Archive for maggio, 2016

mag 30 2016

chi scende chi sale 30 05 2016

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CHI SCENDE CHI SALE
Ammetto, mi sono annoiato più volte seguendo, sabato, la finale di Champions tra Real e Atletico; sono arrivato in fondo solo per curiosità; ma ieri ho visto pochi minuti di Italia Scozia e…….

Cremona 30 05 2016 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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mag 30 2016

osservazioni di un associato-cinquecentotrentotto 30 05 2016

OSSERVAZIONI DI UN ASSOCIATO – CINQUECENTOTRENTOTTO
Voto Libera; continuano gli incontri, le riunioni, le pizze, le liste, le quadrature, vengo anch’io non tu no, sì tu sì invece sì, ma da nessuno esce il doveroso richiamo a Boselli Antonio: quando?
Anche per testarlo; ogni giorno ha una data diversa, nell’ultimo mese ne ha proclamate tre, tutte ufficiali; che sia, per contrastare quel che scrivo: non si vota più! che faccia votare i soci più volte, fino a esaurimento? Ma nemmeno stamattina il sito ufficiale Libera parla….
Ancora la Provincia fin che c’è di ieri, il trafiletto di Pennadoro, che inizia:
“Non entro nel merito della discussione tra l’ex presidente del Consorzio agrario e quello in carica”, e finisce:
“Un’osservazione finale: Coldiretti ha disastrato Federconsorzi. L’ha distrutta. E gestisce malamente tutti i Consorzi. Con queste credenziali come si può guardare fiduciosi al futuro del Consorzio agrario di Cremona?”
Fosse entrato nel merito, il Pennadoro, che avrebbe potuto scrivere, o fare?
In mezzo al trafiletto, la pennellata al mio blog: “un sito web che campa sulla diffamazione”. Di cui risponderanno in sede penale e civile lui e il suo editore, l’avvocato sta già preparando gli atti. Il bello è che il Tribunale di Cremona mi ha appena assolto dalla sua querela, per via che campo sulla diffamazione; e poi che diamine, la misura: uno che scrive tutti i giorni può anche sbagliare una volta, ma “campare sulla diffamazione” più che un lavoro, sembra una missione!
Scritto poi da uno che ha permesso e scritto, sulla Provincia fin che c’è, 130 centotrenta pezzi contro il galantuomo Umberto Lonardi, reo di aver comprato per la Fondazione Città di Cremona, cioè per noi, Palazzo Fodri, invece di lasciarlo nelle grinfie degli amici degli amici degli amici!
L’editore, beata innocenza, è convinto che cambiando stampa e astuccio dei colori, dal primo giugno, vendite e pubblicità della Provincia fin che c’è torneranno a salire: basta aspettare in riva al fiume, dopo il primo giugno, e mettersi a contare. Il mio spumantista: senza l’uva buona, è come pretendere far bella la casa con l’intonaco! E parla di spumante, un vino dove i lavori di cantina han la loro importanza!
Io scrivo a favore dei Coldiretti, mormorano contro anche gli amici Libera; io scrivo a favore di chi si batte, e bene! per l’Agricoltura. E non sono il solo: quando una figura importante vuol trattare di Agricoltura a chi si rivolge? Ai Coldiretti.
E l’attaccamento alla propria associazione: li chiami, scendono in piazza a migliaia, tutto il giorno, i berretti gialli. A Cremona i soci Libera altro che in piazza, non si sprecano neanche due ore per l’assemblea, neanche in tempi in cui il loro gruppo, fino a pochi anni fa brillante di fortuna e benessere, sta per tirare le cuoia. Incapaci perfino di chiedere a un Boselli Antonio di mostrare la sua lettera di incarico a commissario, e, anche fosse zeppa di poteri conferiti da Guidimario il Banchiere, rispondergli a muso duro: a casa nostra comandiamo noi!

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mag 30 2016

mai perdere l’occasione 30 05 2016

Published by under Striscia La Provincia

MAI PERDERE L’OCCASIONE
La Provincia fin che c’è di ieri, prima pagina; in alto, a destra, l’addio a Giorgio Albertazzi, che sarebbe stato in scena più volte al Ponchilelli!!
In prima pagina, Albertazzi……… che il nuovo centro stampa, dal primo giugno, ponga rimedio!

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mag 30 2016

la conferma 30 05 2016

Published by under costume,Politica cremonese

LA CONFERMA
Mino Jotta ancora segretario provinciale di Forza Italia; la sua era l’unica lista in gara. Gara si fa per dire, quindi. Gli assenti abbiano almeno il pudore di non lamentarsi che manca il rinnovamento; anche perdere è segno di vita…..

