Archive for febbraio, 2018

feb 28 2018

la legge del più forte-ottocentotre 28 02 2018

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – OTTOCENTOTRE Nulla di kafkiano: il processo penale italiano è pubblico e la prova, per legge, nasce in Aula, sotto gli occhi di chiunque voglia esaminarla, come io ho fatto coi processi Iori, colmi di sfere di cristallo: la Chiesa ha avuto il coraggio di render pubblico il suo giudizio, che dal punto di vista culturale e intellettuale non ha nulla meno di quello dello Stato. Come qualsiasi esperto del settore può e deve confermare! Dalla Stampa: —-Il cittadino Luciano Massaferro, per lo Stato italiano è colpevole del reato di abusi sessuali su minori. Lo ha stabilito una sentenza della Cassazione che lo ha condannato a 7 anni e 6 mesi. Ma per la Chiesa il medesimo Luciano Massaferro, che per inciso è un sacerdote, deve essere assolto. E non in virtù del perdono che il Vangelo accorda ai peccatori ma proprio perché viene ritenuto estraneo a tutte le pesanti accuse che lo Stato italiano gli attribuisce. Due sentenze sugli stessi fatti , due verdetti diametralmente opposti; il risultato è paradossale: don Luciamo Massaferro , che ha finito da poco di scontare la sua condanna, non potrà mai più ricoprire incarichi pubblici per conto della legge italiana ma contemporaneamente potrà tornare a fare il sacerdote. Il Tribunale ecclesiastico di Genova presieduto dal cardinale Angelo Bagnasco (don Luciano è di Alassio) lo ha infatti riabilitato pochi giorni fa . Racconto convincente (tre volte) e condanna
È il 2009 quando una dodicenne ricoverata all’ospedale Gaslini di Genova racconta ai medici di essere stata vittima di abusi da parte del prete della sua parrocchia ad Alassio. L’ospedale segnala il fatto alla procura della repubblica che apre un fascicolo sul religioso, che è appunto don Massaferro, «don Lu», per i suoi parrocchiani. Il racconto della minore appare convincente agli occhi dei giudici, tanto che il sacerdote viene messo prima in carcere poi ai domiciliari. Il racconto della ragazzina passa al vaglio del tribunale di Savona, della Corte d’Appello di Genova e poi della Cassazione. Non viene intaccato dal fatto che decine di persone testimoniano a favore di «don Lu», dal fatto che nessun altro episodio a carico dell’imputato viene a galla. La fine di questo iter è la pesante condanna definitiva che piove sul capo di don Massaferro: sette anni mezzo. Per la giustizia terrena, il sacerdote è colpevole di pedofilia. L’istruttoria parallela della Curia e l’assoluzione
Quasi in contemporanea anche la Chiesa apre un procedimento per valutare le responsabilità del suo pastore di anime e decidere se «spretarlo», toglierli cioè la facoltà di celebrare la messa e i sacramenti. Il tribunale ecclesiastico di Genova eredita tutti gli atti del processo ordinario e – come è sua potere stabilito dal Concordato – arricchisce l’istruttoria con una nuova perizia sul prete e con la deposizione di testimoni . E l’esito, comunicato pochi giorni fa, è sorprendente. «Don Massaferro deve essere completamente riabilitato in quanto non consta che abbia commesso delitti a lui ascritti» recita il dispositivo del tribunale religioso. «Il tribunale della Curia – spiega l’avvocato Alessandro Chirivì, che ha assistito “don Lu” in tutta la vicenda giudiziaria – ha ritenuto che l’accusa della vittima non avesse avuto alcun riscontro esterno, che il racconto era in molti punti illogico e che invece numerosi testi non avessero messo in luce alcun comportamento anomalo da parte del mio assistito». Le medesime fonti di prova del processo ordinario sono state valutate in maniera diversa. Una situazione kafkiana
La situazione che scaturisce è kafkiana. «Per effetto della sentenza della Cassazione – chiarisce ancora l’avvocato Chirivì – don Luciano è interdetto da tutti i pubblici uffici: non potrà ricoprire incarichi politici, non potrà insegnare, non potrà essere nominato tutore . Ma per la Chiesa è del tutto innocente e presto potrebbe vedersi assegnato un nuovo incarico». Traguardo, questo, confermato anche dalle parole pronunciate a Genova qualche giorno fa dal cardinale Bagnasco: «Mi risulta siano fatte tutte le procedure previste canonicamente e giuridicamente per il reintegro. Don Massaferro tornerà operativo secondo le modalità previste»
Cremona 28 02 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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feb 28 2018

carlo malvezzi chiude la campagna elettorale e desidera ringraziare tutti! 28 02 2018

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CARLO MALVEZZI CHIUDE LA
CAMPAGNA ELETTORALE E DESIDERA
RINGRAZIARE TUTTI!
Caro amico,
venerdì 2 marzo alle ore 19.00 presso Palazzo Trecchi a Cremona, in via Trecchi 20, voglio chiudere la mia campagna elettorale festeggiando con gli amici e le persone che mi hanno aiutato in questi anni.
Un momento di festa, aperto a tutti.
Fammi sapere se ci sarai.
Ti aspetto!

