Archive for gennaio, 2015

gen 31 2015

j’accuse-trecentosettantasei 31 01 2015

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J’ACCUSE – TRECENTOSETTANTASEI
Un atteggiamento non da Chiesa ma laico comporterebbe non respingere tout court cambiamenti perché provengono da un Governo considerato nemico ma riflettere se le proposte riguardano o no problemi reali, se le soluzioni sono irreparabilmente sbagliate o in parte sensate o migliorabili con la discussione. E allora, forse, molto è da rifiutare. Ma abbastanza c’è da discutere.—————–
E’ sempre il nostro Guido Salvini, Office at the night, Appunti non ortodossi di un giudice, pagine 57/8, che conferma ancora una volta l’ovvio: non ha senso il contro o a favore dei giudici, senza dubbio è pessima la linea dei loro big, Anm in testa, noi abbiamo sempre ragione! (come quella di B, impiegati dello Stato matti e comunisti) perché sono esattamente come noi: bravi, medi, scadenti, e la contestazione va fatta perché i giudici, in piena autonomia, si decidano finalmente a mettere in condizione di non nuocere, al popolo italiano, gli scadenti.
Nel caso Iori, se Salvini è giudice come scrive, avrebbe lasciato strillare a volontà gli Ornesi: Iori è un assassino, poi, ricevuto l’esito dell’autopsia, 95 pastiglie di Xanax o liquido equivalente nel corpo delle “vittime”, avrebbe cercato se è possibile ci riesca un estraneo contro la loro volontà, e avrebbe archiviato subito di fronte all’evidenza. Invece per i suoi colleghi Iori è il Governo nemico, quindi è un assassino, e se non si riesce a trovare la via delle 95, o non se ne parla, o si lamenta la mancanza della sfera di cristallo suggeritrice. Qui sotto le dichiarazioni di Maurizio Iori, false sia a Cremona che a Brescia, perché Claudia sapeva da mesi del matrimonio; il “Governo nemico” ribatte: ma risulta dalle dichiarazioni degli Ornesi subito dopo il fatto, raccolte dalla Procura e dal dottor Gip e acquisite agli atti del processo, che sapevano nulla, quindi se oggi in Aula gli Ornesi ribaltano la versione, minimo gli si chieda perché. Nulla. Nulla può essere accettato, se proviene dal “Governo nemico”.
La parola a Maurizio Iori, Cremona, 20 dicembre 2012:
—E ad un certo punto Claudia mi… va indirettamente – a mio parere – sull’argomento della lettera, perché mi dice: “ho notato con piacere che in queste ultime settimane stai venendo più spesso a trovare Livia e ne sono contenta” siccome nella lettera mi si esortava ad andare di più, lei aveva notato che io avevo risposto cioè stavo andando di più. Allora, anch’io non sono il tipo che parla a volte direttamente, per cui in riferimento a quella lettera che mi aveva scritto, mi sembrava anche stupido presentarmi il giorno dopo dicendo: “guarda che ti prometto solennemente che d’ora in poi verrò di più perché me l’hai chiesto, è giusto, eccetera eccetera” ho preferito dimostrarglielo, perché secondo me, non c’è niente di meglio che la dimostrazione delle cose. Quindi lei indirettamente mi ha chiesto questo ed io indirettamente ho risposto: “sì, sto venendo di più, hai visto che sto venendo di più, però questo non deriva solo dalla mia buona volontà, ma deriva dal fatto che in questo periodo ho più tempo, ho più tempo perché Ambra e Luca sono in vacanza con la mamma perché sto lavorando ma in questo periodo i clienti per lo meno quelli privati sono meno, e quindi, magari al posto di finire alle otto di sera finisco alle sei, e poi mia moglie con Margherita è al mare a Rimini, quindi sono libero a casa”. Ed a questo punto Claudia mi dice: “come tua moglie?” “sì, mia moglie Laura”. Claudia mi dice: “come tua moglie?” “sì, mia moglie Laura” “come tua moglie Laura?” “sì, mia moglie” “perché vi siete sposati?” “sì, ci siamo sposati a marzo”. E lì Claudia si è
arrabbiata tantissimo, ma tantissimo, dice: “ma come, ma ti sei sposato e non mi dici niente, adesso chissà cosa dirà la gente, perché già ci sono tutti questi pettegolezzi ed adesso salta fuori anche questa storia, figuriamoci, ci succederà un finimondo io
divento matta per questa cosa” e si è infuriata, ha cominciato proprio ad urlarmi addosso, io per me era… ad urlare, a urlarmi contro. Urlare tanto, cosa che per me, che per me era nuova. Cioè, io non… Claudia non era la persona, non mi aveva mai
fatto delle scene e questa volta, sì. E urlava, poi ogni tanto si fermava e ricominciava, lei era lì in piedi, si è alzata in piedi, Livia si era attaccato alla gamba, io ero lì seduto che non sapevo cosa dice, cercavo di calmarla, dicevo: “ma ascolta, cosa c’è di
strano, cosa c’è di male, non… non è una cosa che cambia, no, convivevo, adesso mi sono sposato, non è”… e poi comunque, cioè non volevo neanche offenderla dicendo: “non è una cosa che ti riguardi” perché una persona arrabbiata non si va certo a
fomentare in questo modo. Immagino che con la mia voce non avrà neanche sentito quello che dicevo. Però comunque sia, ho pensato: “sto zitto, si calmerà” non si calmava, ho capito che la mia stessa presenza le dava fastidio perché certe cose poi si
capiscono, ho detto: “senti Claudia, mi dispiace, forse è meglio che io vada”. E così mi dà in mano il sushi, mi dice: “prendi questa schifezza”. Mi dà in mano questo vassoio, mi dice: “prenditi questa cosa, questa schifezza e vai” ed io sono andato.—–

