Archive for the 'Giudici' Category

mag 17 2012

terribile riassunto 17 05 2012

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TERRIBILE RIASSUNTO ??

E’ solo quanto riporta Repubblica on line, magari la Cassazione ha scritto ben altro, ma è tanto comico che non resisto alla tentazione di farvelo leggere:
LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA CHE HA CONFERMATO GLI ARRESTI DOMICILIARI PER IL COMANDANTE SCHETTINO
“Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino ha scarsa resistenza nello svolgimento di funzioni di comando o comunque di responsabile di persone a lui affidate. Scarsa anche la resistenza a reggere situazioni di crisi e ad assicurare in quelle situazioni l’adempimento delle obbligazioni di sicurezza e garanzia verso i terzi affidati. Ciò, dunque, è evidenza di pericolo concreto, anche se non di certezza, di reiterazione di delitti colposi correlati all’incolumità delle persone ogni volta che si proponga un’occasione di esercizio di doveri e obbligazioni di garanzia.”
Confesso, amici lettori, fossi obbligato a scegliere mi sentirei più sicuro con Schettino al timone che sotto giudizio in Cassazione…..

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mag 16 2012

in nome del popolo italiano 16 05 2012

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IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Da www.cremononline.it, il braccio svelto della Provincia.
Direttissima per un tipo: l’altro giorno, in un bar di Piadena, minaccia col coltello un carabiniere, che mesi fa l’aveva multato perché ubriaco al volante. Sei mesi gli ha dato il giudice. Che c’è di strano? Stranissimo, dico io, glieli ha dati senza condizionale, quindi se li fa. Perché? Il tipo non solo non ha chiesto scusa, ma in udienza ha ripreso gli insulti.
Bene, quando quel giudice sbaglierà una sentenza, capita in tutte le professioni, anche ai migliori, ricordiamoci del coraggio mostrato nel fare questa.

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mag 15 2012

la bella addormentata in toga 15 05 2012

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LA BELLA ADDORMENTATA IN TOGA

Per fortuna che i loro organismi, di ogni tipo, impropriamente, ci calcolo anche il Presidente della Repubblica, dicono che la magistratura sia la parte sana dello Stato.
La Corte dei Conti si accorge, qualche minuto fa, di ciò che sanno tutti gli statali: fra aspettative e permessi sindacali, nel 2010 è come se 4569 lavoratori pubblici non avessero lavorato per un anno. Un dipendente ogni 550 in servizio. Costo per l’Erario, 151 milioni.
Che la crisi produca un bene, Mani pulite anche tra i professionisti del lavoro degli altri?

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mag 11 2012

giustizia e giurisdizione 11 05 2012

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GIUSTIZIA E GIURISDIZIONE

Credo che il caso di Punta Perotti, l’ecomostro abbattuto nel 2006, dopo anni di dispute amministrative e giudiziarie, sia abbastanza noto per evitare di ripeterlo, e comunque è descritto in lungo e in largo in molte voci di internet. Bene, la Corte europea di Strasburgo, che difende i diritti dell’uomo, ha condannato l’Italia a risarcire gli ex proprietari: 49 milioni, loro ne avevano chiesti 500.
Punto fermo: il mostro era stato costruito a meno di 300 metri dal mare, in posizione insanabile, se non con l’abbattimento. Quanto al seguito, dispute infinite tra proprietari, Comune, giudici di vario tipo, sul modo, il risarcimento e il diritto al terreno.
Perché ne scrivo? Una mia vecchia idea sul processo, di ogni Paese: non si cerchi Giustizia, la società vuole solo che comunque cessino le contese. Se con la decisione esatta, meglio.
Punta Perotti è anche la conferma di un’altra mia vecchia idea. Se una sentenza dà fastidio non è necessariamente ingiusta, o peggio, di parte o venduta. E’ semplicemente il frutto di un’interpretazione, che vale più di tutte le altre perché lo Stato ha concesso a quell’interprete tutto il suo potere.
Interpretazione che non ha nulla da invidiare alle consorelle di altre discipline: nessun stupore, quindi, che ogni tanto ne capiti qualcuna più artistica del solito……

