Archive for Dicembre, 2019

Dic 13 2019

olio evo straniero 13 12 2019

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Olio EVO straniero riempie magazzini e fa crollare prezzi del Made in Italy

di Redazione Giovani Impresa Coldiretti

Olio d’oliva straniero riempie i magazzini di stoccaggio in Italia con un aumento del 29% rispetto al dicembre dello scorso anno. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti su dati del ministero delle Politiche agricole in relazione al crollo dei prezzi dell’oro verde, che sta mettendo in ginocchio la produzione nazionale in un momento in cui si cerca il rilancio produttivo dopo il disastro della raccolta della passata stagione. Al primo dicembre 2019 le giacenze di olio straniero hanno superato i 62 milioni di chili con prodotti spagnoli e tunisini che stanno invadendo il mercato con quotazioni poco sopra i 2 euro al chilo, trascinando al ribasso gli oli di alta qualità italiani con le quotazioni di mercato precipitate del 40% rispetto al 2018 che non coprono i costi di produzione. Per garantire produttori e consumatori bisogna stringere le maglie dei criteri di qualità garantendo la definizione di “extravergine” solo agli oli di oliva migliori con un tasso di acidità sotto lo 0,4% dimezzandolo rispetto allo 0,8%, chiede la Coldiretti nel sottolineare l’esigenza di intervenire sull’International Olive Council (IOC) per modificare una situazione che favorisce speculazioni e inganni. Le produzioni intensive come quelle spagnole da sole rappresentano ormai più di un terzo delle oltre 3 milioni di tonnellate spremute a livello mondiale e nei soli primi otto mesi dell’anno c’è stato un balzo del 45% nell’arrivo in Italia di olio iberico per un quantitativo di oltre 298 milioni di chili, spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con immagini in etichetta e marchi storici, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati. La Spagna si conferma nel 2019 il primo esportatore in Italia con il 76% del totale dell’olio straniero che arriva nella Penisola, seguita da Grecia, Tunisia e Portogallo. Il risultato è un’invasione sugli scaffali dei supermercati di prodotti di scarsa qualità a prezzi stracciati proprio nel momento in cui sta arrivando l’olio nuovo nazionale con una stima di 321mila tonnellate nel 2019. In attesa che vengano strette le maglie larghe della legislazione, per non cadere nella trappola del mercato per approfittare dell’ottima annata Made in Italy, il consiglio è quello di guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica. Un olio extravergine di oliva (EVO) di qualità deve essere profumato all’esame olfattivo deve ricordare l’erba tagliata, sentori vegetali e all’esame gustativo deve presentarsi con sentori di amaro e piccante; gli oli di bassa qualità invece puzzano di aceto o di rancido e all’esame gustativo sono grassi e untuosi. Riconoscere gli oli EVO di qualità significa acquistare oli ricchi di sostanze polifenoliche antiossidanti fondamentali per la salute.

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Dic 13 2019

prendi su e porta a casa 13 12 2019

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PRENDI SU E PORTA A CASA

Arturo Diaconale, direttore dell’Opinione delle Libertà, dà una spazzolata coi fiocchi al conformismo dei grandi informatori italiani, carta Tv on line.

—La Brexit ed il pluralismo italiano negato.