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gen 31 2015

osservazioni di un associato-cinquantatre 31 01 2015

OSSERVAZIONI DI UN ASSOCIATO – CINQUANTATRE
—Mi riferisco in particolare alle recenti elezioni che hanno visto un’ accesa contrapposizione tra una “corrente” a favore del Presidente uscente Antonio Piva e altri associati ed anche ex consiglieri che hanno presentato le candidature in “opposizione” alla Lista Piva. L’esito è noto a tutti. La democrazia detta le regole e i fatti avvenuti dovrebbero far riflettere l’intero consiglio richiamandola ad un atto di grande responsabilità per ricompattare il consiglio e creare una “nuova coesione” che permetta di lavorare con lucidità e responsabilità trasmettendo anche all’esterno un’ immagine positiva e coesa— Questo, ricordiamo, è il socio che in autunno si rivolge a Filippini, sperando non sia un damigello accucciato, col “richiamandola” eccetera; come noto il damigello, essendo il socio uno di quelli importanti e di famiglia storica, ricevute le debite istruzioni su ciò che poteva dire, l’ha chiamato per fare due chiacchiere di nascosto, dove immagino avrà promesso mari e monti. Tanto promesso che i nove consiglieri dell’opposizione, in Italia non è una colpa o peggio un reato non essere d’accordo, il 26 gennaio, scrivono ai colleghi agricoltori una lettera col seguente passo: “Abbiamo con grande senso di responsabilità accettato la candidatura del neo presidente Filippini, nonostante non fosse stata condivisa. La nostra fiducia è stata mal riposta e già dalle prime dichiarazioni successive all’elezione il neo presidente liquidava come “beghe personali” le motivazioni che hanno liberamente portato molti soci a sostenere il rinnovamento. Al contrario, per il rispetto e la stima che abbiamo per tutti i nostri colleghi agricoltori e per esserci confrontati con loro durante la campagna elettorale, siamo convinti che l’esito di queste elezioni sia frutto del forte malcontento derivante dalla gestione, spesso non condivisa, della Libera, del gruppo editoriale e del “potere” da questi derivante, da parte del presidente uscente Piva. Non prenderne atto è un grave errore.” Beghe personali: da che pulpito viene la predica! I tre mesi di damigel Filippini possono essere divisi in due parti: prima tenta di espellere dal Consiglio un collega “nemico” per far rientrare Pivantonio al suo posto, ma riceve una pessima telefonata da Roma che convince lui e i 26 pivantonini a chiudere il becco sull’argomento; poi ignora ogni legge, statuto e regolamento, oltre al buon senso e una evidente previsione finanziaria del costo, per licenziare il direttore Guido Vezzoni. E in attesa di perdere a fine aprile la presidenza del Consorzio, questa credo proprio il presidente Guidi non la manderà giù facilmente, conferma Zanolli Pennadoro Vittoriano a completare l’opera di distruzione della Provincia che un tempo c’era, ai tempi felici di Maestroni e Pirondini!
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gen 31 2015

