Archive for the 'barzellette' Category

lug 22 2018

la valle dell’eden 22 07 2018

LA VALLE DELL’EDEN Per essere esistita, è esistita, anche se pochi sanno con precisione dove. Tajani Antonio sembra saperlo, e la indica al Giornale; tonnellate di mele lo aspettano, con un solo desiderio: essere coinvolte!
—Il rilancio di Fi partirà da un coinvolgimento di una base larga sul territorio e appunto delle liste civiche. Quello che vogliamo, e Berlusconi l’ha detto più volte, è occupare il grande spazio dei moderati che hanno perso un punto di riferimento e aggregare sulla base dei nostri valori. È uno spazio enorme di consensi, che va dal mondo della piccola e media impresa a quello del volontariato. Vogliamo puntare sui giovani, che non hanno più referenti e sull’Italia che produce e crea occupazione. Questo governo si spartisce le poltrone, secondo i peggiori riti della Prima Repubblica: sapremo chi va alla Cdp e chi va alle Ferrovie, ma vorremmo sapere dove va un giovane disoccupato per trovare lavoro».
Ceriana 22 07 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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lug 22 2018

no pecorino sì frocio 22 07 2018

NO PECORINO SI’ FROCIO
E’ lo scandalo del giorno, montato da Repubblica, tanto per cambiare: due maschietti al ristorante, avran pur fatto qualcosa per esser riconosciuti, che so, guardarsi a lungo e intensamente negli occhi, svillaneggiati dal cameriere; subito “dimesso”; episodio che ha suggerito una buona idea a Matteo Salvini, per non essere insultato dai lettori di Repubblica: “io politico? vi sbagliate, io lo prendo nel culo!”

Ceriana 22 07 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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lug 21 2018

le ragioni del femminicidio 21 07 2018

LE RAGIONI DEL FEMMINICIDIO
Le spiega bene e in fretta il titolo di Repubblica:
–Il matrimonio rende felici? Solo dopo 20 anni–

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lug 21 2018

autonomia e indipendenza della magistratura 21 07 2018

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AUTONOMIA E INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA
Dal sito dell’Associazione:
—”Blocchi la riforma delle intercettazioni che non raggiunge lo scopo di evitare la pubblicazione di intercettazioni sensibili ma creerà distorsioni e danni per le indagini e il diritto di difesa. Solo lei può intervenire per evitare ulteriori salti mortali organizzativi”. Così il presidente dell’Anm, Francesco Minisci, si è rivolto al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ad un convegno del Csm. Il provvedimento di riforma delle intercettazioni “verrà senz’altro bloccato”. Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha risposto all’Anm, sulla misura che entrerebbe in vigore il 12 luglio—
Autonomia e indipendenza della magistratura, come s’è letto, devono essere assicurate, perché la democrazia prosperi; e a ciascuno il proprio compito, come Minisci spiega, questa volta al Giornale di Sicilia:
—Non voglio entrare nelle motivazioni dei giudici, ma una cosa è certa: la strage di via D’Amelio, come quella di Capaci, rappresenta una delle pagine più buie della storia repubblicana, e se ci sono ancora dei lati oscuri, allora deve essere fatta chiarezza a tutti i livelli, a maggior ragione se dietro queste zone d’ombra ci sono stati pezzi dello Stato—
Dopo quattro processi Borsellino e un trattativa Stato/mafia tanti italiani vorrebbero sapere a chi tocca fare chiarezza…………

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lug 21 2018

polemica raffinata 21 07 2018

POLEMICA RAFFINATA
D’altronde, se il modello dev’essere Repubblica, Il Giornale “deve” i titoli:
–Di Maio cerca il suo capo staff: è già pronto il suo amico barista.
De Falco, nullatenente e compaesano del vice premier, verso Palazzo Chigi.
I due si conoscono dal liceo–
Più che Di Maio e De Falco, Il Giornale presenta se stesso; particolare il “nullatenente”, che non si legge da anni.

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lug 19 2018

la legge del pù forte-novecentoquarantuno 18 07 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – NOVECENTOQUARANTUNO Che dire? L’insetto strumento, dire arma non è possibile per l’evidente contraddizione in termini, di un omicidio colposo; se i vecchi studi non mi giocano un brutto scherzo, i filosofi della Scolastica sostenevano Dio tutto può tranne l’illogico; magari avevano ragione, ma soprattutto non riuscivano a valutare nel giusto merito processi e sentenze del dopo Mani Pulite; da Repubblica. —Il dipendente muore per shock anafilattico, punto da un insetto, il datore di lavoro viene condannato per omicidio colposo a un anno di carcere, con sospensione condizionale della pena. La sentenza è stata pronunciata questa mattina in tribunale a Ivrea dal giudice monocratico Ludovico Morello che ha accolto la tesi dell’accusa -sostenuta dal pm Giuseppe Drammis – che ha chiesto di considerare la morte dell’operaio come un incidente sul lavoro di cui il titolare dell’azienda, un imprenditore italiano di 46 anni, di Monteu Roero dovesse essere ritenuto responsabile.
Davide Zangara, 44 anni, di Gassino Torinese, un pomeriggio di giugno di 4 anni fa stava cambiando le lampadine dell’illuminazione pubblica a Brozolo quando è stato punto da un insetto, probabilmente una vespa o forse un calabrone. Non sapeva di essere allergico e quando fu punto riuscì a scendere dal lampione su cui era al lavoro e a mettersi alla guida del suo furgone. Non riuscì ad allontanarsi di molto e fu trovato qualche ora dopo da un uomo a cui Zangara aveva chiesto un’indicazione nel tentativo di raggiungere il paese. Il pm aveva chiesto due anni di condanna ritenendo che il titolare dell’azienda per cui Zangara lavorava non aveva calcolato tra i rischi anche quello che ha causato la morte del suo dipendente. Secondo l’accusa, a cui il giudice ha dato ragione, il datore di lavoro, difeso dagli avvocati Valentina Sandroni e Stefano Campanello, avrebbe dovuto prevedere che il suo dipendente che lavorava all’aria aperta potesse incorrere nella puntura di un insetto e correre ai ripari, ad esempio con un abbigliamento adeguato oppure prevedendo che i dipendenti viaggiassero sempre in coppia, “cosa che il disciplinare aziendale prevedeva”, precisa l’avvocato Campanello che annuncia ricorso in appello. “Noi abbiamo sempre rigettato l’ipotesi che si possa parlare di incidente sul lavoro – dice – E’ stata una tragica fatalità ma non un rischio che il nostro cliente avrebbe potuto prevedere anche perché non sapeva che il suo dipendente fosse allergico. Il medico legale ha stabilito, inoltre, che era passato pochissimo tempo dal momento della puntura a quello della morte e non sarebbe stato possibile un soccorso efficace”.
La famiglia di Zangara, che lascia una moglie e due figli, si è costituita parte civile assistita da un collegio composto dagli avvocati Luigi Chiappero, Paola Giusti e Maria Turco. I familiari sono stati risarciti già nel corso del processo.
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lug 19 2018

