Archive for aprile, 2018

apr 19 2018

la legge del più forte-ottocentocinquantatre 19 04 2018

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – OTTOCENTOCINQUANTATRE Dal Dubbio on line, la seconda parte dell’intervista al figlio di Gabriele Cagliari, suicida in carcere ai tempi di Mani Pulite….. —Ritengo che ciò sia un dovere civile da parte mia, affinché chi ha vissuto quegli anni ripensi a quanto accaduto e dica ai suoi figli cosa è successo, afferma Stefano Cagliari. In questi venticinque anni ha rilasciato pochissime interviste. Questa è una di quelle. Troppo grande il dolore. Nel 1993, oltre al padre, Stefano perse la moglie 37enne, colpita da un tumore, e il fratello minore Silvano, morto di Aids. Dopo un lungo e faticoso lavoro su stesso, Stefano Cagliari ha deciso di riabilitare la figura del padre e accendere una luce su un periodo buio della storia del Paese.
Architetto, cosa ha provato nel rileggere dopo 25 anni queste lettere?
Riprendere in mano la storia di mio padre è stata un’operazione molto dolorosa.
Le lettere di suo padre offrono una visione tremendamente lucida del sistema giustizia italiano.
Mio padre pensava che con Mani pulite la magistratura stesse facendo un colpo di Stato, aprendo la strada a un regime poliziesco.
Il regime poliziesco non c’è, però la magistratura è diventata potentissima…
In quegli anni la magistratura diede un colpo fortissimo alla politica. E quando un potere perde importanza, altri prendono il suo posto. Fino agli anni 80 la politica gestiva anche la magistratura. Da allora non fu più così.
Come nasce Mani pulite?
È difficile pensare che tutto nasca all’improvviso nel 1992, dopo oltre trent’anni di gestione di un sistema, oliatissimo, basato sul rapporto Dc- Psi.
E allora?
La magistratura divenne molto aggressiva in quanto appoggiata dalla piazza. Il Paese soffriva una situazione difficilissima dove il debito avevo superato il Pil e la Lira era stata svalutata del 25%. E poi una serie di concause.
Tipo?
Il Psi dava fastidio a molti, soprattutto agli Stati Uniti. Il “salotto” buono dell’economia era cambiato. E molti imprenditori cercavano spazio.
A proposito di imprenditori, uno di questi, Silvio Berlusconi alle fine del 1993 decise di fondare Forza Italia.
Lo scopo primario di Berlusconi fu quello di difendere se stesso e le aziende dalle inchieste che, inizialmente, aveva appoggiato con le sue televisioni. Berlusconi capì per primo che gli italiani erano stanchi di questi arresti continui.
E la sinistra sconfitta reagì in maniera violenta.
Sì. Ci fu uno scontro di potere fortissimo che è durato vent’anni. Dove Berlusconi ha cercato in tutti i modi di limitare il potere della magistratura.
Ma non c’è riuscito.
Ha agito in modo troppo scoperto. Forse ha ragione Piercamillo Davigo quando dice che Matteo Renzi, su questo aspetto, è stato più bravo.
Per suo padre i magistrati avevano una missione “salvifica” della società.
Gherardo Colombo, uno dei magistrati che indagò mio padre, ha scritto la prefazione del libro. E lui il primo ad affermare che la magistratura non può eliminare i fenomeni corruttivi con la sola repressione. Il problema è di tipo culturale.
Non tutti la pensano come Colombo. Da parte di molti c’è la richiesta di nuove pene e maggiore carcere.
Questa è una logica molto superficiale. Come scrisse mio padre, “il carcere è un moltiplicatore di malavita”.
Cosa non funziona in questo Paese?
Ci sono troppe regole, che si sovrappongono e si contraddicono. Oltre a favorire la corruzione, la conseguenza è che il burocrate cerca sempre di proteggersi avendo paura di cosa possa accadere. Il Paese è completamente ingessato.
Come funzionava il sistema delle tangenti in quegli anni?
Tutte le grandi aziende pagavano i partiti che allora avevano costi altissimi. Chi non pagava era fuori dalle stanze del potere. Le regole erano queste. Se dopo quindici giorni non avevi capito come fare, qualcuno veniva a spiegartelo.
I partiti avevano un peso fortissimo?
Certamente. Oltre ai soldi, volevano influenzare le scelte strategiche delle aziende. Ricordo che mio padre, pur essendo socialista, litigava spesso con Bettino Craxi.
Quando ha capito suo padre che il vento stava cambiando?
Mio padre capì subito cosa stava succedendo. Parlo del conflitto fra poteri. Da uomo Eni, cerco di salvare dalla tempesta, soprattutto quella mediatica, l’azienda. Penso, ad esempio, al filone sulle tangenti pagate all’Algeria. “Appena viene fuori una informazione del genere, questi rompono subito”, diceva.
Per avere le commesse era necessario pagare tangenti?
Il discorso è complesso. Pensiamo all’estero: le aziende italiane avevano, e hanno, competitor di alto livello, penso ai francesi, agli inglesi. In certi Paesi i rapporti si decidono in base alla qualità delle relazioni e alla fiducia reciproca. Siamo certi che Eni oggi, oltre a pagare tangenti, non paghi anche le milizie che difendono militarmente i pozzi? E come spendono i miliziani questi soldi? Questo è il mondo. Se lo si affronta con la visione del burocrate non si fa molta strada.
Bisogna fare “squadra” nell’interesse del Paese?
La magistratura applica la legge ma non sempre fa l’interesse del Paese. Ma, ripeto, il problema è essenzialmente culturale. Questo Paese sta in piedi grazie alle aziende che esportano. Non grazie ad uno Stato che spreme tutto il possibile e ai burocrati ottusi. Rischiamo di fare la fine degli abitanti dell’isola di Pasqua che, dopo aver tagliato tutti gli alberi, si sono estinti.
Ha mai pensato di fare politica?
Sono rimasto molto scioccato da quanto è successo. E ho sempre temuto che la figura di mio padre potesse essere strumentalizzata. Comunque nessuno mi ha mai chiesto nulla.
Non crede agli imprenditori prestati alla politica?
L’imprenditore è una persona capace di gestire le aziende. Un decisionista. La politica è mediazione, equilibrio, penso servano altre caratteristiche. Poi bisogna rimanere sempre con i piedi per terra. Il potere è una droga.
Cremona 19 04 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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apr 19 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentoventisette 19 04 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTO27
Per capire che sta succedendo in Fiera basterebbe l’intervista della Provincia fin che c’è al professor Cilecca: “Pilastro dello sviluppo” in prima, due belle foto in mezzo all’articolo a pagina 2, una violini, l’altra vacche da latte, che ricordano tanto lo storico Punto di Zanolli Pennadoro Vittoriano, 28 settembre 2014:
–Violini e vacche sono gli elementi che maggiormente caratterizzano la città del Torrazzo, qualificandola nel mondo–
Ma nemmeno Cabrini Mauro, allievo diligente del Pennadoro, suggeritore delle risposte al Cilecca, sfigura a fianco del Maestro!
Ieri sera mi spediscono il pro memoria ai capigruppo del Consiglio comunale, perché imparino che debbono votare oggi e soprattutto il 26; mi metto di buzzo buono a leggerlo; stamattina una mail col buon lavoro di Cabrini, e decido, fossi pure un giornalista invece che un blogger, prima il divertimento: Cabrini surclassa qualsiasi rivista giuridica. Però, per non correre il rischio di distrarre il lettore, è meglio anticipi il mio giudizio, che non è troppo soggettivo, da come strillano i fatti: 16 sedici consiglieri della Fiera su 17, tutti da una parte, sostengono che la Fiera è quasi una gemma e nello stesso tempo sono alla ricerca disperata di un compratore perché altrimenti i giorni sono contati; non s’è mai fatto prima, quindi non se ne parla di esaminare quel che eventualmente avesse combinato il Pivantonio, presidente dal 2003, per grazia di Dio e di Mario Maestroni; l’impegno dei sedici è stravolgere lo Statuto perché arrivasse davvero il compratore, trovi la pappa già pronta; dall’altra, solo, splendidamente forte delle sue ragioni che son poi quelle che portano a strepitosi successi le imprese che conduce, capitan Voltini; ma i sedici non lo considerano un nemico, anzi, lo strattonano da ogni parte perché si metta con loro, Cilecca il primo; misteri della cremonesità; ma è ora del “divertiamoci assieme” con le gemme del Cabrini Mauro! Basta la prima, dopo si potrebbe anche smettere; autore il Cilecca in persona:
–E ci siamo sempre mossi confrontandoci, anche duramente. E sempre, per l’amministrazione comunale e per molti dei soggetti coinvolti – sembra quasi voler dire molti ma non tutti, Galimberti – con l’obiettivo del rilancio della Fiera, pilastro dello sviluppo del territorio. Un pilastro che è vivo ma ha bisogno in tempi stretti di nuovo capitale (e non è possibile recuperarlo sul territorio) e di nuove alleanze, per salvaguardare il patrimonio e anzi farlo crescere. Solo Fiere con capitale adeguato e alleate con fiere forti reggeranno la competizione, le altre moriranno o sono già morte–
Se non è la conferma del mio giudizio….. Cabrini Mauro si precipita a dargli ragione:
–Ed è proprio per costruire alleanze e ricapitalizzare, con sullo sfondo una partnership che guarda a rapporti con fiere forti e anche economicamente solide come Vicenza e Rimini, che occorre cambiare lo statuto–
La solita visione di Cremona centro se non del mondo, della Val Padana: perché le fiere e anche economicamente solide dovrebbero perder tempo e soldi con noi, che abbiamo i minuti di vita contati?
E smetto, per oggi; il lettore che non ha riso abbastanza vada al resto dell’intervista!

