Archive for the 'golosità' Category

ago 14 2018

l’inventiva dei cerianaschi 14 08 2018

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L’INVENTIVA DEI CERIANASCHI
Sabato 18 e domenica la Festa della Salsiccia, preparata “a modo mio” da ciascuna delle 4 Confraternite; successo incredibile di pubblico, campo sportivo trasformato in parcheggio con navetta; bravi fin che si vuole a cucinarla, l’anno scorso 600 kg, poi altri piatti, tanto per dar l’idea dei tifosi, ma resta un prodotto semplice, carne di pregio fin che si vuole, ma scelta al mercato.
Ceriana; son riusciti a allargare il torrente per una piscina “quasi” naturale, da un lato profonda tre metri, a permettere il tuffo!

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ago 12 2018

un caffè d’impegno 12 08 2018

UN CAFFE’ D’IMPEGNO
Il Pennadoro s’è tirato in casa, nella sua pagina Cucina&Sapori, un collega da prender con le pinze, Murri Osvaldo, capacissimo di scovargli ben altro che il pesce vivo, servito in tavola a temperatura ambiente; oggi ce la caviamo col caffè, la prossima volta, sperando ci vada bene, ci fermeremo al bicchier d’acqua, di rubinetto:
–Dietro una tazzina di caffè non c’è solo un ottimo prodotto, selezionato e ben preparato, ma l’espressione della cultura del luogo, la tecnica di estrazione del caffè, la lavorazione e sua tostatura e, non ultimo, la filosofia di vita e di lavoro delle persone di questi luoghi–

Ceriana 12 08 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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ago 08 2018

benedetta dagli dei 08 08 2018

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BENEDETTA DAGLI DEI,
ma quasi abbandonata dagli uomini la campagna di Ceriana, dove senza esser Provenza cresce una lavanda profumatissima, dove le patate, se scoperte dai tedeschi, a peso d’oro invaderebbero la Germania, dove dove dove eccetera, per concludere: nemmeno l’olio regna come Dio comanderebbe. Confesso la mia ignoranza, quando parlo con gli amici Coldiretti di Cremona avverto che non so distinguere un germoglio di soia da uno di pomodoro, però di comunicazione me ne intendo: cosa impedisce ai tanti piccoli olivicoltori di fare una cooperativa, ciascuno imbottiglia i suoi 50/100 litri con l’etichetta orgogliosa: “Olio di Ceriana”, e sotto il nome, anche della campagna, e la particella catastale.
Qualche tratto essenziale, poi, certo, scrivere è facile, basta allenarsi qualche ora tutti i giorni; metter d’accordo tante teste diverse, trovare un frantoio, scegliere una commissione d’assaggio, una distribuzione eccetera è parecchio complicato, specie quando sento: anche gli altri saran capaci ma l’olio come lo faccio io non lo fa nessuno!

