Archive for agosto, 2015

ago 31 2015

l’opinione di pirondini 31 08 2015

IMMIGRATI, L’ECCESSO DI BUONISMO NON PAGA. SVEGLIA!
Era ora. I signori dei Grandi Palazzi europei si stanno svegliando. Forse. Dopo aver taciuto come le scimmiette sul fenomeno della immigrazione nonostante appelli e dossier (il rapporto Unar sostiene, da tempo, che i migranti nel mondo siano più di 232 milioni,cioè una persona ogni 33, mica bruscolini) pare si stiano interessando sul serio al problema del secolo.
Ci volevano le ultime stragi a scuoterli da un torpore e da una ignavia indegni di governanti civili. E mentre scorreva il sonno generale e mafia e scafisti collegati incassavano, lorsignori fingevano di nulla. O quasi. Ci volevano questi ultimi terribili episodi – in testa i 52 migranti morti asfissiati nella stiva di un barcone nel Canale di Sicilia e quelli soffocati nel cassone di un Tir sull’autostrada austriaca – per scuoterli da una posizione che si è rivelata dannosa.
Per troppo tempo i falsi buonisti ci hanno fatto una testa così con la loro “ipocrita e mistificante generosità” (Gian Micalessin). Per mesi e mesi, in Tv e sui giornaloni, hanno usato i pancioni delle donne incinte, i sorrisi dei bimbi sbarcati da Libia e Turchia per giustificare la loro scriteriata ideologia della accoglienza. Per troppo tempo hanno chiuso gli occhi e turato il naso restando sull’albero con quell’aria un po’ così da primi della classe. Cioè del Paese.
A nulla sono valsi i campanelli d’allarme suonati da più parti da persone fuori dalle mischie e lontani dagli interessi di bottega. Da molto tempo lorsignori vengono informati che la migrazione sta diventando un fenomeno troppo grande, da prendere – subito! – per le corna. I demografi ci ripetono che questi viaggi della speranza sono di lunga durata. Secondo le previsioni, masse enormi continueranno a spostarsi da un punto all’altro del pianeta fino al 2050. Ed allora, che fare?
L’ultima idea in fatto di migranti viene dagli inglesi. Londra ha proposto una revisione del patto di libera circolazione, cioè gli accordi di Schengen. Gli inglesi dicono: accettiamo solo coloro che hanno in mano un contratto di lavoro. E sono preoccupati. In un anno hanno registrato un saldo migratorio di 329mila persone. E’ il loro massimo storico. “E’ un numero non sostenibile” ha detto Theresa May, ministro degli Interni. E siccome Teresina ha più palle lei del nostro Alfano (così sostengono i colleghi del Sunday Times con cui la lady si è confidata) è meglio non sottovalutarla. Anche perché dalla Germania pure la Merkel si sta orientando verso il varo di una politica comune nei riguardi della migrazione. Non c’è tempo da perdere.
Le masse che salgono in Europa seguono traiettorie prevedibili e non c’è modo di fermare questa marea. Qualunque cosa si decida, bisogna partire – secondo me – da questa certezza: le ondate migratorie sono inarrestabili. Non servono gli eserciti, il filo spinato, i cani, i fucili. Serve una politica unitaria. Una politica responsabile. La malavita ha già realizzato la sua unione sovrannazionale. Prendiamo il camion trovato in Austria con 71 cadaveri: targa ungherese, proprietà prima ceca e poi slovacca, immatricolazione fatta da un romeno, spalloni bulgari e ungheresi. E lungo il percorso ci sono i “mediatori” che incassano le “rate di passaggio”. Nessun migrante parte con l’intera somma. Si paga nel tragitto. Sappiamo che le banche di Salonicco, Skopje, Belgrado, Budapest sono sommerse dai soldi versati dai migranti negli sportelli turchi, libanesi, afgani. I clan controllano i flussi. I clan sono noti. E noti sono pure i loro spostamenti: I Karakafa sono a Istanbul, i Plamenov tra Sofia e Dimitrovgrad, gli albanesi di Durazzo sono finiti in Macedonia, i russi di Semion Mogilevich sono in Ungheria, i montenegrini di Belgrado sono in Puglia. La Mafia si muove, i nostri governanti (europei) molto meno. Stiamo perdendo treni importanti. Stiamo pagando anni di politiche sbagliate, anni di eccesso di buonismo e finta accoglienza. Avanti così e insieme alla Storia cambierà pure la Geografia. Le frontiere si stanno spostando. Se il Narciso e Angelino dormono ancora, presto la Libia saremo noi.
ENRICO PIRONDINI