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mag 10 2012

certezze 10 05 2012

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CERTEZZE

L’estate scorsa, lo confesso, m’aveva fatto male sentire due onorevoli della Lega, sul palco del festival al Cascinetto, dire che i continui processi a Berlusconi erano affar suo. Adesso che hanno provato sulla loro pelle come può essere violento l’uso della giurisdizione, sono certo che saranno molto più cauti….
Per questo giudico abbia fatto benissimo www.cremonaoggi.it a pubblicare il testo integrale dell’ordinanza con cui il Gip di Savona archivia il processo al vescovo Lafranconi. Per la prescrizione. Anche un non giurista, se la legge senza essere prevenuto, capisce che ciò che oggi capita al vescovo, domani può succedere a lui: spero d’essere chiaro, non difendo solo Lafranconi.
E se Gesù dice un paio di cosette su chi giudica, non intende condannare l’esercizio, considerata la funzione del Padre. Dice solo, ricordati che il tuo giudizio sarà giudicato.
Ecco la chiusa del Gip, inutile oltretutto alla definizione del procedimento, che sarebbe sufficiente a capire tutto senza leggere il resto:
“nessuna espressione di rammarico risulta dai documenti agli atti a favore degli innocenti fanciulli affidati alle cure del sacerdote e rimasti vittime delle sue attenzioni.”
Di nuovo, non c’è bisogno d’essere né giuristi, né letterati, né psicologi, né quel diavolo che si vuole, per capire che se il Gip non ha visto niente sugli atti esaminati, non per questo ne consegue che il vescovo se ne fregasse: ma siccome il Gip ha il potere di fare ciò che vuole, lo fa, e giù uno schiaffone al vescovo.
Per il resto, una sequenza di righe che riportano che Mario ha detto che Giuseppe gli ha raccontato che Emilio ha visto, per cui è chiaro che il vescovo non poteva non sapere, “orbene, per quanto riguarda la conoscenza o, comunque, la conoscibilità, da parte di Lafranconi” etc, come se i due termini fossero equivalenti. Insomma, un elenco di fatti indispensabili ad aprire e chiudere un procedimento, nel diritto non esiste un’assoluzione plenaria senza riscontri, diventa ben più di un pesante atto d’accusa: una montagna di certezze, in barba alla Costituzione che prevede una serie di sentenze, non un’ordinanza di passaggio, con un giudicato finale; in barba a un codice di procedura che impone al giudice di pronunciare sentenza di condanna solo se l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio.
Dubbio che può essere sgomberato solo dopo un processo con ricerca di ogni tipo di prova, contraddittorio etc etc. Che qui, ovviamente, per definizione di legge, non può esistere. Che avrebbe dovuto consigliare al giudice parole meno definitive.
A meno di pensare che l’ordinanza di passaggio abbia lo stesso valore del processo, nel qual caso tanto varrebbe abolirli in blocco con notevole riduzione dei tempi e dell’arretrato, che causano all’Italia continue sanzioni dall’Unione Europea.
So bene di non convincere chi è certo della malvagità di Lafranconi, però sia conseguente, accetti senza discutere l’esito di qualsiasi processo, per sé, per chiunque….
Già, dimenticavo, ai sapienti sulla pelle degli altri, che invitano il Lafranconi di turno a rifiutare la prescrizione, rovesciando i termini del diritto moderno, tu Stato devi dimostrare la mia colpa, non io cittadino la mia innocenza, chi accetterebbe volontariamente il rischio di un giudice del genere?

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mag 09 2012

al buio 09 05 2012

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AL BUIO

Madre e figlia, un prete, due uomini occupano lo scompartimento. D’improvviso la luce si spegne, proprio in galleria. Rimbombo di uno schiaffone da olimpiade.
La madre: ho educato bene mia figlia, uno dei due ha allungato le mani e lei ha reagito come deve.
La figlia: non credevo che mia madre potesse ancora interessare gli uomini, lui ci ha provato e lei se l’è presa.
Uno dei due: furbo il mio vicino, crede che tutte siano a sua disposizione, ben gli sta.
Il prete: avrà fatto il villano, la donna ha risposto ma lo sberlone l’ho preso io.
L’altro dei due: eran vent’anni che aspettavo l’occasione di menare un prete.
Nel buio di Cremona lo schiaffone l’ha preso il vescovo, monsignor Lafranconi. Molti anni fa, quando reggeva la diocesi di Savona, non avrebbe denunciato preti pedofili, questa l’accusa secondo i giornali del posto, che i colleghi di Cremona diligentemente hanno ricopiato. Incerta anche l’ordinanza del giudice, zeppa di avrebbe, che però tronca l’iter giudiziario per l’avvenuta prescrizione.
Figuriamoci. La Costituzione, continuamente buttata in faccia a Berlusconi nella speranza che abbia almeno uno spigolo duro, proclama che l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Ma non tiene conto che viviamo in un Paese di cattocomunisti, strutturalmente incapaci di praticare le regole che si sono dati: il cittadino è sempre colpevole davanti a una divinità, che solo gli iniziati dell’una o dell’altra parte possono interpretare. Per cui la prescrizione è sinonimo di colpa. Non, naturalmente di un sistema giudiziario che non riesce a concludere nemmeno il primo processo in dieci anni: dell’imputato. Che dovrebbe rimanere a disposizione fin che campa.
Gli iniziati non sono in grado nemmeno del minimissimo dei confronti: aspetterebbero dieci anni un rimborso Iva o un rinnovo di passaporto?

