Archive for aprile, 2015

apr 30 2015

un giudice davvero scomodo-diciassette 30 04 2015

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UN GIUDICE DAVVERO SCOMODO – DICIASSETTE
Già il titolo del paragrafo: “Serve recuperare i giudici sottoutilizzati”, cent’anni fa gli sarebbe costato una sfida a duello, ma oggi a Guido Salvini va meglio, tra il procedimento disciplinare che gli dà visibilità, o il silenzio, è chiara la scelta dei suoi “amici”.
—Le statistiche dicono che i maggiori rallentamenti dei processi si verificano nel secondo grado ma nessuno ha il coraggio di ritoccare l’Ordinamento riducendo da tre a uno i giudici d’appello recuperando così centinaia di magistrati. Eppure già oggi la maggioranza dei processi di primo grado è celebrata da un giudice singolo e non si comprende perché servano tre per rivedere il nome di uno. Forse il silenzio su questo argomento, rotto solo dalle proposte di Nordio e Pisapia, nasconde il timore che anche in appello, luogo non certo usurante, si debba lavorare di più. E’ solo, questo, un cattivo pensiero?

Cremona 30 04 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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apr 30 2015

beata innocenza 30 04 2015

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BEATA INNOCENZA
Io son rimasto alla Cappella Sistina, dove se una buona guida mi spiega le figure capisco quasi tutto, e ho difficoltà a decifrare le espressioni moderne di un simpatico giovanottone come Fabrizio Merisi; mi piacciono i suoi colori, le linee…..
Ma se tutto è messo in un’atmosfera incantata, via Janello Torriani, l’atelier dei fratelli Mascarini, figli d’arte, Fabrizio che si fa in quattro a salutare tutti, Marco Tanzi che non ha bisogno dell’avviso: breve e chiaro, e è pure spiritoso, musica canto e bollicine di Paolo&Gentilia e tanta gente, allora mi sento un artista anch’io!

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apr 30 2015

capitan voltini, per amici e ammiratori, io fra i tanti 30 04 2015

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CAPITAN VOLTINI, PER AMICI E AMMIRATORI, IO FRA I TANTI 
Signor Presidente, le chiedo la parola per un breve intervento che è dovuto per il rispetto che dobbiamo alla Coldiretti e a tutti gli agricoltori cremonesi, dopo le dichiarazioni rilasciate dal Presidente della Libera domenica a LA PROVINCIA, a proposito del rinnovo cariche del Consorzio Agrario. Dopo essersi domandato come abbiano fatto i soci della Libera a vendere il Consorzio, votando la lista di Coldiretti, aggiunge “vorrei capire per quanti denari lo hanno fatto”. Forse il Presidente della Libera non si rende conto della portata e della gravità delle sue affermazioni. Le chiedo pertanto di rettificare le sue dichiarazioni diffamatorie per evitare che siano altri a doverlo imporre. Le ricordo che il consenso che abbiamo ricevuto nelle assemblee parziali ci è stato dato da tutti i nostri soci e da altri agricoltori che – pur non essendo soci nostri – hanno condiviso la nostra richiesta di cambiamento. Noi non abbiamo cercato voti, ci siamo presentati con la nostra faccia pulita. Alla sua domanda se il potere e i soldi alla fine prevalgono su tutto, io rispondo che non solo a questa logica non credo, ma che questa logica noi la contrastiamo, la combattiamo, la denunciamo perché non fa parte del nostro Dna, non fa parte dell’educazione che abbiamo ricevuto. Non compriamo nessuno, né oggi né mai. Semmai domandiamo se qualcuno ci può dire chi ha incaricato le persone che in questi giorni hanno contattato i nostri delegati proponendogli cose che per riservatezza non possiamo dire in cambio del voto alla lista della Libera. Quel che sappiamo – e assicuro che è tanto – non lo lasceremo nel cassetto. Faccio questo intervento perché noi, ma soprattutto i nostri soci, oggi rappresentati dai nostri delegati pretendono il rispetto, perché sono persone oneste, che non si fanno comprare. A questo proposito io e i miei colleghi delegati della Lista per il rinnovamento abbiamo sottoscritto una dichiarazione che ora leggo e che consegneremo al Segretario di questa assemblea affinché sia messa a verbale di questa assemblea. Sul Consorzio Agrario ne sono state dette di cotte e di crude, cose violente, menzogne, falsità, interpretando – senza neppure sentirci – quello che vorrebbe fare la Coldiretti. E’ stato addirittura fatto terrorismo psicologico sui dipendenti del Consorzio che preoccupati chiedono ai nostri soci se è vero che sono in forse i loro posti di lavoro. A chi lavora al Consorzio diciamo di stare tranquilli. Abbiamo anche letto, sempre sulla Provincia, che se dovesse andare a Coldiretti “il nostro Consorzio è a rischio”. Intanto diciamoci una volta per tutte che il Consorzio non è vostro, è dei soci agricoltori. Fateci sapere poi se è concesso che alla guida del Consorzio di Cremona possa andarci qualcuno che non sia della Libera. Rispediamo al mittente anche l’allarme che il Consorzio Agrario di Cremona diventi il salvagente per altri Consorzi in gravi difficoltà. Questa è pure propaganda che è appartenuta – grazie a Dio – ad altri momenti della storia. Noi vogliamo solo rilanciare il Consorzio Agrario di Cremona perché diventi sempre più uno strumento al servizio di tutti gli agricoltori e non solo di alcuni. E vogliamo rassicurare tutti. Vogliamo bene al Consorzio Agrario di Cremona, vogliamo valorizzarlo, rilanciarlo, sappiamo che è un patrimonio di tutti gli agricoltori ed è l’esito di tanti sacrifici che i nostri padri hanno fatto. Queste cose avremmo avuto il diritto di poterle esprimere anche sul quotidiano del nostro territorio così come avviene ovunque in una situazione di democrazia informativa. Ma ci è stato e ci è impedito dall’editore della Provincia che è, come tutti sapete, anche il Presidente della Libera. Auguri al Consorzio Agrario e speriamo, finalmente, da domani il nuovo Consiglio possa lavorare in un clima rasserenato. 

