giu 30 2016

ancora su don mercedes 30 06 2016

Published by at 10:06 am under costume,cronaca cremonese,Giudici

ANCORA SU DON MERCEDES Il Procuratore capo Roberto di Martino, da www.cremonaoggi.it: —La gravità del reato si desume anche dal contesto di tutti questi episodi. C’è anche chi ha denunciato fatti che si sono ripetuti per anni, che ha parlato di alcuni particolari terribili e che non ha risparmiato un attacco alla Santa Sede. Nonostante la Santa Sede non si sia prodigata nella consegna degli atti, sono contento che si sia giunti all’accertamento della verità. Se ci fosse stata più collaborazione, avremmo potuto sentire anche qualcun altro e in questo modo nelle testimonianze ci sarebbe stata una maggiore diversificazione. Il timore da parte di queste persone nel denunciare i fatti, ha ritardato la loro emersione. I ragazzi provavano un grande imbarazzo, le famiglie ci hanno creduto poco, i vescovi non ne parliamo, non si pensava che un personaggio così in vista potesse essere autore di questi fatti, quindi sono emersi gravi ritardi. Si avverte tuttora, leggendo le testimonianze, una fatica e un imbarazzo da parte dei ragazzi che si rendevano conto di aver messo in imbarazzo le loro famiglie.— Poiché la formazione delle leggi dipende dalle relazioni sociali del tempo, e un po’ dalle certezze/incertezze che la scienza ha sul percorso delle volontà individuali, oggi la responsabilità penale è, nel senso più stretto, cioè di chi ha commesso o aveva il dovere di impedire, necessariamente personale. E il nostro Procuratore dà un quadro significativo del mondo in cui ha dovuto muoversi per dare fondamenta all’Accusa; addirittura genitori che non solo non credevano, ma neanche guardavano i loro figli; una Santa Sede che considera Stato straniero se non ostile l’Italia, che la Procura rappresenta; e la società, quella buona, s’intende, che fino alla caduta si rende conto che razza di prete esalta, non lo chiama per caso Don Mercedes, ma non fa nulla; per finire l’InviatoQuotidiano on line di Crema, che non solo dà la notizia della condanna il giorno dopo gli altri on line, ma pubblica, l’interpretazione è libera, righe così: —L’ex parroco ha sempre respinto le accuse dichiarandosi innocente. Si conclude così una vicenda giudiziaria che fin dall’inizio ha destato molto dubbi e polemiche, visto il ‘calibro’ dell’accusato che è sempre stato una figura di spicco del movimento di Comunione e Liberazione oltre ad essere presidente del Banco Alimentare.—
Cremona 30 06 2016 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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