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apr 30 2012

prima del limite 30 04 2012

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PRIMA DEL LIMITE

Il famoso Procuratore di Torino Raffaele Guariniello, informato dal Corriere.it, ha disposto il sequestro di un numero imprecisato di scarpe cinesi: sembra contenessero cromo.
Gli indossanti sono felici: hanno mantenuto, per adesso, la libertà dei piedi….

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apr 29 2012

wanted 29 04 2012

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WANTED

Seppelliti da migliaia di notizie, ci ricordiamo di Lele Mora solo quando un giornalista ha il suo pezzo di pagina bianca da annerire. Eppure è uno degli uomini più pericolosi d’Italia: da dieci mesi in carcere preventivo, in attesa di processi vari. Sorte che a volte non tocca agli imputati di omicidio, magari in attesa di appello dopo la condanna in primo grado, come è appena successo a Busco per l’omicidio di Simonetta Cesaroni. Poi scagionato perché l’unica prova che aveva portato alla prima condanna, il sicurissimo dna, era sbagliata.
A difesa dell’agire della nostra giurisdizione, Mora non ha un solo processo, due o tre mi sembra, tutti collegati al sottobosco Berlusconi, cioè l’uomo peggiore d’Europa….

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apr 28 2012

pagare il dna 28 04 2012

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PAGARE IL DNA

E così la Corte d’Appello di Roma capovolge il verdetto di primo grado e assolve Busco, che l’anno scorso era stato condannato per l’omicidio della fidanzata, Simonetta Cesaroni. Uccisa nel 1990 (!!).
Stringi stringi, tutto nasce dai periti: gli uni danno la certezza al giudice, il dna è di Busco, i secondi sono ancor più sicuri, non è assolutamente vero. In mezzo, 22 anni di indagini, sospetti, colpevoli virtuali. E qualche altro tipo di prova.
Morale, la scienza fa quel che può, ma per definizione la sua natura è ricerca, qualche volta certezza.
Piccola morale finanziaria, che dio sa perché viene sistematicamente ignorata nei commenti ai processi: il difensore principale di Busco era l’avvocato Franco Coppi, principe del Foro. Due processi del genere con un avvocato normale costano decine di migliaia di euro, figuriamoci Coppi. Non so nulla del patrimonio di Busco, ma una perizia dna come la prima, che ha causato due processi, e poi c’è ancora la Cassazione, dissesterebbe per anni e anni l’economia della maggior parte delle famiglie….

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apr 25 2012

segreto professionale 25 04 2012

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SEGRETO PROFESSIONALE

Quello appena sotto è un brano dal Corriere on line, catturato dio sa come da una intercettazione della Procura Straordinaria di Milano, in teoria coperta dal segreto istruttorio. Proviamo a immaginare cosa succederebbe se finisse sul Corriere una telefonata personale della Boccassini….
MILANO – «Amore» e «amorino» sono i vezzeggiativi che Nicole Minetti rivolge a Silvio Berlusconi in una conversazione telefonica intercettata dagli inquirenti. «Love of my life» inizia così la telefonata della consigliera regionale con l’allora presidente del consiglio. Poi prosegue: «Amore, questa sera posso portare una mia amica? È bellissima, carinissima ha le seconda laurea, vedrai, è giustissima». Nicole Minetti si riferisce a Melania Tumini, sua ex compagna di liceo. Berlusconi risponde con un «grazie» e Nicole Minetti conclude la telefonata: «Bacino, ciao amore». La serata fu poi uno choc per la Tumini, che ha testimoniato al processo raccontando: «Sono stata ingenua perché pensavo che i miei studi potessero interessare», «le ragazze si esibivano in balli provocanti», con «baci e toccamenti sul sedere e sul seno» da parte dell’allora premier.

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