nov 06 2018

la legge del più forte-millecinquantadue 06 11 2018

Published by at 7:59 pm under costume,cronaca nazionale,Giudici

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLECINQUANTADUE Dal Dubbio; vorrei vedere le reazioni del presidente Mattarella, dell’Associazione nazionale magistrati, del Consiglio superiore della magistratura, di Repubblica, se prima della sentenza di un processo importante e seguitissimo dai media, un giudice popolare, i giudici togati rispettano sempre il segreto professionale, uscisse con un: “Salvini è d’accordo con l’assoluzione” —-I prestigiatori a cinque stelle tentano il nuovo colpo di teatro. Dopo la presentazione dell’emendamento sulla prescrizione all’interno del dl Anticorruzione – spiazzando tutti, soprattutto gli alleati leghisti – ieri pomeriggio, dopo un vertice di maggioranza e la riunione con il ministro Alfonso Bonafede, lo hanno ritirato. Solo per ripresentarlo esattamente uguale nel contenuto, con una proposta di modifica però alla rubrica del disegno di legge: l’aggiunta della dicitura “nonché in materia di prescrizione del reato” dopo “misure anticorruzione nella pubblica amministrazione”. Con una mano lo ritirano, con l’altra lo ripresentano identico. Il tutto, nel clima infuocato della Commissione congiunta e dopo uno scontro ormai nemmeno più sottotraccia con la Lega. Anzi, l’iniziativa pentastellata ha il sapore della sfida proprio in risposta alle critiche del Carroccio. La Lega aveva subito espresso perplessità sul contenuto di merito dell’emendamento ma, per non esacerbare il clima del dibattito nella maggioranza ( già alle prese con lo spinoso decreto Sicurezza) aveva virato le critiche sulla sua collocazione formale all’interno di un disegno di legge su un tema diverso. Detto fatto, i due relatori grillini Francesco Forciniti e Francesca Businarolo ritirano e poi ripresentano la proposta di modifica, con la sola aggiunta di una correzione alla rubrica del disegno di legge, in modo da inserire nel tema del dl anche la prescrizione. Come a dire: incompatibilità formale risolta, proprio come chiedeva la Lega. I parlamentari 5 Stelle, dunque, rimangono compatti dietro il vicepremier Luigi Di Maio e soprattutto il Guardasigilli Bonafede ( cui era stata inizialmente attribuita la paternità del testo), i quali avevano ribadito come «la prescrizione sia nel contratto di governo» e che dunque «non arretreremo di un millimetro». E che l’emendamento abbia ispirazione più che parlamentare lo conferma apertamente anche il relatore Forciniti, che in Commissione si lascia scappare come sull’emendamento «è d’accordo il dottor Davigo», facendo calare il silenzio anche sui banchi leghisti.
Cremona 06 11 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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