Archive for the 'cronaca nazionale' Category

mag 27 2017

l’importanza dell’acqua calda 27 05 2017

L’IMPORTANZA DELL’ACQUA CALDA
E a spacciarla bene, fioccano gli applausi. Da Repubblica on line.
–Il sistema politico a volte sembra avvantaggiare chi specula e non chi investe. E anche : a volte si pensa che il lavoratore lavora bene solo perché è pagato, ma questa è grave disistima dei lavoratori, il lavoratore inizia a lavorare bene per dignità, il vero imprenditore conosce i suoi lavoratori perché lavora con loro, l’imprenditore prima di tutto deve essere un lavoratore, nessun bravo imprenditore ama licenziare la sua gente, chi pensa risolvere i problemi licenziando la sua gente non è un buon imprenditore, non deve confondersi con lo speculatore. Sono parole forti quelle che papa Francesco rivolge ai lavoratori genovesi nel capannoni dell’Ilva, la sua prima sosta nella giornata genovese e i lavoratori lo ripagano con applausi e grida di ‘bravo, bravo’. In fabbrica è arrivato accolto con cori da stadio, ‘Francesco, Francesco’ eccetera.

Cremona 27 05 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

mag 27 2017

vittima della suggestione 27 05 2017

Published by under costume,cronaca nazionale,Giudici

VITTIMA DELLA SUGGESTIONE Il pezzo sotto, dal Corriere on line, ma non ce n’era bisogno, dimostra ancora una volta i limiti del potere del giudice italiano: non esistono! Se il professore è rimasto un anno senza libertà, la colpa è della suggestione, che ha spinto alcuni ragazzini a dichiarare fatti mai accaduti; la Procura della Repubblica, giudici anch’essi, per non saper né leggere né scrivere, alla fine dell’esame delle non prove aveva chiesto egualmente la condanna, limitandosi poi a non impugnare l’assoluzione. Se i parlamentari nel 1992 persero, più che rinunciarono, l’immunità, deve arrivare prima o poi un “Toghe Pulite”……… —Quasi quasi, alla fine, il meno restano i 19 giorni a San Vittore nel raggio degli arrestati per reati sessuali, e i successivi altri 11 mesi ai domiciliari fino allo scadere della custodia cautelare: il meno, in confronto all’accusa di aver approfittato della propria condizione di docente di arte alla scuola media Manzoni di Milano per toccare il fondoschiena, accarezzare le cosce o sfiorare l’inguine di 4 alunne di I e III media. Una «violenza sessuale» dalla quale il Tribunale ha assolto «con formula piena perché il fatto non sussiste» il professor Maurizio Minora, ritenendolo vittima di una «suggestione collettiva»: innestatasi da un lato sulla sua dichiarata propensione a «un atteggiamento fisico e affettuoso sia con i maschi sia con le femmine» (come pacche sulle spalle o sculacciate per farli rientrare in classe), e dall’altro su «voci incontrollate e destituite di ogni fondamento» che di bisbiglio in bisbiglio lo volevano gay, poi pedofilo, poi già denunciato in passato, poi persino violentatore del proprio figlio, o egli stesso abusato da piccolo. La Procura della Repubblica, che aveva chiesto la condanna a 2 anni e 6 mesi, non ha impugnato l’assoluzione, e nemmeno la Procura Generale.
Cremona 27 05 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

