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ott 20 2017

la legge del più forte-seicentosettantatre 20 10 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SEICENTOSETTANTATRE Dal Dubbio on line; i politici, da un po’ di tempo, un primo passo avanti l’han fatto: certi giudici la devono smettere di rovinare la vita e la carriera dei colleghi; poi speriamo arrivino anche a noi cittadini comuni, che non si abbia la vita rovinata da processi alla sfera di cristallo, come successo a Maurizio Iori! —Il richiamo di Pignatone sulle iscrizioni nel registro degli indagati? «Condivisibile. La legge è chiara: non possono esserci automatismi tra la ricezione di una notizia di reato e l’iscrizione del presunto responsabile. È il pm che valuta se le accuse contenute in un esposto trovano riscontro in altri elementi. Il procuratore di Roma, con la sua circolare, lo ha confermato». Anche il Movimento cinquestelle si schiera con la svolta che rischia di far saltare il circo mediatico- giudiziario. Lo fa per voce del capogruppo in commissione Giustizia alla Camera, Vittorio Ferraresi, che in un’intervista al Dubbio dice: «Vedo tanti esposti fatti da esponenti del Pd con il chiaro obiettivo di colpire il nemico. Non è possibile: dopo aver lasciato danni come a Torino, hanno fatto in modo che si avviassero indagini contro gli amministratori del Movimento. Indagini indirettamente create da loro».
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ott 20 2017

la quintessenza della cremonesità-trecento quarantasei 20 10 2017

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – TRECENTOQUARANTASEI
La parola a capitan Voltini è il pezzo che ho appena pubblicato; adesso la parola ai signori della Libera, ispirati dai due grandi comunicatori: Zanolli Pennadoro Vittoriano e Bonacini Ildebrando, cicciobello per amici e nemici. Due “prototipi” più che significativi, dopo settimane che lo scrivo, finalmente la newsletter 38/2017 si decide a confermare: Paolo Zoni è il nuovo direttore della Libera, sempre nel frattempo non cambi parere:
–Paolo Zoni è il nuovo direttore della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi. Zoni nato nel 1970, coniugato con due figli, è laureato in Scienze agrarie e forestali a Firenze, ed è membro del Consiglio dell’ordine dei dottori agronomi della provincia di Parma. Attualmente lavora per il Settore agricoltura della Regione Emilia Romagna nella sede di Parma occupandosi di Servizio Territoriale Agricoltura, Caccia e Pesca. In precedenza ha avuto diverse esperienze professionali anche di carattere sindacale. La decisione è stata presa dal Consiglio generale della Libera nella seduta di venerdì scorso e perfezionata successivamente. Il dottor Paolo Zoni prenderà servizio in Libera a partire dal mese di novembre p.v.–
Tanti sinceri auguri a lui, l’ennesima lezione che si danno sulle parti basse i vari non c’è: continuate a nascondere le notizie, vere, che io scrivo, la naturale conseguenza è che i soci leggano e credano a me!
Sempre sul sito Libera, un capolavoro, di quelli che non riescono spesso, insomma: pesci vivi serviti in tavola a voluttà, a temperatura ambiente, anche la voluttà! E’, in parole povere, un attacco in piena regola a capitan Voltini e alle sue armate, che a Cremona arrivano sempre primi; manca, tra l’elenco dei difetti del capitano, l’avere pochi capelli e una statura fisica non eccelsa; quella intellettuale si guardano bene dall’attaccarla, i Liberi, ma temo per un motivo semplicissimo: non sono in grado di accorgersene.
Comunque, stando alla loro descrizione, capitan Voltini è un satrapo senza ritegno: gioca sempre per vincere e conta bene i soldi, quando amministra quelli degli altri; son tre anni che il Consorzio Agrario non si presenta alla Fiera del bovino da latte, fin che il Sistema Cremona non decide di chiedergli un affitto in linea col mercato; ben più generoso il presidente di prima, della più pura espressione Libera, che non solo pagava alla Fiera quel che gli chiedevano, ma faceva sconti a tutti gli amici degli amici, prestava trattori in prova da sei mesi in su, ed è proprio per quello che aveva bilanci che somigliano tanto alla Fiera di oggi, alla ricerca disperata di finanziatori, discreti però: mettano i soldi ma non il naso.
Ma non voglio togliere a nessuno il piacere di scoprire le gemme da solo, il titolo del pezzo campeggia con un più che significativo:
–Coldiretti, Aia e consorzio Agrario senza ritegno–
Buone risate!

