Archive for the 'Giudici' Category

nov 11 2018

la legge del più forte-millecinquantasette 11 11 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLECINQUANTASETTE Un titolo dal Dubbio on line: –Asia Bibi, c’è un giudice a Islamabad. Diritto e conoscenza salvano la vita– Stasera me la cavo con una battuta: in Paesi più civili diritto e conoscenza possono invece non salvare dal carcere!
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nov 11 2018

dio sa perché, 11 11 2018

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DIO SA PERCHE’, forse per motivi di privacy; da Libero. —Stava attraversando sulle strisce pedonali, di ritorno dal supermercato dove aveva fatto la spesa, quando è stato centrato in pieno da uno scooter. Un colpo tremendo e per il malcapitato non c’ è stato più niente da fare: trasportato in ospedale, è morto qualche giorno dopo in sala di rianimazione. Vittima dell’incidente, avvenuto intorno alle 20 in viale Montenero a Milano, Luca Voltolin, 61 anni, medico infettivologo di tanti «ultimi»: si occupava infatti soprattutto di Aids e aveva lavorato nelle carceri di San Vittore e di Opera. Ad investirlo Alice Nobili, 31 anni, figlia dei magistrati Alberto Nobili e Ilda Boccassini. L’ episodio è avvenuto il 3 ottobre scorso, ma nessuno ne ha dato notizia. Ora Alice Nobili è stata denunciata per omicidio stradale. Ma questo episodio è la goccia che ha indotto l’ Usb, l’ unione sindacale di base della polizia locale, ad uscire domani con un comunicato nel quale si mette in evidenza il perché non sia stata resa nota la notizia.
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nov 11 2018

oggi a iori, domani a te 11 11 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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nov 10 2018

