Archive for gennaio, 2015

gen 30 2015

a mali estremi 30 01 2015

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A MALI ESTREMI
Se il Berlusca insiste a rifiutare Mattarella, che sembra una brava persona, Renzi usi i mezzi forti: minacci di proporre la Boccassini. O la Bindi……

Cremona 30 01 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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gen 30 2015

le cose a posto 30 01 2015

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LE COSE A POSTO
Adesso che Emilio Visigalli è fuori pericolo, la vita prima di qualsiasi idea! rivediamo i fatti, per i dati che abbiamo. Le versioni delle due parti non possono concordare, ovviamente; la Procura ha inviato otto avvisi, scrivono i giornali, metà ciascuna. E quindi continuare a scrivere di “aggressione fascista”, diffondendo per giunta la foto di Visigalli con casco mentre partecipa a un corteo, mi sembra prematuro. Come nella faccenda di Charlie Hebdo, potevano risparmiarsi le vignette! fino al pugno a chi insulta mia madre, sua santità il Papa, addirittura!
Su Vita Cattolica di ieri don Vincenzo Rini: barbari dell’estrema destra avevano assalito e gravemente ferito un uomo della sinistra estrema; il Vescovo: riprovevole aggressione subita da un cittadino; e in cronaca LZ: dopo il grave ferimento perpetrato da alcuni neofascisti di Casa Pound.
Capisco, se il coraggio uno non ce l’ha, mica se lo può dare; i quattro gatti dell’estrema destra di Cremona in qualsiasi momento li ficchi in guardina, e la prova l’abbiamo avuta ieri: permesso il concerto nella sede dei barbari di sabato 24, vietato il banchetto in piazza Stradivari di Forza Nuova, entrambe le decisioni per motivi di ordine pubblico.
Ma oggi, il fatto certo “dell’aggressione fascista” a Visigalli è solo questo: avvenuta davanti alla sede del Dordoni nel pomeriggio di domenica, dopo la partita. E il gruppetto di Casa Pound va a far casino davanti alla sede del centro sociale in un momento in cui potrebbe trovarsi di fronte un centinaio di “democratici” armati di tutto punto, visto che la Polizia lì dentro, per ragioni di “ordine pubblico”, non ci mette mai il naso?
Più in grande, è la favola dei comunisti che in Italia non sono mai esistiti!

Cremona 30 01 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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gen 30 2015

pubblicità gratis 30 01 2015

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PUBBLICITA’ GRATIS Il fatto è noto. La Regione Lombardia riduce i vitalizi degli ex consiglieri del 10%, fino al 2018. Chi accetta, chi fa ricorso persino al Padreterno, tra essi la volpe argentata, Rossoni Gianni. Da www.artventuno.it: —Parlamentare contro ex consigliere regionale. Innesca un “caso” politico la decisione di Gianni Rossoni di ricorrere al Tar contro la decurtazione del vitalizio acquisito in virtù del passato come consigliere regionale. A riassumere la vicenda, attaccando frontalmente Rossoni, è il parlamentare dei 5 Stelle, Danilo Toninelli. Sono sconcertato e allibito allo stesso tempo – dice Toninelli –. Vi sembra accettabile che un ex consigliere regionale della Lombardia, dica le seguenti parole: comprendo perfettamente le difficoltà delle persone più disagiate ma possiamo considerare 5.000 euro al mese un vitalizio d’oro?— Visti i tempi favorevoli – tanti vorremmo un vitalizio di 5mila euro ridotto del 10%, Stato Regioni Comuni fanno a gara a chi ci pela di più – il partito di Rossoni Gianni, il Nuovo Centro Destra, ha un’occasione d’oro: lo espelle, e si guadagna l’ammirazione e magari anche il voto di quei tre o quattro italiani che hanno un reddito lievemente inferiore ai 5mila. Tanto Rossoni Gianni, la volpe argentata, non corre il rischio di restare senza lavoro: ogni volta che Pivantonio taglia un nastro, lui è lì vicino a reggerlo. Il nastro, non Pivantonio. Sorridendo.
Cremona 30 01 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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gen 29 2015

