dic 15 2017

il kressecco 15 12 2017

IL KRESSECCO Da Campagna Amica; nessun Asti Spumante sfiderà mai lo Champagne, son vini troppi diversi, Luigi Veronelli s’incazzava anche solo al paragone Champagne/Spumante classico, che pur sono nella medesima categoria: “maledetto, tu non capisci di vino!”, e di primo acchito sentir di Kressecco o Meer-secco dà fastidio, però se ci imitano in tutto il mondo un motivo di vanto lo troveremo pure! —Con un balzo dell’11% nelle bottiglie spedite all’estero lo spumante italiano conquista le tavole nel mondo, dove per Natale e Capodanno 2017 ci sarà il record storico di brindisi Made in Italy. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che alla fine di quest’ anno sarà raggiunto per la prima volta il record storico dell’esportazioni all’estero per un valore superiore a 1,3 miliardi, sulla base delle spedizioni registrate dall’Istat nei primi otto mesi. Se in Italia lo spumante si classifica al primo posto negli acquisti irrinunciabili nello shopping delle Feste, all’estero non sono mai state richieste cosi tante bollicine italiane che in quantità dominano nettamente nei brindisi sul mercato mondiale davanti allo champagne. Fuori dai confini nazionali i consumatori più appassionati sono gli inglesi che non sembrano essere stati scoraggiati dalla Brexit e sono nel 2017 il primo mercato mondiale di sbocco delle spumante italiano con le bottiglie esportate che fanno registrare un aumento del 13% di gran lunga davanti agli Stati Uniti dove comunque si rileva un +16%, mentre in posizione più defilata sul podio si trova la Germania dove si registra una crescita del 14% delle bottiglie vendute. Nella classifica delle bollicine italiane preferite nel mondo ci sono tra gli altri il Prosecco, l’Asti il Franciacorta che ormai sfidano alla pari il prestigioso Champagne francese. A pesare è il fatto che con il successo crescono le imitazioni in tutti i continenti a partire dall’Europa dove sono in vendita bottiglie di Kressecco e di Meer-Secco prodotte in Germania che richiamano palesemente al nostrano Prosecco che viene venduto addirittura sfuso alla spina nei pub inglesi. All’estero finisce la maggioranza della produzione nazionale di bollicine per la quale si stima un potenziale produttivo superiore ai 600 milioni di bottiglie.

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