Archive for the 'cronaca cremonese' Category

mag 27 2017

la perfezione! 27 05 2017

LA PERFEZIONE! Se il politico sbaglia, scopre l’oro; figuriamoci non sbagliasse. Da www.cremonaoggi.it. —Questo il contenuto del primo volume dal titolo “Amoenissimis … Aedificiis” curato da Lynn Arslan Pitcher sullo scavo di piazza Marconi……. Ma non è tutto: gli autori stanno già lavorando al secondo volume che analizzerà i materiali rinvenuti (su oltre un milione di reperti) e che dovrebbe essere pronto entro fine anno. Grazie alla discutibile impresa di realizzare un parcheggio sotto piazza Marconi (mettendoci più di 25 anni dopo la prima ipotesi) almeno si è fatta luce sulla Cremona romana.
Cremona 27 05 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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mag 27 2017

al solito, illuminati 27 05 2017

AL SOLITO, ILLUMINATI I soliti 5 Stelle; tutto sbagliato, tutto da rifare. Con Agazzi, a Forza Italia si sarebbero trovati in una botte di ferro. Da www.cremaoggi.it. —Carlo Cattaneo, candidato sindaco del M5S, lancia la sfida a tutti i candidati sindaco affinché concordino una data e tutti insieme si rechino a effettuare il test del capello: “Crema deve essere governata solo da persone che, oltre a competenza e preparazione, dimostrino di essere moralmente integre e sempre lucide”.
Cremona 27 05 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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mag 27 2017

mascarini&merisi 27 05 2017

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MASCARINI&MERISI
Oggi sabato 27 maggio, alle 18, inaugurazione della mostra di Fabrizio Merisi; ospitano gli amici Mascarini, nello studio di via Janello Torriani 10, Cremona; recitano “pesci feriti e fasciati e corredi augurali”; fino all’11 giugno.

Cremona 27 05 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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mag 27 2017

oggi a iori, domani a te 27 05 2017

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OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni. Se anche voi, cari lettori, siete convinti che quel modo di far processi non riguardi solo il povero Iori, ma possa da un momento all’altro toccare noi, guardatela, diffondetela; il titolo che le han dato è:
-Il caso Iori: ergastolo con la sfera di cristallo?

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mag 26 2017

la legge del più forte-cinquecentotrentatre 26 05 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – CINQUECENTOTRENTATRE Seguito dell’intervista al Dubbio on line; risponde Antonio Sangermano, vicepresidente dell’Associazione nazionale magistrati. –Intanto ci sono casi in cui il colloquio con il legale finisce persino sui giornali: vuol dire che la giustizia penale è una guerra e ogni mezzo è lecito? Guardi, parte integrante della professionalità, della credibilità e della correttezza deontologica di un magistrato è la consapevolezza dei propri limiti, e naturalmente parlo in astratto e per tutti. Siamo nel pieno della definizione di rigore professionale. Che non è solo energia nella ricerca della prova ma appunto anche rispetto dei limiti. In particolare di fronte alla tentazione di inseguire la prova ad ogni costo.————- Il Dubbio on line, per via della “definizione di rigore professionale”, ha pubblicato pochi giorni fa un pezzo che racconta di un giudice sardo davanti al Consiglio superiore della magistratura: ha passato la settima e ultima prova, e ottenuto la conferma in servizio, con qualche voto a contrasto, perché, mediamente, depositava le motivazioni con ritardi medi da un anno e mezzo in su, fino al record di sei anni! –Non sempre questo rigore prevale? Posso dire che in fatto di garanzie i pubblici ministeri non dovrebbero prendere lezioni da nessuno, neppure dagli avvocati. E che nel momento in cui un pm viene anche solo percepito come proteso a forzare la regola in nome dell’esito processuale, arreca un danno immenso all’intera categoria. Proprio perché costituiamo un potere diffuso i comportamenti di ciascuno di noi hanno conseguenze per tutti gli altri magistrati—————– Evidente esistano gli unti dal Signore, che non dovrebbero prendere lezioni da nessuno, men che meno dagli avvocati. Mi tocca ancora una volta tornare al caso Iori, vero abecedario dei processi reali, non quelli chiacchierati dai Davigo. Una delle tante sfere di cristallo: sul tavolo delle povere morte restano i contenitori di 95 pastiglie di Xanax, ma nessun giudice, nei tre processi, ardisce scrivere che Iori, chirurgo esperto, abbia dato alle vittime le pastiglie; due strade, la vincente è che in realtà Iori abbia lasciato i contenitori per….. motivi da spiegare, ma che abbia rifilato gocce che però, contrastando con l’autopsia che decide per intossicazione acuta, diventano una spruzzatina. Più poetica, e di alto rigore professionale l’altra strada. Premessa: secondo tutti i giudici fino alla Cassazione, Maurizio Iori, chirurgo esperto, pochi giorni prima del delitto ha consultato con gran cura internet per capire se lo Xanax fosse lo “storditore” adatto per l’assassinio che si accingeva a compiere; quindi, ammesso non lo sapesse fin da prima, avrà scoperto che lo Xanax è venduto sia in pastiglie che in gocce. Bene, l’altra strada, dipinta come non remota, prevede che Iori invece delle gocce abbia usato le pastiglie, comprando un mortaio per sminuzzarle e renderle equivalenti alle gocce. Secondo Antonio Sangermano i pubblici ministeri, e immagino anche i giudici, non dovrebbero prendere lezioni da nessuno, neppure dagli avvocati. Evviva!
Cremona 26 05 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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mag 26 2017

