set 29 2015

j’accuse-seicentodiciassette 29 09 2015

Published by at 12:00 pm under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – SEICENTODICIASSETTE
Lo ripeto ancora una volta, se non basasse su una tragedia, l’intero caso Iori fin dalle prime battute potrebbe passare per un testo comico, per un Grand Guignol che insiste tanto per esser macabro che alla fine sbotta il riso, e non mi riferisco solo alle numerose sfere di cristallo, il primo creatore il più volte nominato Massa Pio, che disseminano le pagine, ma alla loro inevitabilità, perché nascono da un impianto che vuol dimostrare a forza un omicidio impossibile da commettere, da chiunque!
In parole poverissime, nessuna riga diretta a spiegare i modi della morte, se fosse un omicidio non esistono, ma veramente troppo di tutto ciò che non serve, e da qui nasce il riso! Il pezzo di oggi, preso dalla memoria del Pm a Cremona, tratta i minuti dell’ultima cena, ed è la stessa memoria che cercando di spiegare l’omicidio vede Maurizio Iori prima di tutto staccare la corrente, alle 21, poi combinare tutto, la lettera, le cancellazioni della sua presenza eccetera, e tra qua e là, dopo aver stordito Claudia con lo Xanax, semincosciente, fargliene bere dell’altro.
“Lo Iori giunge a piedi verso le 20 30 a casa di Claudia” sostiene la Difesa; pronta la risposta:
“Non è dato di sapere se, in effetti, lo Iori si recò a piedi dall’Ornesi; tuttavia, mezz’ora di tempo pare un po’ troppo, essendo occorsi venti minuti di cammino a un uomo della medesima età dello Iori che ha percorso il più breve tragitto tra la casa dell’imputato e quella del delitto.”
Io spero si capisca perché scrivo di effetti comici: di fronte all’assenza totale di descrizioni precise, non: l’avrà messo eccetera, sul come si sarebbe rifilato lo Xanax, questi qua, poliziotti procuratori giudici tutti, ci vengono a raccontare di una differenza di dieci minuti su una camminata, manco fosse una gara, manco uno fosse obbligato a tirar dritto senza nemmeno guardare una vetrina, manco tutti camminassimo alla medesima velocità.
Ma ecco, non ridete, l’importanza dei dieci minuti.
“Allo Iori, conviene, dapprima, posticipare il momento del suo arrivo in via Dogali, poi dilatare la durata della sua permanenza, per rendere meno plausibile la ricostruzione delle fasi dell’omicidio eseguita con i sacchi per soffocare le vittime, non facendola collimare all’ora in cui il Fiameni percepisce odore di gas. Ed ecco allora che lo Iori, che si afferma contro ogni evidenza padre affettuoso di Livia, prima della cena e del litigio con Claudia, afferma d’aver giocato un oretta con la bimba.”
Costruzioni su costruzioni; una delle tante, Claudia resta incinta, a 40 anni, al secondo incontro di letto, l’ha ricordato in Aula proprio il Pm, e Maurizio è un Casanova, le parti assegnate sono queste; facile comprendere, non esiste solo la maternità, a fianco c’è la paternità, perché Maurizio spostasse sulla figlia la sensazione d’esser stato preso in giro; ma da qui a sostenere che, andando a trovarla ogni settimana, fosse strano giocasse un’oretta con lei, ce ne corre; eppure, alla conferma dell’omicidio serve anche questo!

Cremona 29 09 2015 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com

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