Archive for ottobre, 2018

ott 31 2018

la legge del più forte-millequarantasei 31 10 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLEQUARANTASEI Dal Dubbio; io spero la proposta di Bonafede faccia la fine che merita, certo è che corrisponde al 30% di elettori che han votato i 5 Stelle e agli applausi del pubblico al Davigo ogni volta che, a Piazzapulita, se ne usciva col suo: “via la prescrizione, non ci sono innocenti, ma colpevoli non ancora scoperti”. Applausi di un pubblico convinto che il “non ancora scoperto” riguardasse solo il personaggio noto, mai sfiorato dal dubbio che il “personaggio noto” potesse trovar la compagnia di migliaia di anonimi Rossi Mario; o Giuseppe, che poco cambia.
—Ma un emendamento sarà sponsorizzato dallo stesso Guardasigilli, ed è quello che riguarda la prescrizione che, «per tutti i reati verrà interrotta dopo la sentenza di primo grado, a prescindere che sia di assoluzione o di condanna» . Da quanto si è potuto apprendere, la maggior parte delle proposte di modifica sono state presentate, oltreché da Forza Italia, dalla Lega. Ciò confermerebbe le “perplessità” che fin dall’inizio l’alleato di governo aveva manifestato su questo testo. «L’intenzione da parte di Bonafede di presentare un emendamento per bloccare la prescrizione dopo il primo grado rappresenta poi la violazione degli elementari diritti di difesa dei cittadini che saranno costretti a subire il processo eterno», ha poi aggiunto la parlamentare azzurra Giusi Bartolozzi. «La proposta di Bonafede di bloccare la prescrizione dopo il primo grado renderà eterni i processi. Non ci sarà più nessuna fretta di celebrare il giudizio di appello, in cui peraltro il 48% delle sentenze di primo grado viene riformato», rincara Enrico Costa, deputato di Forza Italia.

Cremona 31 10 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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ott 31 2018

qui cremona-ottantasette 31 10 2018

QUI CREMONA – ottantasette
Nell’impossibilità di dar la colpa ai morti, che avrebbe un solo vantaggio: non si difendono, e Citelum sembra non abbia ancora ricevuto alcun incarico, non resta che il maltempo, si rassegna e ci spiega www.cremonaoggi.it:
—Costerà 48mila euro la verifica di tutta la parte vecchia del Cimitero Civico di Cremona, dopo la recente caduta di una pesante antefissa in marmo dal tetto del 1° Androne vecchio della Crociera di ponente: un danno provocato con molta probabilità dal vento e dalle piogge torrenziali dei giorni scorsi—
La Giunta Cilecca protegge gli artisti di strada, tavolozze in genere i muri degli altri, non chi pensa alla produzione; dal solito www.cremonaoggi.it:
—Il Comune di Cremona ha spedito 25 raccomandate nel quartiere Zaist a chi ha occupato abusivamente aree comunali senza titolo con varie attività che vanno alle coltivazioni orticole a veri e propri giardini. La zona è quella lungo la pista ciclopedonale che parte dalla chiesa e costeggia l’autostrada. Il Comune darà tempo sessanta giorni per mettersi in regola, dunque gli abusivi dovranno liberare tutti gli spazi da coltivazioni, manufatti, strutture, cancelletti— Il latte non fa male, e le voci contrarie danneggiano anche le industrie di trasformazione, ammette preoccupato Antonio Auricchio sulla Provincia fin che c’è: —Reagire in modo efficace non è facile. Fare la voce grossa o andare allo scontro verrebbe percepito come l’ammissione di essere stati punti sul vivo. Bisogna adottare una strategia mediatica e promozionale molto più intelligente e raffinata. Lavorare meglio e farlo insieme. Ma, di sicuro, non possiamo più stare a guardare— Per uno che fa parte del Sistema Cremona è una confessione pesante criticare la strategia mediatica e promozionale adottata fino a oggi, specie vantando tra le proprie file un mago della comunicazione come Zanolli Pennadoro Vittoriano; io ricordo, spero non disturbare troppo, articoli vantosi delle qualità medicinali del Grana Padano, apparsi sulla Provincia fin che c’è e commissionati, temo, dal Consorzio di tutela. I vegani sono strani, scriveva il sito della Libera; conferma e rafforza il testimonial del Salame Giuseppe Cruciani: il veganesimo è follia. Purtroppo, chi di noi non zoppica un po’ da quella parte? Ecco il seguito del Cruciani, affidato agli abili comunicatori della Provincia fin che c’è: la nutria? L’ho mangiata, un po’ dura ma buona. Gli allevatori ringraziano, commossi dalla strategia mediatica e promozionale molto più intelligente e raffinata.
Cremona 31 10 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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ott 31 2018

