Archive for febbraio, 2018

feb 27 2018

gian marco moratti due 27 02 2018

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GIAN MARCO MORATTI DUE
Uno non ha anche il diritto di morire in pace che mentre lo portano in chiesa arriva Lapo Elkann a testimoniare c’è molto amico di sua figlia……

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feb 27 2018

ogni tanto sbagliano anche loro 27 02 2018

OGNI TANTO SBAGLIANO ANCHE LORO
Nulla da matita blu come alla Provincia fin che c’è, però:
-Decoro urbano, via le scritte vandaliche dai muri dei musei del Violino e Civico-
titolo di www.cremonaoggi.it, è impreciso, doveva essere:
-Decoro urbano, via i centri sociali dagli edifici pubblici-

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feb 27 2018

la legge del più forte-ottocentodue 27 02 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – OTTOCENTODUE Un bell’esempio, che ne spiega tanti altri successivi: col “Ragionamento”, specie in mano a un giudice forte e determinato, nessun risultato può essere escluso……. –Quando si dice giustizia ad orologeria, si dice giustizia ad orologeria. E c’è poco da scherzare. Noi siamo abituati da molti anni ad avere Silvio Berlusconi come vittima designata di questa pratica politica. Berlusconi ha pagato prezzi altissimi.
Per smontare questa macchina dell’ infangamento occorrerebbe un accordo politico. Tra tutti i partiti. L’impegno a non usare più le schifezze contro i propri avversari. Questo lascerebbe a bocca asciutta anche i giornalisti manettari…….
Resta il fatto che la giustizia ad orologeria, e in genere ( anche a prescindere dai tempi) la smania di alcuni pezzi della magistratura italiana di farsi largo in politica a colpi di avviso di garanzia, sono un bel problema. Non perché non sia giusto che i magistrati indaghino, se sentono odore di bruciato. Ma perché non è giusto che le indagini dei magistrati – che molto, molto frequentemente finiscono nel nulla – possano modificare i risultati elettorali. Di chi è la colpa di questo inquinamento del voto? Sicuramente una parte della colpa è di quel pezzetto della magistratura ammalato di protagonismo, che sovente apre indagini sui politici anche senza avere in mano indizi sufficienti ( e potrebbe essere il caso anche di Salvatore Caiata). In parte – in parte preponderante – la colpa è dei giornalisti che usano gli avvisi di garanzia come fionde, e che li considerano “condanne”; e di un bel pezzo del mondo politico che quando vede un avversario in difficoltà per ragioni giornalistico- giudiziarie gli si avventa addosso e lo massacra, anche se c’è il fondatissimo sospetto che sia innocente……. Tanti anni fa, nei primi anni 50, la sinistra ( i comunisti) costruirono un clamoroso scandalo contro il figlio di un dirigente della Dc candidato a succedere a De Gasperi. Si chiamava Attilio Piccioni, il dirigente Dc, e suo figlio si chiamava Piero ed era un musicista di prim’ordine. Fu accusato di aver partecipato a un festino sulla spiaggia di Torvajanica nel corso del quale sarebbe morta una ragazza romana che si chiamava Wilma Montesi. Non era vero. Quella sera Piero era con Alida Valli, però non lo disse, per discrezione e per rispetto verso l’attrice. Non si seppe mai come era morta Wilma, sicuramente Piero Piccioni non c’entrava niente. Questo però lo si accertò dopo un paio d’anni. Intanto Attilio Piccioni aveva perso la sua partita nella Dc e Piero era stato riempito di melma. La Dc si vendicò, qualche anno dopo, e incastrò un intellettuale vicino al Pci fotografandolo e coinvolgendolo in uno scandalo sessuale. Il poveretto fu costretto a ritirarsi dalla politica. Subito dopo i partiti più importanti sottoscrissero una specie di patto segreto: «Mai più useremo scandali sessuali o simili, uno contro l’altro». Il patto resse una quarantina d’anni, più o meno fino al caso Ruby… Sarebbe una bella idea riprendere alcune abitudini della Prima Repubblica. Mica era poi così male la Prima Repubblica.

