giu 30 2014

j’accuse-centosessantadue 30 06 2014

Published by at 9:56 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – CENTOSESSANTADUE
Visto il successo nel calcio, un grande proprietario di strumenti di comunicazione come Silvio Berlusconi, invece di continuare a insultare i giudici (per me: non si insulta nessuno, è molto più facile, corretto e accettato prendere per altro verso, il repertorio è ampio, dalla battuta lieve alla satira urticante), dovrebbe prendere i loro atti, i più lontani da lui, per essere meglio della moglie di Cesare, e sottoporli alla moviola! Pensate, cari lettori, alla condanna vivisezionata dei grandi tecnici che non han saputo prevedere il terremoto dell’Aquila, messa in scena e spedita in tutto il mondo, che non ridano solo delle barzellette spinte di Berlusconi, specie in Giappone.
Ma ormai anche se leggo e commento di tutto, impressionanti le analogie col caso Yara dove le prove, se confrontate con quelle che non ci sono nel caso Iori, sono al servizio della sentenza non della verità, l’unico processo che conosco fin nei minimi dettagli è il nostro solito, delle 95 pastiglie di Xanax, propinate alla rocambole da Maurizio Iori. Ed è buffo confrontare il primo atto completo e che ha una sorta di definitività, l’ordinanza di convalida del dottor Gip, con le 97 paginette di Massa Pio: sembrano l’una lo sviluppo dell’altra, come presumibilmente quella che sta scrivendo Vacchiano Massimo, e per un motivo logico comprensibile temo, per la condanna serve inventare, che non è facile come sembra, perché i fatti mancano, e allora tanto vale, una specie di copia incolla, lavorare sull’esistente.
Se movioliamo tutto, a partire dall’inizio, senza ingoiare alla rinfusa perché ogni giorno riceviamo troppi messaggi, credo che mancheremmo di rispetto al dolore enorme che sta prima del racconto, ridendo a crepapelle, perché il racconto riesce a farci dimenticare i fatti. Uno legge dell’affermato oculista che uccide la figlia e l’ex amante ma più di tanto non si ferma, perché nella stessa pagina ci sono notizie che lo interessano di più, quindi, per l’interesse che ne ha, dà per scontato che così sia successo, perché succede, ahinoi, e sorvola sui motivi. Che i giudici a norma di legge non hanno obbligo di individuare ma che nel nostro caso, alla ricerca della perfezione, vogliono mostrare aver trovato. E’ impressionante come Massa Pio, un anno dopo, col tempo e i mezzi per farsi un’idea propria, abbia tenuta per vera la versione affrettata del dottor Gip, pagina 118:
“Il contenuto della lettera scritta da Claudia e ricopiata dalla madre su un’agenda e consegnata a questi Uffici appare piuttosto grave e destabilizzante per la vita di Maurizio Iori, una vita fatta di altre vite parallele e segreti di cui era molto geloso per timore di ripercussioni personali, familiari e d’immagine. Certamente la consegna della lettera avvenuta intorno al 12 di luglio ha alterato gli equilibri che Maurizio Iori si era faticosamente costruito negli anni e che rischiavano di saltare a causa della presa di coscienza di Claudia. Verosimilmente in una persona equilibrata questo forse non sarebbe sufficiente come movente per un omicidio così efferato ma Maurizio Iori è una persona equilibrata o è una persona che soffre di turbe psichiche? Questo potrà essere verificato da uno specialista.”
Movioliamo il pezzo, stringendo, potrei scrivere pagine su pagine; al momento dell’arresto non c’è l’esito di alcuna prova, nemmeno l’autopsia, e gli indizi sono: Iori ha negato d’aver comprato le bombole e d’essere stato a cena da Claudia, i corpi erano nella stessa stanza ma in letti diversi, nell’ordinanza son racchiuse le registrazioni di telefonate e vengon tenute buone solo quelle contro. Basta, e allora vien in soccorso la lettera, dove si dan per certi elementi immaginari sull’intimo di Iori, per concludere che potrebbe essere un assassino se fosse persona che soffre di turbe psichiche, stato che dovrà!! essere verificato da uno specialista e, tanto per la cronaca, sarà lo psicologo del carcere, che lo trova del tutto normale e con aggressività zero! Intanto, nel dubbio, dentro!
Provi il Berlusca a mettere in scena a Canale 5 questa prodezza del signor giudice che tutto può, e magari anche i suoi non elettori si convincono che le cose non sempre sono come le raccontano i giudici.
Domani il cappello che Massa Pio appoggia sulla lettera, anche per lui unico movente.

Cremona 30 06 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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