brillante e scanzonato 31 01 2015

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BRILLANTE E SCANZONATO
Parlo di Federico Centenari, www.artventuno.it, che con le credenziali del titolo, vere, non di cortesia da amico, non arriverà mai in giornali del calibro della Provincia fin che c’è, targata Pivantonio/Pennadoro. A volte fin troppo scanzonato. Ecco una prova:
—-Dunque? Tanto terrore per nulla. Una città impaurita oltre misura per un concerto. Aspettative rese incandescenti da un post di troppo su Facebook, quel “Più bastoni, meno tastiere” digitato dall’agente della band. Uscita infelice ma, in fin dei conti, mera provocazione fioccata su una città scossa dai fatti di sabato 24.
Tra le 400 e le 500 persone hanno assistito ieri sera al concerto dei 99 Posse al Dordoni, un concerto che, per i compagni del centro sociale e per tantissimi ragazzi, si è rivelato una festa in nome di Emilio.—————————— Facile, col senno del poi. Prima però non bisogna dimenticare che i tantissimi ragazzi sono gli stessi che Federico descrive così, il giorno dopo: —I dati sulla serata benefit arrivano da un articolo pubblicato ieri sera sul sito del centro sociale. Lo firmano “Le compagne ed i compagni del CSA Dordoni”. «Giovedì sera abbiamo assistito ad un grande concerto dei 99 Posse – scrivono – a cui hanno partecipato centinaia di persone con lo scopo di raccogliere fondi per la famiglia di Emilio. Un concerto attorno al quale è stata creata un’inutile e strumentale tensione da parte dei soliti pennivendoli e sciacalli». Dopo quella per i giornali, ecco la dose per il sindaco: «Inutile ribadire il gesto infame del Sindaco Galimberti che ha deliberatamente espresso la volontà di ostacolare il regolare svolgersi della serata, manifestando chiaramente l’intenzione d’impedire il benefit per il nostro compagno». «Lo stesso Sindaco – aggiunge il Dordoni – che non ha mai mosso un dito al fine di chiudere un covo fascista, che non si è mai espresso sulle aggressioni perpetrate dagli squadristi di Casa Pound, che ha tentato di mettere sullo stesso piano l’aggressione armata di 60 fascisti e la resistenza dei compagni presenti al CSA Dordoni, mistificando e legittimando ancora una volta questi rifiuti della storia con l’ormai obsoleto espediente della rissa fra bande». Secondo Galimberti, «sarebbe stato il corteo di sabato 24 gennaio ad aver rotto il “clima di pace cittadino”, mentre evidentemente, per lui, le aggressioni compiute da Casa Pound in questi ultimi mesi e riportate in prima pagina dai media locali non destavano la minima preoccupazione ed erano pienamente inserite in questo fantomatico contesto di tranquillità»————In città, oltre a pennivendoli, sciacalli, sindaci infami e fascisti, per fortuna non mancano innocui pacivendoli, caro Federico!
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gen 31 2015

contatti del terzo tipo 31 01 2015

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CONTATTI DEL TERZO TIPO
Ne scrivono tutti gli on line più importanti: manovre dell’Inter verso Cassano. Non c’è bisogno di farsi troppe domande: son stufi d’esser l’unica squadra mai scesa in B.

