Archive for the 'cronaca internazionale' Category

Apr 06 2019

cosa non si farebbe per la democrazia! 06 04 2019

COSA NON SI FAREBBE PER LA DEMOCRAZIA!

Anche in Libia; a otto anni dall’assassinio di Gheddafi, il suo ritorno potrebbe esser deciso dalla conquista dell’aeroporto di Tripoli, questa volta senza l’aiuto militare di Francia e Germania, stia sereno Matteo Salvini.

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Apr 05 2019

l’ironia che lo contraddistingue 05 04 2019

L’IRONIA CHE LO CONTRADDISTINGUE Da HuffPost; il vilipendio di cadaveri continua ma il Carrey è tanto ironico da continuare a non farsi la domanda: che ci faceva lì Claretta Petacci?

—E invece, intervistato da una rivista americana, è tornato sulla questione, naturalmente con l’ironia che lo contraddistingue:

“Se vuole vederla in un altro modo può sempre capovolgere la vignetta e vedere suo nonno che salta di gioia o che ha appena fatto l’appello”. Non si placa la polemica tra Jim Carrey e Alessandra Mussolini. Dopo aver pubblicato sul suo profilo twitter una vignetta raffigurante l’esibizione dei corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci in piazzale Loreto eccetera eccetera.

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Apr 05 2019

brexit 05 04 2019

BREXIT

A tre anni dal referendum proposto da Cameron, l’Unione Europea ha molta minor pazienza sui conti del Governo Salvini, e da subito, che sulla decisione definitiva della Gran Bretagna.

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Apr 02 2019

la mancia 02 04 2019

LA MANCIA

Dall’Avvenire, il giornale dei Vescovi italiani; il lussemburghese Juncker si accorge solo oggi di parlare da cittadino di un Paese ricco: vi diamo i soldi, ma gli abbronzati li tenete voi!

—“Non bisogna dire che l’Ue è stata assente quando si è trattato di dare solidarietà. L’Italia ha ricevuto un miliardo” ha detto Juncker aggiungendo che “la questione migratoria è importante e ribadisco che bisognerà attuare una solidarietà più articolata”. Juncker ha riconosciuto che “l’Italia porta un grande fardello”. “Non è ammissibile continuare a operare senza considerare che chi sbarca in Italia, in Spagna o in Grecia sbarca in Europa. Se non cambia la condivisione della responsabilità il coordinamento delle guardie costiere non serve. Serve un meccanismo di redistribuzione”.

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Apr 02 2019

tra gli agricoltori francesi, 02 04 2019

TRA GLI AGRICOLTORI FRANCESI,

spiega Repubblica, si dice che senza i fondi dell’Unione Europea convertirsi al biologico sarebbe impossibile. E senza i nostri Coldiretti, ancor di più!

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Mar 27 2019

prandini hogan 27 03 2019

UE: incontro tra il presidente Prandini e il commissario Hogan

Politica Agricola, Brexit, accordi internazionali e emergenze nazionali come la Xylella sono state al centro dell’incontro tra il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini e il Commissario Europeo dell’Agricoltura Phil Hogan. Con riferimento alla riforma della Politica Agricola Comune (PAC) il Presidente della Coldiretti ha messo in evidenza la necessità di perseguire ulteriori soluzioni che prevedano correttivi basati su variabili diverse dalla superficie, per attuare una redistribuzione esterna più equa dei sostegni PAC tra Paesi, rispetto al rapporto tra i redditi medi agricoli aziendali e i redditi medi percepiti dalle altre attività economiche. Prandini ha evidenziato anche la necessità di un maggiore coinvolgimento delle principali organizzazioni di rappresentanza dei settori economici durante le negoziazioni e in sede di applicazione degli accordi commerciali internazionali, per valutarne il reale impatto economico. Un’esigenza anche per garantire una maggiore sicurezza delle merci in entrata nell’Unione Europea, dopo le difformità sui controlli dei prodotti extracomunitarie evidenziate dalla Corte dei Conti Europea. Il Commissario Hogan ha assicurato che l’Unione europea è decisa a far rispettare le proprie regole e che tutte le merci in entrata nell’Unione dovranno sempre rispettare i limiti e le norme vigenti in Europa. Per quanto riguarda l’accordo di libero scambio con il Canada (CETA) il Presidente della Coldiretti ha presentato i principali elementi di criticità dell’accordo trovando piena disponibilità del Commissario a portarle al tavolo del summit l’EU – Canada del 10-11 aprile. Tali preoccupazioni, che verranno raccolte in una lettera formale da inviare al commissario prima della sua partenza, tra l’altro riguardano la tutela delle indicazioni geografiche e la necessità di massimizzare le possibilità offerte dal sistema istituzionale di riconoscimento delle IG creato in Canada e la necessità di rivedere, attraverso i meccanismi previsti nell’accordo CETA, il sistema di gestione delle quote di importazione di formaggi in Canada, ad oggi fortemente sbilanciato a favore dei produttori canadesi. Infine per quanto riguarda l’emergenza Xylella che sta colpendo duramente i produttori della Puglia il presidente Prandini ha ricevuto conferma dal Commissario della disponibilità della Commissione a valutare le possibili forme di sostegno per gli agricoltori colpiti.

