Archive for luglio, 2017

lug 31 2017

la legge del più forte-cinquecentonovantanove 31 07 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – CINQUECENTONOVANTANOVE Manuela D’Alessandro dal blog “Giustiziami”; siamo sempre qui, a Palazzo non dico la parità, ma non esiste nemmeno il rispetto formale: il giudice se non “eccellentissimo” è almeno “illustrissimo”, il cittadino, anche quello vittima di un colpevole, è “Rossi Mario”; dai processi Iori, un ottimo testo base per capire come van le cose a Palazzo, abbiamo visto che il presidente della Corte si può rivolgere al difensore con un: “avvocato non dica sciocchezze”, e il presidente del Tribunale non segnala il fatto a chi di dovere; e non sarà un insulto diretto, ma non rispondere agli argomenti degli avvocati, quando dan fastidio, capita molto più spesso di quel che l’inesperto creda, sostanzialmente significa: lei parla ma per me è come non esistesse. E nei processi Iori è capitato innumerevoli volte. —Erano “fondate” le lamentele di un’avvocatessa milanese sull’atteggiamento “persecutorio” manifestato a suo danno dal giudice Benedetto Simi De Burgis. Lo scrive il giudice di Brescia Vincenzo Nicolazzo nelle motivazioni alla sentenza di assoluzione pronunciata a gennaio nei confronti della legale accusata dal magistrato di calunnnia. De Burgis aveva querelato l’avvocatessa perché lei lo aveva accusato di avere pronunciato frasi “offensive, denigratorie e umilianti” durante alcune procedure in cui era stata curatrice “finalizzate a farle togliere gli incarichi e diffamarla”. Dalle motivazioni si scopre che, tra le altre cose, De Burgis, nelle sue vesti di giudice tutelare, si sarebbe rivolto in modo offensivo verso l’avvocatessa sostenendo che si era intascata una liquidazione troppo alta nell’ambito di una procedura da lui ritenuta “priva di specifica complessità” perché la persona sottoposta a tutela era “sufficientemente autonoma”. L’avvocatessa ha invece spiegato che la sua assistita era affetta dal morbo di Alzheimer in un contesto di “condizioni familiari critiche”. E ancora: De Burgis avrebbe mostrato poco rispetto per la legale accusandola, nelle sue vesti di amministratore di sostegno”, di “depauperare” la sua assistita. Ma anche qui la presunta calunniatrice ha risposto in modo puntuale alle critiche. In un altro caso ancora, l’aveva tacciata di essersi trattenuta illecitamente 5mila euro nell’ambito di una curatela, accusa anche questa vanificata da tutti i chiarimenti del caso. Per spiegare l’assoluzione ‘perché il fatto non costituisce reato’, il giudice Nicolazzi ricorda che il reato di calunnia c’è quando il calunniatore “abbia la certezza dell’innocenza” della vittima. “Non si vede – scrive il magistrato – come si possa affermare che l’imputata fosse convinta dell’innocenza dell’incolpato, emergendo, al contrario, non solo la sua buona fede, ma altresì la fondatezza delle sue doglianze”. La vicenda penale deriva da una disciplinare, chiusa con un provvedimento definitivo di ‘censura’ da parte della Corte di Cassazione a carico del magistrato per avere tenuto “un tono irridente e allusivo” nei confronti della curatrice. Il legale aveva fatto scattare il procedimento disciplinare lamentadosi col presidente della sezione in cui lavora De Burgis del contenuto di alcuni scritti, da lei ritenuti offensivi, e lui aveva ribattuto denunciandola per calunnia. Nel suo ricorso alla Cassazione, dopo una prima censura del Csm, il giudice si era difeso sostenendo che la donna avesse “specifici motivi di astio” contro di lui.
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lug 31 2017

da terè 31 07 2017

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DA TERE’
Sono amici ma non per questo li vanto, Daniele Martini e Bruna Rebaudo, sindaco senza sosta: in pieno centro di Ceriana, credo d’averlo ripetuto: il paese più bello del mondo! hanno sistemato un immobile con vista sulla valle, facendone l’unica locanda del paese (ma non impressionatevi, amici di Cremona e di fuori, per l’estate ci sono tanti appartamenti in affitto); e a volte i visitatori, rapiti dalla bellezza del luogo, usano mettere in valigia gli asciugamani della locanda. Ceriana, paese magico che trasformi gli uomini onesti in ladruncoli di caramelle!

