Archive for the 'costume' Category

mag 24 2017

andata e ritorno 24 05 2017

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ANDATA E RITORNO
I giudici rinfacciano sempre a Berlusconi le leggi ad personam; non ci resta che attendere la loro sentenza sull’assegno a Veronica, dopo la rivoluzionaria del caso Grilli, dove nulla è dovuto se il coniuge ce la fa coi suoi mezzi.

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mag 24 2017

la quintessenza della cremonesità-duecentoquattro 24 05 2017

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – DUECENTOQUATTRO
Poveretti; proprio non hanno idea di che sia la comunicazione; vogliono comandare e basta; io pensavo al Quarto Lato di Piazza Duomo si contentassero della Provincia fin che c’è, diretta da Zanolli Pennadoro Vittoriano, per far capire chi sono ai quattro cremonesi rimasti a leggerla; scopro invece che hanno ben altre ambizioni; dal Corriere Agricolo, quindicinale di Confagricoltura Lombardia:
–Con l’approvazione all’unanimità dei bilanci, il Presidente Nolli dichiara che la bandiera del suo mandato sarà incentrata sul recupero della credibilità sindacale–
Proprio ci tengono a farlo sapere da ogni parte d’aver perso la credibilità sindacale; da un momento all’altro lo scriveranno anche sul sito nazionale, perché l’Italia intera sappia!
Ma Cremona è Cremona, una città di dormienti che credono d’esser sveglissimi ripetendo ogni giorno: eccellenze alimentari e violini; che quindi non ne vogliono sapere d’esser svegliati, convinti come sono d’esser sveglissimi; e per quello ce l’hanno a morte con un capitan Voltini che tenta di spiegare come le eccellenze non debbano essere solo parole, ma fatti: molto meglio un Pivantonio, che assicura l’ordine costituito, e che se sposta qualcosa è per dire: 5mila violini l’anno? Figuriamoci, gli artigiani cremonesi devono arrivare, e in fretta, a 100mila!
La chiamata alle armi, apparentemente per l’Apa, in realtà per mantenere il rassicurante dominio di Pivantonio e alleati, Arvedi Galimberti eccetera, continua sulla Provincia fin che c’è, fino all’ultimo lettore. Ieri è il turno di Bozzini Giovanni, presidente della Cna artigiani:
–Cna non condivide e non seguirà la strategia di destabilizzazione che Coldiretti sta portando avanti da tempo per intervenire nel “sistema Cremona”. I cambiamenti vanno fatti lavorando dall’interno, cercando sicuramente di far valere le proprie ragioni ma puntando sulla concertazione e il dialogo, a tutela dell’interesse comune–
Non ha bisogno di un Michelangelo a dipingerlo per i posteri, il Bozzini: ha fatto tutto lui! E la lingua continua a battere dove troppi denti dolgono:
–Ma il nuovo passaggio dell’aggressione all’Apa potrebbe certo avere pesanti ripercussioni sulla governance futura di CremonaFiere: un ente a forte connotazione agricola, al quale lo scontro in essere non farà sicuramente bene–
Ecco il nocciolo della chiamata alle armi cui obbedienti rispondono gli alleati: Pivantonio è presidente di CremonaFiere solo dal 2003, uno dei pochi errori di Maestroni, e deve restare fin che lo decide lui, per il bene del sistema Cremona, che capitan Voltini vorrebbe mutare!
Oggi un altro agricoltore fa sapere la sua alla Provincia fin che c’è, tale Griffini Alberto presidente di Apindustria; e non teme usare parole forti:
–Sono completamente d’accordo con il presidente provinciale di Confartigianato, Massimo Rivoltini: Coldiretti, ed in particolare il suo leader Paolo Voltini, sta conducendo da tempo un attacco in piena regola ai danni del nostro territorio. E prima si decide di reagire davvero, meglio è–
Io ho il sospetto che, dopo un mese, perfino i pivantonini si accorgano d’aver rotto i coglioni all’intera città, che ai loro problemi di dominio è per nulla interessata; e la conferma mi sembra arrivi proprio da Griffini Alberto, che chiude così:
–Tutti devono dire da che parte stanno. Ci sono soggetti-azionisti della Fiera che sono usciti allo scoperto e hanno parlato chiaro, ed altri che tengono la bocca cucita e si defilano–
Perfetto, in puro stile Pivantonio: o al mio servizio, o contro di me. Capitan Voltini distrugge? Ce ne vorrebbero altri come lui, nel mondo delle imprese, nel mondo della politica: purtroppo i cremonesi dormono, e neanche da uomini, da ometti.

