Archive for the 'cronaca cremonese' Category

mag 23 2018

la legge del più forte-ottocentottantacinque 23 05 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – OTTOCENTOTTANTACINQUE Piero Sansonetti, direttore del Dubbio: “la macchina perfetta sognata da Davigo, capace di far coincidere sospetto e colpevolezza, di azzerare i pastrocchi della difesa, e capace di aumentare di cento volte sia il numero dei colpevoli sia gli anni di galera” Capace di far coincidere sospetto e colpevolezza: i processi Iori in mezza riga! —Mi è tornato in mente Almirante leggendo l’editoriale di ieri di Marco Travaglio sul “Fatto”. La retorica da “guerriero per la giustizia” riprende molti dei temi del vecchio leader del Msi. Non la pena di morte, che ormai è un’idea che in Europa non ha più cittadinanza, però le parole d’ordine sono simili, ed espresse senza diplomazia. Non mi riferisco tanto alla prima parte dell’articolo, nel quale Travaglio invoca espulsioni per gli irregolari e sposa la tradizionale cultura leghista, che non è una novità (però è una novità per Travaglio). Ma alla parte finale del suo editoriale, nel quale illustra lucidamente la linea politica che lui vorrebbe imporre al nuovo governo. Scrive: « Per la prima volta l’agenda del governo si ribalta, nelle priorità e nel linguaggio. Il contratto gialloverde… non ha paura di parlare di più carcere e più carceri, meno prescrizioni, pene più severe e più certe… più mezzi a chi i reati li deve scoprire e punire, meno garanzie per chi commette i reati e più garanzie per chi li denuncia e li subisce. I puristi… del sesso degli angeli e del giudiziariamente corretto storcono il naso con argomenti triti e ritriti… Dei loro slogan i cittadini si infischiano: se vedranno qualche delinquente a spasso in meno, qualche irregolare espulso in più… saranno felici e grati al governo ( e noi con loro)». L’articolo si conclude con questo pensiero ( che vuole essere anche una indicazione per la maggioranza “penta- leghista”): « Se non riusciranno, per i vincoli di bilancio, a fare le riforme costose… potranno essere perdonati. Ma se non manterranno gli impegni…. come quelli sulla giustizia, non avranno scuse. E saranno puniti ». Traduciamo questo ragionamento. Dice Travaglio, rivolgendosi al partito che ha sempre sostenuto, e cioè i 5 Stelle, e al nuovo partito amico, cioè la Lega: lasciate perdere Fornero, reddito di cittadinanza e flat tax, che sono impossibili perché troppo costosi, e concentratevi sulla realizzazione di una autentica stretta autoritaria che trasformi la macchina giudiziaria in quello che deve essere: la macchina perfetta sognata da Davigo, capace di far coincidere sospetto e colpevolezza, di azzerare i pastrocchi della difesa, e capace di aumentare di cento volte sia il numero dei colpevoli sia gli anni di galera. Chiaro che resta la speranza che i due partiti ai quali Travaglio si rivolge non lo ascoltino e taglino i ponti con lui, cercando di indirizzare il nuovo governo gialloverde verso un percorso di legalità democratica. Però è chiaro che il linguaggio e le aspirazioni che Travaglio esprime ormai sono sdoganate, e rappresentano il punto di vista di settori molto ampi della società. L’almirantismo è meno sofisticato di quello di Almirante, ma più vasto, più popolare.

