Archive for settembre, 2015

set 30 2015

j’accuse-seicentodiciotto 30 09 2015

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J’ACCUSE – SEICENTODICIOTTO
Quasi si fossero messi d’accordo, ma sicuramente non è così, Accusa e Corti dettano una delle tante certezze: gli Ornesi sapevano a tempo del nuovo matrimonio di Maurizio Iori, per cui non sta in piedi la sua bugia che Claudia si sia infuriata, la sera del 20 luglio 2011, quando a lui per sbaglio è sfuggito. Tutto inventato. Anche le dichiarazioni di padre madre sorella Ornesi, raccolte nell’ordinanza del dottor Gip. Il più deciso&preciso fu il padre, pagina 5:
“So che lo Iori nel periodo in cui stava con mia figlia ha avuto anche un altro figlio da un’altra donna che non è sua moglie”
Poi dio sa che dev’essere successo, perché i tre, in Aula a Cremona, dichiaravano di sapere tutto, da tempo; interrogato dal difensore Marco Giusto sul cambio di “passo”, al padre veniva in pratica impedito di rispondere dal presidente Massa Pio. E così è finita agli atti una verità alla Oscar Wilde: il vero e il falso sono forme di esistenza intellettuale. Leggiamo ciò che scrive in proposito il Pm Celentano, pagg. 53/54:
“Iori continua a sostenere che fu la rivelazione del suo matrimonio a determinare il litigio e la conseguente sua cacciata dalla casa con sushi e pattume al seguito, prima che Claudia, presa dallo sconforto di saperlo perso per sempre, decidesse di uccidere Livia e poi se stessa. In realtà Claudia Ornesi aveva già definitivamente rinunciato allo Iori quale possibile compagno, come del resto appare evidente già dalla lettura di varie parti del testo della famosa lettera, vero e proprio spartiacque nei rapporti tra i due e plausibile definitivo motivo del crimine. Nel corso del dibattimento è stato inoltre provato tramite testimoni che Claudia Ornesi seppe del secondo matrimonio dello Iori già dai primi giorni del mese di maggio dell’anno 2011, sicché, anche la circostanza del riferito litigio con Claudia per i motivi anzidetti è un’ennesima invenzione dello Iori funzionale alla sua ricostruzione dei fatti in chiave difensiva.”
In chiave difensiva: uno che ha capito d’esser già condannato, non deve pensare a difendersi, si accusa e accorcia il processo, con evidente beneficio della giurisdizione.
L’argomento, è vero, è molto più importante del minuto in cui Maurizio Iori sarebbe giunto a casa di Claudia, ma non toglie sia trattato con le solite pecche. Di nuovo la lettera di Claudia, che dice tutto quel che vogliono Accusa e Corti, e solo quello; l’ho riportata integrale più volte, è la lettera di una persona disperata, che vive male e lo scrive; può anche essere letta come annuncio di suicidio; eppure Accusa e Corti non l’hanno visto:
“La mia anima è lacerata da profonde ferite vecchie e nuove. Come quando un mese fa sul posto di lavoro ho saputo di tutto e di più che mi ha profondamente prostrata e umiliata. Ora sono crollata sfinita. Ti scrivo questo con tanta amarezza infinito dolore e tristezza.”
Non le ho inventate io le parole sopra, diciamo solo che Accusa e Corti, incantate dalla promessa di Claudia di rinunciare a Iori, non le hanno viste. E non sto neanche a trascrivere i passi dei verbali d’udienza, dove solo la Difesa ha chiesto agli Ornesi perché avessero dichiarato alla Polizia giudiziaria di non sapere del matrimonio di Iori: per Accusa e Corti il fatto era di nessun interesse!