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ott 20 2017

la parola a capitan voltini 20 10 2017

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LA PAROLA A CAPITAN VOLTINI
Però se preferite la rigenerazione, il rinascimento, il dialogo costruttivo, compreso quello alle spalle, godere il caffè in piazza con Pivantonio o il compagno Pizzetti, col Cilecca no, sarebbe un caffè troppo lungo, eccetera, cioè tutto quello che ha portato allo splendido isolamento di Cremona, lasciate perdere capitan Voltini, che legge solo i fatti……
——Non vorrei annoiare i nostri Soci, tornando per la terza volta in sei mesi sull’argomento “Sistema Cremona”. Lo faccio, però, solo per offrire un contributo di chiarezza su un tema delicato ed importante, sul quale ogni giorno leggo delle notizie e sento considerazioni non-vere, prive di fondamento, spesso strumentalizzate ad arte solo per gettare discredito sulla nostra Organizzazione.
Coldiretti è isolata?
Siamo costantemente accusati di essere isolati, di giocare partite distruttive, di puntare al disfacimento dei gioielli che in passato hanno portato l’agricoltura di Cremona alla ribalta mondiale.
Niente di più falso! Coldiretti gode oggi di una reputazione e di un consenso (sociale, politico, istituzionale) senza precedenti. Prova ne sia anche l’ultimo evento che abbiamo organizzato a Milano a fine settembre. Oltre 700mila persone hanno affollato il Villaggio Coldiretti toccando con mano ed apprezzando le mille sfaccettature del modello di agricoltura che da anni stiamo proponendo. Ai nostri convegni e workshop hanno partecipato decine di migliaia di agricoltori e sul palco sedevano Ministri, scienziati, manager ed imprenditori che si sono confrontati con i Dirigenti di Coldiretti sui temi di più stretta attualità per il settore agricolo. I più importanti gruppi e marchi dell’agroalimentare, del credito e del settore assicurativo hanno chiesto di diventare partner dell’iniziativa, sponsorizzando l’evento. Credo che questi fatti significhino una cosa sola: la Nuova Coldiretti – di cui Coldiretti Cremona è orgogliosamente parte integrante – è autorevole, credibile e con una capacità relazionale ed un peso politico unici, non solo nel panorama agricolo.
D’altra parte, proprio chi ci accusa di isolamento sembra vittima di una visiona miope e localistica che non gli consente di uscire, nemmeno con lo sguardo, dai confini provinciali.
Coldiretti forza distruttrice?
Ma entriamo nel merito facendo parlare i fatti. Da mesi e mesi continuano le lagnanze di buona parte dei protagonisti del cosiddetto “sistema Cremona” nei confronti di Coldiretti e del suo presidente, unici responsabili delle difficoltà e dei disastri che si stanno abbattendo su APA, su CremonaFiere e quant’altro. Coldiretti è “un vento distruttore”, hanno detto e scritto, senza però aver mai dato conto del nostro vero pensiero.
A fronte di queste critiche, la prima domanda che si pone l’uomo della strada è la seguente: perché mai Coldiretti dovrebbe distruggere ciò che funziona benissimo? A che scopo? Si tratta di autolesionismo, di invidia, o cos’altro?
A queste domande rispondiamo con due semplici considerazioni. La prima cosa da dire è la seguente: se gli enti di cui parliamo fossero andati benissimo, se non ci fossero stati dei problemi seri, probabilmente nessuno si sarebbe posto il problema di criticare o di intervenire in maniera così decisa.
La seconda risposta, forse la più importante, è che le azioni ed i progetti di Coldiretti partono dalla tutela dei propri associati ma sono sempre finalizzati al bene delle persone e dei territori. Correggere le storture ed intervenire sui problemi che evidenziamo da tempo non è uno sfizio personale ma una necessità per avviare una nuova stagione ed invertire una rotta, per la realtà cremonese e per il bene di tutti.
Sul Consorzio Agrario parlano i fatti