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mag 23 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentottantacinque 23 05 2018

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LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTO85
Nota facebook di Stefano Campagnolo, per tanti anni direttore della nostra Biblioteca: “Beh, il Giovanni Valagussa giudicato non buono per il Museo Civico di Cremona ti ha ritrovato un Mantegna inedito a Bergamo….”
Sempre a proposito di cremonesità e Sistema, poiché il Comune offre un contributo a Sgp Eventi che organizza la Festa del Torrone e che occupa il centro nove giorni consecutivi, perché i bar che nella bella stagione metton fuori tre tavolini devono, invece del contributo del Comune, pagare il plateatico? Non sono anch’essi imprenditori come Sgp? O forse meno eguali?
Da www.cremonaoggi.it,l’annuncio del Pums:
—Proseguono i lavori di studio e analisi del traffico urbano necessari alle redazione del Piano Urbano della Mobilità sostenibile (Pums). Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione tecnica operativa tra la società che ha il compito di redigere il Pums e i tecnici del Comune per programmare e pianificare le prossime attività. Nei mesi scorsi sono state posizionate le spire di monitoraggio del traffico in ben 57 sezioni per raccogliere i dati sui passaggi sulle principali arterie cittadine.
Partendo da questo lavoro, oggi è iniziata l’analisi delle origini e destinazioni, informazioni fondamentali per capire le abitudini dei cittadini, spostamenti, percorsi quotidiani che i cremonesi percorrono e con quali mezzi. Per questa nuova raccolta dati saranno coinvolti direttamente i cittadini intervistati da personale autorizzato— Del Pums si occupa l’assessore Alessia Manfredini, facile pronosticare che, avuta la conferma dalle interviste, il Comune deciderà il contrario di quanto desiderano i cittadini. Fiera, che ormai interessa perfino i cremonesi che a malapena sanno esista, per i giochi attorno alla presidenza; gli attori discutono giorno e notte ma l’accordo è ancora lontano; l’unico punto certo sembra essere la sconfitta della Libera, sempre sul nome di Agostino Bolli, veterinario. Che ne trarrebbe un vantaggio certo: avendo perso tutto, dal giorno dopo non può perdere null’altro!
Rivolta 23 05 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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mag 23 2018

nutrie, due milioni in lombardia 23 05 2018

Nutrie, due milioni in Lombardia
Prandini: “Emergenza da risolvere”
Sono almeno due milioni gli esemplari di nutrie presenti in Lombardia. Lo afferma la Coldiretti regionale in base alle stime più recenti dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, commentando la dichiarazione dell’assessore lombardo al Welfare che ha annunciato entro fine mese un nuovo piano regionale per il contenimento e l’eradicazione della specie.
Se dieci anni fa questi roditori potevano essere considerati un elemento esotico delle nostre campagne – spiega Coldiretti Lombardia – adesso la loro proliferazione le porta ad arrivare anche nelle periferie delle città, sulle piste ciclabili e sulle strade, oltre a ridurre a colabrodo le sponde dei canali e a devastare i campi.
“Si tratta di una vera emergenza – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – alla quale bisogna rispondere con risorse e strumenti adeguati. Questi animali, infatti, oltre a provocare danni alle colture nelle aziende agricole, sono un pericolo per la sicurezza delle persone: spingendosi sempre più verso le zone abitate e trafficate provocano incidenti e portano con sé il rischio di diffondere alcuni parassiti potenzialmente pericolosi anche per gli uomini”.
La nutria insieme ai cinghiali e alle altre specie selvatiche – conclude la Coldiretti regionale – è responsabile ogni anno di centinaia di migliaia di euro di danni. Si stima che negli ultimi tredici anni i danni causati dalla fauna selvatica in Lombardia abbiano superato i 17 milioni di euro.