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apr 19 2018

non vedo non sento non parlo 19 04 2018

NON VEDO NON SENTO NON PARLO
Repubblica; l’articolo è scritto in modo troppo artistico, denso com’è di chiaroscuri; una parrocchia di paese con almeno mezzo milione in cassa? ma lo sa don Bergoglio? I superiori lasciano una disponibilità di cassa tanto elevata, e non la controllano? I fedeli eran così fedeli da non accorgersi di nulla? Nessuno lo cercava mentre era impegnato al poker e al casinò? Si impegna a restituire il malgiocato, ma dove li trova i soldi, così, alla buona, le prime domande. Curioso infine il tentativo di incolpare la perpetua, versione incruenta del femminicidio….
—Giocava d’azzardo con i soldi della parrocchia. Il parroco di Spinea, don Flavio Gobbo, è stato indagato dalla procura di Venezia per appropriazione indebita e ha patteggiato due anni con sospensione della pena. L’accusa: aver lasciato un buco di 500mila euro dalle casse della Chiesa. Soldi sperperati tra il gioco delle carte e il casinò, come riporta La nuova Venezia. Il prete ha ora intrapreso un percorso di cura volontario, sostenuto dalla diocesi di Treviso, da cui dipende. L’accordo sulla pena è stato reso possibile sia dalla decisione di sottoporsi alle cure in una struttura specializzata in malati di gioco che da un accordo secondo il quale il prete starebbe già restituendo i soldi alla parrocchia dei Santi Vito e Modesto, in cui esercitava. Una restituzione iniziata da un anno e mezzo, durante la quale la diocesi ha fatto da garante dei pagamenti di don Flavio, arrivati sempre puntuali.
La vicenda ha inizio infatti nel 2016 quando alla comunità di fedeli della parrocchia viene comunicato l’addio del parroco. Molte le ipotesi che all’epoca erano circolate tra i fedeli per dare una risposta a quell’abbandono improvviso e alla mancanza di circa mezzo milione dalle casse della parrocchia. Sospetti che si erano concentrati su una donna misteriosa, forse la perpetua, probabilmente vittima del gioco d’azzardo o aiutata economicamente dallo stesso parroco. Ma nella vita di don Flavio non c’era nessuna donna, solo il casinò e le carte.

