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apr 26 2018

la legge del più forte-ottocentocinquantanove 25 04 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – OTTOCENTOCINQUANTANOVE
Da quella fonte inesauribile che è il Dubbio on line; qui la magistratura ci mette anche del suo, parecchio, ma soprattutto è d’esempio e insegna, e credo sia difficile trovare un allievo più diligente del Comune di Imperia. Lo scrivo dai primi commenti sui processi Iori, il giudice sbaglia perché non risponde mai dei suoi sbagli, purtroppo crea “precedenti” per i colleghi e, peggio ancora, spinge tutti a seguire i suoi modi di fare, tanto per andar sul sicuro nell’ipotesi si finisse in Tribunale.
—Undici processi, tutti archiviati o finiti con un’assoluzione con formula piena. «Sei anni di calvario», dice l’avvocato Paolo Frank raccontando la storia del suo cliente. Ilvo Calzia, ex dirigente del settore Urbanistica del Comune di Imperia, è per tutti un recordman: indagato, processato e assolto ogni volta, ma comunque sospeso dal lavoro, con lo stipendio ridotto all’osso per circa tre anni, nonostante la legge Severino richieda almeno una condanna per giustificare una sospensione. Tutto comincia nel 2012, con l’indagine sul porto turistico d’Imperia, che coinvolge anche l’imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone e l’ex ministro Claudio Scajola. «Durante la fase delle indagini – spiega l’avvocato Frank Calzia è stato più volte sentito a sommarie informazioni dalla Procura e dalla polizia giudiziaria perché considerato una persona attendibile e onesta e anche perché si tratta di un tecnico, un architetto competentissimo, che conosce perfettamente le norme». Non viene sentito dunque in qualità di indagato, ma solo come persona informata sui fatti. Una situazione che però, ad un certo punto, cambia completamente: «quando il pm ha tirato le fila delle indagini ha chiesto la misura cautelare per concorso in associazione a delinquere anche per Calzia», spiega l’avvocato. Una richiesta che non convince il gip, secondo cui può essere contestato, al limite, l’abuso d’ufficio. Viene così chiesta soltanto l’interdizione per due mesi. «Durante l’interrogatorio – racconta il legale , Calzia ha spiegato in maniera dettagliata la sua posizione e così, passati i due mesi, la misura interdittiva ha perso efficacia». Il dirigente torna dunque a lavoro, convinto che tutto torni come prima. Ma il Comune decide di chiudergli le porte in faccia con una nuova sospensione cautelare. Motivo: «volevano attendere l’esito dell’udienza preliminare». L’udienza preliminare si rivela ulteriormente deleteria: Calzia viene rinviato a giudizio per abuso d’ufficio e per un presunto falso omissivo relativo a una dichiarazione fatta su una variante al piano regolatore. E mentre attende la fine del processo, rimane forzatamente a casa. «La Severino – spiega il suo avvocato – prevede la sospensione solo dopo una condanna, non basta un rinvio a giudizio. Ma nonostante questo, Calzia è stato sospeso con lo stipendio al 30 percento». Una situazione che dura per due anni e mezzo, fino alla fine del primo grado di giudizio, celebrato a Torino, «perché ad Imperia non sono stati trovati tre giudici in grado di farlo», sottolinea Frank. Il processo si chiude con un’assoluzione con formula piena, impugnata dal pm per quanto riguarda l’accusa di falso e poi confermata anche in appello. Ma nonostante ciò i problemi sul posto di lavoro non sono terminati: «una volta assolto in primo grado – spiega il legale – Calzia si è presentato con la sentenza in mano chiedendo il reintegro. Prima di farlo, però, ci hanno pensato un po’, facendo consulti e prendendo tempo». Risultato: viene sì reintegrato, ma in un ufficio diverso. Prima finisce al Patrimonio, con un settore creato appositamente il giorno prima e privo, dunque, di mansioni da svolgere, e poi al settore Ecologia, dove lo stipendio è più basso e per il quale, comunque, Calzia non ha la preparazione adatta. Ma non sembra bastare: per il dirigente arriva infatti una nuova sospensione cautelare. «Quando era al minimo di stipendio e non lavorava ha fatto un po’ di attività privata – evidenzia Frank -. Ma secondo il Comune non avrebbe potuto farlo, sulla base di un regolamento interno. Quindi è stata sospeso per altri due mesi, come se la sentenza di assoluzione per loro non fosse valida». Un calvario condito da una trafila di indagini nate una dopo l’altra dopo quella sul porto, tutte chiuse con archiviazione o assoluzione. «La Procura di Imperia ha setacciato tutta la sua vita privata, sia come dirigente pubblico sia come professionista privato e su nove processi siamo andati a giudizio solo in tre casi, finiti tutti con un’assoluzione con formula piena», spiega Frank. Processi nati da «consulenze fatte male», dimostrate inattendibili e «pagate con soldi pubblici». Un particolare che si legge anche nelle motivazioni dell’ultima assoluzione, relativa ad un presunto abuso d’ufficio per l’autorizzazione di un complesso edilizio vicino al mare, per il quale, secondo la Procura, sarebbe stata necessaria una autorizzazione doganale. «La normativa non prevede che venga chiesta oltre i 30 metri rispetto alla linea demaniale – spiega il difensore -, ma il consulente si era rifatto a vecchie cartine catastali, tanto che la reale distanza non era inferiore a 30 metri, come contestato dall’accusa, ma addirittura sopra i 150 metri». Un punto evidenziato anche dai giudici: il consulente, si legge in sentenza, «ha dichiarato di non essere a conoscenza dell’approvazione del piano regolatore del porto di Imperia: all’evidenza, egli non lo ha, dunque, valutato nel proprio elaborato». Una svista non da poco, essendo costata a Calvia l’ennesimo processo e l’ennesima gogna. Il dirigente ha ora fatto causa al Comune, per vedersi risarcito il danno subito e ingigantito dal clima forcaiolo nato a seguito dell’indagine sul porto. «È stato un capro espiatorio», contesta ora la famiglia. Che chiede giustizia.
Cremona 25 04 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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apr 26 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentotrentasei 25 04 2018

