Archive for giugno, 2018

giu 23 2018

la legge del più forte-novecentoquindici 22 06 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – NOVECENTOQUINDICI Lo strapotere dei magistrati italiani non tramonterà mai fin che a contrastarli ci saranno politici alla Matteo Renzi: la prassi di minacciare i testi o, peggio ancora, chiamarli testi mentre di fatto son già imputati, è prassi di ben altro che l’1% della categoria; ricordo il caso di Maurizo Iori, autentico abecedario della processualistica italiana: la Giudiziaria lo chiama teste, quando lui si accorge che lo considerano imputato, domanda: lei dov’era mentre le vittime morivano? Al cinema?, beh, ci mostri il biglietto, chiede l’avvocato, che gli negano perché teste! E durante il processo c’è voluto del bello e del buono per escludere il verbale dagli atti! —Ecco il primo atto da “solo” senatore di Matteo Renzi: «Quando un cittadino normale viene interrogato come testimone – quindi senza avvocato – propongo che ci sia sempre una videoregistrazione». L’annuncio arriva attraverso la sua eNews e segue di un giorno le ultime novità sul caso Consip: l’ex consigliere economico di Palazzo Chigi che ricostruì il ruolo dell’allora ministro Luca Lotti ( il quale fu accusato di rivelazione di segreto e favoreggiamento), ha dichiarato davanti al Csm di essere stato «intimidito dai pm ( con frasi come “vuole fare una vacanza a Poggioreale” ndr), con domande pressanti su Renzi» e che fece «il nome di Lotti solo per cavarmi d’impaccio». La commissione disciplinare del Csm lo ha ascoltato come teste nel processo che vede incolpati i pm Henry John Woodcock e Celeste Carrano e Vannoni ha concluso dicendo di aver «firmato il verbale senza rileggerlo, cosa sia stato detto in quel momento di confusione non lo so, volevo solo uscire di lì». La notizia che ha messo in dubbio l’operato degli “accusatori” non ha avuto sulla stampa la stessa eco dell’indagine ( anticipata da Marco Lillo su Il Fatto Quotidiano e oggetto del suo libro “Di padre in figlio”), di cui attualmente è stata chiesta una proroga di sei mesi. Tuttavia, Renzi ha ripetuto nella sua newsletter la frase che ha sempre utilizzato per il caso Consip: «Il tempo è galantuomo». Come a dire che il tempo chiarirà chi davvero era nel torto, e oggi nel torto sono risultati gli inquirenti e i loro metodi di conduzione dell’ascolto dei testimoni. L’ex segretario dem ha aggiunto, commentando la sua proposta di legge, che «il 99% dei magistrati svolge benissimo il proprio lavoro. E anche il 99% della polizia giudiziaria. Ma quando trovi qualcuno che non si comporta bene, che garanzie ha un cittadino senza avvocato?» . Certo, stando sui banchi della minoranza è difficile che la proposta riesca davvero ad approdare all’esito positivo in Aula, ma Renzi chiama in causa direttamente il ministro della Giustizia: «Sono certo che Bonafede – che ho conosciuto quando veniva con una webcam a riprendere le sedute del Consiglio comunale di Firenze perché voleva garantire trasparenza non potrà che essere d’accordo con me: se ci fosse stata la videoregistrazione degli interrogatori dei testimoni ci saremmo risparmiati questa incredibile vicenda. E oggi una videoregistrazione si fa in modo molto semplice. Basta un telefonino». Come a dire: proprio i 5 Stelle, che furono i principali fautori della politica dello streaming e della trasparenza, dovrebbero appoggiare una proposta che va proprio in questa direzione, a garanzia di chiunque si imbatta in quell’ 1% di magistrati o membri della polizia giudiziaria che usano mezzi poco ortodossi di esame e ascolto a sommarie informazioni dei testimoni.
Cremona 22 06 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