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apr 19 2018

lieve imprudenza 19 04 2018

LIEVE IMPRUDENZA
O grave impudenza; titolo di Repubblica, il giornale degli italiani colti e intelligenti, fondato e ancor diretto da Scalfari Eugenio Magno, sotto mentiti nomi:
-Fine di un’epoca, inizia il dopo Castro: Diaz-Canel eletto nuovo presidente-
La fine dell’epoca è descritta appena sotto: candidato unico, eletto da 603 deputati su 604.
p.s. facile immaginare dove alberghi adesso il 604mo…….

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apr 19 2018

averci pensato prima! 19 04 2018

AVERCI PENSATO PRIMA!
Hollande, già premier di Francia, confida a Repubblica:
–Immigrazione e sicurezza, ecco perché è caduta la sinistra europea!

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apr 19 2018

le luci di una volta 19 04 2018

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LE LUCI DI UNA VOLTA
Quando bastava uno dicesse, Dio o Aem non cambia: fiat lux!
Ma Citelum pare non sia all’altezza, stando ai continui racconti di www.cremonaoggi.it…..
–A questo si aggiunge il problema del semaforo di via Santa Cristina, che un giorno si e uno no è fuori uso e lampeggia. Anche in questo caso, sembra che non si trovi una soluzione definitiva al problema, su cui Citelum è già intervenuta diverse volte senza tuttavia riuscire a porre fine ai continui guasti, nonostante si tratti di un impianto semaforico nuovo.

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apr 19 2018

oggi a iori, domani a te 19 04 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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apr 19 2018

la legge del più forte-ottocentocinquantadue 18 04 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – OTTOCENTOCINQUANTADUE Dal Dubbio on line; è ormai accettato dalla maggioranza dei commentatori il giudizio che i processi alla sfera di cristallo, quasi la regola d’oggi, nascano da Mani Pulite, quando i giudici s’accorgono che la politica ha completamente ceduto; ed è una regola fisica, gli spazi vuoti vanno colmati!
—Stefano Cagliari è il figlio dell’ex presidente dell’Eni Gabriele Cagliari, aveva 35 anni quando suo padre, accusato di avere autorizzato il pagamento di tangenti per fare aggiudicare una commessa alla Nuovo Pignone, venne arrestato il 9 marzo 1993 su ordine della Procura di Milano. Dopo 134 giorni trascorsi nel carcere milanese di San Vittore, la mattina del 20 luglio, Gabriele Cagliari decise di suicidarsi infilando la testa in un sacchetto di plastica. Due giorni prima si era sottoposto ad un ennesimo interrogatorio, ammettendo gli addebiti, davanti al pm Fabio De Pasquale, titolare del filone d’inchiesta sulle tangenti Eni-Sai. Secondo il legale di Cagliari, al termine dell’interrogatorio, il pm aveva promesso di mandarlo ai domiciliari. In realtà il giorno stesso aveva dato parere negativo alla scarcerazione ed era partito per le vacanze estive. Fu il colpo di grazie per Cagliari che, stanco e malato, scelse di farla finita per sempre. Durante la sua permanenza in carcere, l’ex presidente dell’Eni scrisse una serie di lettere alla moglie, ai figli e agli amici per spiegare che non poteva più sopportare il trattamento disumano riservatogli dai magistrati. «Secondo questi magistrati, a ognuno di noi deve dunque essere precluso ogni futuro, quindi la vita, anche in quello che loro chiamano il nostro ‘ ambiente’. La vita, dicevo, perché il suo ambiente, per ognuno, è la vita: la famiglia, gli amici, i colleghi, le conoscenze locali e internazionali, gli interessi sui quali loro e i loro complici intendono mettere le mani. Già molti sostengono, infatti, che agli inquisiti come me dovrà essere interdetta ogni possibilità di lavoro non solo nell’Amministrazione Pubblica o parapubblica, ma anche nelle Amministrazioni delle aziende private, come si fa a volte per i falliti. Si vuole insomma creare una massa di morti civili, disperati e perseguitati, proprio come sta facendo l’altro complice infame della Magistratura che è il sistema carcerario. La convinzione che mi sono fatto è che i Magistrati considerano il carcere nient’altro che uno strumento di lavoro, di tortura psicologica, dove le pratiche possono venire a maturazione, o ammuffire, indifferentemente, anche se si tratta della pelle della gente. Il carcere non è altro che un serraglio per animali senza teste né anima. […] Come dicevo, siamo cani in un canile dal quale ogni Procuratore può prelevarci per fare la propria esercitazione e dimostrare che è più bravo o più severo di quello che aveva fatto un’analoga esercitazione alcuni giorni prima o alcune ore prima. […] Stanno distruggendo le basi di fondo e la stessa cultura del diritto, stanno percorrendo irrevocabilmente la strada che porta al loro Stato autoritario, al loro regime della totale asocialità. Io non ci voglio essere». Le lettere di Cagliari sono tremendamente attuali e mettono in luce come molto poco sia cambiato in questo quarto di secolo in tema di custodia cautelare, strapotere della magistratura, gogna mediatica, stato delle carceri. Stefano Cagliari, architetto, attualmente è un imprenditore nel settore dell’energia con interessi nel ramo immobiliare e nella finanza, ha voluto raccoglierle in un libro, “Storia di mio padre”, curato dalla saggista Costanza Rizzacasa d’Orsogna ed edito da Longanesi. Oltre a ciò ha creato il sito gabrielecagliari. it dove sono liberamente consultabili i verbali degli interrogatori di suo padre.
Cremona 18 04 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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apr 19 2018

