Archive for Ottobre, 2019

Ott 13 2019

la legge del più forte-milletrecentottantacinque 13 10 2019

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLETRECENTOTTANTACINQUE Dal Dubbio; quando riguardano la magistratura gli scandali non sono mai scandali come gli altri, anche se lo stesso Palamara deve confessare “di aver fatto parte di questo sistema condividendone pregi unitamente alla piena consapevolezza dei difetti, dei quali però non posso assumermi da solo tutte le responsabilità”. Difetti, insomma, e collettivi, e forse non dei singoli ma del sistema….. —Carrelli Palombi, presidente del Tribunale di Siena ed ex componente del Csm, difenderà Luca Palamara davanti alla Sezione disciplinare di Palazzo dei Marescialli. Carrelli Palombi, magistrato molto stimato, è stato, come il suo assistito, al vertice di Unicost, la corrente di centro della magistratura. Palamara, attualmente sospeso dal servizio, è accusato di avere creato discredito nella magistratura, minando la credibilità del Csm. Il procedimento è stato aperto dopo la pubblicazione dei suoi colloqui, inerenti alcune nomine, con dei parlamentari e consiglieri del Csm. Il diretto interessato ha sempre respinto ogni addebito, dichiarando di aver commesso alcuni errori ma «di aver fatto parte di questo sistema condividendone pregi unitamente alla piena consapevolezza dei difetti, dei quali però non posso assumermi da solo tutte le responsabilità». Faranno parte del collegio, presieduto Fulvio Gigliotti ( laico M5S), Filippo Donati ( laico M5S) e i togati Giovanni Zaccaro ( Area), Paola M. Braggion ( Magistratura indipendente), Sebastiano Ardita e Piercamillo Davigo ( Autonomia & indipendenza).

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Ott 13 2019

qui cremona-quattrocentoventicinque 13 10 2019

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QUI CREMONA – quattrocentoventicinque

Da Welfare Cremona la conferma, La Fiera del bovino da latte si fa:

—Qui si concentrano le aziende che investono in tecnologia ed attrezzature e proprio per questo, qui, da 72 anni si svolge la più importante fiera zootecnica del paese: la Fiera Zootecnica del bovino da latte. Inserita all’interno delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona, che si svolgeranno dal 23 al 26 ottobre a CremonaFiere, uno spazio fondamentale sarà assegnato proprio alla filiera del latte. E sempre all’interno di questo importante evento si colloca la 9° edizione di Expocasearia, tecnologia per la produzione e distribuzione del latte e derivati—

Al Cinechaplin inizia la rassegna d’essai, da www.cremonaoggi.it: —Inizia domani sera alle 21 al Cinechaplin di via Antiche Fornaci la rassegna d’essai, con la proiezione di “LA FATTORIA DEI NOSTRI SOGNI – La natura come non ve l’hanno mai raccontata” di John Chester – USA 2019, l’incredibile storia vera di John e Molly Chester, coppia in fuga dalla città per realizzare il sogno di una vita: costruire dal nulla un’enorme fattoria seguendo i criteri della coltivazione biologica e sostenibilità ambientale—

Non si vantano mai, ma ha dell’incredibile la pubblicità che riescono a raccogliere a www.cremonaoggi.it, segno evidente della qualità del giornale.

Dalla Provincia fin che c’è diretta da Bencivenga fin che appare l’avviso: uscite con l’ombrello perchè l’autunno entra nel vivo, tra lunedì sera e martedì piogge e temporali anche forti.

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Ott 13 2019

balzi olimpionici 13 10 2019

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BALZI OLIMPIONICI Altro che l’8,90 di Beamon a Città del Messico 1968, lei avrebbe superato con tranquillità i 9 metri; Aldo Grasso sul Corriere. —Renata Polverini potrebbe essere il «nuovo acquisto» di Matteo Renzi. Dopo essersi autosospesa dal gruppo parlamentare di Forza Italia, l’ex presidente di Regione Lazio ha partecipato alla convention «Festival delle città», presente il leader di Italia Viva. È vero che solo gli stolti e i morti non cambiano mai opinione, ma qui ci troviamo di fronte a una metamorfosi ardita. La sua storia è singolare. Segretario dell’Ugl (il sindacato post fascista della «destra sociale»), la Polverini ha raggiunto una certa notorietà grazie alle reiterate partecipazioni a «Ballarò» e, da personaggio, è persino diventata governatore del Lazio. Insomma, una carriera come quelle che si intravedono solo nei reality o nei meetup grillini (che poi sono la stessa cosa).

