apr 13 2018

la legge del più forte-ottocentoquarantasette 13 04 2018

Published by at 8:48 pm under costume,cronaca cremonese,cronaca nazionale,Giudici

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – OTTOCENTOQUARANTASETTE Da www.errorigiudiziari.com ; la riporto ma è talmente grossa che io per primo stento a credere sia vera, anche perché manca qualsiasi accenno alle conseguenze disciplinari se non penali per il capo della Procura. Ciò che mi ha deciso, di comportamenti simili alla “io posso, dunque lo faccio”, basta pensare alle tante sfere di cristallo dei processi Iori, si legge tutti i giorni sulla stampa specializzata, e anche su quella non…… —Era stato per anni la punta di diamante della polizia giudiziaria di Genova. Aveva coordinato tutte le principali inchieste in materia di corruzione e pubblica amministrazione. Per questo quando al luogotenente Rocco Anobile, sottufficiale della Guardia di Finanza, fu recapitato l’ordine di custodia cautelare in carcere, sembrò crollare il mondo addosso. Era il novembre 2011. Rocco Anobile venne arrestato con l’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio e accesso abusivo a sistema informatico. L’allora procuratore capo di Sanremo, Roberto Cavallone, sosteneva che il sottufficiale della Guardia di Finanza avesse avuto accesso al “Re.Ge”, il Registro generale delle notizie di reato della procura, per far sapere a un suo conoscente se fosse indagato o meno. Pochi giorni prima, Anobile aveva ricevuto nel suo ufficio una persona di sua conoscenza: dovendo essere sentita come testimone dal Pm di Sanremo, voleva capire meglio di cosa si trattasse e aveva chiesto informazioni ad Anobile. Per questo il sottufficiale era entrato nel Re.Ge. tramite il proprio computer, in modo da capire a quale procedimento si riferisse la convocazione, notando peraltro che questo riportava la sigla di “procedimento non secretato”. Il procuratore Cavallone disse che per Rocco Anobile l’accesso al Registro era stato vietato. Quelle sue dichiarazioni furono – visto il peso specifico della loro fonte – il perno di tutta l’inchiesta che, coordinata dal Pm Marco Zocco, travolse il luogotenente della Guardia di Finanza. Il sottufficiale finì prima in carcere (7 giorni) e poi agli arresti domiciliari (due mesi). In seguito, fu costretto a scontare 34 giorni di obbligo di dimora a Sanremo. In un attimo, la sua carriera e il suo prestigio professionale finirono in fumo. In quel momento nessuno poteva sapere infatti che le dichiarazioni del procuratore non corrispondevano al vero. Come avrebbero spiegato in seguito i giudici di secondo grado, il gip avrebbe sicuramente respinto la domanda di custodia cautelare se avesse saputo che non c’era alcuna secretazione del Registro. La verità, dunque, era un’altra. Rocco Anobile venne a sapere che il procuratore Cavallone nascose ai colleghi della procura di Genova (che avevano istruito l’inchiesta per motivi di competenza) alcune informazioni essenziali: su tutte il fatto che Rocco Anobile avesse diritto ad accedere al Re.Ge. su espressa disposizione contenuta in una circolare dello stesso procuratore capo. Anobile inserì questa circostanza in un esposto diretto alla Procura di Torino, ma il suo tentativo non venne ascoltato. Il sottufficiale della Guardia di Finanza ha dovuto sostenere tre gradi di giudizio, prima di uscire da questa storia con la verità: assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste. Per questo, nell’aprile 2018, la Corte d’appello di Genova accoglie l’istanza di riparazione per ingiusta detenzione presentata dalla difesa di Rocco Anobile, l’avvocato Alessandro Mager, e dispone che vengano liquidati all’ex sottufficiale della Guardia di Finanza (che oggi è in pensione e ha 69 anni) 58 mila a titolo di indennizzo per la custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari sofferta ingiustamente, unita al danno biologico (rappresentato da seri problemi di salute) e all’immagine.
Cremona 13 04 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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