Archive for luglio, 2018

lug 22 2018

la legge del più forte-novecentoquarantacinque 22 07 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – NOVECENTOQUARANTACINQUE E’ Piero Sansonetti, direttore del Dubbio, è sempre la stessa storia, i processi trattano fatti diversi ma se il giudice vuole con lo stesso sistema: le idee innate, le sue naturalmente, che a volte, come successo nei processi Iori, cambiano nome e diventano le sfere di cristallo.
—Quando era vivo cercarono in tutti i modi di sommergerlo con il fango. Le lettere del corvo, poi le voci messe in giro che l’attentato all’Addaura fosse una invenzione, alla fine le accuse in Tv di avere messo nel cassetto le inchieste sul terzo livello della mafia, per proteggere Andreotti o qualcun altro, chissà. Parlo di Giovanni Falcone, naturalmente. Il magistrato che più di tutti, nella storia d’Italia, ha fatto contro la mafia. E il magistrato che più di tutti, nella storia d’Italia, è stato bersaglio della critica feroce dell’antimafia ufficiale, e della “critica delle armi” di Cosa Nostra. La quale ha provato varie volte ad eliminarlo come aveva fatto con il suo maestro: Rocco Chinnici – e alla fine c’è riuscita con qualche quintale di tritolo fatto esplodere sotto il ponticello di Capaci, sull’autostrada di Palermo, mentre passava la sua Croma. Dopo la morte, le critiche si placarono. Molti corsero ai suoi funerali. Molti dissero che era un eroe. Tanta retorica. Ma per Falcone non c’è mai pace, l’anti- falconismo è sempre vegeto. L’anti- falconismo è il luogo dello spirito dove mafia e antimafia si incontrano. Né l’una né l’altra hanno mai perdonato a Falcone di avere fatto il suo lavoro con spirito scientifico e con un rispetto assoluto del diritto. E’ passato un quarto di secolo, da quando l’hanno ucciso, e chi legge le motivazioni della sentenza del processo Stato- mafia, se non ha gli occhi foderati, si accorge che è esattamente questo: un attacco ad alzo zero contro Falcone, il falconismo, e i (pochi) uomini e donne che collaborarono con lui. Ieri molti giornali riportavano il nome delle persone tirate in ballo dai giudici palermitani. Scorretelo appena, questo elenco, e farete un salto sulla sedia: Luciano Violante, Claudio Martelli, Giovanni Conso, Fernanda Contri, Liliana Ferraro. E poi, naturalmente, Mori, Subranni e De Donno, i tre carabinieri che gli furono a fianco per molti anni (e che hanno già subito molti processi, sempre con le stesse accuse e sempre assolti). Tutti questi nomi sono i nomi delle persone che in modo più stretto e amichevole, in vari periodi (tra il 1983 e la morte) hanno lavorato gomito e gomito con Falcone, e lo hanno sostenuto anche quando le polemiche contro di lui diventarono asperrime. Gli ultimi tre ( Mori, Subranni e De Donno), che sono quelli che hanno catturato Totò Riina, sono stati addirittura condannati, nel processo Stato- mafia, a molti anni di prigione. Gli altri no, nessuna condanna e neppure nessuna imputazione specifica. I giudici hanno solo scritto uno ad uno i loro nomi nelle motivazioni della sentenza per gettargli addosso un po’ di fango. Sono accusati di reticenza, o qualcosa del genere. Perché? Perché non si sono dati da fare per accreditare la tesi di fondo del processo Stato- mafia (che purtroppo non è sostenuta da nessuna prova e nessun riscontro) e cioè che la mafia, guidata da Riina, trattò segretamente con i carabinieri, con pezzi dello Stato e con Dell’Utri (e un po’ pure con Berlusconi) prima e dopo l’uccisione di Paolo Borsellino. E che Paolo Borsellino fu ucciso perché si era accorto di questa trattativa, e voleva impedirla. Davvero ci fu la trattativa? E se ci fu, e se la guidò il colonnello Mario Mori, come mai