la legge del più forte-millecinquantasei 10 11 2018

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLECINQUANTASEI Intervista del Dubbio a Gian Domenico Caiazza, nuovo presidente dei penalisti italiani. Chi crede i giudici vittime dei Governi in genere se i processi non finiscono mai, salti il resto, e legga e mediti la riflessione di Caiazza sul fallimento dell’udienza preliminare, dipeso solo dal comportamento dei giudici e non certo da decisioni dei vari premier o ministri della giustizia! —-«È una cosa enorme. Che mi mette in difficoltà anche sul piano professionale. Basta guardare all’attenzione dedicata dai giornali alla nostra astensione: mai visto nulla di simile in 25 anni. È una fatica, a cui però non possiamo sottrarci». Nemmeno venti giorni: tanto è durato il rodaggio di Gian Domenico Caiazza. Eletto il 21 ottobre scorso a Sorrento presidente dell’Unione Camere penali italiane, dopo meno di tre settimane si è trovato nel vortice della più grande crisi politica mai scatenatasi sulla giustizia dalla discesa in campo di Berlusconi. Forse nemmeno il decreto Biondi aveva avuto, per la maggioranza di allora, un potenziale distruttivo pari a quello sprigionato ora dalla prescrizione. E certo allora sui penalisti non si rivolse l’attenzione data ai quattro i giorni di assenza dalle udienze appena proclamati da Caiazza. Come fa, si sdoppia? È una fatica, è un’impresa, ma lo avevo detto nel mio discorso programmatico al congresso di Sorrento: l’Ucpi non è semplicemente una associazione forense, è un soggetto politico. Perché? Semplice: ci occupiamo di temi che incrociano i diritti dei nostri assistiti e che nello stesso tempo sono questioni politiche pure, diventate centrali. E sguarnite: perché i vecchi partiti in Parlamento si sgretolano. È l’altra enorme difficoltà. In Parlamento non ci sono più sponde. C’è una maggioranza, orientata purtroppo da una cultura vendicativa del processo penale, e priva di una vera opposizione. Ci sono alcuni singoli parlamentari, certo. Li conosciamo di persona: in Forza Italia per esempio, Sisto e Costa, ma li contiamo sulle dita di una mano. In questo contesto è plausibile che avvocati e magistrati siano protagonisti del confronto, come auspica e chiede il presidente del Cnf Mascherin? Dico di più: il protagonismo di noi avvocati e dei magistrati, nel dibattito sulla giustizia penale, è già in atto. È in tempo reale. Apro una parentesi: io credo che sarebbe positivo un tavolo a cui confrontarsi. Ma mi chiedo: è possibile fare una grande riforma del processo in un anno? Giovanni Maria Flick ha opportunamente ricordato che solo per portare a termine la riforma del giudice monocratico impiegò 5 anni. E parliamo di una delle migliori menti giuridiche del Paese. Però è giusto presumere che davvero la prescrizione entri in vigore solo dopo e solo se prima sarà varata una riforma complessiva: lungo tale percorso, cosa si aspetta dalla magistratura? La reformatio in peius che piace a Davigo o i tempi di fase inderogabili nel processo condivisi da Canzio? Mi pare che la magistratura sia attraversata anche da divisioni. Però registro alcuni dati di fatto. Nei dibattiti in cui ci siamo confrontati nelle ultime ore, il presidente di Magistratura democratica Riccardo De Vito, per esempio, ha dimostrato di essere su posizioni sostanzialmente analoghe alle nostre, sulla prescrizione. A Radio Rai mi sono incrociato con il presidente dell’Anm Francesco Minisci: non gli ho sentito affatto invocare la reformatio in peius ma dire innanzitutto che non si può rifare il processo a partire dalla coda, cioè dalla prescrizione, e che serve per esempio un forte ricorso ai riti alternativi. Idea giusta, da condividere. Ma in netta controtendenza rispetto alle scelte dell’attuale maggioranza. Che ha appena eliminato il rito abbreviato per i reati da ergastolo. E sa perché? Lo dica. In ossequio a quell’idea vendicativa del processo appena ricordata. Non concepisce di scambiare uno sconto di pena con un risparmio di almeno 9 anni sulla durata del procedimento. Non è nella cultura di questi signori. Sono oppressi dall’impulso di dover rispondere alla platea digitale che subito urlerebbe all’infamia di un imputato condannato ad appena 23 anni anziché a stare in galera fino alla morte. Ma sulla posizione della magistratura un dubbio ce l’ho. Quale? Riguarda il fallimento dell’udienza preliminare. Sono pronti a riconoscerlo? Dopo 30 anni dal varo del modello accusatorio, dopo il tentativo di riforma del 2000, è chiaro come l’udienza preliminare sia fallita. Non è mai diventata il filtro che dovrebbe mandare a dibattimento solo i casi per i quali è necessario. È per il timore dei giudici di litigare coi pm? Temo sia così: è per la mancanza di una cultura terza del giudice. Direte: ma allora voi siete fissati con la separazione delle carriere? E sì: l’aspetto appena considerato è una prova scientifica di quanto quella riforma sia necessaria. Ora, io credo che siano questi i nodi su cui ragionare. Se invece l’attuale maggioranza vuole coltivare l’illusione che con qualche cancelliere in più i processi saranno fulminei, impiegherà poco a capire che non può essere così. Mai si era sfiorata una crisi di governo sulla prescrizione: l’impatto dello scontro sulla giustizia può scuotere gli italiani dall’ipnosi giustizialista? È quanto vedo già avvenire in queste ore. Non vorrei scivolare in facili trionfalismi. Ma a me pare che l’argomento prescrizione sia un clamoroso autogol, per il giustizialismo. È un tema chiaro, comprensibile: le persone capiscono che si rischia di restare sotto processo per tutta la vita, riflettono su cosa voglia dire vedere i propri beni messi per anni sotto sequestro. È come per la separazione delle carriere: pare una disputa dottrinale, invece tutti comprendono di cosa si tratti. L’argomento opposto da chi propone il blocco della prescrizione è liquidarla come lo strumento dei ricchi per sfangarsela. È l’unico che hanno, ma è debolissimo: perché ci vuol poco a far capire alle persone che noi avvocati non abbiamo alcuna possibilità di dilatare i tempi, e che la prescrizione non può essere confusa con la lunghezza irragionevole dei processi. La bolla giustizialista che esplode come la bolla speculativa di fine anni Novanta in America… Il giustizialismo è minoranza almeno nella comunità dei giuristi. Anche tra i magistrati. I cosiddetti giustizialisti della politica hanno alle loro spalle Davigo, Ardita, Di Matteo. Figure dalla storia professionale importante e che vanno rispettate, come magistrati. Ma sul piano dottrinario sono assolutamente isolati. Io sfido a scovare un solo docente universitario disposto a condividere per esempio la tesi di Davigo secondo cui non vale la pena ascoltare un testimone in dibattimento perché tanto ha già reso dichiarazioni al pubblico ufficiale. È ovvio, è indiscutibile che noi avvocati e i magistrati, la maggioranza dei magistrati che non condivide quelle visioni estreme, siamo diventati centrali. Si sente parlare di giustizia solo per slogan. E allora i giornali, ma gli italiani in generale, ogni giorno di più dicono: sentiamo cosa dice chi davvero sa di che parla, quando è interpellato sulla giustizia.
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nov 10 2018

