set 30 2016

la legge del più forte-duecentonovantacinque 30 09 2016

Published by at 7:55 pm under cronaca cremonese,Giudici

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – DUECENTONOVANTACINQUE
Perché gustiate meglio, cari lettori, il pezzo che sto per proporvi, è bene ricordiate il rimprovero che la Cassazione muove alla Difesa:
—Occorre anzitutto rilevare che una larga parte delle argomentazioni critiche
sviluppate nel motivo di ricorso in funzione di depotenziare le evidenze oggettive
che sono state valorizzate dai giudici di merito al fine di escludere l’ipotesi del
suicidio allargato, suggerendone una possibile diversa lettura, risultano
formulate in termini – dichiaratamente – congetturali e perplessi, che non
soddisfano il requisito di specificità della doglianza e non possono perciò trovare
ingresso nel giudizio di legittimità, o evitano comunque di confrontarsi in modo diretto coi dati di fatto posti a fondamento del ragionamento inferenziale della Corte territoriale.— L’italiano dei giudici a volte è difficile, ma qui il significato sembra chiaro, anche se le parole potevano essere impiegate meglio: le Corti di merito hanno dimostrato, oggettivamente, che Maurizio Iori è un assassino; la Difesa, nel ricorso per Cassazione, non ha fatto di meglio che opporre letture “congetturali e perplesse”. Avere il potere è una gran cosa; le Corti di merito hanno individuato un movente oggettivo; non parliamo della ricostruzione, quasi una “moviola”, del come sia stato possibile rifilare le 95 pastiglie alle “vittime”; Iori aveva le chiavi della casa di Claudia perché di sì; e tanto altro. Ecco, dalla motivazione della Corte d’Appello, l’ennesimo pezzo del tanto altro: —A tutto questo deve poi aggiungersi la singolare posizione dei 10 contenitori di Xanax, così come significativamente notati sul tavolo del soggiorno-cucina dal teste oculare Ornesi Gianstefano al momento di entrare in casa la mattina del 21 luglio 2011, prima ancora di accedere alla camera da letto. Il teste ha riferito: “sono ritornato nella cucina ed in quel punto ho tolto lo smanicato, anche se era luglio ma faceva freschino, ho messo il mio borsello e l’occhiale sul tavolo della cucina ed in quel punto lì ho visto una cosa veramente per me strana ed inverosimile, ho visto su questo tavolo allineati come se fossero dei bei soldatini, non so se erano tre, tre, o quattro e tutti in fila così, che erano dei contenitori di pastiglie di…” E che il ricordo di quei contenitori sfusi di pasticche (blisters), ognuno perfettamente allineato all’altro come se fossero dei bei soldatini, non fosse affatto fallace, risulta comprovato, non soltanto dalla deposizione resa dalla testimone Facchi Pasqua, la quale ha peculiarmente confermato: “dice che le ha viste come dei soldatini in fila”, ma anche dalla sintomatica reazione che ebbe il teste, il quale ha così mostrato di aver mantenuto precisa memoria di quella visione, sia per la meraviglia immediatamente provata, sia per l’ingenua supposizione spontaneamente operata. Anche questo prezioso indizio (!! n.d.r.), dunque, è stato del tutto pretermesso dai giudici di primo grado (del pari, pure dalla difesa dell’imputato), benché fosse stato evidenziato dal pubblico ministero nella memoria depositata all’udienza del 10 01 2013…… Non vi è chi non comprenda come Claudia, dopo aver tolto, in quel drammatico e non certo tranquillo contesto emozionale, ben 95 pastiglie da quei blisters, non avrebbe avuto alcun motivo, né prima né dopo la faticosa ingestione per sé e per la bambina, di quel notevole quantitativo di farmaco, di acconciare i suddetti blisters uno dietro l’altro, in rigorosa “fila indiana”.——
E i blisters in fila indiana ricompaiono alla fine, addirittura nel capitolo “La valutazione globale degli indizi principali”: —-In particolare , non hanno mai cessato di alzare la loro voce accusatoria quei blisters tutti in fila come soldatini, quell’innaturale posizione di Claudia da sola nel letto (senza la sua adorata bambina tra le braccia), con quella sua maglietta un po’ sollevata, con quei capelli tirati da una parte. Minimi dettagli sì, ma che tradiscono gesti troppo artefatti (quella collocazione dei blisters), nonché, come acutamente osservato dalle parti civili, troppo “maschili” (quella lontananza della madre dalla figlia piccolina) per esser riconducibili al comportamento spontaneo di Claudia e che, dunque, incuneati in tutto il più ampio compendio di prove a carico di Iori, partecipano attivamente alla ricostruzione della vicenda in termini assolutamente convergenti verso il giudizio di colpevolezza dell’imputato in ordine al duplice omicidio, nonché, conseguentemente, alla simulazione del cosiddetto suicidio allargato.—- Non serve un’attenzione particolare, aver studiato meglio, essere più intelligenti eccetera, per accorgersi di cosa scrive la Corte d’Appello, che ricopia pure le parole di Ornesi padre in udienza: ha visto tre o quattro blister, invece dei dieci che la Corte stessa indica sopra, il che dice tutto dell’attendibilità del teste, più che comprensibile visto il momento; e non può esserci controllo successivo, perché in quei minuti tutti hanno spostato tutto! Ma poi, anche i blister fossero in fila, che prova è? La sentenza è pronunciata in nome del popolo italiano, ma quanti tra noi 60 milioni condividono una prova del genere? I blister in fila come soldatini tra gli indizi principali, come la maglietta sollevata, i capelli tirati da una parte, segni inconfessati che i giudici condannano convinti, ma non sanno perché, specie se si torna all’assenza più competa di un tentativo di dimostrare come sia possibile non solo a Maurizio Iori, a qualsiasi di noi, rifilare tutto quello Xanax! I soldatini in fila indiana tra gli indizi principali, e non una mezza pagina che spieghi come sia possibile rifilare lo Xanax!
Cremona 30 09 2016 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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