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Ott 13 2019

con qualche parola in più 13 10 2019

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CON QUALCHE PAROLA IN PIU’ Blitz Quotidiano ripete concetti elementari…. —Nobel per la Pace, meno male che Greta no. Meno male che il premio non sia andato alla ragazza campione mondiale di goduta promozione mediatica. Non è colpa e non è merito di Greta, ma Greta è moda, brand semplice, titolo facile, storia semplice semplice…Insomma Greta è perfetta per la falsa coscienza delle pubbliche opinioni occidentali e per le narrazioni favolistiche dei mass media. Per Greta si potrebbe a tutto titolo applicare la battuta che una ragazza dei cartoon recita su se stessa nel film di cui è protagonista: “Non è colpa mia, è che mi disegnano così”. Già, Greta la disegniamo così, a misura e colore di come ci piaccia senza darci problema.

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Ott 13 2019

il ritorno di beppe grillo 13 10 2019

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IL RITORNO DI BEPPE GRILLO

Chiunque si rechi da un tiranno diviene suo schiavo, anche se ci va da libero, ricordava Pompeo nel chiedere aiuto all’Egitto. Dal Fatto Quotidiano.

—E’ uno scherzo: il comico entra cantando e si siede sugli scalini del palco come fosse (e mai come oggi lo è) casa sua. “Stiamo dando la narrazione al Pd, è meraviglioso”, grida. “Ora veniamo seguiti su una visione che abbiamo dato noi”. Pausa. “Che ho dato io”.

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Ott 13 2019

non bastano armani e valentino 13 10 2019

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NON BASTANO ARMANI E VALENTINO

per esaltare le tantissime eccellenze d’Italia, è indicativa la nota di Prandini che gli acquisti del parmigiano vero siano aumentati del 220% in pochi giorni, e in un Paese abituato a precotti e patatine fritte! nel timore che Donald Trump applichi davvero i dazi; da Repubblica.

—L’agricoltura italiana chiede all’Europa un “aiuto compensativo” per azzerare l’effetto dei dazi imposti dagli Stati Uniti su alcuni dei prodotti di punta della nostra filiera agroalimentare. “Serve un piano di incentivi per sostenere le esportazioni dei produttori che rischiano di subire gli effetti di una tempesta perfetta – ha detto al tradizionale Forum di settore a Cernobbio il presidente di Coldiretti Ettore Prandini -. Gli effetti dei dazi Usa si sommano infatti a quelli della Brexit e al miliardo di euro già bruciato per l’embargo totale alla Russia”. L’appello per difendere prosciutto, parmigiano reggiano e grana padano è stato già raccolto dal ministro per l’agricoltura Teresa Bellanova che dovrebbe portare la richiesta sul tavolo del consiglio europeo di lunedì. “Dobbiamo fare in fretta – dice Bellanova -. Le nostre stime parlano di 500 milioni di danni alle esportazioni italiane. La soluzione è creare un fondo di prevenzione e compensazione ancora prima che i danni ci siano”. Secondo l’europarlamentare Paolo De Castro ”c’è ancora speranza che non si arrivi a tanto.
Il mercato dei nostri Dop colpiti dalle ritorsioni di Donald Trump è già andato in tilt nelle ultime settimane. “Le vendite di grana e parmigiano erano cresciute del 29% nel primo semestre negli Usa. Negli ultimi giorni c’è la corsa agli acquisti prima dell’imposizione dei dazi – spiega Prandini – e solo per il parmigiano siamo a un + 220%”. Il vero rischio è che una volta applicate le misure della Casa Bianca a festeggiare siano le imitazioni dell’”italian sounfding” come il parmesam. “un mercato che oggi vale 19 miliardi negli Stati Uniti – calcola il numero uno di Coldiretti – ma che sull’onda di questi provvedimenti potrebbe arrivare a 24 miliardi”.

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Ott 13 2019

un titolo modesto 13 10 2019

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UN TITOLO MODESTO

quello del Punto sulla Provincia fin che c’è di oggi:

–La tassa sullo zerbino, aspettando Robin Hood–

meglio un:

–La tassa sullo zerbino, aspettando Bencivenga fin che appare–

che spiega tutto a tutti, minimo ogni domenica!

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Ott 13 2019

bettino craxi 13 10 2019

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BETTINO CRAXI

Dall’intervista di Veltroni a Claudio Martelli, sul Corriere.