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apr 30 2015

j’accuse-quattocentosessantacinque 30 04 2015

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J’ACCUSE – QUATTROCENTOSESSANTACINQUE
Avanti con la dimostrazione che, se lo desidera, il giudice è padrone del processo. Logica vorrebbe, soprattutto quella processuale, che se si discute di omicidio si raccolgano prove e si ascoltino testi che possano chiarire l’accaduto, non se la primavera scorsa fosse stata più piovosa del consueto. Non avendo prove che ci fu omicidio, ancor meno l’avesse commesso Maurizio Iori, si tratta allora di cercare il ”resto”, cioè Iori è persona tanto malvagia che l’omicidio potrebbe averlo commesso, e quale miglior conferma di una moglie con cui si è divorziato male?
Che gioca bene il ruolo per cui è stata chiamata, il marito una volta le mise le mani al collo, neanche un soldo al momento della separazione, nonostante le visite in “nero” eccetera, attaccato alla mamma tanto da rovinare il matrimonio, puttaniere con l’auto della seconda moglie, uno dei peggiori uomini della Val Padana, se non fosse che al momento della deposizione della ex moglie, il “mostro” era già passato sotto l’osservazione dello psicologo del carcere che l’aveva giudicato normale e con tasso aggressività vicino allo zero. Ammesso dalla Corte questo genere di teste, che può rispondere la Difesa? Ecco l’esame dell’avvocato Marco Giusto:
Presidente – Prego, la difesa Avvocato Giusto.
Avv. Difensore, Giusto – Io volevo soffermarmi un po’ sulla questione della separazione consensuale, perché è stato detto che è stata fatta una separazione consensuale senza un assegno per i figli, a me però consta che questa separazione presumesse sostanzialmente una divisione esattamente al minuto su un campione
di 14 giorni con un identico periodo di trascorrenza di tempo dei figli con la mamma e con il papà, è esatto?
Testimone, G.G. – È esatto.
Avv. Difensore, Giusto – Quindi, in sostanza i due genitori essendo entrambi muniti di congruo reddito erano in grado di provvedere ai figli quando i figli stavano con ciascuno di loro?
Testimone, G.G. – Avvocato, il congruo reddito bisogna verificarlo con…
Presidente – Ci dica allora, approfittando dell’Avvocato, cioè le condizioni non le abbiamo capite quali sono economiche, separazione ed il divorzio così ce le dice subito?
Testimone, G.G. – Separazione il cinquanta per cento del tempo i bambini stavano con me…
Presidente – Economiche?
Testimone, G.G. – … economiche? Ognuno pensa per sé.
Presidente – Quindi, nessuna corresponsione?
Testimone, G.G. – Nessuna corresponsione.
Presidente – Sia separazione che in divorzio?
Testimone, G.G. – Sia separazione che divorzio.
Presidente – Bene!
Avv. Difensore, Giusto – In realtà mi permetto di rilevare che non è assolutamente così, perché mi consta che la Dottoressa G.G. percepisse dalla Gama (proprietà di Iori, n.d.r.) uno stipendio mensile di 3 mila e 600 euro durante il periodo di separazione, è esatto come retribuzione?
Testimone, G.G. – Io come netto di 2 mila euro nette al mese sì, per tre anni.
Avv. Difensore, Giusto – E questo accordo era stato consensuale, mi pare, all’accordo della separazione?
Testimone, G.G. – Questo è stato un accordo consensuale al momento della separazione senza tener presente che, gli introiti del Dottor Iori erano molto diversi dai 2 mila euro netti che io ho percepito per tre anni.
Avv. Difensore, Giusto – Mi consta anche che lei sempre nell’ambito della separazione abbia avuto in uso un immobile per sé e per i suoi figli in comodato gratuito, è esatto?
Testimone, G.G. – È esatto.
Avv. Difensore, Giusto – È vero anche che nonostante il testo della separazione non lo prevedesse le condizioni concrete poste in essere volontariamente dal Dottor Iori prevedevano che lui pagasse tutte le utenze relative a questo immobile?
Testimone, G.G. – Non tutte le utenze ma le utenze relative alla luce, al gas ed all’acqua.————————————————————————
L’ex moglie divorziata male G.G. dichiara al Presidente della Corte di non aver ricevuto soldi in conto separazione da Iori il Malvagio; interrogata da Marco Giusto, che conosceva per filo e per segno i fatti, deve ammettere che Iori il Malvagio le pagava fin le bollette, escluso forse il condominio. Non dico un ammonimento formale, neanche un segno di insofferenza del Presidente Massa Pio, quello della sfera di cristallo, per il tentativo di ingannarlo: avete idea perché, lettori cari?