j’accuse-trecentosettantaquattro 29 01 2015

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J’ACCUSE – TRECENTOSETTANTAQUATTRO
La magistratura ha molti e anche troppi meriti. Valgano per tutti, dopo il terrorismo, le inchieste sul radicamento della ‘ndrangheta anche nel Nord e sulla nuova corruzione dei pubblici poteri. Ma questi meriti hanno avuto anche un effetto perverso. Anche senza raccontare lo scadimento delle qualità umane che si è registrato negli ultimi vent’anni, invidie, piaggeria, arrivismo e una buona dose di arroganza soprattutto quando si ha di fronte l’utente “piccolo”, la conseguenza principale è stata considerarsi gli unici e perfetti depositari della verità.——————
E’ il nostro Guido Salvini in “Office at night”, appunti non ortodossi di un giudice, scrive appena sotto il titolo, e il risultato del “non ortodossi” è che giudica in una cittadina di provincia invece che in una capitale; e aggiungo, oltre ai meriti professionali ciò che ha rotto gli argini della categoria in arroganza e saccenteria è la resa della classe politica dopo Mani pulite: da allora troppi giudici, considerata la delicatezza della funzione, si son creduti onnipotenti fino al punto di modificare tutto, anche la sostanza materiale, per non parlare delle leggi. Arroganza fino a diventare ciechi e ridicoli. Ma si può, è successo a Cremona e ha corso il rischio della conferma a Brescia, scrivere in una sentenza che lasciare a posta in casa il cellulare, acceso, e uscire per compiere delitti, può essere la dimostrazione di non essere mai usciti, un alibi quindi? Ecco Massa Pio, a pagina 66, perché si vede non ne aveva abbastanza della sfera di cristallo:
“Iori lasciò volutamente il cellulare al piano superiore del suo appartamento…..il cellulare, in definitiva, costituiva parte integrante del suo programmato alibi.”
Fischetti&Vacchiano, invece di segnalare la “scoperta” del collega agli organi disciplinari, oltre che nei fatti la “scoperta” non esiste nella legge, ovviamente! che un cellulare possa trasformarsi in alibi, si limitano a scrivere a pagina 171:
“In conclusione, il comportamento con il quale Iori Maurizio ebbe a lasciare in casa il proprio cellulare non è tale da essere capitalizzato come elemento realmente a discarico, né tantomeno a carico dell’imputato.”
E Iori, che si prende pure l’accusa di rispondere man mano gli si contesta qualcosa, che volete faccia? risponde come avremmo fatto noi:
Iori: Dimentico il cellulare a casa, e di lì è stata una stupidata, perché…
Presidente – È stata?
Iori: una stupidata, cioè ho fatto una stupidaggine, perché dimentico il cellulare a casa? Perché se non l’avessi dimenticato io in caso di ritardi, in caso di dimenticanze dopo due ore o mia moglie mi avrebbe chiamato e l’avrei rassicurata o io l’avrei chiamata fuori da casa di Claudia, anche da casa di Claudia per rassicurarla ed invece stupidamente l’ho dimenticato, e questa effettivamente è stata una dimenticanza assurda, perché mai più avrei dato un appuntamento a mia moglie per poi dimenticare volutamente il cellulare a casa, questa è una cosa assurda. Poi in riferimento anche alle celle, una cella – io non sono un esperto – telefonica tira chilometri e chilometri, cioè da casa mia a casa di Claudia ci saranno ottocento metri in linea d’aria, cioè come si fa a pensare che io possa aver lasciato un cellulare a casa a posta per far simulare una cella telefonica diversa, cioè… comunque, va bene. Il fatto è che lo dimentico. Io tengo – per inciso – sempre il cellulare silenzioso, perché il cellulare io lo uso quando mi serve, quindi se io sono reperibile ovviamente mi è indispensabile, se io sono via e non ho i miei figli con me e può esserci qualche motivo lo tengo perché dovevano farmi delle comunicazioni che potrebbero essere urgenti ma appena posso me lo lascio a casa e comunque sempre in vibrazione o silenzioso, perché se ce l’ho in tasca mentre visito non posso certo essere interrotto da una telefonata, insomma. E comunque mi scoccia che mi suoni in momenti inopportuni, preferisco che suoni eventualmente li chiamo io se non posso rispondere, per cui io non so neanche che suoneria abbia quel cellulare lì. Comunque, il discorso cellulare è finito, andiamo avanti!—————————
E che altro poteva dire?