si concluse, in pochi mesi, con l’arresto di Totò Riina, dopo decenni di latitanza? Cosa concesse, Mori, al capo della mafia: le manette? La tesi dell’accusa è singolare. Perché, in assenza di prove, l’accusa si tiene tutta intorno a una congettura, a un teorema. Che però, anche come teorema, è assolutamente scombiccherato. Sostiene che la trattativa la guidarono, nella sostanza, Il presidente della Repubblica Scalfaro e il futuro presidente del Consiglio Berlusconi. I quali però si odiavano, ed erano in perenne e furibonda lotta tra loro. Non c’è nessuna logica nell’idea che furono i grandi vecchi della trattativa. Né tornano le date. Soprattutto per quel che riguarda Berlusconi, che entrò in politica in un periodo successivo alla stagione delle stragi e che, con il suo governo, non concesse nulla alla mafia, non realizzò nessuna delle misure chieste nel famoso “papello” che secondo i Pm sarebbe stato la base della trattativa. E allora che c’entra Berlusconi? E cosa c’entra Dell’Utri? C’entrano, forse, per una sola ragione: che se il processo fosse stato solo ai carabinieri avrebbe avuto un’eco mediatica molto molto ridotta. Dell’Utri è il nome che garantisce spettacolarità alle accuse, e se contro di lui non c’è uno straccio di prova, poco male. La sorte ha voluto che la pubblicazione delle motivazioni del processo Stato- mafia avvenisse in coincidenza con la sentenza del processo Borsellino quater. La quale ha stabilito che dopo l’uccisione di Borsellino fu compiuto il più grande depistaggio della storia della Repubblica. E che di questo depistaggio furono oggettivamente responsabili anche alcuni magistrati. Cioè quelli che indagarono e credettero al pentito Scarantino, che era stato imbeccato da qualcuno (poliziotto e/o magistrato) per deviare le indagini. Bene, non solo questa sentenza non accenna neppure alla possibilità che Borsellino sia stato ucciso perché era contrario alla trattativa. Non solo non prende neanche in considerazione l’ipotesi che una trattativa ci fu. Ma la sentenza mette sotto accusa i magistrati che si fecero deviare, e ironia del destino – tra questi magistrati c’è anche il Pm del processo Stato- mafia, cioè Di Matteo. Di più: nella sentenza si avanza l’ipotesi che Borsellino fu ucciso per evitare che indagasse sul dossier Mafia-appalti, che era stato preparato dal colonnello Mori (carabiniere legato a Falcone), e quel dossier fu archiviato proprio nei giorni dell’uccisione di Borsellino dal Procuratore di Palermo Giammanco, su richiesta di alcuni Pm tra i quali Scarpinato, attuale Procuratore generale di Palermo. Capite che la situazione è davvero kafkiana. C’è una sentenza che dice che Borsellino fu ucciso perché voleva indagare su una pista individuata dal colonnello Mori, il quale ci aveva lavorato con Falcone, e poi c’è un processo messo in piedi da uno dei Pm che fu coinvolto nel depistaggio sulle indagini sull’omicidio Borsellino, il quale ora pretende di dire lui perché fu ucciso Borsellino, e ottiene la condanna del carabiniere che indagava sulla mafia e con il quale Borsellino voleva collaborare, e infine indica come oggettivamente complici tutti gli uomini che all’epoca difendevano Falcone. E’ un mostruoso testacoda. Mostruoso. Ci vorranno anni, forse, molto anni, per rimettere ordine in questa storia e ripulire il terreno da tutti i depistaggi. Oggi è difficile non provare dolore per la memoria di Giovanni Falcone presa in giro e infangata, e per le folli calunnie contro tutti quelli che lo appoggiarono, quando fu abbandonato, e poi lasciato uccidere dai mafiosi.
Ceriana 22 07 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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lug 22 2018

