Archive for agosto, 2016

ago 31 2016

la legge del più forte-duecentosessantacinque 31 08 2016

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – DUECENTOSESSANTACINQUE
Sono alle battute finali del libro; una pagina colma di tante perle della Cassazione: —Sulla scorta di tutti i suddetti elementi, conducenti a escludere che la quantità di
xanax di cui è stata accertata la presenza nel contenuto gastrico delle vittime
corrispondesse a un’assunzione volontaria delle pastiglie mancanti dai blister, i
giudici di merito hanno ritenuto che il farmaco fosse stato ingerito in una forma
diversa, del tutto verosimilmente in gocce occultate (“verosimilmente”, nel pieno rispetto del 533cpp che richiede la certezza al di là di ogni ragionevole dubbio, n.d.r.) dall’imputato nei cibi o nelle bevande somministrate alla Ornesi e alla figlia nel corso della cena programmata la sera del delitto, facendone quindi sparire le tracce, secondo una ricostruzione della condotta dello Iori che è stata avvalorata dal supporto dei seguenti ulteriori dati, di valenza sia oggettiva che logica:
- la somministrazione, ammessa dallo stesso imputato, di un tipo di pietanze
sushi condito con salse di gusto particolare – che le vittime, e in specie la Ornesi,
non avevano mai assunto o assaporato in precedenza, nonché di bevande al
gusto di frutta, mirtillo e (soprattutto) pompelmo, appositamente acquistate
dallo Iori nei giorni immediatamente precedenti (secondo una circostanza
riscontrata dall’acquisizione dei relativi scontrini fiscali), specificamente idonee a
mascherare il sapore del farmaco in esse occultato (lo xanax risulta infatti
aromatizzato proprio col gusto amarognolo del pompelmo) e a favorirne
l’ingestione inconsapevole da parte delle vittime; (sfido i giudici, di tutti e tre i processi, a indicare gli atti in cui si trovano le “ammissioni” di Iori, che naturalmente Iori ha mai fatto; la bimba, lo dice l’autopsia, non ha toccato il sushi; per chi ha letto le deposizioni dei periti, la madre ha mangiato tre bocconi di sushi senza salse di alcun tipo, quindi è difficile abbia bevuto quel po’ po’ di roba, la bimba non se ne parla, n.d.r.)
- l’acquisto e (almeno in parte) la preparazione ad opera dell’imputato,
inconsueta rispetto alle abitudini dello Iori, delle suddette pietanze, con gli
ingredienti già pronti che egli aveva appositamente portato con sé, secondo
modalità in grado anche in questo caso di agevolare la somministrazione
clandestina del farmaco alle vittime ignare; (Iori non ha preparato un bel niente, risulta dagli atti, poi resta da spiegare, avesse preparato, come indovinasse, avendo mangiato i tre bocconi di sushi assieme, quali Claudia avrebbe scelto, n.d.r.) – l’assenza, riscontrata nell’appartamento dagli inquirenti, di qualsiasi avanzo di
cibo, oltre che dei relativi involucri (la Corte non ha letto la motivazione d’appello dove risultano descritti avanzi e involucri, n.d.r.) afferenti la cena consumata dalle vittime, che l’imputato ha ammesso, quanto ai residui di sushi, di aver portato via con sé al momento di andarsene, secondo una condotta ritenuta non altrimenti spiegabile
che con l’esigenza dello Iori di far sparire le tracce dei farmaci ivi occultati;
- l’oggettiva maggiore facilità di far assumere il farmaco a una bambina di due
anni sotto forma di gocce mescolate al cibo o alle bevande, rispetto all’ingestione
di pasticche solide, per giunta non frantumate come quella che era stata
posizionata sul suo lettino per simularne l’avvenuto rigurgito (la consueta logica: siccome Iori è l’assassino, nell’impossibilità di rifilare di nascosto le pastiglie, ha usato le gocce, n.d.r.).—–
Bene, la Cassazione, che quando fa comodo ripete d’esser giudice di legittimità e non di merito, qui ha esaminato e confermato tutti i “meriti” delle Corti di merito: c’è una riga, una sola riga, che descriva come Maurizio Iori abbia dato lo Xanax? O non era più semplice, come la Corte di primo grado, affidarsi alla sfera di cristallo? Ho inserito le mie note in pochi punti, quando proprio non ce la facevo più; non desidero togliere al lettore il compito e il piacere di provvedere lui stesso al resto.