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set 30 2015

osservazioni di un associato-duecentonovantacinque 30 09 2015

OSSERVAZIONI DI UN ASSOCIATO – DUECENTONOVANTACINQUE
E’ stato rispettato il patto salva formaggio italiano simbolicamente siglato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina davanti a 30mila agricoltori della Coldiretti ad Expo, dove il premier aveva “adottato” le specialità casearie tricolori contro il diktat europeo sul via libera all’utilizzo delle polveri. E’ quanto ha affermato il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell’esprimere apprezzamento per la decisione del Governo di confermare il no alla produzione di formaggi senza latte fresco alla scadenza dell’ultimatum da parte della Commissione Europea.—–”L’importante decisione del Governo è frutto anche della straordinaria mobilitazione che, a partire dalla nostra petizione, ha visto cittadini e agricoltori unirsi nel dire no alla produzione di formaggi senza latte – sottolineano Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona, e Tino Arosio, Direttore della Federazione – Anche a Cremona, presso i nostri Uffici e presso i Mercati di Campagna Amica, sono state raccolte numerosissime firme. Accanto ai cittadini, anche i parlamentari del territorio, i consiglieri regionali e persino interi consigli comunali hanno firmato a sostegno di una battaglia buona e giusta. Perché i formaggi si devono fare con il latte, non con le polveri. E, naturalmente, i formaggi italiani si devono fare con il latte italiano, la cui eccellenza è garantita dai nostri allevatori” ————————— ——————— E’ il comunicato trionfale dei Coldiretti, grande azione a difesa di tutti gli agricoltori. Anch’io, semplice cittadino attento a ciò che mangio, ho firmato. La Provincia fin che c’è pratica invece altre azioni, ben diverse ma di risonanza. Ecco un titolo dell’on line, apparso ieri sera e ancora presente adesso, sempre sugli animali: Il gatto del vicino lo infastidisce e lo incapretta, ma viene visto e denunciato Come vedete, amici lettori, ciascuno si batte con le forze che ha. Se il commissario Antonio Boselli vuol dar seguito alle parole che liberamente dice: “la parte editoriale del Gruppo è un disastro”, avrà da lavorare, molto. E a proposito di seccature, al commissario Boselli avran raccontato che in Libera, dove evidentemente dei guai che hanno non si accontentano, han deciso di fare una causa, che è già in Tribunale, perché nel 2015, sottolineo: solo nel 2015! si sarebbero accorti che certe forniture iniziate nel 2010 non avevano le qualità concordate? Se posso tradurre: compro e semino mais dal 2010, ho già raccolto e venduto da anni, faccio causa, oggi. Che dire? L’immagine dell’Associazione è garantita! Ne consegue, se vendite e pubblicità della Provincia fin che c’è vanno a fondo, bisognerà fare causa alla crisi, sperando in un intero filotto di giudici compiacenti…. MondoMusica, che apparentemente e di diritto avrebbe nulla da spartire con la Libera e il suo giornale, la Provincia fin che c’è, ma vista la pubblicità gratuita di ogni anno qualche domanda è lecito farla: per il 2016 è previsto l’allargamento a fisarmoniche tamburi e fischietti, per far sì che prosegua il rinnovo dei visitatori?
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set 30 2015

schegge di attualità 30 09 2015

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SCHEGGE DI ATTUALITA’
Il professor Professore ha ritenuto più utile farsi ammirare al taglio del nastro di MondoMusica a fianco di Pivantonio: evviva la libertà di mostrare la faccia che si preferisce, ma la cultura musicale cremonese, quella profonda, che resta, la si fa seguendo maestri come Giobatta Morassi, Francesco Bissolotti, Cesare Gualazzini; pensiero che m’è venuto ascoltando Marco Tanzi presentare “Schegge di Novecento a Cremona”, la bella mostra nello studio della famiglia Mascarini. Mercanti perché artisti d’animo.
E confesso, mi premeva vedere l’opera di Cirillo Bertazzoli, padre dell’amico Cornelio; e ascoltare Marco Tanzi, che esce regolarmente dalla schiera confusa indistinguibile dei suoi colleghi critici d’arte: diverte, anche chi d’arte sa nulla, come me! Dal catalogo:
Io lo vedevo, da ragazzo, alla Baldesio con il fazzoletto da laringectomizzato al collo e la sua macchinetta fotografica sempre in mano, piccola; mi faceva impressione la voce metallica, innaturale: non sapevo chi fosse se non un vecchio con la passione della fotografia, che si aggirava tra i tavolini delle carte dei suoi coetanei o i giochi di bocce. Non sapevo che Cirillo fosse un poeta vero e appassionato finché non vidi la mostra delle sue foto in Santa Maria della Pietà nel 1979, che mi commosse e segnò in profondità. Allora non immaginavo nemmeno che fosse stato un pittore, e che pittore!

