Archive for the 'Giudici' Category

Mag 20 2019

la legge del più forte-milleduecentoquarantasette 20 05 2019

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLEDUECENTOQUARANTASETTE Dal solito Dubbio, di regola molto più graffiante, oggi troppo superficiale, con un finale disastroso: il cittadino punisce il politico disinvolto con il voto; e come punisce il giudice, fosse disinvolto la sua parte? —Veniamo al punto. Alla luce della vicenda Siri, dell’arresto del sindaco di Legnano, dell’indagine della Corte dei Conti su un presunto uso indebito dei voli di Stato, è vero o no che la Lega è sotto attacco dei magistrati, in particolare di quelli ritenuti (a che titolo?) vicini all’M5S, al fine di limitarne l’espansione elettorale il prossimo 26 maggio? Se sì, si tratta di un tentativo che va stroncato subito e chi deve intervenire lo faccia con solerzia e determinazione. Se invece così non è, è necessario che gli inquirenti possano lavorare con serenità e al di fuori di indebite pressioni pro o contro, senza che sia sollevato il polverone della giustizia ad orologeria che è un modo particolarmente subdolo per svilire o delegittimare il controllo di legalità. Allo stesso modo – e poco importa se risulta allettante in termini di voti – è parimenti subdolo far lievitare l’immagine di una corruzione ormai endemica e pervasiva; dividere il mondo tra chi la vuole combattere e chi la spalleggia autoassegnandosi un posto esclusivo nel primo campo con la Durlindana dell’onestà e incorruttibilità sguainata. Come pure lanciarsi in disinvolti ed impropri parallelismi con la stagione di Tangentopoli, fortunatamente alle nostre spalle. Il garantismo che ci appartiene non prevede né crociate da combattere né sconti o favoritismi da elargire. Considera che al doveroso accertamento delle responsabilità si arrivi rispettando le regole dello Stato di diritto, senza sconfinamenti verso innocentismi ideologici o derive giustizialiste. Seguendo la civiltà giuridica iscritta nella Costituzione per cui nessuno può essere sottoposto a indagini in mancanza di una qualsiasi traccia ma anche che non basta una traccia per poter assegnare patenti di colpevolezza. Proprio la vicenda di Mani Pulite dovrebbe funzionare da monito per allontanare intromissioni e indebite invasioni di campo tra politica e magistratura. Chi intende strumentalizzare l’una ai fini dell’altra e viceversa, non rende un buon servizio ai cittadini. I quali presto o tardi se ne accorgono e finiscono per punire, nelle urne, tutti gli apprendisti stregoni.

Francoforte 20 05 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Mag 20 2019

separazione&equilibrio 20 05 2019

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SEPARAZIONE&EQUILIBRIO

Da Repubblica, foglio completamente imparziale, anche nella pubblicità! che castiga “la minaccia senza precedenti di Salvini di voler denunciare i magistrati”, un Salvini che dimostra la tipica ignoranza da leghista: i magistrati italiani, per dogma della loro Associazione, non possono mai avere colpe! E se uno Spataro in pensione da pochi giorni parla di deliri, è perché Salvini non vive, delira! Pasquale Grasso, infine, a proposito di separazione&equilibrio, mi ricorda la storiella: io e mia moglie ci siam divisi i compiti, lei le minuzie quotidiane, dove andiamo in ferie, la scuola dei figli, se ci trasferiamo in un’altra casa eccetera; io le importanti, se è giusto che la Merkel comandi in Europa, se Trump è davvero fascista eccetera. L’Associazione, per chi non l’avesse capito, è la moglie.

—Lo sbarco in diretta tv che smentisce le parole del ministro dell’Interno porta al livello di guardia lo scontro tra Salvini e i pm di Agrigento che ieri, firmando il decreto di sequestro probatorio della Sea Watch, hanno consentito che i 47 migranti scendessero a Lampedusa. Davanti alla minaccia senza precedenti di Salvini di voler denunciare i magistrati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, arriva la forte presa di posizione dell’ex procuratore di Torino Armando Spataro a fianco dei colleghi di Agrigento così duramente attaccati da Salvini: “Stringiamoci attorno a loro, se necessario scendiamo in piazza in loro onore, parliamo e informiamo”.

