mag 30 2016

la legge del più forte-centosettantadue 30 05 2016

Published by at 6:41 pm under cronaca cremonese,Giudici

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – CENTOSETTANTADUE
Ecco il miracolo della Corte d’Assise di Cremona: lo Xanax in gocce consente di superare il problema di………. dover dimostrare che Maurizio Iori sia riuscito a darlo in 95 pastiglie!
—Una somministrazione dell’alzaprolam in forma liquida ( vi sono apposite confezioni di xanax o equivalenti) in gocce con boccette da 100 ml di liquido che contengono 75 mg di alzaprolam permette di superare il problema, sia per Livia che per Claudia. Non soltanto, come si evince da tutti i “bugiardini”( anche da quelli esaminati dall’imputato al computer la sera del 7 luglio, come si vedrà meglio infra) trattasi di confezioni tutte aromatizzate ( solitamente al pompelmo) ma proprio perché vi è un medicinale liquido esso può essere facilmente mischiato ad altre sostanze in modo da perdere ancor di più il sapore originale ed essere pertanto somministrato nascostamente alla vittima designata.—-
Che sia meno difficile rifilare di nascosto un liquido invece di un solido, è pacifico, ma sul tavolo c’erano i contenitori delle pastiglie, ma l’autopsia non è riuscita a stabilire in che forma lo Xanax sia entrato nel corpo di Claudia e Livia, ma solo un assassino folle dà le gocce, porta via i flaconcini e lascia i blister!
“Permette di superare il problema”; tremendo lapsus freudiano: superare il problema del giudice che voglia condannare, convinto astrattamente che l’imputato sia colpevole, non certo il problema di spiegare il fatto! 100ml sono un bel bicchiere, e per quanto aromatizzato, provare per credere, è un sapore da vomito; vero che lo si può mischiare, il 100ml, al succo di pompelmo, il gusto più vicino, ma ne servono due o tre litri per nasconderlo, dettaglio che la Corte, nella pienezza dei suoi poteri e in nome del popolo italiano, dimentica di spiegare. Avanti col racconto:
—–D’altra parte occorre ricordare che non vi è modo di sapere se quanto ingerito dalle due vittime corrisponda al quantitativo di alprazolam contenuto in 95 compresse da 1 mg e quindi non si può escludere – attesa che l’intenzione dell’assassino non era certo di uccidere con l’alzaprolam ma solamente di stordire in modo da poter poi usare su corpi incapaci di reagire il gas per l’apparente suicidio – che in realtà sia stato somministrato un quantitativo liquido inferiore agli apparenti 95 mg ( che comunque vanno divisi, per lo meno tendenzialmente, per due) . Ed in effetti non vi sono soverchi problemi per immaginare o prefigurare i tanti modi in cui poteva avvenire la somministrazione clandestina. Si pensi, a solo titolo di esempio ad una parziale irrorazione , anche mediante siringa, del sushi portato in casa su cui potevano essere messe salsa dal sapore deciso (come le salse di soia e SuzieWon acquistate da Iori il 19 luglio insieme all’ultimo fornelletto); alla introduzione- già a casa propria o, al momento, a casa di Claudia – del liquido in bottiglie o bicchieri d’acqua o di altre bevande prima del loro uso.——-
Questo è vero, nessun consulente, Accusa o Difesa, ha stabilito che le pastiglie fossero 95 o 78 o 102: ma erano sempre tante, l’autopsia scrive non di una “parziale irrorazione”, ma di stato di intossicazione acuta dei corpi. Da commediaccia dell’Arte “l’introduzione del liquido in bottiglie o bicchieri già a casa propria o in casa di Claudia”: a casa propria, come diavolo poi sai dove Claudia beve; al momento, la casa di Claudia è un bilocale di 50mq, dove diavolo ti nascondi, per farlo. La bimba poi non verrà mai ricordata: come quando ha bevuto lo Xanax?

Cremona 30 05 2016 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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