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set 30 2015

il rispetto 30 09 2015

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IL RISPETTO Sotto, dal Corriere on line. Poiché le imprese degli “specialisti” della Zanzara vanno avanti da tempo e hanno successo, vuol dire che se il vicino di casa mi occhieggia col cannocchiale è uno stronzo, viola la privacy e va punito; se lo faccio io ho il diritto di divertirmi come mi piace. Anche se fa più colpo, non esiste solo la violenza sessuale. ———Si aggiunge un nuovo capitolo alle polemiche scaturite dall’intervista a Bergoglio sul viaggio a Filadelfia del sindaco Ignazio Marino, e questa volta a metterci lo zampino sono quelli della trasmissione radio «La Zanzara». Un finto Matteo Renzi chiama al telefono monsignor Vincenzo Paglia, presidente del pontificio consiglio per la famiglia, che commenta, non senza imbarazzo, il discusso incontro del sindaco di Roma con il Papa in visita negli Stati Uniti eccetera….
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set 30 2015

cibo vero e buono 30 09 2015

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CIBO VERO E BUONO Claudio Rambelli, di Slow Food Cremona, che domenica 4 ottobre, coi suoi prodi, ci aspetta ai Giardini Pubblici per convincere che, se il cibo è un obbligo biologico, può anche divertire, aggiunge il commento sotto. ——Secondo un recente studio presentato da Coldiretti, gli under 35 occupati in agricoltura quest’anno saranno il 12% in più. Il dato è confortante, soprattutto in un momento in cui l’occupazione stenta a decollare e molti settori produttivi non sono ancora usciti compiutamente dalla crisi. Non bisogna tuttavia farsi ingannare, perché se l’agricoltura giovanile è in espansione, non è però priva di problemi che troppo spesso non consentono di costruire percorsi di vita soddisfacenti, non solo in Italia ma in tutto il mondo. In particolare a soffrire sono i produttori di piccola scala, coloro che hanno appezzamenti di terra ridotti e che puntano sulla produzione di qualità, attenta a territorio, ambiente e varietà autoctone. Sono in difficoltà perché il mercato non li remunera adeguatamente, perché prezzi troppo bassi insieme a una burocrazia che richiede molte ore di lavoro anche fuori dai campi li privano delle risorse necessarie per vivere bene del lavoro della terra. E nello stesso tempo sono proprio loro ad avere in ogni angolo del mondo l’entusiasmo e la forza per resistere al land grabbing o all’imposizione di monocolture che distruggono la biodiversità e le produzioni tradizionali, spingendo ampie fette di popolazione ad abbandonare le campagne. Ma non devono essere soli, devono sapere di essere in molti e di avere al loro fianco milioni di persone che con le proprie scelte vogliono sostenerli. Di questi temi e delle loro molte declinazioni si parlerà anche in occasione di Terra Madre Giovani – We Feed the Planet (Milano, 3-6 ottobre 2015), una grande riunione che vedrà 2500 contadini e produttori da 120 paesi del mondo, tutti sotto i 40 anni, ragionare insieme per cercare soluzioni e proposte da condividere con quei cittadini e quegli attivisti che vogliono avere un ruolo nel futuro del sistema alimentare. Senza agricoltura non c’è futuro per il nostro cibo, ma senza giovani non c’è futuro per la nostra agricoltura. Slow Food Italia
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set 30 2015

se parla come mangia 30 09 2015

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SE PARLA COME MANGIA, mangia un gran male, il professor Professore. Da www.cremonaoggi.it: “Solo insieme si vincono le sfide: Cremona con Bergamo, a Brescia e Mantova è terra del saper fare buon cibo. Saper fare così sublime che è anche arte, bellezza, impresa e cultura”. Sono le parole con cui il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti è intervenuto alla cerimonia di premiazione della Lombardia Orientale (Cremona, Bergamo, Brescia e Mantova) come “Regione Europea della Gastronomia 2017”.
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set 30 2015

gatti feroci 30 09 2015

GATTI FEROCI
La Provincia fin che c’è, edizione on line:
–Il gatto del vicino lo infastidisce e lo incapretta, ma viene visto e denunciato–
Lo sostenevo da tempo, se il gatto avesse le dimensioni non dico della tigre, ma di un semplice cane, altro che sterminare le nutrie, noi razza umana; ma credevo fosse solo tremendamente egoista, il gatto, oggi invece scopro dalla Provincia on line che è anche crudele, e non penso che basti denunciarlo, oltre al fatto che un codice di procedura felina ancora non esiste.
La folla dei concorrenti al Salone umoristico di Bordighera; si presentasse Zanolli Pennadoro Vittoriano con un pacco di Provincia fin che c’è sotto il braccio, non ce ne sarebbe più per nessuno, medaglia d’oro d’argento di bronzo e pure quella di legno, tutte lui!
Commissario Antonio Boselli, vuol dar seguito alle buone parole e prendere immediatamente le decisioni indispensabili a evitare il crollo del giornale e della Libera?

