ott 31 2017

tutto è possibile, 31 10 2017

Published by at 1:38 pm under costume,cronaca nazionale,Giudici

TUTTO E’ POSSIBILE, e a volte il possibile somiglia al probabile. Anche ieri ho pubblicato le conclusioni dell’ultimo congresso dell’Associazione nazionale magistrati, dove i padroni dei Tribunali si lamentano di tutto, dalla lentezza dei processi provocata da leggi non adatte, ai continui attacchi della politica che non accetta controlli. Qui, dal Fatto Quotidiano, una spiegazione convincente della lentezza e degli attacchi…… —Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri sono indagati per le stragi di mafia del 1993 come possibili mandanti occulti degli attentati a Firenze, Roma e Milano. Il capo della procura del capoluogo toscano, Giuseppe Creazzo, ha già ottenuto dal gip la riapertura del fascicolo che era stato archiviato nel 2011. Sono stati così disposti nuovi accertamenti alla Direzione investigativa antimafia. Agli investigatori è stato chiesto di passare al setaccio le parole pronunciate in carcere dal boss Graviano, intercettato dai pubblici ministeri palermitani del processo sulla ‘trattativa Stato-mafia’, mentre parlava con un compagno di cella nel carcere di Ascoli Piceno, forse dell’ex presidente del Consiglio e dell’ex senatore di Forza Italia, che sta scontando una condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa…….. “Ascoltato” durante l’ora d’aria per mesi, per i pm Graviano avrebbe in più occasioni fatto cenno o chiamato in causa Silvio Berlusconi, dal padrino definito col diminutivo “Berlusca”. “Non ha mai pronunciato quella parola”, ha dichiarato nei giorni scorsi il legale di Dell’Utri, l’avvocato Giuseppe Di Peri, che ha incaricato un esperto di riascoltare i dialoghi registrati arrivando a conclusioni assai diverse. Il nastro è stato depositato agli atti del processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, in cui Dell’Utri è imputato. La parole detta dal boss, per il tecnico della difesa, sarebbe “benissimo” o “bravissimo”. Una differenza non di poco conto visto che, secondo l’accusa, Graviano avrebbe sostenuto, parlando col co-detenuto Umberto Adinolfi, che “Berlusca” avrebbe ricevuto una cortesia da Cosa nostra. E che la mafia avrebbe, per l’ex premier, fatto le stragi. “Berlusca mi ha chiesto questa cortesia… per questo c’è stata l’urgenza. Lui voleva scendere… però in quel periodo c’erano i vecchi e lui mi ha detto ci vorrebbe una bella cosa”, è la frase trascritta dall’esperto della Procura. Linguaggio criptico che per i pm è una chiara allusione alle stragi del ’92 che vedrebbero l’allora imprenditore, già intenzionato a scendere in campo, come ispiratore e la mafia come esecutrice, nel tentativo di dare una spallata alla vecchia politica, già in bilico per Tangentopoli.
Cremona 31 10 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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