il compleanno del consorzio agrario di cremona 31 10 2018

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Il Consorzio Agrario di Cremona compie 122 anni
Voltini: “Oggi come allora, la nostra forza sono i soci”

CREMONA – Ricorre oggi il 122esimo anniversario di fondazione del Consorzio Agrario di Cremona, che nasceva ufficialmente il 31 ottobre 1896 grazie ad un gruppo di 47 soci che lo costituì con obiettivi ambiziosi. “Oggi come allora – commenta il Presidente Paolo Voltini – quegli stessi obiettivi rappresentano la mission del Consorzio, che è avvallata da più di 3000 soci e altrettanti clienti. Soci che sono la nostra vera forza e che sono protagonisti sia della continuità che del rinnovamento del Consorzio Agrario di Cremona. Lo spirito che sostiene il nostro percorso infatti – prosegue Paolo Voltini – si rigenera giorno dopo giorno attraverso la solidarietà, la mutualità e la sussidiarietà. Attualmente la sfida è conciliare questi valori con l’esigenza di fare impresa e creare nuove opportunità per il bene delle aziende agricole associate del territorio che, specialmente in un periodo come questo, vedono sempre più nel Consorzio un punto di riferimento. Nel 2018 poi, per quel che ci riguarda, c’è anche un’altra importante ricorrenza: è il novantesimo anniversario della creazione del nostro prodotto più noto, il Lattogeno. Prima della fine dell’anno – conclude Voltini – celebreremo questo significativo traguardo con un evento che metterà in risalto tutti i nostri asset migliori”

 

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ott 31 2018

accordo raggiunto 31 10 2018

Consumi, prezzo latte alla stalla:
accordo raggiunto in Lombardia
Raggiunto l’accordo sul prezzo del latte alla stalla in Lombardia. Lo rende noto la Coldiretti regionale nel sottolineare che l’intesa è stata siglata con Italatte, società del gruppo Lactalis, la più importante industria casearia a livello nazionale. L’accordo – precisa la Coldiretti regionale – riguarda la chiusura dell’annata in corso e prevede una quotazione di 37,5 centesimi al litro per il mese di ottobre, che sale a 38 centesimi al litro a novembre fino ad arrivare ai 38,5 centesimi al litro nel prossimo mese di dicembre, per una media trimestrale di 38 centesimi al litro. In questo modo – spiega la Coldiretti Lombardia – il 2018 si chiude con un prezzo medio alla stalla pari a 37,4 centesimi al litro.
Per il 2019 – continua ancora la Coldiretti Lombardia – sarà ancora in vigore il meccanismo dell’indicizzazione con il mantenimento del paniere con le quotazioni del Grana Padano e il prezzo medio del latte nei Paesi UE e l’introduzione di meccanismi che consentiranno di premiare maggiormente il latte prodotto durante il periodo estivo. “Ripartiamo da questa nuova intesa – afferma Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – per gettare le basi per la programmazione delle imprese agricole nei prossimi mesi”. Il valore del latte in Lombardia – conclude la Coldiretti regionale – è uno strategico punto di riferimento per le quotazioni a livello nazionale considerato che nelle stalle lombarde si munge oltre il 40% di tutto il prodotto italiano grazie a un patrimonio di circa 500 mila mucche da latte.

