Archive for maggio, 2015

mag 30 2015

successi e conferme 30 05 2015

SUCCESSI E CONFERME
Forse avevo criticato troppo in fretta Zanolli Pennadoro Vittoriano, quando in uno dei suoi più celebri Punto, 28 settembre 2014, aveva scritto:
“Violini e vacche sono gli elementi che maggiormente caratterizzano la città del Torrazzo, qualificandola nel mondo.”
Pennadoro è semplicemente un buon messaggero: Pivantonio, alla testa di CremonaFiere, dopo aver portato le vacche a Smirne, Turchia, ha presentato MondoMusica alla direttrice del Conservatorio, Seniz Duru, che si è detta molto interessata, scrive il Vascello on line di Antonio Leoni, e vuole studiare possibili collaborazioni.
Magari serve a dimostrare che la Turchia è un Paese civile e può essere accolta nell’Unione Europea! Grande Pivantonio, troppo sottovalutato a Cremona, ma del resto nessuno è profeta in patria!

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mag 30 2015

i troppo buoni 30 05 2015

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I TROPPO BUONI
Per la stima che ho di Guido Salvini, uomo e giudice vero, la massima critica che mi permetterei sarebbe: non sono d’accordo. E nulla più. Ho letto abbastanza per capire che pensa del suo ruolo: orgoglio per la nobile professione che svolge, piena coscienza di vivere in mezzo agli altri, che possono farti vedere ciò che non avevi nemmeno sospettato.
Così, nel dubbio, assolve Deo Fogliazza, per me una cara persona, dall’accusa di aver diffamato Aldo Protti, ma non può fare a meno di chiedere il processo per Paolo Zignani, per questo motivo:
“In tale breve articolo, che pur non contiene riferimenti alla strage del colle del Lys ma solo genericamente a “rastrellamenti”, il “combattente fascista Aldo Protti” è riportato alla categoria dei “delinquenti”, definito “ un vigliacco che ha nascosto il suo passato” e “una carogna di guerra”. Si tratta all’evidenza di pure e semplici contumelie, solo “alleggerite” in un paio di passaggi dall’espediente giornalistico della domanda retorica, che appaiono rappresentare una gratuita offesa all’uomo e travalicare il limite della continenza che qualsiasi critica deve rispettare e che sono in più aggravate dalla diffusività del mezzo usato.”
Ecco il commento di Deo, affidato a www.cremonaoggi.it:
“Mi spiace che per il giornalista Paolo Zignani la pratica non sia stata archiviata e gli auguro di poter dimostrare, in giudizio, la propria innocenza rispetto al capo di imputazione.”
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mag 30 2015

il costituzionalista 30 05 2015

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IL COSTITUZIONALISTA
Michele Ainis, se riuscite a sopportarlo tutto cercatelo sul Corriere, in carta ieri, oggi ancora on line. Il colpo di genio, il suo naturalmente, alla fine:
“D’altronde quest’esito è già iscritto nelle tavole costituzionali. I nostri costituenti furono lungimiranti, definendo la famiglia una società naturale. Significa che il diritto rinunzia a definirla, affidandosi all’esprit du temps, allo spirito dei tempi. Che è uno spiritello un po’ paradossale, se è vero che i gay sono rimasti gli unici ad aver ancora voglia di sposarsi.”
Questo Trissotin della nostra epoca; e se l’esprit du temps, in Parlamento, gli boccia il matrimonio strano, che argomenti tira fuori dalla sua lungimiranza?

