Archive for settembre, 2017

set 30 2017

la legge del più forte-seicentosessanta 30 09 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SEICENTOSESSANTA A proposito dei concorsi universitari truccati, di cui credo sappia tutta Italia, e da qualche giorno anche i magistrati, ecco che scrive uno di essi, Alessio Liberati, sul Fatto Quotidiano e sul suo blog:
—Personalmente, denuncio da anni le irregolarità che sono state commesse proprio nei concorsi per l’accesso al Consiglio di Stato, massimo organo di giustizia amministrativa, proprio quell’autorità, cioè, che ha l’ultima parola su tutti i ricorsi relativi ai concorsi pubblici truccati. Basti pensare che uno dei vincitori più giovani del concorso (e quindi automaticamente destinato a una carriera ai vertici) non aveva nemmeno i titoli per partecipare. E che dire dei tempi di correzione? A volte una media di tre pagine al minuto, per leggere, correggere e valutare. E la motivazione dei risultati attribuiti? Meramente numerica e impossibile da comprendere. Tutti comportamenti, si intende, che sono in linea con i principi giurisprudenziali sanciti proprio dalla giurisprudenza dei Tar e del Consiglio di Stato. E allora il problema dei concorsi truccati in Italia non può che partire dall’alto: si prenda atto che la giustizia amministrativa non è in grado di assicurare nemmeno la regolarità dei concorsi al proprio interno e che, quindi, non può certo esserle affidato il compito istituzionale di decidere su altri concorsi: con un altro organo giurisdizionale che sia davvero efficace nel giudicare le irregolarità dei concorsi pubblici, al punto da costituire un effettivo deterrente, si avrebbe una riduzione della illegalità cui si assiste da troppo tempo nei concorsi pubblici italiani— Alessio Liberati offre un assist strepitoso a me che ho passato cinque anni a scrivere tutti i giorni dei tre processi Iori: che garanzie possono offrire ai cittadini italiani, non solo quelli che si presentano ai concorsi pubblici, tre Corti che condannano all’ergastolo appoggiandosi su sfere di cristallo et similia?
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set 30 2017

la quintessenza della cremonesità-trecentotrentatre 30 09 2017

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – TRECENTOTRENTATRE
Nulla di nuovo, i maggiorati del Sistema Cremona gongolano leggendo la Provincia fin che c’è: Cremona Musica è la mostra di settore numero uno al mondo, la Fattoria in città che occupa il centro di Milano non esiste perché i Coldiretti non esistono; l’arroganza di chi non ha più il potere e invidia chi ha il successo: scorri internet e della Musica di padron Piva scrivono solo i media di Cremona, della Fattoria in città dei Coldiretti l’Italia intera, cominciando dal Sole24Ore, Corriere, Repubblica; arroganza di chi si permette di dar del cretino a chi legge internet, cioè la maggioranza di noi, perché internet racconta un sacco di balle; se la Provincia fin che c’è non ne scrive, vuol dire che la Fattoria in città dei Coldiretti non è mai esistita: questo è il vero giornalismo, di successo per giunta!
Del resto Mondo Padano, editore Arvedi, editorino Caldonazzo, pubblica il compagno senatore Pizzetti, sempre lui, quello di CastelPizzetti, che stabilisce:
“La Fiera di Cremona è una delle meglio amministrate d’Italia e chi dice il contrario dice bugie; parola di sottosegretario di Stato!”
Quindi Indiana Jones e io che gli ho dato spazio siamo due bugiardi; i bilanci della Fiera sono eccellenti, tant’è vero che i maggiorati invocano un nuovo socio, robusto in banca, perché le altre banche non scuciono più un centesimo alla Fiera dai bilanci eccellenti, come stabilisce il compagno Pizzetti; che forse aveva un proposito più modesto: negare l’esistenza delle due Audi A6 di rappresentanza che han fatto ridere la Cremona che legge il mio blog, cioè tutti quelli che contano qualcosa, amici e nemici che siano.
Poteva sottrarsi al suo ruolo di primo comunicatore del Sistema, lo Zanolli Pennadoro Vittoriano? Figuriamoci, se nel Sistema uno smette di contar balle vien tenuto per bugiardo; quindi in Saletta Mercanti saluta i presenti che non ci sono mai, come il suo presidente, per raccontare, e qui finalmente sembra aver capito la bugia di Tacito: mischiaci un po’ di verità poi spara balle, che ci pensa la verità e i poveretti che ci credono a far tutto verità; insomma, la Provincia è l’unico quotidiano in carta della città, l’on line supera di tre volte (cazzo!) il maggior concorrente, che per pudore non nomina, che io spudorato invece sì: è www.cremonaoggi.it!
Uno dei tanti aspetti degli arroganti, per me il più odioso, raccontano delle balle, sanno perfettamente che tu non ci credi, han la pretesa tu risponda: certo, è vero! Ma basta divertirci con gli arroganti, a Cremona ci sono anche molte persone, come dire senza offendere gli arroganti? ecco, diverse! Giorgio Mantovani, presidente del Filo:
“Grande concerto LUNEDI’ – ore 21,00- nel nostro Teatro Filo,si esibiranno due artiste di fama internazionale – La maestra Camilla Finardi è la nostra insegnante della scuola di mandolino- Attenti e sensibili alle emozioni della musica come siete,so che non vi perderete questa eccellente occasione”
Giorgio s’è dimenticato, lo aggiungo io: l’ingresso è libero.
Giovedì pomeriggio al laboratorio Mascarini c’è stata la mostra dei disegni di Rivaroli e Biazzi; di fronte, in via Janello Torriani pianoforte ben carezzato da due giovani artisti; un po’ più in là, il solito eccellente aperitivo di Paolo e Gentilia, della Locanda Torriani; minimo, 120 persone, non impedite né dalla Ztl né dai parcheggi cari: chi non ha la pretesa d’aver sempre tutta la ragione, mediti.

