Archive for the 'cronaca nazionale' Category

Mag 19 2019

democrazia ordinaria 19 05 2019

DEMOCRAZIA ORDINARIA

Da www.cremonaoggi.it; Salvini non c’entra, era a Milano per il suo comizio.

—In occasione dell’arrivo a Cremona del segretario nazionale CasaPound Di Stefano, in piazza Giovanni XXXII, transennata in ogni ingresso, sono state messe in campo importanti misure di sicurezza da parte delle forze dell’ordine per far fronte ad eventuali tafferugli o incidenti dovuti alla presenza di contestatori o appartenenti ai centri sociali.

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Mag 19 2019

detto da chi 19 05 2019

DETTO DA CHI

Di Battista Alessandro, in un’intervista al Corriere della Sera:

—E’ una questione politica, non personale, ha assicurato l’esponente M5s, sono un semplice cittadino, lo stipendio a Salvini lo pago anche io. Vorrei che lavorasse di più: meno marketing e più sicurezza sui territori—

Paga lo stipendio a Salvini con quale lavoro?

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Mag 19 2019

oggi a iori, domani a te 19 05 2019

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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Mag 18 2019

la legge del più forte-milleduecentoquarantacinque 18 05 2019

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLEDUECENTOQUARANTACINQUE Dal Dubbio; per sua fortuna Enzo Tortora era un uomo famoso, non un Maurizio Iori qualunque, altrimenti sarebbe morto in carcere; e mai nessuno che chieda al frequentante Tv Davigo Piercamillo perché nessuno dei colleghi che martirizzarono Enzo Tortora ebbe il minimo intralcio nella carriera. —Il 18 maggio di trentun anni fa: quel giorno agenzie di stampa, e poi i notiziari radio- televisivi annunciano che Enzo Tortora è morto; il tumore che lo tormenta e lo fa soffrire da mesi, alla fine ha vinto. Fa in tempo, Enzo, a vedersi riconosciuta l’innocenza da anni proclamata: un anno prima la Corte di Cassazione lo ha assolto definitivamente dall’infamante accusa di essere un “cinico mercante di morte”, uno spacciatore di droga, affiliato alla Camorra di Raffaele Cutolo. Si aggrappa alla vita con le unghie e i denti, per poter vedere quel verdetto. Poi arriva lo schianto. “Mi hanno fatto scoppiare una bomba dentro”, dice a proposito di quel tumore, e della vicenda che lo vede vittima- protagonista. Nel corso della requisitoria del primo processo, il Pubblico Ministero sillaba: “Ma lo sapete voi che più si cercavano le prove della sua innocenza, più si trovavano quelle della sua colpevolezza?”. Chissà che ricerche. Lo stesso Pubblico Ministero, tanti anni dopo, ammette l’errore. Che non può essere liquidato come “errore”, come “abbaglio”. Troppo semplice, troppo facile; perfino consolatorio definirlo un “errore”, un “abbaglio”. In realtà, fin da subito, contro Enzo non c’era nulla; e quel nulla era talmente visibile che anche un cieco lo avrebbe potuto vedere. Non si vide, perché non si volle vedere. Non si capì perché non si volle capire. Contro Tortora non c’era nulla. L’architrave dell’ipotesi accusatoria si regge sulla parola di due falsi pentiti: uno psicopatico, Giovanni Pandico; e Pasquale Barra detto, a ragione, ‘ o animale: in carcere uccide il gangster milanese Francis Turatello, lo sventra, ne addenta le viscere. Poi, a ruota, vengono un’altra ventina di sedicenti “pentiti”: tutti a raccontare balle, una più grande dell’altra, per poter beneficiare dei vantaggi concessi ai “pentiti”. Accuse che con fatica e infinita pazienza vengono smontate: la difesa di Tortora fa una vera e propria contro- inchiesta, che demolisce, letteralmente, l’inchiesta della procura napoletana. Una vicenda che ha dell’incredibile per la quale nessuno poi paga: non i falsi “pentiti”; non i magistrati della pubblica accusa, che anzi, fanno carriera. Tortora invece patisce una lunga carcerazione. Al suo fianco il Partito Radicale di Marco Pannella che lo elegge al Parlamento Europeo ( poi si dimette, rinunciando all’immunità); Leonardo Sciascia, Piero Angela, Indro Montanelli, Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Rossana Rossanda, Vittorio Feltri, Massimo Fini, chi scrive; davvero in pochi. Tanti, al contrario, si producono nel crucifige. Se è stata una pagina nera per la magistratura napoletana, ancora più nera lo è stata per il giornalismo, che acriticamente ha pubblicato pagine e pagine di falsità infamanti, senza controllare, senza verificare. Eppure nulla giustificava quello spettacolare arresto. Anni fa ho intervistato per il Tg2 la figlia di Tortora, Silvia. Intervista che ancora oggi mette i brividi: Chiedo: Quando Tortora venne arrestato, cosa c’era oltre alle dichiarazioni di Pandico e Barra? “Nulla”. E’ stato pedinato, controllato? “No”. Intercettazioni telefoniche? “No”. Ispezioni bancarie? “No”. Definito “cinico mercante di morte”, su quali prove? “Nessuna”. Qualcuno ha chiesto scusa a suo padre? “Nessuno”. Gli accusatori hanno pagato per le loro false accuse? “No”. Sull’ondata di questo scandalo, radicali, socialisti, liberali, raccolgono le firme per tre referendum per la giustizia giusta; tra i tre, uno per la responsabilità del magistrato che commette colpa grave. I referendum vengono poi vinti a furor di popolo; e traditi da un Parlamento che disattende platealmente il volere popolare. Ora Tortora riposa al Monumentale di Milano, con accanto una copia de “La colonna infame” di Alessandro Manzoni. Sulla tomba un’epigrafe dettata da Sciascia: “Che non sia un’illusione”. Chissà.