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ago 07 2018

api bloccate dal caldo 07 08 2018

Caldo, api bloccate dal clima pazzo:
“bruciato” il 50% del miele lombardo
Il caldo “brucia” la produzione di miele in Lombardia con un calo medio stimato in circa il 50% rispetto a un’annata normale, con punte per alcune varietà che arrivano a sfiorare l’80%. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base di un primo monitoraggio sul territorio regionale, dove si contano 140 mila alveari per una popolazione stimata di più di 4 miliardi di api. Dopo una primavera fredda e piovosa adesso con le alte temperature – spiega la Coldiretti Lombardia – le api si muovono meno, riducono la produzione di miele e negli alveari sono impegnate giorno e notte in un’incessante attività per mantenere ventilato l’ambiente. Con queste condizioni, gli insetti si affaticano di più e covano meno, mettendo a rischio anche la resistenza della stessa famiglia.
“Dopo quella dello scorso anno – racconta Esterina Mariotti, apicoltrice di Pescarolo ed Uniti (Cremona) e presidente dell’Associazione produttori apistici cremonesi – anche questa è una stagione difficile: sulle varietà di miele stimiamo un calo del 40% sul girasole, del 60% sul millefiori mentre sulla melata, quasi del tutto assente, temiamo che la riduzione di produzione possa arrivare addirittura all’80%”. “Anche in montagna le api stanno facendo fatica – conferma Maria Soldavini, apicoltrice di Lonate Pozzolo (Varese) – e che faccia davvero caldo lo vediamo dal fatto che alla sera e nelle prime ore del mattino i nostri insetti fanno la cosiddetta “barba” all’alveare: in molti stanno all’esterno della loro casa per evitare che dentro l’ambiente si surriscaldi troppo”. Il calo produttivo non riguarda solo la Lombardia – spiega la Coldiretti – A livello nazionale, dove si contano 1,2 milioni di alveari che impegnano 45.000 apicoltori tra hobbisti e professionali, siamo di fronte a un crollo a macchia di leopardo della raccolta, dalla Sicilia all’Abruzzo, dalla Liguria alle Marche fino alla Sardegna. Gli effetti del clima – rileva la Coldiretti – aggravano così il già pesante deficit registrato nel 2017 quando la produzione di miele Made in Italy è risultata pari a circa 10 milioni di chili, uno dei peggiori risultati della storia dell’apicoltura moderna. Quest’anno il caldo record alternato a violente tempeste d’acqua, grandine e vento, dopo una primavera fredda e piovosa, sta condizionando il lavoro delle api sia nella gestione degli alveari sia nella raccolta del nettare – spiega la Coldiretti – con problemi sulle principali varietà di miele: dal castagno al tiglio, dal girasole al millefiori, dal coriandolo all’acacia, dall’arancio alla melata.
Una situazione che – rileva la Coldiretti nazionale – apre la strada alle importazioni da altri Paesi che già nel primo quadrimestre del 2018 hanno fatto segnare un vero e proprio boom del +32% per un totale di oltre 9,4 milioni di chili in particolare dall’Ungheria (+64%), dalla Romania (+46%), dalla Polonia (+34%) e dalla Cina (+19). Peggiora così una situazione – sottolinea la Coldiretti – che vede già due barattoli di miele su tre provenire dall’estero e tutto mentre gli acquisti da parte delle famiglie italiane sono aumentati del 5,1%, secondo un’analisi Coldiretti su dati Ismea relativi al 2017. Per non cadere nell’inganno dei prodotti stranieri spacciati per nazionali e garantire un futuro alle api italiani il consiglio della Coldiretti è di verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta – continua la Coldiretti – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della UE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della UE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della UE”.
Ma l’Italia può contare anche su 3 mieli a denominazione di origine riconosciuti dall’Unione Europea: il miele della Lunigiana DOP, il miele delle Dolomiti Bellunesi DOP e il miele Varesino DOP. In Italia – conclude la Coldiretti – esistono più di 50 varietà di miele a seconda del tipo di “pascolo” delle api: dal miele di acacia al millefiori (che è tra i più diffusi), da quello di arancia a quello di castagno (più scuro e amarognolo), dal miele di tiglio a quello di melata, fino ai mieli da piante aromatiche come la lavanda, il timo e il rosmarino.