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feb 28 2018

anche gli arbitri sono uomini 28 02 2018

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ANCHE GLI ARBITRI SONO UOMINI
Come fai a negare il rigore alla Banda Bassotti, che cadon tutti a terra, uno per uno, appena un difensore li guarda male…….

Cremona 28 02 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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feb 28 2018

capitan voltini vince e convince ancora una volta! 28 02 2018

CAPITAN VOLTINI VINCE E CONVINCE ANCORA UNA VOLTA!
E con lui Tino Vaia, direttore generale, e i 370 agricoltori soci del Consorzio Casalasco del Pomodoro, la Nazionale Rossa della grande Agricoltura italiana!
—-Pomodoro non più anonimo con l’etichetta di origine obbligatoria che salva la pummarola Made in Italy dall’inganno dei prodotti coltivati all’estero ed importati per essere spacciati come italiani. E’ quanto afferma Coldiretti nell’annunciare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018 del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro, firmato dal Ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina di concerto con quello dello sviluppo economico Carlo Calenda.
Un passo determinante per tutelare un patrimonio di oltre 5 miliardi di chili di pummarola italiana che rappresenta una componente fondamentale della dieta mediterranea come richiesto dall’82% dei consumatori nella consultazione on line sull’indicazione di origine obbligatoria degli alimenti. Finalmente – precisa Coldiretti – sono tolte dall’anonimato tutte le coltivazioni di pomodoro diffuse lungo tutta la penisola su circa 72.000 ettari da 8mila imprenditori agricoli e destinati a 120 industrie di trasformazione in cui trovano lavoro in Italia ben 10mila persone. Dopo 10 anni – continua Coldiretti – si completa per tutti i derivati del pomodoro il percorso di trasparenza iniziato il primo gennaio 2008 con l’entrata in vigore definitiva dell’obbligo di etichettatura di origine per la sola passata di pomodoro.
Il decreto – spiega Coldiretti – prevede che le confezioni di tutti i derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:
1. a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato;
2. b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.
Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura “Origine del pomodoro: Italia”.
Per consentire lo smaltimento delle scorte – continua la Coldiretti – i prodotti che non soddisfano i requisiti previsti dal decreto, perché immessi sul mercati sul mercato o etichettati prima dell’entrata in vigore del provvedimento, possono essere commercializzati entro il termine di conservazione previsto in etichetta.
Si tratta di una attesa misura di trasparenza per produttori e consumatori dopo che dall’estero – rileva Coldiretti – sono arrivati nel 2017 ben 170 milioni di chili di derivati di pomodoro che rappresentano circa il 25% della produzione nazionale in equivalente di pomodoro fresco. Un fiume di prodotto che per oltre 1/3 arriva dagli Stati Uniti e per oltre 1/5 dalla Cina e che – denuncia Coldiretti – dalle navi sbarca in fusti da 200 chili di peso di concentrato da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro.
I derivati del pomodoro sono il condimento più apprezzato dagli italiani che ne consumano circa 30 chili a testa all’anno a casa, al ristorante o in pizzeria secondo le stime della Coldiretti.
Ad essere preferiti, sono stati nell’ordine le passate, le polpe o il pomodoro a pezzi, i pelati e i concentrati. “Finalmente sarà possibile fare scelte di acquisto consapevoli e decidere se acquistare prodotti che arrivano da migliaia di chilometri di distanza spesso senza garantire gli standard di sicurezza europei oppure pomodori Made in Italy per sostenere l’economia e il lavoro sul territorio nazionale” ha affermato il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo nell’evidenziare che “l’indicazione dell’origine consentirà di valorizzare la qualità delle produzioni tricolori”.

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feb 28 2018

spartacus 28 02 2018

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SPARTACUS
Da www.cremonaoggi.it……………………
–Un ciclista le taglia la strada, l’auto sbanda e finisce contro un palo della luce.

Cremona 28 02 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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feb 28 2018