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Mag 18 2019

titoli sull’avvenire, 18 05 2019

TITOLI SULL’AVVENIRE,

il giornale dei Vescovi italiani:

—PRIMO PIANO

Migranti L’Onu bacchetta l’Italia: Decreto sicurezza viola i diritti umani

Molto più in basso, senza primi piani di alcun genere:

—Il piano immigrazione Trump: negli Usa entreranno solo i migliori

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Mag 18 2019

oggi a iori, domani a te 18 05 2019

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
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Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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Mag 17 2019

la legge del più forte-milleduecentoquarantaquattro 17 05 2019

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLEDUECENTOQUARANTAQUATTRO

Dal Giornale; 99%, siamo ai livelli del sito dell’Associazione nazionale magistrati. Tutti perfetti, senza macchia e senza paura. In attesa che la politica si svegli e non si limiti a reagire solo quando è attaccata; che ristabilisca gli esatti rapporti tra le funzioni; che ricordi: il 99% (!) tratta nella stessa maniera politici e cittadini, come da anni vado ripetendo col mio “Oggi a Iori, domani a te”

—Il 99% dei giudici fa bene il suo lavoro ma se c’è qualcuno che usa denaro pubblico per fare politica e processare un ministro questo mi dà fastidio.

Lo ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini in diretta Facebook dopo aver incontrato la stampa estera. “Se sulle migliaia di giudici qualcuno usa la sua carica per fare politica processatemi”, aggiunge Salvini riferendosi alla vicenda degli sbarchi. E proprio sul tema dei migranti si concentrano le polemiche da parte del capo del Viminale. Nel mirino finiscono anche i magistrati di Catania: Il vicepremier attacca a testa bassa i magistrati di Catania . “Non commento mai le iniziative della magistratura ma posso dire al tribunale dei ministri di Catania che ieri ha ascoltato per ore il mio capo di gabinetto e l’ex capo del dipartimento immigrazione del Viminale come fossero pericolosi soggetti per il blocco di 4 giorni di un barcone, che state usando male i soldi pubblici degli italiani”, ha sottolineato Salvini. E aggiunge: “Non convocate i miei collaboratori, convocate me, vengo a Catania domani ma vi chiedo come state usando il denaro pubblico. Sono accusato di sequestro di minori perché ho bloccato per 4 giorni lo sbarco da un barcone che non ha rispettato le leggi? Non si può usare l’incarico pubblico per provare a fermare con la giustizia -sottolinea- quello che gli italiani stanno toccando con mano. Ora basta- prosegue- processatemi, io non cambio, mi assumo la responsabilità, insieme al governo, del blocco dell’immigrazione clandestina”.

Cremona 17 05 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Mag 17 2019

uno scatenato mauro mellini 17 05 2019

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UNO SCATENATO MAURO MELLINI

su l’Opinione delle Libertà, di cui è una delle colonne:

—Questi tardivi epigoni di un Partito dei Magistrati un po’ sgangherato (il fatto che esso per lo più operi in sintonia con i forcaioli imbecilli del Cinquestellismo locale basta ed avanza a confermarlo) si valgono di strumenti legislativi e di forzature giurisprudenziali che sono stati sciaguratamente elargiti per placare i loro bollori nel corso di decenni. C’è una ricchezza di ricorso al reato di abuso in atti d’ufficio che ne fa “l’abuso dell’abuso” ed ora vengono fuori le assurde novità (si fa per dire) della legge sul finanziamento dei partiti, per la quale mettere le mani al (proprio) portafoglio, per alimentare la propria corretta politica, è reato.

Cremona 17 05 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Mag 17 2019

si avvale della facoltà di non presentarsi 17 05 2019

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SI AVVALE DELLA FACOLTA’ DI NON PRESENTARSI Poi dicono dei giudici, ma certi presentatori sono molto peggio! Da Repubblica. —Formigli, invito polemico a Salvini: “Da 2 anni non viene a Piazzapulita, ci dica perché”

Cremona 17 06 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Mag 17 2019

la buona tavola rende spesso allegri 17 05 2019

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LA BUONA TAVOLA RENDE SPESSO ALLEGRI

Dal Corriere; in questo caso, dipende dal punto di vista…………….

—E’ stato il nostro più costoso errore, ha ammesso il proprietario del ristorante Hawksmoor di Manchester: una cameriera ha infatti servito per sbaglio a un tavolo una bottiglia di vino del costo di 4500 sterline (oltre cinquemila euro) invece di quella che era stata ordinata, che costava l’equivalente di 300 euro.
I commensali probabilmente non si sono neppure accorti dello scambio: ma chiaramente hanno apprezzato moltissimo il vino che avevano assaggiato, tanto che ne hanno chiesto una seconda bottiglia. Per fortuna (del ristorante) non ce n’erano altre: si trattava di uno Chateau Le Pin del 2001, un’annata descritta come «mitica» e «leggendaria». Il ristorante l’ha presa in maniera molto sportiva e la cameriera non subirà conseguenze: «Tirati su — le hanno detto — un errore capita a tutti». Né hanno fatto pagare la bottiglia consumata. Ma come ha twittato un noto presentatore televisivo: «Voglio prenotare un tavolo per stasera: con la stessa cameriera, per favore!».

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