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mag 30 2015

osservazioni di un associato-centosettantadue 30 05 2015

OSSERVAZIONI DI UN ASSOCIATO – CENTOSETTANTADUE
E la lettera ricevuta ieri si conclude con un: “a proposito, un amico confagricolo dopo la ‘vittoria’ al Consorzio sta preparando anche il ribaltone in via Bergamo 292.”
Cosa vorrà mai dire?
Ma io amo il chiaro e concreto. Capitan Voltini, un uomo, una parola! l’aveva promesso, e all’ultimo consiglio del Consorzio l’ha confermato: dal primo giugno una società di revisione, seria, si mette a controllare i bilanci. D’accordo la maggioranza, i tre nuovi della Libera, non quello vecchio, chissà perché; il direttore generale, mi dicono, muto e orecchie bassissime, a mo’ di cocker. Altra soffiata: don Ernesto celestino, saputa la notizia, quasi non si alza più dalla tazza, se proprio deve scendere in città a sbrigare faccende si porta dietro la paletta e il sacchetto per il cane, ma non il cane….e l’amico Pivantonio gli avrà preparato in Fiera, fin che capitan Voltini non lo scrosta anche da lì, una stanzetta alla bisogna accanto alla sala del consiglio?
Ma sinceramente non capisco tanta apprensione per i conti del Consorzio, che alla fine nonostante una cinquantina di milioni di debito è sostanzialmente sano, nel senso che ha mezzi strutture uomini per andare avanti; poteva aver più soldi, questo è vero, ma se io fossi un socio Libera non dormirei per i conti Libera, non del Consorzio, e se poi fossi un pivantonino non mi preoccuperei di quel che scrive Flaminio Cozzaglio, ma del fatto che purtroppo scrive la verità. Da mesi. Tutti i giorni.
Venerdì 12 giugno, alle 9, assemblea ordinaria per la presentazione dei bilanci; approvati religiosamente, dalle 10 30 possono entrare gli eventualmente interessati, come me. E ci sarò, così potremo conoscerci di persona, oltre che di lettura. Due chiacchiere. Io mi auguro che i soci agricoltori veri, quelli che dividono fraternamente la giornata col trattore, non vogliano adeguarsi ai Pivantonio don Ernesto celestino damigelli in genere eccetera, applaudendo ogni suono che emettono, ma che facciano tutte le domande di questo mondo perché alla fine la situazione finanziaria del Gruppo sia chiara a loro come a me, che la scrivo da mesi. Se il mio augurio va a buon fine, o i damigelli scappano a gambe levate ben prima delle 10 30, o se resistono decidendo di rispondere, noi esterni entreremo, se va bene, nelle prime ore del pomeriggio!
Solo spiegare onestamente la situazione della Provincia fin che c’è, e l’incredibile difesa a oltranza della poltrona di Zanolli Pennadoro Vittoriano, porterà via ore su ore.
Due notizie un po’ gossip, per chiudere. Pivantonio è uomo d’onore e paga i debiti: anche ieri grande articolo e foto sulla Provincia fin che c’è per Rivoltini Massimo, per non ricordo più quale nuova scoperta dell’America; il sostegno per la conferma in Fiera va pagato; certo, Rivoltini Massimo deve calcolare che succede quando Pivantonio e la Provincia fin che c’è, tra breve, spariscono, mentre i cremonesi ricorderanno bene chi lui ha sostenuto, e lo dimenticassero, ci penso io a ricordarlo, per qualche anno. Come da anni ricordo la persecuzione, 130 centotrenta pezzi sulla Provincia fin che c’è diretta da Zanolli Pennadoro Vittoriano, contro il galantuomo Umberto Lonardi, che preferì consegnare Palazzo Fodri ai cremonesi invece che agli amici degli amici degli amici di Pivantonio: a che servirebbe altrimenti la proprietà di un giornale!
La seconda. Quando avvicinate don Ernesto Folli, che abita a Zanengo in via Folli, attenti alle parole: il don lo accetta, da che abita, per l’appunto, in via Folli, segno evidente di nobiltà; ma evitate di aggiungere “celestino”, s’incazza come un treno, mi dicono, lui è un superlativo con l’abbronzatura giusta e la evve moscia, non un diminutivo del Celeste Formigoni!

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mag 30 2015

gli impresentabili 30 05 2015

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GLI IMPRESENTABILI
Non capisco lo stupore verso la Bindi e la sua lista: sono anni che lo Stato permette ai centri sociali di far la stessa cosa!