Nel Consorzio Agrario di Cremona è stato necessario cambiare il timoniere e la governance, come si dice in questi casi, per invertire il preoccupante trend negativo nei servizi, nelle vendite e nei bilanci. Oggi i risultati dimostrano che l’iniziativa di Coldiretti è stata decisamente salutare. Il Consorzio Agrario ha ripreso a correre, con utili e fatturato in crescita ed è anche ritornato ad essere protagonista nei progetti di rilancio della rete nazionale dei consorzi agrari. Tutto questo nonostante qualcuno continui a lavorare per dissuadere gli agricoltori dall’acquistare beni e servizi presso il Consorzio Agrario di Cremona. I danni provocati da questo tentativo di sabotaggio – abbondantemente compensati dalle migliori performance – li misuriamo puntualmente da quando il Consorzio non è più in mano alla Libera.
Ancora sull’APA di Cremona
Sull’APA si è già detto fin troppo. A fronte del taglio delle risorse pubbliche destinate al sistema-allevatori (ndr: meno 80% in cinque anni!), un progetto di riorganizzazione dell’AIA e delle APA era inevitabile ed urgente, se si voleva salvare il sistema. Confagricoltura si è defilata uscendo da AIA mentre Coldiretti si è fatta carico del problema. Tutto qui. L’APA di Cremona non è sfuggita alle conseguenze della spending review ed ha chiuso sei bilanci di fila in perdita, con una progressione esponenziale che ha dilapidato 1 milione e 433mila euro. Ma i soliti noti non hanno mai voluto né saputo affrontare i problemi e si sono limitati a dire che andava tutto benissimo fino allo scorso aprile. Poi è arrivata Coldiretti e tutti i guai sono colpa di Paolo Voltini. Lascio a voi le considerazioni!
Parliamo un po’ di Cremonafiere
Ma veniamo alle più recenti vicende di CremonaFiere. Anche qui, a detta dei soliti noti del Sistema Cremona, le cose vanno benissimo, con la Fiera del Bovino che traina l’ente prospettando un’edizione 2017 da record. La verità, anche in questo caso, è un’altra: le difficoltà sono serie ed è necessario metter mano ai problemi prima che questi diventino irrisolvibili.
Anche in questo caso è stato sufficiente che Coldiretti dicesse la verità per provocare l’indignazione di tutto il Sistema Cremona.
Coldiretti Cremona ed il suo presidente non si sottraggono alla propria responsabilità. Anzi, è proprio perché siamo consapevoli e responsabili che desideriamo contribuire alla soluzione dei problemi. Siamo sempre disponibili al confronto ed alla collaborazione e lo abbiamo detto anche a molti dei soci di CremonaFiere, pubblici e privati. A tutti abbiamo chiesto poche cose, ma essenziali:
il controllo e la verifica da parte di un soggetto terzo e indipendente, sia della reale situazione economica e finanziaria dell’ente, dei rischi reali e potenziali, ma soprattutto delle effettive potenzialità di rilancio di CremonaFiere. E’ indispensabile disporre di una diagnosi esatta, prima di prescrivere una qualunque medicina!
la predisposizione di un serio e adeguato progetto di rilancio di CremonaFiere, che nasca anche dal confronto con soggetti terzi ed indipendenti. In pratica: è disposto il “Sistema Cremona” a confrontarsi anche con qualcuno, al di fuori del solito giro, che – senza condizionamenti e senza le lenti deformate del localismo – possa offrirci delle valutazioni serie sulle possibilità di successo di un progetto di rilancio?
la verifica della fattibilità tecnica ma soprattutto economica del progetto. Sarebbe impossibile trovare risorse sufficienti per una ricapitalizzazione, senza proporre una strategia ed un progetto credibile;
cambiare il management e la governance della Fiera. E’ chiaro che un nuovo progetto – fondato su nuove basi e con nuove modalità di gestione e collaborazione – si può fare solo con uomini nuovi. Riciclando Riccardo Crotti (ultimo candidato in circolazione per la presidenza di CremonaFiere) garantiremo lo status quo ma non salveremo certamente la Fiera.
E questo, forse, è il principale problema per molti tra coloro che rappresentano il Sistema Cremona. Di lasciare la sedia non ci pensano minimamente. Peccato non si rendano bene conto che questa sedia non è appoggiata sul cemento armato ma su un vetro fragile e sottile.
I prossimi mesi saranno decisivi per alcuni di questi enti, in primis per CremonaFiere che si trova davanti ad un bivio: andare avanti cercando i soldi per ricapitalizzare e tappare le falle? Oppure ripartire da un nuovo progetto, credibile e partecipato, capace di inaugurare una nuova stagione con risultati davvero diversi rispetto alle delusioni di questi ultimi anni?
Per Coldiretti la risposta è una sola!

