gen 31 2017

la legge del più forte-quattrocentodiciotto 31 01 2017

Published by at 11:14 pm under cronaca cremonese,Giudici

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – QUATTROCENTODICIOTTO
Continuo a ripetermi: invece di spiegare come sia possibile a Iori, o al più abile di noi, rifilare di nascosto 95 pastiglie di Xanax, per un motivo evidente, non è possibile, Accusa e Corti preferiscono scrivere di altro, seguendo l’insegnamento della Cassazione: se anche non spieghi com’è successo il fatto ma gli indizi possono esser spinti verso un’idea che li raccoglie, condanna, il fatto è provato! E allora ecco due indizi, il primo del tutto indifferente, il secondo addirittura contro un’ipotesi di omicidio; dall’ordinanza del Gip, base delle tre sentenze successive:
“E’ importante rammentare che, all’esito del loro intervento presso l’abitazione di Ornesi Claudia, i Vigili del Fuoco nel loro rapporto, “fra le altre cose, oltre ad aver effettuato le rilevazioni che testimoniano ancora presenza di gas all’interno della stanza da letto, affermano che non si è reso necessario spegnere la caldaia e staccare la corrente in quanto non vi era più alcun pericolo. Questo è molto importante per escludere che nessuna delle persone successivamente giunte nell’appartamento avesse staccato la corrente e spenta la caldaia”. Ornesi Gianstefano ha recisamente negato di aver staccato la corrente allorché, egli per primo, la mattina del 21 luglio 2011 ebbe ad accedere all’appartamento della figlia Claudia e a scoprire il tragico decesso di questa e della di lei figlia minore Livia.”
Staccare la corrente, spegnere la caldaia, contribuiscono alla condanna di Maurizio Iori perché solo lui può aver avuto interesse a farlo, spiegheranno con dovizia di particolari i giudici: e non si può far altro che credere sulla parola; ma l’altro indizio che poi, per me, è una prova dell’innocenza di Iori, fa venire i brividi per la superficialità con cui è trattato, fino alla Cassazione compresa:
“Ornesi Gianstefano aveva quindi escluso di aver staccato lui la corrente e la caldaia ed aveva riferito di aver trovato le tapparelle della camera da letto sollevate e non abbassate come la Ornesi era solita fare la sera prima di andare a letto. Chiaro quindi come le due vittime non fossero nei rispettivi letti con l’intenzione della donna di andare a dormire”
Confermo, è un passo da brividi, e il Gip lo conferma quando scrive che la donna non aveva l’intenzione di andare a dormire; l’appartamento è al primo piano di un condominio in centro a Crema; l’assassino Iori, secondo i suoi giudici, non abbassa le tapparelle, col rischio probabile di far intuire, se non proprio vedere, che ci fosse in casa un’altra persona oltre a Claudia e Livia?

Cremona 31 01 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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