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mag 30 2015

la preparazione psicologica di allegri 30 05 2015

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LA PREPARAZIONE PSICOLOGICA DI ALLEGRI
Strategia: non preoccupatevi di Messi e Neymar, tanto segnano da soli.
Tattica: a cinque minuti dalla fine, sullo 0 a 12, morsicate pure Suarez.

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mag 30 2015

dire e fare 30 05 2015

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DIRE E FARE
Enorme è in città lo sdegno per l’imposizione agli industriali di Cremona, che si sono piegati: ritirate la candidatura di Maurizio Ferraroni alla presidenza della Fiera, deve essere riconfermato il nostro amico Pivantonio, sennò il gruppo Arvedi esce dall’Associazione. Ma una piccola e significativa risposta c’è, per noi sdegnati: quando incontriamo per strada Arvedi Giovanni e Caldonazzo Mario, cambiamo vistosamente marciapiede; quando organizzano la loro cultura al Museo del Violino, evitiamo di farci vedere: la loro cultura di vita ci fa schifo!

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mag 29 2015

j’accuse-quattrocentonovantaquattro 29 05 2015

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J’ACCUSE – QUATTROCENTONOVANTAQUATTRO
Un po’ di pazienza per il lettore che abbia la fortuna di non praticare le Aule di giustizia, e che quindi si annoia a scorrere i verbali, ma considero troppo importante render noti i passi significativi delle udienze del processo Iori, su cui il giudice, codice alla mano, avrebbe dovuto basarsi per la sentenza. Alla fine, insieme, tireremo le somme. Oggi è il turno dell’avvocato Cesare Gualazzini e del dottor Massimiliano Capra, entrambi Difesa:
Gualazzini – Grazie. Allora, dagli atti lei avrà visto che il medico del 118 ha effettuato la digitopressione sulle macchie ipostatiche presenti sul corpo di Ornesi Claudia, questa operazione di digitopressione effettuato ovviamente indossando i guanti in nitrile perché, il medico gli aveva addirittura già su prima di entrare in casa com’è stato chiarito, questa operazione comporta in sé la possibilità di trasferimento di Dna, cioè le parti del cadavere su cui potevano essersi formate le macchie ipostatiche hanno caratteristiche tali da consentire un rilascio di Dna che si possa depositare sui guanti con ciò che segue?
Capra M. – Allora, diciamo che la manovra che ha fatto il collega medico legale che è intervenuto per verificare l’improntabilità dell’ipostasi è una manovra che viene fatta in tutti i casi, è una delle principali manovre per cui in tutti i casi c’è il medico legale o chi per essa impronta, per verificare se queste impronte sono… se queste ipostasi sono improntabili o meno. Dopodiché in linea generale, ripeto, io nel caso specifico
non c’ero, non sono intervenuto, la persona non mi sembra che avesse delle lesioni, se uno va a vedere se le ipostasi sono improntabili dove la persona ha rigurgitato chiaramente si imbratterà di più, se lo fa sulla schiena, su una zona che apparentemente è pulita, il quantitativo di materiale che puoi recuperare è talmente infinitesimale tale da escludere un possibile trasferimento mediato. Se io mi metto le mani in bocca allora ovviamente, raccolgo sicuramente più materiale ma toccando
la schiena di una persona non raccolgo così materiale.————————————–
Sosta ai box. Nessun consulente l’ha detto, la Corte di Cremona non ha chiesto spiegazioni, e in sentenza ci troviamo che il Dna di Claudia è finito sul blister di Xanax trasportato dal medico che aveva eseguito la digitopressione: potenza del potere!
Gualazzini – Lei avrà notato dagli atti che la bambina aveva del rigurgito più o meno condensato sulle labbra ed aveva anche le guance, lo si vede anche dalle foto, imbrattate di rigurgito.
Capra M. – Sì.
Gualazzini – Ora risulta dagli atti che alla bambina è stata applicata la maschera nel tentativo estremo di suscitare in lei una scintilla di vita, sempre ad opera – operazione compiuta – dello stesso medico del 118. Il toccare un viso con tracce di rigurgito è una manovra che può provocare il rilascio e quindi, il caricamento sui guanti di Dna?
Capra M. – L’ho detto prima, ripeto non lo sapevo che mi faceva poi questa successiva domanda, è ovvio se metto le mani in bocca ad una persona raccolgo più materiale che se tocco la persona sulla fronte.
Presidente – Bisognerebbe avere le immagini precise di tutti i contatti, e quindi, non si può dire niente di preciso.
Capra M. – Però…
Presidente – Se tocca gli occhi, i capelli, se li gira, se non li gira.
Capra M. – … no, molte volte, ma siccome molte volte avvengono, vengono fatte delle riprese quando è un… di solito vengono fatte quando è un omicidio classico, ed allora subito i Carabinieri…———————————————————————
Il Presidente Massa Pio si tira la zappa sui piedi: “non si può dire niente di preciso.” Allora perché, scrivendo la motivazione, pagina 55, spiega: “Il dottor Lupi può essere stato pertanto l’involontario trasportatore di tracce biologiche della Ornesi su un blister da lei mai adoperato”.