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mag 23 2018

biodiversità 23 05 2018

Biodiversità,
l’Italia è diventata la più green d’Europa con il maggior numero di certificazioni a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, ma anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati. L’Italia è l’unico Paese al mondo con 5047 prodotti alimentari tradizionali censiti, 293 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg ma è anche leader in Europa con quasi 60mila aziende agricole biologiche. Sul territorio nazionale ci sono 504 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi e su 533 varietà di olive contro le 70 spagnole. Ma nel Belpaese si trovano ben 40mila aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio di estinzione senza dimenticare che l’Italia è al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,6%).
Un’azienda che voglia definirsi sostenibile deve fare i conti con la biodiversità. In che termini? Innanzitutto sapendo cos’è e successivamente avendo ben chiaro la differenza che esiste tra la biodiversità in ambito agricolo in senso stretto e la biodiversità dell’ecosistema in cui l’azienda è inserita. Troppo spesso infatti, anche gli addetti ai lavori, generano confusione nel parlare della fattoria rispettosa della biodiversità. Un caso infatti è quello relativo all’imprenditore agricolo che decide di recuperare razze, varietà e/o cultivar scomparse o a rischio estinzione. Certamente egli fa un grande favore alla biodiversità strettamente legata alla sua azienda. Altro è conoscere, rispettare e valorizzare l’ambiente circostante l’azienda attraverso attività specifiche che tutelino la natura. In tal senso l’imprenditore è consapevole di ciò che avviene nell’ecosistema in cui è inserita la sua attività. Qual è l’optimum? Chiaramente un imprenditore che protegga l’ambiente e, contemporaneamente, recuperi prodotti minacciati, è quello che potremmo definire un paladino della biodiversità a 360°.
Le minacce esistenti sono 4:
1. la modificazione e la frammentazione degli habitat, quindi tutto ciò che riguarda il consumo di suolo, l’industrializzazione dell’agricoltura e l’impoverimento dei pool genici e l’abbattimento delle foreste;
2. i cambiamenti climatici;
3. la pressione venatoria;
4. l’inquinamento.
Nella Penisola, grazie alla Coldiretti, è nata con Campagna Amica anche la più vasta rete mondiale di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero sotto un’unica insegna per salvare e far conoscere i tesori enogastronomici conservati da generazioni nel territorio. “Un bene prezioso che non ha solo un fine naturalistico, ma è anche il vero valore aggiunto delle produzioni agricole made in Italy”, afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “investire sulla distintività è una condizione necessaria per distinguersi in termini di qualità delle produzioni valorizzando la biodiversità”.

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mag 23 2018

oggi a iori, domani a te 23 05 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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mag 22 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentottantaquattro 22 05 2018

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LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTO84
Due note da www.cremonaoggi.it:
–Sarà ancora Sgp Eventi, di Stefano Pellicciardi di Carpi, a organizzare la 21esima edizione della festa del torrone. E’ questo l’esito del bando pubblicato dal Comune di Cremona circa un mese fa e al quale aveva partecipato, oltre a Sgp, anche una società di Venezia, la Ideal Project factory srl. L’incarico per l’ organizzatore delle prossime edizioni della manifestazione avrà durata di un anno, rinnovabile per quello successivo e costerà 27mila euro a Comune, Camera di commercio e enti promotori–Gli enti pubblici pagano Sgp Eventi, che, come è giusto, organizza per guadagnare, non per far beneficenza: non ritengono, il Cilecca e prezzemolino Auricchio, visto che i soldi pubblici son nostri, di obbligare Sgp a pubblicare il bilancio della Festa del Torrone, tanto per controllare che i nostri soldi sian ben spesi? –Nasce il primo fan club cremonese dedicato a Mina, da un’idea di Lady Terry (cantante e coverista di Mina che per anni ha collaborato con il maestro Renzo Donzelli). L’inaugurazione sabato 26 maggio al bar Olimpia in via San Bernardo– Cremona è sempre Cremona, ogni tanto spunta un’iniziativa per celebrare una persona che quando torna da noi lo fa di nascosto! Capitolo Fiera, siamo agli ultimi fendenti, il Sistema Cremona è spaccato, da una parte la Libera, dall’altra Arvedi, in mezzo capitan Voltini che, col 20% e soprattutto il suo scarso interesse alla contesa, può essere decisivo. La Libera, allo sbando più completo, ha abbandonato Crotti Riccardo, non più spendibile; stamattina Nolli faceva il nome del presidente della Latteria Soresina, Tiziano Fusar Poli, assicurando d’avere l’appoggio di capitan Voltini, appoggio identico a quello che vantava per il prossimo consiglio del Consorzio Agrario: sei consiglieri a testa! Visto l’appoggio, anche Fusar Poli veniva mestamente lasciato alla sua Latteria, quella che, sembra, sia usa pagare i soci conferitori meno delle altre latterie. Che fare? Un nome ancora più piccolo, tale Agostino Bolli, veterinario……. Settimana di fuoco per Nolli Renzo, il presidente che non c’è quasi mai, e che a volte, lui il primo, non vorrebbe esserci: due giorni per trovare un candidato Libera che vada bene sia a Voltini che al Cavaliere, e che naturalmente non esiste; di conseguenza venerdì mattina legnata in Fiera, il pomeriggio consiglio in Libera, giusto per raccogliere gli applausi per il successo della mattina! Lato Arvedi: qualche diceria, scrivevo ieri, su nomi “strani”, ma il Cavaliere viaggia uso a farsi obbedire: è sempre l’avvocato Roberto Zanchi il presidente della Fiera! Per grazia di Arvedi e volontà di Arvedi!
Crema 22 05 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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mag 22 2018