minimo le attenuanti generiche 18 04 2018

MINIMO LE ATTENUANTI GENERICHE
E’ di moda prendersela coi ragazzi che credono di poter trattare da pari a pari con noi adulti. Qui sotto, da Repubblica, è chiaro che doveva stare più tranquillo, però bisogna riconoscere che:
-pretendeva un modesto sei
-ha continuato a dare del lei al suo professore -non l’ha picchiato —Tre studenti, tutti minorenni, di un istituto tecnico di Lucca sono stati iscritti nel registro degli indagati dopo un atto di bullismo nei confronti del loro professore. Nel video, diventato virale prima su WhatsApp e poi su alcuni gruppi Facebook, si vede l’uomo, 64 anni, docente di italiano e storia, ripreso mentre viene minacciato e insultato in classe da uno di loro: “Prof, mi metta 6 e non mi faccia incaz…”, la minaccia ripetuta più volte dallo studente all’insegnante. “Reo” di avergli assegnato un voto – a suo giudizio – ingiusto. Lo studente, così come di vede nel video pubblicato dal Tirreno, ha minacciato più volte il professore. L’aggressione, come si sente chiaramente dal video, si è consumata tra le risate degli altri studenti.

Cremona 18 04 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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apr 19 2018

in tavola, ma dalla campagna 18 04 2018

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IN TAVOLA, MA DALLA CAMPAGNA!
Si può, basta volerlo; piccola guida a puntate degli agricoltori che vendono anche direttamente i loro cibi, saltando gli intermediari; chi è interessato, mi scriva due righe, pubblico chiunque, senza alcun tipo di compenso, dono o altre diavolerie come le si voglia chiamare.

AZIENDA AGRICOLA “BREDINA” di Soragni Alberto
via Fornace 9/a , Costa Sant’Abramo albertosoragni@alice.it www.labredina.it
Alberto 329 2281258 Barbara 3289077816
Sempre presenti a Campagna Amica, eccoli dal sito:
La coltivazione della nostra frutta e verdura avviene sia in campo aperto che in serra. Tutto ha inizio con la concimazione, realizzata attraverso l’uso di sterco di cavallo puro, considerato il miglior concime naturale grazie all’elevata percentuale di elementi fertilizzanti. I campi vengono quindi “pacciamati”, ossia coperti con un telo particolare, che impedisce alle erbe infestanti di crescere, mantiene la temperatura del terreno più elevata durante l’inverno e la giusta umidità nei mesi più caldi e ripara il terreno da qualsiasi agente atmosferico erosivo. In questo modo, la terra viene protetta e le coltivazioni non subiscono trattamenti invasivi.
Le nostre tecniche di coltivazione non forzano la mano della natura e rispettano la stagionalità delle colture: ogni anno, la produzione viene spontaneamente sospesa dall’avvento in pianura dei mesi invernali per poi riprendere con il ritorno della stagione primaverile. Il cuore della filosofia della nostra azienda sta infatti nella capacità di trovare un punto di incontro e stabilire un rapporto sereno e sostenibile tra uomo e natura.
Questi stessi principi guidano l’attività di trasformazione della nostra frutta e verdura. Ogni anno, presso un laboratorio specializzato, parte del nostro raccolto viene lavorato e combinato con sapienza e cura artigianale. Il concetto è semplice: racchiudere in un vasetto tutta la freschezza della nostra frutta e dei nostri ortaggi di stagione e creare così un prodotto altrettanto sano e genuino, che possa superare i limiti imposti dalla natura alla produzione ed essere così assaporato in ogni momento dell’anno. Per questo, le salse, i sughi, le confetture e le verdure in agrodolce dell’azienda agricola Bredina sono prodotti 100% vegetali e naturali, in cui la nostra frutta e le nostre verdure sono arricchite dall’aggiunta di ingredienti naturali di ottima qualità, senza l’uso di alcun conservante o additivo artificiale.
Sia con i “freschi” che con i “trasformati”, azienda agricola Bredina segue lo stesso credo: offrire sempre prodotti buoni, salutari e naturali!

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CASCINA OREZOLETTA
San Salvatore di Sospiro, via Orezola 1 0372 628052 380 3942885
www.orezoletta.it info@orezoletta.it
Agriturismo, cinque stanze, e composte di frutta e verdura; presente ai mercati di Campagna Amica.
—Cristina ha deciso di mettere a frutto la sua antica passione per i dolci, coniugandola col grande amore per la campagna, cominciando a coltivare piccoli frutti come ribes rosso e nero, more e mirtilli e curando personalmente la coltivazione degli alberi da frutto più classici, come albicocche, pere, susine, fichi, mele e due giovani piante di pere, prediligendo i frutti antichi, ossia quelle piante da frutto riprodotte con metodo biologico che sono le più resistenti alle fitopatologie. E’ nata così l’idea di trasformare la frutta non in semplici confetture, ma in prodotti particolari, dai gusti ricercati e insoliti, cercando di utilizzare anche le erbe di campo: calendula, rosmarino e menta sono ad esempio piacevoli note profumate che aggiungono il sapore della ricerca e dell’intelligente sperimentazione al gusto tradizionale. I prodotti, raccolti e trasformati direttamente nel laboratorio aziendale, sono esclusivamente quelli dell’azienda e dunque rispettano i cicli naturali stagionali. Le composte sono ottenute sia dalla frutta (more, ribes, pesche, susine, mele, albicocche) che dalla verdura (peperoni, cipolle, zucca e pomodoro) e per tutte viene utilizzato zucchero d’uva biologico, cercando di mantenere sempre una bassa concentrazione di zuccheri perché più salutare e per permettere di gustare al meglio il sapore della frutta e della verdura. Le chutney sono invece deliziose composte di verdura che vogliono proporsi come un’ottima alternativa al semplice e tradizionale sottaceto. La verdura in questo caso viene utilizzata in modo agrodolce e speziato, seguendo una ricetta che trae le sue origini in Inghilterra e in India.