mag 26 2017

la legge del più forte-cinquecentotrentatre 26 05 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – CINQUECENTOTRENTATRE Seguito dell’intervista al Dubbio on line; risponde Antonio Sangermano, vicepresidente dell’Associazione nazionale magistrati. –Intanto ci sono casi in cui il colloquio con il legale finisce persino sui giornali: vuol dire che la giustizia penale è una guerra e ogni mezzo è lecito? Guardi, parte integrante della professionalità, della credibilità e della correttezza deontologica di un magistrato è la consapevolezza dei propri limiti, e naturalmente parlo in astratto e per tutti. Siamo nel pieno della definizione di rigore professionale. Che non è solo energia nella ricerca della prova ma appunto anche rispetto dei limiti. In particolare di fronte alla tentazione di inseguire la prova ad ogni costo.————- Il Dubbio on line, per via della “definizione di rigore professionale”, ha pubblicato pochi giorni fa un pezzo che racconta di un giudice sardo davanti al Consiglio superiore della magistratura: ha passato la settima e ultima prova, e ottenuto la conferma in servizio, con qualche voto a contrasto, perché, mediamente, depositava le motivazioni con ritardi medi da un anno e mezzo in su, fino al record di sei anni! –Non sempre questo rigore prevale? Posso dire che in fatto di garanzie i pubblici ministeri non dovrebbero prendere lezioni da nessuno, neppure dagli avvocati. E che nel momento in cui un pm viene anche solo percepito come proteso a forzare la regola in nome dell’esito processuale, arreca un danno immenso all’intera categoria. Proprio perché costituiamo un potere diffuso i comportamenti di ciascuno di noi hanno conseguenze per tutti gli altri magistrati—————– Evidente esistano gli unti dal Signore, che non dovrebbero prendere lezioni da nessuno, men che meno dagli avvocati. Mi tocca ancora una volta tornare al caso Iori, vero abecedario dei processi reali, non quelli chiacchierati dai Davigo. Una delle tante sfere di cristallo: sul tavolo delle povere morte restano i contenitori di 95 pastiglie di Xanax, ma nessun giudice, nei tre processi, ardisce scrivere che Iori, chirurgo esperto, abbia dato alle vittime le pastiglie; due strade, la vincente è che in realtà Iori abbia lasciato i contenitori per….. motivi da spiegare, ma che abbia rifilato gocce che però, contrastando con l’autopsia che decide per intossicazione acuta, diventano una spruzzatina. Più poetica, e di alto rigore professionale l’altra strada. Premessa: secondo tutti i giudici fino alla Cassazione, Maurizio Iori, chirurgo esperto, pochi giorni prima del delitto ha consultato con gran cura internet per capire se lo Xanax fosse lo “storditore” adatto per l’assassinio che si accingeva a compiere; quindi, ammesso non lo sapesse fin da prima, avrà scoperto che lo Xanax è venduto sia in pastiglie che in gocce. Bene, l’altra strada, dipinta come non remota, prevede che Iori invece delle gocce abbia usato le pastiglie, comprando un mortaio per sminuzzarle e renderle equivalenti alle gocce. Secondo Antonio Sangermano i pubblici ministeri, e immagino anche i giudici, non dovrebbero prendere lezioni da nessuno, neppure dagli avvocati. Evviva!
Cremona 26 05 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

mag 26 2017

intervista ai posteri 26 05 2017

Published by under costume,cronaca nazionale

INTERVISTA AI POSTERI
Corriere della Sera. Parla D’Alema: “Renzusconi tira la volata a Grillo. Noi al 3%? meglio prendere il 3% a favore di ciò che si ritiene giusto, con i propri valori, che il 20 a favore di ciò che si ritiene sbagliato. Ma il nostro spazio è più ampio”.
Eccetera. Molto altro eccetera.

