ago 31 2015

osservazioni di un associato-duecentosessantacinque 31 08 2015

Published by at 9:04 am under cronaca cremonese,Striscia La Provincia

OSSERVAZIONI DI UN ASSOCIATO – DUECENTOSESSANTACINQUE
La pagina della Provincia fin che c’è di ieri, dedicata all’Agricoltura, spiega perfettamente agli agricoltori veri di Cremona, che abbiano la pazienza di leggerla, che il caso Libera non è un caso, è la diretta conseguenza del modo di pensare di Confagricoltura romana.
Tale Barbieri Luigi, presidente nazionale latte Conf, scrive un lungo barboso articolo che si può tranquillamente ignorare, tranne la fine, che riporto, e che gli agricoltori veri dovrebbero pesare bene, prima di scegliere l’Associazione cui appoggiarsi:
“Uno dei maggiori problemi della nostra agricoltura, che si trova a competere con quelle degli altri Paesi è la piccola dimensione delle nostre imprese. Basta demagogie e misure che distribuiscono a pioggia misere risorse che non determinano alcun miglioramento della nostra struttura produttiva. Se le nostre possibilità di sviluppo sono legate all’evoluzione dei mercati esteri, si capisce finalmente che la politica del
‘chilometro zero’ non è la soluzione della nostra agricoltura, occorre che tutte o gran parte delle risorse vengano destinate all’aggressione dei mercati esteri e per far ciò serve un unico soggetto che coordini le azioni con obiettivi chiari e misurabili e con responsabilità ben definite. Bisogna avere il coraggio di dire dei ‘no’ a richieste che soddisfano una grande platea di percettori, che permettono ad alcuni di vendere vittorie inconsistenti, per focalizzarsi su progetti e programmi che tendano a supportare le vere aziende agricole, le aziende che possono dare lavoro, sviluppo e futuro.”
Senza far nomi, è un violentissimo attacco ai Coldiretti, che definirei ingiustificato, se il motivo non fosse chiaro: i Coldiretti stanno vincendo alla grande, in ogni settore, oggi anche nella comunicazione, come si nota a Expo. E questo ci sta, Confagricoltura si difende. Ma si difenda bene, con argomenti che stiano in piedi. Quanto conti la “grandezza” del soggetto lo dimostra la trattativa sul latte, schiacciata in Italia dai prezzi di Francia e Germania, per esempio: cosa cambierebbe, se l’agricoltore medio da noi fosse 500 ettari invece che 50? poi qual è la grandezza da tutelare e la piccolezza da far sparire? in termini di macroeconomia duemila pertiche sono un’aziendina…. E come ottieni il risultato, confischi la terra?
Vittorie “inconsistenti”, perché le bandiere di Coldiretti sventolano tra i cittadini soddisfatti dell’offerta; supportare “le vere aziende agricole”, cioè le centinaia di ettari alla Guidimario, le altre si arrangino.
Il bello è che la Provincia fin che c’è, ospite generoso di sto Barbieri Luigi, presidente sezione nazionale latte di Confagricoltura, è proprietà di 2400 soci, azienda media 50 ettari, il cui fine ultimo, dall’articolo, sembra essere tagliarsi i coglioni!
Far sparire il piccolo! non farlo diventare grande, anche se rimane con due ettari, come è riuscito il Consorzio casalasco del pomodoro di capitan Voltini, che in pochi anni ha scalato le posizioni ed è terzo in Europa, 15mo nel mondo! Gli è che, in Confagricoltura, fanno carriera i Pivantonio e i Guidimario; almeno, fin che non incespicano in qualche caso strano!
E il degno suggello al pezzo del Barbieri Luigi è il titolo sotto che incorona Guidimario: –Dobbiamo vigilare sulla politica–
Il vigile……..

Cremona 31 08 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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