Cremona 29 01 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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gen 29 2015

parola d’onore 29 01 2015

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PAROLA D’ONORE
Da www.cremonaoggi.it, il miglior informatore cittadino:
—A tutto questo il sindaco Gianluca Galimberti, presente durante l’illustrazione del documento, risponde con una piccola frenata: “Vi sono delle cose che richiedono degli approfondimenti, anche a fronte del fatto che i dati del dossier non collimano con quelli in nostro possesso, soprattutto per quanto riguarda le emissioni. Inoltre i problemi vanno esaminati in un contesto regionale e nazionale, in cui abbiamo le nuove normative del Governo sulla rete degli inceneritori, che introducono novità non del tutto positive, come il rischio di dover fare i conti non solo con i rifiuti da noi prodotti, ma anche con quelli provenienti da altre parti d’Italia. Inoltre la normativa europea chiederà agli impianti standard sempre più stringenti.————- Normativa europea, e speriamo il Galimba si fermi qui, non citi Obama, Putin e gli integralisti islamici: ma non era lui, spalleggiato dalla bionda, la Manfredini, che dalla campagna elettorale, e fino a pochi minuti fa, prometteva, in cambio del voto prima e dell’applauso poi, lo spegnimento dell’inceneritore entro tre anni? Se la colpa, ancora una volta, è di Oreste Perri, ce lo dica, tanto siamo abituati……
Cremona 29 01 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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gen 29 2015

i misteri della jungla nera 29 01 2015

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I MISTERI DELLA JUNGLA NERA Dal Corriere on line: —Standard & Poor’s si appresterebbe a patteggiare il pagamento di 1,37 miliardi di dollari per risolvere le dispute con il Dipartimento di Giustizia e una decina di Stati americani. Standard & Poor’s è accusata di aver ingannato gli investitori con i rating sui mutui, che si sono rivelati inaccurati. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti. Al centro della vicenda ci sono i giudizi positivi dati in passato dalla società di rating ai prodotti finanziari legati ai mutui subprime: titoli che poi, con il crollo del mercato immobiliare americano, hanno innescato la crisi finanziaria scoppiata nel 2007.— Notizie così spuntano da anni; Parmalat fino al giorno prima del botto era una società in cui credere. Come diavolo facciano queste agenzie a trovare chi paga i loro rating, è un bel mistero!
Cremona 29 01 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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gen 29 2015

l’opportunismo degli opportunisti 29 01 2015

L’OPPORTUNISMO DEGLI OPPORTUNISTI
Titolo incalzante del Corriere on line:
-La gaffe di Facebook: non cancello le vignette su Maometto. Anzi sì-
E giù a ridere perché un Tribunale turco ingiunge di togliere le vignette e loro obbediscono. Ecco la chiusura del pezzo:
—Proprio ieri il governo francese ha, ad esempio, minacciato sanzioni contro Facebook e Twitter aggiungendo che le considererà complici delle centrali del terrore se le due reti non smetteranno di ospitare sulle loro pagine i messaggi incendiari dei gruppi jihadisti. Nel caso della Turchia la realtà è molto semplice, quasi disarmante: la Turchia è diventato uno dei Paesi più incalzanti in termini di censura. Facebook non lo nasconde: nel suo rapporto sulla trasparenza si legge infatti che solo nel primo semestre del 2014 la rete sociale ha subito 1893 interventi censori del governo di Ankara: solo con l’India è andata peggio. Ma la società di Zuckerberg si è adeguata. La Turchia è un Paese in pieno sviluppi demografico ed economico, con decine di milioni di giovani attivissimi sul web: un mercato da non perdere.——————– Gli opportunisti del moralismo militante dimenticano che il primo dovere esistenziale di qualsiasi impresa è la salute del bilancio, sennò chiude. E dimenticano di avere appena speso pagine e ragionamentoni per difendere l’uscita di Papa Francesco: se uno insulta mia mamma gli do un pugno, dunque, in sintesi, è comprensibile che gli islamici eccetera eccetera.
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gen 29 2015