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AZIENDA AGRICOLA TORCHIO GIORDANO
via Valle 5, Casalmaggiore 0375 254339 328 5508662 giordano.torchio@alice.it
Sempre presente in piazza Stradivari, a Campagna Amica, frutta, ortaggi e tanti fiori! Oggi; fra tre anni, dalle campagne di Sabbioneta, Lambrusco bio!
—L’azienda agricola Torchio di Giordano Torchio si trova in provincia di Cremona, nel comune di Casalmaggiore, nella zona chiamata Casalasco Viadanese. I terreni coltivati si estendono in parte nel comune di Casalmaggiore ed in parte nel comune di Sabbioneta.
I terreni sono argillosi, di origine paludosa, ricchi d’acqua e con una fitta rete di canali. I prodotti coltivati sono: meloni (zona Igp melone mantovano), angurie, pomodori, zucche ed orticole in genere, grano, mais e soia.
Le varie produzioni vengono coltivate in rotazione. Circa 3 ettari sono destinati a serre per i prodotti orticoli in genere, meloni ed angurie precoci ed anche prodotti invernali. Una piccola parte di questi prodotti viene trasformata, in conto lavorazione, da un laboratorio esterno.
Le produzioni vengono offerte ai cittadini principalmente attraverso la rete dei mercati di Campagna Amica. Nei terreni che si trovano nel comune di Sabbioneta sono stati piantati nel 2017 i vigneti di Lambrusco (zona Doc); quest’anno verranno messi in conversione biologica e, nel rispetto del disciplinare bio, fra circa tre anni l’azienda potrà produrre uve e vino biologico.

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LUMACOOPITALIA www.lumacoopitalia.com info@lumacoopitalia.com
Derek 339 3295083 Cinzia 349 4092080 Luciano 340 9156121
Cooperativa di tre piccoli agricoltori; ignoravo che la lumaca servisse anche per prodotti di bellezza; nel sito, veramente ben fatto, c’è tutto; frequentatori dei mercati di Campagna Amica, io li ho conosciuti a Cremona, in piazza Stradivari.

—La Cooperativa Lumacoop nasce nel 2017 nella Food Valley dall’idea dei titolari di tre aziende agricole di unire le forze per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti derivati dalle lumache allevate presso le loro realtà. Al momento il totale della superficie nella quale è stato ricreato un ambiente idoneo per lo sviluppo delle chiocciole si aggira intorno ai 50.000 mq. Lumacoop è una delle poche cooperative ad avere un laboratorio con annesso un locale interamente dedicato alla macellazione delle chiocciole. Tale luogo, presentando caratteristiche dettate da severe e stringenti normative, ha ottenuto il BOLLO CE; inoltre il metodo HACCP applicato garantisce igienicità dell’intero processo e tracciabilità del prodotto. Sempre nel medesimo laboratorio viene cucinata la polpa ottenuta dalla macellazione e trasformata in gustosissimi piatti pronti che vengono confezionati in vasetti di vetro tramite un procedimento che mantiene inalterate le qualità organolettiche e nutrizionali dei preparati. La produzione cosmetica viene invece affidata a laboratori specializzati nella estrazione e lavorazione della bava. Da quest’ultima, grazie all’aggiunta di materie prime di altissima qualità, viene creata una linea dermocosmetica che si propone di soddisfare le esigenze di tutti i tipi di pelle, anche le più sensibili e delicate.
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APICOLTURA LEANDRI ROBERTO
via Busi 100, San Giovanni in Croce, Cr 347 4847908 info@apicolturaleandri.it
www.apicolturaleandri.it
Presenti ai mercati di Campagna Amica, cedo subito la parola che, come si legge, non han l’abitudine di sprecare: l’essenziale!
—Siamo un’ azienda nata per passione alcuni anni fa, abbiamo un laboratorio autorizzato di smielatura, confezionamento del miele, produzione di idromele ed aceto di miele.
I mieli si distinguono tra di loro per il diverso periodo di fioritura a cui le api traggono il nettare avendo così mieli con caratteristiche e proprietà individuali. Il nostro miele viene lavorato a freddo, in questo modo mantiene inalterate le proprie qualità organolettiche e nutritive, che andrebbero perse, con la pastorizzazione. Il miele viene prodotto con tecniche di lavorazione artigianale, le fasi della lavorazione sono: Disopercolatura del favo tramite taglio degli opercoli Centrifugazione dei favi per permette la fuoriuscita del miele Filtrazione del miele Decantazione del miele in maturatori in acciaio Invasettamento.

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AZIENDA AGRICOLA TROMBETTA DAVIDE
produzione formaggi caprini a latte crudo
località Caselle 10 Ostiano Cr babeljunior70@gmail.com
0372 85181 328 1872776

Dal sito Filiera Corta Solidale:
–Davide e Valeria ci hanno accolti calorosamente, aprendoci la propria casa, la stalla, i locali del caseificio. Ne abbiamo ricavato davvero un’ottima impressione: trasparenza, semplicità, genuinità e tanta, tanta passione.
La loro storia inizia nel ’92 quando Davide comincia a realizzare il suo sogno: andare a vivere in campagna e avviare un’azienda tutta sua. Acquista un piccolo casolare che si ristruttura da solo e nel 2007, lasciato il lavoro, acquista le prime 10 caprette.
Oggi l’azienda ospita una settantina di capre e una ventina di pecore, della razza massese (una razza in pericolo di estinzione originaria della Lunigiana). Gli animali sono alimentati a fieno, orzo, erba medica, prato stabile, mais, fave e piselli, acquistati da due aziende ostianesi. La trasformazione viene fatta in azienda, senza impiegare nessun additivo, conservante o colorante.
Al momento l’azienda non ha la certificazione biologica, ma tutto si svolge con la massima cura per l’ambiente, il benessere degli animali e la qualità dei prodotti.
Lo smaltimento dei rifiuti (siero) avviene nella maniera più naturale possibile, andando ad alimentare una grossa cinta senese.
L’energia per alimentare il caseificio è prodotta da un impianto fotovoltaico di 10 KW di potenza.

