mag 19 2017

la legge del più forte-cinquecentoventisei 19 05 2017

Published by at 11:41 am under costume,cronaca cremonese,cronaca nazionale,Giudici

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – CINQUECENTOVENTISEI Sul Dubbio on line, Andrea Mascherin, presidente del Consiglio nazionale forense; stamattina ha scritto la sua anche Mario Calabresi, direttore di Repubblica —Ci troviamo di fronte a uno scempio: come avvocato non riesco a immaginare nulla di più grave, né peggiore attacco agli equilibri democratici di un paese, che la volgare violazione del diritto alla difesa perpetrata attraverso la pubblicazione di una intercettazione del colloquio tra indagato e difensore. E’ perfettamente superfluo soffermarsi sulle plurime violazioni di norme di legge poste a tutela del rapporto tra avvocato ed assistito. Quello che è culturalmente inaccettabile è il calpestare in questa maniera i dettami della Costituzione posti a presidio della democrazia.— E’ questione di genetica: se gli inquirenti, Giudiziaria o Procura che siano, non violano la legge che vieta quella intercettazione, i giornalisti non sono in grado di svolgere il loro dovere professionale. —E’ sconfortante pensare come tante vite umane in questi decenni si siano immolate per difendere le libertà dei nostri cittadini, e il loro sacrificio venga profanato da una idea “commerciale” della giustizia ridotta a merce da svendere sul mercato: senza regole, senza rispetto della legalità, senza rispetto della persone, senza rispetto della moralità. E questo sarebbe il meno. Quando a ciò si aggiunga che la violazione di un diritto costituzionale fondamentale, avviene non solo per finalità di mercato ma, di fatto, per regolare i conti di una battaglia politica. Per questa ragione il Consiglio nazionale forense nel manifestare piena solidarietà al collega Federico Bagattini si è convocato in seduta permanerete al fine di intraprendere, insieme a tutte le rappresentanze dell’avvocatura, ogni iniziativa idonea ad affrontare una battaglia di civiltà non più eludibile. E chiede al Presidente della Repubblica un incontro per rappresentare le preoccupazioni della categoria chiamata dai padri costituenti a difendere i diritti dei cittadini.————- Idea “commerciale” della giustizia perché il giornale, che non viola alcuna legalità, informa, se pur con la visione modellata sui propri credo, anche politici? La mia idea, nata da anni di studio del caso Iori, è che il singolo avvocato non possa combattere per il rispetto delle regole processuali: gli Ordini sì, purché facciano le battaglie giuste. Un giudice o un carabiniere che passino atti coperti dal segreto istruttorio al giornale amico, senz’altro commettono un reato, ma non è il comportamento più grave; molto peggio, e non è un reato, ed è molto frequente nel processo, che il giudice non risponda agli argomenti dell’avvocato. Uno dei tanti esempi dal caso Iori: la Corte di primo grado stabilisce in sentenza (!) che il Dna della “vittima” sul blister di Xanax l’abbia trasportato il medico che, richiesto in Aula dalla Difesa, fa vedere di non averlo toccato dalla parte del Dna, e oltretutto indossava i guanti da pronto soccorso. Altro che una pubblicazione scorretta che viola la riservatezza, con sistemi del genere è arrivato un ergastolo.
Cremona 19 05 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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