Archive for settembre, 2018

set 30 2018

la legge del più forte-millequindici 30 09 2018

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – MILLEQUINDICI Dal Dubbio; io ormai sono uno specialista di queste letture e ho la certezza che troppi “attori” del processo siano stufi del potere, senza alcun tipo di responsabilità, del giudice italiano. Che legge la Costituzione come vuole; provi il Bonafede di turno a chiedere vengan nominati giudici di Cassazione professori d’Università e avvocati, come prevede l’articolo 106………………….
—«Qualcosa è cambiato. C’è una dinamica diversa, nel funzionamento del Csm, rispetto a quanto immaginato dai costituenti. E a questo punto andrebbe riconsiderata la composizione del Consiglio stesso. Anche perché la scelta di prevedere una maggioranza di togati fu il frutto di una deliberazione dell’Assemblea costituente passata per un soffio». Il costituzionalista Giovanni Guzzetta ha l’abitudine di infrangere tabù. È stato tra i pochi a sollecitare, anche per via referendaria, una legge elettorale meno friabile di quelle in vigore ormai dal 2005. Adesso non si risparmia dal mettere in discussione un vero e proprio totem della Repubblica, ossia la composizione asimmetrica del plenum di Palazzo dei Marescialli. D’altronde, a sostegno della sua idea cita altre «modifiche di enorme rilievo, come l’addio all’autorizzazione a procedere per i parlamentari, a cui non ha mai fatto da contrappeso alcun intervento sull’organo di governo autonomo dei magistrati». Tanto che adesso ritiene sarebbe utile anche discutere di «una maggiore tutela di tutte le parti del processo anche al di fuori dello stretto perimetro delle aule giudiziarie e anche, naturalmente, per gli avvocati». Ci ragiona proprio mentre il Congresso forense che si terrà a Catania dal 4 al 6 ottobre prossimi si appresta ad approfondire la proposta di rafforzare il ruolo dell’avvocato in Costituzione, messa a punto dal Cnf.
Professor Guzzetta, lei è tra i maggiori studiosi dei lavori della Costituente: pensa davvero che non si tradirebbe lo spirito dell’Assemblea se si modificasse la composizione nel Csm? Premessa: non mi permetto di mettere in discussione l’autorevolezza e l’esperienza istituzionale del vicepresidente appena scelto dal Consiglio superiore, David Ermini. D’altronde non è questo il punto. Casomai, si deve prendere atto che ora l’asimmetria fra laici e togati è più difficile da reggere. E in ogni caso, per rispondere alla domanda, quell’asimmetria non è figlia di alcun dogma dei costituenti. L’autonomia e l’indipendenza dei magistrati non fu una priorità nei lavori dell’Assemblea? Fu una delle due esigenze prese in considerazione al momento di disegnare l’organo di governo dei magistrati: da una parte l’autonomia, dall’altra la necessità di evitare che la magistratura si corporativizzasse, per usare un brutto ma efficace termine. Tanto è vero che la scelta iniziale della commissione dei 75 era per un Consiglio superiore composto per metà da laici e per l’altra metà da togati. Erano orientate in questa direzione figure del calibro di Dossetti, Bettiol, Leone, Perassi. Poi cosa successe? Ci fu un emendamento presentato da Scalfaro, che propose lo schema con due terzi di togati. Che prevalse di pochissimo: su quel voto si dovette contare con prova, controprova e divisione. Non c’erano sistemi elettronici. No. In ogni caso si verificò quanto avvenne su diverse questioni relative alla giustizia: si scelse con un forte grado di approssimazione, di provvisorietà, e diversi aspetti anche formali mostrano proprio come si ritenesse plausibile una successiva revisione del sistema. Ma adesso perché si dovrebbe cambiare? Il modello del ’ 48 ha funzionato fin quando la politica è stata tutto sommato compatta almeno nel rapporto con la magistratura. Nella Prima Repubblica il sistema consociativo assicurava questo tipo di tenuta. Ma adesso non c’è consociazione: è dall’avvio della Seconda Repubblica che nel sistema politico c’è aspra contrapposizione, non declinabile secondo un modello di scelte condivise neppure quando la politica nel suo insieme deve rapportarsi con l’altro potere quello giudiziario, e quindi con i togati del Csm. È per questo che è stato eletto un vicepresidente indicato, come consigliere, da forze che in Parlamento sono all’opposizione? Dico semplicemente che nel momento in cui la politica va al Csm così divisa è chiaro che viene meno quell’equilibrio dato per scontato dai costituenti. E ripeto: l’equilibrio che l’Assemblea provò a disegnare non era considerato come un’opzione ineluttabile. Basti pensare che Togliatti immaginava che fosse il ministro di Grazia e giustizia a svolgere funzioni di vicepresidente. Altri ritenevano che dovesse toccare al procuratore generale della Cassazione e che quest’ultimo dovesse essere designato dal presidente della Repubblica su indicazione del Parlamento. Ci si mosse alla fine con un compromesso che non era scolpito nella pietra come soluzione unanimemente condivisa e consolidata. Crede che ora sarebbe meglio un Csm con metà laici e metà togati? Sarebbe una soluzione in grado di restituire maggior peso alla politica. Non sarebbe un atto di blasfemia, ripeto, rivedere la Carta sul punto. Anche su altri aspetti relativi alla giustizia, come detto, ci fu un margine di discussione ampio. Penso alla separazione delle carriere: l’assemblea era inizialmente orientata a dividere pm e giudici, ma all’epoca vigeva il modello processuale inquisitorio, con il magistrato inquirente che svolgeva anche funzioni giudicanti, e quindi le carriere restarono unite. Ma la VII disposizione transitoria e finale rinvia la scelta definitiva all’introduzione del modello accusatorio. Quando quest’ultimo è stato introdotto nell’articolo 111, però, non si è proceduto a separare le carriere. Quell’articolo oggi è di fatto non pienamente in linea con le attese dei costituenti. Ma c’è un aspetto ancora più significativo. Quale? Non esiste più l’autorizzazione a procedere. Si è eliminato uno schermo pensato non a caso dall’assemblea per tutelare la politica da eventuali attacchi della magistratura. Anche per questo credo che una modifica sul Csm sarebbe utile a restituire l’equilibrio tra i due poteri. Ma la giurisdizione in sé non è a sua volta abbastanza minacciata dal processo mediatico, e non sarebbe perciò utile rafforzare in Costituzione anche il ruolo dell’avvocato? È chiaro che se il dibattito sull’attività della magistratura si trasferisce quotidianamente dalle aule dei Tribunali alla piazza mediatica, o si è in grado di correggere tale fenomeno oppure vanno assicurate maggiori garanzie anche al di fuori del processo e per tutte le parti del processo, quindi anche agli avvocati. Tanto più che i giudici sono impallinati se assumono decisioni non in linea con le attese dell’opinione pubblica e gli avvocati sono minacciati se difendono chi è accusato di determinati reati. È appunto la conseguenza del processo trasferito sui media, e una tutela maggiore per l’avvocato è assolutamente necessaria, visto che lo stato di diritto si fonda sul diritto di difesa.
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set 30 2018