la legge del più forte-ottocentottantaquattro 22 05 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – OTTOCENTOTTANTAQUATTRO Su www.errorigiudiziari.com il ricordo della figlia di Enzo Tortora; estraggo un passo, a mio giudizio il più significativo: “Mio padre era un uomo famoso. E nel bene e nel male questo ha avuto un peso. Ma Giuseppe Gulotta non è Enzo Tortora, nessuno si occupa del suo caso, non c’è una campagna innocentista né un garantista, fra i tanti che si definiscono tali, che parli di lui. È terribilmente vero. Ieri come oggi. I casi Tortora non hanno voce.” Da oltre cinque anni, ogni giorno, a mo’ di bandiera, io scrivo dei processi Iori, un caso di malagiustizia ben peggiore; mi son rivolto a centinaia di persone importanti, in ogni settore della vita pubblica, che spesso pontificano sul caso Tortora, bella fatica: nessuna risposta. E’ la regola di Ennio Flaiano: gli italiani corrono in soccorso del vincitore! —Nel settembre di cinque anni fa, il quotidiano romano Il Tempo dedicò la sua apertura agli errori giudiziari, ai casi di ingiusta detenzione e agli innocenti in carcere addirittura per sette giorni consecutivi. Il direttore, Gian Marco Chiocci, chiese a noi di Errorigiudiziari.com di aiutarlo ad alimentare la sua campagna di sensibilizzazione e noi lo facemmo volentieri. Tra le varie voci ascoltate, in quell’occasione, non poteva mancare quella di Gaia Tortora, una delle figlie di Enzo. Le fu chiesto di scrivere una sua riflessione, per arrivare a capire se la tremenda vicenda giudiziaria che distrusse suo padre fosse servita a qualcosa per la giustizia italiana. Ecco le sue parole: -Quante volte mi è stato chiesto un ricordo, un commento, una intervista sulla vicenda di mio padre? Molte. Com’è normale che sia in questi casi. Le stesse volte in cui ho accettato e poi mi sono ritrovata davanti al computer e a tanti ricordi e parole e immagini nella testa. Questa volta però, mentre da Il Tempo mi spiegavano come sarebbe uscita l’inchiesta del giornale, la mia mente è tornata a poche settimane fa. Ad un libro. Alla storia di un uomo. Lui si chiama Giuseppe Gulotta. Il suo libro Alkamar – la mia vita in carcere da innocente. È la storia di un uomo che per 36 anni è stato considerato un assassino. È stato costretto a firmare una confessione con le botte e le torture. Oggi ha 55 anni. Ha passato in cella gran parte della sua vita. È un uomo innocente finito in un meccanismo che può stritolare chiunque. Ho letto d’un fiato la sua storia, che pure conoscevo. Ma non così nei dettagli. Mi sembrava in alcune pagine di rivivere l’incubo. Quel senso di impotenza che ti soffoca. Anche in quel caso tutto è cambiato in una notte. Esattamente come per mio padre. E per noi.
Dalle 4 del mattino del 17 giugno 1983 l’esistenza di mio padre viene stroncata. Giorgio Bocca lo ha definito «il più grande caso di macelleria giudiziaria della storia italiana». Dall’arresto di quella notte alla morte di nostro padre passarono 5 anni. In mezzo, una condanna a 10 anni di carcere, poi la piena assoluzione e infine il cancro ai polmoni che lo ha portato via. Potrei dire molte cose in queste righe che mi è stato chiesto di scrivere. Molte e forse troppe ne ho già dette. Allora, come spesso mi capita quando mi chiedono qualcosa su mio padre, chiudo gli occhi e cerco di riascoltare le sue raccomandazioni. «Date voce a chi voce non ha».
Ecco oggi i casi Tortora ci sono ancora. Sono molti e non li conosciamo. Mio padre era un uomo famoso. E nel bene e nel male questo ha avuto un peso. I riflettori si sono inevitabilmente accesi. Cosi riprendo tra le mani il libro di Giuseppe Gulotta e quelle parole a pag 127: «Gli anni 80 sono anni caldi per chi amministra la giustizia. Un referendum promosso dai radicali chiede una legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Troppi errori, dicono i promotori citando il caso Tortora. Ma Giuseppe Gulotta non è Enzo Tortora, nessuno si occupa del suo caso, non c’è una campagna innocentista né un garantista, fra i tanti che si definiscono tali, che parli di lui». È terribilmente vero. Ieri come oggi. I casi Tortora non hanno voce. Ieri come oggi siamo ancora qui a dibattere di riforma della giustizia. A firmare di nuovo referendum per i quali gli italiani si erano già espressi e che poi come spesso accade i nostri politici hanno fatto diventare carta straccia. Mentre infuria la battaglia sulla magistratura i processi vanno avanti. Lentamente. Le persone aspettano.
La sete di giustizia in questo Paese è diventata arsura. In molti risvolti delle nostre vite. Il problema non è la magistratura italiana, ma alcuni uomini che ne fanno parte. E che possono sbagliare come tutti. Ma che avendo per le mani la vita di un essere umano dovrebbero avere maggior scrupolo proprio come un chirurgo con il bisturi o un giornalista con la penna. Sulle responsabilità dei magistrati è stato vinto un referendum nel 1987. Non chiedo che vada limitata la loro libertà. Ma i magistrati che sbagliano almeno non dovrebbero essere promossi. Basterebbe un po’ di buonsenso e di coerenza. Invece, nella maggior parte dei casi, non ti chiedono neanche scusa. Gaia Tortora (fonte: Il Tempo)