Non era vero che Boris Johnson aveva sbagliato campagna elettorale e che la sua insistenza sulla Brexit non era riuscita a convincere il consenso che si andava addensando sulle proposte del leader laburista Jeremy Corbyn basate sul binomio più tasse e più nazionalizzazioni. Non era vero, dunque, quello che i grandi media nazionali hanno ossessivamente ripetuto come se le elezioni inglesi si fossero dovute tenere in Italia invece che in Gran Bretagna. La loro campagna elettorale, fondata sulla piena adesione alla ideologia paleo-marxista di Corbyn e sul disappunto di non poter promuovere anche in Italia l’applicazione del programma elettorale laburista, non è servita a nulla tranne che a mettere ancora una volta in evidenza la caratteristica di fondo della stragrande maggioranza dell’informazione italiana. Quella di essere ferma ad un sinistrismo talmente vecchio e stantio da non essere neppure vivificato ed attualizzato da quel conformismo politicamente corretto che domina incontrastato nella parte progressista del mondo occidentale. La vittoria di Johnson, ottusamente classificato dai media nostrani come un sovranista salviniano inglese e non come un conservatore britannico che rappresenta la perenne convinzione della propria base elettorale che a Dover incomincia l’Africa, non costituisce solo una ulteriore spinta alle forze politiche italiane accomunate a Boris per la critica alla Ue franco-tedesca, ma solleva all’interno dei nostri confini il caso dell’informazione resa bugiarda dal pregiudizio ideologico. Di questo tipo d’informazione, che domina incontrastata nelle grandi reti televisive pubbliche e private e nei più grandi organi di stampa del Paese, non ci si può fidare. Sia perché racconta sempre e comunque una realtà totalmente deformata dalla propria visione ideologica ferma a tempi lontani e superati. Sia perché è refrattaria ed ostile ad ogni forma di pluralismo rifiutandosi di registrare qualsiasi narrazione contraria alla propria visione o, peggio, irridendo alle narrazioni divergenti dalla ortodossia trattandole come sciocchezze di illetterati incapaci di abbeverarsi alla verità rivelata. Chi si stupisce e si lamenta per il crollo verticale delle vendite dei giornali ed il calo degli ascolti faccia tesoro del caso Johnson. Il rifiuto del pluralismo uccide l’informazione!

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Dic 13 2019

concorrenza spietata alle sardine 13 12 2019

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CONCORRENZA SPIETATA ALLE SARDINE

Greta Thunberg raduna in piazza a Torino, 900mila abitanti, ben 5mila tifosi!

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Dic 13 2019

il fu impero 13 12 2019

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IL FU IMPERO

che la schiacciante maggioranza degli inglesi crede esista ancora; da HuffPost.

—La vittoria Johnson è ampia e confortevole: ha eliminato i filo europei dal suo partito e messo in un angolo i laburisti. Ma è una vittoria che può costare molto cara perché,  oltre a “perdere” l’ Europa – e si accorgerà presto quali conseguenze porterà la Brexit senza accordo, cioè dovendo rinegoziare accordi commerciali con tutti i paesi del mondo – perderà anche la Scozia. E sarà un bel problema per Boris. 

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Dic 13 2019

se non avesse fatto 13 12 2019

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SE NON AVESSE FATTO

il Gianfranco Fini, dove sarebbe oggi Gianfranco Fini?

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Dic 12 2019

la legge del più forte-millequattrocentoquarantadue 12 12 2019LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLEQUATTROCENTOQUARANTADUE Dal Dubbio; pentimenti e riforme in arrivo? —Giustizia, la partita è riaperta. Bonafede dice si a Mascherin. Incontro sulle riforme del processo fra ministro e presidente Cnf. Sì di Bonafede a Mascherin: ripartono i tavoli sui ddl civile e penale, dialogo sulle negoziazioni degli avvocati. Il primo segnale arriva in mattinata dal guardasigilli Alfonso Bonafede: sulla prescrizione, dice, «so che ci sono delle proposte: le vaglierò insieme alle forze politiche». Ma la partita sulla giustizia si riapre anche grazie all’avvocatura. È un incontro tenuto nel pomeriggio di ieri fra il ministro della Giustizia e il presidente del Cnf Andrea Mascherin a segnare una svolta probabilmente inattesa per i ddl sul processo penale e civile. Un colloquio in cui, si legge in una nota del Cnf, «è stata condivisa con il guardasigilli la necessità che entrambi i tavoli» sulla riforma «vengano riconvocati». Il ministro dunque ha deciso di «riprendere i lavori» sui due ddl. Ci sarà di nuovo un luogo di discussione “tecnico” sul dossier che stressa la maggioranza da settimane. Ed è sempre la massima istituzione dell’avvocatura a chiedere che torni praticabile non solo il campo del penale minato dal blocca- prescrizione, ma anche quello in apparenza più tranquillizzante del processo civile, sul quale Mascherin esprime a Bonafede «la necessità di riattribuire la negoziazione assistita agli avvocati del lavoro, così come era previsto nella forma originaria del ddl». Riguardo al processo penale, non c’è molto tempo da qui al 1° gennaio, data in cui entrerebbe in vigore la norma che, dopo il primo grado, sopprime i termini di estinzione dei reati. Ora però il dialogo sembra riaprirsi non solo fra ministro e avvocatura, ma anche all’interno della maggioranza. È il segretario del Pd Nicola Zingaretti a confermare che sulla prescrizione «il confronto per fortuna va avanti». Si cerca, spiega, «un compromesso per garantire che non si stia tutta la vita sotto processo. La linea del Piave», precisa Zingaretti, «è la tempistica che permetterebbe di introdurre limiti alla durata dei giudizi». Francoforte 12 12 2019 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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Dic 12 2019