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apr 30 2015

flash dal consorzio 30 04 2015

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FLASH DAL CONSORZIO
Capitan Voltini ha preso i voti, quelli buoni: 63 e vittoria!
Anche donna Reverberi ha preso i voti: quelli di clausura!
Damigel Filippini vaga alla ricerca dei 211 soci perduti, non trova dove se li è messi.
Don Ernesto celestino è certo: merito dei sei anni della mia presidenza!
Pivantonio ha spedito in tutta fretta donna Paola a riaprire il bidone di vaselina…..
Guidimario è stupito: com’è successo, eppure io sono tanto intelligente……

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apr 30 2015

contro l’expo 30 04 2015

CONTRO L’EXPO
Il pezzo sotto è dal Corriere on line e mi dà un’idea: perché una volta catturati non chiuderli in una gabbia assieme all’Isis, e se la vedano tra loro, come un tempo i gladiatori?
—L’accordo è stato siglato il 18 marzo scorso a Francoforte, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della Banca centrale europea. È stato allora che i gruppi antagonisti più violenti si sarebbero dati appuntamento a Milano, «tappa numero 2» della loro guerra contro le multinazionali, gli istituti di credito, il potere finanziario mondiale. E già questa mattina la loro settimana di protesta potrebbe avere inizio con azioni mirate e assalti contro obiettivi nel centro della città e in periferia in un’escalation che – almeno questo sarebbe l’obiettivo dei contestatori – dovrebbe sfociare venerdì 1 maggio in una vera e propria guerriglia.

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apr 30 2015

il ventura minacciato 30 04 2015

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IL VENTURA MINACCIATO
Quante storie Marcello Ventura per aver ricevuto dallo stesso avvocato la stessa lettera che a Federico Fasani, a tutela della dignità e della onorabilità dell’Alessia Manfredini, la prima a metterle sotto i piedi fin dai tempi dell’autodenuncia Tamoil: è un modo come un altro per applicare la condivisione tanto cara al professor Galimberti!