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mag 29 2015

al cuore 29 05 2015

AL CUORE
Dal Corriere di ieri:
“Quel giorno, fra i pini abruzzesi di Ripe di Civitella, Salvatore Parolisi colpì sua moglie Melania 35 volte e la lasciò agonizzante nel boschetto. Fu ‘delitto d’impeto’, fu ‘furia omicida’, fu ‘parossistico furore’. Ma non fu crudeltà, ha deciso la Corte d’Assise d’Appello di Perugia. Scelta in linea con i rilievi fatti lo scorso anno dalla Cassazione che, confermando la responsabilità di Parolisi, aveva chiesto di rideterminare la condanna sulla base di una considerazione che appare sorprendente: ‘la mera reiterazione dei colpi inferti non può determinare la sussistenza dell’aggravante dell’aver agito con crudeltà’. Domanda: possibile che non ci sia crudeltà in 35 coltellate? I supremi giudici la spiegano tecnicamente così: sì, se tale azione non eccede i limiti connaturali rispetto all’evento preso di mira….non esiste cioè un limite numerico di colpi oltre il quale l’omicidio può dirsi aggravato dalla crudeltà, essendo necessario l’esame delle modalità complessive….”
Tecnicamente, Parolisi avrebbe lasciato morire dissanguata la povera Melania, moglie, e madre di sua figlia………
Anche voi, cari lettori, spero siate presi come me da una forma di asfissia a leggere un passo del genere. Ma ritempriamoci, ci sono anche altri giudici:
“In sostanza quindi Fogliazza non accusa esplicitamente Protti di aver partecipato alla strage o a violenze durante rastrellamenti ma “accosta” la sua presenza a quello che era avvenuto in quei giorni nella valle1, traendone argomenti per attaccare duramente la decisione del Consiglio comunale. Non vi sono offese dirette alla persona e più che altro si legge nell’intervento l’espressione di un forte dissenso politico ed ideologico, certamente legato, sul piano personale, anche al ruolo ricoperto dal padre in quel periodo e proprio nella zona toccata dalla strage. Ne consegue che in relazione alla sua posizione deve essere accolta la richiesta di archiviazione presentata dal Pubblico Ministero tenuto anche conto che le indagini svolte hanno comunque consentito di offrire a tutti una maggiore chiarezza sui fatti sui quali si è tanto dibattuto.
Del tutto diversa è la posizione di Paolo Zignani in relazione all’articolo a sua firma apparso il 6 maggio 2012 sul sito Quaderni Corsari e la richiesta di archiviazione nei suoi confronti presentata dal Pubblico Ministero è tutt’altro che convincente. In tale breve articolo, che pur non contiene riferimenti alla strage del colle del Lys ma solo genericamente a “rastrellamenti”, il “combattente fascista Aldo Protti” è riportato alla categoria dei “delinquenti”, definito “ un vigliacco che ha nascosto il suo passato” e “una carogna di guerra”. Si tratta all’evidenza di pure e semplici contumelie, solo “alleggerite” in un paio di passaggi dall’espediente giornalistico della domanda retorica, che appaiono rappresentare una gratuita offesa all’uomo e travalicare il limite della continenza che qualsiasi critica deve rispettare e che sono in più aggravate dalla diffusività del mezzo usato. In relazione ai contenuti dell’articolo di Paolo Zignani non vi sono altre indagini da svolgere e di conseguenza deve essere ordinata al Pubblico Ministero la formulazione dell’imputazione per il reato di diffamazione in danno di Aldo Protti.”——————-
Esser processati non è mai un piacere, ma capitasse, meglio i giudici là in alto, Cassazione compresa, o il nostro Guido Salvini, sotto, che purtroppo ci ha lasciati per tornare a Milano? Domanda superflua, immagino…..