cosa fare per contrastare l’odio 12 12 2019

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COSA FARE PER CONTRASTARE L’ODIO

è la domanda che si fanno le sardine, Mattia Santori in testa, che non trovano la risposta evidente: comincino, loro, a non odiare.

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Dic 12 2019

occhio alle imitazioni 12 12 2019

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OCCHIO ALLE IMITAZIONI

Matteo Renzi ripete il celebre: “non ci faremo processare nelle piazze” di Aldo Moro 1977 contro stampa e giudici, ma non dimentichi che successe a Moro l’anno dopo…….

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Dic 12 2019

qui cremona-quattrocentottanta 12 12 2019

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QUI CREMONA – quattrocentottanta

Su www.cremonaoggi.it l’assessore regionale Gallera spiega il compromesso sulla Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale di Cremona:

—La delibera regionale del 5 novembre non verrà sospesa, come richiesto, tra gli altri, dal sindaco Galimberti, da quello di Gerre de Caprioli  Marchi e di Crotta d’Adda Baroni e dalle mamme, ma potrà essere solo meglio definita per quanto riguarda i criteri con cui opereranno le subintensive. “A questo proposito – ha continuato – proprio ieri abbiamo fatto una  riunione tecnica a cui è intervenuto anche il neonatologo di Cremona dove in linea di massima è stato confermato che tutti i bambini prematuri verranno trattati qui a Cremona, tranne quelli nati sotto la 31esima settimana (o la 32esima, è da decidere) e sotto i 1500 gr.  Equipe e budget, come pure le infrastrutture rimangono le stesse: visto il valore dell’equipe rimarrà anche come struttura complessa, a riconoscimento della professionalità—

Compromesso? Se equipe budget infrastrutture, professionalità quindi, rimangono, che senso ha non continuare come prima, domanda che al mio posto dovevano fare i politici di Cremona all’assessore regionale.

Sempre su www.cremonaoggi.it la notizia di una grana incredibile:

—Un parco fotovoltaico a fianco delle strutture di Cremona Solidale, nei pressi della tangenziale, su un terreno di 15 ettari, per la produzione di energia elettrica da immettere nella rete. E’ la proposta arrivata alla Fondazione Città di Cremona, proprietaria del campo che attualmente è in affitto, da una ditta veronese, che ha prospettato un affitto trentennale per il corrispettivo di 1 milione 150mila euro. La Fondazione ha così pubblicato un bando aperto ad altri soggetti potenzialmente interessati, ai fini della costituzione di un diritto di superficie. Ora, scaduti i termini per la presentazione delle proposte, dovrebbe partire l’iter autorizzativo ed è qui che stanno sorgendo i primi ostacoli, mossi dalle associazioni ambientaliste, in quanto i tre mappali interessati dal progetto ricadono in zone a ‘Sensibilità paesaggistica media’ nei documenti di piano del Pgt, con una lunga serie di vincoli—

Un terreno di 15 ettari è semplicemente un grosso campo, per giunta a fianco della tangenziale dove chiunque può immaginare la “sensibilità paesaggistica media”, un parco fotovoltaico non fa danni, i soldi la Fondazione li usa benissimo, e gli ambientalisti han da dire anche qui!

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Dic 12 2019

dopo la terza chemio 12 12 2019

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DOPO LA TERZA CHEMIO

su sei, l’unica conseguenza dolorosa è la settimana forzata da astemio, ma le successive due no; altro non soffro; divoro come un lupo, riacquisto ogni giorno mobilità, anzi vorrei riprendere a correre ma non riesco, qualche capello va per conto suo ma gli altri continuano a crescere; ogni tanto ho l’impressione di farmi vedere in ospedale solo per caso…..

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