giu 23 2018

la quintessenza della cremonesità-seicentoquindici 22 06 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – SEICENTOQUINDICI
Certo Nolli Renzo, completata la trilogia col voto di Casalmaggiore, per qualche notte coglierà il meritato riposo nella posizione di homo erectus, causa i più che comprensibili dolori locali, che nemmeno le continue interviste alla Provincia fin che c’è dell’amico Pennadoro son riusciti a lenire; nemmeno oggi cambia la lagna:
–Lo ripeto, non è stata nostra l’iniziativa. Questo comportamento non appartiene al nostro stile. Stravolgendo le consuete regole in merito alla partecipazione alle convocazioni delle assemblee non si consente ai consorziati di esercitare in maniera naturale e trasparente il diritto al voto. La partecipazione al voto è un momento importante della vita del Consorzio e deve essere favorita in ogni modo. E’ fondamentale evitare che un’inutile conflittualità sindacale sia riportata all’interno del Consorzio. Ricordiamoci che il Consorzio Agrario di Cremona rappresenta un’importante realtà economica, punto di riferimento per molti soci agricoltori. Ciononostante ci siamo uniformati alle nuove regole imposte e cerchiamo di onorare la democrazia con la partecipazione al voto–
La solita predica da boss della Libera, l’unica differenza è che la Libera oggi non conta più un cazzo e solo i boss non se ne accorgono, convinti come sono d’essere ascoltati e creduti come un tempo; da anni i cremonesi li leggono e ridono; il Nolli Renzo ciancia di una violazione della democrazia votare in prima convocazione: spieghi perché a Capralba i voti Libera fossero quasi trecento, se nessun socio sapeva si votasse; e la scusa per Cremona e Casalmaggiore, i giorni dopo Capralba, significa solo, fosse vero quel che lamenta il Nolli, che al socio Libera le cose bisogna ripeterle tre volte.
La verità ancora una volta la dicono i numeri: nel 2015 i Coldiretti vinsero di 100 su 2400 voti, nel 2018 di 700 su 2600; la conclusione è una sola, molti Liberi hanno apprezzato la gestione Voltini ben più che la gestione don Ernesto de’ Folli, per motivi che tutti nell’ambiente conoscono e quindi inutile ripetere.
Un’osservazione dell’amico Indiana Jones: grazie allo sbarramento Arvedi capitan Voltini e i suoi manco si son presentati al voto in Fiera, dove la Libera ha ottenuto due rappresentanti in consiglio; il voto al Consorzio dimostra invece chi gode della fiducia degli agricoltori cremonesi.
Arvedi parla pochissimo, intendo in maniera ufficiale; parla invece per lui, ogni venerdì, Rossi Alessandro, direttore part time di Mondo Padano, edito dal cavaliere, che non lascia dubbi sulla scelta di campo del padrone; dall’ultimo numero:
–ma i primi due round, quello di Capralba, condizionato tuttavia dalla sorpresa legata alla votazione in prima convocazione che – stigmatizzano alla Libera – ha colto di sorpresa molti soci convinti che, come di consueto, la votazione si sarebbe svolta in seconda convocazione–
Come l’avesse scritto per la Libera qualche cicciobello di turno, cavalier Arvedi!