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LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTOTRENTASEI
Ahimè, ahinoi, il 25 aprile tutt’altro che pacifico dà spesso motivo di tirar fuori il peggio di noi; due esempi da www.cremonaoggi.it, il miglior informatore cittadino: —Il presidente Anpi ha voluto sottolineare come, nel ricordare il 25 Aprile, bisogna pensare che “sbaglia chi mette fascismo e antifascismo sullo stesso piano”, perché “non possono essere uguali vittime e carnefici, torturatori e torturati”. Per Corada “la libertà è un valore da difendere in ogni ambito, un bene della cui importanza ci si rende conto solo quando la si sta perdendo. Ma la libertà è impossibile senza la Democrazia, che va difesa come un bene prezioso”— Credo pochi di noi mettano sullo stesso piano fascismo e antifascismo; sostenere che, a volte lo faccio anch’io, il fascismo non sia stato la somma di nequizie che dipingono a sinistra e molto meno peggio del comunismo, è ben diverso. Il Cilecca in genere diverte più di Corada, dopo quattro anni di pratica non riesce ancora a combinare il taglio del professore con quello del politico; sempre dallo stesso palco: —Molto sentito anche l’intervento del sindaco Galimberti, che ha ricordato il viaggio della memoria a Dachau e tutto quanto vissuto in quegli anni terribili. “Noi che viviamo oggi, in questo continente in cerca di se stesso, in questa città di Cremona, noi, in questo 25 aprile 2018, da questa piazza, nella nostra città, che decisioni prendiamo oggi, al lavoro, sui social, nel volontariato, in famiglia, con i giovani?” si è chiesto il sindaco, esortando a interessarsi “della vita di tutti, della storia comune, del bene comune. La nostra città non la mia città, la nostra terra non la mia terra”— Mentre sta ripassando la lezione per domani da recitare in consiglio comunale e il 27 all’assemblea straordinaria della Fiera: —La Fiera di Pivantonio, la Fiera di Pivantonio; capito Voltini?— La Fiera; facebook è un gran salotto dove si trova di tutto, chi partecipa sceglie; Bozzini Giovanni, consigliere Fiera, insiste nel ribattere ai miei commenti, per me con suo grave danno d’immagine; che è sua, quindi decida come vuole! Lo scambio di oggi: Bozzini Giovanni Il mio “mi piace” significa rispettare le tue idee anche se non condivido l’analisi e il fine. Buona democrazia. Flaminio Cozzaglio caro Giovanni, la buona democrazia prevede, sempre! un minimo di verità; Indiana e io scriviamo pochi giudizi e tantissimi numeri e fatti, veri al di là di ogni ragionevole dubbio, che obbligano a un “fine”; insisto, se non intervieni fai miglior figura….. Bozzini Giovanni Non ho mai smesso di intervenire anche se a te non perviene. Solo il tempo sarà il garante della verità. Flaminio Cozzaglio intervenire dove? a Cremona, verso cui sei debitore della verità, non risulta; comincia, qui, ora, a spiegare chi usa le due Audi A6 di rappresentanza acquistate dalla Fiera nel 2016…. poi, se sarai convincente, ti farò altre domande. Bozzini Giovanni Vedi le notizie riportate! Le A6 non sono due ma una ed è in uso al commerciale ……. Il bilancio è stato approvato dal collegio dei revisori e certificato da una società terza. Ma sicuramente non ti basta. Buona domenica Cozzaglio Flaminio Cozzaglio riportate sul bilancio, due, come ha puntualizzato Indiana che se l’è letto tutto; dire in uso al commerciale è veramente poco; le certificazioni a suo tempo stabilirono che fino al giorno prima Parmalat era azienda tra le più solide al mondo— Bozzini non ha mai smesso di intervenire anche se a me non perviene………….. Cremona 25 04 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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apr 26 2018