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ott 31 2018

grano d’antiquariato 31 10 2018

GRANO D’ANTIQUARIATO!
È boom in Italia per la coltivazione di grani antichi, come il Senatore Cappelli, che nel 2017-2018 ha aumentato del 400% le superfici coltivate, passando dai 1000 ettari del 2017 ai 5000 attuali, trainato dal crescente interesse per la pasta 100% italiana e di qualità. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti divulgata in occasione del World Pasta Day che si festeggia in tutto il mondo il 25 ottobre, sulla base di dati di Consorzi Agrari d’Italia e Sis. Il “Senatore” Cappelli è ora il grano duro antico più coltivato in Italia dove è stato selezionato nel 1915 e, dopo essere arrivato a coprire più della metà della coltivazione di grano rivoluzionando la produzione di pane e pasta, negli anni ‘60 ha iniziato a scomparire tanto che venti anni fa nel 1996 la produzione era scesa a meno di 10mila chili. Ma tra i grani salvati dall’estinzione ci sono anche il Timilia, il Russello, il Saragolla e molti altri.
Una riscoperta favorita dall’entrata in vigore in Italia dell’etichetta Made in Italy per la pasta che obbliga di indicare la provenienza del grano utilizzato come chiede l’81% dei consumatori secondo la consultazione pubblica on line sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal Ministero delle Politiche Agricole.
Un elemento di trasparenza che ha portato alla rapida proliferazione di marchi e linee che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impiegato, da La Molisana ad Agnesi, da Ghigi a De Sortis, da Jolly Sgambaro a Granoro, da Armando a Felicetti, da Alce Nero a Rummo, da FdAI – Firmato dagli agricoltori italiani fino a “Voiello” che fa capo al Gruppo Barilla. E avanza anche la produzione di grano bio, con il più grande accordo mai realizzato al mondo per quantitativi e superfici coinvolte siglato tra Coldiretti, Consorzi agrari d’Italia, Fdai e il Gruppo Casillo che prevede la fornitura di 300 milioni di chili di grano duro biologico destinato alla pasta e 300 milioni di chili di grano tenero all’anno per la panificazione.
L’Italia è il principale produttore europeo e secondo mondiale di grano duro, destinato alla pasta con 4,3 milioni di tonnellate su una superficie coltivata pari a circa 1,3 milioni di ettari che si concentra nell’Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia che da sole rappresentano circa il 40% della produzione nazionale. Gli italiani sono i maggiori consumatori mondiali di pasta con una media di 23 chili all’anno pro-capite, ma l’Italia si conferma leader anche nella produzione industriale con 3,2 milioni di tonnellate, davanti a Usa, Turchia e Brasile.
Un alimento sempre giovane
Una ricerca condotta da Doxa per AIDEPI sul consumo di pasta tra i giovani under 35 ha evidenziato che i Millennials sono molto tradizionalisti in fatto di cibo. Sebbene spesso costretti a consumare pasti veloci fuori casa, quando possono prendersi del tempo non rinunciano alla pasta. Per i Millennials la pasta è infatti al primo posta tra i cibi a cui non si può rinunciare, molto più di vino e birra. L’80% mangia pasta tutti i giorni, cucinandola a casa (37%), seguendo le ricette di famiglia (31%) o improvvisando in base agli ingredienti disponibili al momento (21%). Per il 55% dei giovani la pasta è sinonimo soprattutto di casa (55%) e di convivialità (53%). Un piatto che per il 42% dei giovani nella sostanza non cambierà nei prossimi anni ma ci saranno modi diversi di portarlo in tavola. Qualcuno immagina di poter preparare la pasta partendo da un set di ingredienti pronti, puliti e dosati (17%); altri la condirebbero con sapori di cucine diverse (13%); c’è chi vorrebbe ordinarla con lo smartphone (12%); l’8% vorrebbe doverla solo scaldare al microonde e un altro 8% immagina che potrà crearla in casa con una stampante 3D!