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gen 31 2015

punti di vista 31 01 2015

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PUNTI DI VISTA
Corriere on line: Voti e diplomazia, il ministro Boschi “tessitrice” sul Colle.
Bella com’è, e col “precedente” della Carfagna, figuriamoci il gossip se fosse ministro in conto Berlusconi……

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gen 31 2015

panzer division 31 01 2015

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PANZER DIVISION
Mentre damigel Filippini e Criniera di Leone Ardigò si baloccano coi 26 pivantonini, se ci sono ancora tutti, per sfogare livori personali contro chi ha riso dell’ormai famosa inculata, in piazza del Duomo! di cui patì Pivantonio il 16 ottobre, la Panzer Division dei Coldiretti, condotta con piglio manageriale da Paolo Voltini, bada al sodo e mira alla conquista di Cremona! Da www.cremonaoggi.it, il miglior informatore cittadino:
—Rappresentarsi e saper rappresentare il cambiamento. E’ il titolo del progetto che lunedì 2 febbraio – dalle ore 20.30 presso l’Ufficio Zona di via Ruffini a Cremona – verrà presentato agli agricoltori “under 30” di Coldiretti Giovani Impresa Cremona, in un incontro che accoglierà la presenza del Delegato Regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Stefano Ravizza, e del Segretario Regionale Claudio Piva.— Né Stefano Ravizza né Claudio Piva, non preoccupatevi, nessuna parentela, sono persone da impappinarsi alla prime domande difficili, come damigel Filippini, accucciato, mercoledì a Piadena, con l’assistenza di Criniera. E comunque, continua il giornale, ecco come stanno le cose: —L’atteso appuntamento – cui prenderanno parte il presidente di Coldiretti Cremona Paolo Voltini e il direttore Tino Arosio, accanto al Delegato provinciale Carlo Maria Recchia – è stato preparato da una serie di incontri territoriali, che hanno visto i giovani agricoltori cremonesi dialogare con i vertici della Federazione sulle prospettive e sul ruolo dell’agricoltura, nonché sulle opportunità che si aprono per le nuove generazioni.— A fine aprile il rinnovo delle cariche al Consorzio: di questo passo la Libera, mezze ali damigel&Criniera, selezionatore Pivantonio, sarà ancor più libera, per la gioia più completa del presidente nazionale Mario Guidi!
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gen 31 2015