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lug 31 2017

la quintessenza della cremonesità-duecentosettantadue 31 07 2017

LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – DUECENTOSETTANDUE
Terminata la lunga e obbligatoria esposizione dei numeri di bilancio, senza i quali non si può giudicare lo stato di salute di un’impresa, è il momento di fare due chiacchiere alla buona, su elementi che non si possano contestare. L’amico che m’ha passato lo studio scrive nella premessa:
–La Fiera è una realtà medio – piccola, di caratura certamente non paragonabile a quella di Milano, Parma o Verona in termini di fatturato, visitatori, eventi di peso internazionale e operatori nazionali/esteri coinvolti, anche se con due manifestazioni, quella riferita al Bovino da Latte e MondoMusica, ha cercato di connotarsi a livello internazionale– Se qualche fedele osservante del Sistema Cremona non è d’accordo e sostiene che il mondo non fa che ammirarla, la nostra Fiera, spenda qualche minuto del suo tempo su internet. Anche il mio amico intende venire incontro: –E’ da tempo che la situazione dell’Ente è posta in evidenza e quando qualcuno ha provato a rimarcare le condizioni di difficoltà oggettive è stato tacciato come nemico del “Sistema Cremona“– Il primo nemico, come ciascun cremonese informato dalla Provincia fin che c’è diretta da Zanolli Pennadoro Vittoriano, ben sa, è capitan Voltini, alla testa della sua banda di Berretti Gialli, uno più barbaro dell’altro; ma siccome a volte i fatti sono fatti, è difficile smontare che: –La Fiera è amministrata ininterrottamente dal 2003 dallo stesso Presidente che l’ha portata a un bivio con due possibili strade da imboccare, in sintesi: a) accettare la sfida di crescita sui mercati internazionali con le necessità che ne conseguono (la più evidente quella finanziaria) b) mantenere un profilo di caratura provinciale/regionale con le ovvie difficoltà di sopravvivenza– A partire dal sindaco Gianluca Galimberti, che ha il pacchetto di maggioranza relativa e rappresenta tutti i cremonesi, qualcuno si sente di negare che il dottor Pivantonio, georgofilo, è presidente della Fiera dal 2003 per nomina di Mario Maestroni, a quel tempo la Libera era forte e rispettata, che com’è oggi la Fiera non può durare e che il bivio sia obbligatorio perché o ti mangiano o sparisci? E il problema sarebbe capitan Voltini che ha tolto il Consorzio Agrario dalla Fiera del bovino da latte? Soggetti che vantano legami con l’Università, come Galimberti, che conoscono il latinorum e ne citano 98 parole per far capire di poter arrivare a 100, il Rivoltini, eccetera eccetera, non san distinguere il particolare dall’universale e sostengono gli ultimi bilanci vadano male perché manca l’affitto dello stand del Consorzio Agrario? Che dir loro, senza esser duri, o peggio, offensivi: cambiate poltrona, questa è troppo difficile per voi! È già stato detto, prima che lo ripetesse nella sua “lezione” il mio amico, servono soldi, ma dove trovarli? –Basti pensare a chi sarà in grado di accollarsi la propria quota di ricapitalizzazione: il Comune, la Provincia ( non riesce a chiudere il proprio Bilancio per carenza di coperture finanziarie ), la Libera ( ha evitato un’operazione simile per risanare il giornale ). Certamente qualche Socio azionista disposto si trova, ma il sacrificio sarà vano se rimarrà in minoranza rispetto al grande azionista che il Presidente della Fiera sembra aver già trovato– Nemmeno il professor Cilecca, che in un paio d’anni ha sistemato il bilancio Aem, dovrebbe faticare a capirlo: o gli azionisti attuali tirano fuori i milioni che servono, o un investitore esterno prende la maggioranza!
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lug 31 2017