conferma: le razze esistono 25 04 2018

CONFERMA: LE RAZZE ESISTONO
Ben oltre il colore della pelle, le diverse strutture del corpo, insomma, quel che ci fa decidere esistano nell’intero mondo animale, noi umani compresi, eccetera eccetera; ed esiste anche il Manifesto della razza, vien pubblicato ogni giorno e si chiama Repubblica, il giornale degli italiani colti e intelligenti, e gli unici sensibili alle differenze sociali, a volte gravi, che affliggono il mondo. Premessa obbligata per inquadrare meglio il seguente scambio pubblico sulla bacheca facebook dell’assessore Andrea Virgilio:
–La libertà che bisogna amare è la libertà degli altri e questa va protetta ogni giorno. Buon 25 aprile. Flaminio Cozzaglio sei appena uscito dalla lezione del professor Cilecca? Andrea Virgilio No…sto appena rispondendo al perbenista di destra che non sopporta questa festa!!!!! Flaminio Cozzaglio adorata dai perbenisti di sinistra! CONTRIBUTO FONDAMENTALE!
La Storia si insegna anche così; da Quotidiano.net; il resto dell’articolo è ancora peggio……
—Oggi è il 25 aprile, giorno di festa nazionale in cui si celebra l’anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo per ricordare quel momento storico in cui le truppe alleate anglo-americane, con il fondamentale contributo della Resistenza partigiana riuscirono ad allontanare dal nostro Paese le forze di occupazione naziste e a rovesciare il governo fascista della Repubblica Sociale italiana, mettendo fine a venti anni di dittatura e cinque di guerra. E’ una data fondamentale nella storia della Repubblica italiana e ha un doppio significato simbolico: la vittoria militare degli alleati nella seconda guerra mondiale e la vittoria della Resistenza militare e politica dei partigiani nella guerra civile contro il fascismo. Eccetera eccetera. Vincenzo Montuori Il 25 aprile ci unisce tutti, belli e brutti, ed è giusto che sia così Flaminio Cozzaglio fin che ci si limita, tutti, alla gioia per la sconfitta di chi mai avrebbe dovuto vincere, sì! ma son le troppe altre aggiunte a dividere….
—-E fin qui tutto normale, il 25 aprile da due punti di vista diversi, per gli uni il bene assoluto, per altri sempre un bene, ma con parecchi distinguo. Ma, come spesso in questi frangenti, spunta un “bene assoluto” che per dimostrare non lesina mezzi: Flavio Ghidelli Flaminio Cozzaglio quando c’era lui certe minchiate non era possibile scrivere. Magari uno come lei sarebbe stato ben visto purtroppo, peccato però che la lotta partigiana non abbia fatto piazza pulita di quelli come lei bensì poi, si sia cercato di pacificare. Questo però ha generato menti distorte. Lui le menti distorte le mandava al confino o in cliniche psichiatriche—-
Ne faccio un principio, non rispondo mai a chi insulta, potrebbe credere che lo consideri un interlocutore; ma a Virgilio, uomo pubblico e titolare della bacheca, sì! Flaminio Cozzaglio mi meraviglio di te, caro Andrea, che permetti sulla tua bacheca gli insulti dei Flavio Ghidelli, che usano perfino facebook per aggredire chi non la pensa al 100% come loro. Andrea Virgilio No…non mi piacciono gli insulti tutti quanti. Quelli verso di te ma anche quello che tu hai fatto in questa bacheca al Sindaco. Pertanto se ti meravigli di me dovresti prima meravigliarti di te stesso. Flaminio Cozzaglio io ho scritto che il sindaco Cilecca dà lezioni, non che è mente distorta da mandare in clinica psichiatrica e che è meglio non fosse mai esistito; ma capisco, prendo atto che al di là delle dichiarazioni di principio apparteniamo a mondi troppo diversi. Flavio Ghidelli Flaminio Cozzaglio, ribadisco. Flavio Ghidelli Mio nonno è tornato a casa dopo due anni, fenomeno. Non ti ho insultato, ho scritto che se i partigiani e padri costituenti avessero usato lo stesso metro di misura usato fino a poco tempo prima, persone come te non sarebbero esistite. E sarebbe stato meglio cosi.