qui cremona-cinquantasei 30 09 2018

QUI CREMONA – cinquantasei
Eatinero cibo di strada, il solito Sistema Cremona: bastan gli odori mediocri dei cibi per capire la qualità, ma i media cittadini, uniti, applaudono; mio giudizio personalissimo: o si ha il talento di Stefano Pellicciardi che riesce a metter su una Festa del Torrone che dura giorni e attira migliaia di visitatori, o è meglio non cominciare imprese del genere. O almeno scordarsi gli inni alle eccellenze alimentari di Cremona. Che ci sono, a Campagna Amica per esempio, ma regolarmente dimenticate quando il Sistema monta le vetrine.
“Uomo nero bersaglio perfetto” è il titolo del Punto di oggi di Zanolli Pennadoro Vittoriano; prima ancora di leggere non avevo dubbi su chi fosse l’uomo nero: Matteo Salvini! Ecco la conclusione, che almeno riconosce Salvini come il vero premier:
—E’ irresponsabile mettere a repentaglio la coesione sociale fomentando l’ostilità degli italiani verso lo straniero, come lo è mettere un’ipoteca sul futuro del Paese con la manovra economica approvata dal consiglio dei ministri, che i mercati hanno subito bocciato—
Proprio al fianco di Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, che ha appena dichiarato, facendo incazzare di brutto i democratici, contribuenti la loro parte ai 2300 miliardi di debito pubblico, che “Confindustria crede nella Lega”.
Io non capisco gli editori del Pennadoro, Nolli Renzo in testa: per non affogare hanno bisogno di tutti e permettono che quello se la prenda ogni domenica col Governo, ogni giorno coi leghisti di Cremona, che l’anno prossimo avranno il sindaco. E coi lettori, che non per nulla calano ogni giorno che passa: non siamo minorati mentali da aver bisogno di Matteo Salvini per accorgerci che se i governi, con l’approvazione di Ser Francesco Papa, fanno entrare milioni di disperati senza sbocchi, la criminalità cresce: è questione di statistica, non di coesione sociale.