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ott 20 2017

don ottorino in burqa 20 10 2017

DON OTTORINO IN BURQA Da OglioPoNews; finalmente le Autorità si accorgono che il delitto può nascere ben fuori dalle moschee! —La presenza di una pattuglia dei carabinieri di Casalmaggiore davanti alla casa parrocchiale di Vicomoscano non è esattamente una scena consueta per la recita di un Rosario. E per qualcuno è stata persino esagerata. Fatto sta che i due militari non sono comunque dovuti intervenire perché tutto si è svolto con tranquillità, come giusto che fosse. Era pur sempre un momento di preghiera e non un convegno o un dibattito politico…… il “Rosario della discordia”, indetto da don Ottorino Baronio, come recitava il manifesto, poi rimosso, “per chiedere alla Madonna (nella fattispecie quella di Fatima, ndr) di difendere il Cristianesimo da ogni attacco relativismo e materialista e dall’Islamismo” si è svolto in modo lineare e senza “sobbalzi”, venerdì nel tardo pomeriggio….
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ott 20 2017

al di qua del bene e del male 20 10 2017

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AL DI QUA DEL BENE E DEL MALE
Per adesso sono al di qua, e con la ferma intenzione di restarci un pezzo; e stavolta con l’aiuto dei medici; l’autodiagnosi che ho praticato tutta la vita, con successo, grazie soprattutto al non essermi mai ammalato seriamente, oggi ha fatto cilecca, perché la malattia a volte è più falsa di un comunista o di uno juventino; dopo diciotto anni dall’ultima, pochi giorni fa i sintomi dell’influenza han coperto quelli dell’infarto, che non hanno avuto nemmeno il coraggio di presentarsi col loro nome e cognome: febbre, nausea, debolezza. Per cui mi son curato telefonando al medico: tachipirina o altro? Fin che il medico, un caro amico cui devo la vita, si è introdotto in casa e m’ha portato al Pronto soccorso, e in Cardiologia m’han sturato la coronaria di destra chiusa al 100%, poi la sinistra al 70; in quelle condizioni da otto giorni. Come obbligo di legge, prima dell’intervento m’han chiesto la firma; ci ho pensato un attimo, poi ho risposto sì, purché l’operazione evitasse di farmi divenire juventino, astemio e comunista.
Sette giorni; non fossero le circostanze, avrei scambiato Cardiologia dell’Ospedale di Cremona per un ottimo albergo; dal primario all’ultimo inserviente una gara di affetto e cortesia; il cibo, compatibilmente per una cucina che prepara migliaia di piatti al giorno, più che decoroso.

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ott 20 2017

oggi a iori, domani a te 20 10 2017

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni. Se anche voi, cari lettori, siete convinti che quel modo di far processi non riguardi solo il povero Iori, ma possa da un momento all’altro toccare noi, guardatela, diffondetela; il titolo che le han dato è:
-Il caso Iori: ergastolo con la sfera di cristallo?

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ott 12 2017

la legge del più forte-seicentosettantadue 12 10 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SEICENTOSETTANTADUE Dall’Opinione delle Libertà on line; siamo sempre alle solite, i presidenti della Repubblica alzano la voce se i giudici mancano di rispetto a loro; Napolitano s’era perfino rivolto alla Corte Costituzionale per non esser chiamato a deporre come teste! Però stavolta, alla fine dell’articolo, il ricordo di noi cittadini, che non vorremmo mai esser processati alla Iori!
—Condivisibile e significativo il richiamo dell’inquilino del Quirinale alla magistratura, anche perché Sergio Mattarella oltreché dello Stato è anche il capo del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm). Volendo però approfondire il tema riscontriamo che negli ultimi venticinque anni di ammonimenti, anche molto più forti, ve ne sono stati. Basterebbe pensare a quello di Francesco Cossiga, che minacciò l’intervento dei carabinieri se il Csm si fosse riunito senza la sua approvazione. Addirittura Oscar Luigi Scalfaro a reti unificate nel messaggio di fine anno strillò il suo “non ci sto” verso i magistrati all’epoca di Tangentopoli. Dunque la storia è ricca d’interventi dei capi dello Stato nei confronti dei rappresentanti dell’ordine giudiziario, eppure nulla è cambiato e si vede. Va da sé supporre che se tanto è stato necessario nel tempo qualcosa di poco normale si sia verificato nell’essere e nell’apparire della magistratura. A questo punto la domanda è d’obbligo: Perché tante reprimende e nessuna riforma? Perché la politica non riesce a procedere con una riscrittura costituzionale dell’ordinamento giudiziario? In fondo delle due l’una, o si spera che con una semplice tiratina di orecchie tutto migliori, oppure il parlamento è subordinato al punto tale da non riuscire a riformare la giustizia. Ora escludendo la seconda ipotesi per ovvie ragioni e preso atto che serva di più per migliorare le cose, la strada di una riforma è ineludibile. Separazione delle carriere, obbligatorietà dell’azione penale, Csm, così come formazione, mezzi, organico e quant’altro, non possono più essere trasferiti al dopo. Del resto, il fatto stesso che dai sondaggi sia pericolosamente in aumento la sfiducia dei cittadini nei riguardi dei magistrati la dice lunga sulla necessità d’interventi. Qui non si tratta solo di apparenze e dunque di sovraesposizioni mediatiche o tendenze alla passerella, si tratta che oramai la gente vede la giustizia più vicina ai colpevoli che alle vittime. Per non parlare della certezza della pena, dell’interpretazione del diritto e di una sempre più evidente sorta di arbitrio personale nella conduzione delle indagini e nei procedimenti. Per questo mentre ringraziamo il capo dello Stato per la sua preziosa vigilanza, invitiamo il Parlamento a prendere perentoriamente atto di una realtà non più procrastinabile.
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ott 12 2017

