gen 31 2015

j’accuse-trecentosettantasei 31 01 2015

Published by at 11:05 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – TRECENTOSETTANTASEI
Un atteggiamento non da Chiesa ma laico comporterebbe non respingere tout court cambiamenti perché provengono da un Governo considerato nemico ma riflettere se le proposte riguardano o no problemi reali, se le soluzioni sono irreparabilmente sbagliate o in parte sensate o migliorabili con la discussione. E allora, forse, molto è da rifiutare. Ma abbastanza c’è da discutere.—————–
E’ sempre il nostro Guido Salvini, Office at the night, Appunti non ortodossi di un giudice, pagine 57/8, che conferma ancora una volta l’ovvio: non ha senso il contro o a favore dei giudici, senza dubbio è pessima la linea dei loro big, Anm in testa, noi abbiamo sempre ragione! (come quella di B, impiegati dello Stato matti e comunisti) perché sono esattamente come noi: bravi, medi, scadenti, e la contestazione va fatta perché i giudici, in piena autonomia, si decidano finalmente a mettere in condizione di non nuocere, al popolo italiano, gli scadenti.
Nel caso Iori, se Salvini è giudice come scrive, avrebbe lasciato strillare a volontà gli Ornesi: Iori è un assassino, poi, ricevuto l’esito dell’autopsia, 95 pastiglie di Xanax o liquido equivalente nel corpo delle “vittime”, avrebbe cercato se è possibile ci riesca un estraneo contro la loro volontà, e avrebbe archiviato subito di fronte all’evidenza. Invece per i suoi colleghi Iori è il Governo nemico, quindi è un assassino, e se non si riesce a trovare la via delle 95, o non se ne parla, o si lamenta la mancanza della sfera di cristallo suggeritrice. Qui sotto le dichiarazioni di Maurizio Iori, false sia a Cremona che a Brescia, perché Claudia sapeva da mesi del matrimonio; il “Governo nemico” ribatte: ma risulta dalle dichiarazioni degli Ornesi subito dopo il fatto, raccolte dalla Procura e dal dottor Gip e acquisite agli atti del processo, che sapevano nulla, quindi se oggi in Aula gli Ornesi ribaltano la versione, minimo gli si chieda perché. Nulla. Nulla può essere accettato, se proviene dal “Governo nemico”.
La parola a Maurizio Iori, Cremona, 20 dicembre 2012:
—E ad un certo punto Claudia mi… va indirettamente – a mio parere – sull’argomento della lettera, perché mi dice: “ho notato con piacere che in queste ultime settimane stai venendo più spesso a trovare Livia e ne sono contenta” siccome nella lettera mi si esortava ad andare di più, lei aveva notato che io avevo risposto cioè stavo andando di più. Allora, anch’io non sono il tipo che parla a volte direttamente, per cui in riferimento a quella lettera che mi aveva scritto, mi sembrava anche stupido presentarmi il giorno dopo dicendo: “guarda che ti prometto solennemente che d’ora in poi verrò di più perché me l’hai chiesto, è giusto, eccetera eccetera” ho preferito dimostrarglielo, perché secondo me, non c’è niente di meglio che la dimostrazione delle cose. Quindi lei indirettamente mi ha chiesto questo ed io indirettamente ho risposto: “sì, sto venendo di più, hai visto che sto venendo di più, però questo non deriva solo dalla mia buona volontà, ma deriva dal fatto che in questo periodo ho più tempo, ho più tempo perché Ambra e Luca sono in vacanza con la mamma perché sto lavorando ma in questo periodo i clienti per lo meno quelli privati sono meno, e quindi, magari al posto di finire alle otto di sera finisco alle sei, e poi mia moglie con Margherita è al mare a Rimini, quindi sono libero a casa”. Ed a questo punto Claudia mi dice: “come tua moglie?” “sì, mia moglie Laura”. Claudia mi dice: “come tua moglie?” “sì, mia moglie Laura” “come tua moglie Laura?” “sì, mia moglie” “perché vi siete sposati?” “sì, ci siamo sposati a marzo”. E lì Claudia si è
arrabbiata tantissimo, ma tantissimo, dice: “ma come, ma ti sei sposato e non mi dici niente, adesso chissà cosa dirà la gente, perché già ci sono tutti questi pettegolezzi ed adesso salta fuori anche questa storia, figuriamoci, ci succederà un finimondo io
divento matta per questa cosa” e si è infuriata, ha cominciato proprio ad urlarmi addosso, io per me era… ad urlare, a urlarmi contro. Urlare tanto, cosa che per me, che per me era nuova. Cioè, io non… Claudia non era la persona, non mi aveva mai
fatto delle scene e questa volta, sì. E urlava, poi ogni tanto si fermava e ricominciava, lei era lì in piedi, si è alzata in piedi, Livia si era attaccato alla gamba, io ero lì seduto che non sapevo cosa dice, cercavo di calmarla, dicevo: “ma ascolta, cosa c’è di
strano, cosa c’è di male, non… non è una cosa che cambia, no, convivevo, adesso mi sono sposato, non è”… e poi comunque, cioè non volevo neanche offenderla dicendo: “non è una cosa che ti riguardi” perché una persona arrabbiata non si va certo a
fomentare in questo modo. Immagino che con la mia voce non avrà neanche sentito quello che dicevo. Però comunque sia, ho pensato: “sto zitto, si calmerà” non si calmava, ho capito che la mia stessa presenza le dava fastidio perché certe cose poi si
capiscono, ho detto: “senti Claudia, mi dispiace, forse è meglio che io vada”. E così mi dà in mano il sushi, mi dice: “prendi questa schifezza”. Mi dà in mano questo vassoio, mi dice: “prenditi questa cosa, questa schifezza e vai” ed io sono andato.—–

Cremona 31 01 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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