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AZIENDA AGRICOLA GERRE DEL SOLE
E’ una lettera tanto bella che non voglio correre il rischio di farle un danno, aggiungendo qualcosa!
—Buonasera, sono Gaia e le scrivo per presentarle la nostra azienda. Siamo l’azienda agricola Gerre del Sole, una piccola realtà situata nella zona golenale di Stagno Lombardo. Piccola realtà messa in piedi da 2 ragazze, compagne di vita e di ideali, che hanno deciso di aprire un allevamento di galline ovaiole completamente all’aperto. Questa decisione nasce dal fatto che al giorno d’oggi la qualità del cibo è sempre più scarsa, e quindi perché non tornare ai metodi di allevamento delle nonne, dove non c’era lo sfruttamento dell’animale, ma un’etica che portava ad avere in tavola prodotti freschi e genuini?
I Valori presenti nell’azienda sono:
Il benessere animale;
L’utilizzo di imballaggi con materiale riciclato e biodegradabile;
La qualità e la freschezza che vengono sempre garantite dei prodotti che si vendono.
Ogni gg consegniamo a ristoranti, negozi di ortofrutta, fornai, gastronomie, privati, filiera corta e solidali, uova, carne di gallina e frutta e verdura sempre di stagione.
Allevare all’aperto vuol dire mettere a disposizione delle nostre “ragazze” veri e propri campi, dove sono libere di muoversi, di godersi il sole e di poter beneficiare di ciò che la natura offre ogni gg. Per noi invece vuol dire impegno costante, che porta ad avere ogni mansione manuale e non meccanizzata da robot o da macchine. La sera siamo stanche, ma tutto l’impegno viene ripagato da chi poi trova la differenza di quello che sta mangiando preso da noi, rispetto alla stessa cosa presa nella grande distribuzione. Gli allevamenti intensivi non fanno per noi, e siamo ben felici di questo.
Tutte le settimane siamo ai mercati agricoli di Pizzighettone il giovedì, il foro Boario il venerdì e Casalmaggiore il sabato. 1 volta al mese poi partecipiamo agli eventi organizzati sempre da Coldiretti in piazza Stradivari.
Per chi volesse contattarci o venirci a trovare, siamo in via gerre del pesce n 6
Stagno Lombardo (cr)
3662813307

Un saluto da Gaia, Chiara e le nostre “ragazze”.

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CHIOZZI SALUMI, località Rassiche 46, Cappella Cantone
www.chiozzisalumi.it chiozzi.fde@hotmail.it 328 7284378 389 9484188
Allevatori, sempre presenti in piazza Stradivari, Cremona, al mercato di Campagna Amica, hanno uno spaccio aziendale al nostro servizio e vendono anche on line. Ecco come si presentano:
—Il nostro salame è completamente privo di ingredienti artificiali, farine, ecc., solo i tagli migliori di carne di suina e spezie, come veniva fatto nella migliore tradizione.
Lo spaccio Chiozzi Salumi offre prelibati salumi, ai golosi dal palato fine, che cercano la qualità e la delicatezza del gusto. Proprio per la loro naturalezza i salumi Chiozzi sono garantiti senza glutine e senza lattosio, in una ricerca continua del sapore originale.
Ferrari Franco,il nostro Mastro Salumaio, prepara settimanalmente i migliori tagli di carne, salamelle, lonze, spiedini, costine, arrosti e braciole per lo spaccio( aperto il venerdi e il sabato dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 19.00) e le stagionature di salame, fiocchetto, coppa, culatello e pancetta.
Il nostro scopo è di allevare suini e produrre salumi di alta qualità nel rispetto del commercio equo, dell’ambiente e del gusto genuino.

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AZIENDA AGRICOLA BANDERINI EMANUELA
Rivarolo del Re, via Co’ de Vanni 23, 333 3104470 m.pesca@yahoo.it Avvisa, in modo spiccio e divertente: ci trovate in azienda, ma possiamo dedicarvi poco tempo; meglio se venite presso il nostro banco di vendita del venerdì a Cremona, Foro Boario, sabato a Casalmaggiore, lunedì a Soresina, e ovunque spunti il mercato di Campagna Amica.
Frutta frutta e ancora frutta, per dire: 46 varietà di pesca! Poi anguria meloni zucca e patate; e non è finita con Cremona, cedo la parola, è molto colorito il modo in cui spiegano la lotta al grande nemico dell’Agricoltura (il Governo? ma no, state buoni):
—Dal nostro piccolo Podere in Toscana, vicino a Venturina, con la passione che noi mettiamo nel nostro lavoro, portiamo direttamente sulle vostre tavole il sapore delle nostre olive spremute a freddo. L’olio Extravergine di Oliva che produciamo non è filtrato per darvi il massimo del sapore fruttato dell’olio naturale. Leccino, Moraiolo, Pendolino e Frantoio sono le varietà di olivo che danno all’olio gusto ed aroma
La nostra azienda da 2 anni è impegnata nel bandire i pesticidi ed i diserbanti dalle proprie produzioni. Per questo motivo facciamo largo uso dei più moderni sistemi utilizzati nella Lotta Biologica. Esistono delle Bioindustrie specializzate nella produzione su larga scala di insetti predatori dei parassiti. I risultati di queste metodiche sono sorprendenti e di gran lunga superiori a quelli ottenuti con l’uso dei pesticidi. L’uso inoltre della “Confusione Sessuale” e di Trappole specifiche consentono di completare la difesa delle coltivazioni nel rispetto degli insetti utili ( API ecc… ) e per la salvaguardia della Salute dei Consumatori nostri clienti.

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AZIENDA AGRICOLA PLODARI MARCO
www.luovodirebeccaediriccardo.it luovodirebeccaediriccardo@gmail.com
347 0112518 338 7457287 030 9940872
via De Amicis 6 Orzinuovi, Bs
Ancora adesso son più noti per le uova, io ho imparato a conoscerli per il miele, che divoro da 40 anni, ben prima di incontrarli. I Plodari vengono da noi a Cremona in piazza Stradivari, a Campagna Amica, poi il mercoledì al mercato, il venerdì al Foro Boario; a Crema la domenica al Mercato contadino, due volte al mese. Piccoli agricoltori, quando ho detto che son bravi, ho detto tutto!

