Archive for marzo, 2018

mar 30 2018

la legge del più forte-ottocentotrentatre 30 03 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – OTTOCENTOTRENTATRE Da Repubblica, di cui per una volta sono al fianco: “ma è singolare che per anni nessuno si sia mai accorto di nulla”. Un po’ come Corte d’Appello e Cassazione delle sfere di cristallo Iori della Corte d’Assise di Cremona…. —-Giornalisticamente, il caso Bellomo – Francesco Bellomo, l’ormai ex consigliere di Stato, perché il vertice di palazzo Spada ne ha votato la decadenza il 10 gennaio – viene considerato “morto”. Storia nota, ormai. Eppure, dalla richiesta di rinvio a giudizio della sola procura di Piacenza, perché quelle di Milano e Bari vanno verso l’archiviazione, dopo oltre un anno di lavoro dei pm Roberto Fontana ed Emilio Pisante, emerge una domanda: se il padre di Francesca P. non avesse denunciato il caso al Consiglio di Stato, perché la figlia veniva «minacciata e molestata» da Bellomo e dal suo collaboratore Davide Nalin, pm di Rovigo in servizio all’epoca dei fatti, «che con condotte reiterate cagionavano a Francesca un perdurante stato di ansia e di paura, nonché lesioni personali di tipo psichico», come scrivono adesso i due pm, chi si sarebbe accorto di Bellomo e del suo singolare “metodo” di insegnamento?
Questa è la domanda che adesso bisogna porsi: com’è possibile che per anni Bellomo abbia applicato le sue regole singolari, abbia pubblicato le sue storie sessuali sulla rivista, di fatto ricattando le ragazze, senza che nessuno denunciasse il fatto? Tutti sapevano, ma tutti tacevano. Conviene allora fare una piccola antologia, a futura memoria, di chi era Bellomo per come lo raccontano i pm in base alle testimonianze delle ragazze, e come risulta dai verbali di Piacenza.
LE NOTE DEI PM
Scrivono i pm Fontana e Pisante per motivare i reati di stalking e lesioni dolose che contestano a Bellomo: «Egli poneva in essere un’attività di addestramento di Francesca, coinvolgendola in modo totalizzante e caratterizzata da rigide regole: obbligo di reperibilità istantanea, obbligo di verità, principio di gerarchia, in base al quale egli doveva venire al primo posto in assoluto e quindi ogni sua volontà doveva essere eseguita, obbligo di comunicare ogni spostamento, obbligo di svolgere attività sessuale ogni volta che Bellomo lo richiedesse, salvo oggettiva impossibilità assoluta». In caso di rifiuto? Bellomo «minacciava di pubblicare sulla rivista Diritto e scienza fatti e circostanze della vita privata della persona offesa, nell’estate del 2015 minacciava di fare di lei il caso del mese». Francesca «veniva sottoposta a interrogatori di vario genere, anche incrociati, e anche con la collaborazione di Nalin, riguardo alla sua vita sessuale, veniva ingiuriata come “p…”, in quanto donna che aveva compiuto “atti sessuali coperti da disvalore”. Bellomo e Nalin facevano «forti pressioni perché Francesca inviasse proprie foto nuda, anche in un periodo in cui la relazione sentimentale era interrotta». Quando lei disse a Bellomo che aveva sbagliato a dirgli di amarlo lui replicò che «avrebbe fatto di tutto perché ella non accedesse a nessun concorso pubblico e le diceva che aveva i mezzi per punirla».
CASO UNICO O COMPORTAMENTO SERIALE?
I tanti interrogatori dimostrano che il comportamento di Bellomo era seriale. Lo stessa Francesca racconta ai pm: «Mi dice che generalmente ha dieci fidanzate…, dieci donne. Perché quando una viene messa sotto pressione cade, e allora ce ne deve essere un’altra pronta, però non tutte sono attive».
Rivela Carla Pernice, la studentessa che ha presentato un esposto al Consiglio di Stato, ha testimoniato a Piacenza e con la sua faccia ha raccontato, anche a Repubblica Tv, cos’era la scuola di Bellomo: «Diciamo che le borsiste, tendenzialmente molte, quelle belle…avevano una relazione con Bellomo». Carla svela un’altra storia di Bellomo e la testimonianza della ragazza: «Sono molto preoccupata, non mi vogliono lasciar andare, tu non hai idea di quello che mi voleva far fare…ma hai letto “cinquanta sfumature di grigio”?». Ancora: «Lui la insultava, l’aveva aggredita per una minigonna, per un ‘mi piace’ messo su Fb, l’aveva dichiarata inferma di mente, Nalin aveva il ruolo di tutore, per cui lei doveva chiedere il permesso per qualsiasi cosa, per uscire, …era terrorizzata». Bellomo cita De Sade, chiede se lo ha letto, di fatto impone un contratto di sottomissione e di segretezza.
Interrogata dai pm questa ragazza rivela che Bellomo, contemporaneamente, aveva «una relazione con lei e con altre due studentesse», le impose un contratto in cui lui «doveva avere priorità assoluta, qualunque cosa stesse facendo», poi un «vincolo di segretezza», assoluta obbedienza alla gerarchia. La regola era: «Se la mia libertà viene limitata, lo deve essere anche la tua. Puoi uscire da sola, ma devi essere rintracciabile e quando ti chiamo molli chiunque sia con te appena il telefono suona. Prima ancora che un dovere sentimentale, è una logica conseguenza del principio di gerarchia, ubi maior minor cessat. Se non lo accetti, io non accetto il fidanzamento».
POTERE D’INTIMIDAZIONE
Ha raccontato un’altra ragazza ai pm di Milano: «Io avevo paura di lui. Anche per quello che aveva fatto passare a una borsista che si era ribellata. Era quella infangata sulla rivista, una sua ex, della quale pubblicava foto e notizie private. Addirittura bandì un concorso interno, chi avesse dato una spiegazione scientifica della sua condotta avrebbe avuto accesso ai “segreti industriali”». Erano le tracce dei temi del concorso? «Lui non l’ha mai detto, l’abbiamo sempre pensato noi. Pensavamo che se delle ragazze sono disposte, sostanzialmente, a stare con lui, come minimo dovevano avere le tracce. Ma io ebbi l’impressione che era pericoloso mettersi nelle mani di una persona del genere». Quando questa ragazza va al colloquio con Bellomo indossa una gonna lunga alla caviglia e scarpe da ginnastica. Lui le dice: «Com’è vestita oggi non va assolutamente bene, perché, non so se lo sa, ma le befane non vanno più di moda». Lei stessa testimonia che ormai gli articoli sulla rivista Diritto e scienza, già criptati, non possono più essere scaricati. Ma è singolare che per anni nessuno si sia accorto di nulla.
Cremona 30 03 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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mar 30 2018