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mag 22 2018

il re è nudo 22 05 2018

IL RE E’ NUDO Oggi, dalla Provincia fin che c’è on line: —Castelverde; doveva essere la festa di fine anno, ma una frase involontariamente detta male da parte di un ragazzino ha scatenato la reazione di sindaco Graziella Locci e della giunta (il vice sindaco Giuseppe Scalisi e l’assessore Nicoletta Domaneschi) che se ne sono andati dal teatro Ferrari. Un alunno di terza, mentre illustrava il progetto della buona scuola in cui si proponeva di ‘abbellire’ l’edificio scolastico ha pronunciato la fatidica frase: «Il progetto è bloccato perché il sindaco non ha dato il proprio consenso»— Nella favola il re finge di non aver udito il bimbo, a Castelverde il sindaco Locci Graziella s’infuria di brutto: a Castelverde non è ammessa opposizione alcuna, né dai banchi dal consiglio comunale e nemmeno, figuriamoci, dai ragazzini, sennò lei si alza e se ne va, col codazzo degli ultimi assessori rimasti fedeli. La Provincia fin che c’è in carta s’incarica di raccogliere il suo augusto pensiero: —Un progetto di miglioramento dei locali scolastici va necessariamente condiviso con l’amministrazione e con i responsabili di servizio. Ancor prima di iniziare, gli insegnanti avrebbero dovuto confrontarsi con l’amministrazione. Non so chi abbia suggerito la comunicazione che il progetto era bloccato perché mancava il mio assenso. E’ mancata totalmente, da parte della scuola, la condivisione tecnica del progetto. Sarò felicissima di parlare con gli alunni, dopo aver incontrato chi rappresenta l’istituto e gli insegnanti per un tavolo tecnico. Sottolineo la piena volontà politica di supportare quanto pensato e progettato da questi giovani cittadini— Che avrà inteso dire il sindaco Locci Graziella, che l’abbellimento era pensato e progettato dai ragazzini delle medie e che lei l’ha bocciato perché gli insegnanti non l’hanno avvertita prima?
Crema 22 05 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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mag 22 2018