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LORENZO BOTTANI AZIENDA AGRICOLA LE VIE DELLA CANAPA
Eccolo sul Corriere della Sera:
–Tra i pionieri c’è il mantovano Lorenzo Bottani, 39 anni, titolare dell’azienda agricola Le vie della canapa. Ha cominciato tre anni fa con un paio di ettari: «Avevo letto un articolo che parlava della canapa e sono rimasto folgorato — racconta —. Io facevo un altro lavoro, ma ho deciso di buttarmi». Con la canapa si può fare di tutto, dai tessuti ai prodotti da forno, dall’olio alla birra, fino alla fibra per i pannelli isolanti. Dopo una partenza a ostacoli l’attività ha ingranato, gli ettari sono diventati dieci e Lorenzo sta cercando nuovi terreni–
Sito: www.leviedellacanapa.eu
Lorenzo vende ai mercati di Campagna Amica pasta, birra, olio, tisane, prodotti da forno, insomma, quasi tutto quel che la canapa, vegetale sensibile, permette!

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Ca’ De’ Alemanni Sempre presente in piazza Stradivari, Cremona, al mercato di Campagna Amica, dove prendo regolarmente il provolone “saporito”; clicchi internet, facebook, e scopri il resto; adesso due righe anche a loro, come d’abitudine! —Abbiamo un caseificio aziendale e punto vendita. In azienda si organizzano attività didattiche, degustazioni e merende in cascina con prodotti aziendali (su prenotazione). L’azienda è aperta tutti i giorni con orari dalle ore 9,00 alle 12,00 e dalle ore 16,00 alle 19,00. C.na Ca’ de’ Alemanni, Malagnino, 26030 Cremona 037 208 0567 333 872 7736 La scelta di passare al biologico risale al 1997, quando Alessandra Lazzari aspetta Beatrice, la sua bambina. “La voglia di trasformare l’azienda di famiglia in una azienda biologica è venuta proprio dal desiderio di non svolgere un “mestiere”, ma di manifestare il mio modo di essere, i miei sogni, le mie speranze anche nel lavoro e nell’ambiente in cui vivevo. Ed ho iniziato così, con la convinzione di fare qualcosa di buono per la mia bambina. Oggi Cascina degli Alemanni è un’azienda di 70 ettari che produce cereali e foraggi per l’alimentazione di circa 100 vacche da latte e 80 vitelle e manze. Alleviamo da sempre la Frisona Italiana, ma abbiamo introdotto anche una quindicina di vacche di Razza Bruna”.

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AZIENDA AGRICOLA CA’ DEL CONTE
Rivanazzano Terme, Pavia, 0383 933458 333 6278401 cadelcontevini@gmail.com Paolo e Martina Macconi, padre e figlia, cremonesi da sempre che si gettano nell’impresa del vigneto, e non piccolo: 16 ettari, carezzati coi trattamenti più naturali che esistano; i vitigni classici della zona: pinot noir e riesling, a fianco di chardonnay e pinot bianco, e un giovane timorasso che non vede l’ora di accomodarsi in bottiglia; le parcelle più vecchie non riescono a fare più di 50 quintali per ettaro; l’esito dei non trattamenti conduce a vini particolari, che i Macconi vendono con successo perfino in Giappone! È il momento di ceder loro la parola:
–Coltiviamo viti di pinot nero, chardonnay, pinot grigio e riesling italico di 35?40 anni con impianto Geneva Double Courtain; in impianti più recenti abbiamo dato vita ad un progetto che prevede la coltivazione di pinot bianco e timorasso. Il nostro vino è la diretta espressione dell’uva e dell’annata, senza rielaborazioni, correzioni con sostanze chimiche di sintesi, rispettando i tempi della natura. Lasciamo che l’uva raggiunga la piena maturità fisiologica e raccogliamo manualmente i grappoli in piccole cassette. Al mosto non aggiungiamo anidride solforosa, né altri additivi e lasciamo che la fermentazione si compia con i lieviti naturalmente presenti sull’uva. I vini sono prodotti senza l’aggiunta di coadiuvanti enologici, senza nessun processo di filtrazione meccanica in vinificazione e in imbottigliamento. Possono naturalmente lasciare sedimenti in bottiglia. Il contenuto di anidride solforosa totale presente nei vini è derivato dal naturale processo di fermentazione dei lieviti.

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LA MALINTESA, vicolo del Cigno 3 Cremona 335 7777560 0372 24223 Cremonesi con azienda agricola in Soarza, i Carletti; che, a mia conoscenza, producono i salumi più digeribili della mia lunga vita; buoni, pochi, ma ne ho incontrati altri. Non so se per modestia o dimenticanza, non han scritto dell’eccellente frutta, uova, miele, conserve varie……….

—-L’azienda, a gestione famigliare, si contraddistingue per una produzione ridotta e molto curata di salumi, preparati secondo la tradizione cremonese e parmigiana. I maiali, allevati in numero limitato, sono seguiti dalla nascita e nutriti esclusivamente a base di farine naturali. Vengono macellati dopo almeno un anno e mezzo. I salumi sono preparati secondo le ricette tradizionali, senza aggiungere null’altro se non sale, pepe e aglio (per il salame cremonese), e potassio nitrato (impiegato in dosi minime e sufficienti per garantire la massima sicurezza e ottemperare ai più restrittivi rigidi disciplinare ministeriali).

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VIGNAIOLI CALEFFI
Spineda, via Cantonazzo 3, 338 9340320 339 4087517
Anche se loro si battezzano “Cantina Caleffi”, rischiando l’equivoco siano imbottigliatori!
E invece no, l’agricoltura è la professione di famiglia, oggi conducono un’azienda di 120 ettari, seminativo, vacche da latte, vitelloni; han sempre fatto vino per sé e amici, prima con un ettaro, ora due, un terzo pronto tra un paio d’anni.
Oggi 2018 han deciso di lasciare lo sfuso e imbottigliare, un 20mila bottiglie con tre selezioni di Lambrusco, un Bianco Malvasia&Trebbiano, il tutto con rifermentazione in bottiglia, e Cabernet!
Onore e, auguro, successo, agli agricoltori che in tempi tanto difficili si buttano nel nuovo; ai bevitori: occhio, a Spineda la terra è particolarmente ricca di sostanza e, mentre il Bianco si ferma a 11 gradi, il Lambrusco veleggia stabilmente sui 12!