Cremona 21 08 2016 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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ago 31 2016

latte e lactalis 31 08 2016

LATTE: COLDIRETTI, ORA LACTALIS ALZI PREZZO ALLA STALLA IN ITALIA
“Ci sono tutte le condizioni per alzare anche in Italia il prezzo pagato agli allevatori da Lactalis che ha giustamente chiuso un accordo in Francia con un aumento di 3 centesimi al litro”. E’ quanto afferma il vicepresidente della Coldiretti Ettore Prandini nel chiedere l’immediata apertura del confronto con l’industria lattiero casearia italiana e con Lactalis Italia per discutere un prezzo del latte che tenga conto della nuova situazione di mercato. Occorre adeguare i contratti ai cambiamenti degli ultimi mesi con il prezzo del latte spot quotato in Italia che – sottolinea la Coldiretti – è salito dai 22 centesimi litro di aprile scorso ai 36 centesimi di questa settimana e ai grandi formaggi dop italiani che hanno sostanzialmente tenuto in questi mesi e ora hanno segni di ripresa sui prezzi. Ad oggi agli allevatori italiani il latte viene pagato su prezzi inferiori ai 30 centesimi per litro che non coprono neanche i costi dell’alimentazione degli animali. La multinazionale transalpina che in Italia opera con i marchi nazionali Parmalat, Locatelli, Invernizzi, Galbani e Cademartori, è il primo gruppo lattiero caseario nel mondo con un fatturato complessivo di 16 miliardi che in Italia sviluppa un giro d’affari per 1,4 miliardi di euro con una quota di mercato complessiva nel settore lattiero caseario del 23,4 per cento in volume mentre acquista circa l’8 per cento del latte italiano. Detiene il 33 per cento del mercato italiano del latte a lunga conservazione, ma la quota sale al 34 per cento nella mozzarella, al 37 per cento nei formaggi freschi e arriva addirittura la 49,8 per cento nella ricotta solo per citare alcuni esempi.

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ago 31 2016

sabato a mantova 31 08 2016

SABATO A MANTOVA IL LIBRO DI ENRICO PIRONDINI
Sarà presentato sabato prossimo (ore 17) nel Palazzo ducale di Mantova il nuovo libro di Enrico Pirondini, direttore de La Provincia di Cremona dal 1997 al 2008 (e fondatore per il gruppo Espresso di quotidiani in Emilia e nelle Marche).
Ospite del Circolo “La Rovere” (presidente l’avv. Sandro Signorini), Pirondini – nell’anticamera del Festivaletteratura (3-11 settembre) – presenterà “Incontri & Racconti”, editore l’emiliano Enrico Lui; una sorta di diario privato di fatti pubblici. Un romanzo di voci. Una antologia di una quarantina di personaggi incontrati nel corso di una lunga carriera giornalistica, iniziata alla fine degli anni Sessanta. Laureato in Giurisprudenza Pirondini, come si legge nel risvolto del libro, “ha lavorato per Rai e Mediaset, per il gruppo Repubblica-L’Espresso, il Corriere della Sera e il Giorno. Ha diretto quotidiani in tre regioni (Lombardia, Emilia, Marche).Vive sul Po a Guastalla (Reggio Emilia)”.
Il libro ricostruisce incontri con vari personaggi del mondo della Politica (Gorbaciov, Silvio Berlusconi, Nino Cristofori, Dario Franceschini), del cinema ( Michelangelo Antonioni, Alberto Sordi, Carlo Rambaldi) dello sport (Ancelotti, Boninsegna, Maradona, Sacchi), della musica (Abbado, Pavarotti, I Nomadi).
Con un occhio particolare al mondo del giornalismo, Pirondini racconta gli incontri e le frequentazioni con Gianni Brera, Enzo Biagi, Rino Bulbarelli, Everardo Dalla Noce, Umberto Eco, Inge Feltrinelli, Indro Montanelli, Piero Ottone, Giampaolo Pansa. Si tratta di ricostruzioni con foto inedite e rivelazioni.
Straordinario il capitolo dedicato a Padre Pio ed alla scoperta di un “ritratto sanguinante” del santo in una casa privata. Oppure la ricostruzione del dramma di Enzo Tortora. L’autore ricostruisce gli anni del Premio Estense (editoria) e del Premio Lubiam (pittura).
Dedicando pure una scheda alla Provincia di Cremona e a mai rivelati retroscena. Con numerose foto mai pubblicate.
“Incontri & racconti” si avvale della presentazione di un entusiasta Vittorio Sgarbi. (Giacomo Sironi).