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ago 31 2015

j’accuse-cinquecentottantotto 31 08 2015

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J’ACCUSE – CINQUECENTOTTANTOTTO
Criticare un giudice è sempre molto pericoloso: se ti querela arbitro della lite sarà un suo collega, altre soluzioni son già state escluse dalla categoria come anticostituzionali, e nessun Governo ha mai osato pensare diversamente. Ma se ti chiami Sabino Cassese qualcosa puoi, con le dovute attenzioni, la prima, scrivere in generale, evitando il sospetto di rivolgerti a un nome. Cosa che ha fatto sul Corriere il 24 agosto. L’articolo non è piaciuto neanche a me, troppi argomenti forti, di qualsiasi genere, non riescono bene in un piccolo articolo, nemmeno al più abile di noi, e a mandarlo dietro la lavagna ha provveduto il Procuratore della Repubblica di Torino, Spataro Armando, tre giorni dopo:
“Caro direttore, quando è necessaria, la sintesi può esaltare le virtù di chi scrive, ma spesso può determinare difficoltà nell’esposizione di argomenti complessi. Credo e spero che tali difficoltà – nelle quali anche chi scrive incorrerà – abbiano condizionato il professor Sabino Cassese nell’esposizione delle sue tesi sulle riforme necessarie per far funzionare la giustizia (mi riferisco al suo editoriale sul Corriere del 24 agosto). Lo ipotizzo col massimo rispetto per il professor Cassese, il cui prestigio è fuori discussione, ma del cui ragionamento, tuttavia, riesco a condividere solo pochi passi.”
Spogliato dalle formule di rito (“nelle quali anche chi scrive incorrerà” in testa), d’altronde Spataro è abituato a giudicare, Cassese si impegna ma con la scrittura rapida e concettuosa non ci prende; Spataro invece sì:
“L’editoriale in questione, peraltro, si caratterizza per l’assertività di molte affermazioni: un mero elenco di presunte disfunzioni delle giustizia le cui responsabilità vengono quasi tutte addebitate ai magistrati.”
Il giudice è il dominus del processo, mi sembra normale attribuirgli anche tante disfunzioni, non solo i meriti, ma così non fosse, il giudizio di Cassese è la risposta ai giudici, secondo i quali la colpa è di tutti, ma non loro! E va bene, sentiamo da Spataro cosa è lecito rinfacciare alla categoria:
“Condivido ciò che Cassese afferma sull’eccesso di carriere politiche e di esternazioni di alcuni. Aggiungo che sono fortemente criticabili anche quei magistrati che si propongono quali moralizzatori della società, esorbitando dai confini della loro professione, o quelli che incorrono in neghittosità inescusabili. Ma non si confondano patologia e fisiologia, né si ignori che la magistratura italiana, tra le più produttive d’Europa eccetera”
Non c’è altro. La patologia, nello svolgimento della funzione, fuori tutto sommato ciascuno è libero, è confinata a “quelli che incorrono in neghittosità inescusabili”; da notare, Spataro Armando sa scrivere, mica è un Cassese, quel “incorrono”, cioè gli capita. Ogni tanto. Ho controllato anche stamattina il sito dell’Anm, articolo di Aldo Morgigni del 9 gennaio 2015, “Le ferie giudiziarie”: sopra, la foto di un giudice, vestito in scuro come si deve, documenti sotto il braccio, che dalla strada guarda noi mezzi nudi rotolarci sulla spiaggia. Son tanto perfetti da dimenticare le ferie, e ci tengono anche a dirselo, tra loro, dato che credo si sia in pochi estranei a entrare nel sito Anm.
Spataro e il sito sono le tante dimostrazioni che ha poco senso, mirando ai risultati, discutere coi giudici i grandi principi astratti slegati dai processi veri; i giudici del caso Iori non sono extra terrestri, son giudici normali, nella media; Fischetti e Vacchiano han scritto che la pastiglia di Xanax non è stata vomitata da Livia, ma se non esiste più nella sua interezza, distrutta come loro stessi scrivono, è solo perché la Scientifica di Crema, nello spedirla a Milano, l’ha mal conservata. Forza Spataro, lei che argomenta tanto meglio di Cassese, ci convinca!