oggi a iori, domani a te 30 03 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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mar 30 2018

in tavola, ma dalla campagna! 30 03 2018

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IN TAVOLA, MA DALLA CAMPAGNA!
Si può, basta volerlo; piccola guida a puntate degli agricoltori che vendono anche direttamente i loro cibi, saltando gli intermediari; chi è interessato, mi scriva due righe, pubblico chiunque, senza alcun tipo di compenso, dono o altre diavolerie come le si voglia chiamare.

LORENZO BOTTANI AZIENDA AGRICOLA LE VIE DELLA CANAPA
Eccolo sul Corriere della Sera:
–Tra i pionieri c’è il mantovano Lorenzo Bottani, 39 anni, titolare dell’azienda agricola Le vie della canapa. Ha cominciato tre anni fa con un paio di ettari: «Avevo letto un articolo che parlava della canapa e sono rimasto folgorato — racconta —. Io facevo un altro lavoro, ma ho deciso di buttarmi». Con la canapa si può fare di tutto, dai tessuti ai prodotti da forno, dall’olio alla birra, fino alla fibra per i pannelli isolanti. Dopo una partenza a ostacoli l’attività ha ingranato, gli ettari sono diventati dieci e Lorenzo sta cercando nuovi terreni–
Sito: www.leviedellacanapa.eu
Lorenzo vende ai mercati di Campagna Amica pasta, birra, olio, tisane, prodotti da forno, insomma, quasi tutto quel che la canapa, vegetale sensibile, permette!

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Ca’ De’ Alemanni Sempre presente in piazza Stradivari, Cremona, al mercato di Campagna Amica, dove prendo regolarmente il provolone “saporito”; clicchi internet, facebook, e scopri il resto; adesso due righe anche a loro, come d’abitudine! —Abbiamo un caseificio aziendale e punto vendita. In azienda si organizzano attività didattiche, degustazioni e merende in cascina con prodotti aziendali (su prenotazione). L’azienda è aperta tutti i giorni con orari dalle ore 9,00 alle 12,00 e dalle ore 16,00 alle 19,00. C.na Ca’ de’ Alemanni, Malagnino, 26030 Cremona 037 208 0567 333 872 7736 La scelta di passare al biologico risale al 1997, quando Alessandra Lazzari aspetta Beatrice, la sua bambina. “La voglia di trasformare l’azienda di famiglia in una azienda biologica è venuta proprio dal desiderio di non svolgere un “mestiere”, ma di manifestare il mio modo di essere, i miei sogni, le mie speranze anche nel lavoro e nell’ambiente in cui vivevo. Ed ho iniziato così, con la convinzione di fare qualcosa di buono per la mia bambina. Oggi Cascina degli Alemanni è un’azienda di 70 ettari che produce cereali e foraggi per l’alimentazione di circa 100 vacche da latte e 80 vitelle e manze. Alleviamo da sempre la Frisona Italiana, ma abbiamo introdotto anche una quindicina di vacche di Razza Bruna”.