Spataro già ieri sera ha scritto un messaggio al procuratore Luigi Patronaggio e ai colleghi: “Sento il dovere di dirvi che leggendo la decisione della Procura di Agrigento mi ha emozionato in maniera forte: il procuratore e i suoi magistrati fedeli alla legge indagano ma tutelano le persone. Dovrebbe essere la normalità ma non sempre è così indipendentemente dai deliri che ci circondano, ignorando le disposizioni di legge e la dovuta tutela dei diritti umani. Senza retorica mi inchino di fronte ai colleghi di Agrigento”.

In mattinata si è espressa anche l’Associazione nazionale magistrati. “Non intendo in alcun modo commentare una vicenda giudiziaria in atto”, ha detto il presidente Pasquale Grasso. In termini “assolutamente generali e astratti osservo che nel nostro ordinamento democratico tutte le determinazioni dell’autorità giudiziaria sono motivate e soggette a verifica e controllo nel sistema giurisdizionale”, “ambito che assicura, in osservanza del principio di separazione ed equilibrio tra i poteri dello Stato, il rispetto delle leggi e dei diritti di tutti affidandolo al ministero dei magistrati che incarnano il potere giudiziario”.

Francoforte 20 05 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Mag 20 2019

sea watch 20 05 2019

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SEA WATCH

Comunque vada a finire, la domanda che dobbiamo farci in tanti, e che sfiora i confini tra democrazia e dittatura, è: chi controlla quelli che vantano essere i controllori della legalità?

Francoforte 20 05 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Mag 20 2019

oggi a iori, domani a te 20 05 2019

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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Mag 19 2019

la legge del più forte-milleduecentoquarantasei 19 05 2019

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLEDUECENTOQUARANTASEI

Dal Dubbio; l’imperatore Costantino, prima di affrontare nella battaglia decisiva il rivale Massenzio, sogna la croce, si fa spiegare che sia e la prende come insegna; in hoc signo vinces, con questa insegna vincerai, resta nella grande tradizione cattolica; per non parlare delle crociate: quando vincono, gli ultrà del cristianesimo passano a fil di spada anche i bambini. Matteo Salvini è solo un leghista, non deve aiutarsi come fece Guareschi nel 1948 per convincere i dubbiosi a votare la Democrazia cristiana: “in cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no”, anche lui rimasto nella grande tradizione cattolica. Insomma, fanno bene gli amici di Papa Francesco a castigarlo come merita, l’invitto Capitano, che vorrebbe continuare a sconfiggere una sinistra in genere poco amica di Dio. Piuttosto, non vorrei che Papa e amici spingessero la Procura adatta a inventare un nuovo tipo di reato, che so, appropriazione indebita di divinità………..

—La prima “scomunica” arriva di mattina presto via facebook: “Rosari e crocifissi sono usati come segni dal valore politico, ma in maniera inversa rispetto al passato: se prima si dava a Dio quel che invece sarebbe stato bene restasse nelle mani di Cesare, adesso e’ Cesare a impugnare e brandire quello che e’ di Dio”. La firma è di Antonio Spataro, direttore di Civiltà Cattolica, la rivista dei gesuiti. E il destinatario è il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che nel corso della manifestazione di Milano ha impugnato il rosario e invocato “il cuore immacolato di Maria che ci porterà alla vittoria”. Poi è stata la volta del segretario di stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin: “Io credo che la politica partitica divida, Dio invece è di tutti. Invocare Dio per se stessi è sempre molto pericoloso”. Ancora più duro il commento di Famiglia Cristiana: “Il rosario brandito da Salvini e i fischi della folla a papa Francesco, ecco il sovranismo feticista”, titola infatti il settimanale cristiano commentando la manifestazione di Milano della Lega. “Mentre Matteo Salvini esibiva il Vangelo come un amuleto e si affidava al Cuore Immacolato di Maria una nave carica di naufraghi riceveva il divieto di approdare a Lampedusa e l’Onu ci condannava per violazione dei diritti umani”, si legge. “Cos’altro manca per suscitare l’indignazione dei cattolici?””. Glaciale la replica del ministro dell’Interno: “Mi dicono che c’è su Facebook il direttore di un settimanale cattolico che mi attacca perché ieri ho osato parlare di Dio, del Papa, per parlare dei nostri valori, delle nostri radici, e aver mostrato un rosario. Io sono orgoglioso della nostra storia e delle nostre radici”.

