mar 31 2017

la legge del più forte-quattrocentosettantasette 31 03 2017

Published by at 8:16 pm under cronaca cremonese,Giudici

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – QUATTROCENTOSETTANTASETTE
Ormai anche i giornali alla “coraggio scappiamo” scrivono dell’insofferenza degli italiani verso i giudici. Anche Davigo Piercamillo se n’è accorto, e dà la spiegazione: colpa della politica, che imbriglia la giustizia eccetera. La giustizia è il suo lavoro, non va neanche in ferie; la sporcizia quello della politica.
Io penso che gli italiani rimasti a tifare i giudici siano quelli che non li hanno mai provati o visti da vicino; l’avessero, capirebbero che troppo spesso per troppi giudici la professione è solo l’esercizio del potere. Chi ha seguito le mie cronache sui processi Iori ha visto che per necessità di condanna le pastiglie si trasformano in gocce, il Dna è al servizio, ma non della scienza, per il movente, tutti l’abbiamo anche per bere un caffè eccetera, e su tutto domina la sfera di cristallo non avendo la quale, colpa del ministro indubbiamente, non si riesce a descrivere come Iori abbia dato le gocce, diminuite secondo il bisogno della sentenza. Ergastolo tre volte di fila, senza tentennare. Del caso Iori so tutto, di questo sotto ciò che scrive Repubblica on line. Non voglio suggestionare il lettore: giudichi lui!
—La gup barese Rosa Anna De Palo ha condannato a sei anni e tre mesi di reclusione Pietro De Mattia, 68enne di Gioia del Colle (in provincia di Bari) reo confesso dell’omicidio volontario della moglie, la 55enne Antonia Cirasola, uccisa a martellate nella loro abitazione il 15 febbraio 2015. La pm che ha coordinato le indagini, Angela Maria Morea, aveva chiesto la condanna a 14 anni.
La giudice, accogliendo le tesi della difesa, ha riconosciuto all’imputato le attenuanti generiche e della provocazione prevalenti applicando alla pena inflitta una doppia riduzione, per il rito abbreviato e per le attenuanti concesse. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
Stando alle indagini dei carabinieri, coordinate dalla magistratura barese, l’uomo avrebbe lanciato contro la moglie, colpendola alla testa e uccidendola, una busta che non sapeva contenesse un martello, durante l’ennesimo litigio. Fu lui stesso a chiamare i soccorsi e a confessare di aver ucciso la moglie.
In sede di convalida dell’arresto gli furono subito concessi gli arresti domiciliari, ai quali è tuttora sottoposto.

Cremona 31 03 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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