Archive for the 'golosità' Category

Feb 22 2019

il cibo giusto 22 02 2019

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IL CIBO GIUSTO Cece, il legume che ingannava il diavolo È stata una delle prime piante ad essere domesticata. Si adatta perfettamente a terre povere, aride e sassose, senza ristagni d’acqua né concimati eccessivamente

Il cece (Cicer arietinum) è una pianta erbacea della famiglia delle Fabaceae. Il nome deriva dal latino cicer e arietinum deriva dalla somiglianza che hanno i semi con il profilo della testa di un ariete.

La storia

I ceci sono stati una delle prime colture domesticate. Probabilmente il nostro cece, deriva dal cece selvatico Cicer reticulatum. Questa specie selvatica ha origine in Turchia circa nel 5000 a.C., e le prime testimonianze archeologiche di coltura le abbiamo in Iraq, risalenti all’età del bronzo.

Gli Egizi

Tra il 1580 e il 1100 a. C., ci sono testimonianze scritte della presenza del cece in Egitto. Venivano impiegati soprattutto per alimentare gli schiavi, perché erano fonte di energia e permettevano di lavorare anche nelle giornate più estenuanti.

I Greci

Anche i Greci credevano che il cece desse potenza, infatti il nome greco dei ceci era kikus, che appunto significa forza.

I Romani

Nella Roma Imperiale, le famiglie nobili usavano i nomi dei legumi come cognomi. I ceci furono utilizzati per dare il cognome a Cicerone, perché un suo antenato aveva una verruca a forma di cece sul naso.

Curiosità

Secondo una leggenda basca, i ceci servono per scampare dalle grinfie del demonio. Se si è inseguiti da un demone, basta lanciare un pugno di ceci a terra. Per il diavolo infatti, è impossibile ignorare il gesto, si fermerà e dovrà contare tutti i ceci caduti, dando la possibilità al mal capitato di fuggire.

Come si coltiva

Il cece è una pianta che non vuole necessariamente i terreni fertili e argillosi, ma si adatta perfettamente a terre povere, aride e sassose, senza ristagni d’acqua né concimati eccessivamente. I ceci richiedono 10 gradi per germinare, non amano molto il freddo anche se resistono a temperature di qualche grado sotto lo zero. La semina avviene a fine inverno, tra febbraio e marzo. Si interrano i semi in terra a 4 cm di profondità, in file distanti 40 cm e con 30 cm di spazio tra le piante. Dalla semina alla raccolta passano circa 6 mesi. La raccolta avviene verso giugno/luglio, quando i baccelli sono secchi e la pianta ingiallisce.

Le proprietà

I ceci sono ricchi di fibre quindi regolarizzano l’intestino. Contengono Vitamina A e C, ferro, magnesio e calcio.

Le varietà

Tra i sigilli di Campagna Amica sono presenti particolari varietà di cece, tra cui:

– Cece di Cicerale: coltivato in Campania, è piccolo e di colore leggermente più scuro della norma;

– Cece della Merella: coltivato in Piemonte, in una zona con il clima secco e con terreni asciutti. È una coltivazione riscoperta di recente;

– Cece Principe: coltivato in Sicilia, di grosso calibro, rugoso e arrotondato;

– Cece del solco dritto: famoso per la tradizionale festa a Valentano, nella Tuscia viterbese, durante la quale viene tirato un lungo solco nei campi per propiziare un buon raccolto.

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Feb 17 2019

l’impero del monococco 17 02 2019

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L’IMPERO DEL MONOCOCCO

Morale e nutrizionale, ben illustrato dal nostro Agriturismo Il Campagnino, di Pessina Cremonese, a Sereno Variabile, Rai 2, ieri; quando l’agricoltore evita gli intermediari e tratta con noi, perché sa quanto vale; farine, pasta, biscotti, salati, anche la birra! Campagna Amica, quando il mercato fisso a Cremona?