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feb 27 2018

la quintessenza della cremonesità-quattrocentosettantasei 27 02 2018

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LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – QUATTROCENTO76
Ed ecco, dalla newsletter 8/2018 del sito Libera, il primo grosso scricchiolio: il pesticida in agricoltura è buono e fa bene alla salute;il ministro uscito Martina sbaglia, dimostra il cicciobello nostro:
–Uno degli slogan, non particolarmente apprezzato dal mondo agricolo ed utopistico, della campagna elettorale di Martina, ministro delle politiche agricole e candidato capolista per il Pd, è quello di azzerare l’uso di pesticidi in agricoltura entro il 2025. L’Italia, scrive Martina sulla sua pagina Facebook, ha il primato del settore biologico in Europa con 1,8 milioni di ettari e 72mila operatori. È un risultato dal quale partire per convertire tutto il sistema agricolo alla totale compatibilità ambientale. L’obiettivo è quello di abbattere l’uso di chimica promuovendo, attraverso il sostegno
della ricerca, un’agricoltura ecosostenibile, redditiva e competitiva, aggiunge il ministro–
Quella di Martina non è una novità, Luigi Veronelli sosteneva non ha senso distinguere, l’Agricoltura è solo la biologica, e se il vino italiano nel mondo ha una gran fama bisogna solo ringraziare Veronelli e le sue idee, che non uscivano certo dal Quarto Lato di Piazza Duomo! Che dopo aver sostenuto pesticidi ogm glifosati torna naturalmente a piangere, sempre dalla 8/2018:
–Ancora in difficoltà le quotazioni del Grana Padano Dop sul mercato nazionale. Le piazze di Cremona e Milano accusano per tutte le stagionature flessioni pari a 5 centesimi al chilo, mentre riesce mantenersi sui precedenti corsi la piazza di Mantova……. In positivo anche le quotazioni del Parmigiano Reggiano Dop, con aumenti per tutte le produzioni nei mercati di Modena e Parma, mentre si circoscrivono per la varietà 12 mesi a Reggio Emilia–
Furbi al Quarto Lato di Piazza Duomo, si limitano alla critica del mercato cattivo, che messo così sembra premiare e castigare a caso mentre si limita a dividere chi mira alla qualità da chi ha altre mire; il cicciobello della newsletter 8/2018 spieghi perché il Consorzio del Parmigiano non permette, in Italia, imitazioni di alcun tipo che ledano immagine e qualità, e invece il Consorzio del Grana Padano permette di tutto, sbiancati e smarchiati; in Val Padana si fa solo Lambrusco, ma quelli buoni spuntano anche il doppio degli altri; se poi si sale in collina, Spumante, Barbera e Barolo, per far tre nomi, altro che il doppio: multipli!
Anche in Agricoltura la qualità premia, la zavorra tira a fondo: basta capirne le differenze, che al Quarto Lato non devono essere troppo chiare!
Ed ecco l’ultima perla della 8/2018, da cui mi sembra chiaro che in Confagricoltura come al Quarto Lato qualcosa capiscano, salvo perdersi al momento delle decisioni:
–Il Copa Cogeca ha inviato una lettera al Presidente della Commissione europea, per opporsi all’iniziativa dell’UE di fare ulteriori concessioni al Mercosur nel settore agricolo in cambio di benefici in altri settori economici. È inaccettabile che l’UE aumenti la propria offerta sull’agricoltura nei negoziati. Le concessioni commerciali vanno minimizzate per i nostri settori più sensibili, vale a dire per le importazioni di carni bovine, zucchero, pollame, etanolo, riso e succo d’arancia nell’UE. Importiamo già notevoli quantità di prodotti agricoli da questi paesi, senza ottenere alcuna
reciprocità–
Il Mercosur è il mercato comune dell’America meridionale, e il ragionamento non fa una piega, se non fosse che poi il Consorzio del Grana Padano permette di riempire l’Italia di copie d’ogni tipo ……….

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feb 27 2018

oggi a iori, domani a te 27 02 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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feb 26 2018