Cremona 26 05 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

mag 26 2017

da guido salvini 26 05 2017

Published by under costume,cronaca nazionale,Giudici

DA GUIDO SALVINI
Aderisco all’invito rivolto da Il Foglio al mondo della stampa a non pubblicare più le intercettazioni, soprattutto quelle trafugate da un’indagine in corso. Sarò l’unico magistrato, credo, a farlo ma non me ne preoccupo. Resto da sempre contrario ad ogni riduzione della possibilità di disporre intercettazioni ma sono convinto che limitarne la pubblicazione, anche in modo drastico, non sia un bavaglio ma una scelta etica.
Ho avuto modo di scrivere più volte che un giornalismo serio non dovrebbe pubblicare all’istante intercettazioni che riceve, regola di correttezza che dovrebbe essere estesa alle informazioni di garanzia. I brani di una conversazione, che nessuno ascolta mai in diretta nei toni e nelle pause, sono un materiale grezzo e scivoloso dove abbondano ambiguità, millanterie, enfasi, emozioni, approssimazioni, gerghi e codici di comportamento tra gli interlocutori che le rendono aperte a più interpretazioni, non solo quella confezionata, anche in buona fede, da un investigatore. Avevo scritto che queste parole informi non dovrebbero finire sui giornali almeno sino a quando l’indagato e le persone comunque coinvolte non abbiano almeno avuto modo di difendersi spiegando al magistrato, in un interrogatorio e dopo averle ascoltate, il significato di quanto stavano dicendo.
Dopo aver letto la terrificante esperienza vissuta da Ilaria Capua pubblicata da Il Foglio mi sono convinto che si può dire anche di più e che in molti casi sarebbe giusto differirne la messa in piazza anche più tardi, anche alla fine di un’indagine perché solo in quel momento se ne può capire davvero il significato.
I danni dell’attuale pubblicazione selvaggia sono tanti. Una conversazione sbattuta senza esitazioni in prima pagina può colpire il singolo cittadino, nessuno escluso perché chiunque può telefonare per mille ragioni ad una persona intercettata e allora, come si dice, il suo nome “spunta” in un’indagine e perché l’immagine di nessuno di noi, chi scrive e chi legge compresi, sopravviverebbe alla pubblicazione, anche di una sola settimana scelta a caso, delle sue conversazioni con gli amici.
Quanto ai danni per la vita pubblica, è sotto gli occhi di tutti, l’ultima esperienza è quella del caso Consip, che le intercettazioni sono un’arma non convenzionale della lotta politica. Un’intercettazione o un’informazione di garanzia possono far cadere un Ministro, un Governo, incidono sugli equilibri politici e in modo del tutto eccentrico rispetto all’effettivo contenuto ed esito di un’indagine. Molti processi si celebrano ormai tardivi e quasi postumi perché quanto pubblicato arbitrariamente ha già ottenuto i suoi effetti anche in caso di assoluzione.
Diceva il cardinal Richelieu :“Datemi sei righe scritte dal più onesto degli uomini e vi troverò una qualche cosa sufficiente per farli impiccare”. Gli bastava una lettera, figuriamoci oggi un’intercettazione.
Guido Salvini
magistrato

No responses yet

mag 26 2017

l’uovo e la gallina 26 05 2017

Published by under costume,cronaca nazionale

L’UOVO E LA GALLINA
Chi fa o chi nasce prima, la Rai o i Fazio&Vespa? Vogliono andarsene perché artisti sottopagati? Si accomodino: una schiera come e meglio di loro è in attesa d’essere insultata per soli 240mila euro l’anno.

