata dalle misure nazionali. La lista nera – continua la Coldiretti – colpisce anche i ritardi nei pagamenti effettuati oltre 30 giorni per prodotti agricoli e alimentari deperibili e oltre 60 giorni per prodotti non deperibili, a partire dall’ultimo giorno del mese in cui è stata ricevuta la fattura o il giorno di consegna concordato. Vietate anche la cancellazione unilaterale di un ordine di prodotti deperibili a meno di 60 giorni dalla data di consegna concordata e le vendite sottocosto, se non concordate in anticipo, che vengono equiparate anch’esse a pratiche sleali. Sono inoltre introdotte norme positive in materia di contrattualizzazione collettiva quale strumento di garanzia per tutte le parti coinvolte nella filiera e i produttori avranno il diritto di richiedere un contratto di fornitura scritto.
 Per la tutela delle forme di impresa organizzata, vengono salvaguardate le disposizioni relative ai termini di pagamento e lo speciale rapporto tra il socio e la propria cooperativa. Le organizzazioni di rappresentanza degli agricoltori– aggiunge le Coldiretti – potranno presentare, per conto del produttore, una denuncia all’Autorità di contrasto ed essere coinvolte nel procedimento. Gli stessi vincoli saranno estesi inoltre – rileva la Coldiretti – agli acquirenti al di fuori dell’Unione, per evitare che gli operatori che acquistano prodotti sul mercato comunitario possano eludere le disposizioni della direttiva semplicemente trasferendo il loro luogo di stabilimento al di fuori dell’Ue, pena sanzioni. Il progetto legislativo – conclude la Coldiretti – passa ora all’esame del Consiglio con l’obiettivo di raggiungere un accordo definitivo entro la fine dell’anno.

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ott 03 2018

imparassimo, a cremona, 03 10 2018

IMPARASSIMO, A CREMONA, invece di vantare eccellenze e bontà che esistono solo nella fantasia di chi tenta di imbonire; a Piacenza già i pochi nomi citati suscitano entusiasmo; da Stefano Mauri, Sussurrandom, blog cremasco: piccolo ma buono! —Il 24 e 25 novembre a Piacenza Expo l’ottava edizione del mercato dei Vignaioli Indipendenti. 13.000 metri quadri espositivi, 600 vignaioli con più di 2.500 vini in degustazione, 500 carrelli e 20 Artigiani del Cibo. Sono i numeri in crescita dell’ottava edizione del Mercato dei vini dei Vignaioli Indipendenti che si terrà sabato 24 e domenica 25 novembre 2018 alla Fiera di Piacenza. I Vignaioli Indipendenti, produttori che seguono l’intera filiera vitivinicola, dalla vigna alla cantina, arriveranno da ogni parte d’Italia, per popolare i 10.000 metri quadrati del padiglione 1 della Fiera di Piacenza, per la prima volta interamente dedicato a loro. Qui i visitatori potranno incontrare i produttori, ascoltare i loro racconti, scoprire nuove realtà, degustare e acquistare vini, festeggiando con i vignaioli i 10 anni di vita della FIVI. Altra novità sarà che la ristorazione e i prodotti degli Artigiani del Cibo avranno quest’anno il padiglione 2 interamente dedicato: 3.000 metri quadrati di area relax dove i visitatori potranno fermarsi a mangiare e recuperare i carrelli per gli acquisti della giornata. Durante le due giornate del mercato sono previste anche quattro degustazioni dedicate all’approfondimento su vignaioli e territori: una incentrata sul Lazio Vigne, uomini e territori; una sul Trentino Anima trentina – dal Garda alle Dolomiti, un viaggio nella Nosiola; una sarà dedicata a due mini verticali di Barolo Bussia (Giacomo Fenocchio) e Barbaresco Basarin (f.lli Adriano) delle medesime tre annate, mentre una masterclass condotta da Walter Massa – A proposito di tappi – racconterà l’influenza di diversi metodi di chiusura sui suoi vini. Nella giornata di sabato saranno consegnate le targhe FIVI ai nuovi punti di affezione, enoteche e ristoranti che possono esporre lo stemma dell’associazione nel loro locale, perché propongono principalmente vini di produttori FIVI. Domenica sarà invece il giorno in cui, durante l’assemblea dei Vignaioli, sarà assegnato il premio al Vignaiolo dell’anno, da quest’anno intitolato a Leonildo Pieropan.
Gli orari di apertura del Mercato dei vini di Piacenza sono dalle 11.00 alle 19.00. Ingresso
€ 15.00, ridotto € 10.00 per soci AIS – FIS – FISAR – ONAV e SLOW FOOD e possessori del biglietto della manifestazione MareDivino 2018.
Per tutte le informazioni: www.mercatodeivini.it
Mercato dei vini in breve:
Quando: sabato 24 e domenica 25 novembre 2018
Dove: PiacenzaExpo