la quintessenza della cremonesità-trecentoquarantacinque 12 10 2017

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – TRECENTO45
–Positiva la riapertura di una nuova attività alberghiera all’ex Ibis, come positive sono le recenti aperture di nuove attività destinate al turismo. Ben venga chi decide di investire in città accettando la concorrenza e rifiutando vecchi approcci corporativi– Anche se è uno dei moderati, Andrea Virgilio su facebook, c’è tutta la supponenza della Giunta Cilecca: se Cremona langue nemmeno un concorso di colpa di chi sostiene il Sistema; la colpa è solo e tutta degli altri, e per fortuna stavolta capitan Voltini con gli alberghi non c’entra! Dalla Gazzetta di Mantova: —L’Associazione Mantovana Allevatori ha avviato ieri le procedure di licenziamento collettivo per 7 dipendenti, ai quali si aggiungono altre tre procedure individuali. L’avviso è stato dato ai sindacati che avvieranno da subito trattative.
Purtroppo era un po’ che dovevamo prendere questa decisione – spiega il presidente dell’Associazione mantovana allevatori Roberto Chizzoni – il settore della consulenza era purtroppo in perdita da tempo e questo con il tempo rischiava di creare un appesantimento rischioso del bilancio. Abbiamo dovuto sacrificare questi posti di lavoro per salvare gli altri 50 ed oltre. Purtroppo anche i contributi che arrivavano dallo Stato si sono ridotti mediamente del 10% l’anno e questo non ci ha lasciato molti margini di manovra— A Mantova il Sistema funziona meglio che da noi, non aspettano il commissario: fanno i conti e decidono, sulle loro spalle, non della comunità. A Cremona l’unico a scrivere che Mondo Musica è stato il solito mezzo fallimento son stato io; non che abbia informazioni riservate, basta leggere internet. L’unico a scriverne; a parlarne, tanto, i big che reggono il Sistema che però non colgono il motivo che han sotto gli occhi: il Sistema deve cambiare. Patetica la mail inviata a chi volesse partecipare alle Fiere Zootecniche, dal 25 al 28 ottobre: se uno paga subito on line evita le immaginabili code agli sportelli e ha uno sconto del 50% sul biglietto, per godere l’unica fiera zootecnica internazionale in Italia e una delle più importanti al mondo, dove si presenteranno delegazioni di ben 16 Paesi sui 200 che siamo; tanto valeva togliersi il berretto e chiedere una mano! Nuovi direttori Libera; mi danno una spiegazione che può stare, per quello del Quarto Lato: lo pagano una mancetta perché assunto part time, su proposta di Bucci Sergio, che continuerebbe part time anche lui, a evitare gli rodano la pensione; il Pennadoro resiste con tutte le sue forze, di andarsene con pensione e collaborazioni, che alla fine gli darebbero gli stessi soldi, non ne vuol sapere; lo vedono cupo, in redazione, nonostante l’appoggio di Pivantonio; capisco sia dura la rinuncia ad ammaestrare le genti ogni domenica, dal Punto; il timore che i lettori dimentichino i suoi incisi più famosi alla: “Violini e vacche sono gli elementi che maggiormente caratterizzano la città del Torrazzo, qualificandola nel mondo” è comprensibile…..
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ott 12 2017

