COSI’ PARLO’ ZANOLLI – QUATTRO
Se c’è un terreno dove il nostro si muove senza eguali, ammettiamolo, è la critica enogastromica. Pochi sono in grado di arrivare ai suoi vertici, con la naturalezza che fa capire al più torvo dei rivali che le cose gli vengono così, senza sforzi particolari, come a un Maradona la carezza della palla….a chi, a chi, al suo posto, sarebbe riuscito, lasciandolo cadere come niente fosse, un commento sul ristorante dove il pesce, ma cercate di capire il sogno, scrivere: fresco, lo vantano tutti, lui con un’immaginazione che tocca i vertici della poesia, ma insisto, solo per far capire l’idea, non per abbassarsi alla magra realtà, dipingeva: altro che fresco, a questa tavola ve lo servono vivo, e a temperatura ambiente!! e mal colga l’incredulo!!
E’ veramente spiacevole che il tocco, apparso sul settimanale della Provincia Più, dopo un mia forse affrettata critica, sia scomparso dall’edizione definitiva della Guida Ristoranti della provincia di Cremona.
E’ un uomo di sentimenti, il nostro, all’antica, di quelli di una volta: si ripete per amore, come io faccio con l’Osteria degli Archi del mio amico Capitan Manolo. Un posto: ambiente, cibo, persone, dove mi trovo sempre a mio agio, e di cui scrivo volentieri, appena ne ho l’occasione. So che, vivessi da ipercritico anziché da uomo, potrei cercarne migliori, ma a me basta il buono. Con vino all’altezza.
Il nostro invece dev’essersi innamorato del Quarto, il nuovissimo ristorante della famiglia Lacchini: da giugno ne ha scritto quattro volte, addirittura prima che aprisse al pubblico. L’ultima dieci giorni fa. Sentiamolo:
“Al Quarto in pochi mesi son riusciti a far splendere una prestigiosa stella Michelin, mentre quella dell’alta ristorazione locale si è spenta da tempo (capisco la forza travolgente dell’amore, ma i colleghi del Quarto, che devono accontentarsi di un: sono numerose le trattorie di buona e anche ottima qualità, storceranno il muso, n.d.r.)….E’ questo lo scopo dei grandi stellati francesi, frequentati non solo da persone facoltose ma anche da gente comune (beh, a 500 euro a bocca non credo, n.d.r.) e da famiglie che almeno una volta all’anno si concedono un’esperienza sensoriale unica…..La bellezza della sala, il servizio inappuntabile, la simpatia e la competenza del maitre, l’abilità dello chef, ricette fantasiose che esaltano la materia prima, vini da sogno (specie se si ignora il palloncino, n.d.r.)……Sono gli ingredienti di una cena memorabile etc etc.”
Insomma, tranne il piccolo inciampo di uno champagne che ti servono oggi, minimo a 500 euro, ma sarà al meglio solo nel lontano e, ahimè, inarrivabile 2099, altro che descrizione di un ristorante di classe, da un momento all’altro ci piomba addosso Dio che intima, vattene , e portati con te la tua Eva!
Per cui non stupitevi, cari lettori, se tramortito da tanto fulgore, prendo la guida 2012 del nostro per controllare i distacchi abissali, da tappone dolomitico, inflitti al gruppone delle trattorie di qualità. Distacchi facili, dacché espressi in numeri. Tralascio il resto, anche la cantina, che peraltro al Quarto sembra identica, o inferiore, ai migliori del gruppone, e miro al voto della cucina, base, com’è ovvio, della valutazione dei ristoranti. Avevo già sottolineato lo schiaffone ricevuto dal Fulmine di Trescore: 30, contro i 27 del Quarto. Ma pure le trattoriette di buona qualità, nei numeri del nostro, scherzano poco, non arriveranno agli stellati francesi, ma tre ottengono un 28, una un 27, ben dodici un 26, cioè non proprio distacchi da velocisti. In compenso, quasi tutti i concorrenti si rifanno sui numeri del conto, la metà del Quarto. Un tifoso del Quarto pensa, mi rifarò sui premi speciali, concessi a piatti fuori dall’ordinario: ben sette. Non uno al Quarto.
Io non voglio sembrare accanirmi su Zanolli, dev’essere solo questione di numeri, ci prenderà poco. Certo che se fossi la Famiglia Lacchini, con tutti i soldi che ho speso per rifare l’ambiente, hotel e ristoranti, e mi vedessi ripagato in maniera , come dire, tanto distratta e impari alla cortesia con cui l’ho fatto sedere, quando lo vedo arrivare per la quinta visita, altro che in sala con vista mozzafiato, lo spedisco in cucina a pelar patate…..
A domani il “Così parlò Zanolli – cinque”.
Cremona 01 03 2012 www.flaminiocozzaglio.info