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set 30 2018

è ora di finirla 30 09 2018

E’ ORA DI FINIRLA
Titolo di www.cremonaoggi.it:
–Bottiglia incendiaria contro finestra della sede Lega–
E il solito Carpani, prontissimo nel far la vittima, a prendersela su facebook col bersaglio comodo, i centri sociali. Quando invece, nelle prime ore del mattino, s’è visto il segretario Pietro Burgazzi, in pensione ed ex vigile urbano, quindi esperto di quegli aggeggi, girare lì attorno con un pacchetto che cercava di nascondere. I centri sociali, l’ha ricordato di recente anche la Cassazione, si occupano di devastazioni, non certo di robette come bottiglie Molotov; che usano invece i leghisti, sia per guadagnarsi le prime pagine, sia per calunniare i centri sociali, baluardi della vera democrazia, quella che Salvini e Di Maio tentano di demolire.

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set 30 2018

donald trump gay 30 09 2018

DONALD TRUMP GAY
Sono una specie di avvocato del diavolo al contrario, cerco attenuanti perfino a Repubblica: sparlar dei nemici è facile, tutti i giorni è complicato; non si trovano facilmente dei Berlusconi che ti servono le Ruby sul piatto. Loro, comunque, si impegnano sempre, due o tre limiti oltre il possibile; ecco un esempio, fresco di stamane:
—Con il leader nordcoreano Kim Jong-Un “ci siamo innamorati”: è la dichiarazione fatta dal presidente Usa Donald Trump nel corso di un discorso ai suoi sostenitori nel West Virginia, rilanciato da diversi media americani, tra cui la Cnn. “No davvero – ha detto Trump -. Mi ha scritto belle lettere. E poi ci siamo innamorati”.

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set 30 2018

i grandi problemi dell’agricoltura cremonese 30 09 2018

I GRANDI PROBLEMI DELL’AGRICOLTURA CREMONESE
Cicciobello si è impegnato; titolo occupa pagina della Provincia fin che c’è:
–Suinicoltura No al taglio della coda–

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set 30 2018

non è cattivo, non ci pensa….. 30 09 2018

NON E’ CATTIVO, NON CI PENSA……
Il ristorante di oggi, sotto le grinfie del Pennadoro:
–è un locale che unisce alla simpatia contagiosa della titolare, eccetera, anima e mente, eccetera, orgogliosa dei suoi piatti e convinta ambasciatrice della cremonesità eccetera, conquista i clienti con schiettezza ed esuberanza eccetera…… il marito e la figlia collaborano con intelligenza e passione–
Marito e figlia saran commossi fino alle lacrime, suppongo……