dal vangelo di san pennadoro 31 07 2017

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DAL VANGELO DI SAN PENNADORO
L’ultimo Punto. Quando uno non ha nemmeno voglia di rileggersi……………..
–Ai danni provocati dalla rete, dove si legge tutto e il contrario di tutto (pinguini di Aleppo bombardati compresi, n.d.r.), ora si aggiungono quelli causati da politici che sposano le tesi più assurde con una leggerezza sconcertante (i bilanci del gruppo Libera van quasi bene, n.d.r.). Dobbiamo imparare a difenderci da uno strumento potente e utile come internet, che però è anche il principale veicolo di disinformazione (la Provincia fin che c’è Pennadoro invece no, n.d.r.). La nebulosità del web tutela l’anonimato di chi diffonde bufale (lecite solo a chi si firma: direttore responsabile, n.d.r.) ed è quasi impossibile contestare il reato di abuso della credulità popolare (anche a certi fogli in carta, n.d.r.)–
Ma nemmeno il presidente che non c’è mai, e gli ex riformisti che oggi siedono nel consiglio Sec, leggono il loro giornale con l’attenzione che richiede…….

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lug 31 2017

per nostra fortuna è vecchiotto 31 07 2017

PER NOSTRA FORTUNA E’ VECCHIOTTO
Scalfari Eugenio Magno è considerato un grande giornalista, o comunque uno che “pesa”, tant’è vero che gli si rivolgono spesso Matteo Renzi e Papa Francesco; nell’Editoriale di ieri, il Magno ha indicato il nome di tre ministri di cui non si può fare a meno; altri nomi li lascia intuire; di Mussolini noi ricordiamo solo il ventennio, dimenticando che nei vent’anni prima era un giornalista di gran successo……

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lug 31 2017

arrivare al cuore 31 07 2017

ARRIVARE AL CUORE
La pubblicità vera, quella che non racconta balle, dal Fatto Qotidiano:
-Raccontare i fatti per noi è un dovere
-solo tu puoi mantenerci liberi
-diventa socio sostenitore
cioè: il nostro detersivo lava più bianco, compralo, perché noi si possa garantirne sempre la qualità!

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lug 31 2017

la disoccupazione che scende 31 07 2017

LA DISOCCUPAZIONE CHE SCENDE
Di 0,2 punti, scrivono i principali quotidiani, stamattina; dobbiamo ringraziare le risorse di Madama la Boldrina, che sbarcano in Italia per lavorare subito al fine di permetterci, subito! il godimento delle nostre pensioni?

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lug 31 2017

a volte non basta ridere 31 07 2017

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A VOLTE NON BASTA RIDERE Da www.cremaoggi.it; certo il Vaticano non offre un buon esempio, prima lo sveste, poi lo riammette a certe condizioni, poi di nuovo lo sveste, definitivamente, spero: ma i notabili di Crema tra cui signoreggiava, fin che signoreggiava, dov’erano? –La parte in cui si parla di don Inzoli dura circa cinque minuti: si parla di politica e del ruolo del sacerdote in Comunione e Liberazione, di cui era uno dei capi. Le telecamere hanno ripreso la città di Crema, dove il presule viveva. Era noto per amare il lusso, le grandi auto, tanto che era chiamato don Mercedes.
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lug 31 2017