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ago 31 2016

il confronto vero 31 08 2016

IL CONFRONTO VERO
Il compagno D’Alema Massimo al Fatto Quotidiano:
–Il Pd sta diventando progressivamente un partito normale–
Che insulto, un partito come gli altri, che sta perdendo la proprio eccezionalità!

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ago 31 2016

news dalla val padana 31 08 2016

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NEWS DALLA VAL PADANA
Il mio amico coldiretto di Mantova, ch’è venuto a Ceriana sabato pomeriggio e domenica, con la moglie, mi dice: felici e contenti!
Sintesi; parto dall’unico giudizio negativo, che concordo: le vie son troppo sporche; spiego, come agli altri, se nuovi del paese più bello del mondo: il cerianasco tipo è un lavoratore essenziale, che non bada al superfluo o che giudica tale; ne bastano venti o trenta che buttino per terra quel che non serve più, e il danno è fatto. Perché, mi chiede l’amico, Bajardo è invece un paese pulito? mi sparisce la parlantina…….
Quanto al resto, vuole tornare, e ne ha parlato entusiasta agli amici; han girato su e giù per i vicoli, lui e la moglie; il mattino, salendo per Bajardo, han fatto la mia stessa riflessione, notando le tante case isolate: qui la vita è tranquilla; se sei sfortunato, gli rispondo, ti entra in casa il ladro di polli, quando non ci sei.
Piaciuti tanto gli amici di Ceriana, anche per l’abitudine di darsi subito del tu, come tra agricoltori veri; escono da Terè, assaggiano e comprano l’olio di Fabrizio Vane; fan colazione da Pelegrin, dove avevo raccomandato di presentarsi come amici di Flaminio, e Gianfranco non vuole soldi, cavandosela con la battuta: pagherà Flaminio! Si fossero presentati da Daniele Martini, avrebbero fatto festa assieme, ma han temuto disturbare…..
Amici di Ceriana, pensateci bene e decidete, testa e gambe non vi mancano: il paese può crescere bene, con un turismo sano e misurato; ha tutto: persone, ambiente, campagne, e angoli enormi d’ogni tipo per i golosi come me!

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ago 31 2016

combattere l’ipertensione 31 08 2016

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COMBATTERE L’IPERTENSIONE
Il Corriere on line non si risparmia: dona, senza pretendere parcella, otto consigli. Tre sovrastano i rimanenti cinque:
a) considerare gli altri problemi di salute b) trovare il modo di rilassarsi c) dormire meglio.
Naturale un quotidiano del genere, esauriti i primi venti articoli, faccia pagare dal 21mo in poi!

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ago 31 2016

caccia al ladro 31 08 2016

CACCIA AL LADRO
Cronaca freschissima di oggi, la Provincia fin che c’è, a cura di Morandi Francesca, la Benemerita; il ladro alla fine vien preso: processo e condanna, è in carcere. Ma leggiamo un po’ come vien premiato, l’eroico cittadino, dalla penna della Benemerita:
—Il tunisino si divincola, Cesare continua a inseguirlo. A verbale fa mettere il percorso. Via Speciano in discesa, tutto corso Vacchelli, porta Romana, via Gaspare Pedone e Porta Mosa. Qui si arrende perché c’era buio, “l’ho perso di vista”. Durante l’inseguimento Cesare chiama i Carabinieri, descrive il ladro e ritorna a casa. In corso Pietro Vacchelli raccoglie delle monete. Sono parte del bottino racimolato dal ladro nell’auto parcheggiata in via Capellana. E’ di proprietà di Emiliano, buttato giù dal letto dalla moglie di Cesare.—
Mentre Cesare insegue, nella foga sua moglie butta già dal letto Emiliano……..

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ago 31 2016

essere o non essere 31 08 2016

ESSERE O NON ESSERE
Zanolli Pennadoro Vittoriano, nel Punto di domenica 24 luglio 2016, ha descritto così il capo della Procura di Cremona, Roberto di Martino:
“Meno apprezzabile è la decisione di lasciare l’incarico perché al ministero fanno orecchie da mercante: il comandante non abbandona la nave quando fa acqua, a meno che non si chiami Schettino.”
Roberto di Martino, giudice e galantuomo, ha spiegato da tempo perché va in pensione, non certo per il motivo indicato da Pennadoro.
Sta all’editore della Provincia fin che c’è, la Libera, al momento rappresentata da Boselli Antonio, Filippini Pierluigi, Bucci Sergio, fare la scelta: chiedere pubblicamente scusa, sul giornale, in prima pagina, a Roberto di Martino, giudice e galantuomo; tacere, confermando la piena fiducia in Zanolli Pennadoro Vittoriano, e approvare ciò che scrive, sempre! a nome dei 1400 agricoltori soci e padroni veri della Libera.