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ott 01 2018

coldiretti donne impresa 01 10 2018

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Open day delle fattorie lombarde con Coldiretti Donne Impresa
“Spunti antichi per donne moderne” nelle fattorie didattiche di Coldiretti Cremona

“Spunti antichi per donne moderne”: è stato il tema – proposto da Coldiretti Donne Impresa Cremona – che oggi ha unito le fattorie didattiche del territorio, tra le protagoniste dell’open day delle fattorie didattiche lombarde organizzato da Terranostra Lombardia (che, nella nostra regione,  ha coinvolto oltre quaranta aziende agricole).
Tutte le fattorie didattiche di Coldiretti Cremona hanno preso parte all’open day, proponendo una domenica all’insegna della scoperta della vita in campagna e dell’incontro con gli animali che popolano la fattoria, ma anche del teatro in riva al fiume, dell’omaggio ai sapori dell’agricoltura, e naturalmente dei giochi e delle attività che un tempo scandivano le giornate dei bambini che crescevano nelle famiglie contadine.
In prima linea in questo speciale – e riuscitissimo – open day c’erano anche le imprenditrici agricole della Coldiretti che, traendo ispirazione dalla raccolta “Spunti antichi per donne moderne” (il libro che raduna esperienze e consigli frutto delle testimonianze delle famiglie contadine lombarde), hanno dato vita ad attività e laboratori tesi a mostrare alle famiglie di oggi come – nelle famiglie di ieri – ci si prendeva cura del corpo, o dell’igiene della casa, della salute dei bambini e degli anziani, il tutto attingendo a prodotti naturali. Le imprenditrici agricole hanno mostrato, ad esempio, come si pulivano i paioli di rame, o come si preparavano tisane a partire dai prodotti dei campi, o come si fronteggiava il gonfiore degli occhi, o gli acciacchi dell’età, grazie ai frutti dell’orto e ai fiori del giardino.
“E’ stata un’iniziativa bella ed apprezzata: l’argomento ha incuriosito sia i giovani, che hanno scoperto tanti rimedi e consigli naturali, sia le persone anziane, che in molti casi hanno condiviso con noi i loro ricordi, aiutandoci ad arricchire la nostra ricerca – spiega Maria Paglioli, responsabile provinciale di Coldiretti Donne impresa –. Anche il libro che raccoglie questi consigli e ricette è stato molto richiesto”.

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ott 01 2018

replica di campagna amica il 7 ottobre! 01 10 2018

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Replica di Campagna Amica il 7 ottobre!
Grande successo per zucche e uva, regine del mercato di Campagna Amica a Crema
Con gli agricoltori di Coldiretti, oggi uscita a tema dedicata ai prodotti dell’autunno
E’ stato un colorato e gustoso omaggio all’autunno e ai suoi preziosi frutti, l’appuntamento di stamattina al Mercato di Campagna Amica a Crema.
Numerosissimi cittadini hanno affollato la pensilina di via Verdi, per prendere parte al “Festival della Zucca” e alla “Giornata dell’uva”, rispondendo all’invito giunto dagli agricoltori della Coldiretti. Ad accoglierli c’era – come tradizionalmente avviene ogni anno, nell’ultima giornata di settembre – una strepitosa esposizione di zucche, dalle commestibili alle ornamentali, e fra queste ultime una zucca gigante da record, dal peso di 628 chilogrammi, immediatamente divenuta l’indiscussa protagonista di fotografie e selfie. Nel contempo, il Mercato di Campagna Amica ha voluto celebrare anche la vendemmia e il vino, riservando uno spazio ai preziosi vini dell’Oltrepò Pavese.
Le degustazioni offerte ai cittadini hanno riunito vari sapori presenti presso il mercato di Campagna Amica: all’ingresso del mercato c’erano le torte salate a base di zucca, formaggi di bufala, salsiccia, ma anche i dolci con zucca e ricotta, mentre a metà percorso si potevano degustare i vini. Il tutto cogliendo l’occasione, nel contempo, di dialogare con i produttori scoprendo come nasce il buon cibo italiano e quali sono le ricette per valorizzare i prodotti di stagione made in Lombardia.
“Le feste a tema nascono per celebrare e promuovere i prodotti di stagione, per raccontare come nascono nelle nostre aziende agricole, per sottolinearne le proprietà e la bontà – spiega Alberto Soragni, produttore di zucche, il ‘papà’ della zucca gigante divenuta star questa mattina a Crema –. Un grazie di cuore a tutti i cittadini cremaschi che, anche in questa occasione, hanno preso parte alla nostra domenica di festa, tutta nel segno della bontà made in Italy, garantita dagli agricoltori”.
A Crema il mercato di Campagna Amica degli agricoltori di Coldiretti torna tra sette giorni: il prossimo appuntamento in via Verdi è fissato per domenica 7 ottobre, dalle ore 8 alle 12.