strappare la terra 22 07 2018

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STRAPPARE LA TERRA
Qui se non sudi usando braccia e gambe, macchine non è possibile in una campagna da sempre ripida, raccogli nulla; Daniele Martini m’ha portato a vedere la sua nuova vigna, camioncino su sentieri che i muli di montagna rifiuterebbero, guidava lui naturalmente, tremila metri quasi piani per essere Ceriana, a Moscatello di Taggia, tra i filari lo spazio per le patate, che meritano la doc, tutti gli agricoltori! altro che la maggior parte del salame cremonese; dalla vigna strappata, vista “taglio cartolina di bellezza” del paese; Daniele per sé e gli amici ha già ottimo Vermentino e un Rosso in cui c’è di tutto, anche il Moscato d’Amburgo, facile immaginare l’esito del Moscatello.
A spanne lo vedevo anch’io e Daniele conferma: pian piano i cerianaschi di ottima volontà spogliano gli ulivi dai roveti che li soffocano, con l’intenzione chiara: Ceriana deve tornare la regina dell’olio!

Ceriana 22 07 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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lug 22 2018

migranti e migranti 22 07 2018

MIGRANTI E MIGRANTI Dall’Avvenire, il giornale dei Vescovi italiani; anche da Cuba, dal 1963 in poi, i migranti han tentato la fuga verso Miami; anche loro sui barconi; che ogni tanto affondano, ma non da soli: aiutati dalla Polizia cubana! Tra i pochi a non saperlo, Madama la Boldrina e Papa Francesco. —Inizia oggi una sessione plenaria di tre giorni del Parlamento cubano per discutere della riforma costituzionale tesa a riconoscere, per la prima volta, la proprietà privata ed il ruolo del libero mercato nell’economia dell’isola comunista, mantenendo però il sistema politico del partito unico. La riforma cambierà parti della Costituzione approvata nel 1976 per riconoscere “nuove forme di proprietà, tra le quali quella privata”, ma conserverà “come principio essenziale quello della proprietà socialista del popolo dei mezzi fondamentali di produzione”.
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lug 22 2018

la valle dell’eden 22 07 2018

LA VALLE DELL’EDEN Per essere esistita, è esistita, anche se pochi sanno con precisione dove. Tajani Antonio sembra saperlo, e la indica al Giornale; tonnellate di mele lo aspettano, con un solo desiderio: essere coinvolte!
—Il rilancio di Fi partirà da un coinvolgimento di una base larga sul territorio e appunto delle liste civiche. Quello che vogliamo, e Berlusconi l’ha detto più volte, è occupare il grande spazio dei moderati che hanno perso un punto di riferimento e aggregare sulla base dei nostri valori. È uno spazio enorme di consensi, che va dal mondo della piccola e media impresa a quello del volontariato. Vogliamo puntare sui giovani, che non hanno più referenti e sull’Italia che produce e crea occupazione. Questo governo si spartisce le poltrone, secondo i peggiori riti della Prima Repubblica: sapremo chi va alla Cdp e chi va alle Ferrovie, ma vorremmo sapere dove va un giovane disoccupato per trovare lavoro».
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lug 22 2018

falsi che neanche il dna separa 22 07 2018

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FALSI CHE NEANCHE IL DNA SEPARA
Servizio lamentoso di Repubblica, il giornale colto e intelligente per il lettore colto e intelligente: “finto account creava bufale su Saviano e Boldrini”
Frasi mai dette davvero, è un esperto con un metodo preciso, commenta il giornale colto e intelligente per il lettore colto e intelligente; e riporta una finta Boldrini:
–Non esistono italiani in difficoltà, ma solo gente cui piace lamentarsi invece di rimboccarsi le maniche e andare a lavorare–
Convengo col giornale colto e intelligente per il lettore colto e intelligente, l’imitazione è perfetta, impossibile distinguerla dall’originale!

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lug 22 2018

no pecorino sì frocio 22 07 2018

NO PECORINO SI’ FROCIO
E’ lo scandalo del giorno, montato da Repubblica, tanto per cambiare: due maschietti al ristorante, avran pur fatto qualcosa per esser riconosciuti, che so, guardarsi a lungo e intensamente negli occhi, svillaneggiati dal cameriere; subito “dimesso”; episodio che ha suggerito una buona idea a Matteo Salvini, per non essere insultato dai lettori di Repubblica: “io politico? vi sbagliate, io lo prendo nel culo!”