la legge del più forte-ottocentouno 26 02 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – OTTOCENTOUNO
Fonte Dagospia; insisterò sempre: nel processo penale è ben difficile l’errore del giudice, che in caso di dubbio ha l’obbligo di legge, 533cpp, di assolvere; se, come nei processi Iori, trasforma le pastiglie di Xanax in gocce, e poi le riduce di quantità, senza la benché minima prova, è un preciso atto di volontà, che va esaminato con sistemi diversi da quelli che cercano l’errore.
—Toghe che sbagliano. Nel 2017 sono aumentati i casi di «ingiusta detenzione», cioè quelli che hanno mandato dietro le sbarre cittadini e indagati che alla fine, guarda un po’, sono usciti dal tribunale con la fedina penale più pulita di prima. Della serie, anche i giudici prendono delle cantonate. E pure belle grosse. Basti pensare che, da Palermo a Torino, la somma complessiva degli indennizzi in questione ha superato, in dodici mesi appena, i 34 milioni di euro (34.319.865,10 euro, per essere precisi al centesimo).
I procedimenti che gli «ex galeotti» dello Stivale hanno intentato nei confronti dello Stato, e quindi della sua magistratura, sono stati la bellezza di 1013: oltre venti in più rispetto a quelli registrati l’ anno prima (quando toccavano quota 989). E niente. Già la giustizia ha i tempi da bradipo che siamo abituati a conoscere, già il calvario di passare per avvocati, scartoffie e udienze infinite rischia di impantanare chi ci si trova di mezzo a ragion veduta, ma se tra il verdetto finale e le pieghe dell’iter forense ci si mettono persino gli equivoci la frittata è bella che servita. A stillare la classifica delle manette un po’ troppo facili è il sito Errorigiudiziari, un database sterminato di processi e incartamenti giuridici da far impallidire il portale del ministro Orlando. È a Catanzaro che si registrano gli abbagli bollati più clamorosi: in un solo anno nella cittadina calabrese ne sono avvenuti 158, cinque volte tanti rispetto a quelli ammessi a Lecce e quattro in confronto a quelli elencati dalle corti messinesi. Tra l’ altro Catanzaro tiene la testa di questo (impietoso) elenco dal 2012, seguita a ruota da Roma (134 errori accertati al dicembre passato) e da Napoli (113). Sarà forse un caso di «recidiva», per usare un termine tanto caro agli azzeccagarbugli di casa nostra, ma (al di là dell’ ovvia distinzione tra sbaglio e reato che non va messa in discussione) la situazione non sembra proprio delle più floride. Anzi. I primi dieci tribunali d’ Italia che incappano sempre più spesso in errori e in sviste «alla sbarra» sono quasi tutti del Sud: con le uniche eccezioni della Capitale e del foro di Milano, infatti, la geografia dei verdetti ribaltati tocca luoghi come Bari, Catania, Salerno e Lecce. «Vuole farsi una vacanza a Poggioreale?», pare abbia detto recentemente il pm Woodcock per incalzare un testimone chiave nel procedimento Consip. Ecco, di vacanza nel carcere partenopeo di Poggioreale non c’ è proprio nulla. In compenso c’ è un sovraffollamento preoccupante, ci sono celle minuscole dove i detenuti vengono stipati e c’ è pure il rischio (concreto) di finirci per qualche inghippo. Intendiamoci, di granchi nella vita ne prendiamo tutti. Ma quelli che incidono sulle libertà altrui dovrebbero pesare un po’ di più. Anche a livello economico perché questo resta il Paese in cui per non mettere mano alle riforme (come quella sulla responsabilità diretta dei magistrati o quella sulle condizioni penitenziarie) le mettiamo al portafoglio. Pagando noi prima e poi rivalendoci su chi ha firmato il certificato sbagliato.
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feb 26 2018

i moratti 26 02 2018

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I MORATTI
Muore Gian Marco, e tutti quelli che non scrivono mai fake news giù a ricordare il generoso finanziatore di San Patrignano; non uno che ricordi il prezzo cui offrì al pubblico in Borsa nel 2006 l’azienda di famiglia, la Saras, col fratello Massimo, presidente dell’Inter: 6 sei euro, prezzo toccato, naturalmente, solo quel giorno; oggi ha chiuso a 1,80. Chi vuol saperne di più vada su internet; anche se non ha mai comprato Saras impara alla svelta nome e vestito di chi fabbrica le fakes e le diffonde……

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feb 26 2018

tutto ha un limite 26 02 2018

TUTTO HA UN LIMITE
Lo scrivo ogni giorno, voto Carlo Malvezzi per le regionali e mi auguro abbia il grande successo che merita, ma leggere sulla bacheca facebook di Gianmario Donida, segretario cittadino di Crema:
–Condivido con voi la mia scelta personale per l’unico candidato “Vero” del nostro territorio-
e a fianco le foto di Malvezzi, m’ha fatto capire perché Forza Italia rischia il sorpasso della Lega, e magari tra un po’ dei Fratelli d’Italia, con una gestione che nega esistano in Crema e/o altre città candidati degni di rappresentare il partito.
A Jotta e alla Gelmini va bene? Simpatie e camarille prima delle idee e del territorio?
Fosse questa la decisione finale, più comodo prepararci un esercito di Santanché, valido per ogni tipo di voto!