la quintessenza della cremonesità-quattrocentosettantasette 28 02 2018

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – QUATTROCENTO77
Tempo di voto, tempo di scelte, per noi che votiamo, per loro che promettono; da www.cremonaoggi.it, il miglior informatore del territorio:
—-Il nostro territorio è già stato oggetto di un accorpamento dei servizi di giustizia, che ha portato alla sofferta chiusura del Tribunale di Crema, decisa dall’allora governo Renzi. Il ventilato spostamento a Mantova della sezione Fallimentare del Tribunale di Cremona rappresenterebbe un ulteriore danno per tanti professionisti come avvocati, commercialisti, imprenditori e liberi cittadini che si vedrebbero costretti a spostamenti più lunghi e con maggiori spese in termini di risorse e di tempo”. Lo ha detto Carlo Malvezzi, consigliere regionale uscente che resta candidato di Forza Italia alle prossime elezioni per il Pirellone. “È una prospettiva sciagurata e inaccettabile, per evitare la quale chiedo a tutti i candidati al Parlamento di fare fronte comune e opporsi all’ennesimo tentativo di depauperare i territori eccetera eccetera–
Carlo Malvezzi rimpiange la chiusura del Tribunale di Crema, figuriamoci la gioia di vedere anche la sezione Fallimentare avvicinarsi sempre più a Venezia. L’elettore cremasco di memoria buona colga l’occasione per render la paga al compagno Pizzetti e alla compagna Bonaldi, grandi sponsor del Tribunale unico a Cremona; ricordi anche le risposte durissime che Pizzetti diede al decano degli avvocati cremaschi, Ermete Aiello; il nostro Carletto può solo non condividere la seconda chiusura e chiedere aiuto ai colleghi di tutti i partiti, ma lo fa, e volentieri!
Ma la vita non è fatta solo di liti e scelte dure, per fortuna ci sono anche i divertimenti, di cui il gruppo Libera è prodigo verso i cremonesi, di qualsiasi tendenza. Nei giorni scorsi illustravo la newsletter 8/2018, la quasi scomparsa dal sito ma in cambio spedita ai soci e in parte commentata sulla Provincia fin che c’è di domenica 25; sentiamo come sgridano sul giornale il ministro Martina, tanto tra un mese non è più ministro, pensano i furbetti; titolo:
-L’idea del ministro ‘Conversione totale al biologico’ Incredibile-
—Curioso e quanto meno poco proponibile, per un’agricoltura altamente specializzata come quella lombarda, uno degli slogan che il ministro Maurizio Martina sta utilizzando per questa campagna elettorale, e che prevede l’azzeramento dell’uso di pesticidi in agricoltura entro il 2025. Eccetera eccetera—
dalla newsletter 8/2018:
—Uno degli slogan, non particolarmente apprezzato dal mondo agricolo ed utopistico, della campagna elettorale di Martina, ministro delle politiche agricole e candidato capolista per il Pd, è quello di azzerare l’uso di pesticidi in agricoltura entro il 2025. L’Italia, scrive Martina sulla sua pagina Facebook, ha il primato del settore biologico in Europa con 1,8 milioni di ettari e 72mila operatori. È un risultato dal quale partire per convertire tutto il sistema agricolo alla totale compatibilità ambientale. L’obiettivo è quello di abbattere l’uso di chimica promuovendo, attraverso il sostegno della ricerca, un’agricoltura ecosostenibile, redditiva e competitiva, aggiunge il ministro—
Al gruppo Libera fan tante di quelle pentole senza coperchi, e non si contentano mai, hanno una spinta interna a voler distinguersi: sul fondo son anche piene di buchi; ecco la risposta del ministro, e immediata, sulla Provincia che c’era del 26!
—Agrofarmaci in agricoltura
Non ho mai proposto il biologico integrale
Egregio direttore, porsi il tema di un’ulteriore riduzione drastica dei pesticidi non significa dire no agli agrofarmaci sostenibili in agricoltura. Anzi. Dal 2014 abbiamo attuato con convinzione il Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari ed è importante che negli anni che abbiamo alle spalle gli agricoltori italiani abbiano ridotto del 50% l’utilizzo di pesticidi. Anche perché in diverse zone del Paese noi abbiamo ancora presenze di queste sostanze nelle acque che non possiamo sottovalutare. Contrariamente da quanto scritto non ho invece mai proposto la conversione integrale dell’agricoltura italiana al metodo biologico entro il 2025. Altra cosa è essere orgogliosi, come siamo, della crescita registrata dal 2013 a oggi da questo settore che coinvolge oltre 70mila operatori e 1,8 milioni di ettari di suolo. Proprio per questo la scorsa settimana abbiamo approvato in via definitiva la riforma sui controlli del biologico, per evitare conflitti di interesse tra controllori e controllati, tutelare i produttori onesti e garantire i consumatori. Bisogna andare avanti e lavorare insieme anche alla chimica verde sulla frontiera della sostenibilità, questo è il punto fondamentale. Sono convinto che la strada sia quella già avviata dalle nostre imprese agricole e di allevamento: investimenti in tecnologie di agricoltura di precisione, avanzamento sul benessere animale, uso sostenibile degli agrofarmaci, riduzione degli sprechi di risorse come terra e acqua. Sono questi gli elementi che consentiranno al modello agricolo italiano di essere sempre più distintivo, sostenibile e competitivo.
Maurizio Martina
(ministro dell’Agricoltura)

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feb 28 2018

oggi a iori, domani a te 28 02 2018

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni.

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feb 27 2018

maratona continua 27 02 2018

MARATONA CONTINUA
Con tutto quel che ha corso per fermare i Persiani d’ogni risma, ci mancherebbe sbagliassi segno: domenica 4 marzo è il giorno di Carlo Malvezzi!

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feb 27 2018

quando la vita è strana 27 02 2018

QUANDO LA VITA E’ STRANA
Ho dovuto rileggere: i neocomunisti Liberi e Uguali rifiutano il confronto televisivo con CasaPound; non abbastanza democratici, per loro, temo.

Cremona 27 02 2018 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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feb 27 2018

se le cose non andassero 27 02 2018

SE LE COSE NON ANDASSERO
Berlusconi: pronto a candidarmi il prossimo anno!
Mi sa che, anno su anno, campa fino ai 120 che un tempo ci promise…….

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