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ago 07 2018

ceriana, sconosciuta capitale dell’olio 07 08 2018

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CERIANA, SCONOSCIUTA CAPITALE DELL’OLIO
Tanti piccoli olivicoltori, molti eccellenti, solo tre imbottigliano/etichettano; gli altri, lo sfuso. E’ la maledizione del Ponente ligure, che già parte male accettando la definizione corrente: olio delicato, per malati, invece dell’esatta: olio in mirabile equilibrio in tutte le sue componenti; e finisce peggio, abbandonando la maggior parte dei suoi uliveti secolari; più giù, solo i castagni.
Al dunque, esclusi i vicini: chi conosce l’olio di Ceriana, in Italia? L’amara risposta: chi legge il mio blog e pochi altri, l’abbandono degli uliveti è la triste conferma. Ho tolto il nome, ecco che scrive sull’etichetta un coraggioso che imbottiglia:
—Situati a poco più di 10 km dal mare, gli uliveti sorgono attorno ad un paese che è un improvviso e inaspettato tuffo nel passato. Le case, le piazze, le chiese, tutto assume i colori e i profumi di secoli addietro. E la gente, chiusa ma accogliente, fiera delle proprie tradizioni. Qui quasi tutto è rimasto come una volta. Sulle terrazze abbarbicate una sopra l’altra, alberi centenari si mischiano a nuove installazioni, gli impianti di irrigazione a goccia sono rari ma preziosi, il vento spesso spazza in una sola notte le speranze di un anno intero. Oppure il gelo. Con tenacia, la famiglia raccoglie ogni anno una piccola produzione di olive che frange per il consumo famigliare e per quello degli amici, che salgono a Ceriana (anticamente Castrum Coelianae) per mettere in dispensa la scorta annuale. Questa bottiglia è l’atto finale della storia.

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ago 05 2018

agriturismo con ingrasso 05 08 2018

AGRITURISMO CON INGRASSO
“Dalla cucina arrivano sul tavolo già apparecchiato senza che li abbiate ordinati antipasti che spaziano dalle torte salate con le verdure alle frittatine, dai salumi di ottima qualità alla giardiniera, alle melanzane grigliate”
Poi vi tocca mangiare tutto il resto fino al dolce, descritto da chi ben e dove immaginate, lettori ormai esperti!

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ago 03 2018

cugini, ma non vadano oltre 03 08 2018

CUGINI, MA NON VADANO OLTRE
Dalla Stampa, giornale che nasce nelle Langhe; il vino è tutt’altra faccenda!
—«Export, produzione e consumi fanno segnare livelli record mai censiti da AssoBirra in oltre 110 anni di storia». Parola di Michele Cason, il presidente dell’associazione rappresentativa di più del 90% della produzione nazionale e del 71% di birra immessa al consumo in Italia.