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mag 23 2017

la legge del più forte-cinquecentotrenta 23 05 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – CINQUECENTOTRENTA
Non stupiamoci delle sfere di cristallo che accompagnano Maurizio Iori all’ergastolo per un evidente suicido capovolto in omicidio: quando al giudice italiano si permette tutto, il giudice se lo prende senza nemmeno ringraziare, il tutto. Il caso alla moda, la pubblicazione delle telefonate di Renzi senior; dalla Stampa, il parere del successore di Davigo Piercamillo alla presidenza dei giudici, Eugenio Albamonte:
–La pubblicazione di queste ultime intercettazioni, ancora coperte da segreto investigativo, è gravissima. E’ un reato. Non è solo questione di rispetto alla persona ma un danno all’inchiesta. Il pm che sta lavorando ha il diritto alla segretezza perché i soggetti al centro dell’indagine non possano prender le contromisure–
E’ un reato la pubblicazione, non chi ha passato al giornale l’intercettazione: o un Pm o uno della Giudiziaria. In condizioni normali, cioè di non sudditanza, chiunque, a partire dal giornalista della Stampa, ricaccerebbe in gola a Eugenio Albamonte le parole che s’è permesso. Ma in Italia perfino il presidente del Consiglio scende a patti coi giudici, figuriamoci giornalisti e addirittura avvocati, i primi a esser presi in giro davanti al pubblico. Dal Dubbio on line:
–La Costituzione tutela il diritto alla difesa e pubblicare quelle intercettazioni ha violato il rapporto avvocato- cliente, essenziale per la democrazia. L’avvocato Valerio Spigarelli, ex presidente dell’Unione Camere Penali e professore di procedura penale presso la scuola di specializzazione per le professioni legali de La Sapienza di Roma, commenta il contenuto lo “scoop” del Fatto Quotidiano, che sul quotidiano di ieri 18 maggio, a dato spazio ai virgolettati di una telefonata intercettata tra l’avvocato Federico Bagattini e il suo cliente, Tiziano Renzi. Avvocato, proviamo a mettere ordine. Era pubblicabile la conversazione tra Tiziano Renzi e il suo legale Assolutamente no, e quanto pubblicato da Il Fatto Quotidiano è l’ennesimo episodio che dimostra l’assoluta inciviltà del nostro ordinamento, con riguardo al rispetto delle guarentigie del difensore. L’articolo 103 del codice di procedura penale infatti, dice chiaramente che non è consentita l’intercettazione relativa a comunicazioni tra difensori e le persone da loro assistite. Come è tutelato dall’ordinamento il rapporto cliente- avvocato? Il diritto di difesa è inviolabile, lo stabilisce l’articolo 24 della Costituzione. Poi gli articoli 96 e seguenti del codice di procedura penale disciplinano l’inviolabilità dei rapporti avvocato- cliente, che in democrazia è un rapporto essenziale. Di più, è quello che distingue gli ordinamenti giuridici democratici e quelli che non lo sono. E l’Italia su questo tema deve ritrovare la strada smarrita. A suo modo di vedere, la responsabilità è di chi passa sottobanco le intercettazioni o del giornalista che le pubblica? Io credo che alla base ci sia un problema sociale: ormai siamo abituati a veder pubblicato il contenuto delle intercettazioni per la sola ragione che sono interessanti. In sostanza, se qualcosa che si dicono due personaggi pubblici è interessante, i giornalisti la pubblicano. Attenzione, però, c’è un equivoco: l’affievolimento del principio costituzionale di intangibilità delle comunicazioni è giustificato solo dalle esigenze di giustizia. Il che significa che l’intrusione non può essere giustificata per tratteggiare il profilo etico- morale di una persona, che non ha nulla a che vedere col processo– Come si vede, non c’è modo di far dire alla “parte lesa”, cioè l’avvocatura, che per una evidente questione di genetica il giornale scrive solo se dal Tribunale chi non deve canta. Normali, normalissime quindi le numerose sfere di cristallo dei processi Iori: il giudice italiano non è responsabile di nulla, nemmeno di quello che può fare solo lui.
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mag 23 2017