Cremona 17 02 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Feb 14 2019

eatoriginal 14 02 2019

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Domenica 17 febbraio al mercato di Campagna Amica a Crema

EatOriginal, raccolta firme per smascherare i cibi anonimi

E i cittadini diventano ‘testimonial’

“Sono i cittadini i nostri unici e veri testimonial. Sono i nostri alleati nella battaglia per ottenere l’origine in etichetta per tutti i cibi in Europa” con queste parole gli agricoltori di Campagna Amica rilanciano l’appuntamento con il mercato a Crema, domenica 17 febbraio (dalle ore 8 alle 12), nel rafforzare il proprio impegno nella raccolta firme “Eat Original – Scegli l’Origine”. “Eat Original” è un’Iniziativa dei Cittadini Europei, promossa da Coldiretti-Campagna Amica insieme ad altre nove organizzazioni, per estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti. Nello specifico, questa proposta d’iniziativa dei cittadini si prefigge di rendere obbligatoria l’indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’Ue. La petizione chiede di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare, a difesa della salute dei cittadini e del lavoro degli agricoltori italiani. Con determinazione, anche domenica 17 febbraio, presso il mercato di Campagna Amica a Crema, gli agricoltori della Coldiretti proseguiranno nella raccolta firme. Dalle ore 8 alle 12, presso la quarta pensilina di via Verdi, i cittadini potranno acquistare i cibi garantiti dagli agricoltori di Campagna Amica (dai formaggi ai salumi, dall’ortofrutta di stagione ai prodotti da forno, senza scordare miele, vino, uova, pasta, prodotti di bufala e di capra) e nel contempo potranno – con una firma – proteggere la loro salute e difendere il vero made in Italy. “L’etichetta d’origine offre ai consumatori la possibilità di fare scelte di acquisto consapevoli, realmente libere, attente alla salute e al proprio benessere, e nel contempo consente alle nostre aziende agricole di difendersi dalla concorrenza sleale di prodotti esteri, dall’origine dubbia, spacciati per Made in Italy” sottolineano gli agricoltori di Coldiretti, nel ringraziare i cittadini che con convinzione “ci mettono la faccia” (letteralmente, come dimostra la colorata carrellata di foto dei ‘testimonial’, immagini che ogni domenica vengono scattate e poi esposte presso lo stesso mercato), insieme agli agricoltori, in questa vitale battaglia—————- E che il rischio esista lo conferma Repubblica che, come tutti i media importanti, si affida al giudizio di Coldiretti: —Agromafie, aumentano le truffe a tavola. Nel mirino carne, vino e zucchero. Il rapporto Coldiretti 2018: chi se lo può permettere privilegia il Made in Italy, ma un terzo dei consumatori è costretto a scegliere il low cost

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Feb 13 2019

i giovani coldiretti consigliano 13 02 2019

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I GIOVANI COLDIRETTI CONSIGLIANO

Aceto dal cachi e dal melograno, nuove avventure per il palato

“Il mix di sapori etnici e italiani rilanciano la cucina e un’antica coltura a rischio d’estinzione”

Ecco il primo aceto di cachi in Europa. Primo non soltanto perché occorre andare in Oriente per trovarne altri, ma soprattutto perché che sia quello di cachi, o di melagrana, che sia di kiwi o di aronia. Ecco i 4 frutti che in “Saporea” vengono messi a fermentare e sono tutti ottenuti da processi naturali.

Mirco, il papà di Eleonora, ha messo l’esperienza e i suoi viaggi in Oriente, dove ha scoperto un uso differente degli aceti, in particolar modo come integratori alimentari e utilizzati soprattutto dagli sportivi, ed Eleonora – finalista di Oscar Green 2018 nella categoria Creatività – invece ha messo la sua intuizione, la freschezza nell’ideare un prodotto adatto ai giovani come alle famiglie, e la ricerca.

È grazie alla ricerca che è stata attivata una collaborazione con l’università di Modena, valsa a perfezionare i processi di lavorazione e a ottenere un aceto davvero unico, anche nel sapore. È in grado infatti di arricchire i piatti, restituendo un sapore completo, adattabile a diverse tipologie di cucina e di palati, soprattutto quelli più ricercati ed esigenti.

Eccolo il prodotto che ha recuperato un’antica tradizione di produzioni naturali e salutistiche, e anche un’antica coltura a rischio di estinzione. Da queste parti infatti il cachi è presente in maniera significativa: in ogni terreno ci sono alberi di questo frutto, ma sia le sue caratteristiche estetiche che legate alla precoce maturazione, lo rendono poco adatto al commercio e quindi poco richiesto dal mercato. Oggi è rivalutato e nuovi alberelli nascono nei giardini di Eleonora.