sion inter 2 a 0 18 07 2018

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SION INTER 2 a 0
Perso anche lo scudetto di luglio………………..

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lug 19 2018

salvini ha ragione 18 07 2018

SALVINI HA RAGIONE Sembra scriverlo, alla sua maniera, Mauro Mellini su L’Opinione delle Libertà!
—Trentacinque arresti per associazione di stampo mafioso di donne e uomini di un clan Rom in Roma. Niente più discussioni sul carattere razzista dell’allarmismo sui campi Rom. Ma anche nessuna chiarezza su questa imputazione “aggravata” dell’associazione e sull’essenza del suo carattere mafioso. Sono cominciati subito dibattiti televisivi sul caso e sulla “mafiosità” degli arrestati. A sentire sociologi e presunti tali, e politici tali, malgrado legittime presunzioni del contrario, non è che ci si capisca molto sul perché ora i Rom siano diventati “mafiosi”, per continuare a fare quel che hanno fatto da anni e anni. Sono venute fuori tesi stucchevoli, come il fatto che non educano i bambini se non al delitto. Cosa che, se non ha a che fare col razzismo, come sembrava solo qualche settimana fa, non mi pare proprio che abbia a che vedere con l’art. 416 bis c.p. Credo che questo caso avvalori la tesi, da me sempre sostenuta, che questa “associazione di stampo mafioso” è tutt’altro che una “tipica” figura di reato. Diventa tale per provvedimento della Pubblica Autorità. Quando questa si sveglia, apre gli occhi e si allarma per una certa situazione della criminalità, ecco che le associazioni a delinquere diventano “di stampo mafioso”. Dedurre che la mafiosità attiene ai pubblici poteri è certo una proposizione maligna e perfida, ma non è poi troppo lontana dal vero. Il principio di legalità, così come puntualizzato dall’ammirevole sentenza della Consulta del 1981, estensore Volterra, è dimenticata nel cassetto. Sempre più il diritto penale diventa “arbitrario”. E funzionale alle “lotte”. Si è deciso di “lottare contro i Rom”. Non è più “razzismo” ipotizzare la loro “pericolosità?”. E, soprattutto: non è che, modi pacchiani a parte, quel Matteo Salvini avesse un po’ di ragione? Comunque andranno le cose, credo che il diritto, quello vero, farà un salto indietro. Un altro. E avremo, prima o poi, il concorso esterno in associazione zingaresca.
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lug 17 2018

l’inferno non bastava? 17 07 2018

L’INFERNO NON BASTAVA? Dall’Avvenire, il giornale dei Vescovi italiani; pene più terrene, visto il tempo trascorso, temo siano di applicazione difficile…… —La Procura militare di Roma ha aperto un’inchiesta sulle violenze compiute nel Lazio meridionale, a cavallo tra il 1943 e il 1944, dai soldati delle truppe coloniali inquadrati nel Corps expéditionnaire français. Si tratta delle vicende passate alla storia con il termine di “marocchinate”, proprio perché la maggior parte degli autori erano di nazionalità marocchina, i cosiddetti “goumiers”. Vicende rese ancora più tristemente famose dalla penna di Alberto Moravia ne “La Ciociara” e dal film-capolavoro di Vittorio de Sica che valse l’Oscar a Sophia Loren.
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lug 17 2018

dopo il servizio militare 17 07 2018

DOPO IL SERVIZIO MILITARE
Tra un mese faccio i 71 e la pressione è troppo forte: scopro l’obbligo d’esser generoso, altruista, donar parte del mio, eccetera, che non ho mai avuto verso i nostri poveri, esistono da millenni, gli oppressi dal comunismo, troppi ancora oggi, quelli che muoiono davvero di fame, non i pasciuti e muscolosi migranti, eccetera; me lo ripetono ogni giorno i segretari di sezione, oggi promossi “del pensiero”, i preti da sagrestia, Repubblica e gli altri fogli colti e intelligenti……
Qualcosa di fondamentale, evidentemente, mi sfugge.

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