————————-
Fine dello scambio a più voci; non so chi sia Ghidelli e non mi interessa, prendo atto che ne esistono tanti come lui, sia a Destra che a Sinistra, il “nemico” va sempre trattato da nemico; resto sorpreso invece dell’assessore Andrea Virgilio, di regola persona civile che non alza mai i toni, e allora non mi resta che tornare alla questione delle razze: fin che si tratta di parlare del tempo è facile esser persone civili, ma se si tratta di stabilire i confini delle parti, dire del sindaco Cilecca che dà lezioni equivale a dire a un nemico come me che son da mandare in clinica psichiatrica e è meglio non fossi mai esistito! Repubblica ha sempre ragione: a sinistra si è meglio!

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apr 26 2018

almeno coincidessero 25 04 2018

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ALMENO COINCIDESSERO
Il partito dei cretini è non solo il più numeroso d’ogni epoca, ma il più interclassista: pesca ovunque. E allora per pochi minuti torno credente: Signore, fai l’ennesimo miracolo, riuniscili tutti in quel 45% che ha smesso di votare!
—Da Repubblica. Neppure il delicato intervento all’aorta a cui è stato sottoposto Giorgio Napolitano ha fermato i messaggi di odio sul web che si sono ripetuti anche nella notte persino con l’augurio della morte al presidente emerito. Quotidiani – come anche Repubblica – hanno deciso di cancellare i post degli hater offensivi, oltraggiosi e dall’ironia macabra, che di prima mattina si erano accumulati anche sul blog delle Stelle.

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apr 26 2018

liberi e uguali 25 04 2018

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LIBERI E UGUALI
Quasi mi spavento: vecchio, non m’ero accorto d’aver sempre vissuto in un’Italia tanto malvagia; me l’han spiegato, da www.cremonaoggi.it, i compagni cremonesi di Grasso e Boldrini; i due che, senza dubbio distratti dal veder calpestati i principi base d’ogni democrazia, han dimenticato, in campagna elettorale, il dovere di dimettersi dalle comode poltrone di Senato e Camera su cui li avevano appoggiati gli altri, diventati improvvisamente nemici! —Per rigenerare la nostra democrazia è indispensabile recuperare lo spirito mai rassegnato dei partigiani, dei combattenti per la libertà contro ogni logica di potenza e di prepotenza.
La Resistenza è l’anima della nostra Costituzione repubblicana e della nostra stessa democrazia che vuole l’indipendenza della patria, non la sua chiusura nazionalista; vuole società aperte e solidali, non società chiuse dominate da paure e xenofobia. Il 25 aprile è soprattutto questo: liberazione dalla tirannia e dalla logica di potenza, liberazione dalla logica di sterminio e dalla disumanizzazione dell’uso della forza, per ripristinare la forza del Diritto e dei Diritti.
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apr 26 2018