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Feb 10 2019

pera, il benessere inizia dalla buccia 10 02 2019

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Cibi e ricette di Campagna Amica

Pera, il benessere inizia dalla buccia

Dolce, rinfrescante e succosa, è l’alimento perfetto per affrontare le basse temperature

La pera, frutto rinfrescante e succoso, è l’alimento perfetto per affrontare le basse temperature con un pizzico di dolcezza in più. In Italia la coltivazione è concentrata soprattutto al Nord, con l’Emilia Romagna che fornisce oltre il 50% della produzione nazionale. Ne esistono tante varietà, alcune delle più diffuse sono la pera William, dalla polpa bianca e molto dolce, la Kaiser, dolce e granulosa, e la Decana, lievemente acidula.

Questo frutto, presente in commercio per buona parte dell’anno, contiene tanti preziosi nutrienti ed è indicato per il benessere del nostro organismo. La pera, ricca di calcio, aiuta a ridurre il rischio di osteoporosi e contiene un’elevata quantità di boro, che contribuisce a far rimanere in salute il sistema nervoso. È inoltre un frutto che contiene molta fibra, la maggior parte della quale si trova nella buccia. Per questo si consiglia di mangiare il frutto senza sbucciarlo per trarne tutti i vantaggi, compreso l’effetto anticolesterolemico. Nonostante il sapore zuccherino, con le sue 35kcal ogni 100gr la pera è adatta anche in una dieta dimagrante. Non tutti sanno che le pere possono essere utilizzate in cucina per la preparazione di piatti salati, per esempio insalate e risotti. Il risotto con pere e gorgonzola è un primo piatto gustoso e sofisticato, che potete preparare in pochi passaggi. A pochi minuti dalle fine della cottura del riso, aggiungete il gorgonzola e due pere tagliate a tocchetti, da mantecare con una noce di burro e una spolverata di parmigiano. Le pere si abbinano inoltre a molti formaggi, come il taleggio e la ricotta, l’ideale per uno sfizioso aperitivo da proporre ai vostri amici, il tutto accompagnato da un buon vino rosé. Fresco e dissetante, il succo alla pera è invece una bevanda perfetta per una merenda adatta a grandi e piccini. Si può preparare in casa, mettendo a scaldare acqua e zucchero con le pere tagliate a pezzetti molto piccoli. Quando le pere saranno dorate, aggiungete anche un po’ di succo di limone, infine lasciate raffreddare e frullate tutto fino a ottenere un succo denso. Dopo qualche ora a riposo in frigorifero, sarà pronto per essere assaporato! È bene consumare la pera lontano dai pasti, sia per l’alto contenuto zuccherino, sia per beneficiare al massimo delle sue proprietà: l’ideale è quindi mangiarla a metà mattina o pomeriggio, come frutto fresco. Per quanto riguarda la conservazione, sappiamo che si tratta di un frutto che matura molto in fretta e va rapidamente incontro a deperimento. Al momento dell’acquisto è pertanto consigliabile l’acquisto di piccole quantità, o comunque pari a quante ne riusciremo a consumare in pochi giorni, anche perché la maturazione avviene con la stessa velocità anche se le pere vengono riposte in frigorifero.

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Feb 09 2019

una foto al bacio 09 02 2019

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Una “foto al bacio”

al Mercato di Campagna Amica

Domani in piazza Stradivari iniziativa-concorso dedicata agli innamorati, aspettando San Valentino

Una “foto al bacio” nella cornice di Campagna Amica: è l’invito che gli agricoltori rivolgono agli innamorati, che saranno gli ospiti d’onore del mercato di Campagna amica, domani (domenica 10 febbraio), dalle ore 8 alle 19, in piazza Stradivari a Cremona.

