Archive for the 'cronaca nazionale' Category

lug 15 2018

oggi a iori, domani a te 15 07 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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lug 14 2018

la legge del più forte-novecentotrentasette 14 07 2018

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – NOVECENTOTRENTASETTE Da www.errorigiudiziari.com; la battuta: fin che l’ottima rivista non si decide a cambiare nome, nel penale l’errore è praticamente impossibile, nel dubbio si assolve, detta la legge, e chiamare le cose col nome esatto: scelte volontarie del giudice innamorato della propria idea, che non paga mai, nemmeno disciplinarmente, il proprio “errore”, sarà ben difficile giungere al buon esito. Cosa impediva, coi poteri sovrumani che ha il giudice di casa nostra, invece di ordinare l’arresto del poveraccio, prima ancora di esaminare le carte, confrontare impronte digitali e Dna? —Gli hanno rubato l’identità, un pezzo di vita e la serenità delle persone perbene. Luca Cesaretti fino a due mesi fa era un padre di famiglia come tanti: quarant’anni, una moglie, tre figli, un lavoro da giardiniere, piccole e grandi preoccupazioni, piccole e grandi soddisfazioni. Poi il 9 luglio scorso tutto cambia improvvisamente. Alle 23,20 il campanello di casa suona, all’ingresso ci sono i carabinieri, entrano, gli fanno leggere un foglio, lui impallidisce, non capisce, legge e rilegge quelle righe, poi, come se quello che sta avvenendo fosse un incubo, riesce solo a salutare la moglie e si avvia verso la porta insieme ai militari in borghese. Meno di un’ora dopo viene rinchiuso in una cella di Sollicciano: secondo il mandato di cattura internazionale che i carabinieri hanno appena eseguito sarebbe il responsabile di una serie di furti commessi in giro per l’Europa. In particolare avrebbe compiuto un colpo al castello di Pullach in Germania l’11 agosto 2002, dove avrebbe sottratto dalla cassaforte scardinata a picconate orologi e preziosi per 50mila euro, poi un secondo colpo il 27 luglio 2003, in un appartamento di Villach in Austria, poi un altro ancora, tra il 28 e 29 agosto 2006 a Monaco di Baviera, dove avrebbe svaligiato una villetta. A inchiodarlo le impronte digitali e le tracce di dna sui luoghi dei delitti. Ma Luca Cesaretti in Germania e in Austria non c’è mai stato, nei giorni in cui venivano commessi i furti stava lavorando tra Empoli e Fucecchio come dimostrano le fatture da lui consegnate ai clienti, non è pregiudicato e perciò nessuna banca dati può essere in possesso delle sue impronte digitali e tantomeno del suo dna. Allora perché secondo la polizia tedesca è lui il ladro che nei giornali – qui in Toscana e in Baviera – era stato subito ribattezzato come il giardiniere Arsenio Lupin? La risposta è tanto semplice quanto agghiacciante: per un clamoroso scambio di persona. Qualcuno – a tutt’oggi libero e senza nome – si è impossessato della sua identità, ne ha trascritto i dati anagrafici su documenti sapientemente contraffatti, moduli rubati in un qualche municipio o riprodotti chissà come, poi è andato in giro per l’Europa a commettere reati. Quando è stato fermato, nel 2003 in Austria, il ladro è stato schedato negli archivi della polizia di Vallach come Luca Cesaretti, residente a Empoli, professione giardiniere, al cui nome sono stati associati volto, impronte digitali e Dna del malvivente. L’ultimo colpo, quello compiuto nel 2006, fa scattare la tagliola kafkiana che lo fa finire a Sollicciano. Gli inquirenti rilevano sul luogo del furto le impronte digitali e tracce del Dna del ladro, le comparano con quelle contenute negli archivi della polizia, scoprono che corrispondono all’identità dell’autore del furto commesso anni prima in Austria e schedato come Luca Cesaretti. Da qui il mandato di arresto europeo che viene girato ai carabinieri di Firenze due mesi fa. Così il vero Cesaretti si ritrova in carcere con una condanna a 10 anni e 2 mesi di reclusione comminata dalla pretura di Rosenheim per furto aggravato e continuato. Ci sono voluti 50 giorni e la grinta dell’avvocato Antonio D’Orzi di Empoli per chiarire che in realtà si è trattato di un madornale errore giudiziario. D’Orzi ha raccolto tutta la documentazione che dimostra l’estraneità del suo assistito alle accuse: agende e fatture della sua impresa di giardinaggio relative ai giorni dei furti, amici e conoscenti (compreso un carabiniere) pronti a testimoniare che nelle date dei furti avevano avuto con lui incontri e colloqui, e soprattutto le impronte digitali e il volto che sono completamente diversi da quelli che negli archivi della polizia tedesca corrispondono all’autore dei delitti. Così, mentre Luca Cesaretti dopo 18 giorni di reclusione ottiene prima gli arresti domiciliari e poi una misura cautelare ancora più blanda, la direzione centrale della polizia criminale del Viminale e poi la Corte d’appello di Firenze devono prendere atto dell’errore e scagionano definitivamente il giardiniere. La stessa cosa che è costretta a fare – e riconoscere con tanto di telex inviato ai carabinieri di Firenze – la polizia tedesca. «Non so come ho fatto a sopravvivere a tutto questo se ci sono riuscito è solo grazie alle persone che mi vogliono bene e che mi sono state vicine durante questo incubo interminabile. Quando i carabinieri hanno bussato alla mia porta ho pensato che fosse uno scherzo di cattivo gusto orchestrato chissà da chi e chissà perché. Quando mi hanno detto perché mi stavano per rinchiudere a Sollicciano mi è sembrato di svenire. In carcere sono stati giorni molto duri, non ho quasi mai dormito e ho perso otto chili. Questa esperienza mi ha tolto moltissimo: oltre a un bel po’ di lavoro mi ha preso un pezzo di anima e mi ha portato via la fiducia che avevo nella giustizia. Senza contare che ogni volta che vedo carabinieri o poliziotti ho come un sussulto di paura. Mi sono molto preoccupato per i miei figli, avevo il timore che i compagni di scuola li prendessero in giro o li guardassero con sospetto per causa mia. Sono pensieri pesanti che mi hanno accompagnato in tutte queste settimane. Ma ancora una volta, grazie all’appoggio prezioso di parenti e amici, oltre a quello di mia moglie che è stata fortissima, i miei figli hanno capito che il loro papà non aveva fatto nulla di male e che possono continuare ad essere orgogliosi di lui». (fonte: il Tirreno, La Nazione) Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2010
Cremona 14 07 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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lug 14 2018

