ott 30 2017

la legge del più forte-seicentottantatre 30 10 2017

Published by at 10:13 pm under costume,cronaca cremonese,cronaca nazionale,Giudici

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SEICENTOTTANTATRE Fin che il giudice italiano, parlo della media, si considera “fuori dai giochi”, e gli altri, a partire dai politici, glielo permettono, i processi “giusti” saranno solo frutto del caso. Qualche esempio degli ultimi giorni; “Fino a prova contraria”, la newsletter sulla giustizia del Foglio:
—Ha stuprato la figlia per otto anni ma non sconterà un giorno di carcere. In conformità ad una sentenza delle Sezioni unite della Cassazione che ha riqualificato da “speciale” a “comune” l’aggravante dell’aver commesso il fatto ai danni di un minore, la Corte d’appello di Venezia ha decretato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. In prima istanza l’uomo era stato condannato a dieci anni di reclusione. Il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini ha spiegato che il Consiglio “era intervenuto per evitare casi come questi ma in Parlamento mancarono i consensi”. La posizione del Csm, già espressa nel corso del dibattito sulla riforma del processo penale, “è che sarebbe stato auspicabile sospendere totalmente la prescrizione dopo la sentenza di condanna di primo grado”—
Non è mai l’imputato, colpevole o innocente sia, ad aver il diritto che la sua posizione sia chiara e definitiva e in fretta! Poi, dalla mozione finale dell’ultimo congresso dell’Associazione nazionale magistrati, Anm:
—La nuova disciplina ordinamentale inaugurata dieci anni addietro ha avuto certamente il pregio di superare l’anacronistico sistema interno di promozioni automatiche introducendo, in sostituzione, una vera e propria cultura della valutazione del merito. Questa valutazione, per essere effettiva, richiede una maggiore centralità e una maggiore efficacia di intervento dei consigli giudiziari, ma la necessità di miglioramento non può passare attraverso il coinvolgimento formale e sistematico degli avvocati, ai quali chiediamo anche di accantonare temi particolari e corporativi come la separazione delle carriere e la discrezionalità dell’azione penale, rendendosi piuttosto disponibili a un confronto dal quale scaturiscano proposte di riforme condivise— “Una vera e propria cultura della valutazione del merito”: chi mi ha seguito nelle cronache dei processi Iori sa come sian state valutate le sfere di cristallo; che poi gli avvocati non possano dire le loro su quanto subiscono ogni giorno, anche qui i processi Iori insegnano in abbondanza, lascia esterrefatti! E siamo alla fine, per oggi: i giudici son stufi d’essere delegittimati dalla politica: —La fiducia nella giustizia è minata anche dalla perenne conflittualità tra magistratura e politica, che genera una dannosa delegittimazione. Soltanto l’interruzione del precipitarsi di accuse e strumentalizzazioni potrà restituire alla opinione pubblica due fondamentali riferimenti democratici di ogni Stato di diritto, soprattutto nell’attuale processo sociale di emersione e riconoscimento dei c.d. nuovi diritti, in cui occorre un intervento legislativo che possa orientare i cittadini e la giurisdizione. Da troppo tempo il giudice svolge un ruolo di supplenza per il vuoto legislativo su temi che toccano la vita del cittadino, ruolo che non gli compete e che lo sovraespone— Una virgola di censura, che so, ai tanti giudici che depositano le motivazioni con mesi e anni di ritardo? La risposta è chiara: quei giudici non esistono!

Cremona 30 10 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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