“Aspettando San Valentino, abbiamo pensato di dedicare uno spazio a tutti i romantici: proponiamo di posare per una “foto al bacio”, all’interno della nostra cornice (nel senso letterale del termine: dentro una ‘cornice’ realizzata da Campagna Amica). Tutte le fotografie saranno poi pubblicate sulla nostra pagina facebook e ci sarà tempo per votarle, naturalmente con un ‘like’, fino alle ore 13 del giorno di San Valentino. A quel punto, la foto che avrà ottenuto più voti sarà proclamata vincitrice e gli innamorati protagonisti riceveranno un cesto con i prodotti offerti dagli agricoltori. Uniamo due grandi amori: quello per le persone e quello per il buon cibo italiano”. A spiegare l’iniziativa è Irene Pavesi, giovane produttrice di miele, che domani sarà in piazza Stradivari insieme agli altri agricoltori di Campagna Amica, che porteranno cibi (genuini, di stagione, dall’origine certa) e fiori, il tutto garantito direttamente dai produttori.

Ci saranno i sapori made in Lombardia (dai formaggi al miele, dai prodotti da forno ai salumi, e poi vino, riso, l’ortofrutta di stagione, i prodotti a base di lumache, uova, pasta), ma anche alcune eccellenze da altre regioni d’Italia (come gli agrumi dalla Sicilia, i legumi e i cereali dall’Umbria). Non mancheranno le “idee-regalo” proposte dalle aziende, perfette per chi si prepara alla festa di San Valentino e desidera donare al partner “un pensiero sicuramente buono”.

Restando in tema di grandi amori, a tutti i cittadini sarà proposto di contribuire, con una firma, alla difesa della nostra salute e del vero made in Italy. Proseguirà infatti in piazza Stradivari la raccolta firme “EatOriginal – Scegli l’Origine”, un’Iniziativa dei Cittadini Europei, promossa da Coldiretti-Campagna Amica insieme ad altre nove organizzazioni, con l’obiettivo di rendere obbligatoria l’indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’Unione Europea. La petizione chiede di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare, a difesa della salute dei cittadini e del lavoro degli agricoltori italiani.

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Feb 06 2019

prosegue eatoriginal 06 02 2019

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Il Mercato di Campagna Amica domenica in piazza Stradivari

Prosegue EatOriginal, la raccolta firme per mascherare i cibi anonimi

Una domenica di festa, nel segno del vero made in Italy. E’ quanto propongono gli agricoltori di Campagna Amica a tutti i cremonesi, dando appuntamento per domenica 10 febbraio, dalle ore 8 alle 19, in piazza Stradivari a Cremona.

Ci sarà il mercato degli agricoltori, con i cibi – genuini, di stagione, dall’origine garantita – portati in piazza direttamente da chi li produce. Con le eccellenze made in Lombardia (dai formaggi al miele, dai prodotti da forno ai salumi, e poi vino, riso, l’ortofrutta di stagione, i prodotti a base di lumache, uova, pasta) e con alcune aziende ospiti da altre regioni d’Italia (dalla Sicilia giungeranno le arance, dall’Umbria ci saranno legumi e cereali, il tutto proposto direttamente dai produttori).

A difesa della salute dei cittadini e del lavoro degli agricoltori, proseguirà la raccolta firme “EatOriginal – Scegli l’Origine”.

Eat Original è un’Iniziativa dei Cittadini Europei, promossa da Coldiretti-Campagna Amica insieme ad altre nove organizzazioni, per estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti – spiega Maria Paglioli, responsabile provinciale di Donne Impresa, che sarà in piazza per la raccolta firme –. Questa proposta d’iniziativa dei cittadini si prefigge di rendere obbligatoria l’indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’Ue. La petizione chiede di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare, a difesa della salute dei cittadini e del lavoro degli agricoltori italiani. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare a questa importante battaglia, che vuole proteggere la nostra salute, prevenendo le frodi alimentari e combattendo il falso made in Italy”.

Protagonisti della giornata con Campagna Amica in piazza Stradivari saranno come sempre anche i bambini: per loro ci sarà la consueta “area-fattoria” dove scoprirsi piccoli agricoltori.

L’iniziativa si pone nell’ambito del bando “Le quattro stagioni di Cremona”, con il patrocinio del Comune.