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set 30 2017

la forza delle ragioni 30 09 2017

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LA FORZA DELLE RAGIONI!
Entrambi i pezzi da Repubblica on line:
—Giornata difficile per le vie di Torino e di fronte alla Reggia Venaria, dove ci sono state scene di guerriglia urbana durante le contestazioni per il G7: quattro persone sono state bloccate e identificate. Dopo la notte di disordini, in mattinata una prima manifestazione pacifica è partita in corso Cincinnato e ha portato in giro per il quartiere Vallette la ‘ghigliottina’ con cui gli antagonisti avevano simbolicamente decapitato, qualche giorno fa, suscitando vivaci polemiche, i fantocci di Renzi e Poletti proprio davanti alla Reggia di Venaria.
—”Se il Paese vuole essere competitivo le organizzazioni sindacali devono cambiare radicalmente. Dobbiamo dare possibilità alle associazioni giovanili di contare nei tavoli contrattazione, serve più ricambio nelle organizzazioni sindacali. O i sindacati si autoriformano o, quando saremo al governo, faremo noi la riforma”. Al Festival del Lavoro a Torino Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento 5 Stelle, non usa mezzi termini e lancia un avvertimento chiaro ai sindacati: “Un sindacalista che prende la pensione d’oro o finanziamenti da tutte le parti ha poca credibilità per rappresentare un giovane di trent’anni”