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ago 31 2016

piccolo mondo antico-quarantacinque 31 08 2016

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PICCOLO MONDO ANTICO – QUARANTACINQUE
Avevo già molti dubbi sul buon naso degli amministratori di Castelverde e Uniti, per quel che riguarda le relazioni “normali”, poi man mano che leggevo l’ordinario tentativo di licenziare Vittorio Dotti, strabuzzavo gli occhi; oggi che ho sul tavolo il documento di valutazione dei rischi, DVR, dell’immobile in cui è il Comune, con la descrizione di ciò che sarebbe e tutto quel che manca, e rappresentante dei lavoratori…… Vittorio Dotti!! mi dico, ma non era meglio licenziare, che so, la Tregattini, o tagliare qualche membro, interno o esterno, come capitasse, della Commissione disciplina?
Dalla dottoressa di cultura, all’Arcuri non siamo parenti, da Donna Circo, all’architetto socialmente utile Ferla, mi sembrate tutti picadores che devono aizzare il toro perché perda il lume degli occhi e il torero lo infili meglio: ma qui il toro Vittorio Dotti, con la mitraglia che gli avete messo in mano, vi infila, monta e rimonta a voluttà; prima lo avete incattivito chiudendogli quattro mesi la biblioteca perché non aveva l’agibilità, un semplice foglietto, tant’è vero che nei quattro mesi non avete spostato una mattonella, e poi il foglietto l’avete ritirato dopo due, ma intanto il servizio pubblico per i cittadini è rimasto sospeso lo stesso, e il toro Vittorio l’avete sbattuto agli sportelli, dove è tuttora; e mi tocca leggere, oltre al resto, nel documento valutazione rischi, al punto 5.1.2., che manca addirittura l’agibilità per tutti i locali del Comune; così almeno scrive l’ingegnere che ha redatto il documento: “recuperare la dichiarazione di agibilità dei locali; in assenza rilasciarla”
Poi con calma mi guarderò il resto, ma voi, egregi amministratori, non dovete stabilire, come Donna Circo, assessora alla cultura, che i cittadini di Castelverde leggano manuali di cucina e nulla più: sono i vostri libri, quelli!
Chiudete un servizio pubblico, la biblioteca, come arma contro il Dotti, poi non vi curate dell’agibilità di tutti gli altri locali: se la Procura legge queste righe, che io comunque spedisco, e si appassiona, immaginate il culo che vi fa? Ma un due più due, o lasciare in pace il Dotti, o non dargli un’arma del genere, era tanto difficile? Sento anche che avete allo studio un importante allargamento della Bertana, con progetti in stato avanzato: spero abbiate provveduto con la testa, non con altre parti meno nobili….
E con rovine del genere alle spalle, se la prendono col Dotti che dimentica il golfino sulla fotocopiatrice fuori uso……….
Eravamo rimasti al Dotti responsabile dell’Isis per l’Italia:
—Tali contestazioni scaturivano da un nutrito corpo di segnalazioni indirizzate al Segretario comunale e firmate dall’assessore alla cultura dott.ssa Chiara Circo con le quali si dava atto di una serie di disservizi che la medesima, quale assessore alla cultura dell’Amministrazione resistente, aveva riscontrato nel comportamento del ricorrente e sulla base di alcune delle quali veniva poi avviato un procedimento disciplinare nei confronti del signor Dotti. Nel dettaglio, quello che per il ricorrente sono “fatterelli di livello portineria condominiale” da cui scaturiva la sanzione irrogata, trovano riscontro nelle osservazioni con cui si dava atto di come il signor Dotti aveva utilizzato l’e-mail istituzionale per pubblicizzare l’inaugurazione di una mostra fotografica personale; dello stato di disordine in cui versava la biblioteca; di come il signor Dotti si fosse allontanato dalla biblioteca lasciandola incustodita con la porta e il cancello esterno aperto, anche per far fronte a delle incombenze che avrebbe dovuto esplicitamente adempiere prima dell’orario di apertura della biblioteca.—
L’Isis, per misfatti del genere commessi contro la nazione nemica Italia, lo valuta guerrigliero scarso, e gli taglia subito la testa; il Comune di Castelverde, versione Locci dottoressa di cultura Graziella, lo processa e condanna in un colpo solo per “lo stato di disordine in cui versava la biblioteca”.
Ma se il Dotti, per il disordine e altre simili gravità, va per intanto sospeso sei mesi in attesa del licenziamento, alla Giunta Locci, con quel che risulta dal documento valutazione rischi, cosa si deve applicare, se non pene islamiche?