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feb 26 2018

la quintessenza della cremonesità-quattrocentosettantacinque 26 02 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – QUATTROCENTO75
L’ordine è tornato sul sito Libera, cicciobello stamattina è riuscito a pubblicare la newsletter 8/2018 che venerdì aveva spedito solo ai soci, in divertente gara con la pagina dell’Agricoltura apparsa ieri sulla Provincia fin che c’è. E il mio commento deve iniziare con una nota triste: la comunicazione, nel gruppo, sta per diventare una cosa seria; basta pesci vivi serviti in tavola a temperatura ambiente, basta pinguini di Aleppo fotografati mentre fuggono dalle bombe, basta violini e vacche che sono gli elementi che maggiormente caratterizzano la città del Torrazzo, qualificandola nel mondo; tutti, dal Pennadoro in giù, dovran tornare sui banchi per far capire ai lettori chi sono:
–Si è tenuto presso la Libera il primo incontro sulla comunicazione, che ha coinvolto gli organi dirigenziali dell’associazione. Partendo dall’analisi della società postmoderna in cui prevale la disintermediazione ci si è interrogati sull’attuale senso dei corpi intermedi, focalizzandone la loro funzione e la loro mission. Si è preso in considerazione il concetto di rappresentanza e le sue numerose connessioni con la comunicazione. Vivace il dibattito per inquadrare il target di chi si è e come rappresentarci anche verso gli stakeholders esterni–
Se questo è il primo passo verso una comunicazione chiara, comprensibile ai soci ai fornitori eccetera, non si stupiscano, dal cicciobello al non c’è, dal Criniera al nuovo direttore eccetera, se una mattina, invece di trovarsi a fianco il solito Torrazzo vedono un altro tipo di torre, quella di Babele.
Ecco un probante esempio dalla 8/2018:
—Dal 24 dicembre 2017 al 13 gennaio 2018 Latteria Soresina ha lanciato sui media televisivi e digitali una campagna pubblicitaria piuttosto consistente: lo spot pubblicitario è piuttosto dirompente. Questa campagna pubblicitaria rappresenta un forte elemento di rottura con la comunicazione della quasi totalità dell’industria lattiero-casearia che continua a rappresentare le bovine su improbabili pascoli. Lo slogan dello spot pubblicitario è “C’è più bontà nella verità” che riprende il concetto di verità come sinonimo di qualità. Latteria Soresina, che lavora solo latte
italiano prodotto dai suoi 202 soci allevatori, proprietari di 50.000 capi bovini, si è caricata dell’onere di quella che sarebbe dovuta essere una campagna di sensibilizzazione o meglio di rassicurazione istituzionale, del Ministero delle Risorse agricole o delle associazioni che rappresentano gli allevatori e l’industria del latte, ma la storia insegna che sono sempre sparuti gruppi di lungimiranti che cambiano le cose. La crescente sensibilità etica della gente verso i diritti degli animali e la sensazione d’inganno derivante dal nascondere la verità degli allevamenti
intensivi sono tra le principali cause di allontanamento dal consumo di latte, soprattutto dei giovani e dalle fasce più agiate della popolazione, sia italiana che straniera—
Costo del dirompente spot, a carico ben s’intende dei soci, 2,5milioni; però la verità del latte è ristabilita. Per qualche settimana. Altra notizia lampo:
—Una delegazione di soci e consiglieri della Libera ha visitato, ospite dell’on. Massimiliano Salini, il Parlamento Europeo a Bruxelles. Visita di due giorni molto intensi che hanno contemplato un incontro al Copa Cogeca, le organizzazioni degli agricoltori e delle cooperative agricole europee, a cui è seguito un contatto con i responsabili degli uffici di Confagricoltura di Bruxelles—
Soci e consiglieri ospiti, scelti come e spese a carico di chi?
Newsletter 8/2018 molto interessante; anche domani ampi estratti!

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feb 26 2018

oggi a iori, domani a te 26 02 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
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