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APIFLOR Fattoria didattica e agriturismo
Piazza Garibaldi,11 – 26033 PESCAROLO ED UNITI -CR-
0372836362-3388975175-3351596239
www.apiflor.com e-mail api.flor@libero.it

Siamo apicoltori per passione prima che per professione, da tre generazioni, e promuoviamo, oltre ai prodotti, la cultura delle api per tutti e a tutto tondo. Ospitiamo in azienda sia bambini che adulti: ai primi spieghiamo chi è l’ape, cosa fa e perché è vitale per noi in modo giocoso ma veritiero, agli adulti insegniamo a prendersi cura di questo laborioso insetto. Apicoltori non ci si improvvisa!
I percorsi didattici a disposizione sono molteplici e sono collegati alle attività aziendali: lavoriamo con cereali, erbe officinali e spontanee, orto e ovviamente api.
La cucina del nostro agriturismo è come la nostra azienda, un mix di tradizione e modernità. Con i prodotti della nostra terra cerchiamo di soddisfare, con piatti tradizionali, i palati di oggi.
I frutti dei nostri alveari vengono venduti direttamente ai consumatori nei mercati oppure nello spaccio aziendale. Ci trovate giovedì al mercato di Ostiano, venerdì al mercato di Campagna Amica al Foro Boario di Cremona e in piazza Stradivari, e il sabato a Vescovato. Inoltre partecipiamo ad altre fiere o iniziative nel cremonese.

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AZIENDA AGRICOLA PETRARELLA Condotta da Michael Diodati, uliveti in Terranova di Sibari, è sul blog perché la si vede regolarmente ai mercati di Campagna Amica, sempre presente a Cremona in piazza Stradivari: dunque, è anche dei nostri!
—Seguiamo da circa vent’anni i disciplinari dell’agricoltura biologica.
L’agricola Petrarella si propone di far conoscere l’olio extravergine di oliva ad un vastissimo pubblico. La qualità made in Italy, a prezzi che non diventino alimento per pochi da usare come gocce di profumo, ma sia accessibile a tutte le fasce di consumatori; venga utilizzato tutti i giorni come vero e proprio alimento indispensabile per la dieta mediterranea. Chiama 333 966 8306 Invia un messaggio agricolapetrarella@alice.it http://www.agricolapetrarella.it Prodotti: olio extravergine di oliva biologico, sughi e conserve, verdure in olio d’oliva biologico, salumi della tradizione calabrese.

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IL CAMPAGNINO
Il nostro indirizzo: AGRITURISMO IL CAMPAGNINO, STRADA ESTERNA CAMPAGNINO 9, 26030 PESSINA CREMONESE E-mail rmignani@inwind.it Per informazioni e prenotazioni non esitate a contattarci: 3479304188 (Riccardo) Responsabile azienda agricola, vendita diretta e notizie tecniche relative alle coltivazioni e ai prodotti 3460938125 (Emanuela) Responsabile azienda agricola,agriturismo, fattoria didattica e vendita diretta 3474445607 (Monica) Agriturismo, fattoria didattica e vendita diretta— E’ l’azienda di Campagna Amica cui sono più legato, per i loro prodotti, certo, la grazia con cui si presentano, certo, ma, soprattutto, la dimostrazione esemplare che se tu agricoltore trasformi quel che ti viene dalla terra in pane, farine e biscotti, invece di venderlo all’industria, e lo porti sulle nostre tavole, campi dignitosamente anche se sei piccolo! E adesso cedo la parola: —NOI NON siamo ristoratori, NE’ albergatori, ma principalmente, AGRICOLTORI che si adoperano al meglio nell’ambito di un ambiente rurale che si richiama alla natura ed ai suoi prodotti: in una parola, al “SAPORE ANTICO DELLA SEMPLICITA’ “. A tavola un percorso del gusto vi permetterà di assaporare un menù a Km zero, ovvero con nostri prodotti aziendali (la fanno da padrone i prodotti a base di Grano Monococco e nei periodi freddi la polenta di Mais Rosso) e di altre aziende agricole del territorio. Vi proponiamo menù stagionali, per ogni esigenza e ogni occasione. Dopo pranzo è possibile passeggiare a piedi lungo l’argine dell’Oglio, immersi nella natura.

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Mais Corvino Srl
Via Castello, 1 | 26020 Formigara CR 0039 347 719 1733 info@maiscorvino.it
Per chi è convinto che l’Agricoltura della Val Padana offra solo latte carne cereali: un ragazzo, Carlo Maria Recchia, 1993, recupera il Mais corvino che in Europa non si coltiva più dal 1700, e produce birra, farina e pasta, di gusto e qualità molto particolari. Perché rispetto al mais comune il Mais corvino contiene il doppio delle proteine, il 20% dei carboidrati in meno, 20 volte gli antiossidanti, pari a quelli contenuti nel mirtillo. In più è ricco di flavonoidi, betacarotene, vitamina A ed è senza glutine.
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—Azienda Agricola Lucini Paioni, Acquanegra Cremonese, spaccio La Vernazzuola
346 6132492 vernazzuola@tiscali.it
Carni dal proprio allevamento, razza frisona, per il 90%, e meticci; alimentati quasi interamente con prodotti aziendali. Effettuiamo pacchi famiglia di tagli vari in carne di vitellone da 15 kg o 7,5 kg; hamburger da 120gr. e ragù pronto alla bolognese gran vernazzuola. Abbiamo iniziato da poco a fare le costate tipo Fiorentina, ma con possibilità di tagli personalizzati!—

In sette righe, c’è tutto!

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