Cremona 31 08 2016 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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ago 30 2016

la legge del più forte-duecentosessantaquattro 30 08 2016

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LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – DUECENTOSESSANTAQUATTRO
Anche su questo punto tutti i giudici si sono arresi: siccome Iori è l’assassino, deve avere le chiavi della casa di Claudia, perché il padre, il mattino della scoperta, trova la porta chiusa. La Cassazione basta e avanza: —Il ricorrente rileva la natura essenziale dell’accertamento della circostanza in oggetto per la tenuta della ricostruzione accusatoria, posto che il portoncino d’ingresso dell’appartamento della Ornesi si presentava chiuso a chiave, e dunque o era stato chiuso dall’interno dalla donna oppure dall’esterno dall’omicida, che doveva essere munito della relativa chiave. Premesso il dato pacifico che gli originali delle chiavi del portoncino erano tre, e che la vittima, la madre e la sorella Paola erano in possesso di un esemplare ciascuna, il ricorrente censura la conclusione della sentenza impugnata secondo cui tali chiavi potevano essere in tutto o in parte delle copie, in quanto frutto del travisamento delle dichiarazioni del teste Ragazzini, tecnico della ditta produttrice, che si era limitato a non escludere la possibilità che altri soggetti
potessero disporre di una macchina in grado di replicare le chiavi, e di quanto
dichiarato dal coinquilino Gardella sul fatto di aver provveduto a duplicare le
proprie chiavi d’ingresso (così da indurre la Corte di merito a ritenere che anche
le chiavi del portoncino della Ornesi potessero essere duplicate), senza tuttavia
che dagli accertamenti di Polizia giudiziaria fosse emerso se le copie realizzate dal Gardella riportassero il medesimo codice alfanumerico degli originali; poiché tutte e tre le chiavi in possesso della Ornesi e dei suoi familiari erano munite di numero
identificativo, doveva perciò concludersi che si trattava degli originali; il
ricorrente censura quindi il diniego dell’accertamento istruttorio chiesto dalla
difesa sul punto. Il ricorrente deduce in definitiva la necessità di una prova rigorosa del fatto che l’imputato avesse realizzato e tenuto per sé una copia delle chiavi, prima di consegnarne gli originali, non essendo sufficiente a supportare l’ipotesi
accusatoria la mera possibilità della duplicazione delle chiavi da parte dello Iori.—- Sono certo i lettori converranno la Difesa abbia ragione della “necessità di una prova rigorosa”, che non s’è nemmeno lontanamente vista nei due processi di merito: o Iori ha un originale, ma sono tutti e tre in mano agli Ornesi, o non basta dire Iori avrà avuto una copia, bisogna dimostrarlo! Ecco invece la Cassazione:
—Il motivo è palesemente infondato, fino a rasentare l’inammissibilità. La sentenza impugnata ha dato atto del fatto probatoriamente accertato, sulla
scorta della testimonianza dell’amministratore della società che aveva venduto
l’appartamento di via Dogali acquisito in leasing dall’imputato, dell’avvenuta
consegna a mani dello Iori degli originali delle chiavi del portoncino d’ingresso, in
tre esemplari, al momento della stipulazione del rogito, alla quale la Ornesi non
aveva presenziato. La Corte territoriale ha attribuito rilevanza decisiva alla circostanza – così acquisita – che lo Iori fosse il destinatario originario delle chiavi, al fine di ritenere che l’imputato fosse sempre rimasto in possesso di (quantomeno) un
esemplare delle stesse, trattenendone uno degli originali ovvero (in alternativa)
facendone un duplicato, in conformità alla sua permanente titolarità dei diritti
dominicali sull’immobile anche dopo averlo messo a disposizione delle esigenze
