nov 30 2016

vacche da corsa 30 11 2016

Published by at 7:25 pm under costume,cronaca cremonese,cronaca nazionale

VACCHE DA CORSA Era facilmente intuibile che l’etichetta parlante avrebbe tirato su il prezzo del latte italiano, che non costa come il tartufo bianco di Alba; detto brutalmente, e col rispetto che si deve ai veri poveri, chi non spende 20 o 30 centesimi in più al litro per essere certo di ciò che mangia e beve? ma se era per Confagricoltura, si sarebbe ancora lì a tirar sul prezzo con le varie Lactalis…… —-Latte spot al galoppo. Secondo un’elaborazione di Coldiretti Lombardia sulle quotazioni della Borsa di Lodi, principale piazza di riferimento del nord Italia, il valore del prodotto venduto e comprato al di fuori dei normali contratti di fornitura annuali è aumentato di oltre il 90% passando dai 23,46 centesimi al litro dell’aprile scorso al record di 45,88 centesimi al litro nell’ultima quotazione massima di novembre. “E’ un buon segnale per la ripresa del mercato che arriva dopo il via libera europeo alla legge italiana sull’etichettatura d’origine di tutti i prodotti lattiero caseari proposta dal Governo e sostenuta dalla Coldiretti – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia, regione che rappresenta più del 42% di tutto il latte munto in Italia – il provvedimento aiuta la trasparenza del mercato informando meglio i consumatori sulla provenienza del latte a lunga conservazione e di quello che è stato usato per jogurt, mozzarelle e altri formaggi. E’ una vittoria di civiltà, ma anche uno strumento che aiuta l’economia e lo si vede dalla ripartenza delle quotazioni alla stalla”. Il provvedimento sull’etichettatura salva 120mila posti di lavoro nell’attività di allevamento da latte che generano lungo la filiera un fatturato di 28 miliardi che è la voce più importante dell’agroalimentare italiano dal punto di vista economico, ma anche da quello dell’immagine del Made in Italy. La scelta di trasparenza fatta in Italia – conclude la Coldiretti – è importante per essere più forti anche nella lotta all’agropirateria internazionale sui mercati esteri dove i formaggi Made in Italy hanno fatturato ben 2,3 miliardi (+5%) nel 2015. L’obbligo di indicare l’origine in etichetta – continua la Coldiretti – salva dall’omologazione l’identità di ben 487 diversi tipi di formaggi tradizionali censiti a livello regionale territoriale e tutelati perché realizzati secondo regole tramandate da generazioni che permettono anche di sostenere la straordinaria biodiversità delle razza bovine allevate a livello nazionale. Ma ad essere tutelati sono anche i consumatori italiani che hanno acquistato nel 2015 – secondo una analisi della Coldiretti – una media di 48 chili di latte alimentare a persona mentre si posizionano al settimo posto su scala mondiale per i formaggi con 20,7 chilogrammi per persona all’anno dietro ai francesi con 25,9 chilogrammi a testa, ma anche a islandesi, finlandesi, tedeschi, estoni e svizzeri.
Cremona 30 11 2016 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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