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AZIENDA AGRICOLA CA’ DEL CONTE
Rivanazzano Terme, Pavia, 0383 933458 333 6278401 cadelcontevini@gmail.com Paolo e Martina Macconi, padre e figlia, cremonesi da sempre che si gettano nell’impresa del vigneto, e non piccolo: 16 ettari, carezzati coi trattamenti più naturali che esistano; i vitigni classici della zona: pinot noir e riesling, a fianco di chardonnay e pinot bianco, e un giovane timorasso che non vede l’ora di accomodarsi in bottiglia; le parcelle più vecchie non riescono a fare più di 50 quintali per ettaro; l’esito dei non trattamenti conduce a vini particolari, che i Macconi vendono con successo perfino in Giappone! È il momento di ceder loro la parola:
–Coltiviamo viti di pinot nero, chardonnay, pinot grigio e riesling italico di 35?40 anni con impianto Geneva Double Courtain; in impianti più recenti abbiamo dato vita ad un progetto che prevede la coltivazione di pinot bianco e timorasso. Il nostro vino è la diretta espressione dell’uva e dell’annata, senza rielaborazioni, correzioni con sostanze chimiche di sintesi, rispettando i tempi della natura. Lasciamo che l’uva raggiunga la piena maturità fisiologica e raccogliamo manualmente i grappoli in piccole cassette. Al mosto non aggiungiamo anidride solforosa, né altri additivi e lasciamo che la fermentazione si compia con i lieviti naturalmente presenti sull’uva. I vini sono prodotti senza l’aggiunta di coadiuvanti enologici, senza nessun processo di filtrazione meccanica in vinificazione e in imbottigliamento. Possono naturalmente lasciare sedimenti in bottiglia. Il contenuto di anidride solforosa totale presente nei vini è derivato dal naturale processo di fermentazione dei lieviti.

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LA MALINTESA, vicolo del Cigno 3 Cremona 335 7777560 0372 24223 Cremonesi con azienda agricola in Soarza, i Carletti; che, a mia conoscenza, producono i salumi più digeribili della mia lunga vita; buoni, pochi, ma ne ho incontrati altri. Non so se per modestia o dimenticanza, non han scritto dell’eccellente frutta, uova, miele, conserve varie……….

—-L’azienda, a gestione famigliare, si contraddistingue per una produzione ridotta e molto curata di salumi, preparati secondo la tradizione cremonese e parmigiana. I maiali, allevati in numero limitato, sono seguiti dalla nascita e nutriti esclusivamente a base di farine naturali. Vengono macellati dopo almeno un anno e mezzo. I salumi sono preparati secondo le ricette tradizionali, senza aggiungere null’altro se non sale, pepe e aglio (per il salame cremonese), e potassio nitrato (impiegato in dosi minime e sufficienti per garantire la massima sicurezza e ottemperare ai più restrittivi rigidi disciplinare ministeriali).

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VIGNAIOLI CALEFFI
Spineda, via Cantonazzo 3, 338 9340320 339 4087517
Anche se loro si battezzano “Cantina Caleffi”, rischiando l’equivoco siano imbottigliatori!
E invece no, l’agricoltura è la professione di famiglia, oggi conducono un’azienda di 120 ettari, seminativo, vacche da latte, vitelloni; han sempre fatto vino per sé e amici, prima con un ettaro, ora due, un terzo pronto tra un paio d’anni.
Oggi 2018 han deciso di lasciare lo sfuso e imbottigliare, un 20mila bottiglie con tre selezioni di Lambrusco, un Bianco Malvasia&Trebbiano, il tutto con rifermentazione in bottiglia, e Cabernet!
Onore e, auguro, successo, agli agricoltori che in tempi tanto difficili si buttano nel nuovo; ai bevitori: occhio, a Spineda la terra è particolarmente ricca di sostanza e, mentre il Bianco si ferma a 11 gradi, il Lambrusco veleggia stabilmente sui 12!