la piccola cremona 31 01 2015

LA PICCOLA CREMONA
Un nostro grande concittadino, Carlo Cottarelli, viene in visita e che ci può dire?
—In un mondo globalizzato, molto può essere fatto anche da una realtà piccola come Cremona. Che ha una storia internazionale, ma, nonostante le sua grandi bellezze – liuteria e Museo del violino – e le sue eccellenze – agroalimentare e manifattura – non è sufficientemente conosciuta. Lo ha detto Carlo Cottarelli, economista del Fondo monetario internazionale, in città per il convegno ‘Cremona nell’economia globale’, organizzato dalle associazioni ‘Cremona nel Mondo’ e ‘Democratici per Cremona’.——– Da www.cremonaoggi.it, il miglior informatore cittadino; nemmeno Cottarelli riesce a liberarsi dei soliti luoghi comuni: violino, agroalimentare, manifattura, tutto eccellente. Che il mondo ignora, pur cercando e trovando l’eccellenza in ogni luogo. Ancora da www.cremonaoggi.it: —Inaugurati questa mattina a palazzo Fodri i laboratori di diagnostica e restauro di CR.Forma, già attivi da quest’anno scolastico nei locali storici del palazzo acquisito fra molte polemiche dalla Fondazione Città di Cremona. A presentare i nuovi laboratori questa mattina c’erano oltre al presidente di Cr Forma Fabiano Penotti e alla direttrice Paola Brugnoli, i consiglieri regionali Carlo Malvezzi e Federico Lena; il sindaco Gianluca Galimberti; Francesca Pontiggia dell’ufficio di staff del presidente della Provincia Carlo Vezzini. E poi i vertici passati e presenti di Fondazione Città di Cremona, Giacomo Spedini e Uliana Garoli; i direttori di Biblioteca governativa, Archivio di Stato e Ufficio beni Culturali della Diocesi (nell’ordine, Stefano Campagnolo, Angela Bellardi, mons. Achille Bonazzi), gli enti da cui provengono alcuni dei preziosi codici in corso di restauro o appena terminati.———————————— Palazzo Fodri, un gioiello di Cremona, acquistato dalla Fondazione perché restasse ai cremonesi. Invitati tutti all’inaugurazione, tranne il galantuomo Umberto Lonardi, il presidente che sfidando Pivantonio e amici, che del Palazzo volevano fare la loro residenza, provvide all’acquisto per noi. Linciato con centotrenta pezzi dalla Provincia fin che c’è, nel silenzio degli eccellenti cremonesi. Che invitano al suo posto, parlo degli eccellenti che possono, Spedini Giacomo, il successore, che per tre anni, oggi finalmente l’han messo da parte, non ha fatto altro che lamentarsi con la Provincia fin che c’è che l’acquisto del Fodri aveva messo in difficoltà la Fondazione, togliendole liquidità. Balla colossale perché il galantuomo Umberto Lonardi era obbligato dallo Statuto a reinvestire il ricavato dalla vendita del Podere Valcarengo. Non sto a farla lunga: fin che i cremonesi che contano mettono davanti a un galantuomo come Umberto Lonardi, uno Spedini Giacomo, questa è la scala dei valori, evidentemente, anche se Cremona avesse davvero le eccellenze che vantano, sarà sempre una città di (censura), ehm, allora facciamo: minore.
Cremona 31 01 2015 www.flaminiocozzaglio.info