la quintessenza della cremonesità-duecentosei 26 05 2017

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – DUECENTOSEI
La Provincia fin che c’è rimane unica: non ho ancora finito di correggere il compito in classe di Griffini Alberto, del 24 maggio, che oggi 26 arriva un’altra bordata da far capire che, uscisse un altro quotidiano in carta, diventa in fretta la Provincia che c’era.
Per farsi intendere subito e bene anche dal lettore più distratto, oggi parte dalla prima pagina, la Provincia fin che c’è; in colonna:
-Sistema Cremona “Va difesa l’autonomia”
-FederConsorzi Nolli Decotti Basta fondi
Divertiamoci, tanto per cambiare: la direzione Pennadoro ha contribuito davvero moltissimo, da medaglia. Giunta camerale; tra un po’ anche i bar cittadini dovranno esporre il cartello: a favore dell’autonomia del Sistema Cremona; chi non lo espone, corre il rischio di perdere i clienti benpensanti.
Insomma, al Quarto Lato di Piazza Duomo son convinti di catturare prezzemolo Auricchio, che però non è solo prezzemolo, sguscia meglio di un’anguilla:
–Parte dall’Apa, Auricchio: “per ribadire che si tratta di una realtà fondamentale per il territorio, con cui abbiamo sempre lavorato e con cui auspichiamo di poter continuare a collaborare nell’interesse dell’intero settore primario, ambito cruciale per la provincia. Posso solo richiamare quanto dichiarato nei giorni scorsi dal presidente di Assoindustriali Umberto Cabini: la compattezza e il lavorare ‘insieme’ costituiscono elementi fondamentali per ottenere buoni risultati nell’interesse della comunità e per lo sviluppo del territorio–
Qualcuno ha trovato una presa di posizione dell’anguilla? Troppo sveglio l’Auricchio per sottovalutare l’energia di capitan Voltini. Ma alla Provincia fin che c’è insistono, temono che i lettori rimasti non s’accorgano che l’Apa di per sé sarebbe irrilevante, se non fosse che sposta gli equilibri in Fiera, dove per il bene di Cremona deve restare il dottor georgofilo Pivantonio, e allora di nuovo l’anguilla:
–Della Fiera abbiamo il 10% di quote. E non posso non ribadire con forza, così come è stato fatto durante la giunta, che la Fiera stessa è un asset strategico irrinunciabile del sistema Cremona, strumento di sviluppo da salvaguardare, difendere e tutelare–
Caspita, l’anguilla non ne vuol sapere di entrare nella rete, e alla Provincia fin che c’è non rimane che completare il pensiero dell’anguilla, inventando e aggiungendo un:
–Anche da ‘opa’ che potrebbero arrivare dall’esterno–
Non riuscendo a piegare un gigante, almeno confronto a loro, al Quarto Lato non resta che il ripiego Biloni, fino a due giorni fa un coldiretto:
–Concetti ribaditi, con ancora maggiore chiarezza, da Roberto Biloni, vicepresidente della Camera di Commercio e rappresentante in giunta della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi. Eccetera–
Con maggiore chiarezza: a modo Quarto Lato, una tirata d’orecchi all’anguilla!
Può mancare un’interrogazione al ministro? Figuriamoci, due parlamentari Pd si prestano alla bisogna.
Può far mancare la sua voce Nolli Renzo, il presidente che non c’è? Eccolo tuonare contro un minifinanziamento di 40 milioni ai consorzi, tutti in mano Coldiretti:
–Siamo esterrefatti di fronte all’ennesimo tentativo di rifinanziare il sistema dei consorzi agrari…. I consorzi agrari in grado di stare sul mercato ci restino con le proprie forze e non con i fondi pubblici–
E la solita geremiade di eccetera da commentare i prossimi giorni. Però un nota. Il Consorzio Agrario di Cremona, da due anni guidato da capitan Voltini, veleggia sicuro sui mercati coi propri mezzi; l’Apa di Cremona, condotta da sempre dalla Libera, ha chiuso in perdita gli ultimi sei bilanci. Per mancanza dei fondi pubblici, spiegano da un mese al Quarto Lato: per gli amici, evidentemente, il fondo pubblico è dovuto, per gli altri vinca il mercato.
Ma con un giornale del genere, amici agricoltori della Libera, dove credete di andare?
Io ve l’ho scritto più di una volta, lo dirigesse uno capace, nel panorama di Cremona un blog come il mio, il più seguito e creduto nel mondo dell’Agricoltura, non sarebbe mai nato. Però bisogna capire bene cos’è la comunicazione……