tanto per completare 25 04 2018

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TANTO PER COMPLETARE
il Giletti, che adesso potrebbe dirlo, è a La7, lontano da mamma Rai: “e qualcuno che è ai vertici di questo Stato non può far finta di non vedere presentatori che avanzano a furia di audience e pretendono d’esser pagati come Raffaello o Michelangelo!
—«C’è un altro imprenditore calabrese, che ha detto: “Io sono andato a chiedere aiuto alla ‘ndrangheta’. E anche lui adesso è sotto scorta», inizia a raccontare Giletti, secondo Il Giornale. Per poi aggiungere: «Io mi sono rotto le palle, lo dico veramente, di avere le persone perbene sotto scorta in una parte del nostro territorio. E qualcuno che è ai vertici di questo Stato non può far finta di niente. Perché le persone perbene non ce la fanno più».

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apr 26 2018

contributo fondamentale! 25 04 2018

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CONTRIBUTO FONDAMENTALE!
La Storia si insegna anche così; da Quotidiano.net; il resto dell’articolo è ancora peggio……
—Oggi è il 25 aprile, giorno di festa nazionale in cui si celebra l’anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo per ricordare quel momento storico in cui le truppe alleate anglo-americane, con il fondamentale contributo della Resistenza partigiana riuscirono ad allontanare dal nostro Paese le forze di occupazione naziste e a rovesciare il governo fascista della Repubblica Sociale italiana, mettendo fine a venti anni di dittatura e cinque di guerra. E’ una data fondamentale nella storia della Repubblica italiana e ha un doppio significato simbolico: la vittoria militare degli alleati nella seconda guerra mondiale e la vittoria della Resistenza militare e politica dei partigiani nella guerra civile contro il fascismo. Eccetera eccetera.

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apr 26 2018

oggi a iori, domani a te 25 04 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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apr 24 2018

la legge del più forte-ottocentocinquantotto 24 04 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – OTTOCENTOCINQUANTOTTO
Eventuali nuove leggi sul processo penale come le grida manzoniane; puoi votarne 100, circostanziate da spiare ogni singolo atto del giudice, poi chi controlla le applichi davvero? Dal mio libretto sul caso Iori, la Corte d’Appello convalida le “prove” raggiunte in primo grado, la Cassazione si adegua!
—E il resto delle 21 pagine conferma cos’hanno in mano i giudici, che ripetono: Claudia Ornesi non può aver dato le pastiglie alla piccola Livia “tenuto conto che sul tavolo del soggiorno cucina, come pure in ogni altra parte dell’appartamento, non è stato ritrovato alcun bicchiere o tazza o biberon per ingoiare con qualche liquido quell’elevato numero di pasticche intere”. Sempre sottinteso: Maurizio Iori è l’assassino scemo; lascia sul tavolo i blister delle pastiglie, dà le gocce, e per esser certo di farsi notare quando esce, e scoprire il giorno dopo quando gli attenti investigatori notano la mancanza, mette in un sacco tutti i bicchieri tazze biberon e li porta via! Naturalmente, tanto per sottolineare ancora una volta come si son fatti sti processi, non risulta da alcun atto processuale che in casa mancassero i bicchieri eccetera, come del resto è logico, essendo abitata da due anni. Ma è la stessa “logica”, che poi si riduce al “è così perché lo dico io”, che fa scrivere alla Corte, che Iori, per dio sa quale motivo, avesse portato via i resti della cena, per nasconderla; come non fosse normale che almeno madre e figlia avessero cenato: “E’ da sottolineare la quasi totale assenza di residui di cibo, nonché di involucri di essi, in tutto l’appartamento eccetera”, per poi ricordare in nota 18, in fondo alla pagina: “si nota che all’interno della pattumiera posta sotto il lavello di destra vi sono soltanto due piccoli fogli di carta accartocciati quasi del tutto puliti, mentre all’interno della pattumiera posta sotto il lavello di sinistra vi è un involucro di plastica accartocciato, e rimasugli di pane e salumi all’interno della pattumiera destinata a raccogliere l’umido.” Tirando le somme, confortate anche dalle deposizioni dei parenti Ornesi che dicono sempre la verità, la bimba ha mangiato pane riso prosciutto, Maurizio e Claudia il sushi: cosa pretendeva di trovare, la Corte, la carcassa di un cinghiale? E adesso che abbiamo letto come la Corte d’Appello “dimostra” che sia stato Iori a rifilare lo Xanax alle “vittime”, confrontiamo la “dimostrazione” col principio ricordato dalla Cassazione in testa al capitolo: “la sentenza impugnata ha coerentemente proceduto a verificare l’intrinseca capacità dimostrativa, per quanto probabilistica, di ogni singolo elemento di prova indiziaria acquisito a carico dell’imputato”