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set 30 2018

non è cattivo, non ci pensa….. 30 09 2018

NON E’ CATTIVO, NON CI PENSA……
Il ristorante di oggi, sotto le grinfie del Pennadoro:
–è un locale che unisce alla simpatia contagiosa della titolare, eccetera, anima e mente, eccetera, orgogliosa dei suoi piatti e convinta ambasciatrice della cremonesità eccetera, conquista i clienti con schiettezza ed esuberanza eccetera…… il marito e la figlia collaborano con intelligenza e passione–
Marito e figlia saran commossi fino alle lacrime, suppongo……

Cremona 30 09 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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set 30 2018

ceriana, svegliati! 30 09 2018

CERIANA, SVEGLIATI!
Articolo dalla Stampa; Ceriana ha una campagna benedetta da Dio, ci fosse passato, anche da Maometto! in gran parte in abbandono perché l’Agricoltura, a Ceriana alpinistica secondo l’amico Daniele Martini, rende a tutti tranne a chi la lavora. Eppure le castagne qui fecero la storia, assieme all’olio: qualità eccelsa, proprietà miracolose; chi aveva la farina per l’inverno, era ricco. E avere al fianco Coldiretti è meglio di Ronaldo e Messi in attacco, assieme!
—L’autunno del 2018 festeggia il grande ritorno delle castagne italiane, che negli anni scorsi avevano rischiato di sparire ma ora tornano con un raccolto superiore ai 30 milioni di chili, in aumento dell’80% rispetto al minimo storico di 18 milioni un quinquennio fa. A portare le nostre castagne sull’orlo dell’estinzione non sono stati problemi economici o mutamenti climatici ma un insetto-killer, il «cinipide galligeno del castagno» (in latino «dryocosmus kuriphilus»), proveniente dalla Cina che per anni ha infestato i boschi di tutta la Penisola. Il parassita provoca nella pianta la formazione di galle, cioè ingrossamenti delle gemme di varie forme e dimensioni; contro questo insetto è stata avviata una lotta biologica diffondendo sui castagni un insetto antagonista, il «torymus sinensis», che ha ridotto a dimensioni ragionevoli la popolazione del parassita.
La Coldiretti esalta il ritorno della castagna ricordando che Giovanni Pascoli definiva il castagno come «l’italico albero del pane», ma l’associazione aggiunge che «siamo ancora lontano dai fasti del passato, quando si raggiunse la produzione di 829 milioni di chili». Il dato però si riferisce al 1911, in un’Italia tutta diversa (e per fortuna), nella quale definire il castagno come «albero del pane» non era solo espressione di trasporto poetico ma anche descrizione fattuale di una realtà alimentare drammatica; in parole povere era un’Italia in cui si faceva la fame e le castagne erano il cibo povero che forniva una quota importante dell’alimentazione di milioni di persone.
Adesso la situazione è ben diversa, la castagna è una leccornia, e il castagno , come rileva la Coldiretti, «riveste un ruolo importante in molte aree collinari e montane del nostro Paese, non solo per la produzione di frutti e legno, ma anche per il presidio del territorio e per la salvaguardia dell’assetto ambientale e idrogeologico. La bellezza dei boschi, con castagni spesso centenari, rende fruibili molti luoghi anche per scopi turistici e di svago», oltre a fornire l’habitat naturale pet i funghi, i frutti di bosco e molti animali. Con la ripresa della produzione nazionale, calano anche le importazioni, ma resta alto il rischio, denunciato dalla Coldiretti, di «trovarsi a tavola, senza saperlo, castagne straniere provenienti soprattutto dalla Turchia, Spagna, dal Portogallo e dalla Grecia», spesso di qualità inferiore. L’Italia nel 2017 ha importato oltre 21 milioni di chili di castagne, spesso spacciate per italiane, con forte danno sui prezzi corrisposti ai produttori italiani. Da qui la richiesta di Coldiretti di «assicurare più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia, per evitare che diventino tutte, incredibilmente, tricolori». Ancora la Coldiretti sottolinea che sono quindici le varietà di castagne italiane che hanno ottenuto il riconoscimento europeo.
Cremona 30 09 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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