enrico berlinguer contento 10 11 2018

ENRICO BERLINGUER CONTENTO
Realizzata finalmente la sua idea di “compromesso storico”: la Cassazione ha deciso che la Lega deve restituire i 49 milioni di contributi, la Lega obbedisce e, col permesso della Procura di Genova, paga 600mila euro l’anno!

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nov 10 2018

raggi assolta: anche i giudici sbagliano! 10 11 2018

RAGGI ASSOLTA: ANCHE I GIUDICI SBAGLIANO!
Ero certo della condanna. Con qualche decina di pagine a sviluppare il concetto: ha avuto due anni di tempo per rimediare i disastri dei suoi predecessori; non l’ha fatto, è certo quindi ne abbia tratto vantaggio!

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nov 10 2018

oggi a iori, domani a te 10 11 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
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Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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nov 09 2018

la legge del più forte-millecinquantacinque 09 11 2018

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLECINQUANTACINQUE
La battuta più bella nei giorni delle “decisioni irrevocabili”: prescrizione sì prescrizione no, irrevocabili fino a stasera, l’ha incorniciata Francesco Paolo Sisto, avvocato e deputato di Forza Italia, e la riporta il Dubbio: “il processo penale non deve intimidire, serve a rassicurare gli innocenti e a punire i colpevoli”
Il processo penale; colgono ogni occasione, certi gestori del Parlamento, di mostrare quanto sian vicini agli italiani: noi innocenti, quando la malattia più diffusa, o almeno di moda, è la depressione, facciamo la coda davanti ai Palazzi: “un processo, almeno un processo, per darci la sicurezza d’esser innocenti, se perfino un Davigo ci giudica colpevoli non ancora scoperti!”

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nov 09 2018

lapidario 09 11 2018

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LAPIDARIO
Come io ho imparato la procedura penale vera, non quella dei codici e dei trattati, dai processi Iori, così Verdiglione ha imparato dai suoi, pagina 322 di l’Operazione guru:
—Il giudiziario ricorre alla probabilità, alla verosimiglianza, pertanto alla grammatica morale, alla grammatica dei costumi, alla psicogrammatica naturale e nazionale, alla statistica—

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nov 09 2018

il desiderio di sparire 09 11 2018

IL DESIDERIO DI SPARIRE
Fossi colto come sembro, avrei messo il titolo: cupio dissolvi. Il 29 settembre mando una mail all’on. Mariastella Gelmini:
—Numero ed epoca dei processi a Berlusconi bastano a capire che è successo, però sono convinto che rispondere sul piano personale, come ha regolarmente fatto il nostro presidente, divida gli italiani in tifosi: a favore, non vedono nemmeno le Ruby, contro, B è il più gran delinquente della politica italiana.
Perché non prendere invece i tanti processi “normali”, contro comuni cittadini, dove il lettore più distratto capisce potrebbe toccare a lui? Quarto Grado e trasmissioni simili curano lo spettacolo e il protagonismo dei conduttori, il processo è solo il canovaccio su cui giocano, quando basterebbe, come nel caso Iori, leggere le motivazioni dei tre processi per toccar con mano come certi giudici possano travisare le prove—
Nessuna risposta. Il 4 novembre spedisco la riga sotto:
—neanche un cenno per ricevuta, è così che in pochi anni dal 30% si va sotto il 10……—
Che dire del nostro povero “fu” partito? Anche i ciechi e i sordi capiscono i motivi del successo di Salvini, sempre in mezzo alla gente! anche i Tajani eccetera, e lo dicono: indispensabile recuperare il dialogo diretto con l’elettore! poi, per il nostro povero “fu” partito, tra il dire e il fare si aprono due o tre Oceano Pacifico!

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