Archive for the 'Giudici' Category

feb 06 2012

verità fresca 06 02 2012

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VERITA’ FRESCA DI GIORNATA

Occhio a non ridere troppo sguaiatamente perché ha la querela facile, e la misura del risarcimento, come prevede la Costituzione, la stabiliscono i suoi colleghi.
Corriere della Sera del 5: vi hanno detto mille volte, se la corruzione c’era da una vita voi dov’eravate prima del “92?
Piercamillo Davigo: è una delle tante scempiaggini che si ripetono da vent’anni. Eravamo lì, ma la corruzione è come la mafia: non è come un omicidio, dove trovi un cadavere e fai le indagini. E’ un reato che si regge su un patto segreto tra chi lo compie: finché non viene uno a raccontartelo non lo sai.
Mi raccomando, cari lettori, se volete dare un giudizio non usate il termine “scempiaggini”: lo può usare solo lui.
Io cerco di essere più soffice possibile, ma sapete, a volte mi impenno e divento brusco.
Fin che l’Arcangelo Gabriele non è andato in Procura a Milano, loro non sapevano esistesse la corruzione, o meglio, lo sapevano per sentito dire, ma siccome nessuno andava a confessare con la naturalezza che si richiede a tale Sacramento, son rimasti bloccati per qualche decina di anni. E sì che nel 1984, in un famoso processo per corruzione su appalti pubblici svolto a Torino, l’imputato Zampini ebbe a dichiarare in aula, a taccuini aperti: si fa così, lo sappiamo tutti, non c’è altra via, io stesso, potessi cambiare la faccia, appena esco ricomincio!
Altro limite alla “inesattezza” (dio mio, non l’avrò diffamato?) di Piercamillo Davigo: proprio la Procura di Milano, pochissimi anni dopo il “92, ha dimostrato al mondo che il “cadavere” mica te lo devono mettere davanti al portone, puoi tranquillamente uscire a cercarlo e, se proprio non trovi un originale, ti dai da fare.
Provate a chiedere a Berlusconi.

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feb 04 2012

alle solite 04 02 2012

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ALLE SOLITE

Ennesima baruffa Giudici/Parlamento, temo irrisolvibile se continua a mancare il rispetto reciproco e di entrambi verso i cittadini, ma l’argomento è troppo impegnativo per la mia ora (due del mattino). Poi non so se basta il rispetto di sopra, la funzione del giudiziario è troppo delicata, e stabilire i limiti forse è impossibile per le nostre capacità d’oggi.
Comunque, sguaiati i politici, a rincorrerli i giudici. Di cui mi colpisce una bravata: fate pure le leggi che credete, tanto la Corte Costituzionale ve le annulla. Se ne siete certi fin d’ora, la pensate come me: la Corte è un orpello inutile ma costoso.

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feb 04 2012

geroglifici 04 02 2012

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GEROGLIFICI

La comunicazione è una roba strana, non mi permetterei mai, solo leggendo Tizio che dice che Caio ha detto, di credere che Caio l’abbia detto davvero, per cui, se un sottotitolo della Stampa on line , a proposito di Lusi, tesoriere della Margherita, fa: “i pm vogliono capire se altri politici sapevano dell’appropriazione dei tredici milioni di euro” immagino benissimo che i pm non dormano all’umido, e approfondiscono le indagini convinti che il caso sia venuto alla luce per bisticci nella spartizione del bottino….