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APIFLOR Fattoria didattica e agriturismo
Piazza Garibaldi,11 – 26033 PESCAROLO ED UNITI -CR-
0372836362-3388975175-3351596239
www.apiflor.com e-mail api.flor@libero.it

Siamo apicoltori per passione prima che per professione, da tre generazioni, e promuoviamo, oltre ai prodotti, la cultura delle api per tutti e a tutto tondo. Ospitiamo in azienda sia bambini che adulti: ai primi spieghiamo chi è l’ape, cosa fa e perché è vitale per noi in modo giocoso ma veritiero, agli adulti insegniamo a prendersi cura di questo laborioso insetto. Apicoltori non ci si improvvisa!
I percorsi didattici a disposizione sono molteplici e sono collegati alle attività aziendali: lavoriamo con cereali, erbe officinali e spontanee, orto e ovviamente api.
La cucina del nostro agriturismo è come la nostra azienda, un mix di tradizione e modernità. Con i prodotti della nostra terra cerchiamo di soddisfare, con piatti tradizionali, i palati di oggi.
I frutti dei nostri alveari vengono venduti direttamente ai consumatori nei mercati oppure nello spaccio aziendale. Ci trovate giovedì al mercato di Ostiano, venerdì al mercato di Campagna Amica al Foro Boario di Cremona e in piazza Stradivari, e il sabato a Vescovato. Inoltre partecipiamo ad altre fiere o iniziative nel cremonese.

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AZIENDA AGRICOLA PETRARELLA Condotta da Michael Diodati, uliveti in Terranova di Sibari, è sul blog perché la si vede regolarmente ai mercati di Campagna Amica, sempre presente a Cremona in piazza Stradivari: dunque, è anche dei nostri!
—Seguiamo da circa vent’anni i disciplinari dell’agricoltura biologica.
L’agricola Petrarella si propone di far conoscere l’olio extravergine di oliva ad un vastissimo pubblico. La qualità made in Italy, a prezzi che non diventino alimento per pochi da usare come gocce di profumo, ma sia accessibile a tutte le fasce di consumatori; venga utilizzato tutti i giorni come vero e proprio alimento indispensabile per la dieta mediterranea. Chiama 333 966 8306 Invia un messaggio agricolapetrarella@alice.it http://www.agricolapetrarella.it Prodotti: olio extravergine di oliva biologico, sughi e conserve, verdure in olio d’oliva biologico, salumi della tradizione calabrese.

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IL CAMPAGNINO
Il nostro indirizzo: AGRITURISMO IL CAMPAGNINO, STRADA ESTERNA CAMPAGNINO 9, 26030 PESSINA CREMONESE E-mail rmignani@inwind.it Per informazioni e prenotazioni non esitate a contattarci: 3479304188 (Riccardo) Responsabile azienda agricola, vendita diretta e notizie tecniche relative alle coltivazioni e ai prodotti 3460938125 (Emanuela) Responsabile azienda agricola,agriturismo, fattoria didattica e vendita diretta 3474445607 (Monica) Agriturismo, fattoria didattica e vendita diretta— E’ l’azienda di Campagna Amica cui sono più legato, per i loro prodotti, certo, la grazia con cui si presentano, certo, ma, soprattutto, la dimostrazione esemplare che se tu agricoltore trasformi quel che ti viene dalla terra in pane, farine e biscotti, invece di venderlo all’industria, e lo porti sulle nostre tavole, campi dignitosamente anche se sei piccolo! E adesso cedo la parola: —NOI NON siamo ristoratori, NE’ albergatori, ma principalmente, AGRICOLTORI che si adoperano al meglio nell’ambito di un ambiente rurale che si richiama alla natura ed ai suoi prodotti: in una parola, al “SAPORE ANTICO DELLA SEMPLICITA’ “. A tavola un percorso del gusto vi permetterà di assaporare un menù a Km zero, ovvero con nostri prodotti aziendali (la fanno da padrone i prodotti a base di Grano Monococco e nei periodi freddi la polenta di Mais Rosso) e di altre aziende agricole del territorio. Vi proponiamo menù stagionali, per ogni esigenza e ogni occasione. Dopo pranzo è possibile passeggiare a piedi lungo l’argine dell’Oglio, immersi nella natura.

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Mais Corvino Srl
Via Castello, 1 | 26020 Formigara CR 0039 347 719 1733 info@maiscorvino.it
Per chi è convinto che l’Agricoltura della Val Padana offra solo latte carne cereali: un ragazzo, Carlo Maria Recchia, 1993, recupera il Mais corvino che in Europa non si coltiva più dal 1700, e produce birra, farina e pasta, di gusto e qualità molto particolari. Perché rispetto al mais comune il Mais corvino contiene il doppio delle proteine, il 20% dei carboidrati in meno, 20 volte gli antiossidanti, pari a quelli contenuti nel mirtillo. In più è ricco di flavonoidi, betacarotene, vitamina A ed è senza glutine.
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—Azienda Agricola Lucini Paioni, Acquanegra Cremonese, spaccio La Vernazzuola
346 6132492 vernazzuola@tiscali.it
Carni dal proprio allevamento, razza frisona, per il 90%, e meticci; alimentati quasi interamente con prodotti aziendali. Effettuiamo pacchi famiglia di tagli vari in carne di vitellone da 15 kg o 7,5 kg; hamburger da 120gr. e ragù pronto alla bolognese gran vernazzuola. Abbiamo iniziato da poco a fare le costate tipo Fiorentina, ma con possibilità di tagli personalizzati!—

In sette righe, c’è tutto!