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Feb 06 2019

olio addio? 06 02 2019

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Olio: nel 2019 addio a 6 bottiglie di extravergine made in Italy su 10

Nel 2019 addio a 6 bottiglie di olio extravergine Made in Italy su 10 sugli scaffali dei supermercati per effetto del crollo del 57% della produzione che scende ad appena 185 milioni di chili, su valori minimi degli ultimi 25 anni. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti presentata al primo Summit internazionale organizzato dall’Unaprol e dalla Coldiretti con la presenza degli agricoltori, degli industriali, della distribuzione commerciale e dei consumatori, insieme ai vertici del Consiglio Oleicolo Internazionale (Coi) e ai rappresentanti delle istituzioni nazionali. Sul tavolo la drammatica situazione degli ulivi italiani colpiti dai cambiamenti climatici, del propagarsi inarrestabile della Xylella e della concorrenza sleale provocata dalle importazioni low cost spacciate per italiane. In particolare sono state le Regioni del Mezzogiorno ad accusare le perdite maggiori, con la Puglia, che da sola rappresenta circa la metà della produzione nazionale, colpita da una flessione stimabile attorno al 65%, a causa delle gelate mentre continua inarrestabile la diffusione della Xylella che si stima abbia già determinato perdite per 1,2 miliardi di euro secondo la Coldiretti.

Per la prima volta nella storia, la produzione nazionale di olio potrebbe essere sorpassata da quella della Grecia e del Marocco mentre si avvicina pericolosamente addirittura la Turchia e la Spagna allunga la distanza con ben 1,6 miliardi di chili e raggiunge un quantitativo quasi nove volte superiore. Senza interventi strutturali l’Italia rischia di perdere per sempre la possibilità di consumare extravergine nazionale con effetti disastrosi sull’economia, il lavoro, la salute e sul paesaggio. Con il crollo della produzione nazionale a crescere sono le importazioni dall’estero con aumenti record degli arrivi dalla Tunisia che fanno registrare un balzo in quantità di quasi il 150% secondo le proiezioni Coldiretti su dati Istat relative ai primi dieci mesi del 2018.

Aumenta così il rischio di frodi e sofisticazioni a danno del vero Made in Italy che colpiscono i produttori agricoli e i consumatori. Per non cadere nelle trappole del mercato il consiglio per scegliere Made in Italy è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio EVO prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive. Oggi nella stragrande maggioranza delle confezioni serve la lente d’ingrandimento per leggere le minuscole scritte, poste spesso sul retro, “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva dal primo luglio 2009.

Per affrontare l’emergenza serve un intervento mirato per consentire ai produttori duramente colpiti dalle gelate di ripartire con un adeguato coordinamento istituzionale tra il livello regionale e quello nazionale” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel denunciare “i ritardi accumulati con il rinvio della presentazione alla conferenza Stato Regioni del decreto per far partire il piano di interventi per fermare la Xylella fastidiosa in Puglia”. In questo scenario sul piano strutturale – sostiene Prandini – per rimanere competitivi e non essere condannati all’irrilevanza in un settore fondamentale per il Made in Italy deve partire al più presto il Piano Salva Olio presentato dalla Coldiretti per rilanciare il settore con una strategia nazionale e investimenti adeguati, anche per realizzare nuovi impianti, così come è stato fatto da altri Paesi concorrenti”.

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Feb 05 2019

coldiretti e allevatori lombardi 05 02 2019

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A Rivolta d’Adda, nell’ambito della Fiera di S.Apollonia