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mag 30 2016

al latte! al latte! 30 05 2016

AL LATTE! AL LATTE! In occasione del World Milk Day promosso dalla Fao in tutto il mondo per ricordare le virtù di un alimento prezioso sul piano nutrizionale, economico e sociale, migliaia di allevatori della Coldiretti con i trattori lasciano le campagne per difendere il lavoro, gli animali, le stalle, i prati ed i pascoli custoditi da generazioni per la Giornata nazionale del latte italiano domani martedì 31 maggio 2016, dalle 8,30 alla Fiera Milano Congressi – MICO – con accesso per i giornalisti al Gate17 piazzale Carlo Magno, in Lombardia dove si produce il 40% del latte italiano. L’obiettivo è quello di valorizzare i primati del Made in Italy e fermare con strumenti concreti la strage delle stalle italiane che mette a rischio un sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto decine di migliaia di persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado in aree difficili, spesso da intere generazioni. Con gli allevatori ci sarà il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e l’intera giunta nazionale che accoglieranno il premier Matteo Renzi insieme al ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, dell’Ambiente Gian Luca Galletti e al Governatore della Lombardia Roberto Maroni. Ci sarà anche la pronipote della mucca “Onestina”, simbolo della battaglia per il Made in Italy degli allevatori che chiedono di continuare a mungere con un prezzo giusto ed onesto. Nell’occasione sarà presentato lo studio Coldiretti “Il latte italiano, un primato da difendere” con l’annuncio di importanti novità in arrivo ed esposizioni ad hoc dove saranno mostrate tutte le qualità del Made in Italy, dal casaro allo scaffale, ma anche smascherati gli inganni che fanno concorrenza sleale alle produzioni nazionali, dalle imitazioni dei formaggi italiani nel mondo ai trucchi che abbassano la qualita’ utilizzati nei prodotti low cost che arrivano dall’estero. Su twitter l’hashtag è #stoconchimunge

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mag 30 2016

l’opinione di ep 30 05 2016

Published by under costume,cronaca nazionale

DELRIO GARANTISCE CHE CE LA FAREMO Sabato ho seguito il ministro Graziano Delrio nella Bassa (reggiana) ferita – ma non piegata – dal terremoto. A quattro anni dal sisma Matteo ha spedito il ministro delle infrastrutture e dei trasporti a vedere come stanno le cose e Delrio – fiero l’occhio e svelto il passo (è stato, in gioventù, un buon mediano) – si è imbucato prima a Gualtieri e poi a Reggiolo. A Gualtieri, appena sbarcato nella sontuosa piazza Bentivoglio, mi ha chiesto cosa stava facendo Nibali: il siciliano a quell’ora stava ribaltando il Giro d’Italia “mangiandosi” il tenero colombiano Chaves. Poi, al cospetto del sindaco Renzo Bergamini (un rosso di antico stampo, di quelli che così rossi non si trovano più nemmeno in Cina)si è fatto “spugna” incassando il lagno del primo cittadino che gli ha ricordato due cose: che la deindustrializzazione sta galoppando nei paesi basso padani, il suo in testa. E che l’abolizione dell’Imu è una mazzata da 700mila euro per il suo piccolo paese. A margine mi sono permesso di ricordare che questa faccenda dell’Imu rimossa è una bufala che comunque ci costa 22 miliardi (dixit Confedilizia). Ergo i trionfalismi di Renzi e del suo Governo non mi sembrano appropriati. Semmai sembrano l’ennesima furbacchiata di Pittibimbo che il prossimo 16 giugno (giorno in cui scadono la prima rata dell’Imu e della Tasi) – e a tre giorni dai ballottaggi – vuole il popolo in piazza per festeggiare lo sconto. Stai attento Matteuccio! Il tuo “timing” può diventare un boomerang, gli italiani in cabina non perdono la memoria, sanno che le tasse sugli immobili sono comunque altissime. A Reggiolo Delrio si è messo il casco blu e si è infilato nei cantieri post-sisma col giovane sindaco Robertino Angeli. Gli hanno ricordato che a quattro anni di distanza dal sisma ci sono ancora 60 famiglie nei container (ma una trentina è vicina al rientro a casa). Delrio non ha nascosto la sua (vera) sofferenza. Dirò di più: mi è sembrato che ad un certo punto volesse pure abbracciare i volontari. Avendo 9 figli Graziano è abituato alle espansioni. Si è trattenuto. Lo so, qualcuno dirà che i politici sanno recitare. Aristotele diceva di più: che chi non sa recitare non può governare. D’accordo. Ma Delrio è un vecchio navigatore della Politica. È stato sindaco di Reggio (2004-2013), ha fatto il ministro pure con Letta; è stato il successore di Chiamparino alla guida dei comuni italiani. Ha attraversato tre partiti (Margherita compresa) senza fare una piega. Ricordo, en passant, che è stato il primo sindaco di Reggio a non aver mai militato nel Pci di Berlinguer e Pajetta. Ora lo vogliono incastrare con l’inchiesta “Tempa Rossa”, lo scandalo petrolio in Basilicata, tirando fuori alcune sue foto con i cutresi che stanno a Brescello, provincia di Reggio. I pm di Potenza lo hanno sentito per un’ora e mezza, lui ha risposto a tutte le domande (“come sempre”), negando di aver subito pressioni dai mariuoli. L’altra sera, prima del congedo, ha detto che il Paese è in ripresa e che “ce la faremo”. Mi è sembrato sinceramente fiducioso, quasi ottimista. Avrei voluto chiedergli se il suo ritrovato buon umore dipendeva dal fresco patto fra Renzi e Confindustria; una alleanza peraltro non sorprendente. E’ una vita che i “padroni del vapore” (copyright Ernesto Rossi) si scambiano vantaggi col Palazzo. Dunque non ho chiesto. Anche perché chi pagherà il conto di questa alleanza è noto: saranno i risparmiatori, il ceto medio. Sono i più facili da tosare. Ma fino a quando?
ENRICO PIRONDINI