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mar 30 2018

repubblica insegna anche qui! 30 03 2018

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REPUBBLICA INSEGNA ANCHE QUI!
Ha appena aperto la sua nuova pasticceria nel centro di Milano, all’interno di un’innovativa filiale Intesa San Paolo, è un personaggio mediatico e forse in pasticceria non passa più la maggior parte delle sue giornate, ma certo la colomba di Iginio Massari rimane tra le migliori d’Italia: la lunga lievitazione, la glassa compatta e tenace all’amaretto, i generosi canditi ne giustificano il prezzo di 40 euro al chilo (20 euro per 500g)——–
Iginio Massari che deve giustificarsi……..
Repubblica presenta le venti “colombe d’autore”, una supera i 40 euro, la maggior parte è fra i 35 e i 39; Iginio Massari è anche un personaggio mediatico, grazie all’esito, ancor oggi, di ore e ore trascorse nel suo laboratorio di Brescia, dove ancor oggi, passati i 70, continua a fare ricerca; capisco il malanimo e l’invidia verso un nuovo giornale che vendesse più copie, ma voler, sempre! fare i primi della classe in ogni ramo del lavoro umano……..

Cremona 30 03 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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mar 30 2018

anche assessorato al cibo 30 03 2018

Lombardia, assessorato al cibo in Giunta
Prandini: “Apripista a livello nazionale”
“Per la prima volta in Italia l’assessorato all’agricoltura diventa anche assessorato all’alimentazione, e quindi al cibo, e ai sistemi verdi. La Lombardia è così apripista di un percorso che auspichiamo possa essere seguito anche dal resto del Paese”. Così il Presidente di Coldiretti Lombardia Ettore Prandini, augurando un buon lavoro a tutta la squadra, commenta la presentazione della Giunta regionale ufficializzata dal Presidente Attilio Fontana. “L’agricoltura diventa l’anello trainante di tutto il comparto agroalimentare – continua Ettore Prandini –. Le deleghe affidate a Fabio Rolfi avranno un ruolo centrale per i prossimi anni, perché non coinvolgono solo l’agricoltura, ma anche le relazioni con le industrie, i rapporti con la GDO, il comparto florovivaistico e i sistemi verdi, senza dimenticare i Consorzi di Bonifica e la gestione delle acque. Una scelta strategica importante per il progresso dell’intera Lombardia”.

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mar 30 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentosette 30 03 2018

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LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTOSETTE
Gli 007 della Fiera saranno impegnati a scoprire l’informatore/i di Rossi Alessandro, che oggi ha scritto su Mondo Padano, editore Arvedi, un ampio resoconto sul gran consiglio di ieri; compresi i rimbrotti del sindaco Cilecca, che nella vita era un professore, a capitan Voltini, che non ha chiaro il concetto di “futuro”, specie se applicato alla Fiera di Cremona; che anche nel 2017 l’ha sfangata: ridotto, però l’utile c’è; che è giunta al 78mo petalo della margherita per il socio esterno forte, ricco, e gli occhi non posizionati secondo natura; e via le solite amenità che scrivo da mesi, compreso lo stupore per l’atteggiamento di Arvedi, che sostiene anche col suo giornale soggetti troppo distanti dall’imprenditore vero che è lui….
Cambiato l’abito, il Sistema Cremona alza le lagne per la nuova Giunta regionale: Attilio Fontana, Governatore, non ha chiamato alcun cremonese; ma quando andate al cesso, signori che rappresentate nel consiglio della Fiera la miglior politica e imprenditoria cremonese, non alzate mai gli occhi allo specchio? Chi volete vi cerchi, se la vostra produzione è questa? Dopo anni che la Fiera cittadina era l’unica a guadagnare in Italia, improvvisamente scoprite l’urgente bisogno di 5 cinque milioni, perché le banche ormai rifiutano anche i centesimi, da far venire idee strane se fino a ieri la Fiera macinava utili; ostacolate l’ingresso dell’unico imprenditore vero di Cremona, capitan Voltini, all’altro, il cavalier Arvedi, va bene operi il dottor Pivantonio, e avete pretese che da fuori vi ascoltino?
E adesso, per una buona risata, corriamo al sito Libera, newsletter 13 di oggi!
–Da quanto si apprende da un’intervista ad Informatore Agrario sembra che Coldiretti non solo abbia scoperto il settore delle energie rinnovabili ma sembra che ne diventi anche paladina. Dopo che per anni si è battuta contro questo settore che in anni di crisi recenti ha salvato le aziende agro zootecniche dal crollo dei prezzi delle produzioni agricole tradizionali adesso il loro vicepresidente nazionale e presidente regionale afferma che si tratta di un settore strategico sia per il mondo agricolo che per il paese. E’ un bene che anche Coldiretti spinga, come afferma, presso il Ministero dell’economia per accelerare i processi legislativi di sostegno a questo settore–
Insomma, stando al nostro cicciobello, responsabile del sito, Ettore Prandini è un capopolo di poche idee, ma confuse; forse parla addirittura a dispetto del
la sua direzione nazionale, che a scrivere del cicciobello nostro è sempre stata contro le energie rinnovabili!
Naturalmente non è così, nel gruppo Libera non son nemmeno capaci di scrivere forzature che reggano; né Ettore Prandini né tanto meno Coldiretti, basta una verifica minima per esserne certi, sono mai stati contrari alle energie rinnovabili; a quelle sovradimensionate alle aziende, che devono comprare addirittura i residui, o il mais “combustibile”, che reggono solo fin che dura in quella misura il contributo pubblico, certo, come ogni buon imprenditore che voglia e sia capace di vedere il prossimo futuro: ma sfido il cicciobello nostro a trovare un solo atto contrario di principio, alle energie rinnovabili, di Coldiretti!