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gen 29 2012

diritto mobile 29 01 2012

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DIRITTO MOBILE

Milano, storicamente, è capitale morale d’Italia, e anche oggi lo dimostra. Uno dei nostri principali difetti, stranissimo, è coniugare la fantasia creativa nel privato con l’elefantiasi burocratica, quando si tratta di bene pubblico. Ecco il politico Pisapia, neosindaco voluto dai cittadini, come risolve in fretta le loro faccende, private: per accedere agli assegni del Comune (soldi nostri), basterà, omissis, essere sposati o coabitanti nello stato di famiglia per sussistenza di vincolo affettivo, comprese le coppie dello stesso sesso. Anticostituzionale, protestano i preti, no, sono loro ad essere retroguardia: come diceva Napoleone, l’armata si metta in marcia, l’intendenza seguirà. E continuava, i trattati sono pezzi di carta, come la Costituzionale, ammoderna il Pisapia, in attesa di riforma dove lo dico io.
Il Pisapia, sindaco giustamente di chi l’ha votato, è un avanguardista, ma anche nel Tempio del rispetto delle regole non scherzano. Giovanni Canzio, presidente della Corte d’Appello di Milano, inaugura l’anno giudiziario, e si può già capire tanto dalla data, la fine di gennaio: “la prescrizione? è un agente patogeno. E giù botte, non in italiano, in sentenziese, come da Corriere on line: induce premialità di fatto, scoraggia le premialità legali e trasparenti di riti alternativi, incentiva strategie dilatorie della difesa, implementa oltre ogni misura il numero delle impugnazioni in vista dell’esito estintivo etc etc.
Sono acido, tanto per cambiare.
Premessa: la prescrizione più breve opera in sette anni, quanto basta cioè a laurearsi in legge, fare uno o più master, preparare il concorso in magistratura. Dante ci ha scritto Inferno e Purgatorio.
Non bastano però sette anni a chiudere un processo con la sentenza. Colpa degli avvocati, non ci stanno a far condannare il loro cliente. Che, malvagio più d’un Berlusconi, pretende d’essere sempre assolto. Dal che risulterebbe l’inutilità del processo.
Nemmeno accettano i riti alternativi: se la Procura dice che sei colpevole, ti presenti in aula e chiedi la pena minima. Oppure: rinuncio a qualsiasi tipo di prescrizione, processatemi, signori giudici, quando vi aggrada.
Ha un merito, il presidente Canzio: rispettando la Costituzione, propone, non dispone come Pisapia.

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gen 28 2012

ritardi giudiziosi 28 01 2012

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RITARDI GIUDIZIOSI

Altra prova certa che l’interminabilità dei processi italiani non è dovuta ai giudici: il caso Mills.
Temendo la prescrizione, il Tribunale ha fissato udienze a rotta di collo, in modo da potere arrivare alla certezza della condanna per Berlusconi. Che al solito capisce solo i propri interessi: invece di festeggiare di fronte al mondo, quando si impegnano i magistrati italiani sono veloci, se la prende al punto da far recitare il melodramma ai suoi avvocati. La rinuncia all’incarico!

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gen 27 2012

parlare arabo 27 01 2012

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PARLARE ARABO

Lo nota Luigi Ferrarella, giornalista coi baffi, sul Corriere: al processo Mills gli interpreti commettono strafalcioni, a volte traducono il contrario, nel riferire al Tribunale le parole dell’avvocato inglese. E siccome non si limita a fare atto di presenza, ecco la riflessione: ma allora, nei processi al piano terra per direttissima, che non sono sotto i riflettori dei media ma sono zeppi di imputati che parlano lingue ben più complicate dell’inglese, quante traduzioni errate o approssimative concorrono a formare sentenze ingiuste?

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gen 26 2012

nostri protettori 26 01 2012

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NOSTRI PROTETTORI

Cassazione: scatta la multa per la prostituta troppo succinta. Protesta l’associazione “Certi diritti”.
La Cassazione si rivolge alle lucciole per invitarle ad un maggior decoro sia nel vestire che negli atteggiamenti. Secondo gli Ermellini la troppa disinvoltura quando si lavora sulla strada, così come l’uso di un abbigliamento troppo succinto ancora oggi urta la collettività. La sentenza è della terza sezione penale (1387/2012) che ha convalidato una multa di 800 euro inflitta ad una prostituta di trent’anni per atti contrari alla pubblica decenza. La donna era stata sorpresa dalle forze dell’ordine mentre indossava un abbigliamento succinto ed assumeva “posture tali da rendere visibili a terzi parti intime e/o riservate del proprio corpo”. La Suprema Corte spiega che “ricorrono gli elementi costitutivi del reato previsto dall’art. 726 del codice penale, visto che il modo di vestire e l’atteggiamento assunto dalla lucciola hanno rappresentato una condotta contraria al sentimento di costumatezza così come inteso tuttora dalla comunità/collettività sociale.”
L’associazione “Certi diritti” ha già annunciato un’azione di disobbedienza per protestare contro la decisione: ci recheremo con abiti succinti e con gli stessi atteggiamenti contrari al sentimento di costumatezza assunto dalla prostituta, e ci faremo anche noi multare.
E’ un pezzo del settimanale di news giuridiche che lo Studio Cataldi spedisce gratis a chi ne faccia richiesta. E’ troppo bello per rischiare di rovinarlo con commenti.
Una sola curiosità: spiegasse la Suprema Corte la differenza tra “parti intime e/o riservate del proprio corpo”.