voucher 23 05 2017

Voltini, Coldiretti Cremona:
“In campagna urgente individuare una valida alternativa ai voucher”

“E’ necessario e urgente individuare una valida alternativa ai voucher, che possa rispondere alle esigenze delle imprese agricole e dei lavoratori. Con l’inizio della piena attività per frutta e ortaggi, nelle campagne è essenziale poter disporre di un’alternativa ai voucher, senza la quale da un lato sono a rischio i raccolti, e dall’altro si perdono opportunità di lavoro per studenti, pensionati e cassaintegrati impiegati in agricoltura nell’attività stagionale”. A sottolinearlo è Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona, che evidenzia come l’attuale situazione di incertezza e assenza di uno strumento utile, in luogo dei voucher soppressi, si traduca in gravi difficoltà per i datori di lavoro agricoli, nel momento in cui la campagna esige il ricorso a manodopera stagionale, oltre che in una perdita di opportunità occupazionali.
L’impiego dei voucher in agricoltura – sottolinea la Coldiretti – è sostanzialmente stabile da cinque anni perché è l’unico settore rimasto praticamente “incatenato” all’originaria disciplina “sperimentale” con tutte le iniziali limitazioni, solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito.
In agricoltura – rimarca la Coldiretti – sono stati venduti nel 2016 solo 2.210.440 voucher, addirittura in calo rispetto all’anno precedente e più o meno gli stessi del 2012, per un totale di oltre 380mila giornate di lavoro che hanno aiutato ad avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti e a mantenere attivi molti anziani pensionati nelle campagne, senza gli abusi che si sono verificati in altri settori.————
La mia nota. I voucher trovano la nascita naturale in Agricoltura, sono scimmiottati male se non disonestamente in altri settori e, siccome la legge è uguale per tutti, vengono aboliti. Anche in Agricoltura.

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mag 23 2017

può anche non piacere 23 05 2017

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PUO’ ANCHE NON PIACERE
il mio amico Fabio Cammalleri, e mi auguro solo per lo stile letterario, non per gli ideali, altissimi; esemplari nel pezzo di oggi su La Voce di New York, sublimati in una sola riga densa di dolore, che esprime l’abbandono di una terra e della sua cultura millenaria anche di troppi suoi figli:
-L’Anniversario sul palco, la morte sulla strada. Come sempre in Sicilia-

http://www.lavocedinewyork.com/news/primo-piano/2017/05/22/falcone-25-anni-dopo-i-siciliani-hanno-visto-e-hanno-ragione/

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mag 23 2017

arriva il terrorista 23 05 2017

ARRIVA IL TERRORISTA
Titolo di Repubblica on line:
-Si alza la tensione per l’arrivo di Trump a Roma.
Centro blindato e tre cerchi di sicurezza-

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mag 23 2017

diritto al ritaglio 23 05 2017

DIRITTO AL RITAGLIO La figlia del Che a Scandolara Ravara; da OglioPoNews ; “tutte le ingiustizie del mondo” Cuba esclusa, si fa senza dire, tra gli applausi convinti dei 150 spettatori. —La serata è iniziata con la lettura di alcuni scambi del carteggio storico tra Fidel Castro e Che Guevara, negli anni della rivoluzione cubana, e alcune lettere del Che ai suoi figli. “Imparate sempre a riconoscere tutte le ingiustizie nel mondo, perché questa è la più grande qualità di un rivoluzionario” è stato letto in uno degli ultimi passaggi della lettera di Che Guevara agli eredi: una sorta di testamento spirituale di una figura considerata da molti mitica già prima del suo assassinio.
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mag 23 2017

manchester 23 05 2017

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MANCHESTER
Distensione&comprensione: quanti delitti si permettono in vostro nome!