—La sua morte è ancora oggi inaccettabile. Non esisteva per il governo la possibilità di prendere un aereo e farlo operare a Madrid, a Parigi, a Tel Aviv? Non si fa operare un ex presidente del Consiglio in un ospedale non attrezzato, con uno dei medici che deve chiedere all’infermiere di reggere la lampada per illuminare il tavolo operatorio. Napolitano ha ragione: Craxi è stato trattato con una durezza senza eguali. Qualunque cosa abbia fatto è stato trattato con una durezza e spietatezza inaudita, in Italia. Perché? È una storia tragica però bisogna avere il coraggio di ripensarla. Ripensare Craxi non è così un vezzo per i craxiani, o gli orfani, è una necessità, quantomeno un’utilità per ricomporre una storia. Si sono perdonate cose ben più gravi, nella storia della sinistra italiana, che non il finanziamento illecito al partito.

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Ott 13 2019

l’ergastolo e i diritti dello stato 13 10 2019

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L’ERGASTOLO E I DIRITTI DELLO STATO

Nei commenti e nelle reazioni alla sentenza della Corte di Strasburgo che ha rigettato il ricorso dell’Italia sull’ergastolo ostativo, quello che non consente di accedere ai benefici, a molti sembra essere sfuggito il centro del problema. E il centro è il valore simbolico che un detenuto per reati di criminalità organizzata dà sempre alla sua carcerazione.

Prima di tutto la sentenza, e su questo sostanzialmente d’accordo, censura l’istituto dell’ergastolo ostativo ma ciò non vuol dire che a breve tutti i boss detenuti da molti anni torneranno in libertà. Il Magistrato di sorveglianza potrà comunque continuare a valutare caso per caso se essi siano ancora pericolosi soprattutto se essi, nonostante la detenzione, siano rimasti sempre all’interno di quel mondo.

A parte questo rilievo, per cogliere il centro del problema bisogna ricordare che tra reati come quelli di mafia e reati del singolo c’è una abissale differenza.

Anche chi ha commesso i delitti più efferati, per passione, invidia o anche a scopo di lucro, se è un singolo spesso può essere recuperato in pochi anni, cessa di essere pericoloso e comunque ben difficilmente diventa un esempio per altri.

Ma nel caso del crimine organizzato, il crimine cioè che rivolge la sua “proposta” sociale e il suo stile di vita ad altri, il comportamento dei capi in carcere assume un valore strategico decisivo. Infatti se non assume un atteggiamento di critica verso il proprio passato rimane un modello da imitare.

I capi condannati all’ergastolo possono durante gli anni della carcerazione aver avuto anche un buon comportamento, essersi dedicati in carcere al teatro o alla pittura o anche essersi laureati. Ma tutto ciò conta poco. Rimangono capi rispettati e ai quali si deve sempre obbedienza.

Forse non è una condizione necessaria esigere la collaborazione processuale che, se non vi è stata all’inizio può essere anche divenuta impossibile o poco utile, dopo 20 o 30 anni, al momento della richiesta dei benefici. Ma qualcosa lo Stato ha il diritto di esigere. Quantomeno che il detenuto rigetti in modo convincente le scelte passate, dica pubblicamente “non fate come me” “, non seguite la mia strada”.

Non si tratta in questo caso tanto degli effetti di una “rieducazione”, che non si sa bene cosa voglia dire, ma si tratta semplicemente di una scelta di detenuti che sin dall’ingresso in carcere sanno quello di cui si parla : perpetuare e fa perpetuare agli altri le loro scelte criminali oppure respingerle di fronte a tutti.

Se ciò non accade, ed accade ben raramente, il boss in carcere continua a essere un esempio per le nuove leve ed è proprio l’aver subito senza ripensamenti una lunga detenzione carceraria a farne un modello “positivo” per il suo ambiente.

Del resto è proprio grazie a questo atteggiamento che parenti e adepti rimasti fuori possono continuare a usufruire di quello che viene chiamato il “capitale sociale” del boss che controllava un quartiere o un settore dell’economia lecita o illecita, proseguire con questo “avviamento “ sulla stessa strada.

Ricordo personalmente, in ambito milanese, alcuni casi di capi storici che sono rimasti in carcere trent’anni, detenuti anche modello ma che non hanno mai avuto parole di critica per la loro scelte di vita passate , dal carcere hanno continuato a mantenere contatti solo con lo stesso ambiente in cui avevano vissuto ed ora rimessi in libertà, anche se non più dediti a commettere reati anche per ragioni di età anagrafica, rimangono l’esempio vivente da rispettare e da emulare. E, non è un caso, l’organizzazione che avevano diretto ha continuato negli anni ad operare, a riprodursi, a controllare quel territorio e ne fanno parte spesso gli “eredi” , figli e nipoti.

Bisogna almeno pretendere la rottura convinta di un giuramento criminale. Da questo discrimine, che non è eccesso di punizione ma presa d’atto di una realtà, non si può arretrare.

Guido Salvini

magistrato

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Ott 13 2019

oggi a iori, domani a te 13 10 2019

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OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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