grani antichi 14 07 2018

GRANI ANTICHI
È boom in Italia per la coltivazione di grani antichi, come il Senatore Cappelli, che nella campagna 2017-2018 ha quintuplicato le superfici coltivate, passando dai 1000 ettari del 2017 ai 5000 attuali, trainato dal crescente interesse per la pasta 100% italiana e di qualità. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base di dati di Consorzi Agrari d’Italia e Sis, società leader nel settore sementiero, dai quali emerge che le superfici seminate potrebbero ulteriormente raddoppiare già a partire dalla prossima stagione. Mentre cresce il grano antico Made in Italy, si sono invece letteralmente azzerate le importazioni di grano canadese nel primo trimestre del 2018, appena 200mila chili rispetto ai 181 milioni di chili arrivati nei nostri porti nello stesso periodo dell’anno precedente (dati Istat). Si tratta degli effetti del generale riposizionamento dell’industria pastaia in una situazione in cui il Canada è stato a lungo il principale fornitore di grano duro dell’Italia per un quantitativo che nel 2017 è stato pari a 720milioni di chili a fronte di 4,3 miliardi di chili prodotti sul territorio nazionale. In altre parole un pacco di pasta su sei prodotto nel nostro Paese era ottenuto con grano canadese. A determinare il drastico cambiamento è stato il fatto che in Canada il grano duro viene trattato con l’erbicida glifosato in preraccolta, secondo modalità vietate in Italia, come denunciato più volte dalla Coldiretti. Un crollo delle importazioni che apre la strada alla piena valorizzazione del grano Made in Italy, seppur in una stagione che a livello quantitativo non ha dato i risultati attesi, seppur dal punto di vista della qualità si rilevi un buon contenuto proteico e buoni parametri. Secondo un primo monitoraggio di Coldiretti e Consorzi Agrari d’Italia sulla trebbiatura ormai avviata, si stima un calo della produzione di grano duro sui circa 1,3 milioni di ettari coltivati del 5-10% per cento rispetto allo scorso anno, con punte fino al 20% nelle zone del Sud Italia, per un totale nazionale di poco superiore alle 4 milioni di tonnellate. È il risultato dei problemi registrati a livello climatico con il maltempo che ha colpito a macchia di leopardo distruggendo interi raccolti. Ma la produzione di grano duro arretra anche in Europa dove, secondo un’elaborazione Coldiretti su dati Copa Cogeca, si avrà un calo del 4% rispetto allo scorso anno. Un trend che non ferma comunque la rapida proliferazione di marchi e linee che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impiegato, da Ghigi a De Sortis, da Jolly Sgambaro a Granoro, da Armando a Felicetti, da Alce Nero a Rummo, da FdAI – Firmato dagli agricoltori italiani – fino a “Voiello” che fa capo al Gruppo Barilla,e a Divella che in questi anni ha avviato un percorso di filiera in Puglia con grano 100% italiano con la Sis. E avanza anche la produzione di grano bio, con il più grande accordo mai realizzato al mondo per quantitativi e superfici coinvolte siglato tra Coldiretti, Consorzi agrari d’Italia, Fdai e il Gruppo Casillo che prevede la fornitura di 300 milioni di chili di grano duro biologico destinato alla pasta e 300 milioni di chili di grano tenero all’anno per la panificazione———————— Rummo, la mia preferita! Flaminio.