oggi a iori, domani a te 22 05 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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mag 21 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentottantatre 21 05 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTO83
–Mi dicono, perché non leggo mai i suoi editoriali, che io sia diventata l’ossessione del direttore del giornale LaProvincia, circostanza che mi onora e persino mi diverte. Ciò detto, le leggi stabiliscono ancora che a scegliere (e ogni tanto a riconfermare) i sindaci siano i cittadini, non i direttori dei giornali. Per fortuna–
E’ Stefania Bonaldi, sindaco di Crema, su facebook; l’altra settimana, in uno scambio col Pennadoro, s’è permessa di scrivere e pubblicare una lettera dove dice di non leggerlo quasi mai; il Pennadoro s’è incazzato di brutto e ieri ha scritto un Punto di fuoco contro di lei, Punto che ho commentato subito perché ricco di pesci vivi, serviti in tavola a temperatura ambiente…….
La Bonaldi avrà tanti limiti ma un pregio è certo: non fa parte del Sistema Cremona, quindi non teme di dirne quattro, o più quando serve, al Pennadoro. Mentre a Cremona c’è ancora qualche politico che gli risponde ossequioso; altri che lo invitano a far il moderatore dove parlano personaggi di spicco che lo vedono col binocolo, e lui gli dà pure sulla voce, li interrompe!
E’ la solita triste conclusione: Cremona è Cremona perché abitata da noi cremonesi!
Ecco la novità da www.cremonaoggi.it:
–Va in commissione questo pomeriggio il nuovo piano triennale delle opere pubbliche del Comune, di cui sono state riviste alcune forme di finanziamento: il documento fa parte di una variazione al bilancio di previsione che verrà illustrata dall’assessore Manzi insieme ad altri provvedimenti, tra cui il piano delle consulenze. Il piano delle opere pubbliche 2018/2020 prevede un impegno finanziario complessivo nel triennio di 53 milioni–
Dopo il timore di rovinare il paesaggio naturale del Parco del Morbasco, campi di mais intervallati da un centinaio di alberi, l’altro motivo che impedisce la Strada Sud è la mancanza di soldi, che nei 53 milioni è impossibile trovare.
Quando scrivo che tutti, se vogliono discutere i grandi temi dell’Agricoltura, si rivolgono ai Coldiretti, invento nulla, constato; dall’Avvenire:
–Secondo un sondaggio Coldiretti/Ixè «il 68% dei giovani italiani sarebbe disponibile a partecipare alla vendemmia o alla raccolta della frutta ma la nuova normativa – rileva l’associazione – è stata un vero flop in agricoltura dove ha fatto crollare del 98% in valore l’uso dei buoni lavoro per effetto di un eccesso di inutile burocrazia di cui, in parte non irrilevante, è responsabile la piattaforma informatica creata dall’Inps che non tiene in considerazione le specificità del lavoro nei campi».
Questa modalità di pagamento che aveva favorito l’occupazione e l’emersione del sommerso è quindi inutilizzabile, rileva Coldiretti, «con pesanti effetti sull’economia»–
Fiera; se scrivo i nomi che circolano non vengo creduto; se verrà scelto uno di essi, oltre a restare a bocca aperta, rinfacciatemi pure di non aver avuto il coraggio di scriverli!

Crema 21 05 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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