IL PRESENTE E IL FUTURO DEL SISTEMA ALLEVATORI

CONVEGNO PROMOSSO DA COLDIRETTI

Venerdì 8 febbraio, ore 20.45, nella Sala Oriana Fallaci

“Il presente e il futuro del sistema allevatori. Un nuovo modello di servizi tecnici per dare più valore agli allevamenti lombardi”. E’ il tema dell’incontro organizzato da Coldiretti Cremona per venerdì 8 febbraio a Rivolta d’Adda, nell’ambito della Fiera Regionale di Santa Apollonia, giunta alla 191esima edizione. Un’occasione per fare il punto sul valore della zootecnia italiana, la cui crescita – a partire dal secondo dopoguerra – è stata accompagnata e sostenuta dall’Associazione Italiana Allevatori (AIA), fondata nel 1944 ed organizzata capillarmente sull’intero territorio nazionale. “Negli anni Aia ha sviluppato un’ampia gamma di attività e di servizi di assistenza tecnica per le aziende di allevamento che, unitamente a selezione e miglioramento genetico, hanno reso la zootecnia del nostro Paese una delle più avanzate a livello internazionale. Si è trattato di un percorso importante, sostenuto da risorse pubbliche che nel giro di qualche anno sono state drasticamente ridotte, mettendo seriamente a rischio la sopravvivenza di Aia e di tutte le Apa territoriali” sottolinea Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona, nella nota introduttiva al convegno. “Coldiretti è stata l’unica organizzazione agricola che si è fatta carico di promuovere ed accompagnare un progetto di riorganizzazione del sistema-allevatori per salvaguardare un patrimonio di competenze e di professionalità, per riorientare le attività in chiave moderna e per ripensare i servizi in funzione dei nuovi bisogni delle imprese del settore – prosegue Voltini –. Per Coldiretti e per tutti gli allevatori della provincia di Cremona è importante fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto e condividerne gli sviluppi futuri”. Tra i relatori, accanto al Presidente Voltini e al Direttore di Coldiretti Cremona Mauro Donda, ci saranno i vertici dell’Associazione Italiana Allevatori e di Aral Lombardia, che toccheranno aspetti essenziali per il futuro della zootecnia cremonese e italiana. Interverranno Roberto Maddè, Direttore generale di AIA (che svilupperà il tema “Le necessità di riforma del sistema allevatori”), Massimo Battaglia, Direttore di ARAL Lombardia (sul tema “Il progetto di riorganizzazione di ARAL Lombardia”) e  Riccardo Negrini, docente universitario e Direttore tecnico Aia (sul tema “Il futuro dei servizi tecnici per la competitività degli allevamenti lombardi”). L’appuntamento è fissato per le ore 20.45, nella sala Oriana Fallaci di via Galileo Galilei, a Rivolta d’Adda.

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Feb 04 2019

barolo! 04 02 2019

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BAROLO!

Sarà un evento senza precedenti: due serate di degustazione organizzate dalla Strada del Barolo e grandi vini di Langa negli spazi di Snodo, all’interno delle OGR – Officine Grandi Riparazioni, il maestoso complesso industriale di fine Ottocento nel cuore di Torino, riqualificato grazie a un progetto della Fondazione CRT e restituite alla città nel 2017 come nuovo cuore pulsante della creatività, della cultura e dello spettacolo.

Il 10 e il 17 febbraio 2019, per due domeniche consecutive, una quindicina di produttori di Barolo si alterneranno per offrire al pubblico di wine lovers torinesi una degustazione di alto livello al “Dopolavoro”, il cocktail bar di Snodo, il nuovo polo d’attrazione realizzato nell’ambito del formidabile progetto di valorizzazione delle OGR: cinque ambienti per cinque diverse situazioni d’uso, che trovano il loro raccordo nei volumi ampi delle architetture industriali, nell’impatto scenografico delle sale e nella scelta filologica di nomi che rimandano al passato industriale del luogo.

Per ciascuna delle due serate, dalle 17.00 alle 21.00 i partecipanti saranno guidati in un viaggio alla scoperta del “Re dei Vini”: il Barolo, che i produttori della Strada del Barolo presenteranno di persona nelle sue molteplici sfaccettature, proponendo in degustazione cru e annate differenti. Le degustazioni saranno accompagnate da sfiziosi finger food serviti “a passaggio”.

Entrambe le serate saranno precedute da un’anteprima per chi intende approfondire la conoscenza del Barolo e dei grandi vini di Langa: “I Volti, Le Mani, Le Persone…”, un salotto degustazione condotto dal sommelier Sandro Minella e dal giornalista Danilo Poggio, che dalle 16.00 alle 17.00 presenteranno e intervisteranno i produttori. Per accedere all’anteprima è necessario aver acquistato il biglietto per l’evento: i posti sono limitati, per prenotarsi scrivere a info@stradadelbarolo.it.

Il costo del biglietto di ingresso è di 40,00 € a persona e include degustazioni illimitate, oltre al calice con il logo della Strada del Barolo e la shopper di Snodo da portare a casa come ricordo della serata. Inoltre i partecipanti all’evento potranno accedere alle mostre in programma alle OGR pagando il prezzo scontato di 4,00 € a persona.

Per chi intende fermarsi a cena al termine dell’evento, è possibile prenotare un tavolo al Ristoro scrivendo a: prenotazioni@snodo.com.

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