Cremona 26 05 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

mag 25 2017

la legge del più forte-cinquecentotrentadue 25 05 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – CINQUECENTOTRENTADUE Dal Dubbio on line. –Antonio Sangermano è procuratore presso il Tribunale dei minori a Firenze e da alcune settimane è il vicepresidente dell’Associazione nazionale magistrati. Fa parte di una corrente, Unicost, considerata il “centro” dell’associazionismo giudiziario. Al di là di questo è importante che una figura di vertice del “sindacato dei giudici” afferri da quel versante le “captazioni” di colloqui tra avvocato e cliente, tema rimesso in gioco dall’incredibile fuga di notizie sull’intercettazione fra Tiziano Renzi e il suo legale. L’avvocatura propone una soluzione: aggiornare la norma attuale, l’articolo 103 del codice di rito, in modo che le conversazioni tra difensori e assistiti siano esplicitamente dichiarate non ascoltabili: che ne pensa? Che non sarebbe possibile e non è un caso che le pronunce della Cassazione dicano altro. Perché non è possibile? Va innanzitutto tenuto presente che un avvocato può essere a propria volta indagato e che dunque l’intercettazione potrebbe essere autorizzata proprio nei suoi confronti. Rispetto alle comunicazioni con un assistito, nel flusso dialogico possono esserci passaggi che integrano essi stessi una notizia di reato. Nel nostro ordinamento l’azione penale è obbligatoria, di fronte alla notizia di una condotta illecita si deve procedere: come si potrebbe non ascoltare una telefonata in cui per esempio un difensore suggerisce che un certo indagato fugga per sottrarsi all’arresto? Sono quei comportamenti che esorbitano dal mandato difensivo e per i quali appunto anche la Cassazione stabilisce si possa derogare al principio dell’inutilizzabilità. E come si fa a proteggere i colloqui che attengono solo alla funzione difensiva? Con l’assoluto rigore da parte del pubblico ministero nel disporre che gli ufficiali di polizia giudiziaria non trascrivano quei colloqui. Le registrazioni andranno quindi distrutte in seguito all’udienza filtro. In quella sede il magistrato informa il difensore dell’esistenza di quelle intercettazioni, anche per correttezza processuale. Bene, ma se si ascolta tutto il pm conoscerà anche la strategia difensiva dell’avvocato. È vero, esiste questo rischio ma l’ordinamento deve sopportarlo, in nome di concomitanti interessi pubblicistici. Ma qui la correttezza può essere d’aiuto anche al di là delle forme processuali. Eccetera—————————– Quando si leggono interviste come sopra si capisce ci siano processi alla Iori conditi da sfere di cristallo, Dna interpretabili dal giudice e non dove il perito li ha trovati, chiavi putative e il molto altro che scrivo ogni giorno, da anni. La Costituzione al 111 dice che il processo si svolge tra le parti in condizioni di parità, ma Sangermano spiega che qualcuno deve necessariamente essere più pari, perché ci sono avvocati peggiori dei loro clienti, mentre i giudici sono sempre la Giustizia; è lo stesso 111 che impone alla legge di assicurare la ragionevole durata del processo, mentre i giudici compatti chiedono sparisca la prescrizione, per il bene del popolo italiano, sia chiaro. Solita conclusione: fin che l’ignavia dei politici e dei commentatori di peso permetterà alla casta d’esser nello stesso tempo legislatore e giudice, la Giustizia vera sarà un sogno; resteranno solo i processi.

Cremona 25 05 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

mag 25 2017

l’importanza della genetica 25 05 2017

L’IMPORTANZA DELLA GENETICA Sotto, da Repubblica, l’inizio della lettera di Vespa al Cda Rai, densa di ottime ragioni; tuttavia il Vespa, che vanta la qualità di artista per il proprio stipendio, in quanto artista non ha mai raggiunto i vertici del pesce vivo servito in tavola a temperatura ambiente, né ha mai scoperto edifici che si incastonano all’ombra dei vicini, e nemmeno ha resa famosa la propria città ricordando che violini e vacche la qualificano nel mondo: che stipendio merita il nostro Pennadoro, se Vespa pretende gli sia mantenuto l’ingaggio del milione e otto l’anno? –Cara Presidente, cari Consiglieri, poiché alla vigilia di vostre importanti decisioni alcuni giornali tornano su una possibile differenza tra artisti e giornalisti nel superamento dei tetti retributivi, mi permetto di sottoporvi qualche breve e rispettosa riflessione. Inizia così la lettera che Bruno Vespa ha inviato al Consiglio di amministrazione della Rai e anticipata da Repubblica. Eccetera.
Cremona 25 05 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

mag 25 2017

pizzarotti&parma 25 05 2017

Published by under costume,cronaca nazionale

PIZZAROTTI&PARMA
Anche tra i 5Stelle vi sono politici di valore, e Grillo lo sa bene: appena se ne accorge, li butta fuori.