coldiretti e gli altri 12 11 2017

COLDIRETTI E GLI ALTRI Stamattina ho ricevuto due mail; ecco i berretti gialli:
—G7: Il cibo non è una merce. Mercato contadino e summit su sovranità alimentare. Per far conoscere i volti, il lavoro, le difficoltà, le speranze, i territori e le tradizioni che stanno dietro al cibo che al centro dei lavori del G7 agricolo si apre domani Venerdi 13 Ottobre dalle ore 10,00 nel cuore della città di Bergamo, zona Sentierone, il mercato contadino di Campagna Amica per tre giorni con uno spazio specifico dedicato anche agli agricoltori provenienti dalle zone terremotate che porteranno i primo raccolti dopo il sisma perché acquistare i loro prodotti significa sostenere concretamente e direttamente la ripresa economica ed occupazionale dei territori messi in ginocchio dal terremoto. Il valore del cibo nei negoziati commerciali e nelle politiche agricole regionali, il ruolo dell’agricoltura per l’alimentazione, l’ambiente e la sicurezza alimentare sono al centro dell’incontro eccetera eccetera— Nulla di nuovo, è la battaglia che Coldiretti segue da molti anni: il reddito dell’agricoltore va difeso, altrimenti chiude, ma dal punto di vista della società è molto più importante che il cibo sia certificato e sano: le sorprese sono lì, non aspettano che d’essere colte. La seconda mail dalla nota casa Olio Carli, di Imperia, patria dell’olio da oliva taggiasca; ricordo ancora il mio primo maestro Mandino Cane di Dolceacqua: per essere un olio industriale è buono; Daniele Martini, di Ceriana, agricoltore e giramondo: non è vero che Spagna Tunisia eccetera non abbiano oli buoni, basta volerli fare. Ma ciò che mi indigna è il contenuto della mail, fatto per spostare l’attenzione degli inesperti; e inizia dal prezzo, 4,99 il litro: nessun olio dell’imperiese, dove l’Agricoltura è a mano, può essere venduto a quel prezzo. Ma la mail si guarda bene dal dire che sia olio dell’imperiese, si limita a che lo creda, da solo, il cliente: —Offerta valida fino al 12/11/2017 nel limite dello stock disponibile. L’offerta prevede 6 bottiglie da un litro di Olio Extra Vergine di Oliva Delicato Carli, totale 6 litri, € 4,99 al litro, e l’omaggio indicato sopra…… Per regalare un tocco mediterraneo alla tua tavola e un olio servito sempre ad arte…. Approfitta di questa occasione per scoprire, ad un prezzo speciale, la bontà del nostro Olio Extra Vergine di Oliva, prodotto con passione da oltre 100 anni e consegnato al tuo domicilio dalle nostre mani….. Il viaggio più speciale: da Imperia a casa tua— Tocco mediterraneo; da Imperia a casa tua; da WikipediA: “Nel 2016, come dichiarato in etichetta, delle otto varianti di olio vendute, solo una può fregiarsi della denominazione di origine controllata D.O.C., in quanto tutte le altre vengono prodotte mediante miscelazione di oli ottenuti da raccolti di olive non italiane” Ha scritto qualcosa di falso nella mail la Olio Carli? Assolutamente no, e ripeto l’insegnamento del maestro Mandino Cane: “per essere un olio industriale è buono” Però io concludo con un: “mai Coldiretti scriverebbe in questo modo!”
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ott 12 2017

stupirsi semmai del contrario 12 10 2017

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STUPIRSI SEMMAI DEL CONTRARIO, che due soggetti così, tra alti e bassi, convivano da 50 anni; è l’Ansa a scrivere che i Clinton potrebbero separarsi: -Hillary e Bill Clinton, la coppia scoppia?- —Battibeccano, bisticciano, si azzuffano sul titolo del libro (‘What Happaned’ – ‘Cosa è successo’) e il volume finisce nel cestino. Accade a ‘Casa Clinton’. O almeno così riferiscono alcune indiscrezioni pubblicate dal ‘Page Six’ del New York Post, in cui si raccontano tensioni coniugali fra l’ex presidente Bill Clinton e l’ex candidata per la Casa Bianca Hillary: lui ha criticato alcuni punti del volume in uscita nei quali lei dà la sua versione di ‘cosa è successo’, appunto, nei mesi cruciali della campagna elettorale per la presidenza Usa sfociata nella dura sconfitta inflittale da Donald Trump……… Così la lite di questa estate – quella culminata con il manoscritto nel cestino – sembra aver lasciato il segno tra moglie e marito, che non si parlerebbero da mesi e comunicherebbero attraverso amici e avvocati.
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