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set 30 2017

ricevo dalla Provincia 30 09 2017

RICEVO DALLA PROVINCIA FIN CHE C’E', PORTAVOCE DEL SISTEMA CREMONA CUI APPARTENGONO LE MIGLIORI TESTE PENSANTI DELLA CITTA’, COPIA DELL’ARTICOLO DA LORO PUBBLICATO A SOSTEGNO DELLA GRANDE AGRICOLTURA ITALIANA; RINGRAZIO, E MOLTO VOLENTIERI RICOPIO!
Anche l’agricoltura cremonese protagonista a Milano
nella più grande ‘fattoria’ mai aperta in città
Dall’eccellenza dei sapori garantita dagli agricoltori (dal salame ai formaggi, dall’ortofrutta ai prodotti al grano monococco, dai paté di lumache alla birra al mais corvino) alle attività dell’agriasilo, dalle ricette degli agrichef alle imprenditrici agricole in prima linea fra le ‘tutor della spesa’, dai cibi più tipici e inconfondibilmente legati al nostro territorio (c’è lo spazio riservato a Pomì, con tutti i prodotti del Consorzio Casalasco del Pomodoro) alle “new entry” del Made in Italy a tavola (fra queste ultime c’è anche, prodotto a Pandino, il ricercatissimo caviale di storione, il cui allevamento è stato da poco riconosciuto come attività agricola, dopo che l’Italia ha conquistato il primato di principale produttore mondiale), l’agricoltura cremonese è in prima linea al Villaggio degli agricoltori della Coldiretti che, inaugurato ieri al Castello Sforzesco alla presenza di una fiumana di persone, prosegue nel fine settimana, tutto nel segno del “100 per cento italiano: buono, sano, garantito dagli agricoltori”.
All’evento, che sta portando per la prima volta la grade bellezza dell’agricoltura italiana nel centro di Milano, sta intervenendo una folla straordinaria. Ieri per il debutto, accanto al Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e al Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, c’era una foltissima delegazione di agricoltori cremonesi, guidati dal Presidente Paolo Voltini, dal Direttore Mauro Donda e dai consiglieri della federazione.
Nell’occasione è stato presentato il primo studio sulla rivoluzione green e salutista nei consumi a tavola e negli stili di vita con i primati che il Made in Italy può offrire. Si prosegue oggi con la presenza, tra gli altri, del Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, ma anche di importanti esponenti della società civile, di studiosi, sportivi ed artisti.
Per tre giorni la Coldiretti sta offrendo a Milano l’occasione di vivere per una volta l’esperienza da gourmet con il miglior cibo italiano a soli 5 euro per tutti i menu preparati dagli agrichef con i sapori antichi della tradizione, dalla pasta di grano Senatore Cappelli al riso, senza dimenticare l’innovazione con la carne 100% italiana e la pizza autenticamente tricolore, dalla farina all’olio, dal pomodoro alla mozzarella, ma anche lo street food green, dal gelato di latte d’asina al pesce al cartoccio. Spazio anche alla solidarietà per salvare le specialità delle aree terremotate, offerte direttamente dagli agricoltori colpiti dal sisma.
#STOCOICONTADINI è anche occasione per conoscere il primato della biodiversità della Fattoria italiana, con la più grande “stalla” mai aperta al pubblico in città in Italia, una vera arca di Noè che raduna le più rare e curiose razze di mucche, maiali, cavalli, asini, capre, pecore, conigli, oche e polli salvate dal rischio di estinzione dagli allevatori italiani. Anche oggi e domani, c’è grande spazio per l’agriasilo, (con in prima linea il cremonese ‘Piccoli frutti’), dove i bambini imparano a raccogliere i frutti, a mungere gli animali, a pigiare l’uva, e poi ancora per le lezioni nell’area orti, giardini e fiori con il tutor, per l’economia domestica e l’agricosmetica con i frutti della terra e per lo sport in collaborazione con il Coni. Ci sono anche i trattori storici e quelli dell’ultima generazione, oltre al villaggio delle idee con i giovani dell’Università di Pollenzo e gli agricoltori di Giovani Impresa, fra cui il folto gruppo cremonese dei giovani agricoltori cremonesi.