Cremona 22 06 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

giu 22 2018

la lega vola, 22 06 2018

Published by under costume,cronaca nazionale

LA LEGA VOLA,
e, siccome non è popolata di buzzurri come dicono, ringrazia gli amici di Forza Italia e 5 Stelle; che non hanno ancora capito perché li ringrazia……
—I sondaggi più recenti sono quelli condotti da Demopolis per La7 e da Euromedia research e l’Istituto Piepoli per Porta a porta, pubblicati il 20 giugno. Secondo le rilevazioni di Euromedia research, il 28.3% degli intervistati ha dichiarato che voterebbe Lega e il 28% il Movimento 5 stelle. Il testa a testa delle ultime settimane continua, con la Lega già in fase di sorpasso. Sorpasso già emerso dal campionamento di Swg per la7 (data di pubblicazione 18 giugno) che per la prima volta vedeva la Lega (29,2%) sopra al M5S (29%). I dati di Demopolis e Piepoli descrivono invece una Lega ancora all’inseguimento, velocissimo, dei grillini. Gli elettori preferirebbero oggi al 29% il M5s e al 28% la Lega, stando al campione di Demopolis. Il dato più basso per il Carroccio è quello dell’Istituto Piepoli, che gli attribuisce il 27% dei consensi: comunque 10 punti percentuali in più. Un dato sembrerebbe certo: rimanere nella coalizione di centrodestra si conferma la scelta politicamente più intelligente per Matteo Salvini. L’unione fra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia viene sempre stimata sopra al 40%, soglia critica per la maggioranza in Parlamento: al 41.8% secondo Demopolis, al 42, 3% nei dati di Swg, al 43.5% per Piepoli e addirittura al 45.2% secondo Euromedia Research. Presa singolarmente, non gode di buona salute Forza Italia che scende al 9.2% e al 10% nei sondaggi, rispettivamente, di Swg e Demopolis. Vorrebbe dire 4 punti percentuali in meno rispetto alle ultime Politiche. Stabile intorno al 4% Fratelli d’Italia per tutti gli istituti tranne che per Piepoli che dà il partito della Meloni al 3%. Il Partito democratico difende, con qualche oscillazione al ribasso, il risultato del 4 marzo (18.3%) e continua ad aggirarsi fra il 17 e il 19%. da Repubblica

Cremona 22 06 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

giu 22 2018

prima spendere e poi trovarli 22 06 2018

PRIMA SPENDERE E POI TROVARLI
E’ la tecnica del buon padre di famiglia, oggi travolto dalla confusione dei ruoli: non è più di moda chiedere, e a chi, se si è padre o madre. Insomma, Di Maio Giggino insiste: reddito di cittadinanza, ma a chi lavora gratis per il suo sindaco otto ore la settimana; Giovanni Tria, il suo compito è trovare i soldi, chiede a Giggino: però spiegami dove!

Cremona 22 06 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

giu 22 2018

la buona e tradizionale genetica 22 06 2018

LA BUONA E TRADIZIONALE GENETICA
Dal Punto dei Coldiretti; che hanno successo in ogni campo perché assieme al cibo difendono la nostra salute; Ogm, glifosato, Ceta e via dicendo li difendano pure Confagricoltura da Roma, e Rossi Alessandro, giornalista di Arvedi, da Cremona.
—Scattano le multe per le etichetta anonime che non riportano in etichetta l’origine del prodotto agricolo. E’ quanto annuncia la Coldiretti in relazione alla nota inviata dal Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari (Icqrf) agli uffici periferici di controllo, nella quale si ricorda che i decreti sull’indicazione di origine in etichetta per il latte e i formaggi, il riso, la pasta di grano duro i derivati del pomodoro “sono vigenti e pienamente applicabili fino al 31 marzo 2020 e la violazione delle disposizioni in essi contenute sono sanzionabili a tutti gli effetti di legge”. Una buona notizia per quel 96% di italiani che chiedono che venga scritta sull’etichetta in modo chiaro e leggibile l’origine degli alimenti secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole. “L’Italia si è posta all’avanguardia in Europa nelle politiche per la trasparenza dell’informazione ai consumatori, con l’etichetta di origine Made in Italy su ¾ della spesa per impedire di spacciare prodotti stranieri come nazionali” commenta il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “in un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti”.
Cremona 22 06 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