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ago 31 2015

c’è premio e premio 31 08 2015

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C’E’ PREMIO E PREMIO
Tra quello per le onde blu di corso Garibaldi e il Gran Premio Spazzatura, sarò meschino, ma preferisco il secondo: bravo Galimba, ogni tanto ne fai una buona! Da www.cremonaoggi.it:
—Cremona è tra le dieci città dove nel 2015 si è pagata la Tari più bassa d’Italia, con 1,93 euro al metro quadro. A dirlo il Creef (Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione Federconsumatori), che ha realizzato un primo report della IX indagine nazionale sui “Servizi e Tariffe Rifiuti”, in cui sono stati presi in esame gli importi della Tari 2015 nelle 90 su 104 città capoluogo che al 30 luglio hanno approvato e reso pubblici i rispettivi regolamenti e tabelle. Cremona è anche la città in cui si è verificato il maggior decremento rispetto al 2014: -17,42%—-
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ago 31 2015

guardare avanti 31 08 2015

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GUARDARE AVANTI
Forza Juve, non scoraggiarti: l’Europa ti aspetta!
Alla terza giornata, domenica 13 settembre: Juventus – Chievo. Chievo, facci sognare il triplete!
Nessun stupore, alla Juve han deciso di anticipare alle prime due giornate le sconfitte di tutto l’anno!
Inter in fuga: abbiamo sei punti di vantaggio sulla Juve!
Evra: stile Juventus, se non vinci, picchi!
Ma se la Juve in dieci, sotto di due, finisce così la partita, c’è d’aver paura. E rispetto.

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ago 31 2015

obiettivi precisi 31 08 2015

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OBIETTIVI PRECISI
Dal Corriere on line:
—Sono dimagrito di dieci chili. E sono pronto per il rientro. È una delle pochissime regole non scritte del berlusconismo a essere rimasta invariata negli ultimi vent’anni. Ogni volta che Silvio Berlusconi si sottopone a una dieta ferrea, allora vuol dire che ha in mente un ritorno sulla scena, davanti ai riflettori, le telecamere, i microfoni. Un ritorno in campo in prima persona.—- Vent’anni di politica gli hanno insegnato poco; i dieci chili non c’entrano, indispensabile invece perda quattro o cinque “amici”.
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ago 31 2015

siamo in costa smeralda! 31 08 2015

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SIAMO IN COSTA SMERALDA!
Dicono che il Berlusca sia rimasto male per il conto di Smaila, dopo la cena: seimila euro per diciotto persone. La notizia è destituita di ogni fondamento; figuriamoci, lui è abituato a donna Veronica…..

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ago 31 2015

avanti e indietro 31 08 2015

AVANTI E INDIETRO Sotto, dal Corriere on line. I Bordo Franco d’ogni paesello han subito tolto la Gran Bretagna dall’elenco dei Paesi civili cui l’Italia deve rivolgersi quando legifera. Figuriamoci poi se stabilissero che il matrimonio si fa all’antica, tra un uomo e una donna: la terza guerra mondiale…. —L’accordo di Schengen, che consente di muoversi liberamente nell’Ue – tranne che in Gran Bretagna – è responsabile della morte di centinaia di migranti che scappano dalla Siria per finire nelle grinfie dei trafficanti di esseri umani. Proprio per questo va fatto a pezzi. Così Il ministro dell’Interno britannico, Theresa May, ha scritto una letter al Sunday Times in cui, a parte le polemiche contro gli altri Paesi Ue, anticipa un nuovo giro di vite sui migranti, clandestini o regolari che siano, proprio per il successo – involontario – con cui Londra li attira. La richiesta è quella di messa al bando per chi entra nel Regno Unito senza avere un lavoro.—
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ago 31 2015

l’essenza dell’idea 31 08 2015

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L’ESSENZA DELL’IDEA
Se non può essere contraddetta, non è un’idea.

