lug 31 2015

j’accuse-cinquecentocinquantasette 31 07 2015

Published by at 5:02 pm under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – CINQUECENTOCINQUANTASETTE
Il pericolo che Maurizio Iori inquini le prove, per cui è meglio incarcerarlo in attesa della condanna, è grottesco, considerato il trattamento che le prove han subito nei due processi: sfere di cristallo, Dna che balla meglio che in una lap dance, gas sacchettocomandato e via dicendo; tuttavia per il dottor Gip, che ha convalidato l’arresto, è così, ed ecco:
“Ipotesi attinenti al pericolo di inquinamento probatorio, apparendo non improbabile un comportamento dell’indagato – una volta avuta conoscenza della pendenza del procedimento penale a suo carico – volto ad interferire con l’attività d’indagine, intervenendo per condizionarne la condotta nei confronti delle persone le cui conversazioni telefoniche sono state intercettate, le quali, avendo parlato fra di loro di circostanze rilevanti per la ricostruzione dei fatti (si pensi soltanto alle telefonate, già messe in rilievo, della ex moglie che ripetutamente ha detto ai suoi interlocutori che la sera del 20 luglio Iori Maurizio era a cena a casa di Ornesi Claudia), dovranno essere escusse al fine di un completo accertamento del reato oggetto del presente procedimento.”
Le persone “escusse”, scusate cari lettori: “escusse”, ma in Tribunale si parla così, in nome del popolo italiano, sono la ex moglie divorziata e i parenti di Claudia Ornesi; a noi immaginare la voglia anche solo di parlare con Iori, figuriamoci cambiare parere perché lo chiede lui! Ma questo è ancora niente: dopo due processi e 200 duecento pagine di motivazioni non c’è ancora una riga che spieghi, aspettiamo le parole della Cassazione, come sia possibile rifilare di nascosto in pochi minuti quasi a digiuno una quantità tale di Xanax da spedire in stato di intossicazione acuta, ed ecco i timori del dottor Gip:
“Si rendono inoltre necessari ulteriori approfondimenti per ricostruire con maggiori dettagli la dinamica omicidiaria.”
E qui rischia di scapparci un: finalmente! ora ci spiegheranno la via dello Xanax! ma invece, noi illusi che siamo:
“Ad esempio importante, come rileva il Pm, sarà l’acquisizione e la verifica di tutti i personal computer nella disponibilità dell’indagato, per accertare se lo stesso ha effettuato delle ricerche attraverso la rete internet per individuare la tipologia di sostanza venefica da utilizzare e dove acquistarla. Tali circostanze ingenerano il concreto pericolo che l’indagato, qualora resti libero, possa continuare ad avere contatti col proprio ambiente familiare e di lavoro volti a inquinare le fonti di prova ed a tenere altre condotte miranti ad occultare elementi di prova rilevanti non ancora acquisiti.”
La fiaba di un Maurizio Iori, chirurgo di grande esperienza e valore, che cerca su internet il veleno per uccidere e si frega le mani soddisfatto per lo Xanax, ha tenuto in in Appello: ora, per non pensare ciò che non vorremmo mai della magistratura, non ci resta che la Cassazione.
Un avvocato molto bravo e di lungo corso m’aveva detto: ogni tanto capita, la Giudiziaria si fa un’idea, la passa alla Procura, piace e via via rischia di piacere anche alle Corti….

Ceriana 31 07 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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