Cremona 26 05 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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mag 26 2017

questioni di protocollo 26 05 2017

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QUESTIONI DI PROTOCOLLO Festa dei vicini; Rosita Viola ha parlato, non si tratta di malanimo del Comune, ma di un brutto affare, simile ai bottegai che s’eran messi in testa di controllare il martirio della statua di Stradivari senza attendere che il controllo del controllo del martirio fosse accertato dagli uffici competenti. Da www.cremonaoggi.it. –Per quanto riguarda la festa che ha fatto scattare le dimissioni, faccio presente che il Comune non aveva alcun motivo di negarla se si fosse trattato di un evento sulla falsariga dei tre già organizzati insieme al Comitato, uno nel 2015 e due nel 2016. Il problema è che questa volta si è dato l’annuncio senza che fosse completato l’iter autorizzativo in capo agli uffici, e senza considerare che quella che era stata proposta era qualcosa di diverso e più complesso di una festa dei vicini che ha come scopo fondamentale quello di sviluppare le relazioni tra i residenti di uno stesso quartiere. Si sarebbe trattato infatti di un evento che ricade nell’ambito della normativa che regola le fiere.
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mag 26 2017

un gol non si nega a nessuno 26 05 2017

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UN GOL NON SI NEGA A NESSUNO
Dall’Inviato Quotidiano dei fratelli Salini; la conferma: nel commissionare il sondaggio bisogna ricordarsi anche di chiedere l’esito, come dimostra il recupero prodigioso di Chicco in un solo mese; a giorni, facile immaginare, la remuntada della Bonaldi; Aiello e Cattaneo, per adesso, preferiscono il risparmio…….
—Testa a testa tra Zucchi e Bonaldi, con il sindaco uscente in vantaggio di soli due punti percentuali: 41% Bonaldi, 39% Zucchi. Questi i dati parziali che emergono da un’indagine commissionata dallo staff di Chicco Zucchi in attesa dei risultati definitivi del sondaggio affidato al Centro Studi Sintesi, collegato alla Cgia di Mestre. Un dato in controtendenza con quanto diffuso a metà aprile dal Pd, e che dava la Bonaldi al 39 e Zucchi al 27. Al punto tale da far dire a Zucchi che è in atto una «remuntada», prendendo in prestito un termine tipicamente calcistico.
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mag 26 2017