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set 30 2017

la spesa dal contadino 30 09 2017

CONSUMI: COLDIRETTI, SPESA DAL CONTADINO PER 6 ITALIANI SU 10
IN ITALIA LA PIU’ GRANDE RETE MONDIALE DI VENDITA DA CAMPO A TAVOLA
Quasi sei italiani su dieci (59%) hanno fatto la spesa dal contadino almeno una volta al mese nel 2017 in frantoi, malghe, cantine, aziende, agriturismi o mercati degli agricoltori per acquistare prodotti locali a chilometri zero direttamente dai produttori. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe’ presentata all’inaugurazione della più grande fattoria mai realizzata in Italia nel centro storico di una città a Milano al Castello Sforzesco, da Piazza del Cannone a Piazza Castello, con il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e migliaia di agricoltori insieme al presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e al presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia. #stocoicontadini è una occasione unica per vivere un giorno da contadini negli orti, sui trattori o nella stalla con gli animali o per gustare i menu contadini serviti e preparati dagli stessi agricoltori, ma anche per fare la spesa a chilometri zero con le specialità del territorio nel mercato di Campagna Amica che dedica un apposito spazio alla solidarietà per le aree terremotate.
Dal dopoguerra mai così tanti italiani hanno acquistato direttamente dagli agricoltori con una crescita esplosiva nell’ultimo decennio da ricondurre – sottolinea la Coldiretti (www.coldiretti.it) – all’attenzione per il benessere e per la salute, ma anche alla sostenibilità ambientale e alla volontà di difendere e valorizzare l’economia e l’occupazione del proprio territorio. Sono oltre 130mila le aziende agricole italiane che fanno vendita diretta in maniera prevalente mentre nei mercati degli agricoltori la spesa degli italiani ha superato i 3 miliardi di euro. L’alta qualità dei prodotti che sono piu’ freschi, saporiti e genuini è la principale ragione di acquisto dal produttore per il 71% degli italiani coinvolti, seguita dalle garanzie di sicurezza e dalla ricerca di prodotti locali che salgono sul podio delle motivazioni seguite dalla convenienza economica, secondo l’Indagine Coldiretti/Ixe’.
Con la spesa dal contadino si trovano infatti prodotti locali del territorio, cosiddetti a chilometri zero, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto della stagionalità dei prodotti in alternativa ai cibi che devono percorrere lunghe distanze. Gli effetti positivi per i consumatori si fanno sentire anche sugli sprechi che vengono ridotti per la maggiore freschezza della frutta e verdura in vendita che dura anche una settimana in più, non dovendo rimanere per tanto tempo in viaggio. Oltre a ciò nei mercati dei contadini è possibile trovare specialità del passato a rischio di estinzione che sono state salvate grazie all’importante azione di recupero degli agricoltori e che non trovano spazi nei normali canali di vendita dove prevalgono rigidi criteri dettati dalla necessità di standardizzazione e di grandi quantità offerte.
I mercati si sono in realtà trasformati nel tempo da luoghi di commercio a momenti di aggregazione, svago e socializzazione con lo svolgimento di variegate attività che vanno dai corsi di formazione per l’orto ai laboratori didattici per i bambini, dai cooking show con gli agrichef all’educazione con i tutor della spesa. Un aiuto concreto per contrastare la tendenza allo spopolamento dei centri urbani dove chiudono negozi e botteghe con evidenti effetti negativi legati alla taglio dei servizi di prossimità, ma anche un indebolimento del sistema relazionale, dell’intelaiatura sociale e spesso anche della stessa sicurezza sociale.
L’Italia ha conquistato in pochi anni la leadership mondiale nei mercati contadini davanti agli Usa e Francia con la più vasta rete di vendita diretta degli agricoltori organizzata con proprio marchio del mondo grazie alla Fondazione Campagna Amica una realtà che fattura complessivamente con la vendita diretta.
In pochi anni è nata e cresciuta in Italia una rete unica a livello internazionale per dimensioni e caratteristiche che ha esteso la sua presenza dalle fattorie ai mercati, dai ristoranti al cibo di strada, dagli agriturismi agli orti urbani. Complessivamente la rete di Campagna Amica – spiega la Coldiretti – è composta da 7200 fattorie, 1250 mercati, e 2200 agriturismi, cui si aggiungono 550 ristoranti, 210 orti urbani e 30 punti di street food, dove arrivano prodotti coltivati su circa 200mila ettari di terreno. Nei mercati e nelle fattorie di Campagna Amica si trovano prodotti locali del territorio, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo.
“Acquistare prodotti a chilometri zero è un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio che ci circonda, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione locale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “si tratta di una responsabilità sociale che si è diffusa tra i cittadini nel tempo della crisi con la crescita dei mercati contadini che in Italia che sono diventati non solo luogo di consumo, ma anche momenti di educazione, socializzazione, cultura e solidarietà”.
 