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lug 14 2018

cremona ha i cremonesi 14 07 2018

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CREMONA HA I CREMONESI, ma l’Italia ha gli italiani; dall’Opinione delle Libertà, giornale di battaglie ma viste solo da destra; Paolo Pillitteri, il nome dice tanto agli uomini di età, finge di non capire, poi va molto avanti ma quel che ho copiato basta e avanza, che la pensione alta creata alla fiat lux, cioè senza i contributi indispensabili come per la maggioranza di noi, una volta rimessa alla giusta misura produce piccoli risparmi in soldi, ma uno enorme in Giustizia! Dove infine Pillitteri abbia colto il “dignitoso silenzio degli interessati”, uno per tutti: Cirino Pomicino Paolo, quello del: “ma c’era la legge”, scritta dai suoi pari, ovviamente, bene, ce lo spiegherà con calma. Li tocchi, i notabili, e strillano, anche nella certezza che un giudice adatto rimetterà le cose al loro posto! —Intendiamoci, ogni risparmio in epoca di necessità di cassa è il benvenuto. E così sia. Così sia, ovviamente, anche per i vitalizi nel mirino dei pentastellati, manco fossero diventati il simbolo del peggio del peggio dell’infausto regime partitocratico, ed è probabilmente in questo eccesso da sbandieramento mediatico, in questa simbologia strapazzata e mostrata come una specie di monstrum da cancellare – cui risponde, peraltro, un dignitoso silenzio degli interessati – che sta il limite di un’iniziativa dai suoi aspetti positivi, non fosse altro che per tenere a bada il suddetto popolo, almeno per qualche mese, fermo restando che anche l’altra battaglia pentastellata contro le cosiddette pensioni alte, altissime, ha un fondo, peraltro molto profondo, di oggettività che, tuttavia, incontrerà quasi insormontabili opposizioni legali che non tarderanno a venire. Va peraltro aggiunto che tali mosse sono a costo zero ma rendono molto, secondo non pochi osservatori. Poi, si vedrà.
Cremona 14 07 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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lug 14 2018

oggi a iori, domani a te 14 07 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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lug 14 2018

la legge del più forte-novecentotrentasei 13 07 2018

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – NOVECENTOTRENTASEI
Le nostre condizioni di lavoro inaccettabili. Di crisi della giustizia sento parlare da quando andavo all’università. Nessuno che in questi 45 anni partisse dal vero problema: l’eccesso patologico della domanda di giustizia. Ogni anno in Italia si aprono più processi civili di quanti se ne aprano in Francia, Spagna e Gran Bretagna sommate insieme. La risposta più logica è frenare la domanda, riportando il contenzioso ai livelli degli altri Paesi. Invece i geni che ci governano hanno tentato di aumentare la produzione e ultimamente hanno pure il mito dell’‘organizzazione’: nella Corte d’appello “modello” di Torino, una bimba violentata a 7 anni ha visto prescriversi il processo allo stupratore quando ne aveva compiuti 27. Se il sistema non collassa, è perché molte vittime sono talmente sfiduciate che non si rivolgono nemmeno alla giustizia: se facessimo i processi in 6 mesi, avremmo molte più denunce e il contenzioso esploderebbe—-
Chi è, a chi si rivolge, dove? Davigo Piercamillo, intervistato da Travaglio Marco, sul Fatto Quotidiano! Il pezzo è molto più lungo, Davigo esonda su tutto, qui mi sembra cadere in una contraddizione evidente, a meno che l’abbiano tagliato. Ma la categoria è questa, ha sempre ragione. Dal sito dell’Anm, 5 luglio:
—In merito al dibattito successivo alla sentenza emessa dalla Suprema Corte di Cassazione relativa al sequestro di somme di un movimento politico, l’Associazione Nazionale Magistrati ribadisce con forza che i magistrati non adottano provvedimenti che costituiscono attacco alla democrazia o alla Costituzione, né perseguono fini politici, ma pronunciano sentenze in nome del popolo italiano, seguendo principi e regole di diritto di cui danno conto nelle motivazioni.
L’ANM respinge con fermezza ogni tentativo di delegittimare la giurisdizione e di offuscare l’imparzialità dei magistrati, principio costituzionale a difesa del quale continuerà sempre a svolgere la propria azione, auspicando che chiunque eserciti funzioni pubbliche abbia a cuore gli stessi fondamentali principi—
Non, e ci può stare, che il giudice abbia ragione nel sequestro dei soldi della Lega, ma tutti i 9mila magistrati, tutti! unica categoria nell’intera Italia, non sbagliano mai, né per dolo né per colpa!
Gli altri 60 milioni di cittadini sono invece potenziali colpevoli non ancora scoperti, quindi sarebbe giusto far sparire la prescrizione, affinché il giudice provveda, quando trova il tempo!