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mag 23 2017

la quintessenza della cremonesità-duecentotre 23 05 2017

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LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – DUECENTOTRE Ieri ho messo la nota dei Coldiretti sulla biodiversità della natura lombarda, oggi mi tocca dare l’ennesima pennellata all’isola felice Cremona, che non soffre di biodiversità, integrata com’è nel “sistema cremonese” che non dev’essere turbato. Men che meno da un barbaro, comandato da Roma, alla capitan Voltini: da noi vanno bene i sognatori alla professor Cilecca, che finiti i trenta secondi rinascimentali al dì, impiegano il tempo rimasto a puntellare i vari Pivantonio in Fiera. Ma non intendo sottovalutare il professore, abile a sgusciare su ogni terreno; i brani sotto, da www.cremonaoggi.it, che col lavoro di tre giornalisti assicura l’informazione a Cremona, spiegano bene. Centri sociali, o della piroetta continua: –I centri sociali sono abusivi. L’amministrazione comunale non ha infatti rinnovato le convenzioni, che scadevano proprio nel 2015. Di fatto, però, gli spazi continuano ad essere occupati e le associazioni in questione a pagare l’affitto delle strutture. E’ emerso durante la discussione di un ordine del giorno presentato in consiglio comunale dal gruppo della Lega Nord nel corso del Consiglio comunale– La quadratura del cerchio, che al professore riesce benissimo! –In particolare, ricordando gli eventi di quel lontano 24 gennaio, in cui la città venne presa di mira da alcuni partecipanti al corteo, con disordini e devastazioni, il consigliere Alessandro Carpani ha ricordato le promesse fatte all’epoca dall’amministrazione: “la risposta sarà immediata, durissima e i colpevoli dovranno assumersi le proprie responsabilità”, “non rinnoveremo più le convenzioni per le strutture di proprietà comunale”. E chiede alla Giunta di “mettere in campo tutte le azioni possibili affinché l’Amministrazione comunale ritorni in pieno possesso degli immobili e delle aree ancora attualmente occupate dalle sedi del Csa Dordoni e del Csa Kavarna, entro e non oltre il 31 luglio 2017”– I leghisti, si sa, sono peggio di capitan Voltini: non ne vogliono sapere di integrarsi! –Ma di fatto, le convenzioni non sono state rinnovate, come la Giunta aveva promesso. Così, ora, il Dordoni e il Kavarna occupano abusivamente gli spazi in cui si trovano le rispettive sedi, pur continuando a pagarne l’affitto, o meglio, come ha spiegato il segretario comunale Pasquale Criscuolo, quello che si configura alla stregua di un “canone di occupazione”. “Agli occupanti era stata comunicata la volontà di non addivenire al rinnovo” ha spiegato il segretario. “In questi casi a fronte del mancato rilascio dell’immobile a scadenza, normalmente scattano procedure di rilascio perentorio, precedute dalla prospettazione di una data di rilascio, in assenza del quale scatta la procedura forzosa. Nel caso in essere, però, tale procedura non può prescindere da un’azione che sia condivisa con le istituzioni preposte all’ordine pubblico”. Insomma, non rinnovare la convenzione è un conto, ma far sgomberare i centri sociali è tutt’altro paio di maniche, visto che entrano in gioco problematiche legate all’ordine pubblico– La buona volontà della Giunta Cilecca è visibile, ma i centri sociali non la condividono! –“Oggi come allora il tema come allora resta complesso” ha risposto il sindaco Gianluca Galimberti. “Una cosa sono le convenzioni, che come promesso non abbiamo rinnovato, altro paio di maniche è la chiusura dei centri sociali, che rappresenta una questione politica e di sicurezza. Quello del non rinnovo delle convenzioni è stato un gesto con un grande significato simbolico.– Parla benissimo il Cilecca, che disdegna esser chiamato professore: il gesto è davvero simbolico! –Certo, è un percorso che abbiamo iniziato e che prima o poi dovrà trovare una sua conclusione, ma tutto va attentamente monitorato. Chiaramente non è possibile tornare ad avere un rapporto con i centri sociali uguale a quello di un tempo, se non cambiano le cose. E nel frattempo, come amministrazione, abbiamo portato avanti un lavoro silenzioso, insieme alle forze dell’ordine, per mantenere sicurezza e ordine pubblico. Dunque credo che quando all’epoca dei fatti parlai di una risposta dura, questa non sia mancata”– Il lavoro è senza dubbio tanto silenzioso, che i 70mila cittadini manco se ne sono accorti! E adesso le quisquilie, in attesa del 72mo raid al parcheggio dell’ospedale, nei primo 71 gli abusivi, implacabili, son sempre riusciti a fuggire, per tornare mezz’ora dopo. Il cittadino, mosso a compassione, non può nemmeno regalare senza che la Giunta abbia da dire. –Erano state posizionate a fine marzo, ma poi spente perché non in possesso di tutte le autorizzazioni. Ora invece, le telecamere puntate sulla statua di Stradivari, in corso Garibaldi, davanti alla casa dove visse per qualche tempo il celebre liutaio, sono state riaccese. L’iniziativa era stata delle Botteghe del Centro e del proprietario dell’immobile, Giorgio Soldi, per cercare di porre rimedio ai ripetuti atti vandalici che hanno portato a svariate rotture del ricciolo del violino. Ora, acquisiti i pareri favorevoli di Polizia Municipale e Prefettura, il sistema di videosorveglianza privato può tornare a funzionare– Infine, il turno degli artisti incompresi. –Ancora muri imbrattati in pieno centro, stavolta sotto la Galleria del Corso dal lato dei giardini di piazza Roma. Uno spazio già pesantemente degradato a causa del gran numero di saracinesche abbassate. Le scritte sono comparse nel fine settimana, sulle vetrine dei negozi vuoti e sui muri della galleria, compreso quello vicino alla pizzeria Cremonese. Si tratta, come al solito, di frasi legate agli ambienti anarchici: la tipica firma, la A cerchiata, appare infatti in diversi punti– La parentela di sangue è solo un dato scientifico, ciò che conta è la “corrispondenza d’amorosi sensi”: il sistema Cremona è blindato, con la Santa Alleanza Cilecca&Pivantonio. E alleati.
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mag 22 2017