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gen 30 2015

j’accuse-trecentosettantacinque 30 01 2015

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J’ACCUSE – TRECENTOSETTANTACINQUE
Sempre dal libretto del nostro Guido Salvini, Office at night, appunti non ortodossi di un giudice, e che non siano ortodossi, in altri secoli sarebbe finito direttamente sul rogo e non voglio pensare andasse, oggi, a far giustizia pensando così in un Paese islamico, lo si ha per certo dal passo a pagine 66/7, qui sotto:
“Sarebbe utile, lasciando per un momento da parte l’età e le notti di Ruby, un osservatorio o una convention permanente, per il miglioramento, non la riforma che è un termine abusato, della giustizia. Un luogo, con la presenza di tutti, politici dei diversi schieramenti, magistrati, avvocati, docenti, personale della giustizia, in cui convogliare tutte le proposte per migliorare la giustizia in modo razionale, terreno sino ad ora appannaggio solo del Governo e di Csm ed Anm che vivono di contrapposizioni permanenti. Potrebbe essere un laboratorio di idee e anche un luogo di inizio di pacificazione di cui abbiamo bisogno in un periodo in cui la giustizia è un infinito talk show in cui vince chi è più bravo a zittire l’altro.”
Non sarà scritto da alcuna parte, ma sono certo Guido Salvini stia sulle palle ai tanti colleghi convinti di sedere alla destra del Padre: ascoltare altri per giungere alla verità? Ma non diciamo fesserie!
Torniamo alle disgrazie di Maurizio Iori, non c’è bisogno di spremete le meningi per impostare corsi utili ai neomagistrati, basta far studiare il procedimento che ha subito, fin dai primi passi, perché i giovani capiscano cosa non si deve fare: non lo capissero, li si dirotti ad altri servizi. Le chiavi della casa di Laura: se c’è un assassino, deve averle perché la porta era chiusa dall’interno. Non c’è prova Iori le abbia, ma soprattutto nemmeno la si cerca, bastano le dichiarazioni disinteressate e certe del clan Ornesi. Le dichiarazioni di Iori sono naturalmente false, e non reggono nemmeno alla logica: cosa me ne facevo? logica che invece è buona per Paola Ornesi. E Salvini scrive di laboratorio di idee? Cattedra da un lato, banchi dall’altro!
Ecco le balle di Maurizio Iori, sempre dal verbale del 20 dicembre 2012:
—Comunque, il discorso cellulare è finito, andiamo avanti! Prendo le mie cosette fornello, sushi e vado a piedi a casa di Laura… di Livia. Suono, salgo come facevo sempre, perché ribadisco che io quelle chiavi non le ho mai avute, quando abbiamo fatto il rogito c’era anche Claudia, c’era la persona del leasing mi hanno consegnato una bella busta grande con dentro i documenti del leasing, probabilmente c’era il contratto di leasing e le piantine catastali e queste le ho tenute io. Poi c’era un’altra busta con il regolamento di condominio, probabilmente una copia delle piantine catastali e forse – perché io non lo so – le chiavi, e questa se l’è presa Claudia. Io non so se le chiavi fossero lì in quella busta o se Claudia, come presumo che sia successo ma non ne sono sicuro, sia andata in agenzia dal venditore a prendersele.
Dal venditore, dall’architetto Riboli a prendersele, perché io non ho… non solo non ho visto le chiavi, non ho mai neanche visto la busta in cui erano queste chiavi. Comunque sia, quando allora, questa casa l’ha scelta Claudia e mi va benissimo questo, perché io l’avevo esortata a scegliere la casa che le potesse piacere di più c’era solo un vincolo economico: “non puoi spendere più di duecento mila euro”….. Quindi, lei è andata da Riboli, ha visto la casa, ha chiesto quanto costava, me l’ha detto, siamo andati insieme a vederla, perché giustamente voleva che… avere anche la mia approvazione………. Per quanto riguarda tutte le altre cose era evidente e dichiarato che Claudia sarebbe stata l’occupante dell’appartamento e Riboli lo sapeva benissimo. Quindi insomma, in sostanza io queste chiavi non le avevo e su questo penso che non si possa in nessun caso dimostrare il contrario, perché non le ho mai avute e quindi, e ne sono certissimo. Allora, comunque queste chiavi che non avevo mica bisogno, io ero ben accetto in quella casa, cioè non avevo nessun bisogno di andarci quando non c’era nessuno ed ogni volta che volevo andare Claudia giustamente favoriva il mio accesso e quindi, non c’era nessun motivo per cui dovessi averle queste chiavi suonavo ed andavo. Oltretutto io non sono certo tipo da… per nessuno, di non programmare le visite. Quindi, sono sempre stato così ed avverto sempre le persone, se è possibile non il giorno stesso ma il giorno prima o giorni prima, del fatto che ci vedremo o faremo, perché sono fatto così, sono un programmatore com’era Claudia e su questo – come ho già detto – andavamo perfettamente d’accordo.—————————————————-
Non c’è nemmeno, per i padroni del processo, la terza via: Iori ricorda male, ed è comprensibile visti i fatti. Iori mente perché ha le chiavi perché altrimenti non potrebbe essere l’assassino, è l’esito del laboratorio idee di Cremona e Brescia!