Francoforte 19 05 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Mag 19 2019

oggi a iori, domani a te 19 05 2019

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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Mag 18 2019

la legge del più forte-milleduecentoquarantacinque 18 05 2019

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLEDUECENTOQUARANTACINQUE Dal Dubbio; per sua fortuna Enzo Tortora era un uomo famoso, non un Maurizio Iori qualunque, altrimenti sarebbe morto in carcere; e mai nessuno che chieda al frequentante Tv Davigo Piercamillo perché nessuno dei colleghi che martirizzarono Enzo Tortora ebbe il minimo intralcio nella carriera. —Il 18 maggio di trentun anni fa: quel giorno agenzie di stampa, e poi i notiziari radio- televisivi annunciano che Enzo Tortora è morto; il tumore che lo tormenta e lo fa soffrire da mesi, alla fine ha vinto. Fa in tempo, Enzo, a vedersi riconosciuta l’innocenza da anni proclamata: un anno prima la Corte di Cassazione lo ha assolto definitivamente dall’infamante accusa di essere un “cinico mercante di morte”, uno spacciatore di droga, affiliato alla Camorra di Raffaele Cutolo. Si aggrappa alla vita con le unghie e i denti, per poter vedere quel verdetto. Poi arriva lo schianto. “Mi hanno fatto scoppiare una bomba dentro”, dice a proposito di quel tumore, e della vicenda che lo vede vittima- protagonista. Nel corso della requisitoria del primo processo, il Pubblico Ministero sillaba: “Ma lo sapete voi che più si cercavano le prove della sua innocenza, più si trovavano quelle della sua colpevolezza?”. Chissà che ricerche. Lo stesso Pubblico Ministero, tanti anni dopo, ammette l’errore. Che non può essere liquidato come “errore”, come “abbaglio”. Troppo semplice, troppo facile; perfino consolatorio definirlo un “errore”, un “abbaglio”. In realtà, fin da subito, contro Enzo non c’era nulla; e quel nulla era talmente visibile che anche un cieco lo avrebbe potuto vedere. Non si vide, perché non si volle vedere. Non si capì perché non si volle capire. Contro Tortora non c’era nulla. L’architrave dell’ipotesi accusatoria si regge sulla parola di due falsi pentiti: uno psicopatico, Giovanni Pandico; e Pasquale Barra detto, a ragione, ‘ o animale: in carcere uccide il gangster milanese Francis Turatello, lo sventra, ne addenta le viscere. Poi, a ruota, vengono un’altra ventina di sedicenti “pentiti”: tutti a raccontare balle, una più grande dell’altra, per poter beneficiare dei vantaggi concessi ai “pentiti”. Accuse che con fatica e infinita pazienza vengono smontate: la difesa di Tortora fa una vera e propria contro- inchiesta, che demolisce, letteralmente, l’inchiesta della procura napoletana. Una vicenda che ha dell’incredibile per la quale nessuno poi paga: non i falsi “pentiti”; non i magistrati della pubblica accusa, che anzi, fanno carriera. Tortora invece patisce una lunga carcerazione. Al suo fianco il Partito Radicale di Marco Pannella che lo elegge al Parlamento Europeo ( poi si dimette, rinunciando all’immunità); Leonardo Sciascia, Piero Angela, Indro Montanelli, Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Rossana Rossanda, Vittorio Feltri, Massimo Fini, chi scrive; davvero in pochi. Tanti, al contrario, si producono nel crucifige. Se è stata una pagina nera per la magistratura napoletana, ancora più nera lo è stata per il giornalismo, che acriticamente ha pubblicato pagine e pagine di falsità infamanti, senza controllare, senza verificare. Eppure nulla giustificava quello spettacolare arresto. Anni fa ho intervistato per il Tg2 la figlia di Tortora, Silvia. Intervista che ancora oggi mette i brividi: Chiedo: Quando Tortora venne arrestato, cosa c’era oltre alle dichiarazioni di Pandico e Barra? “Nulla”. E’ stato pedinato, controllato? “No”. Intercettazioni telefoniche? “No”. Ispezioni bancarie? “No”. Definito “cinico mercante di morte”, su quali prove? “Nessuna”. Qualcuno ha chiesto scusa a suo padre? “Nessuno”. Gli accusatori hanno pagato per le loro false accuse? “No”. Sull’ondata di questo scandalo, radicali, socialisti, liberali, raccolgono le firme per tre referendum per la giustizia giusta; tra i tre, uno per la responsabilità del magistrato che commette colpa grave. I referendum vengono poi vinti a furor di popolo; e traditi da un Parlamento che disattende platealmente il volere popolare. Ora Tortora riposa al Monumentale di Milano, con accanto una copia de “La colonna infame” di Alessandro Manzoni. Sulla tomba un’epigrafe dettata da Sciascia: “Che non sia un’illusione”. Chissà.