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set 30 2017

il gioco delle parti 30 09 2017

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IL GIOCO DELLE PARTI Dal Corriere on line; Il giudice: –Altolà del presidente del Senato Pietro Grasso a chi, in Forza Italia e tra i centristi, ma anche nel Pd, chiede al governo un decreto correttivo del nuovo codice antimafia con l’intento di mettere in sicurezza i «colletti bianchi» indiziati di corruzione dalle misure di prevenzione antimafia. «Se si tratta di valutare l’applicazione della legge nessun problema — ha detto Grasso —. Se però arriva un decreto che tra due settimane cambia la legge allora sarebbe un segnale negativo, un boomerang per le forze politiche che l’hanno approvata». Ricordando che il codice antimafia è «nel programma del Pd», il presidente del Senato — che da magistrato è stato giudice a latere dello storico maxi processo contro Cosa nostra — ha voluto comunque rassicurare chi teme un’ondata giustizialista: le misure di prevenzione si applicano «quando si tratta di un sistema corruttivo, quando c’è una rete e una reiterazione delle condotte», perché «si tratta di bloccare i soldi che finiscono nei paradisi fiscali e poi non si trovano più». La Destra: –Col nuovo codice antimafia varato mercoledì, dunque, si estendono le misure di prevenzione personali e patrimoniali anche agli indiziati di associazione a delinquere finalizzata ai reati contro al pubblica amministrazione (corruzione, concussione, peculato). «Un’aberrazione giuridica», per il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta, che dice di essere «molto preoccupato perché si consente di confiscare beni senza sentenze passate in giudicato ma solo con attività istruttorie». Mentre Ernesto Auci, deputato di Scelta civica, parla di «follia» perché «basta il solo sospetto di corruzione prima ancora del rinvio a giudizio per vedersi sequestrare i propri beni». Negativo anche il giudizio di Fabrizio Cicchitto (Ap) che, unito ai mille mal di pancia interni al Pd, ha prodotto un ordine del giorno dem, approvato dalla Camera, che impegna il governo a monitorare l’applicazione della legge e, semmai, ad aprire la strada a un decreto correttivo. La Sinistra: –E il ministro per i rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, rassicura i suoi interlocutori: «Ora si estende la possibilità del sequestro e della confisca dei beni ai casi in cui i reati contro la pubblica amministrazione sono collegati a un’associazione criminale, quando esiste una organizzazione che si occupa ad esempio di pilotare appalti o si impossessa di denaro pubblico, spesso con la partecipazione di pubblici funzionari». Certo — rassicura — «la legge andrà monitorata nei suoi effetti e sarà l’applicazione anche prudente che verrà fatta dai magistrati a consentire di verificare la sua efficacia»
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set 30 2017

tutti sull’attenti! 30 09 2017

TUTTI SULL’ATTENTI!
Nuovo regolamento per i cremonesi che escan di casa: tanta carne al fuoco, sembra vietato sedersi sotto i portici o sui monumenti; pare invece non si faccia cenno ai ragazzotti che il pomeriggio da mesi giocano a calcio in Largo Boccaccino, con le porte ricavate dai muri del Duomo; d’altronde senza regolamento espresso che preveda il divieto, sarebbe impedir loro l’esercizio di un diritto.

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set 30 2017

il sistema cremona in parlamento 30 09 2017

IL SISTEMA CREMONA IN PARLAMENTO
Non c’era bisogno di conferma, quindi è riservato a chi vuol divertirsi, il dottor Pivantonio anticipa alla Commissione come non funziona l’Enpaia:
digitare camera.it, poi scegliere webtv.camera.it, poi commissioni, infine commissione enti gestori, giovedì 28 settembre ore 14.
Dopo una breve presentazione di se stesso, inanellata da un centinaio di: “diciamo”, il dottor Pivantonio, d’altronde è dottor georgofilo, lascia la parola a tre dirigenti Enpaia perché lui, presidente dalla primavera del 2014, non è ancora in grado di rispondere a domande tanto generali da definirle: “politiche”, sul bilancio, sul Tfr, sul patrimonio!

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set 30 2017

oggi a iori, domani a te 30 09 2017

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni. Se anche voi, cari lettori, siete convinti che quel modo di far processi non riguardi solo il povero Iori, ma possa da un momento all’altro toccare noi, guardatela, diffondetela; il titolo che le han dato è:
-Il caso Iori: ergastolo con la sfera di cristallo?