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ott 31 2018

la zappa sui piedi 31 10 2018

LA ZAPPA SUI PIEDI
Leggo sul Giornale:
—Oggi la De Mari ha 65 anni. Fino al 1992 è stata medico ospedaliero, poi ha intrapreso un’attività privata da psicoterapeuta. Durante una nota trasmissione radiofonica, ha affermato che l’omosessualità è una malattia che va curata. E ora deve difendersi da un esposto presentato dal Torino Gay Pride, secondo cui la dottoressa, che è anche autrice di libri fantasy, avrebbe offeso il mondo gay. Nei mesi scorsi il gup Paola Boemio aveva respinto la richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Enrico Arnaldi Di Balme, disponendo il rinvio a giudizio. Al processo si sono costituiti parti civile il Comune di Torino, il Coordinamento Torino Pride e la Rete Lenford—
Stupito, controllo su Wikipedia: —Silvana De Mari nel corso del 2017 ha definito le associazioni LGBT “criminali contro l’umanità” e in seguito a questa e ad altre affermazioni ritenute offensive nei confronti degli omosessuali il Coordinamento Torino Pride appoggiato dal Consiglio Regionale del Piemonte assieme al Comune di Torino ha presentato alla Procura di Torino un esposto che lamenta la diffamazione con l’eventuale aggravante dell’istigazione all’odio razziale. Il Circolo Mario Mieli ha presentato una querela per diffamazione continuata ed aggravata—
Bella figura ci fa il Giornale, cercata e trovata……….

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ott 31 2018

il papa che ha un parola per tutto 31 10 2018

IL PAPA CHE HA UNA PAROLA PER TUTTO Ser Francesco all’Avvenire, il giornale dei Vescovi italiani; sull’Europa ha ragione, le ondate più famose furono quelle dei Goti e dei Vandali, che presero il posto della civiltà dell’antica Roma. —I migranti hanno costruito il paese, come hanno costruito l’Europa, che non è nata così. È il frutto delle ondate migratorie.
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ott 31 2018