tranquilli, tranquilli 29 01 2015

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TRANQUILLI, TRANQUILLI
Non sono mai entrato nelle polemiche sulla sicurezza dell’Acciaieria per un semplice motivo, non me ne intendo, anche andassi sul posto non saprei distinguere tra fastidi evidenti per chi ci abita ed eventuali violazioni di legge eccetera, e scrivo solo su argomenti di cui credo di conoscere “tutto”: poi sul tutto le idee possibili sono tante…
Però sono scoppiato a ridere quando ho letto il comandante dei Vigili del fuoco su www.cremonaoggi.it:
—Primi a intervenire sono stati i Vigili del fuoco, che hanno ripercorso le situazioni in cui si sono verificati i tre incendi tra ottobre e novembre scorsi. A prendere fuoco sono stati i cavi elettrici che scorrono in cunicoli interrati, ha spiegato il comandante. Già dopo il primo incendio abbiamo chiesto all’azienda di mettere in atto alcune prescrizioni e di realizzare degli impianti che consentano di ridurre i rischi. Ottima la risposta da parte dell’azienda, che si è subito attivata e che sta lavorando, sotto la nostra supervisione, per realizzare tali interventi correttivi. Il comandante ha inoltre sottolineato che “La popolazione non ha rischiato nulla durante gli incendi. Gli unici a rischiare sono stati i lavoratori e i vigili del fuoco intervenuti sul posto”————– Gli unici a rischiare sono stati i lavoratori, oltre ai vigili ma è il loro mestiere, la popolazione no? Ci mancherebbe, a meno che l’Acciaieria Arvedi non sia un’Acciaieria ma l’aviazione israeliana durante i raid punitivi…… Quando scrive, il Cavaliere, non è esattamente un uomo preciso, ma in questo momento credo stia rosicchiando la testa del comandante, a mo’ di conte Ugolino!
Cremona 29 01 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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gen 29 2015

osservazioni di un associato-cinquantuno 29 01 2015

OSSERVAZIONI DI UN ASSOCIATO – CINQUANTUNO
Ogni giorno che passa la conferma: Pivantonio, damigel Filippini, accucciato, 26 ventisei pivantonini forse oggi qualcuno in meno, sono capitani coraggiosi; non hanno paura della tempesta in cui si son ficcati, ma che si sappia e, soprattutto, l’esser presi in giro. Magari dai Coldiretti, che stanno già assaporando la vittoria al prossimo voto del Consorzio. In altri termini, non fa dolore il morto, ma che ci siano pochi necrologi sulla Provincia fin che c’è. Anche perché i soldi che entrano servono a tirare avanti la baracca qualche giorno.
Breve promemoria per spiegare la missione di damigel Filippini, accucciato, nelle sedi di zona, ieri Piadena. Da solo non se la sente; gli agricoltori potrebbero fargli domande impegnative, e non può metter davanti, a difesa, questo lo capisce anche lui, l’ombra ingombrante di Pivantonio: sarebbe confessare lo stato delle cose. E siccome ne sa appena un centesimo meno del diavolo, si fa presentare da Criniera di Leone Ardigò, Criniera per gli amici, che interviene appena lo vede in difficoltà, cioè sempre. Motivo della missione è spiegare la nuova Pac, e quando damigel ha finito l’introduzione, ah, sapete, il nome è lo stesso ma i modi son cambiati, tutti!cominciano le domande difficili, cui non si può rispondere: me ne faccia un’altra. Ed ecco salire in cattedra Criniera, che ci sale tanto da farsi dire da un socio: lei è un dipendente, pur fornito di criniera leonina, e noi siamo i padroni, veda di non mancarci di rispetto. Criniera si dà una pettinata e tace.
Capisco il fastidio: il damigello gli ha appena messo in testa il berretto da direttore, e alla prima uscita fioccano servizi completi di barba e capellorum amen. Già, anche questa, mi stavo dimenticando amici lettori; come noto, è più semplice dire sempre la verità, perché ce la ricordiamo, per noi è sempre la stessa; raccontare balle secondo luogo e opportunità esige, minimo, una buona memoria, anche ottima se ne dici tante; damigel Filippini ha appena eseguito l’ordine di licenziare Guido Vezzoni perché in nome e per conto dell’Assemblea ha abolito la figura del direttore, prevista dallo Statuto, mettendo al suo posto due vice con deleghe, e che racconta ai soci di Piadena? Che ha nominato due nuovi direttori, Criniera di Leone, Ardigò per gli amici, per le cose di fiducia, Bonacini per le cose difficili. E quando sarà davanti al Giudice per la causa di lavoro con Vezzoni che racconta, un’altra verità?
Finita la Pac, la presentazione di Criniera eccetera, le domande , fioccano le domande che nessun damigello vorrebbe gli fossero rivolte, e qui sorge impietoso il confronto con Paolo Voltini, il boss della Coldiretti e del Consorzio casalasco del pomodoro: tanto Voltini è dinamico, effervescente, tanto il damigello balbetta, si gira, chiede un soccorso che non arriva! Di questo passo, la Provincia fin che c’è non la compra Arvedi per un piatto di lenticchie, gliela soffia Voltini per mezzo, oltre a qualche centinaio di agricoltori di peso!
La Provincia fin che c’è: a Piadena, giustamente, vogliono sapere, visti i bilanci pubblicati il 20 agosto, sotto come ranocchi: stiamo lavorando sodo, ribatte il damigello, e confermata la direzione dei lavori a Zanolli Pennadoro Vittoriano il risultato è certo. I più sfacciati chiedono della salute della Libera; ottimo e abbondante, signor generale, era la macchietta con cui si rideva di nascosto durante il servizio militare quando il generale in visita chiedeva del rancio: ottimo per i porci e abbondante per gli uccellini!
Così il bilancio 2014 della Libera, parlo solo della struttura sedi/impiegati, non certo delle società, in primis le editoriali, che nell’ultimo Consiglio il damigello presentava sotto di un 100mila euro, a Piadena, ma si sa, siamo in campagna e i campagnoli per il damigello sono tonti, improvvisamente sale in attivo.
Ma vi rendete conto, cari 3mila soci della Libera, che personaggio mandate in giro a rappresentarvi? E quando va a Roma, in Federazione, nei Ministeri, che pensano di voi?