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ago 31 2015

osservazioni di un associato-duecentosessantacinque 31 08 2015

OSSERVAZIONI DI UN ASSOCIATO – DUECENTOSESSANTACINQUE
La pagina della Provincia fin che c’è di ieri, dedicata all’Agricoltura, spiega perfettamente agli agricoltori veri di Cremona, che abbiano la pazienza di leggerla, che il caso Libera non è un caso, è la diretta conseguenza del modo di pensare di Confagricoltura romana.
Tale Barbieri Luigi, presidente nazionale latte Conf, scrive un lungo barboso articolo che si può tranquillamente ignorare, tranne la fine, che riporto, e che gli agricoltori veri dovrebbero pesare bene, prima di scegliere l’Associazione cui appoggiarsi:
“Uno dei maggiori problemi della nostra agricoltura, che si trova a competere con quelle degli altri Paesi è la piccola dimensione delle nostre imprese. Basta demagogie e misure che distribuiscono a pioggia misere risorse che non determinano alcun miglioramento della nostra struttura produttiva. Se le nostre possibilità di sviluppo sono legate all’evoluzione dei mercati esteri, si capisce finalmente che la politica del
‘chilometro zero’ non è la soluzione della nostra agricoltura, occorre che tutte o gran parte delle risorse vengano destinate all’aggressione dei mercati esteri e per far ciò serve un unico soggetto che coordini le azioni con obiettivi chiari e misurabili e con responsabilità ben definite. Bisogna avere il coraggio di dire dei ‘no’ a richieste che soddisfano una grande platea di percettori, che permettono ad alcuni di vendere vittorie inconsistenti, per focalizzarsi su progetti e programmi che tendano a supportare le vere aziende agricole, le aziende che possono dare lavoro, sviluppo e futuro.”
Senza far nomi, è un violentissimo attacco ai Coldiretti, che definirei ingiustificato, se il motivo non fosse chiaro: i Coldiretti stanno vincendo alla grande, in ogni settore, oggi anche nella comunicazione, come si nota a Expo. E questo ci sta, Confagricoltura si difende. Ma si difenda bene, con argomenti che stiano in piedi. Quanto conti la “grandezza” del soggetto lo dimostra la trattativa sul latte, schiacciata in Italia dai prezzi di Francia e Germania, per esempio: cosa cambierebbe, se l’agricoltore medio da noi fosse 500 ettari invece che 50? poi qual è la grandezza da tutelare e la piccolezza da far sparire? in termini di macroeconomia duemila pertiche sono un’aziendina…. E come ottieni il risultato, confischi la terra?
Vittorie “inconsistenti”, perché le bandiere di Coldiretti sventolano tra i cittadini soddisfatti dell’offerta; supportare “le vere aziende agricole”, cioè le centinaia di ettari alla Guidimario, le altre si arrangino.
Il bello è che la Provincia fin che c’è, ospite generoso di sto Barbieri Luigi, presidente sezione nazionale latte di Confagricoltura, è proprietà di 2400 soci, azienda media 50 ettari, il cui fine ultimo, dall’articolo, sembra essere tagliarsi i coglioni!
Far sparire il piccolo! non farlo diventare grande, anche se rimane con due ettari, come è riuscito il Consorzio casalasco del pomodoro di capitan Voltini, che in pochi anni ha scalato le posizioni ed è terzo in Europa, 15mo nel mondo! Gli è che, in Confagricoltura, fanno carriera i Pivantonio e i Guidimario; almeno, fin che non incespicano in qualche caso strano!
E il degno suggello al pezzo del Barbieri Luigi è il titolo sotto che incorona Guidimario: –Dobbiamo vigilare sulla politica–
Il vigile……..

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ago 31 2015

dire e fare 31 08 2015

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DIRE E FARE
Enorme è in città lo sdegno per l’imposizione agli industriali di Cremona, che si sono piegati: ritirate la candidatura di Maurizio Ferraroni alla presidenza della Fiera, deve essere riconfermato il nostro amico Pivantonio, sennò il gruppo Arvedi esce dall’Associazione. Ma una piccola e significativa risposta c’è, per noi sdegnati: quando incontriamo per strada Arvedi Giovanni e Caldonazzo Mario, cambiamo vistosamente marciapiede; quando organizzano la loro cultura al Museo del Violino, evitiamo di farci vedere: la loro cultura di vita ci fa schifo!

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