Cremona 30 03 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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mar 29 2018

la legge del più forte-ottocentotrentadue 29 03 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – OTTOCENTOTRENTADUE
Da Repubblica; chiunque conosca i modi e l’ambiente, per arrivare subito alla radiazione, da quanto andava avanti la “gestione allegra dei beni sequestrati”?
—-Il Consiglio superiore della magistratura fa scattare il massimo della sanzione disciplinare per Silvana Saguto, la radiazione dall’ordine giudiziario. Nessuna attenuante per l’ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del tribunale di Palermo finita al centro dell’inchiesta della procura di Caltanissetta sulla gestione allegra dei beni sequestrati. L’organo di autogoverno della magistratura ha deciso sanzioni disciplinari anche per gli altri due giudici che componevano il collegio di Silvana Saguto: Fabio Licata (oggi in servizio a Patti) è stato condannato alla perdita di due mesi di anzianità, censura per Lorenzo Chiaramonte (trasferito a Marsala). Assolto invece Tommaso Virga, ex componente del Csm e oggi consigliere della corte d’appello di Roma, è il padre del giovane avvocato Walter, uno degli amministratori del cerchio magico della giudice Saguto. Assoluzione pure per Guglielmo Muntoni, presidente della sezione Misure di Prevenzione di Roma. Per Virga e Muntoni scattato il cosiddetto “articolo 3 bis”, che prevede la scarsa gravità del fatto. Per loro il pg della Cassazione aveva invece chiesto la condanna: per Virga, la perdita di anzianità per un anno e mezzo, per Muntoni la censura (da alcune intercettazioni sembrava emergere l’interessamento del giudice romano, che non è imputato nel processo di Caltanissetta, per fare ottenere un incarico al marito della Saguto). Ma il Csm ha deciso per l’assoluzione, un punto a favore per Tommaso Virga, che al tribunale di Caltanissetta ha chiesto di essere giudicato col rito abbreviato.
Decisione a tempo record per il Consiglio superiore della magistratura, a due anni e mezzo dall’avviso di garanzia. Questa mattina, Silvana Saguto aveva provato in extremis a far rinviare la decisione, opponendo un “legittimo impedimento” a partecipare all’udienza in cui avrebbe dovuto rispondere alle domande dei commissari. “Legittimo impedimento per motivi di salute”. Il Csm aveva proposto la videoconferenza, ma la giudice si è opposta sostenendo che la videoconferenza non è prevista per i procedimenti disciplinari. Il collegio ha ritenuto “insussistente” il legittimo impedimento ed è entrato in camera di consiglio. “Quello di oggi è un provvedimento nullo – insorge adesso l’avvocato Ninni Reina – faremo ricorso”. Il procuratore generale Fresa aveva già incalzato prima del verdetto: “Saguto sta tentando in ogni modo di sottrarsi al procedimento, per arrivare alla pensione evitando l’onta della sanzione”. In attesa dell’appello, Silvana Saguto resta fuori dalla magistratura. E al tribunale di Caltanissetta è in corso il processo, per accuse pesantissime: associazione a delinquere, corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, induzione a dare o promettere utilità, abuso d’ufficio.
L’immagine più efficace di quello che era la giudice Saguto fino a qualche anno fa l’ha data il suo agente di scorta, interrogato qualche giorno fa dai pm Maurizio Bonaccorso e Claudia Pasciuti. Ha detto: “Eravamo convinti di stare con la Madonna, la dottoressa Saguto era considerata un’eroina”. E ancora: “Lo dicevano tutti, lei era la leader delle misure di prevenzione a livello nazionale”. Ma poi le intercettazioni del nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo hanno svelato il cerchio magico che ruotava attorno alla potente giudice antimafia.
La difesa di Fabio Licata interviene con una dichiarazione: “La decisione del Csm si fonda su presupposti illogici e in violazione di legge. Per quanto riguarda l’aumento del compenso al marito di Silvana Saguto, l’ingegnere Caramma, la stessa procura di Caltanissetta aveva chiesto l’archiviazione, ritenendo che il giudice Licata fosse stato vittima di un raggiro da parte dell’avvocato Cappellano Seminara e dello stesso Caramma. Per quanto riguarda invece gli organi di vigilanza di Italgas e di Gas Natural, che secondo l’accusa il giudice Licata avrebbe autorizzato usurpando una prerogativa del collegio, esiste una norma del codice antimafia che prevede l’intervento del giudice per gli atti di straordinaria amministrazione”.