abitative della Ornesi e della figlia.—- Passo strepitoso; deposta ogni vergogna, tanto valeva scrivere: Maurizio Iori ha le chiavi perché di sì; se non aveva un originale, alla faccia del 533cpp, quello della certezza al di là di ogni ragionevole dubbio, si sarà fatta una copia, “in conformità alla sua permanente titolarità dei diritti dominicali sull’immobile”; si sarà fatta una copia, e non risulta da alcun atto di indagine si sia provato almeno un giro presso le ferramenta di Crema, quando, per le bombolette, ci si è rivolti fin al produttore per sapere, dal numero di matricola, quale negozio le avesse in carico. E adesso la trionfale conclusione: — La conclusione così raggiunta risponde a una massima di elementare, comune e condivisa esperienza, che non necessita, nella sua intrinseca e autonoma robustezza logica, di alcun ulteriore riscontro probatorio—- Quando mancano le prove del giudice di merito, fa il suo ingresso il giudice di legittimità; quanto alla robustezza logica, non bisogna mai dimenticare le caratteristiche attribuite alle parti in questo procedimento; gli Ornesi dicon sempre la verità, Iori è un cinico sfruttatore senza sentimenti, che scopava una in ogni momento, purché fosse in casa: e allora che gli servivan le chiavi? Ma ecco che pretende da lui la Cassazione, giudice stavolta di legittimità: —dovendo semmai trovare rigorosa dimostrazione – al fine di contraddirne la pacifica acquisizione processuale – la circostanza che l’imputato non avesse la concreta disponibilità materiale di un qualsivoglia esemplare (anche solo in copia) delle chiavi: circostanza che è stata motivatamente esclusa, ad abuntantiam, dalla sentenza impugnata, alla stregua sia del mancato riscontro che gli esemplari delle chiavi in possesso della Ornesi, della sorella e della madre fossero effettivamente gli originali piuttosto che delle copie, sia dell’accertata duplicabilità degli originali, sia infine del fatto, riferito dai congiunti della vittima, che lo Iori in almeno due occasioni aveva fatto ingresso di sua iniziativa, in orario notturno, nell’appartamento di via Dogali. Le contrarie deduzioni in fatto così come le sollecitazioni istruttorie, sul punto, del ricorrente si rivelano perciò inconferenti a scalfire la tenuta logica della motivazione in forza della quale la Corte territoriale ha escluso che la circostanza che Ornesi Gianstefano avesse trovato l’appartamento delle vittime chiuso a chiave allorché, al mattino, aveva scoperto i cadaveri, rappresenti un elemento di contraddizione del complessivo compendio indiziario acquisito a carico dell’imputato (il quale, disponendo delle chiavi d’ingresso, era in grado di chiudere il portoncino dall’esterno al momento di allontanarsi dopo l’omicidio).—- Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un compendio dell’intero procedimento: a carico di Maurizio Iori la cosiddetta “probatio diabolica”, sta a lui dimostrare di non aver le chiavi! La Corte di primo grado, a denti stretti, dopo aver ascoltato il tecnico della ditta costruttrice, che assicura gli Ornesi essere in possesso, salvo miracoli, dei tre originali, ammette: –La conclusione cui si deve pervenire non è quella che Iori non aveva le chiavi di casa ma che semplicemente, dopo aver ricevuto al momento del rogito i tre originali delle chiavi egli, prima di passare le chiavi a Claudia, se ne fece una copia per sé.– Iori è un diavolo, malvagio! dal primo giorno delle indagini fino alla chiusura in Cassazione, però risparmia a Claudia la fatica di far la copia…… Possiamo tranquillamente ignorare le sette pagine dedicate all’argomento dalla Corte d’Appello, se non per il fatto che confermano, l’han detto gli Ornesi uniti! che Iori aveva le chiavi. Curiosa è invece la sfumatura che la Cassazione dà “che lo Iori in almeno due occasioni aveva fatto ingresso di sua iniziativa, in orario notturno,
nell’appartamento di via Dogali.” Le Corti di merito son state più generose: una delle due occasioni fu Capodanno 2011, quando, evidentemente, Maurizio Iori abbandonò la festa con moglie e amici per infilarsi nel letto di Claudia, dove si fermò sino al mattino, e al risveglio mangiò una fetta di panettone; la Cassazione, che in questo processo saltella di pagina in pagina da giudice di legittimità a giudice di merito, secondo convenienza, qui, per evitare la figuraccia, anche se ristretta alle Aule giudiziarie, mica Porta a Porta, sorvola completamente che una delle due notti, certificate dalla famiglia Ornesi unita, fosse Capodanno…..

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