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gen 30 2015

scherzi a parte 30 01 2015

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SCHERZI A PARTE
Toto candidati strani; la Castellina, Feltri, Imposimato, ma non c’è limite alla buffonaggine: s’è fatto il nome del premio Nobel Fo Dario. Che però s’è detto indisponibile per motivi professionali, sta riscrivendo Mistero Buffo, al posto di Cristo: Maometto, perché ci tiene tanto a finire di nuovo sui giornali di tutto il mondo!

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osservazioni di un associato-cinquantadue 30 01 2015

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OSSERVAZIONI DI UN ASSOCIATO – CINQUANTADUE
Da un momento all’altro si commissaria l’Enpaia, quindi i sostenitori di Pivantonio, damigel Filippini in testa, che per l’occasione ha ottenuto il permesso di rialzarsi un poco, Criniera di Leone Ardigò a un millimetro, poi i 26 pivantonini eccetera, stan già spargendo a piene voci: il ministro s’è impegnato a che il commissario sia Lui!
Povero Pivantonio, ha appena perso i 170mila euro che la carica di presidente Libera, per il bene dei soci agricoltori cremonesi, gli procurava, sarebbe ingiusto perdesse anche i 170mila dell’Enpaia, per il bene degli agricoltori dell’Italia intera!
Non vorrei che al prossimo Consiglio il damigello parlasse di ricapitalizzazione per consentirgli di tirare avanti, e dopo, con calma, per i debiti del gruppo Libera.
Due chiacchiere in libertà, ieri, con un socio informato: la lettera dei dieci punti d’accusa? Troppo breve, almeno trenta! Ma no, faccio io: troppo lungo, non ti leggono; essenziale e decisivo che gli oppositori la presentino, con tutti i crismi formali di legge, al Collegio dei sindaci, che la conosce sì come mezza Cremona, ma fin che non è accompagnata dai crismi, la può ignorare!
E una lettera, sempre ridotta a dieci punti, la si prepari anche per le vicende del Consorzio, che a voce gli agricoltori discutono, e poi si fermano lì. Perché la rinascita vera della Libera, se riesce a restare in piedi nonostante la bufera dei conti, si fonda solo sullo studio accurato di quanto successo negli ultimi anni, e la proposta di rimedi seri. Tutto qua. Lasciando perdere i rapporti personali fino alla salvezza; dopo si litighi pure, è fisiologico in un’associazione tanto grande e importante.
Fidarsi di damigel Filippini, accucciato? Cari tremila soci Libera, tutti, amici e non, tacciate di falso la lettera degli oppositori, o datevi da fare; che dite di questo pezzo?
“Finita la fase delle ‘nomine’ che si è conclusa con la composizione del consiglio di amministrazione del giornale La Provincia, fatta anche questa in modo unilaterale e senza la possibilità di esprimere il nostro parere, speravamo fosse arrivato il momento di affrontare i gravi problemi che riguardano il nostro settore. In realtà ci sbagliavamo perché l’attività si è concentrata per un mese sul tentativo, non riuscito, di espellere un consigliere nel chiaro intento di far rientrare il presidente uscente non eletto, e il mese successivo nello studiare le modalità per licenziare il direttore Guido Vezzoni, colpevole di non aver sostenuto la ‘lista Piva’, dimenticandosi che il personale dipendente deve essere escluso dagli sforzi elettorali.”
Né l’opposizione né io abbiamo la pretesa d’esser creduti sulla parola: vi risulta che damigel Filippini, accucciato e assistito da Criniera, alla guida dei 26 pivantonini, abbia concluso altro nei suoi primi tre mesi?
Sta facendo il giro delle sedi di zona, il damigello, per spiegarvi tutto, e se non ce la fa interviene Criniera: quando ha finito di parlare di Pac, latte e sanzioni alla Russia che danneggiano l’agricoltura italiana, chiedetegli cosa ha fatto per Cremona, nei primi tre mesi, oltre a confermare la fiducia a Zanolli Pennadoro Vittoriano, alla direzione della Provincia fin che c’è.

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