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ago 01 2018

consumi, stop aste capestro 01 08 2018

CONSUMI: COLDIRETTI, STOP ASTE CAPESTRO ON LINE SUL CIBO
OGNI EURO DI SPESA SOLO 22 CENTESIMI VANNO AGLI AGRICOLTORI
Voltini, Coldiretti Cremona: queste speculazioni sul cibo danneggiano contemporaneamente cittadini, aziende agricole ma anche cooperative ed imprese di trasformazione
“Quando si gioca al ribasso sul cibo, ne va della qualità e della salubrità dello stesso. Ne va della sicurezza e della qualità della vita delle famiglie che lo portano in tavola. E ne va anche del futuro di tante aziende agricole, che per sopravvivere devono ricevere un’equa remunerazione per i loro prodotti. Non ci stanchiamo di evidenziare che ogni volta che chiude un’azienda agricola – cioè un’impresa che è ancorata al territorio, non delocalizza, produce ricchezza e lavoro in Italia e per l’Italia – l’intera economia del paese, oltre che la cura del territorio, ricevono una ferita insanabile. Ed è un dato di fatto che l’agroalimentare made in Italy, che punta in primis sulla qualità e sicurezza, non può competere con i meccanismi perversi delle aste capestro. E questo vale per l’intera filiera, dai produttori ai trasformatori, fino al consumatore”. Paolo Voltini, presidente di Coldiretti Cremona, non ha dubbi nel bocciare – e denunciare – le aste capestro online sul cibo.
Per Coldiretti le aste on line al doppio ribasso, che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione, vanno bloccate con norme nazionali. Sono pratiche commerciali sleali che danneggiano gli agricoltori nonostante il codice etico firmato l’anno scorso fra il Mipaaf e le principali catene della grande distribuzione che avrebbe dovuto evitare questo fenomeno ma che purtroppo non ci è riuscito. Occorre intervenire al più presto – spiega Ettore Prandini Vice Presidente nazionale di Coldiretti – con un quadro di regole condivise a livello italiano che blocchino questo meccanismo e favoriscano invece lo sforzo di una ridistribuzione di valore lungo la filiera.
L’asta elettronica al doppio ribasso – spiega la Coldiretti – prevede che i fornitori di un prodotto facciano una prima offerta di prezzo di vendita e che poi quel valore diventi la base per una seconda asta on line dove i partecipanti devono scendere ancora per aggiudicarsi la commessa. In questo modo – rileva la Coldiretti – non si tiene conto in alcun modo della qualità e delle differenze produttive con prezzo finale arriva al di sotto dei costi di produzione mandando in perdita a cascata agricoltori e trasformatori
Si aggravano così – sostiene la Coldiretti -  i pesanti squilibri di filiera della distribuzione del valore visto che per ogni euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi come frutta e verdura solo 22 centesimi arrivano al produttore agricolo ma il valore scende addirittura a 6 centesimi nel caso di quelli trasformati dal pane ai salumi fino ai formaggi, secondo Ismea. Le aste on line al doppio ribasso – sottolinea Prandini – danneggiano tutte le filiere produttive compresa quella lattiero casearia che ha subito una frenata nel primo trimestre del 2018 sia per il latte che per burro e formaggi.
I meccanismi perversi delle doppie aste on line al ribasso – afferma Prandini – schiacciano le aziende agricole, devasta i bilanci, deprimono produzioni e lavoro, creano una giungla che dal campo alla tavola favorisce solo i guadagni della grande distribuzione, causando un calo della qualità che danneggia sia i consumatori per quello che portano in tavola sia i redditi dei produttori.
Con il coinvolgimento del Ministero delle Politiche Agricole e del Ministero dello Sviluppo economico – conclude Prandini – bisogna fermare queste speculazioni legalizzate che colpiscono produttori, trasformatori e consumatori.

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ago 01 2018

la quintessenza della cremonesità-seicentocinquantaquattro 31 07 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – SEICENTO54
Non ce l’han fatta a contarli tutti, quelli del rave a Solarolo Paganino: solo 600 degli 800 che sembra fossero. A misurare il tempo sì: due giorni e tre notti di musica e caos, scrive la Provincia fin che c’è; rifiuti, in compenso, e tanti; bottiglie, plastica, cartacce, escrementi, uno scenario che richiede la bonifica, in un’area interessante dal punto di vista naturalistico, continua il giornale, che aggiunge: “ non a caso, già ieri, sul posto per un sopralluogo sono intervenuti i carabinieri della Forestale”. Lasciando intendere: sporcate pure figlioli, poi arrivano i Carabinieri con la ramazza!
Corriere, notizia drammatica: “mangia pollo crudo, muore in vacanza sull’isola di Corfù”. Capito il rischio, cari lettori di Cremona, di mangiare il pesce non crudo ma vivo! addirittura, nel ristorante consigliato dal Pennadoro?
Derby impari; Vitaliano Daolio, dell’Acquario del Po di Motta Baluffi, fa analizzare l’acqua a Milano dove la classificano nei limiti dell’eccellenza; le Autorità invece vietano il bagno in tutti i bacini di Cremona Mantova, pozzanghere comprese: manca anche la sicurezza e nei fiumi c’è di tutto.

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lug 30 2018

qui c’è tutto! 30 07 2018

QUI C’E’ TUTTO!
Come negli altri ristoranti della domenica pennadoriana:
“L’impiattamento è eccellente, il servizio è premuroso e preciso, il personale di sala accoglie i clienti col sorriso ed è prodigo di suggerimenti”
In più, quello di ieri, ha sette camere con bagno, pulite…….

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