maltempo nel cremonese 31 10 2018

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Maltempo nel Cremonese
stalle e serre distrutte, allagati i campi
Dopo la tromba d’aria, conta dei danni a Rivolta d’Adda
Anche nella campagna cremonese è conta dei danni – con tetti delle stalle scoperchiati, portici e strutture fortemente danneggiati, alberi sradicati – provocati dal forte vento e dalla pioggia battente che ha colpito il territorio provinciale. A Rivolta d’Adda la violenta tromba d’aria abbattutasi nel tardo pomeriggio di ieri ha lasciato gravi segni sulle costruzioni e nei campi. Ad essere colpita è stata un’ampia striscia di territorio tra Casirate (Bergamo) e Rivolta d’Adda (Cremona), dove la tromba d’aria ha sradicato alberi e danneggiato aziende agricole e coltivazioni, oltre a numerose residenze private. Un coltivatore di Casirate (Bergamo) è stato travolto da una pianta strappata dal vento mentre si trovava nei campi.
“Abbiamo trascorso tutta la notte qui, al lavoro, per cercare di salvare almeno il fieno – racconta Luigi Beretta, agricoltore di Rivolta d’Adda descrivendo così i danni della Cascina Nuova Corneana –. Le raffiche hanno scoperchiato la stalla e il portico, danneggiando in maniera pesante anche la copertura della casa. E’ un danno enorme, per noi e anche per le aziende vicine”. Come per la cascina di Antonio Messa, sempre a Rivolta, dove il tetto è stato ridotto a uno scheletro di assi.
Il maltempo ha flagellato buona parte della Lombardia. Particolarmente critica, secondo il monitoraggio della Coldiretti Lombardia, la situazione nella Bergamasca che, dopo la frana in Val di Scalve, ha dovuto fare i conti con tempeste di vento che hanno interessato diverse aree della provincia.
Una tromba d’aria si è portata via il tetto di una cascina a Canonica (Bergamo), allagando anche l’abitazione, che si trova proprio alla confluenza di Adda e Brembo dove i livelli dei due fiumi sono sorvegliati speciali. Danni per l’azione combinata di vento e pioggia si sono registrati nel Bergamasco anche a Fara Gera d’Adda, dove il crollo di un cascinale ha distrutto un trattore e un’automobile, a Isola di Fronda dove hanno ceduto depositi di fieno e una stalla è rimasta isolata e a Vigolo, dove è stato distrutto un impianto di luppolo appena realizzato. Serre sono state abbattute dal maltempo a San Paolo d’Argon.
Duecento ettari di campi, 80 dei quali coltivati a cereali, sono stati completamente sommersi dall’esondazione del Chiese ad Asola, in provincia di Mantova, ma allagamenti – chiarisce la Coldiretti Lombardia – si registrano in numerose zone del Bresciano, in particolare tra i comuni di Gardone Val Trompia e Marcheno per l’uscita dagli argini del Mella, ma anche a Tremosine, Iseo e Manerbio. Chiuse numerose strade con difficoltà nei collegamenti in Valtellina e con pascoli e terreni allagati. Il Basso Lecchese è stato investito in pieno dal maltempo, ma non sono mancati danni ingenti anche nell’Alto Lago e nel Comasco.
Diversi imprenditori con trattori – spiega la Coldiretti – si sono messi a disposizione delle autorità comunali e della Protezione civile su tutto il territorio lombardo per spostare i tronchi dalle carreggiate. Intanto, il livello idrometrico del fiume Po è già salito di 5 metri nelle ultime 48 ore per effetto delle intense precipitazioni. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti nella mattina del 30 ottobre al Ponte della Becca (Pavia) dove il livello del grande fiume è passato da -2,61 a +2,41 metri sopra lo zero idrometrico.

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ott 31 2018

l’unione europea ci sgrida 31 10 2018

L’UNIONE EUROPEA CI SGRIDA
Ecco i titoli di quattro quotidiani importanti:
Il Sole24Ore: Lettera Ue a Italia: verso una procedura per debito eccessivo Il Corriere della Sera: L’Ue al governo: «Debito troppo elevato»
La Stampa: Nuova lettera dell’Ue all’Italia: chiarimenti sul debito entro il 13 novembre Repubblica: Il richiamo dall’Europa: “Diteci perché il debito non scende”
I primi tre abbastanza concordi, per l’Unione Europea il guaio dell’Italia è il debito pubblico troppo elevato; Repubblica, tanto per cambiare, è un passo avanti e l’Unione Europea avrebbe interrogato Salvini&Di Maio: ma non siete capaci di far scendere il debito?

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ott 31 2018

il giornalismo vero di repubblica 31 10 2018

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IL GIORNALISMO VERO DI REPUBBLICA
I “questi qua” naturalmente non sono i Martina e i Bersani….. e per capire chi siamo e come siamo arrivati a Salvini e Di Maio, è indispensabile leggere Repubblica!

30 ottobre 2018
L’Italia ”da De Gasperi a questi qua”: Filippo Ceccarelli presenta il suo nuovo libro
Domani 31 ottobre, alle ore 15, Filippo Ceccarelli presenta a Repubblica Tv il suo nuovo libro Invano, il potere in Italia da De Gasperi a questi qua (Feltrinelli), una storia d’Italia in mille pagine attraverso le maschere della politica italiana. Per capire chi siamo e come ci siamo arrivati.

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