giu 22 2018

uno a uno 22 06 2018

UNO A UNO
Cremonese e straniero: nessuno dei due ha picchiato i controllori; nessuno dei due ha chiesto l’avvocato; nessuno dei due è giornalista…….
—Doppio deferimento ieri per guida in stato di ebbrezza a Cremona. S.K., nato in India nel 1978 e residente a Sospiro, è stato sottoposto a controllo in viale Concordia mentre era alla guida del proprio motorino Piaggio. L’uomo è stato trovato positivo all’alcool test con un tasso di 2,10 g/l. Trovato con tasso alcolemico sopra il limite consentito anche B.L.G., cremonese classe 1980. Sottoposto a controlli in via Bonomelli alla guida della propria Peugeot è risultato positivo all’alcool test con un tasso di 1,58 g/l. Da www.cremonaoggi.it
Cremona 22 06 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

giu 22 2018

copion voltini 22 06 2018

Published by under costume,cronaca cremonese

COPION VOLTINI
Ha voluto imitare la Croazia, che ieri sera ha rifilato tre pere all’Argentina: per la sua squadra hanno segnato Capralba, Cremona e Casalmaggiore; i Liberi, piangenti e zoppicanti, non han voluto rilasciare dichiarazioni, mentre tornavano al Quarto Lato di Piazza Duomo; qui sotto la versione ufficiale del Consorzio Agrario:
—Agenzia di via Albarone gremita per la terza e ultima assemblea parziale ordinaria dei soci del Consorzio Agrario di Cremona che si è svolta questa mattina in prima convocazione alla presenza del presidente Paolo Voltini, del direttore Franco Vertini, dei vice direttori Sandro Berti e Giuseppe Pilla, di Tania Lini dell’area finanziaria, del responsabile Servizio Macchine e carbolubrificanti Attilio Marenghi e del presidente del collegio sindacale Andrea Bignami. L’alta affluenza già registrata a Capralba e Cremona si è ripetuta anche nell’appuntamento casalasco. A Casalmaggiore hanno votato infatti 780 soci. L’esito delle votazioni ha riconfermato l’andamento delle precedenti sessioni, con la lista sostenuta dai soci del Consorzio aderenti alla Coldiretti che ha nettamente prevalso su quella contrapposta sostenuta dalla Libera Associazione Agricoltori. Esaurite così le tre assemblee parziali ordinarie dei soci, lunedì 25 giugno alle 17 in prima convocazione, si terrà a Cremona presso il Servizio Macchine di via delle vigne 210, l’Assemblea generale ordinaria dei Delegati.

No responses yet

giu 22 2018

salvini ha convertito il papa!! 22 06 2018

SALVINI HA CONVERTITO IL PAPA!!
Non ci sono dubbi se l’Avvenire, il giornale dei Vescovi italiani, attribuisce a Papa Francesco le parole qui sotto….
—Sui rifugiati ho parlato molto e i criteri sono quelli che ho detto: accogliere, accompagnare, sistemare, integrare. Poi ho detto che ogni Paese deve fare questo con la virtù propria del governo, cioè con la prudenza. Ogni Paese deve accogliere quanto può, quanti ne può integrare. L’Italia e la Grecia sono state generosissime ad accogliere.

Cremona 22 06 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

giu 22 2018

oggi a iori, domani a te 22 06 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