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set 30 2015

dire e fare 30 09 2015

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DIRE E FARE Enorme è in città lo sdegno per l’imposizione agli industriali di Cremona, che si sono piegati: ritirate la candidatura di Maurizio Ferraroni alla presidenza della Fiera, deve essere riconfermato il nostro amico Pivantonio, sennò il gruppo Arvedi esce dall’Associazione. Ma una piccola e significativa risposta c’è, per noi sdegnati: quando incontriamo per strada Arvedi Giovanni e Caldonazzo Mario, cambiamo vistosamente marciapiede; quando organizzano la loro cultura al Museo del Violino, evitiamo di farci vedere: la loro cultura di vita ci fa schifo!

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set 29 2015

l’opinione di ep 30 09 2015

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Ci stiamo lentamente grecizzando? La domanda, mi pare, sorge spontanea: ci stiamo grecizzando anche noi? Finiremo nella melassa come loro? Quel che sta accadendo nella Politica italiana – arruffona, verbosa, inconcludente, nebulosa, con poche idee ma confuse – è  un mare di melassa. Ha scritto l’altro giorno Vittorio Feltri: “Difficile distinguere i progressisti dai conservatori. Forse si sono mischiati. Non riescono più a capire da che parte stare e perché starci”. Il caos regna sovrano. Avanti così e ci grecizziamo davvero. Da quelle parti hanno votato (in settembre) per la terza volta in nove mesi e per la quinta volta in sei anni. Dubito che Renzi resista fino al 2018 come spera. Vediamo più da vicino il teatrino rancido, penosamente arretrato. LA DESTRA – E’ frantumata. Il Cavaliere martedi 29 ha festeggiato i 79 anni ed avendo fiutato l’aria che tira ha motivato il partito con un tuonante “Ora torniamo tra la gente”. Una parola. Salvini ci sta e non ci sta. C’è da scegliere il candidato sindaco per Milano, c’è da capire cosa fare con una Europa che “decide otto leggi su dieci che poi Roma approva”. E gli altri? Casini è in sella da 8 legislature, fa politica dal 1980, è disperso. Nemmeno il ciambellone dell’Udc lo tiene a galla. Ha cercato di aggrapparsi ai Marò volando in India ma ne è uscito un cinepanettone. Fini è scomparso, la Meloni è sullo zero virgola, Alfano sta aggrappato alle poltrone: era ministro con il Berlusconi IV, è stato ministro con Letta, è ministro con Renzi. In serie A non c’è nessuno che ha un dribbling così. Molti speravano in Fitto, che ha cambiato sette sigle in pochi anni, ma chissà dov’è. Altri hanno puntato su Verdini perché, oltre ad essere banchiere, è titolare di macellerie: “Farà tutti a fettine” dicevano, ma il primo ad essere tagliato dal “cerchio magico” è stato lui.  Fuori da Forza Italia, a luglio ha presentato i nuovi gruppi parlamentari “Alleanza liberal-popolare/Autonomie”. Ne sapete qualcosa? Anche i piddini non lo vogliono tra i piedi. “Fuori dal nostro giardino!” ha detto Bersani in una intervista a Radio 24. Ma  i renziani non hanno replicato. Apperò. LA SINISTRA – E’ spaccata. Un  pezzo di qua, un altro di là. Quelli che stanno meglio sono quelli (per ora) fuori dal giro. Lunedi ho visitato la mostra di Ligabue a Gualtieri con Vasco Errani e signora ed ho trovato l’ex governatore dell’Emilia Romagna in gran forma. Al prossimo rimpasto – scommettiamo – lo mettono in squadra. E gli altri?  Civati e Fassina se la sono svignata. Pippo bazzica il TG5, Fassina (che non è la moglie di Fassino) non va neppure nei talk show amici. La politica di Renzi è “ambigua”, come sostengono in molti. Sapendosi alle corde dei sondaggi, Pittibimbo ha cercato gloria a New York con contorno di telecamere Rai. Al palazzo di vetro dell’Onu si è autocelebrato, si è vantato di aver realizzato il 90% del programma ma ha bluffato. I debiti della Pubblica Amministrazione non sono stati saldati, se applica la flessibilità alle pensioni saltano i conti, la spending review è una patacca (niente tagli, solo deficit), la riforma Rai è in alto mare, l’Italicum è avvolto dai dubbi, il Senato andrebbe abolito (come lasciava intendere) ed invece continuerà ad esistere, magari con cerotti e bernoccoli. E taccio il resto: disoccupazione, fisco, le utopie del buonismo, i profughi negli alberghi con bonus, l’imbucato Marino sbugiardato persino dal Papa, eccetera, eccetera. Il compagno Ingrao è morto ed i suoi eredi (allo sbando) non hanno avuto nemmeno il coraggio di ricordarlo come comunista ortodosso. “Core Ingrao” lo chiamavano una volta. Ma anche “Lin Grao”. In camera ardente hanno sussurrato  solo  che “era un poeta francescano ”. Dimenticando che quando dirigeva “L’Unità” si schierò con i tank sovietici in Ungheria. Altri tempi. E la Grecia era lontana.
ENRICO PIRONDINI