Cremona 25 05 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

mag 24 2017

la legge del più forte-cinquecentotrentuno 24 05 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – CINQUECENTOTRENTUNO
Normale che nei processi Iori capiti tutto il ben di dio che illustro da anni se perfino gli avvocati, in un certo senso la “parte lesa” nella conduzione di certi processi, parlano al Dubbio on line come Valerio Spigarelli.
–E come è potuto accadere, quindi? Il fatto che sui giornali finiscano le conversazioni tra un avvocato e un suo assistito è uno scandalo che dimostra come, evidentemente, la privatezza di quelle conversazioni non sia sufficientemente tutelata. Di questo ha colpa anche la giurisprudenza di Cassazione, che non ha difeso questo principio, sostenendo che gli inquirenti possano prima ascoltare e poi decidere se la comunicazione è inascoltabile. Una giurisprudenza a cui l’avvocatura si è sempre opposta, chiedendo di rafforzare i divieti, anche perché l’ascolto preventivo spesso permette all’accusa di scoprire anche la strategia processuale difensiva– La colpa non è solo che gli inquirenti ascoltino eccetera: molto peggio è la passino agli amici giornalisti dopo! –Che cosa stabilisce la giurisprudenza di Cassazione? La giurisprudenza legittima una sostanziale presa in giro, stabilendo che prima di bloccare l’intercettazione si debba accertare se il cliente parla con l’avvocato di vicende private o di questioni attinenti alla sua posizione legale. Qui si pone un problema di civiltà giuridica. E quale sarebbe? Sostenere che prima la conversazione vada ascoltata, poi si verifichi che si tratti di una conversazione che attiene al mandato difensivo e che non ricorrano ipotesi di reato, per stabilirne il mancato utilizzo, sottintende una potenziale criminalizzazione preventiva dei colloqui tra avvocato e assistito. La giurisprudenza elude lo spirito della legge e la vanifica, arrivando a stabilire il principio che la conversazione è liberamente ascoltabile. Folle– Pacifico sia folle; ma non basta sfogarsi col Dubbio on line! –E l’avvocatura come si è posta rispetto a questa giurisprudenza maggioritaria? Chiedendo che venga stabilita una guarentigia più forte e che sia vietato l’ascolto e qualsiasi utilizzazione delle comunicazioni tra legale e assistito, e anzi che debba essere immediatamente interrotto l’ascolto nel caso in cui ci si accorga che a parlare sono avvocato e cliente. Sarebbe fondamentale, però, un differente approccio della Cassazione, che è con tutta evidenza scarsamente sensibile al tema. La magistratura inquirente, invece, come ha risposto? L’obiezione è che non è colpa di chi ascolta, perché le registrazioni sono automatiche e dunque senza operatori. Non è vero, però, perché spesso gli operatori sono all’ascolto, quando ad esempio nel caso in cui debbano prevenire dei reati. E allora si trovino delle forme: ad esempio interrompendo la registrazione ogni volta che il cliente compone il numero dell’avvocato– Quando l’Anm ritiene che una legge in discussione sia “ingiusta”, minimo insegna al ministro come la legge debba esser fatta; la prescrizione ad esempio, che deve sparire perché il cittadino resti vita natural durante a disposizione del giudice; gli avvocati che fanno? Il botta e risposta sotto illumina. –A suo modo di vedere, la responsabilità è di chi passa sottobanco le intercettazioni o del giornalista che le pubblica? Io credo che alla base ci sia un problema sociale: ormai siamo abituati a veder pubblicato il contenuto delle intercettazioni per la sola ragione che sono interessanti. In sostanza, se qualcosa che si dicono due personaggi pubblici è interessante, i giornalisti la pubblicano. Attenzione, però, c’è un equivoco: l’affievolimento del principio costituzionale di intangibilità delle comunicazioni è giustificato solo dalle esigenze di giustizia. Il che significa che l’intrusione non può essere giustificata per tratteggiare il profilo etico- morale di una persona, che non ha nulla a che vedere col processo– Chi è capace di trovare il pur minimo accenno alla responsabilità del giudice? A questa stregua non ha nemmeno senso lamentarsi delle numerose sfere di cristallo dei processi Iori: aboliamo le leggi e il giudice sentenzi come creda….
Cremona 24 05 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

Next »