oggi a iori, domani a te 26 05 2017

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OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni. Se anche voi, cari lettori, siete convinti che quel modo di far processi non riguardi solo il povero Iori, ma possa da un momento all’altro toccare noi, guardatela, diffondetela; il titolo che le han dato è:
-Il caso Iori: ergastolo con la sfera di cristallo?

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mag 25 2017

la legge del più forte-cinquecentotrentadue 25 05 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – CINQUECENTOTRENTADUE Dal Dubbio on line. –Antonio Sangermano è procuratore presso il Tribunale dei minori a Firenze e da alcune settimane è il vicepresidente dell’Associazione nazionale magistrati. Fa parte di una corrente, Unicost, considerata il “centro” dell’associazionismo giudiziario. Al di là di questo è importante che una figura di vertice del “sindacato dei giudici” afferri da quel versante le “captazioni” di colloqui tra avvocato e cliente, tema rimesso in gioco dall’incredibile fuga di notizie sull’intercettazione fra Tiziano Renzi e il suo legale. L’avvocatura propone una soluzione: aggiornare la norma attuale, l’articolo 103 del codice di rito, in modo che le conversazioni tra difensori e assistiti siano esplicitamente dichiarate non ascoltabili: che ne pensa? Che non sarebbe possibile e non è un caso che le pronunce della Cassazione dicano altro. Perché non è possibile? Va innanzitutto tenuto presente che un avvocato può essere a propria volta indagato e che dunque l’intercettazione potrebbe essere autorizzata proprio nei suoi confronti. Rispetto alle comunicazioni con un assistito, nel flusso dialogico possono esserci passaggi che integrano essi stessi una notizia di reato. Nel nostro ordinamento l’azione penale è obbligatoria, di fronte alla notizia di una condotta illecita si deve procedere: come si potrebbe non ascoltare una telefonata in cui per esempio un difensore suggerisce che un certo indagato fugga per sottrarsi all’arresto? Sono quei comportamenti che esorbitano dal mandato difensivo e per i quali appunto anche la Cassazione stabilisce si possa derogare al principio dell’inutilizzabilità. E come si fa a proteggere i colloqui che attengono solo alla funzione difensiva? Con l’assoluto rigore da parte del pubblico ministero nel disporre che gli ufficiali di polizia giudiziaria non trascrivano quei colloqui. Le registrazioni andranno quindi distrutte in seguito all’udienza filtro. In quella sede il magistrato informa il difensore dell’esistenza di quelle intercettazioni, anche per correttezza processuale. Bene, ma se si ascolta tutto il pm conoscerà anche la strategia difensiva dell’avvocato. È vero, esiste questo rischio ma l’ordinamento deve sopportarlo, in nome di concomitanti interessi pubblicistici. Ma qui la correttezza può essere d’aiuto anche al di là delle forme processuali. Eccetera—————————– Quando si leggono interviste come sopra si capisce ci siano processi alla Iori conditi da sfere di cristallo, Dna interpretabili dal giudice e non dove il perito li ha trovati, chiavi putative e il molto altro che scrivo ogni giorno, da anni. La Costituzione al 111 dice che il processo si svolge tra le parti in condizioni di parità, ma Sangermano spiega che qualcuno deve necessariamente essere più pari, perché ci sono avvocati peggiori dei loro clienti, mentre i giudici sono sempre la Giustizia; è lo stesso 111 che impone alla legge di assicurare la ragionevole durata del processo, mentre i giudici compatti chiedono sparisca la prescrizione, per il bene del popolo italiano, sia chiaro. Solita conclusione: fin che l’ignavia dei politici e dei commentatori di peso permetterà alla casta d’esser nello stesso tempo legislatore e giudice, la Giustizia vera sarà un sogno; resteranno solo i processi.

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