Cremona 13 07 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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lug 13 2018

il genio e i cretini 13 07 2018

IL GENIO E I CRETINI L’uno che gli altri hanno nome e cognome, anche se i Coldiretti, più che cretini, sembrerebbero il diavolo ingannatore, dal cui labbro i cretini veri dipendono; e sono: politici, giornali, agenzie di stampa, sé dicenti esperti, agricoltori, consumatori; chiedo scusa se ho dimenticato qualcuno; due righe da Campagna Amica, credo bastino; poi la voce tonante del genio, Dario Bressanini: se vi piacciono i suoi tuoni e fulmini, cari lettori, il resto della lunghissima orazione, dev’essere abituato a vincere per sfinimento, il genio, sul sito Libera. Ovvia e più che naturale riflessione: successi nazionali e internazionali per i Coldiretti, cortesia educata per le chiacchiere di Confagricoltura!
Campagna Amica: —Sono rimasti solo due Paesi a coltivare organismi geneticamente modificati in Europa dove si registra anche un ulteriore calo della superficie seminata del 4%. È quanto rende noto la Coldiretti nel fare un bilancio della coltivazione Ogm in Europa sulla base dell’ultimo rapporto ISAAA, in occasione della tempestiva decisione del Corpo forestale regionale del Friuli Venezia Giulia che è opportunamente intervenuto per abbattere le piante di mais Ogm seminato illegalmente a Vivaro (Pordenone) e Colloredo di Monte Albano (Udine), su disposizione del Ministero delle Politiche agricole. Un atto importante per ripristinare la legalità nei confronti di un reato ambientale poiché l’Italia è tra la maggioranza dei Paesi membri dell’Unione che ha scelto di vietare la semina di Ogm sulla base della direttiva Ue approvata nel 2015.
Dario Bressanini, in conto Libera: —Come ogni estate arrivano le nuove statistiche sull’adozione degli OGM nel mondo raccolte dall’ISAAA e, per reazione, puntuali come il mio raffreddore allergico stagionale, gli immancabili comunicati stampa di chi vede gli OGM come il diavolo in persona, conditi dagli altrettanto immancabili “sondaggi” di Coldiretti. Sono sempre gli stessi: “8 Italiani su 10 …” sia che si parli di gelato, carciofi o, appunto, OGM. Probabilmente hanno un generatore automatico di sondaggi. Giornali e agenzie di stampa ormai non fanno altro che rilanciare meccanicamente i vari comunicati senza mai approfondire. Quindi mi svesto dei panni che ultimamente sono solito portare e invece di bistecche e grano torno a parlare di OGM, facendo il punto sul mais. Usando indegnamente la forma del dialogo perché (spero) sia più sopportabile nella sua lunghezza— Poi, venti pagine di eccetera eccetera……..
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lug 13 2018

il 27 politico 13 07 2018

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IL 27 POLITICO
Come si usava all’Università nel “68; scandalo a Milano, liceo Beccaria, tre bocciati su ventuno; la colpa, sembra, del commissario interno, che non avrebbe fatto il suo dovere di assicurare la promozione a tutti.

Cremona 13 07 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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lug 13 2018

urge la riforma 13 07 2018

URGE LA RIFORMA
Prima che dello Stato, del vocabolario: certe parole, usate superficialmente per secoli, meritano l’estinzione; si faccia avanti, senza indugi, l’Accademia della Crusca! Da Repubblica, il giornale colto e intelligente riservato ai lettori colti e intelligenti:
—Razzismo, il cartello choc del dentista di Mestre: “Mia moglie aggredita da un negro”. Lo ha appeso nel suo studio. Molti i pazienti indignati, ma lui replica: “Quel termine è sul vocabolario, sono contro la gioiosa sottomissione a un’immigrazione senza filtri”. Il presidente dell’Ordine: “Espressione dispregiativa, noi medici accogliamo tutti”

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lug 13 2018

il mostro 13 07 2018

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IL MOSTRO
di simpatia e successi, titolo e video dal Corriere; : —D’Alema: Renzi farà tv? Gli auguro il meglio, basta che non si occupi più di politica.

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