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Mar 26 2019

la ragione sta sempre a sinistra 26 03 2019

LA RAGIONE STA SEMPRE A SINISTRA

Però ogni tanto arriva il redde rationem; oggi, con il solito eccesso d’enfasi, più degno di Repubblica, dal Giornale.

—«E h sì, dottore, io li ho praticamente presi in giro per trent’anni». L’ultimo sberleffo, nell’interrogatorio davanti al pm milanese Alberto Nobili, Cesare Battisti l’ha riservato a loro: agli intellò, gli scrittori di fama, i filosofi raffinati, i politici progressisti e le dame della buona società che per anni ne hanno fatto un’icona delle ingiustizie borghesi. Gente che non aveva letto una riga degli atti processuali a suo carico – quegli atti che ora Battisti riconosce come veri – e che però firmava appelli e manifesti, grondanti indignazione per il raffinato intellettuale perseguitato dall’Italia.

«Vede, dottor Nobili, io me la sono sempre cavata – dice Battisti – grazie agli appoggi che ricevevo: in Francia, poi in Messico, poi in Brasile. È stato grazie a loro che sono sopravvissuto». Viene inevitabile ripensare al fervore degli appelli di Bernard-Henri Lévy, il fascinoso maestro dei nouveaux philosophes, alla devozione con cui François Hollande andò alla Santé a rendere omaggio al recluso eccellente; o alla battaglia degna di Emile Zola in cui si spese per intero il giornale simbolo della gauche caviar francese, Le Monde. Salvo poi pentirsi e chiedere scusa ai lettori. «Io, questi aiuti – ha continuato Battisti parlando col pm – li ho ottenuti dicendo che ero innocente e quindi raccontando un sacco di bugie». Bugie che in molti si bevvero fino all’ultima goccia, di qua e di là dalle Alpi. Come dimenticare la passione del vignettista Vauro nell’ergersi a paladino del nuovo Dreyfus? O la passione civile dello scrittore no Tav Erri De Luca nel denunciare la persecuzione giudiziaria di un’intera generazione, «la più incarcerata nella storia d’Italia»? Sarebbe bastato fare un salto in cancelleria, leggere le carte grondanti tragedie, per capire che razza di bestia sanguinaria fosse Battisti. Ma era più comodo prendere per buone le balle del sicario rosso, ingrediente perfetto della dieta a base di pane e indignazione di ogni intellettuale che si rispetti.

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Mar 23 2019

mai disturbare l’ospite, 23 03 2019

MAI DISTURBARE L’OSPITE, specie se di peso, quindi i diritti umani in coda, con Xi disposto a trattare con l’Unione Europea, purché li uniformi alla Cina; dall’Agenzia Ansa. —“Cinesi e italiani sono ideali compagni di viaggio. Ci accomuna l’appartenenza a due civiltà laboriose, creative e ingegnose. Due civiltà dotate di immensi patrimoni culturali, attente alla qualità e alla bellezza. Due sistemi economici, produttivi e manifatturieri complementari, chiamati a generare sinergie sempre più stimolanti”. Lo sottolinea il presidente Sergio Mattarella nel brindisi della cena di Stato al Quirinale in onore del presidente Xi Jinping. “Va continuato l’intenso sforzo di questi decenni per un incremento continuo della reciproca comprensione e autentica conoscenza, in modo da evitare involontari travisamenti e sconsigliabili rallentamenti nella crescita della considerazione vicendevole” ha aggiunto il capo dello Stato. “Cina e Italia, con l’Unione Europea, sono anche chiamate a lavorare insieme per rafforzare un modello di sviluppo globale, ordinato e aperto, del commercio internazionale, basato su una sempre maggiore adesione ai valori del multilateralismo e di uno scambio libero, equo e onesto” ha anche detto il presidente della Repubblica. In mattinata, venerdì, c’era stato il colloquio al Quirinale tra Mattarella e Xi Jinping. “La cooperazione tra Italia e Cina sarà rafforzata con intese commerciali”, ha detto Mattarella al Quirinale dopo il colloquio con il leader cinese Xi Jinping. “La firma del Memorandum è cornice ideale per imprese italiane e cinesi” e, ha aggiunto il presidente italiano, la Via della Seta “è una strada a doppio senso”. “Il 2020 sarà l’anno culturale e del turismo tra Italia e Cina”, ha annunciato il capo dello Stato. Mattarella ha ribadito il desiderio italiano di “rimuovere le barriere per i prodotti italiani”. Mattarella ha anche detto di auspicare un dialogo Ue-Cina sui diritti umani. Il presidente cinese ha anche confermato la disponibilità a dialogare con l’Ue sul tema dei diritti umani.