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mag 29 2016

la legge del più forte-centosettantuno 29 05 2016

Published by under cronaca cremonese,Giudici

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – CENTOSETTANTUNO
Ma la Corte di Cremona scioglie agevolmente il nodo di Gordio dello Xanax alle “vittime”: pastiglie o gocce? Un colpo di spada, che tronca pure la successiva definizione della Corte d’Appello: “dall’esame autoptico non è stato possibile stabilire in che forma sia stato assunto lo Xanax”: gocce, sempre gocce, fortissimamente gocce……..
—Tale modalità di ingestione anzitutto permette di rispondere alle osservazioni dei consulenti della difesa circa il sapore sgradevole ed amaro delle compresse di Xanax.—
I consulenti mai han sognato di dire una roba del genere: la compressa la mandi giù intera, e non distingui alcun sapore; le gocce sì sono amarissime e devono essere nascoste da altro!
—La sgradevolezza, a ben vedere, costituisce un problema anche nell’ottica del suicidio allargato, in quanto non si capisce come abbia fatto Claudia Ornesi – nella frenesia del suicidio da attuare subito – a far ingerire alla piccola Livia ( neanche 2 anni e mezzo) decine di pastiglie molto amare che la stessa avrebbe presumibilmente ricusato. Si noti poi che non sono stati rinvenuti sul tavolo o nella stanza da letto biberon o bicchieri usati per far “scendere” in gola alla bimba tutte quelle compresse.—
In genere, mi tocca far notare anche questo, i bicchieri si tengono in cucina, o comunque non è difficile trasportarli lì, ma quando è debole l’essenziale, per non dire inesistente, si deve prendere ciò che si trova. Se poi è un problema per la madre dar le pastiglie alla bimba, figuriamoci per il padre!

