feb 28 2014

j’accuse-quaranta 28 02 2014

Published by at 9:14 am under cronaca cremonese,Giudici

J’ACCUSE – QUARANTA
Quando sostengo che troppi giudici, non la maggioranza, troppi per la funzione delicata che svolgono, operano infischiandosene dei principi fondamentali della legge, oltre che di logica e buon senso, i più stizzosi di essi mi possono querelare fin che vogliono, con l’ovvia condanna dato che giudice è un loro collega, ma gli esempi che mi danno ragione spuntano come funghi, ogni giorno, da posizioni incredibili. Tralascio il resto delle considerazioni raccolte dall’Ansa, riporto integrale quanto ha scritto la Stampa on line:
“In presenza di dubbi e perplessità e nel rispetto di tutte le opinioni, sembra corretto in linea generale più assolvere un colpevole che condannare un innocente. A dirlo è il Procuratore generale di Roma, Luigi Ciampoli, commentando l’assoluzione di Raniero Busco dall’omicidio Cesaroni, avvenuto a Roma , in via Poma, nel 1990.”
Un Procuratore generale, non un giudice onorario di paesello, dichiara ai giornali che sembra corretto eccetera eccetera? Ma lui l’ha letto e capito il 533 del codice di procedura penale, quello tanto chiaro da essere facilmente inteso da ciechi sordi muti e chi più ne ha, più ne metta, che impone: il giudice pronuncia sentenza di condanna se l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio?
O che il termine “dubbio” abbia un significato per il popolino, altro per chi indossa la toga forte e giusta? Ma non si vergogna, nella sua posizione, a sostenere in pubblico una tesi che non fa che confermare quanti colleghi, oltre a lui col suo tremendo “sembra corretto”, si ritengano superiori alla legge perché la legge ha valore solo come da essi adattata alla “voglia” del giorno?
Se un giudice come un Procuratore generale di Roma si permette di trattare così la legge, non stupiamoci di un Massa Pio che dopotutto lavora su 95 pastiglie di Xanax, che il Maurizio Iori di turno, ieri a lui e domani forse a noi cari lettori, ha “propinato” di nascosto in pochi minuti quasi a digiuno a Claudia Ornesi: fatte le debite proporzioni, se un Procuratore generale eccetera parla così, Massa Pio avrebbe il diritto di non fermarsi a 95, almeno duemila pastiglie, ed essere creduto sulla parola!
Andiamo avanti, tanto per mostrarvi la tecnica di Massa: non le due parole necessarie e sufficienti a spiegare come Iori, ma io, lui, voi, noi tutti! ha aperto la bocca di Claudia, 92 pastiglie, e Livia, tre, ma un tourbillon continuo che non arriverà mai al punto essenziale, ma vi farà dimenticare che esiste, almeno nelle sue intenzioni. Pagina 62: “Ad un attento esame emergeva poi che i blister avevano colorazione diversa (7 bianchi e 3 grigi, il differente colore indica che il periodo di produzione è diverso, i blister bianchi risultano prodotti fino al novembre 2010, gli altri successivamente) e soprattutto che da tutti i blister è stato levato il quasi invisibile talloncino che indica il lotto di produzione e la data di scadenza. Anche le scatole che non si trovano riportavano analogamente lotto di produzione e data di scadenza nonché l’indicazione se trattasi di confezione da vendersi in farmacia o per uso ospedaliero. Il mancato rinvenimento delle scatole e la rimozione dai blister dei talloncini sono perfettamente compatibili solo con il comportamento di chi intende impedire controlli sulla provenienza del farmaco (dal lotto si può passare alla zona di vendita e forse anche alla farmacia o all’Ospedale). Non può invece seriamente pensarsi che Claudia Ornesi abbia, giorni prima della decisione di suicidarsi, tolto i blister dalle scatole, levati i talloncini dai blister e buttato via scatole e talloncini!”
Prima parte delle recita, da collegare con la scoperta del Procuratore generale di sopra. Neanche qui, come in nessuna delle altre 97 pagine della motivazione, alcun cenno di ciò che conta veramente, come abbia fatto Iori o un qualsiasi altro potenziale assassino a far mangiare le 95; molte chiacchiere invece e naturalmente in una sola direzione sul perché fossero prive di segni di riconoscimento. Premesso che non è compito della Difesa, per ragioni di diritto e civiltà, dimostrarne il motivo, sul piano logico ci sta tranquillamente che avesse provveduto Claudia, se l’origine delle 95 non fosse stata chiara, converrebbe anche il Procuratore di sopra dopo l’assoluzione sul caso Cesaroni!

Cremona 28 02 2014 www.flaminiocozzaglio.info

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