Cremona 24 04 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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apr 24 2018

la quintessenza-cinquecentotrentadue 24 04 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTO32 Li lascio riposare i signori del Sistema Cremona che occupano la Fiera; a turbare i loro sonni, ci penserà il Cilecca col consiglio comunale del 26; l’assemblea straordinaria della Fiera del 27; i sonni, sia chiaro, di chi modifica lo statuto e prega intervenga un cavaliere bianco a salvar capra e cavoli, ma si rende conto di cosa sta facendo; quindi non i Bozzini Giovanni che mettono il rituale “mi piace” facebook sotto il racconto che facciamo io e Indiana delle loro imprese. Ora la consueta risata sulle prodezze della Libera, è di turno l’ex commissario Boselli Antonio, che il 20 aprile piange sulla Provincia fin che c’è: capitan Voltini l’ha scippato ancora una volta sui delegati Aral; ecco la risposta:
—Mauro Berticelli, Fabrizio Bocchi, Franco Cavalli, Lorenzo Chiozzi, Emma Ghidoni, Raffaele Leni, Enrico Locatelli, Riccardo Lucini Paioni e Pietro Manfredi. Sono tutti Coldiretti i nove delegati eletti nel corso dell’assemblea parziale di Cremona dell’Associazione Regionale Allevatori della Lombardia (Aral). I delegati faranno parte dell’assemblea generale di Aral, fissata per il 29 maggio a Crema e che approverà il bilancio 2017 ed il completamento del progetto di riorganizzazione con l’incorporazione delle Apa di Mantova e Sondrio. L’assemblea parziale Aral della provincia di Cremona si è svolta nella serata di lunedì 16 aprile, presso la sede dell’Anafi di Cremona, in via Bergamo. Diciotto erano i candidati in lista per nove posti. La metà delle candidature espresse dalla Coldiretti, l’altra metà indicate dalla Libera Agricoltori. Dopo aver appreso il risultato, il presidente di Confagricoltura Lombardia ha gridato allo scandalo – in un’intervista su La Provincia – denunciando la violazione dei principi-base della democrazia e chiamando la politica ad intervenire. “Io raccomanderei invece ai politici di non intervenire sulla questione – commenta il direttore di Coldiretti Mauro Donda – così da evitare brutte figure per sé, ma soprattutto per il presidente Boselli. L’assemblea del 16 aprile, infatti, non ha messo in votazione due liste contrapposte, ma diciotto candidati riportati in ordine alfabetico su un’unica lista. Alcuni rappresentavano Coldiretti, altri la Libera. Sono stati eletti i nove che hanno ottenuto più preferenze, proprio in ossequio ai principi-base della democrazia invocati dal presidente di Confagricoltura Lombardia. Certamente, da parte di Boselli, si tratta di un equivoco frutto di buonafede, – conclude Donda – causato dall’informazione sbagliata che la Libera di Cremona ha trasmesso a Milano. La verità è un’altra: vista la nutrita presenza in sala di soci Libera, è chiaro che molti di questi hanno votato i candidati proposti da Coldiretti ”—
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