la legge del più forte-cinquecentoventinove 22 05 2017

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – CINQUECENTOVENTINOVE
L’ho scritto più volte nei cinque anni che seguo il caso Iori, l’ho riassunto nel libretto: a demolire le sentenze di condanna basta l’impossibilità di dare tutto quello Xanax, le 95 pastiglie, anche con la traduzione eseguita dai giudici di pastiglie in gocce, a meno di sostenere l’impossibile, o che l’intossicazione acuta rilevata dall’autopsia nel corpo delle “vittime” non esista, o che sia stata provocata dalle poche gocce che suggeriscono i giudici, dato che lo Xanax è un ansiolitico, non un sonnifero. Un medico cui ne parlo oggi, poi, stupefatto, concorda le mie parole: lo Xanax, tanto, man mano che lo mandi giù ti dà dei segni; della bimba di due anni, Livia, nessuna delle tre Corti scrive, l’ha preso e basta, non si sa come, non si quando; ma, o affronti il ridicolo di sostenere che Iori abbia rifilato alla madre 80/90 pastiglie in un botto solo, o il liquido corrispondente, o, dandolo di minuto in minuto la madre se ne accorge e reagisce; possibile non ci sia segno di colluttazione sul corpo?
E’ la conferma del processo penale italiano, il giudice decide e scrive quel che vuole, mal che vada gli riformano la sentenza, salvo sia l’ultima.

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