Cremona 29 03 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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mar 29 2018

la quintessenza della cremonesità-cinquecentosei 29 03 208

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LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – CINQUECENTOSEI
Fiera di Cremona; oggi gran consiglio, dove ho quattro informatori, precisi e fedeli, di cui però non posso scrivere il resoconto che m’han fatto subito dopo la seduta, perché minacciati di non so quali rappresaglie, ne accennassi solamente col blog; il motivo? beh, legittima difesa, i cremonesi devono sapere se e quanto consentito dal Sistema, cui ha aderito ben volentieri anche il sindaco Cilecca; io invece son quello, unico in città, che svela la faccenda delle Audi A6 di rappresentanza; chi volesse saperne di più, mi telefoni!
A chi si interessa di Agricoltura consiglio www.ilpuntocoldiretti.it; è appena uscito l’ultimo numero de “Il Coltivatore Cremonese”, da cui traggo i divertenti spunti qui sotto:
—Anni ripercorsi, in avvio d’assemblea, da un video che ha rimarcato alcune tappe del lavoro svolto, dai tanti interventi a difesa delle aziende agricole cremonesi (dal latte ai cereali, dalla carne all’ortofrutta) ai grandi eventi messi in campo dall’Organizzazione, cui Coldiretti Cremona ha saputo dare un fattivo contributo (da Expo 2015 al villaggio Coldiretti al Castello Sforzesco di Milano), dal nuovo corso impresso al Consorzio Agrario di Cremona dal momento in cui è diventato “a trazione Coldiretti”, alla presenza sempre più ricca e positiva sul territorio (dalla Giornata del Ringraziamento che ha conquistato il cuore della città di Cremona alle tante piazze in cui si fanno apprezzare prodotti e produttori di Campagna Amica). “Coldiretti è la più importante associazione agricola italiana. Un primato che abbiamo saputo conquistare anche a livello provinciale, con quattro anni nel segno di una forte e determinata difesa delle nostre aziende e dell’agricoltura italiana – ha detto Voltini –. Abbiamo fatto molto, ma non abbastanza, ed il nostro cammino riparte proprio da qui. Dal coraggio, che dobbiamo sempre avere, di dire chiaramente come la pensiamo, anche se il nostro pensiero potrebbe essere “fuori dal coro”. In questi anni è stato salutare e necessario rompere con tutti i clichè e con tutti i salotti che negli anni hanno impoverito gli enti e l’economia agricola di questo territorio.
—“Ci auguriamo che si tratti solo di un fraintendimento e ci aspettiamo una smentita da parte del diretto interessato, perché pensare di poter produrre il vero Grana Padano in Francia è una follia che va contro la realtà dello stesso disciplinare che ne vieta la realizzazione all’estero”. E’ quanto ha affermato Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia, commentando le dichiarazioni attribuite al Presidente del Consorzio Tutela Grana Padano Cesare Baldrighi in occasione della sua Lectio Magistralis tenuta durante il Dies Academicus dell’Università Cattolica a Cremona.
Secondo quanto riportato in un articolo di una testata locale – spiega la Coldiretti Lombardia – il Presidente Baldrighi avrebbe dichiarato che “il Centro Ricerca del Grana Padano ha in fase di completamento un accordo in Francia, appoggiandosi ad una DOP locale, di realizzare là il Grana Padano entro il 2021”. “Non credo proprio – conclude Ettore Prandini – che ci possa essere una persona di buon senso, soprattutto se alla guida del Consorzio della principale DOP italiana, che potrebbe affermare una cosa del genere. In caso contrario Baldrighi non potrebbe più rappresentare una realtà che nasce per garantire il rispetto della ricetta tradizionale della Denominazione di Origine Protetta più consumata al mondo”.
—Frena del 4% il tasso di crescita delle esportazioni agroalimentari Made in Italy in Canada dopo l’entrata in vigore provvisoria del trattato di libero scambio (CETA) il 21 settembre 2017. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sui dati Istat dalla quale si evidenzia che nell’ultimo trimestre del 2017 le esportazioni in valore sono risultate in crescita dell’8,5%, ben al di sotto del 12,5% fatto registrare nello stesso periodo nell’anno precedente l’entrata in vigore del trattato.