Francoforte 18 05 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Mag 18 2019

oggi a iori, domani a te 18 05 2019

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
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Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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Mag 17 2019

la legge del più forte-milleduecentoquarantaquattro 17 05 2019

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLEDUECENTOQUARANTAQUATTRO

Dal Giornale; 99%, siamo ai livelli del sito dell’Associazione nazionale magistrati. Tutti perfetti, senza macchia e senza paura. In attesa che la politica si svegli e non si limiti a reagire solo quando è attaccata; che ristabilisca gli esatti rapporti tra le funzioni; che ricordi: il 99% (!) tratta nella stessa maniera politici e cittadini, come da anni vado ripetendo col mio “Oggi a Iori, domani a te”

—Il 99% dei giudici fa bene il suo lavoro ma se c’è qualcuno che usa denaro pubblico per fare politica e processare un ministro questo mi dà fastidio.

Lo ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini in diretta Facebook dopo aver incontrato la stampa estera. “Se sulle migliaia di giudici qualcuno usa la sua carica per fare politica processatemi”, aggiunge Salvini riferendosi alla vicenda degli sbarchi. E proprio sul tema dei migranti si concentrano le polemiche da parte del capo del Viminale. Nel mirino finiscono anche i magistrati di Catania: Il vicepremier attacca a testa bassa i magistrati di Catania . “Non commento mai le iniziative della magistratura ma posso dire al tribunale dei ministri di Catania che ieri ha ascoltato per ore il mio capo di gabinetto e l’ex capo del dipartimento immigrazione del Viminale come fossero pericolosi soggetti per il blocco di 4 giorni di un barcone, che state usando male i soldi pubblici degli italiani”, ha sottolineato Salvini. E aggiunge: “Non convocate i miei collaboratori, convocate me, vengo a Catania domani ma vi chiedo come state usando il denaro pubblico. Sono accusato di sequestro di minori perché ho bloccato per 4 giorni lo sbarco da un barcone che non ha rispettato le leggi? Non si può usare l’incarico pubblico per provare a fermare con la giustizia -sottolinea- quello che gli italiani stanno toccando con mano. Ora basta- prosegue- processatemi, io non cambio, mi assumo la responsabilità, insieme al governo, del blocco dell’immigrazione clandestina”.

Cremona 17 05 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Mag 17 2019

uno scatenato mauro mellini 17 05 2019

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UNO SCATENATO MAURO MELLINI

su l’Opinione delle Libertà, di cui è una delle colonne:

—Questi tardivi epigoni di un Partito dei Magistrati un po’ sgangherato (il fatto che esso per lo più operi in sintonia con i forcaioli imbecilli del Cinquestellismo locale basta ed avanza a confermarlo) si valgono di strumenti legislativi e di forzature giurisprudenziali che sono stati sciaguratamente elargiti per placare i loro bollori nel corso di decenni. C’è una ricchezza di ricorso al reato di abuso in atti d’ufficio che ne fa “l’abuso dell’abuso” ed ora vengono fuori le assurde novità (si fa per dire) della legge sul finanziamento dei partiti, per la quale mettere le mani al (proprio) portafoglio, per alimentare la propria corretta politica, è reato.

Cremona 17 05 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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