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mag 29 2015

osservazioni di un associato-centosettantuno 29 05 2015

OSSERVAZIONI DI UN ASSOCIATO – CENTOSETTANTUNO
Mentre la Real Coldiretti Cremona, capitano Paolo Voltini, a centrocampo Tino Arosio, osservatore esterno Costantino Vaia, si batte per tutti gli agricoltori della Val Padana, domenica sette giugno dalle 9,30 alle 19, piazza Stradivari, Mercato di Campagna Amica, cioè da chi fatica la terra a chi mangia, non da chi ricicla dall’estero cibi in regola solo con la legge, la Libera di Cremona è letteralmente spaccata in due: chi comanda se la fa addosso dalla paura in vista dell’assemblea dei soci del 12 giugno, chi fatica la terra, cioè la maggioranza, guarda con malcelata invidia al dinamismo dei colleghi Coldiretti.
Tanto per farmi capire, dalla lettera che ho appena ricevuto, oggi:
“Caro Flaminio, non solo metterei mi piace alla tua pagina, ma ti stringerei la mano e ti pagherei una cena, ma se solo comparisse il mio nome….sarebbero cazzi!! miei purtroppo. Consolati con la consapevolezza di aver il merito di aver aperto gli occhi a tutta la città, pensa solo che gente lontanissima dal mondo agricolo, ha scoperto ste magagne grazie al tuo blog, e tutti i giorni si collegano per cercare novità e rendersi conto in che cesso di sistema viviamo.”
Questo amico agricoltore è, evidentemente, “ricattabile”, basta sia esposto con le banche e la vendetta non tarderebbe, ma non tutti i colleghi sono nella stessa condizione: basta che una decina, il 12 giugno, facciano le domande che riguardano la loro Associazione e i loro diritti, e in caso di “melina” insistano: io di qui non mi alzo fin che tu damigello non hai risposto, che il damigello cambi colore ogni venti secondi, alla ricerca di una possibilità che non esiste, perché i numeri hanno una caratteristica: si possono contare, stretto com’è tra Scilla e Cariddi: o racconta balle, ma ormai i soci i numeri li sanno da me, o dice tutti i numeri, solo i numeri, nient’altro che i numeri, dopo di che, non avendo fatto nulla di nulla da ottobre a oggi per migliorarli, non gli resta che una scelta, le dimissioni..
Picchiate sui conti del giornale, amici agricoltori veri: sei milioni persi solo nel 2013/14, oltre a quelli degli anni prima, inizio del 2015 da tragedia; insistete: perfino fra i dilettanti se la squadra perde sempre l’allenatore se ne va, qui invece, state seri mi raccomando, affidano a Zanolli Pennadoro Vittoriano, il primo responsabile dopo Pivantonio, il compito di programmare i prossimi due anni, senza aver nemmeno il sospetto che a due anni non si arriva!
Pubblicità, roba da spararsi: ma chi pagherebbe per andare su un giornale che ogni giorno perde copie, da anni!
Amici agricoltori veri della Libera, cioè la maggioranza, ricordatevi che il Gruppo ha sempre retto, come immagine, sul giornale, come soldi, sul giornale: tiratene fuori le conseguenze che lorsignori non gradiscono.
Lorsignori sono incazzati di brutto con me perché scrivo la verità, che loro nascondono perfino ai soci padroni; sta a voi, il 12 giugno, tirargliela fuori.

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