No responses yet

giu 22 2018

la legge del più forte-novecentoquattordici 21 06 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – NOVECENTOQUATTORDICI Spero, se qualche giudice mi legge, non se la prenda, non voglio insultare la categoria scrivendo: ragionano in modo diverso da noi; è tipico di chi nella vita non ha una vera controparte, come il professore, il giornalista; e se il Csm ha riunito i pensatori per giungere alle conclusioni che il Dubbio riporta, confermo: ragionano in modo diverso da noi! Non possono scrivere: “e dei doveri di matrice processuale: rispetto del giusto processo, dei diritti della difesa, tutela della presunzione di non colpevolezza”; evidente la riflessione: i doveri non vengono osservati. E poi: “ grande attenzione viene riposta ai termini da utilizzare”; non c’è atto che manchi del rituale, se non “Illustrissimo”, “Eccellentissimo” rivolto al giudice, mentre il cittadino, anche se vittima, è il “nominato Rossi Mario”….. —“Molto rumore per nulla”, potrebbe essere questo il sottotitolo delle “linee guida per la informazione giudiziaria” approvate dal Consiglio superiore della magistratura. Il titolo della commedia shakespeariana sintetizza bene lo sforzo del Csm per regolamentare un tema sensibile come quello della comunicazione giudici/giornalisti: molte parole per non approdare ad una soluzione efficace che metta finalmente fine alle fughe di notizie. Indagine Consip docet. Chi si aspettava, infatti, regole puntuali per porre fine allo scambio di chiavette usb fra inquirenti e giornalisti sarà rimasto deluso. Ma forse non era questo lo scopo principale dell’Organo di autogoverno delle toghe. L’intento del Csm era quello di creare le basi per una comunicazione basata sulla «trasparenza e comprensibilità» dell’attività giurisdizionale, senza confliggere con il carattere segreto della funzione. Una corretta comunicazione «aumenta la fiducia dei cittadini nella giustizia, nello Stato di diritto, rafforza l’Indipendenza della magistratura e l’autorevolezza delle Istituzioni», si legge nella premessa alla circolare. In questa ottica il rapporto con i media diventa fondamentale. Sul punto, a dare manforte all’iniziativa del Csm, una raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa che prevede la creazione di posti di “portavoce giudiziario” affidati a professionisti della comunicazione. Anche se viene esclusa la possibilità di creare degli uffici stampa dedicati come accade in molti Paese europei. La Settima commissione, relatori i togati Nicola Clivio, Claudio Galoppi ed il laico Renato Balduzzi, si è avvalsa del contributo di giornalisti e scrittori di grido, come Francesco Giorgino e Gianrico Carofiglio, sotto la supervisione dell’ex presidente della Corte di Cassazione Giovanni Canzio. Sono state effettuate audizioni con l’Ordine dei giornalisti, con il Consiglio nazionale forense e con l’Anm. Sono dunque indicate prassi uniformi su tutto il territorio nazionale che saranno oggetto di un costante monitoraggio e aggiornamento. La circolare diversifica l’attività per uffici requirenti, giudicanti, di merito. Le premesse sono essenzialmente indicazioni di buon senso come evitare discriminazioni fra giornalisti e testate, creare canali comunicativi privilegiati, personalizzare l’ informazione, usare espressioni con giudizi di valore. La comunicazione deve poi essere di «effettivo interesse pubblico». A tal riguardo sono previsti dei doveri nei confronti degli individui, come il rispetto della vita privata, dei minori, evitando vessazioni. E dei doveri di matrice processuale: rispetto del giusto processo, dei diritti della difesa, tutela della presunzione di non colpevolezza. Grande attenzione viene riposta ai termini da utilizzare. Si ribadisce la centralità del giudicato rispetto alla fase delle indagini preliminari ed il diritto dell’imputato a non apprendere dalla stampa quanto deve essergli comunicato in via riservata. Aspetto importante è la formazione dei magistrati alle nuove tecnologie e ai linguaggi media. Per gli uffici di Procura cambia molto poco. Il procuratore è e resta il responsabile dei rapporti con la stampa. Al procuratore- giornalista compete indicare la migliore strategia comunicativa, valutare rischi di una eccessiva mediatica, garantire una collaborazione efficace con i sostituti. L’informazione giudiziaria non deve poi interferire con le indagini. Alcune indicazioni paiono essere scontate come quella di non diffondere immagini di persone tradotte in manette o essere rispettosi del ruolo del giudice. Circa gli uffici giudicanti si pone attenzione alla valutazione delle prove, focalizzandosi sui casi di interesse economico, sociale, politico, tecnico e scientifico.
Cremona 21 06 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

No responses yet

Next »