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set 30 2018

ceriana, svegliati! 30 09 2018

CERIANA, SVEGLIATI!
Articolo dalla Stampa; Ceriana ha una campagna benedetta da Dio, ci fosse passato, anche da Maometto! in gran parte in abbandono perché l’Agricoltura, a Ceriana alpinistica secondo l’amico Daniele Martini, rende a tutti tranne a chi la lavora. Eppure le castagne qui fecero la storia, assieme all’olio: qualità eccelsa, proprietà miracolose; chi aveva la farina per l’inverno, era ricco. E avere al fianco Coldiretti è meglio di Ronaldo e Messi in attacco, assieme!
—L’autunno del 2018 festeggia il grande ritorno delle castagne italiane, che negli anni scorsi avevano rischiato di sparire ma ora tornano con un raccolto superiore ai 30 milioni di chili, in aumento dell’80% rispetto al minimo storico di 18 milioni un quinquennio fa. A portare le nostre castagne sull’orlo dell’estinzione non sono stati problemi economici o mutamenti climatici ma un insetto-killer, il «cinipide galligeno del castagno» (in latino «dryocosmus kuriphilus»), proveniente dalla Cina che per anni ha infestato i boschi di tutta la Penisola. Il parassita provoca nella pianta la formazione di galle, cioè ingrossamenti delle gemme di varie forme e dimensioni; contro questo insetto è stata avviata una lotta biologica diffondendo sui castagni un insetto antagonista, il «torymus sinensis», che ha ridotto a dimensioni ragionevoli la popolazione del parassita.
La Coldiretti esalta il ritorno della castagna ricordando che Giovanni Pascoli definiva il castagno come «l’italico albero del pane», ma l’associazione aggiunge che «siamo ancora lontano dai fasti del passato, quando si raggiunse la produzione di 829 milioni di chili». Il dato però si riferisce al 1911, in un’Italia tutta diversa (e per fortuna), nella quale definire il castagno come «albero del pane» non era solo espressione di trasporto poetico ma anche descrizione fattuale di una realtà alimentare drammatica; in parole povere era un’Italia in cui si faceva la fame e le castagne erano il cibo povero che forniva una quota importante dell’alimentazione di milioni di persone.
Adesso la situazione è ben diversa, la castagna è una leccornia, e il castagno , come rileva la Coldiretti, «riveste un ruolo importante in molte aree collinari e montane del nostro Paese, non solo per la produzione di frutti e legno, ma anche per il presidio del territorio e per la salvaguardia dell’assetto ambientale e idrogeologico. La bellezza dei boschi, con castagni spesso centenari, rende fruibili molti luoghi anche per scopi turistici e di svago», oltre a fornire l’habitat naturale pet i funghi, i frutti di bosco e molti animali. Con la ripresa della produzione nazionale, calano anche le importazioni, ma resta alto il rischio, denunciato dalla Coldiretti, di «trovarsi a tavola, senza saperlo, castagne straniere provenienti soprattutto dalla Turchia, Spagna, dal Portogallo e dalla Grecia», spesso di qualità inferiore. L’Italia nel 2017 ha importato oltre 21 milioni di chili di castagne, spesso spacciate per italiane, con forte danno sui prezzi corrisposti ai produttori italiani. Da qui la richiesta di Coldiretti di «assicurare più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia, per evitare che diventino tutte, incredibilmente, tricolori». Ancora la Coldiretti sottolinea che sono quindici le varietà di castagne italiane che hanno ottenuto il riconoscimento europeo.
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set 30 2018

parlare a nuora perché nuora intenda 30 09 2018

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PARLARE A NUORA PERCHE’ NUORA INTENDA
Ci voleva tutta l’autorevolezza di Scalfari Eugenio Magno, su Repubblica, per ricordare anche a chi non volesse chi comanda in Italia!
—Il Quirinale ha detto parole molto importanti, dopo i guai subiti dal Paese nelle ultime ore. Ricorda a tutti, e in particolare al governo e al Parlamento, che l’intera vita pubblica italiana è fondata sulla Costituzione e quindi, quando necessario, dalle sentenze della Corte Costituzionale, responsabile delle leggi e dello scrupolo con cui vengono applicate.

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set 30 2018

i maestri cantori 30 09 2018

I MAESTRI CANTORI
Da Repubblica; il presidente Mattarella impartisce un severa lezione al Governo:
—La Costituzione chiede equilibrio di bilancio. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella interviene nel dibattito sulla manovra con un monito che lascia pochi dubbi. La Carta fondamentale “rappresenta la base e la garanzia della nostra libertà, della nostra democrazia” e all’articolo 97 “dispone che occorre assicurare l’equilibrio di bilancio e la sostenibilità del debito pubblico”—
I maestri cantori, Mattarella 2017 compreso, mai hanno cantato tanto bene, prima; Salvini e Di Maio scavezzacolli sì, ma non son certo responsabili dei 2300 miliardi di debito pubblico, venuti su come funghi negli ultimi 40 anni, destri e sinistri che fossero i Governi; o Mattarella 2018 esige che i due provvedano al riassetto dei conti?

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set 30 2018

oggi a iori, domani a te 30 09 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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