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apr 30 2015

osservazioni di un associato-centoquarantadue 30 04 2015

OSSERVAZIONI DI UN ASSOCIATO – CENTOQUARANTADUE
Gli agnellini innnocenti da una parte, i bravacci di capitan Voltini dall’altra!
Pennadoro: pensa che sia stata carpita la buona fede di qualche socio?
Damigello: non credo che in 211 volessero votare l’altra lista. E’ possibile che qualche esponente della minoranza si sia fatto consegnare la delega, tradendo poi la fiducia dei deleganti.
I pivantonini son pivantonini per sempre: il damigello, immagino dal tono dell’intervista accucciato anche davanti a Zanolli Pennadoro Vittoriano, fa la vittima pure sulle deleghe, come se nel suo mondo e ormai anche in tutta Cremona non si sapesse come è andata, cioè esattamente al contrario, con i funzionari della Libera che han battuto con insistenza e ripetutamente, a qualsiasi orario, tutte le aziende comprese quelle degli oppositori, per farsi consegnare deleghe in favore della lista biogas/latte!
Pivantonini per sempre: come al primo apparire, l’autunno scorso, della famosa lettera anonima dei dieci punti, dove la prima e unica mossa, parlo della loro, poi ciascuno ha fatto le proprie, fu quella di chiedere al Consiglio unito la solidarietà ai caporioni per le gravi e infondate accuse!
Ma questi pivantonini non vogliono fare nemmeno i conti del loro Gruppo, il loro motto è sempre: credere, obbedire, combattere; ma per le insegne della Corte di Pivantonio? Ma son capaci di leggere, almeno l’ultima riga del bilancio delle società editoriali, gli unici pubblicati sul giornale, quelle che nel 2013 han perso quasi tre milioni, nel 2014 li han superati, per un totale di sei milioni negli ultimi due anni? Con cosa li pagano se non con un contributo straordinario, che poi per sanare l’intero debito del Gruppo che ormai sfiora i trenta milioni rischia di essere uno straordinario trimestrale, o si chiude?
Divertenti come sempre le dichiarazioni del damigello accucciato: “ora il nostro Consorzio è a rischio”. Il Consorzio Agrario di tutti gli agricoltori cremonesi è cosa nostra e deve essere amministrato coi metodi di don Ernesto celestino, che gli hanno procurato addirittura la mancata presentazione nella lista biogas/latte, per la certezza che la sua sola presenza l’avrebbe fatta andare a picco. Ma torniamo al duetto.
Pennadoro: presidente, lei ha invitato i soci a partecipare compatti eccetera. Qual è lo scopo di quest’appello?
Damigello: ho convocato tutti i nostri delegati per ribadire loro che la Libera non si disgrega dopo una sconfitta, ma che andrà compatta a votare all’elezione del consiglio del Consorzio. Deve prevalere in noi il senso d’appartenenza all’organizzazione.
Non si disgrega, senso dell’appartenenza eccetera, la vedremo quando dovranno chiedere i soldi ai soci, ogni giorno il debito del Gruppo aumenta e non è possibile continuare la favola che non è vero, è solo quel maldicente di Flaminio Cozzaglio a scriverlo: prima o poi i creditori si faranno sotto, e al primo grosso che si presenta gli altri si affolleranno, nel timore d’essere gli ultimi.
Ma l’invito d’oggi del damigello è chiaro: pivantonini di tutta la provincia, correte tutti e votate uniti! vuoi vedere che s’è compiuto il miracolo nella notte e tre o quattro Coldiretti votano per noi, per il bene dell’Agricoltura e del Consorzio?
A tanto s’è spinta la paura che capitan Voltini, per una ben diversa idea del bene dell’Agricoltura cremonese, rifaccia i conti degli ultimi sei anni!

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apr 30 2015

dire e fare 30 04 2015

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DIRE E FARE
Enorme è in città lo sdegno per l’imposizione agli industriali di Cremona, che si sono piegati: ritirate la candidatura di Maurizio Ferraroni alla presidenza della Fiera, deve essere riconfermato il nostro amico Pivantonio, sennò il gruppo Arvedi esce dall’Associazione. Ma una piccola e significativa risposta c’è, per noi sdegnati: quando incontriamo per strada Arvedi Giovanni e Caldonazzo Mario, cambiamo vistosamente marciapiede; quando organizzano la loro cultura al Museo del Violino, evitiamo di farci vedere: la loro cultura di vita ci fa schifo!

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apr 29 2015

un giudice davvero scomodo-sedici 29 04 2015

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UN GIUDICE DAVVERO SCOMODO – SEDICI
Sempre il nostro Guido Salvini, in caccia di guai: s’ode a destra uno squillo di tromba; a sinistra risponde uno squillo. Uno sberlone ai colleghi, un po’ meno violento agli avvocati. Ambasciatore: Office at night, seconda edizione.
—Non ho mai sentito un presidente di Tribunale o un procuratore alzare la mano per dire che la sua sede giudiziaria è costosa e inutile auspicando quindi la scomparsa del posto di comando che ricopre. Abolire i piccoli Tribunali per accorparli ai maggiori e aumentare la produttività comporta anche cancellare un centinaio di cariche direttive e sappiamo quanto sia feroce la lotta tra magistrati per occupare posti direttivi, decisi peraltro non con veri concorsi ma spartiti dalla nostra nomenklatura, le Segreterie delle correnti. E a loro volta gli avvocati, nei piccoli centri, non intendono rinunciare al prestigio di avere lo studio a due passi da quel Tribunale che rischierebbe di sparire. Chi darà per primo il buon esempio?

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