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gen 25 2012

troppo lavoro 25 01 2012

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TROPPO LAVORO

“La Corte di Cassazione, con la sentenza 40012/11, ha stabilito che urinare in luogo pubblico è reato prescindere dal fatto che la condotta possa essere stata messa in atto in un luogo buio e appartato. E’ sufficiente la sola possibilità che il gesto contrario alla pubblica decenza venga percepito da terzi.”
Dalla Stampa on line. Si capisce perché da noi il cammino della giurisdizione sia tanto lungo e venga regolarmente criticato dal mondo intero. E siamo ancora alla pipì. Figuriamoci quando arriverà il momento della cacca.
Ma certi giudici non lavorano solo sulle spinte minime della natura. Bertolaso è indagato per omicidio colposo plurimo e disastro: non ha saputo prevedere il terremoto dell’Aquila.
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gen 25 2012

cane e padrona 25 01 2012

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CANE E PADRONA

Qualche giorno fa ha provocato scalpore, poi è stata sepolta dalle migliaia di notizie successive: via libera del giudice, il cane all’ospedale dalla padrona ricoverata. Alcuni passi dal Corriere on line:
“una signora con gravi patologie viene ricoverata in una clinica e chiede di poter incontrare ogni tanto il suo cane. Secondo il regolamento, però, il cane non può entrare nella clinica e così la richiesta finisce sul tavolo del giudice tutelare di Varese, Giuseppe Buffone. La sentenza è assai articolata e sancisce che il sentimento per gli animali costituisce un valore e un interesse a copertura costituzionale.”
Per quanto abbia ripercorso su e giù i 139 articoli della Carta, non ho trovato nulla di appena accennato, ma è noto che la fantasia varia da persona a persona, la mia evidentemente è mediocre…ma andiamo avanti.
“in base all’evoluzione della coscienza sociale e dei costumi, il Parlamento ha ritenuto che un tale sentimento costituisce ormai un interesse da trarsi dal tessuto connettivo della Charta Chartarum….lo Stato e le Regioni possono promuovere d’intesa (ecco un nuovo legislatore, n.d.r) l’integrazione dei programmi didattici delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, ai fini di una effettiva educazione degli alunni in materia di etologia degli animali e del loro rispetto (ecco un altro “buco” nella riforma Gelmini, n.d.r.)….la legge ha riconosciuto che l’uomo ha l’obbligo morale di rispettare tutte le creature viventi, e in considerazione dei particolari vincoli esistenti tra l’uomo e gli animali da compagnia, ha affermato l’importanza di tali animali a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita (della signora, eventualmente anche del vicino di letto, n.d.r.) e dunque il loro valore per la società. Etc etc.
L’ex piccolo burocrate, oggi vostro scribacchino, avrebbe un sacco di commenti, il primo, che fortuna la signora amasse il cagnetto, figuriamoci al suo posto un cavallo, il secondo, auguriamoci siano pochissimi i ricoverati con spiccato amore per le bestie, il terzo, più serio, esiste una ponderosa letteratura medica sulle malattie “da ospedale”, trasmesse sommariamente da uomo a uomo, figuriamoci gli animali, ma come ognun ben vede, le osservazioni sarebbero quasi infinite.
Concludo sempre con lo stesso parere: il giudice deve avere la più completa autonomia nell’esercizio della sua funzione, che altrimenti cesserebbe di esistere. Ed è sbagliato, proprio dal punto di vista degli interessi della società, sparare su essi ad alzo zero, come fa il mio Berlusconi: come in tutte le categorie vi sono gli eccellenti, i medi, i mediocri. Ogni tanto, i pessimi. Ma non può essere il solo Presidente Napolitano, che deve averne piena l’anima, a ricordare ai giovani vincitori di concorso di evitare passerelle in genere, Tv e indagini/sentenze da palcoscenico. Nell’interesse primo dell’Italia, e poi della categoria stessa, ci pensino i giudici, a partire dal Consiglio superiore della magistratura.

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gen 22 2012

non saccio niente 22 01 2012

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NON SACCIO NIENTE

Rinviati a giudizio De Magistris e Genchi, per aver spiato illecitamente tabulati telefonici. Ecco la buffissima manfrina tra i due amiconi, secondo La Stampa on line:
“Nel corso del procedimento, l’ex magistrato si è difeso sostenendo di aver avuto la massima fiducia in Genchi e di avergli affidato «un lavoro importante e complesso che un professionista come lui avrebbe potuto affrontare e di non sapere per quale motivo e con quale metodologia l’allora suo consulente individuò quelle utenze riconducibili a parlamentari, molte delle quali, peraltro, non avevano nulla a che vedere con l’indagine “Why not”». Genchi, a sua volta, ha respinto l’accusa precisando di aver svolto gli accertamenti secondo determinati e precisi input datigli dall’ex pm, senza sapere che quelle utenze telefoniche su cui stava indagando portassero direttamente ad alcuni esponenti politici.”
Adesso sono curioso di vedere se l’Associazione nazionale magistrati espelle De Magistris, come appena deciso per Alfonso Papa, per aver gettato discredito sulla categoria…..

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