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set 29 2015

j’accuse-seicentodiciassette 29 09 2015

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J’ACCUSE – SEICENTODICIASSETTE
Lo ripeto ancora una volta, se non basasse su una tragedia, l’intero caso Iori fin dalle prime battute potrebbe passare per un testo comico, per un Grand Guignol che insiste tanto per esser macabro che alla fine sbotta il riso, e non mi riferisco solo alle numerose sfere di cristallo, il primo creatore il più volte nominato Massa Pio, che disseminano le pagine, ma alla loro inevitabilità, perché nascono da un impianto che vuol dimostrare a forza un omicidio impossibile da commettere, da chiunque!
In parole poverissime, nessuna riga diretta a spiegare i modi della morte, se fosse un omicidio non esistono, ma veramente troppo di tutto ciò che non serve, e da qui nasce il riso! Il pezzo di oggi, preso dalla memoria del Pm a Cremona, tratta i minuti dell’ultima cena, ed è la stessa memoria che cercando di spiegare l’omicidio vede Maurizio Iori prima di tutto staccare la corrente, alle 21, poi combinare tutto, la lettera, le cancellazioni della sua presenza eccetera, e tra qua e là, dopo aver stordito Claudia con lo Xanax, semincosciente, fargliene bere dell’altro.
“Lo Iori giunge a piedi verso le 20 30 a casa di Claudia” sostiene la Difesa; pronta la risposta:
“Non è dato di sapere se, in effetti, lo Iori si recò a piedi dall’Ornesi; tuttavia, mezz’ora di tempo pare un po’ troppo, essendo occorsi venti minuti di cammino a un uomo della medesima età dello Iori che ha percorso il più breve tragitto tra la casa dell’imputato e quella del delitto.”
Io spero si capisca perché scrivo di effetti comici: di fronte all’assenza totale di descrizioni precise, non: l’avrà messo eccetera, sul come si sarebbe rifilato lo Xanax, questi qua, poliziotti procuratori giudici tutti, ci vengono a raccontare di una differenza di dieci minuti su una camminata, manco fosse una gara, manco uno fosse obbligato a tirar dritto senza nemmeno guardare una vetrina, manco tutti camminassimo alla medesima velocità.
Ma ecco, non ridete, l’importanza dei dieci minuti.
“Allo Iori, conviene, dapprima, posticipare il momento del suo arrivo in via Dogali, poi dilatare la durata della sua permanenza, per rendere meno plausibile la ricostruzione delle fasi dell’omicidio eseguita con i sacchi per soffocare le vittime, non facendola collimare all’ora in cui il Fiameni percepisce odore di gas. Ed ecco allora che lo Iori, che si afferma contro ogni evidenza padre affettuoso di Livia, prima della cena e del litigio con Claudia, afferma d’aver giocato un oretta con la bimba.”
Costruzioni su costruzioni; una delle tante, Claudia resta incinta, a 40 anni, al secondo incontro di letto, l’ha ricordato in Aula proprio il Pm, e Maurizio è un Casanova, le parti assegnate sono queste; facile comprendere, non esiste solo la maternità, a fianco c’è la paternità, perché Maurizio spostasse sulla figlia la sensazione d’esser stato preso in giro; ma da qui a sostenere che, andando a trovarla ogni settimana, fosse strano giocasse un’oretta con lei, ce ne corre; eppure, alla conferma dell’omicidio serve anche questo!

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