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Mar 22 2019

il danaro non puzza mai 22 03 2019

IL DENARO NON PUZZA MAI,

specie quello dei più forti, però Mattarella non si risparmia e propone al collega presidente della Cina: scambi di merci certamente, poi parleremo dei diritti umani.

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Mar 20 2019

lorenzo orsetti, caduto anche per noi 20 03 2019

LORENZO ORSETTI, CADUTO ANCHE PER NOI

Un altro nome si è aggiunto alla lista degli oltre 40 italiani uccisi in questi anni in Europa e in altri paesi del mondo dai terroristi dell’ISIS o da altri fanatici islamici.

Questa volta la vittima non è un semplice cittadino che si trovava in una via di Londra, Parigi, Nizza o Barcellona o in un hotel del Medioriente, un tecnico che lavorava in Asia o in Africa e nemmeno un cooperante che operava in uno di quei paesi per aiutarne le popolazioni.

Lorenzo Orsetti è caduto combattendo nelle file dello YPG, le Unità di autodifesa delle zone curde della Siria che hanno difeso il loro territorio dall’invasione dell’Isis e con la loro resistenza hanno dato un decisivo contributo alla sconfitta di quell’ideologia di morte.

Orsetti è stato ucciso in combattimento proprio mentre le forze curde stavano liberando le ultime zone ancora controllate dal nemico. Senza il coraggio dei curdi l’ISIS avrebbe dilagato ed è stata l’eroica resistenza dei curdi nell’estate del 2016 a Kobane a fermarlo sul campo prima ancora che le forze occidentali decidessero di intervenire.

Orsetti era vicino ad un Centro sociale di Firenze, che, come altri, aveva dato il suo appoggio alla causa curda. Condivido ben poco le idee di quel mondo ma questo non importa nulla. Quando si decide di sacrificarsi per un ideale non conta da dove si venga e la sua scelta di vita è molto più apprezzabile dell’inazione di certi governi.

Piuttosto suscita un certo stupore che alcuni giovani che avevano fatto la stessa scelta di Orsetti, una volta rientrati in Italia, rischino a Torino una misura di prevenzione, la sorveglianza speciale, in quanto “pericolosi”. Lo ha raccontato domenica L’Espresso in un bell’articolo.

So che non sta bene criticare i processi in corso ma sono accuse che suonano davvero contraddittorie. Nel Rojava ci si batte per la democrazia e contro il fascismo islamista. E spesso i dirigenti curdi hanno scritto, giustamente, nei loro comunicati e nelle loro richieste di aiuto all’Occidente che, resistendo all’Isis, stanno combattendo anche per noi.

Orsetti non era un mercenario ma un giovane che aveva scelto, a suo rischio, di combattere dalla parte giusta, per ragioni ideali. Come lui altri giovani europei, americani, persino australiani, una sorta di brigata internazionale, hanno attraversato il mondo per unirsi a quella battaglia di civiltà. E alcuni, come Orsetti, sono caduti combattendo.

Anche perché nel Rojava, il nome dei cantoni curdi di Siria, è avvenuto in questi anni, in contemporanea con la resistenza all’ISIS, l’unica vera rivoluzione del mondo arabo.

Infatti il Rojava, dopo essersi reso autonomo durante la guerra civile siriana, ha approvato un Patto costituzionale che comporta una scelta confederale all’interno della Siria, , libere elezioni, libertà di stampa e di associazione politica, laicità delle istituzioni, uguaglianza per tutti i cittadini siano essi musulmani, cristiani, yazidi o di altre minoranze. Soprattutto ha affermato l’assoluta uguaglianza tra uomo e donna, superando le pratiche discriminatorie connaturate alla cultura del Medioriente. Non a caso molti combattenti dello YPG sono donne, le abbiamo viste in azione in molte fotografie con lo stemma giallo dello YPG sulla divisa, e una donna è il loro comandante. Davvero la loro carta fondante sembra la nostra Costituzione.

In più la via scelta dal Rojava è una forma di socialismo democratico e non autoritario ispirato al municipalismo. Una grande rivoluzione, inattesa in quelle regioni dominate da tirannie e settarismi religiosi.

Ricordiamo che da qualche mese i curdi di Siria stanno affrontando un altro temibile nemico: l’esercito di Erdogan che vuole imporre sulla regione la sua egemonia oscurantista dopo aver distrutto la Turchia laica di Ataturk. E purtroppo l’Occidente fa poco per fermarlo.

Ogni ricordo di un caduto suona sempre un po’ retorico ma certo è un dovere per le nostre istituzioni e per tutti noi cittadini tributare a questo caduto tutti gli onori. Si è battuto per la libertà di tutti e di questo ragazzo dobbiamo essere orgogliosi.

Guido Salvini magistrato

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