ott 09 2018

la legge del più forte-milleventiquattro 09 10 2018

Published by at 6:19 pm under costume,cronaca nazionale,Giudici

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLEVENTIQUATTRO Mi permetto di aggiungere, e qui c’è poco da discutere, che la Costituzione più bella del mondo, all’articolo 111, prevede che “Ogni processo si svolge davanti a giudice terzo e imparziale”; come possa essere terzo e imparziale quando le parti sono un collega giudice e un normale cittadino, lo lascio spiegare all’Associazione nazionale magistrati. Molto da discutere e forse irrisolvibile è invece il problema del libero convincimento del giudice; la vera democrazia è incompatibile sia con un giudice non libero sia con un giudice troppo libero; il processo non è la critica di un’opera d’arte dove spesso, più voli, più sei applaudito; deve stare ai fatti e alla legge, e soprattutto, in nome del popolo italiano, non del proprio potere. —-Da “La Repubblica dei magistrati intoccabili”, di Giuseppe Basini su l’Opinione delle Libertà. Anzitutto il problema della responsabilità. Quello che ci permette, con una certa (pur se relativa) tranquillità, di stenderci sul lettino di un chirurgo o di transitare su di un viadotto, è il principio di responsabilità, per cui il medico o l’ingegnere in causa, è tenuto a rispondere degli errori fatti per sua colpa, anche se commessi senza volontà di ferire e cioè senza dolo, e questo per il cittadino è una garanzia di maggiore scrupolo a tutela della sua vita. I magistrati no, a loro questo principio non si applica allo stesso modo, se un innocente vede la sua vita rovinata da una prigionia ingiusta, non basta la semplice colpa perché il magistrato paghi, occorre il dolo, cioè che l’abbia fatto volontariamente e poi dimostrarlo con prove molto difficili da trovare (soprattutto quando, ad esempio, è un pregiudizio ideologico a spingerlo) e in ogni modo, anche in caso di colpa grave, sarà sanzionato soltanto civilmente (con lo Stato a pagare la maggior parte dei rimborsi) e non anche penalmente. E poi, mentre tutti noi cittadini siamo giudicati da una magistratura esterna alle nostre vite e alle nostre professioni, cioè un organo con cui non abbiamo contatti e dimestichezza, i magistrati no, è la magistratura stessa, quella di cui fanno parte, a giudicarli. Quando però la magistratura può indagare e giudicare un parlamentare o un partito, senza che invece nessun organo esterno possa indagare e giudicare su singoli magistrati o sui loro organi costituenti, è di tutta evidenza che siamo di fronte ad un pericoloso sbilanciamento che, di fatto, lascia aperta la strada ad un prevalere dell’ordine giudiziario non elettivo, sul Parlamento eletto. Jefferson ammoniva: “In materia di potere smettiamolo di credere nella buonafede degli uomini, ma mettiamoli in condizione di non nuocere con le catene della costituzione”. Ed è proprio qui il problema, il nostro assetto normativo che si sforza di tutelare la civile convivenza tra cittadini e, con le leggi e le elezioni stesse, anche la correttezza delle istituzioni politiche, non ci garantisce invece affatto da eventuali deviazioni illegittime di magistrati. Infatti, a cominciare dalla loro pratica sottrazione al principio generale di responsabilità, per proseguire con la impossibilità per un organo esterno di indagarli e per finire con la prerogativa che il giudizio su di loro sia sempre e solo affidato all’organo di cui fanno parte, sono di fatto posti nella condizione di essere quasi immuni dai rigori della legge. In pratica basta un “libero convincimento”, basato su indizi, di un pubblico ministero e di un giudice, per portare al rinvio a giudizio di un noto esponente politico e così ledere gravemente non solo la vita di quell’uomo, ma anche il funzionamento della democrazia stessa (e a volte basta un semplice avviso di garanzia) mentre se poi il politico (o l’industriale o il semplice signor Rossi) verrà assolto, anche con formula piena, nessuno pagherà, perché non esiste un’autorità indipendente “esterna” che possa indagare sulla legittimità (e le vere ragioni) di quell’incriminazione.
Cremona 09 10 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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