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set 29 2017

la legge del più forte-seicentocinquantanove 29 09 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SEICENTOCINQUANTANOVE
Eugenio Albamonte, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, risponde al Dubbio on line; quello che gli viene meglio, come facciamo tutti, solo che loro pretendono rappresentare la Giustizia……
–Magistrati, avvocati e cancellieri di Perugia sono in assemblea: l’Anm umbra potrebbe proclamare un’astensione? –Intanto ribadisco: l’aggressione è arrivata a un millimetro dal costare la vita ai due colleghi e all’impiegato: parliamo di coltellate all’altezza della colonna vertebrale e al petto. E proprio perché si tratta di una tragedia sfiorata, sono sconcertato e davvero allarmato per come i media se ne occupano. –I fatti non sono stati riportati nella loro gravità? –C’è stata un’attenzione davvero scarsa. Come se ci si fosse assuefatti a questo genere di tragedie, come se l’aggressione in cui nel 2015 sono rimasti uccisi un avvocato, un magistrato e un consulente del Tribunale di Milano fosse il paradigma di una sequenza divenuta ormai banale. Assurdo. –Come se lo spiega? –Con il fatto che il sistema mediatico riporta le vicende giudiziarie solo se si prestano alla spettacolarizzazione. Se un processo è adatto a costruirci sopra una trasmissione televisiva se ne parla, altrimenti non esiste. Non esiste, per i media, la quotidiana amministrazione della giustizia. Che è fatta di procedimenti forse poco adatti allo show ma portatori di un significato per la vita delle persone. E visto che non c’è attenzione per il servizio in sé, finisce per diventare irrilevante anche un fatto drammatico legato a quel servizio. Siamo in costante contatto con i magistrati di Perugia e con la sezione dell’Anm, pronti a sostenerli in ogni iniziativa che decideranno di assumere. –In una nota il gruppo associativo di cui anche lei fa parte, Magistratura democratica, chiama un causa la delegittimazione diffusa, l’odio nei confronti di qualsiasi istituzione. Un virus moltiplicato innanzitutto dai social media, come ricordato nell’incontro che le avvocature dei G7 hanno tenuto a Roma su questo tema. –Ho partecipato personalmente all’incontro delle avvocature e condivido l’allarme per il generale diffondersi dell’odio in rete. Ma nello specifico questo linguaggio si innesta su una campagna anti- magistrati condotta nel tempo anche, anzi soprattutto attraverso i media tradizionali, da alcuni quotidiani per esempio. Non a caso proprio sulla bacheca facebook di un giornale si leggono in queste ore appelli deliranti a fare ‘santo subito’ l’accoltellatore di Perugia. –La campagna d’odio contro i magistrati non è un fatto recente, dunque. –Direi proprio di no. Si è propagata in modo anche sottile per anni. Mi riferisco ad attacchi mediatici spesso mirati su singole vicende ma che hanno contribuito ad alimentare un’ostilità profonda e diffusa nei confronti dell’intera magistratura. —————————– I media col coltello in mano, insomma, i giudici non hanno mai responsabilità; però non voglio essere frainteso, la violenza è sempre sbagliata, la forza la deve usare solo lo Stato. Tanto detto, i giudici la smettano di credersi la Giustizia perché fanno i processi; si chiedano se davvero c’è una campagna d’odio verso di loro, o se li odiano i cittadini che han la sfortuna di dover entrare a Palazzo; il caso Tortora è ancora nella memoria perché Enzo Tortora era famoso, ma quanti processi Iori i signori giudici fanno a noi cittadini sconosciuti? Il ritornello di ogni presidente Anm è che gli italiani han sete di giustizia e loro sentono il dovere quasi come un peso, perché i Governi tutti non garantiscono le condizioni minime per eccetera eccetera; gli italiani come sentito dire, un conto; gli italiani che votano e possono essere contati, un altro; referendum sulla responsabilità dei giudici del 1987: votanti il 65%, per la responsabilità più completa dei giudici, oltre l’80%!! Gli Albamonte Eugenio si chiedano che fine ha fatto il referendum, ripeto: del 1987, cioè ben prima della supposta campagna dei media eccetera, e che possano pensare i cittadini onesti dell’annullamento del suo risultato. Chiesto da chissà chi………….
Cremona 29 09 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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