Cremona 29 01 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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gen 29 2015

la solita calata di brache 29 01 2015

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LA SOLITA CALATA DI BRACHE Federico Centenari, www.artventuno.it, ha dipinto come meglio è difficile la situazione:
—Nessun diniego al concerto dei 99 Posse dalla Prefettura, mentre il Comune non autorizza l’evento. La vicenda, così sintetizzata, sembra un paradosso. In realtà è un compromesso per evitare disordini e salvare le apparenze, ossia la contrarietà del sindaco Galimberti. Il Comitato per l’ordine e la Sicurezza, riunito questa mattina, non ha “partorito” il diniego al concerto, che si tiene in luogo privato, sebbene la convenzione del Comune col Dordoni sia scaduta da aprile 2014. L’Amministrazione Comunale, tuttavia, ha notificato alla “Associazione antifascista e antirazzista di Cremona”, che gestisce il Dordoni, la non autorizzazione al concerto di domani sera. La conferma arriva da Palazzo Comunale, in particolare dallo staff del Sindaco. L’evento – spiegano dal Comune – ha le caratteristiche per essere considerato pubblico spettacolo. Questo necessita di determinate predisposizioni per la pubblica sicurezza. Essendo lo spazio di proprietà del Comune, l’Amministrazione ha deciso di non autorizzare l’evento e lo ha fatto con un’apposita notifica all’Associazione—-Evidente che il concerto si terrà all’aperto, le sale del Dordoni son troppo piccole per un evento del genere. Come spiega www.cremonaoggi.it: —Oggi intanto, nel parcheggio del foro Boario antistante il Dordoni sono stati messi i cartelli di divieto di sosta con rimozione forzata a partire dalle ore 17 del 29 gennaio e fino alle 8 del mattino successivo. Ulteriore conferma che il concerto ci sarà e si prevede che terrà occupato buona parte dello spazio destinato a parcheggio. La sala del centro sociale non è sicuramente abbastanza capiente.— Continuo a scriverlo, da anni, e ogni giorno nell’ultima settimana: con gente che si fa le regole a proprio comodo, cedere vuol dire incoraggiare. Il Pubblico ministero ha definito Schettino: incauto idiota. Io non insulto di principio e poi non sarei coperto dalla legge come il Pm, di cui al massimo posso riprendere: incauti. Permettere lo spettacolo a un gruppo che, dopo il sabato di fuoco, si annuncia con un: più bastoni, meno tastiere, per una Cremona rasa al suolo! Lo tentassi io, in strada, davanti a casa mia, passo la notte in guardina, altro che spettacolo: qui ci son tutte le previsioni si ripeta il sabato, e le Autorità si limiteranno a circondare la zona con centinaia di agenti, per mezza giornata. Chi li paga? Non c’è un Procuratore, un difensore civico eccetera, che addebitino i costi nel modo indicato dal 2043cc: qualunque fatto doloso, o colposo, che cagioni ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno? Due conti. Dieci ore a testa per duecento uomini, sto sui minimi, solo di costo lavoro fa un 30/40mila euro: li paghi di tasca propria, Prefetto? Questore? chi ha permesso lo spettacolo. In spregio alle norme amministrative, sanitarie e di sicurezza opposte dal Comune.
Cremona 29 01 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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