oggi a iori, domani a te 31 07 2017

OGGI A IORI, DOMANI A TE
In Italia i carcerati sono 60mila, uno ogni mille abitanti: è per questo che gli altri 999 non ci badano, convinti che a loro non toccherà mai. Ho concluso il libretto sul caso Iori, all’ergastolo definitivo con dimostrazioni alla sfera di cristallo et similia, per un omicidio impossibile da commettere a chiunque, con le cause di morte accertate; per un fine: raccontare come sia facile a qualsiasi dei 999 diventare l’uno.
Chi volesse, gratis, il libretto via mail, una settantina di cartelle, mi dia il suo indirizzo; i miei sono flcozzaglio@gmail.com cozzaglio.flaminio@alice.it
339 3599879 0372 431727 ———————————————
Border Nights-You Tube, una piccola emittente toscana, facilmente rintracciabile su internet, riporta la mia intervista del 21 ottobre 2016 sul caso Iori; qualche difetto, all’inizio manca l’audio (!), a volte le voci non sono perfette, ma credo d’esser riuscito a condensare bene ciò che scrivo da anni. Se anche voi, cari lettori, siete convinti che quel modo di far processi non riguardi solo il povero Iori, ma possa da un momento all’altro toccare noi, guardatela, diffondetela; il titolo che le han dato è:
-Il caso Iori: ergastolo con la sfera di cristallo?

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lug 30 2017

la legge del più forte-cinquecentonovantotto 30 07 2017

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – CINQUECENTONOVANTOTTO Dal Dubbio on line; che a volte si diverte a prendere in giro gli “affari loro” della magistratura italiana, anche al massimo livello: in questo caso, il Consiglio superiore della magistratura, organo costituzionale; frasi come: —Gli avvocati, i cancellieri, il personale amministrativo, non possono poi non avere la certezza che il Csm abbia scelto il migliore fra coloro che aspiravano a quel determinato incarico…… Un approccio del genere, ovvio, contribuisce ad erodere quel poco di fiducia che ancora viene riposta nella magistratura— non si scrivono mai per caso, ne sono certo, io che da tempo leggo il Dubbio; e dio sa che scriverebbero, gli capitassero tra le mani le motivazioni dei processi Iori, in nobile gara tra quella che contiene il maggior numero di sfere di cristallo………… —Non tutte le nomine dei capi degli uffici giudiziari avvengono all’unanimità. Spesso, infatti, il Plenum procede a maggioranza come, per altro, previsto dal regolamento del Consiglio superiore della magistratura. Non è infrequente che per i ruoli più importanti la discussione, soprattutto in Commissione incarichi direttivi, si trascini per diverse settimane prima di giungere alla votazione finale. A tal riguardo è sufficiente ricordare, lo scorso anno, le nomine degli attuali procuratori di Milano e Palermo avvenute al termine di accese discussioni. Una volta votato il candidato, però, sarebbe auspicabile che il verdetto fosse accettato da tutti i componenti dell’Organo di autogoverno. Questo perché, al netto delle dinamiche correntizie che possono aver comunque influito sulla scelta, il cittadino utente del sistema giustizia deve essere pienamente consapevole che il capo dell’ufficio sia un magistrato preparato, equilibrato, in grado di far ben funzionare una macchina complessa come, appunto, quella giudiziaria. Gli avvocati, i cancellieri, il personale amministrativo, non possono poi non avere la certezza che il Csm abbia scelto il migliore fra coloro che aspiravano a quel determinato incarico. Contestare il sistema significa delegittimare in radice il processo decisionale. Delegittimazione che ha un peso maggiore se è posta in essere dalla corrente di riferimento del magistrato sconfitto. Si ingenera il sospetto che il procedimento di scelta del Csm sia opaco, legato a logiche oscure e per nulla trasparenti. Un approccio del genere, ovvio, contribuisce ad erodere quel poco di fiducia che ancora viene riposta nella magistratura. Ed è proprio quello che sta accadendo in queste ore dopo la nomina di Giovanni Melillo a procuratore di Napoli. La corrente dello sconfitto procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho, Unicost, ha diramato un comunicato in cui, oltre a rivendicare la scelta fatta, tramite una dettagliata analisi comparativa dei curricula dei due candidati, attacca direttamente l’Organo di autogoverno.
Ceriana 30 07 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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