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mag 29 2016

osservazioni di un associato-cinquecentotrentasette 29 05 2016

OSSERVAZIONI DI UN ASSOCIATO – CINQUECENTOTRENTASETTE
La quasi regola è: se ti dico che non sei molto alto vuol dire ce l’ho con te, quindi non mi stupisco di sentirmi rinfacciare, da tempo, che ce l’ho con la Libera e via via nelle ultime settimane anche cogli amici rinnovatori; ma io non ce l’ho con nessuno, vorrei solo ricevere critiche più concrete, più legate al fatto, non alla mia persona. Se scrivo da tempo che la Libera è appesa a un filo, che per giunta tirano gli altri, non mi auguro che la Libera cada, spero solo che, meditando anche le mie osservazioni, chi deve ponga rimedio, in fretta, al disastro attuale. Ed è per questo che “sculaccio” i rinnovatori, al momento gli unici, secondo me, a mostrare idee: le avete, datevi da fare per realizzarle, e il primo passo è intimare il giorno del voto al commissario Boselli Antonio, da dieci mesi a Cremona praticamente solo per quello.
Libera appesa a un filo, che per giunta tirano gli altri; per esempio, oltre al filone dell’inchiesta, il filo della Provincia fin che c’è, nei tempi felici di Maestroni e Pirondini immagine e cassaforte del gruppo: oggi, il cancro che lo divora!
Speranza che la situazione volga al meglio perché dal primo giugno cambiano la stampa e il colore? Duecento copie in più i primi giorni, per la curiosità, poi tutto come prima, se il direttore e i contenuti rimangono quelli.
E veniamo al numero di oggi, con la pubblicazione della nota di capitan Voltini, la replica di don Ernesto de’ Folli, il solito commento disastroso di Zanolli Pennadoro Vittoriano: chiunque decida nel gruppo, per adesso Boselli e Filippini, domani gli eletti, giudichi quanto può andare avanti un quotidiano gestito così.
La nota di capitan Voltini appare solo il giorno dopo, quando don Ernesto ha pronta la risposta; non mi risulta, per via che Zanolli vanta la “correttezza deontologica” del giornale da lui diretto, che domenica scorsa, nel pubblicare l’intervista di don Ernesto, abbiano dato a capitan Voltini la stessa possibilità di replicare sulla stessa pagina; come intenda ribattere capitan Voltini al giudizio, da che gruppo viene la predica! che i Coldiretti abbiano disastrato Federconsorzi eccetera, è una scelta sua; come spedire le sue repliche a chi vuole; se a un “sito web che campa sulla diffamazione” è un giudizio, il campare sulla diffamazione, che Zanolli avrà tutto il modo di spiegare nelle sedi opportune, civili e penali.
E veniamo a don Ernesto de’ Folli: che senso aveva attaccare un pezzo da novanta alla capitan Voltini, sapendo che eredità aveva trovato al Consorzio Agrario di Cremona, sapendo che è uomo da aver paura di nessuno, e ritirarsi alla sua prima risposta, per altro morbida, per adesso, con la coda tra le gambe?
Che figura fa, tra i suoi fedeli, don Ernesto?
“Sono molte le cose che potrei dire per rispondere alle affermazioni di Voltini eccetera”, ma non risponde per non aggravare la pesantissima situazione economica degli agricoltori cremonesi: animo largo, da nobile qual è, don Ernesto de’ Folli? E allora, domanda spontanea, perché è partito, domenica scorsa?
Non si candida al voto, futuro, molto futuro, don Ernesto: sarà mica la ripetizione dell’anno scorso al voto del Consorzio, dove fu la Libera stessa a non presentarlo?
Infine, se lui sa o non dell’eventuale obbligo del Consorzio di conferire il patrimonio immobiliare eccetera, non per questo è un bugiardo: e qui ne convengo, don Ernesto!

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mag 29 2016

gli inguaribili, gli inguardabili 29 05 2016

GLI INGUARIBILI, GLI INGUARDABILI
Ci sta, è giusto che sia perché la civiltà può nascere e fortificarsi solo dal contraddittorio continuo, una fotocopia, luccicante che sia, è solo una fotocopia, e quindi vanno benissimo i movimenti di opinione, a maggior ragione avversi a una modifica costituzionale come la Boschi Renzi o chi per essi, ma qualificare questo movimento come “difesa della democrazia” dà solo la misura di ciò che è, ancora oggi, purtroppo, gran parte della sinistra.

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mag 29 2016

la forza dell’impegno 29 05 2016

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LA FORZA DELL’IMPEGNO
La grandezza dipende sempre dal metodo; prendiamoci la briga di esaminare la vita di qualsiasi genio, alla fine giungeremo alla conclusione di Vittorio Alfieri, che li ha spiegati tutti col suo celebre: volli, sempre volli, fortissimamente volli!
Pur sotto il giogo del tempo che nei quotidiani è sempre tiranno, la Provincia fin che c’è profitta per darne ampia conferma: non si limita a copiare, vuole e reinventa! anche ciò che al lettore distratto sembrerebbe superfluo; ieri finale di Champions, scaletta dei vincitori delle ultime edizioni, nel 2013 ha vinto il Borussia Dortmund.
Unico giornale al mondo, credo: la solitudine, uno dei segni del genio; gli altri, pedissequamente, si saran limitati a scrivere, copiandosi, che il Borussia Dortmund è arrivato sì in finale nel 2013, ma ha vinto il Bayern di Monaco…….

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