Cremona 29 03 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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mar 29 2018

le donne sono stupide 29 03 2018

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LE DONNE SONO STUPIDE
Tre giorni fa scrivevo:
“Le parole hanno un loro senso e chiunque le usi deve rassegnarsi, chi ascolta le interpreta come vuole; fosse possibile morire ogni giorno, dopo tre, a regola di quel che si continua a scrivere, Fabrizio Frizzi non resusciterebbe come Cristo, ma un Papa che lo facesse almeno santo è certo!!”
I tre giorni dopo, rimpianti continui diffusi ripetuti soffocano le pagine dei giornali; non oso immaginare i giorni, quando morirà Giuseppe Garibaldi! In vita mia non ho mai assistito a un fenomeno del genere, al punto che, non fossi abbastanza certo del mio equilibrio e della capacità di leggere, mi chiederei: cosa è sfuggito a me e a Michelle Hunziker, che butta giù le sue osservazioni al Corriere della Sera, e che chiude con una nota sui social che sorpassa alla grande quella di Umberto Eco, uomo colto e intelligente, che scriveva su Repubblica?
—«Non è assolutamente detto che si abbia sempre voglia di rendere pubblico il proprio dispiacere sui social e non è nemmeno detto che una persona non soffra perché non lo annuncia in un post»: risponde così Michelle Hunziker agli attacchi che le sono piovuti addosso dopo la morte di Fabrizio Frizzi. La showgirl è stata attaccata sui social network per non aver espresso pubblicamente il proprio dolore per la morte del collega: critiche assurde, sostiene la Hunziker, che rivendica il suo diritto a decidere come affrontare «la scomparsa di un caro collega, che ho amato come tutti moltissimo».
Per Hunziker è stato «un grande dispiacere» assistere ad un «fenomeno assurdo che sta accadendo nel mondo dei social»: «Molte, troppe persone stanno perdendo completamente il senso della vita reale sentendosi in assoluto potere, nella loro ipocrisia, di decidere cosa sia giusto dire o fare in determinate situazioni o a seguito di determinati fatti del quotidiano». Secondo la conduttrice, molti «danno per scontato che un personaggio pubblico debba per forza postare sempre qualcosa o rispettare un assurdo silenzio imposto quando qualcuno purtroppo viene a mancare». E invece «ognuno dovrebbe affrontare il lutto come vuole, come può e a sua completa sensibilità e discrezione». Lo sfogo di Hunziker è contro chi considera i social «il contenitore di falsa moralità e totale ipocrisia»: «Per me dovrebbero restare un posto dove tutti possono dare sfogo alla propria creatività», conclude.

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mar 29 2018

ma i numeri non hanno l’anima, 29 03 2018

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MA I NUMERI NON HANNO L’ANIMA,
ribatterebbe il sindaco di Castelverde Locci Graziella ai consiglieri fuggiti dalla sua maggioranza, che da www.cremonaoggi.it sostengono il contrario!
–Dopo le dimissioni dalla maggioranza di Giada Bruschi, la scelta politica del sindaco di Castelverde Graziella Locci è quella di non dimettersi, visto che avendo un mandato ed essendo eletta dai cittadini non vuole tradire la fiducia di chi l’ha eletta. Ma la minoranza è dura nei confronti del primo cittadino e ne chiede le dimissioni, Oramai – scrivono – la Giunta Locci é in netta minoranza tra i cittadini, e non rappresenta quasi più nessuno. Se si sommano i voti attribuiti ai candidati sindaci Priori e Lena, e le preferenze dei Consiglieri Bruschi, Cenicola, Grassani e Priori, questo é evidente. L’atto di tradimento verso i cittadini sarebbe quello di continuare questo mandato amministrativo.

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