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lug 22 2018

comunicare e non 22 07 2018

Published by under costume,cronaca nazionale

COMUNICARE E NON
Per certuni, cui non ha senso rivolger la parola, un Marchionne dovrebbe morire tre o quattro volte. E lo scrivono dove riescono, anche sui muri.

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lug 22 2018

oggi a iori, domani a te 22 07 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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lug 21 2018

la quintessenza della cremonesità-seicentoquarantaquattro 21 07 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – SEICENTO44
Titolo di www.cremonaoggi.it:
-Trovati altri 300 chili di rame nei campi vicino a Cignone-
E i cicciobelli della Libera, senza perder tempo, si son precipitati a controllare se i Coldiretti, in barba al Ceta, avessero inventato un nuovo tipo di coltivazione. Sempre da www.cremonaoggi.it, il primo on line per distacco del territorio, sia in notizie che in pubblicità, con tre soli redattori invece della moltitudine alla Provincia fin che c’è; copiati spesso, per giunta:
—Oggi è una bellissima giornata per la Fondazione Città di Cremona – afferma la sua presidente Uliana Garoli – perché insieme a Net4Market inauguriamo nuovi spazi a Palazzo Fodri che tornano così a rivivere. Net4Market, società cremonese giovane e innovativa che sviluppa software e si occupa di servizi ai privati e alla pubblica amministrazione, ha scelto come sede della sue attività lo storico e prestigioso edificio di proprietà della Fondazione. Un edificio simbolo del rinascimento cremonese che, per usare le parole di Garoli, “si riempie di nuova vita”. Per la Fondazione Città di Cremona si tratta di una soddisfazione anche economico-finanziaria. un affitto, quello che riceveremo – commenta Garoli – che consentirà all’ente di continuare a perseguire i suoi scopi sociali. Per il bene della città—
E io continuo a ricordare le persecuzione dei 130 pezzi della Provincia fin che c’è contro il galantuomo Umberto Lonardi, che acquistò il “simbolo del rinascimento cremonese” per conto della Fondazione, quand’era presidente; la colpa del galantuomo Umberto Lonardi fu d’averlo tolto dalle mire e grinfie dei padroni del Sistema Cremona, che senza capir più di tanto del valore del Palazzo, ci vogliono cultura e sensibilità che non s’acquistano in un attimo, volevano appartamenti di prestigio; 130 centotrenta pezzi, fossero stati una notizia, sfido chiunque, nei dieci anni di direzione Pennadoro, a trovare un’altra notizia ripetuta 130 centotrenta volte!
Il Sistema Cremona, che non vede i disastri del gruppo Libera, della Fiera, della città isolata dal mondo ricco e civile: carta moschicida però anche per i Carneadi di passaggio, e stavolta non faccio nomi, tanto i lettori san bene il nome dei Carneadi.

Cremona 21 07 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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lug 21 2018

intercettare tutto 21 07 2018

INTERCETTARE TUTTO, e pubblicare, per il bene della Giustizia, dicono e fanno, un dopo l’altro, giudici, sito Giustiziami, e Repubblica, perché la notizia abbia la diffusione che merita. Si tratta di Berlusconi, tanto per cambiare, fosse stato De Benedetti Carlo, col piffero l’avremmo letta su Repubblica, il giornale degli italiani colti e intelligenti. —Berlusconi, la frase shock del 2011: “Mi fa schifo una che va con un negro” Il sito Giustiziami.it ha pubblicato in esclusiva un nuovo estratto del video girato di nascosto a villa San Martino, residenza di Silvio Berlusconi ad Arcore. Le immagini sono del 2011, ai tempi dello scandalo Olgettine. In questo passaggio l’allora presidente del Consiglio, parlando con Marysthell Garcìa Polanco (modella dominicana che era stata ospite delle serate organizzate nella villa di Arcore), pronuncia una frase razzista riferita al calciatore Mario Balotelli. “Riteniamo sia doveroso darne conto considerato il ruolo pubblico che Berlusconi ancora ha, in un momento in cui il tema del razzismo è di lampante attualità”, scrive il sito dedicato alla cronaca giudiziaria milanese. Il filmato era stato depositato agli atti del procedimento Ruby Ter e mai diffuso fino ad ora.
Ceriana 21 07 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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